Valentino Odorico: ritorno in Italia per nuovi progetti

Milano, 12 aprile 2021 – Valentino Odorico è un nome molto conosciuto nel settore della moda: da numerosi anni è un giornalista affermato che collabora con importanti testate internazionali, quotidiani e mensili di settore.
In Svizzera, da oltre un decennio, è anche il volto televisivo che racconta il mondo della moda, le tendenze e che conduce programmi dedicati allo stile.
Odorico è anche un guru della comunicazione nel settore lifesyle; è infatti co-founder della Nazca Srl, società internazionale di consulenza specializzata nella comunicazione per la moda, il design, il beauty, il personal branding, oltre a coordinare progetti editoriali a 360 gradi.

L’azienda italiana, in forte espansione, realizza soluzioni creative e di marketing per numerosi marchi, aziende e persone, curandone il posizionamento con idee innovative e personalizzate.

Fare impresa oggi vuol dire anche saper comunicare nel modo corretto: ogni servizio o prodotto, pensato per uno specifico target, deve essere narrato in modo coerente e preciso. Il web, la carta stampata ed i social sono canali che diventano il biglietto da visita dell’azienda e delle persone che lavorano al suo interno.

La Nazca, nella sua visione, accompagna gli imprenditori e le aziende in un percorso di brandizzazione vincente: non basta dire “siamo i migliori” ma oggi è fondamentale creare un racconto che faccia venire voglia al consumatore di seguire ed appassionarsi al marchio, alla persona, perché si propone qualcosa di veramente diverso. Il valore aggiunto è quindi il sapersi differenziare dalla concorrenza. Coordinare la comunicazione e il modo di presentarsi è fondamentale.

Che si tratti di veicolare un comunicato stampa, agire con un’azione di pr, comparire con articoli o prodotti sulle testate, il tutto deve essere ideato in un’ottica di “unicità”. Un nuovo modo di fare comunicazione, lontano dalle dinamiche tipiche delle solite agenzie di comunicazione. Anche dal punto di vista del servizio offerto, il cliente non deve pagare un servizio ma, in una nuova visione di progetto “su misura”, tutta la consulenza e il lavoro è, ad esempio, calibrato sul budget disponibile. Creare la migliore strategia per spendere in modo intelligente il budget, piccolo o grande che sia.

Valentino Odorico, che è stato anche docente presso l’Istituto Europeo di Design di Como, oggi è considerato uno dei massimi esperti nel mondo dell’editoria e della comunicazione settoriale, riconosciuto per le sue intuizioni e per l’approccio veramente personale e mirato nel far crescere l’immagine delle aziende.

Oltre a scrivere per vari magazine, vivendo nuovamente a Milano, sta valutando anche alcuni nuovi e stimolanti progetti televisivi sull’Italia.

 

Valentino Odorico (ph. Daniela Caimi)

Lavoro: come lavorare di meno e godersi la vita di più

Lavorare di meno per godersi la vita di più è possibile, basta sapere come fare…

Roma, 15 gennaio 2020 – In tempi in cui la settimana lavorativa corta è più un miraggio che è altro è possibile uscire dalla gabbia del criceto e riprendere il controllo della propria vita, finanze e tempo libero è possibile?

A sentire Carlo D’Angiò sembra di si.

Carlo è un infopreneur, cioè un imprenditore moderno dell’informazione, ma è anche uno studioso della materia del lavoro e del life style da oltre 25 anni. Ed è stato uno degli anticipatori storici in Italia del nuovo agognato modello di vita che punta a “lavorare di meno per godersi di più la vita”, la famiglia, il tempo libero.

Nel 2007, infatti, tra lo stupore e le critiche dei suoi colleghi, si è cancellato dall’ordine professionale dei consulenti del lavoro, rinunciando persino alle cariche istituzionali raggiunte in seno all’albo, per concedersi una vita più tranquilla, meno frenetica, all’insegna di una maggiore libertà di tempo.

A Carlo abbiamo chiesto come riesce a conciliare il minor carico di lavoro con le esigenze economiche di una famiglia di 5 persone, come la sua.

“Lavorare di meno”, ha dichiarato, “non significa guadagnare di meno. Anzi. Si ha più tempo per fare scelte intelligenti che portano a un maggiore guadagno”.

Non sono dunque le ore di lavoro il fattore necessario di un reddito dignitoso?

“Il presentismo, ovvero, l’atteggiamento di chi crede che più ore al lavoro equivalgono a maggiore guadagno non paga più da molti anni, oramai. Oggi ci sono modelli molto più redditizi che non richiedono il duro lavoro, richiedono intelligenza”.

Che significa lavorare con intelligenza?

“Significa che il tuo sistema di entrate non deve dipendere dalle ore di presenza in ufficio o in strada su una vettura. Il tuo sistema di entrate deve prescindere dalla tua presenza. E un po’ come automatizzare la lavanderia. Le lavatrici automatiche incassano soldi anche quando il titolare non è presente”.

Quindi, dovremmo aprirci delle lavanderie automatiche o cose simili?

“No. Quello della lavanderia è solo un esempio. Ci sono tanti modi diversi per cominciare a svolgere un lavoro intelligente in sostituzione di un lavoro duro e scarsamente retribuito. E  ciascuno di questi modi consente alle persone di provarci gradualmente, senza correre rischi. Quando nel 2007 mi sono cancellato dall’ordine professionale dei consulenti del lavoro non l’ho fatto improvvisamente, rischiando di non avere più entrate, ma solo dopo alcuni mesi in cui ho avuto modo di provare un sistema alternativo, più intelligente, più remunerativo e soprattutto meno impegnativo”.

Cosa suggerisci quindi ai nostri lettori?

“Suggerisco di ascoltare il mio ultimo workshop: non costa nulla, e contiene tutte le informazioni che servono per costruirsi una vita migliore, più ricca e più felice”, conclude Carlo D’Angiò.

Per visionare «Come uscire dalla gabbia del criceto e riprendere il controllo totale della tua vita, delle tue finanze e del tuo tempo», il nuovo workshop di Carlo D’Angiò basta andare all’indirizzo  https://phoenix.carlodangio.academy/workshop.

 

 

Alessio Vinassa, il giovane startupper passa dall’oro ai pagamenti online

Roma, 16 settembre 2019 – Negli ultimi anni, l’imprenditoria giovanile ha visto una forte crescita, grazie a persone ambiziose e con una grande voglia di fare e mettersi in gioco. Gli esempi di successo sono diversi, come quelli del giovane startupper italiano Alessio Vinassa, sicuramente uno dei più evidenti.

Alessio è un giovane imprenditore che ha fatto fortuna con una impresa di estrazione dell’oro in Burkina Faso e che sta per varare, a partire di settembre, un nuovo sistema di pagamenti online sicuri e veloci, basati sulla blockchain.

L’idea le è venuta perché mezzi e strumenti per il montaggio del sito di estrazione dell’oro provengono da varie parti del mondo, per cui è necessario effettuare transazioni intercontinentali veloci con pagamenti sicuri ed efficienti.

Purtroppo però non è sempre possibile con gli istituti bancari, per via dei lunghi tempi di attesa e dei limiti di invio. Per questo motivo Vinassa decide di fondare la AMAAR Management LTD, società specializzata nella programmazione di software per sistemi di pagamento.

La AMAAR Management LTD sta creando un istituzione di pagamento a cui possono accedere aziende, liberi professionisti e anche privati senza P.IVA, che sarà lanciato a novembre 2019.

Il software permetterà di creare un account scegliendo i servizi in base alle proprie esigenze e sarà messo a disposizione un team di supporto 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana.

Quando viene aperto l’account, il cliente ha l’opportunità di presentare se stesso e la propria attività (se si tratta di un account aziendale). In questo modo, l’istituto di pagamento, rilasciato da AMAAR Management LTD, sarà in grado di sapere in anticipo cosa aspettarsi dal proprio cliente, senza dover richiedere ulteriori controlli in seguito. Ciò consente inoltre ai clienti di usufruire di un account adatto alle proprie esigenze, avere un risparmio di tempo, velocità nell’attivazione e nei servizi e maggiore sicurezza.

Nell’arco di un’ora, il cliente avrà un account verificato e riceverà una carta virtuale per effettuare acquisti online e inviare fondi.

Per l’account aziendale saranno necessarie 48 ore per la verifica, dopo di che si riceverà un ID digitale e si potrà scegliere un upgrade per ricevere servizi progettati esclusivamente per la propria attività, potendo accedere a funzioni utili per le operazioni aziendali, quali tempi di consegna, normative, interazioni nazionali ecc

Le transazioni dei clienti saranno registrate in blockchain, per offrire il massimo livello di sicurezza, tutelando la loro privacy, e tutte le operazioni saranno eseguite online e con tempi rapidi.

Tutto potrà essere fatto online in totale sicurezza e comfort, rimanendo disponibile 24 ore al giorno.

Per chi lavora con il resto del mondo non potrà fare a meno di questo software per gestire transazioni da ogni parte del mondo.

Chi è Alessio Vinassa

Alessio si è avvicinato al mondo del lavoro all’età di quattordici anni svolgendo diversi incarichi, dimostrando già da allora la sua capacità di adattamento e velocità di apprendimento. La sua curiosità lo ha avvicinato al mondo dell’imprenditoria, e a diciotto anni ha iniziato a studiare e ad apprendere tutto quello che c’era da sapere per iniziare il suo progetto.

Si arriva così al 2010, quando Alessio si imbatte nella grande opportunità della sua vita, quando incontra la persona che poi sarebbe diventata suo partner in affari, che gli fece una proposta di lavoro per entrare nel mercato del Burkina Faso. L’idea era quella di basare una nuova azienda su un prodotto la cui domanda è in continua crescita, l’oro. Il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo, ma è custode di un grandissimo tesoro: pepite d’oro intrappolate nella roccia.

Alessio Vinassa decise di credere e investire nel progetto. In sei mesi percorse 70.000 chilometri di strade sterrate in Burkina Faso, alla ricerca del luogo dove iniziare la sua attività. Nel 2013, Vinassa e il suo partner subaffittarono la prima concessione, investendo 50.000 euro per acquistare un primo escavatore, un camion, una terna e due mulini. Dopo qualche settimana, il progetto iniziò ad attirare l’attenzione di alcuni investitori e grazie al loro contributo si poté avviare l’impresa della costruzione di una miniera d’oro a cielo aperto.

Dopo l’impresa nel campo dell’oro Alessio annuncia a metà del 2019 il lancio di un nuovo sistema di pagamenti mondiale, a partire da novembre 2019.

Per seguire le imprese del giovane startupper basta seguire il suo blog all’indirizzo www.alessiovinassa.blog.

 

 

 

 

Crisi della ristorazione, l’esperto: “In Italia i ristoratori non sono veri imprenditori e non fanno marketing”

Roma, 4 settembre 2019 – Nel 2018 in Italia sono 7.412 i ristoranti che hanno avviato l’attività e 13.742 i ristoranti che l’hanno cessata, con una perdita secca di 6.330 imprese di ristorazione. Un dato peggiore del 2017, quando il saldo negativo tra imprese aperte e chiuse nella ristorazione è stato di 6.051 unità. A registrare questi dati la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.
Un trend negativo negli anni dunque, che vede sempre meno ristoranti nel nostro paese, con un tasso di turnover pari a -3,4% che indica che il settore sta perdendo 3,4 imprese ogni 100 attive.
Ma come mai tutte queste chiusure visto che il settore, in realtà, è uno dei pochi in cui la crisi non ha influito molto?
I dati ci dicono anche infatti che il cliente italiano continua a mangiar fuori, con una spesa fuori casa annua molto simile a quella del periodo pre – crisi.
“Le chiusure in Italia sono dovute essenzialmente ad una scarsa capacità imprenditoriale da parte dei ristoratori italiani, con particolare riferimento a carenze su capacità e conoscenze di Management e Marketing” ci dice Alex Bartolocci, esperto di Marketing della Ristorazione, creatore di Professione Ristoratore, Scuola di Management e Marketing per i Ristoratori e autore del testo “La Bibbia del Ristoratore di Successo”.
McDonald’s, Autogrill, e le più grandi catene di ristorazione adottano con sapienza strategie in grado di portare clienti nei loro locali. Sistemi di marketing che anche i più piccoli ristoratori oggi devono imparare ad implementare nelle loro attività se vogliono rimanere in piedi e prosperare. In dettaglio per i ristoranti oggi è necessario mettere in piedi un processo di marketing scientifico, un funnel marketing, in grado di garantire numeri certi al ristorante” spiega Alex Bartolocci.
Ma cos’è esattamente un funnel marketing?
La parola funnel significa letteralmente “imbuto”, oggetto utilizzato spesso in cucina e che ha due caratteristiche principali:
– Ciò che ci finisce dentro fatica ad uscirne.
– Ciò che ci finisce dentro viene spinto verso una direzione ben precisa.
Nel marketing riuscire a realizzare un funnel significa creare una strategia che ha come obiettivi principali quello di acquisire nuovi clienti, veicolandoli verso scelte ben precise.
Basti pensare a tutte le volte che ognuno di noi è caduto in un funnel di marketing senza neanche rendersene conto.
McDonald’s, Autogrill, Ryanair, Ikea, Amazon o più semplicemente le più grandi aziende adottano continuamente tale strategia.
Omaggi (tecnicamente si parla di lead magnet e front end), percorsi prestabiliti, domande specifiche, colori e immagini hanno come fine quello di farvi spendere di più lasciandovi l’impressione di aver effettuato una scelta assolutamente libera.
“Di certo nella vostra vita avrete fatto una sosta all’Autogrill in cui una gentile cassiera vi avrà chiesto se il vostro cappuccino lo preferivate piccolo, medio o grande per passare poi al suggerimento di aggiungere una spremuta di arancia in modo da avere un menù completo che vi permette di usufruire di un piccolo sconto.
Prima di lasciarvi non dimenticherà certo di dirvi che dei cioccolatini sono in offerta e di chiedervi se volete acquistare anche un gratta e vinci.
Nel raggiungere l’uscita sarete stati costretti a seguire un lungo labirinto pieno zeppo di oggetti da acquistare. Questo è un funnel, cioè un imbuto, un percorso prestabilito che il cliente si trova a percorrere per arrivare all’uscita, e che scientificamente crea profitto all’Autogrill, perché in questo percorso c’è una certa percentuale di persone che compra” spiega ancora Alex Bartolocci.
“I colori rosso e giallo del McDonald’s non sono casuali ma utilizzati per agitare il cervello umano che di conseguenza vi obbligherà a mangiare velocemente e liberare quanto prima il tavolo.
Tecniche e strategie che nella loro semplicità aumentano e non di poco lo scontrino medio della clientela e di conseguenza gli utili dell’azienda, tecniche e strategie che hanno alla base una filosofia di marketing che prende appunto il nome di funnel” ci dice ancora l’esperto.
E cosa c’entra in tutto questo la ristorazione?
C’entra eccome perché il ristorante è uno dei luoghi che più si presta a poter mettere in atto tale strategia di marketing.
Affinché il sistema funzioni il ristoratore, che ricordiamo essere a tutti gli effetti un imprenditore, deve acquisire competenze riguardanti Controllo di Gestione, Leadership e Marketing.
Da qui si capisce che un ristorante può ottenere grandi risultati solo se curato sotto ogni suo aspetto.
Non parliamo solo di cibo, di servizio e di ambiente quindi, elementi certamente fondamentali per il successo di un locale ma soprattutto di capacità imprenditoriali del ristoratore che oggi più che mai deve trasformarsi nel professionista capace di guidare con consapevolezza la propria attività.
IL MARKETING NECESSARIO PER I RISTORATORI
Lo stesso Alex Bartolocci per aiutare i ristoratori italiani a  risolvere queste lacune ha ideato il primo sistema di funnel marketing in Italia creato per il mondo della ristorazione, ovvero il “Restaurant Funnel System™”.
Si tratta di un sistema che si prefigge di far raggiungere ai ristoratori 3 obiettivi principali:
– acquisire nuovi clienti
– fidelizzarli
– massimizzare l’utile
Attraverso il Restaurant Funnel System ogni ristoratore ha in mano una mappa chiara ed efficace fatta di azioni concrete da poter mettere in atto immediatamente.
“Un ristorante, come qualsiasi altra azienda, per sopravvivere ha bisogno continuamente di nuovi clienti in target, della capacità di farli acquistare il più spesso possibile e di massimizzare gli utili.
I ristoratori italiani, bravissimi nel creare un’offerta qualitativamente eccellente, mancano spesso della capacità di vendere tale offerta, nonostante il settore, come già detto, veda in aumento gli acquisti fuori casa da parte dei clienti del nostro paese”  racconta Bartolocci.
“Le soluzioni offerte ai ristoratori per ottenere risultati migliori sono spesso incomplete, prediligendo questo o quello strumento.
Ciò che attraverso questo sistema si è cercato di fare è creare un metodo che possa essere valido per qualsiasi tipo di realtà ristorativa e che possa utilizzare vari canali e strumenti di comunicazione al cliente in base alle caratteristiche del locale. Un metodo con il quale intercettare i potenziali clienti e trasformarli passo dopo passo in fan sfegatati” conclude l’esperto di marketing per ristoranti.
Il Restaurant Funnel System ha un approccio scientifico quindi, che permette di analizzare ogni fase di avvicinamento del potenziale cliente al brand e le successive fasi di acquisto, individuando le azioni più efficaci da mettere in atto e la migliore progettazione di ogni singolo touchpoint che il cliente incontra nella sua via.
Ogni cliente deve essere visto nella complessità della sua customer lifetime, dandogli un valore che va molto oltre a quello corrispondente al singolo acquisto e per questo risulta necessario prevedere ogni comportamento lungo il suo customer journey, in modo da progettare e ingegnerizzare la sua esperienza con l’obiettivo di renderla certamente migliore ma anche più profittevole per il ristoratore.
Per aiutare i ristoratori ad apprendere e applicare tale metodo e acquisire le competenze necessarie al ristoratore moderno “Professione Ristoratore” organizza in tutta Italia delle vere e proprie giornate di formazione.
Il prossimo appuntamento si terrà il 21, presso Stelle Hotel, in Corso Meridionale 60/62 per il “Restaurant Funnel System Live”, l’unico evento in Italia in cui poter acquisire e implementare fin da subito il primo sistema di Funnel Marketing applicato al mondo della ristorazione.
Per conoscere tutti i dettagli sull’evento è possibile visitare il sito www.professioneristoratore.it, scrivere una mail a professioneristoratore@gmail.com o chiamare il 3475323864.

CNA Bologna, al via l’evento formativo gratuito su automazione, marketing e vendite

CNA Bologna lancia l’evento formativo gratuito sull’automazione di marketing e vendite insieme al team MOIMA

Bologna, 22 Maggio 2019 – CNA Bologna ha organizzato per il 28 maggio 2019 un evento formativo gratuito di 2 ore sull’automazione di marketing e venditeL’evento è realizzato in collaborazione con MOIMA, un progetto nato dall’unione di due società di consulenza per l’innovazione digitale bolognesi: M2I e BIG.

L’evento formativo è rivolto a tutte le aziende che hanno deciso di investire per accelerare il processo che porta all’acquisizione di nuova clientela.

Più cultura sulla marketing automation

L’obiettivo del pomeriggio è quello di creare maggiore cultura sulla marketing automation, come mezzo a servizio delle aziende e per andare oltre il sentito dire.

La definizione di marketing automation verrà demistificata, mostrando le reali potenzialità degli strumenti e i casi d’uso. Inoltre sarà un momento prezioso di incontro fra professionisti che vogliono impegnarsi a investire in una relazione sempre più personalizzata con l’utente finale.

Informazioni generali e programma

L’evento si terrà venerdì 28 maggio dalle 17.00 alle 18.00 presso la sede CNA Bologna, che si trova in Viale Aldo Moro 22 (zona Fiera) e ospiterà un massimo di 50 partecipanti.

Il pomeriggio sarà strutturato in due parti: una prima ora di formazione manageriale tenuta da Maurizio Morini, imprenditore, direttore della fondazione “Istituto Cattaneo” e autore di volumi su marketing e leadership, che parlerà del suo modello strategico “Il marketing delle 6A”. Il modello è frutto di anni di ricerca e di esperienza sul campo.

Nella seconda ora l’approccio sarà invece più pratico, con casi reali ed esempi sull’automazione di marketing e sui risultati di vendite che si possono ottenere.

Come ci si può iscrivere

Chi desiderasse iscriversi all’evento può farlo tramite la pagina ufficiale lasciando i propri contatti e il nome della propria azienda. Non è necessario essere associati a CNA per partecipare, e l’iscrizione verrà confermata dagli stessi organizzatori dell’evento.

Informazioni sull’evento  all’indirizzo https://cna28maggio.moima.it.

Chi è Maurizio Morini 

Maurizio Morini ha lavorato per 20 anni come manager per aziende operanti in diversi settori.  Dal 2002 è imprenditore nell’ambito dei servizi avanzati per le imprese, ed è specializzato in strategia, marketing e innovazione di prodotto e processo.

È attualmente Direttore della Fondazione di Ricerca Istituto Carlo Cattaneo, storica realtà bolognese e nazionale.
Formatore per vocazione, dal 2003 al 2012 è stato professore a contratto presso l’Università di Bologna e continua a svolgere l’attività di docente per diversi istituti. È inoltre speaker sui temi della cultura dell’innovazione e del marketing a tutto tondo, con particolare enfasi sul marketing e sull’innovazione sistemica.

Come autore si occupa di temi di gestione aziendale e politica economica, tra le ultime pubblicazioni segnaliamo:

  • Lezioni di cultura d’Impresa (CLUEB Editore, 2004);
  • Tecniche per un marketing sostenibile (Editori Riuniti Univ. Press, 2010);
  • Etica dell’economia e nuovo capitalismo / Ripensare il Capitalismo ed etica economica (ebook disponibile su Amazon.it e su Book Republic)
  • Zero Waste Marketing., paperback e ebook, amazon.it, 2019
  • Contro la Leadership Ignorante, paperback e ebook, amazon.it, 2019

 

 

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Contatti stampa:

Paolo Lambertini

Tel. 3408322326

email: paolo.lambertini@moima.it

Sito: https://cna28maggio.moima.it/

Facebook: https://www.facebook.com/moimafunnel/

 

Sala Gagliani CNA Bologna
Logo del progetto MOIMA

 

 

Logo CNA Bologna

Mercato del lavoro: il gap tra domanda e offerta continua a crescere, soprattutto al Nord

Milano, 19 aprile 2019 – In piena rivoluzione digitale sono molte le aziende, soprattutto quelle di medie e di grandi dimensioni, che hanno difficoltà crescenti nel reperire sul mercato i talenti di cui hanno necessità. A spiegarlo è chi si occupa quotidianamente di recruiting di profili specializzati, conoscendo molto bene, in prima persona, quanto il gap tra domanda e offerta si stia allargando sempre più .

Operai specializzati, dirigenti, ingegneri elettronici, analisti, agenti assicurativi, insegnanti di lingue straniere: sono molte le figure professionali ricercate che vengono trovate con sempre maggiore difficoltà”, commenta Carola Adami, CEO di Adami & Associati, società di ricerca e selezione di personale qualificato.

Ma cosa manca ai candidati?

«A mancare in molti casi è l’esperienza, creando così un circolo vizioso. Ma tante volte i recruiter si trovano di fronte a una generalizzata assenza di competenze specialistiche, nonché alla mancanza di soft skills fondamentali, come per esempio il problem solving o le abilità di comunicazione» aggiunge Adami.

L’impressione dei cacciatori di teste viene confermata da i numeri, a partire da quelli relativi al Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere. Stando a questa indagine, infatti, nel 2018 la domanda non ha incontrato l’offerta in oltre il 26% dei casi, con un aumento di ben 5 punti rispetto all’anno precedente. Il gap si rivela particolarmente marcato nel Settentrione, un dato motivato prima di tutto dalla maggiore richiesta di profili specializzati.

Le aziende lombarde, per esempio, durante lo scorso anno hanno incontrato notevoli difficoltà nel coprire i 28% dei posti lavorativi offerti. Guardando invece al Nord-Est, il mancato soddisfacimento dei prerequisiti fondamentali ha portato a lasciare scoperto circa un posto su 3, rallentando in modo significativo lo sviluppo delle imprese. Anche nel Meridione, del resto, il disallineamento tra domanda e offerta si è fatto sentire, con le imprese sicule, pugliese e campane che hanno lamentato difficoltà nell’individuare un lavoratore su 5.

«La mancanza di esperienza finisce per colpire soprattutto i candidati più giovani: le imprese ricercano continuamente profili under 30, i quali però, molto spesso, non vantano le competenze necessarie» spiega l’head hunter Adami. Il gap del resto si allarga drasticamente per quanto riguarda  determinate figure specialistiche: la forbice evidenziata dal Rapporto Excelsior 2018 arriva al 62% nel caso di specialisti in scienze chimiche, fisiche e informatiche. Come ha spiegato lo stesso  presidente di Unioncamere Carlo Sangalli, «lo sviluppo tecnologico sta incidendo anche sulle competenze richieste ai lavoratori: in futuro a oltre 9 profili su 10 sarà associata la richiesta di competenze digitali».

«Questo trend è destinato a continuare e persino ad aumentare nei prossimi anni» ha precisato Carola Adami «poiché le imprese continueranno a ricercare sempre più profili specializzati, con competenze molto elevate. Il mondo del lavoro sta cambiando, e con esso non può che mutare profondamente anche il capitale umano delle aziende. Poter contare sul giusto mix di competenze, per le imprese, è assolutamente fondamentale, a qualunque livello: per questo motivo è necessario affinare la tecniche di ricerca del personale specializzato nonché, dall’altra parte, puntare sulla formazione».

 

Lavoro: ecco i posti ben pagati che nessuno vuole

Milano, 6 febbraio 2019 – Negli ultimi tempi parla tanto di disoccupazione e povertà in Italia, relativamente al reddito di cittadinanza, ma nessuno dice, o sa, che ci sono tanti posti di lavoro vacanti perché nessuno vuole occuparli.

A cominciare dal digitale visto che le aziende italiane hanno un grandissimo bisogno di profili digital, in grado dunque di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e le nuove possibilità, a partire per esempio dai Big Data, Data scientist, Data architect, Sviluppatori software, Chief digital officer, Ingegneri informatici. Insomma, tutte figure che, almeno per ora, il nostro Paese sembra non essere in grado di offrire abbastanza.

Proprio per questo motivo, le aziende si affidano sempre di più ai servizi delle agenzie di selezione di personale, come ad esempio la società milanese di head hunting Adami & Associati, specializzate nella ricerca di figure poco presenti sul mercato.

Come sottolinea la CEO e founder Carola Adami, infatti, «esiste un concreto e non trascurabile gap tra la domanda e l’offerta di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le professioni tecnologiche». Questo significa che il fabbisogno delle aziende di determinate figure – come per esempio quello dei laureati in Information and Communications Technology – supera molto spesso l’effettiva disponibilità di tali figure.

Sarebbe però sbagliato pensare che le aziende italiane facciano fatica a individuare i soli laureati.

«Si parla spesso della difficoltà delle imprese nell’assumere profili altamente qualificati, soprattutto per quanto riguarda le nuove professioni digitali». Ciononostante, spiega Adami, «va evidenziato il fatto che le aziende arrancano talvolta anche nell’individuare delle figure più tradizionali, che spesso tra i requisiti minimi non contemplano un titolo di laurea. Parliamo infatti di ruoli come il perito tecnico e l’elettrotecnico, o ancora, il falegname, il cablatore, l’idraulico, il manutentore, l’elettricista, l’estetista, il camionista e il panettiere».

Proprio così: nonostante la recente crisi economica dal quale il Paese sta lentamente uscendo, permangono molti lavori che poche persone sono disposte a fare. Molto spesso, si tratta di ruoli che non richiedono particolari titoli accademici, e che garantiscono retribuzioni più che dignitose. Per molte professioni artigiane e per alcune professioni tecniche, infatti, le retribuzioni annue toccano i 40mila euro.

Per quale motivo, dunque, gli italiani non sono disposti ad accettare questi lavori, e dunque a rispondere alle richieste delle aziende in cerca di manodopera?

«Nella maggior parte dei casi le aziende hanno delle forti difficoltà nell’assumere tecnici, artigiani o lavoratori operativi perché, per molti giovani, il lavoro manuale corrisponde a un’occupazione umile, dal valore medio basso, e che in ogni caso richiede sforzi e sacrifici eccessivi. Per questo motivo, tali proposte di lavoro non vengono prese in considerazione, rimangono inascoltate, rallentando pesantemente i processi di recruiting delle aziende». Da qui, dunque, la necessità di affidarsi ai servizi delle agenzie di ricerca personale anche per la selezione di figure non altamente qualificate, per le quali, fino a qualche tempo fa, alcune imprese potevano pensare di agire in autonomia.

«Sbaglia chi pensa che, con la rivoluzione digitale, le professioni artigiane siano destinate a scomparire. É vero il contrario: il bisogno di artigiani professionisti da parte delle imprese continuerà a essere impellente.

Tutt’al più questi stessi profili saranno chiamati a rinnovarsi e ad acquisire nuove skills, trasformandosi pian piano nei cosiddetti artigiani 4.0» conclude l’head hunter Adami.

 

 

Donne e lavoro: le lingue incontrano il digitale per coniugare professione e vita privata

Adele Nardulli, Ceo e fondatrice di Landoor, primaria società tutta al femminile di traduzioni professionali e interpretariato, interviene al Parlamento europeo – Ufficio di Milano su tecnologia e valore delle persone

Milano, 20 dicembre 2018 – Dalla dotazione digitale per uno smart working ante litteram nel 2002 ai progetti di R&S in Language Technology degli ultimi anni.

«Il digitale declinato sui temi dell’inclusione di genere e della diversity: concetti che mi sono tutti molto cari. Così cari che da 30 anni sono alla guida di imprese al 100% femminili nel settore delle traduzioni e dei servizi linguistici e la startup da me avviata l’anno scorso, Landoorun’azienda al femminile che ribalta tutti gli stereotipi, ha come mission la tecnologia human-to-human».

Questo, in estrema sintesi, il cuore dell’intervento che Adele Nardulli, CEO e fondatrice di Landoor (www.landoor.com/it), primaria società di traduzioni professionali e interpretariato, ha tenuto al Parlamento europeo – Ufficio di Milano il 30 novembre scorso, al forum “Europa digitale: Inclusione Innovazione”.

La tecnologia al servizio delle persone

La flessibilità e la conciliazione vita-lavoro sono esigenze imprescindibili per Nardulli, senza mai perdere di vista la complessità della sfida tecnologica.

Ecco perché Landoor ha perseguito attivamente l’innovazione per asservirla alle esigenze delle persone che vi lavorano e collaborano, oltreché per restare competitiva: dall’attivazione della prima casella di posta elettronica negli anni ’90 al digitale nella dettatura e trascrizione dei testi, fino all’adozione del desktop remoto per il collegamento da casa all’ufficio.

«E oggi – spiega Nardulli – dopo 3 anni di ricerca sostenuti dai fondi strutturali dell’Unione europea, siamo in fase di beta testing di una piattaforma interattiva che, se da un lato offre alla clientela un servizio avanzato 24 ore su 24, dall’altro consente la flessibilità oraria di chi gestisce il lavoro, pre-impostando il progetto in automatico».

Largo ai Millennials

Sì alla flessibilità e al lavoro da remoto, quindi, ma anche l’ambiente di lavoro deve essere accogliente e collaborativo: non è un caso che gli uffici di Landoor si trovino nello spazio di coworking di Copernico dove, con la formula Weldoor, vengono proposte attività fitness, benessere e servizi salvatempo aperti a tutta la community, per stare bene tanto al lavoro quanto a casa.

«Questa è la nostra formula di conciliazione vita-lavoro – ha concluso Nardulli – una formula che ha attratto anche i Millennials e che, grazie al benessere delle persone e nonostante la pressione dei colossi multinazionali, ha consentito la crescita dell’impresa».

 

 

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Contatti stampa:

eliana.tosoni@landoor.com

 

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Lavoro che cambia: i barbieri italiani passano al digitale

Milano, 19 dicembre 2018 – Tre giorni senza pettine e forbici, e al loro posto un Pc portatile per capire e gestire il cambiamento. Per la prima volta i barbieri italiani si sono riuniti a fine novembre a Milano per un evento di formazione, organizzato dalla Sen Martin (www.senmartin.net), rivolto alla sola categoria, e segnando l’inizio del cambiamento.

È stato infatti  il primo corso in assoluto per insegnare ai barbieri non un taglio, ma tecniche e strumenti digitali e restare al passo con la rivoluzione tecnologica.

Un formazione al cambiamento verso cui la maggior parte degli artigiani sembra essere favorevole visto anche che il ricambio generazionale sta travolgendo un po’ tutti gli artigiani.

Questo perché i giovani clienti, ad esempio, non accettano più beni e servizi rifilati al prezzo più basso ma vogliono intrattenere rapporti di valore con le loro marche preferite e le barbierie non sono esenti da questo nuovo modello di business.

Ed è stato questo l’obiettivo del corso, cioè insegnare ai barbieri come governare i clienti tramite i social, nel passaggio dal vecchio al nuovo modo di fare acquisti e di scegliere i propri brand.

Per questo è stato loro chiesto di fare qualcosa che fino a qualche anno fa sarebbe stato ritenuto una follia: poggiare per qualche giorno pettine e forbici e aprire un PC portatile, cercare di capire come si muovono le persone, dove trovarle, come intercettarle, coinvolgerle e portarle in poltrona.

E così si è passati dalla gestione del rapporto con i collaboratori fino al corretto utilizzo del gestionale aziendale, dall’analisi storica della figura del barbiere fino alle tecniche e gli strumenti utili per portare il vero marketing nel salone.

Si è parlato di brand (e di come creare il proprio), di comunicazione emozionale, di gestione dei social network e di abitudini umane, di comportamento d’acquisto, di motivazione e di raggiungimento di obiettivi.
Tutto, con esempi e casi di studio cuciti sulla vita quotidiana del barbiere di oggi.

Il primo evento del genere in Italia, che ha decretato l’inizio di una rivoluzione del lavoro anche per i barbieri, una categoria che di certo non si aspettava di essere tra i protagonisti da questa rivoluzione.

In cinquanta hanno smesso di sperare e credere che basti guardare la porta per vedere comparire un cliente: hanno alzato finalmente la testa e scoperto che è possibile, da semplici “esecutori di taglio”, diventare dei veri e propri imprenditori in grado di andare oltre e di curare il loro salone da Imprenditori.

Ma a quanto pare l’evento ha messo solo la prima pietra.

La sorpresa di fine corso, infatti, è stata l’annuncio inaspettato: a giugno 2019 ben 2.000 barbieri si riuniranno in un evento per ribaltare definitivamente le sorti del mondo della barbieria.

Un evento speciale, a cui veramente pochi potranno permettersi di restarne fuori.

 

 

 

  

Imprenditori: arriva ‘Il Codice della Rinascita’, il corto sugli imprenditori in difficoltà

Il mondo dei codici da sempre affascina l’umanità scientifica ma anche quella filosofica, matematica, letteraria, persino teologica e metafisica. Trovare il codice significa accedere a delle informazioni superiori, avere in mano la chiave di accesso, decodificare qualcosa di molto complesso ovvero semplificare in una sintesi alfanumerica un intero sistema geofisico, antropologico o genetico.

Milano, 13 dicembre 2018 – Sarà proiettato per la prima volta venerdì 14 dicembre prossimo presso il centro Corefab di via Po, 77 a Cormano (Mi), il cortometraggio ‘Codice di Rinascita’ in collaborazione con la Associazione S. Giuseppe Imprenditore che assiste gli imprenditori in grave difficoltà.

Dominare quei momenti di difficoltà che ci portano allo sconforto e alla disperazione? Interpretare come un passaggio positivo persino quegli eventi traumatici e dolorosi che distruggono come uno tsunami interiore le basi della nostra esistenza? Esiste un modo per cambiare radicalmente la nostra prospettiva di vita?

Ne parla ‘Codice di Rinascita’, un libro scritto da Paolo Goglio da cui è tratto il cortometraggio, per cercare di definire, interpretare e “distillare” quell’attimo stesso in cui passiamo dal buio alla luce, in cui dopo essere stati piegati, distrutti da un dolore, un allontanamento, un fallimento, una separazione o un tormento d’amore, un lutto o una crisi di vita incominciamo a riemergere, rialziamo la testa e siamo pronti a ripartire, reagire e rinascere.

Oggi la stessa tematica diventa il leitmotiv di un cortometraggio che lo stesso autore ha realizzato raccogliendo straordinarie immagini e soprattutto profonde riflessioni in uno degli scenari più colorati del mondo: l’Olanda, nel particolare momento primaverile in cui fioriscono i tulipani.

Ho seguito con particolare attenzione le previsioni meteo olandesi a partire dai primi di marzo, ma c’era sempre la previsione di pioggia e maltempo, tipica di quei paesi affacciati sui mari del Nord.

Così Paolo Goglio, presidente della Associazione Amore con il Mondo, introduce la fase dei preparativi.

Ad aprile, finalmente, ho visto una finestra di 4 giorni in cui si prevedeva sole splendente. Ero pronto per partire e in 24 ore ero già sul posto con le mie fotocamere ad alta definizione per realizzare le prime immagini. E’ stata una esperienza straordinaria sia dal punto di vista fotografico sia, soprattutto, dalla prospettiva interiore. Ho definito questa linea di piccole produzioni cine-televisive cortometraggi di luce: una ricerca che va oltre la comunicazione tradizionale per giungere alle porte del cuore, suscitare emozioni positive attivando un processo di riqualificazione della vita stessa, esaltandone la bellezza e lo splendore.

Quale miglior scenario di questa terra governata dal vento in cui un solo seme dà vita a qualcosa di straordinario?

Il cortometraggio di luce ‘Codice di Rinascita’ sarà proiettato per la prima volta venerdi 14 dicembre 2018 al centro Corefab di via Po, 77 a Cormano (Mi) in collaborazione con la Associazione S. Giuseppe Imprenditore che assiste gli imprenditori in grave difficoltà.

La tematica della rinascita diventa così un’occasione per vivere le imminenti festività natalizie con uno spirito nuovo, aperto a ricevere nuovi stimoli e nuove energie per la prossima primavera interiore in cui tutti noi siamo chiamati a rifiorire.

Ogni volta che sono chiamato a tramontare sarò sempre e comunque chiamato anche a risorgere

Per approfondimenti:

 

 

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Contatti:

Paolo Goglio tel. 335-63.42.166

paologoglio@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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