Comunicazione: esce la guida per creare e gestire un ufficio stampa

Come creare e gestire un ufficio stampa

Catania, 8 aprile 2021 – Aiutare a creare e gestire un ufficio stampa. È lo scopo del nuovo libro “Come creare e gestire un ufficio stampa”, del giornalista Salvo Longo, pensato per gli interessati ad iniziare questo percorso con competenza e professionalità.

La guida è il nuovo lavoro del giornalista Salvo Longo che dopo aver scritto anni fa l’ebook “La Forza della Comunicazione – Strategie Vincenti” adesso sceglie di trattare in maniera approfondita il tema degli uffici stampa.

A firmare la prefazione l’autorevole giornalista de “La Stampa”, Fabio Albanese, che per quindici anni si è occupato della comunicazione e dell’ufficio stampa del Teatro Massimo Bellini di Catania.

Il libro conta 150 pagine ed è composto da nove capitoli. Nella prima parte, l’autore spiega, con chiarezza e semplicità, cos’è l’ufficio stampa, quali sono i suoi compiti e le sue funzioni.

Longo, dopo le doverose premesse, passo dopo passo, entra nel vivo del libro mostrando ai lettori come si costruisce un ufficio stampa, attraverso le varie azioni da compiere dallo sviluppo della rete dei contatti al piano di comunicazione fino a rendere l’ufficio stampa perfettamente operativo.

Lo stesso autore nell’introduzione tiene a precisare che si tratta di una guida più pratica che teorica, e ogni capitolo del libro si conclude poi con il paragrafo “Attività pratica ed esercitazioni”.

A cosa serve quindi la guida?

“Questo libro sugli uffici stampa – che nelle intenzioni non vuole essere un trattato teorico ma un manuale semplice e ricco di informazioni, strategie, tecniche e consigli pratici – è dedicato a chi ambisce a iniziare questo percorso professionale, ma anche a quanti come giornalisti, operatori della comunicazione, addetti stampa, già operano in questo campo e desiderano sempre aggiornarsi, perfezionarsi, correggersi, ottenere nuovi spunti per svolgere al meglio questo lavoro”, spiega Salvo Longo.

L’obiettivo della guida è quindi far comprendere che cos’è effettivamente un ufficio stampa, come crearlo, come gestirlo, quali sono i ferri del mestiere e quali opportunità offre la rete”, continua Longo.

Un intero capitolo è dedicato alle testimonianze dirette di alcuni professionisti della comunicazione, che eccellono, ognuno nel proprio campo, e sono considerati punti di riferimento nel firmamento degli uffici stampa.

La parte finale del libro comprende infine leggi, direttive e la carta dei doveri del giornalista degli uffici stampa, risultando così una guida completa a tutti gli effetti, che funge da bussola per orientarsi in un mestiere che cambia e si evolve rapidamente lanciando sempre nuove sfide difficili, ma sempre entusiasmanti.

Nella seconda parte di “Come creare e gestire un ufficio stampa”, Salvo Longo affronta poi il tema appunto della gestione dell’ufficio stampa parlando degli strumenti principali che permettono di raggiungere gli obiettivi prefissati, dal comunicato stampa alla rassegna stampa passando per l’organizzazione di eventi.

Segue un capitolo dedicato alle opportunità che offre la rete e ai vantaggi di un ufficio stampa online con la descrizione di tool sia gratuiti che a pagamento, strumenti di grande supporto per un addetto stampa.

Le testimonianze dei professionisti

L’ottavo capitolo raccoglie le testimonianze di grandi professionisti della comunicazione, dalla pubblica amministrazione all’università, dalla musica allo sport, dall’impresa al contrasto delle fake news.

Si tratta di Matteo Bruni, direttore della Sala stampa vaticana; Mariano Campo, responsabile comunicazione e ufficio stampa dell’Università di Catania; Paola Giunti, direttrice comunicazione e stampa del Teatro Regio Torino; Assia La Rosa, giornalista imprenditrice e fondatrice di I Press; Marco Del Checcolo, media manager di Federica Pellegrini; Daniele Lo Porto, pilastro del giornalismo siciliano, per 15 anni responsabile dell’ufficio stampa della Provincia Regionale di Catania; Francesco Pira, professore di Comunicazione e Giornalismo all’Università di Messina, saggista e delegato della comunicazione dell’ateneo peloritano; Michele Rampino, professionista della comunicazione e fondatore della piattaforma nazionale ComunicatiStampa.net; Riccardo Vitanza, re della comunicazione musicale in Italia e fondatore dell’agenzia Parole & Dintorni.

Contributi di spessore da parte di addetti ai lavori che hanno maturato lunga esperienza sul campo e che con consigli e suggerimenti impreziosiscono ulteriormente il libro.

“Come creare e gestire un ufficio stampa”, che si trova in commercio sia in versione ebook che cartacea, si presenta dunque come uno strumento prezioso per tutti coloro che già operano negli uffici stampa ma anche per chi vuole intraprendere questo percorso con professionalità e successo.

L’autore

Salvo Longo nasce a Catania nel 1969. Laureato in Scienze politiche, dal 2005 si occupa di formazione ed è direttore di una scuola di formazione professionale a Catania. Giornalista pubblicista dal 2004, è consulente della comunicazione ed esperto in organizzazione di piani di comunicazione e uffici stampa.

Collabora con varie testate online e alcune importanti agenzie di comunicazione. Nel gennaio 2009 ha fondato il mensile d’informazione e cultura «Katane» che ha diretto fino al 2011.

È stato responsabile della pagina di Catania del giornale nazionale online «2duerighe» e ha collaborato con il «Giornale di Sicilia», il «Quotidiano di Sicilia», «Box periodico», «In Scena» e le emittenti televisive Telecolor e Videotre.

È autore dell’ebook “La Forza della Comunicazione – Strategie Vincenti”.

 

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Per interviste ed informazioni:

info@ufficiostampaecomunicazione.com

www.ufficiostampaecomunicazione.com

 

 

 

 

L’artista “inventore” della maglietta con l’igienizzante: “I giornali torinesi mi censurano”

Torino, 26 maggio 2020 – L’artista torinese “Colline di tristezza”, noto in Italia per aver proposto l’idea della T-Soap, la speciale T-Shirt con l’igienizzante per disinfettare le mani e conosciuto per il jingle-karaoke “Smetti di fumare“, nonché per le sue jingle-petizioni, lancia un durissimo attacco dal suo canale Youtube al mondo del giornalismo torinese.

L’accusa che l’artista fa ai giornali della sua città, è di “discriminare i vegani e quindi censurare” tutte le sue iniziative, “anche quelle non vegane” e da cui potrebbe beneficiare tutta la comunità, in particolare la bizzarra e semplice idea della maglietta con igienizzante, chiamata  T-Soap (proposta lanciata alle imprese italiane e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella).

Come da copione, anche questa volta il non-cantante torinese sceglie il format da lui preferito, ovvero quello del jingle-karaoke, ossia un jingle (in questo caso non un vero e proprio jingle) non cantato, ma sottotitolato, in modo che gli spettatori possano cantarlo per conto proprio e lancia dure accuse di censura e discriminazione nei confronti della sua scelta vegana alla stampa della città sabauda, colpevole, a suo dire, di “stralciare ogni suo comunicato stampa e anche notizie vere”, pubblicate da giornali autorevoli.

Colline di tristezza ammette di tenere in modo particolare alla sua privacy e questo “potrebbe aver contribuito ad incrinare i rapporti con il mondo dell’informazione torinese”.

Al link www.youtube.com/watch?v=O6insp1rfJs il “dissing” ai giornali torinesi, dal titolo ‘Amen‘, ascoltabile previa attivazione dei sottotitoli.

 

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Per informazioni e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

 

 

 

#sonopositivo, parte la campagna contro il panico da Coronavirus

Contro il panico e la pizza al Coronavirus un palloncino con i colori dell’Italia, che vola in cielo portando via la mascherina, per una campagna che intende portare positività e sorrisi agli italiani

Roma, 11 marzo 2020 – Un palloncino che vola nel cielo portando via una mascherina “sorridente”. È l’opera che si sta invitando tutti a condividere in queste ore con l’hashtag #sonopositivo, per lanciare appunto un messaggio di positività alla sua nazione, perché c’è bisogno di un messaggio positivo per l’Italia.

La campagna è stata lanciata dall’artista internazionale Lady Be dai social, attualmente l’unico vero luogo espositivo fruibile.

Una campagna con hashtag forte e provocatorio, accompagnato da una immagine di gioia e speranza fornita alla causa dall’artista Lady Be che invita a condividere per affrontare il dramma dell’epidemia con il sorriso.

Lady Be, artista pop nota per le sue opere d’arte fatte con oggetti di plastica di recupero, è conosciuta sia in Italia che all’estero per questa sua speciale tecnica, e le sue opere sono in collezioni di importanti aziende come Disney, Bottega Veneta, P&G ed Enegan.

“Il mio è un invito ad avere coraggio, e la forza è nelle parole e nelle immagini che lanciamo come messaggio. Ed oggi ho scelto di non rimanere indifferente davanti al dramma che sta subendo il mondo intero, e in particolare la mia nazione, l’Italia. Il mio è un invito a sorridere, a guardare avanti con forza e coraggio, perché tutto passerà e si tornerà alla vita normale” racconta Lady Be..

Ma l’hashtag #sonopositivo è soprattutto un messaggio di forza rivolto alle persone contagiate dal Covid-19.

La forza è nelle parole, dal duplice significato: “Se tutti diremo “sono positivo” questa asserzione non farà più paura ma anzi, ci darà energia positiva, e sapremo affrontare il dramma con il sorriso” continua l’artista.

Lady Be si riferisce alla positività in senso medico, ovvero l’essere positivi al virus, contrapposta alla forza del messaggio, cioè avere un atteggiamento positivo per risollevare l’Italia.

“Ho pensato a un palloncino con i colori dell’Italia, che vola in cielo portando via la mascherina, ormai diventata il simbolo della lotta al virus. Voglio portare al mondo, e in particolare agli italiani, la speranza che ci risolleveremo, moralmente ed economicamente”.

Lady Be anticipa inoltre che questa non sarà l’unica opera ma realizzerà una serie di opere per lanciare un messaggio positivo all’Italia e al mondo intero perché “l’arte deve essere catartica, portare fuori dalla realtà, saper strappare un sorriso anche in un momento difficile, portare colore e gioia anche ai visitatori più distratti. E soprattutto, l’arte deve essere fruibile a tutti, in particolare ora che non è possibile visitare i musei e le gallerie d’arte. Per questo l’artista internazionale, sceglie per il momento un luogo espositivo virtuale e fruibile a tutti da casa: i social network”.

Dalla fine del 2019, Lady Be ha cominciato a “sdoganare” luoghi non nati appositamente per le esposizioni, con la finalità di portare il colore e la serenità che l’arte può dare anche nei luoghi di passaggio dove gli spettatori sono i passeggeri e i lavoratori. Come è stato il caso del Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa, dove Lady Be ha in esposizione le sue opere dal settembre scorso.

“Non avrei mai immaginato un luogo espositivo migliore di questo per lanciare il mio messaggio positivo alle persone – spiega Lady Be – l’aeroporto di Milano Malpensa è nel cuore della Lombardia, la mia regione, dove sono nata e cresciuta e che è divenuta tristemente focolaio italiano del Coronavirus. Anche nelle ultime settimane, ho ricevuto messaggi di ringraziamento da parte di alcune persone che anche in questi giorni difficili hanno dovuto viaggiare per lavoro con diversi problemi”.

Alcune di queste persone hanno ringraziato Lady Be per aver strappato loro un sorriso e un momento di distrazione e conforto, attraverso la vista dei suoi ritratti sorridenti, dai colori sgargianti e piene di oggetti giocosi, come tappi di plastica, giocattoli, penne, bottoni, bigiotteria e oggetti di uso comune che tutti conosciamo.

Oggetti che, ormai da 10 anni sulle opere di Lady Be, portano un grande messaggio per il riciclo e la sostenibilità ambientale, oggetti che per un attimo ci fanno sorridere con la forza dei ricordi. Particolari di opere che, attraverso un sorriso, ci rassicurano che tutto andrà bene. L’arte lo può fare. Tutto passerà, e sarà l’arte a salvarci” conclude Lady Be, ricordando a tutti di cominciare ad usare l’hashtag #sonopositivo.

Per seguire Ladybe si può farlo su Facebook @ladybeart e su Instragram @letizialadybe.

 

 

 

Nasce SimulNews, nuova realtà del settore digital media monitoring

Roma, 24 gennaio 2018 –  È nato un nuovo strumento operativo nel settore digital media monitoring. Si chiama Simul News® e consiste in una innovativa soluzione tecnologica che fornisce in formato digitale un più efficace accesso alle informazioni mediante un sistema avanzato di ricerca  racchiuso in un unico software.

Il servizio prevede un recupero simultaneo di notizie da giornali e magazine, Rss live, blog, social network, news istantanee e molte altre fonti, coniugato ad una lettura veloce e sicura di quotidiani e periodici, permettendo un’aggregazione di dati semplice, immediata ed inedita.

Lo strumento di lavoro ideato da Simul News® rappresenta un’evoluzione delle modalità di accesso all’informazione: il lettore adesso può modellare le proprie fonti e ricerche grazie ad un software veloce ed intuitivo, spaziando da stampa tradizionale a nuovi media in un unico software web-based.

La soluzione ideale per le esigenze di professionisti alla ricerca di informazioni tarate sul proprio settore di riferimento.

Simul News® offre ai propri clienti pacchetti ed abbonamenti modulabili, con possibilità di una demo gratuita.

La piattaforma tecnologica nasce dalla Servizi Diffusionali Srl, società di distribuzione e diffusione di testate editoriali, società che fa parte di un gruppo di imprese leader nel settore della diffusione della stampa da oltre 40 anni.

Per ulteriori informazioni sul servizio digitale Simul News® basta visitare il sito internet www.simulnews.it

 

 

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Informazioni per la stampa:

Federico Priori

e-mail: federico.priori@bunnyfactory.it

06/93380718

 

Carità e Media: RAI, TV2000 e firme prestigiose della stampa a confronto sul volontariato

Torino, 25 ottobre 2017 – In occasione del 400° anno dalla fondazione del Carisma Vincenziano e del 20° anno dalla Beatificazione di Federico Ozanam, la Società di San Vincenzo De Paoli organizza il convegno dal titolo: “Carità e Media” che si terrà sabato 11 novembre 2017 contemporaneamente in più città d’Italia.

Una tavola rotonda grande come l’Italia intera metterà a confronto giornalisti, operatori dei media e volontari che si ritroveranno nelle sedi di Torino, Milano, Roma e Napoli. Le quattro città verranno collegate tra loro tramite un sistema di videoconferenza che permetterà al pubblico ed ai relatori di interagire indipendentemente dalla distanza.

L’evento

Al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino due giornalisti televisivi, Alessandra Ferraro della RAI e Cesare Davide Cavoni di TV2000, modereranno l’incontro al quale prenderanno parte alcune delle più celebri firme del giornalismo italiano come il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il vaticanista di La Stampa Andrea Tornielli, il direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Rizzolo insieme al collega Alberto Chiara, il direttore della testata TGR RAI Vincenzo Morgante, Marina Lomunno e Luca Rolandi di La Voce e Il Tempo.

A Roma parteciperanno il Presidente della Federazione Nazionale Antonio Gianfico accoglierà il direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”, il gesuita padre Antonio Spadaro SJ, consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e di quello delle Comunicazioni Sociali insieme al giornalista Carlo Climati, direttore del Laboratorio di comunicazione dell’Università Europea di Roma.

Dalla sede del CSV di Napoli con Monica Galdo della Federazione Nazionale interverranno il capocronista de Il Mattino Gianni Molinari ed il collega Francesco Gravetti di Comunicare il Sociale.

Dalla sede del Corriere della Sera di via Solferino a Milano si collegheranno con noi il Direttore Luciano Fontana ed Elisabetta Soglio, responsabile dell’inserto settimanale BuoneNotizie.

Il Presidente dell’Acc di Torino Giovanni Bersano ed il Coordinatore Regionale Marco Guercio introdurranno la giornata.

Ai lavori della tavola rotonda parteciperà Maurizio Ceste della Giunta Esecutiva.

Dalla città di Quito, in Ecuador, si collegherà anche il Presidente Generale della Società di San Vincenzo De Paoli Renato Lima de Oliveira, giornalista, scrittore e docente universitario.

L’intero incontro verrà trasmesso in differita il giorno seguente sul canale www.ozanam.tv.

Perchè questo evento?

Sarà un’occasione unica per confrontarci con gli operatori della comunicazione. La locandina riporta alcune domande: quali saranno i bisogni del povero nel 2030? Quale futuro c’è per il volontariato in un paese che invecchia? In un mondo in cui i tagli alla spesa riducono le risorse a disposizione del welfare pubblico, il ruolo del volontariato diventa sempre più determinante. Ma in un paese che vede l’età pensionabile aumentare costantemente è sempre più difficile trovare nuovi volontari che affianchino le associazioni. Ecco che la comunicazione può rivelarsi un buon veicolo per far conoscere i valori della nostra associazione, raggiungere persone interessate a dedicare un po’ del loro tempo ad una buona causa e reperire nuove risorse per i nostri progetti.

Media e Carità sono davvero due mondi così lontani?

La Carità è silenziosa. Chi la esercita non ama mettersi in mostra. Ma la Carità non si esaurisce con il gesto stesso: occorre favorire il passaggio dal gesto di Carità alla educazione della Carità. Ciò che viviamo non potrà mai pretendere di risolvere le diverse forme di povertà, ma deve favorire una crescita, deve animare noi stessi, le persone che incontriamo, le nostre comunità, la società tutta. Ecco che i mezzi di comunicazione possono diventare uno strumento pedagogico capace di “contaminare” la società un po’ assente che ci circonda, stimolandola con il nostro esempio. Non si tratta dunque di mettere in mostra un gesto, ma di sviluppare una coscienza comune orientata alla Carità.

Come partecipare:

E’  prevista la possibilità di rivolgere alcune domande agli esperti. Chi desidera farlo potrà recarsi al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino in via Vincenzo Vela 17, sabato 11 novembre 2017 dalle ore 15.00 alle 18.30. L’ingresso è libero, ma è atteso un notevole afflusso di pubblico, per questo suggeriamo di registrarsi inviando una e-mail con nome, cognome e recapito telefonico a: caritaemedia@libero.it.

LA SOCIETÀ DI SAN VINCENZO DE PAOLI

Con 850.000 soci in 148 paesi e 13.000 volontari attivi in Italia la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio. Cattolica ma laica l’organizzazione si trova generalmente nelle parrocchie ed ha come scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i poveri, gli ammalati, gli anziani soli, i carcerati, chiunque si trovi in difficoltà indipendentemente dalla loro religione o provenienza. Ma una cosa in particolare contraddistingue il volontario della Società di San Vincenzo De Paoli: la visita a domicilio. Per il vincenziano un bisognoso non è un numero od un nome scritto su un fascicolo, ma una persona in carne ed ossa da incontrare nell’ambiente in cui vive. E così il volontario entra nella casa del povero, condivide con lui una buona parola, un sorriso e porta un piccolo aiuto che può essere una borsa di generi alimentari, una mano a pagare un’utenza od un affitto. L’obiettivo è quello di accompagnare il povero fuori dalla povertà: affiancarlo in un percorso inclusivo di crescita personale che lo renda indipendente e consapevole della possibilità di cambiare il proprio destino.

Serviens in spe è il motto dell’associazione. Per meglio servire il prossimo nella speranza in molte città la Società di San Vincenzo De Paoli ha realizzato mense, dormitori, case di ospitalità per persone povere in difficoltà, centri per l’assistenza a bambini e ragazzi e per persone sole o anziane, strutture per l’accoglienza dei migranti, empori solidali. Un impegno di carità tra i più difficili e coinvolgenti per i vincenziani è il carcere perché il detenuto non necessita solo di aiuti materiali, ma soprattutto di attenzione umana, di amicizia, di aiuto a redimersi, a ritrovare se stesso ed un giusto ruolo nella società. Gli assistenti volontari penitenziari della Società di San Vincenzo De Paoli sono attivi in quasi tutte le regioni italiane.

Il 2017 è un anno doppiamente speciale perché ricorrono i 400 anni dalla fondazione della prima Compagnia della Carità e si festeggia anche il ventennale dalla Beatificazione del fondatore della Società di San Vincenzo De Paoli: il giornalista e professore universitario francese Federico Ozanam. Il suo pensiero, tramandato in centinaia di lettere, saggi ed articoli, è ancora estremamente attuale. Povertà, disoccupazione, ingiustizie sociali, sono tanti i punti di contatto tra le situazioni della Parigi della prima metà del XIX secolo, quando nacque la prima Conferenza di Carità, e quelle del mondo in cui viviamo oggi. Ed ecco perché c’è ancora molto bisogno di questi gruppi di volontari che da 184 anni vanno avanti ad aiutare il prossimo nella speranza.

 

“Carità e Media” : RAI, TV2000 e le più prestigiose firme della carta stampata a confronto con il mondo del volontariato – Torino, 11 novembre

 

 

L’intervento del Presidente Antonio Gianfico durante l’Udienza con Papa Francesco, Roma 14 ottobre 2017

 

 

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Contatti stampa:

Alessandro Ginotta
Ufficio Stampa
Società di San Vincenzo De Paoli
a.ginotta@libero.it
http://www.sanvincenzoitalia.it

Bufale e censura: come tutelare la corretta informazione?

Pescara, 15 giugno 2017 – La piattaforma di dibattito pubblico ProVersi.it ha pubblicato oggi un testo di approfondimento su un tema del quale si discute molto nell’era dei mezzi di comunicazione di massa, con cui tutti ci confrontiamo come lettori, utenti del web o professionisti dell’informazione: la diffusione delle cosiddette bufale, ovvero le notizie false, e la necessità o meno di porre un limite alla loro diffusione, soprattutto in rete.

Se è facile essere d’accordo sull’auspicabilità di uno strumento – tecnico o normativo – affidabile in grado di identificare notizie false e tutelare in tal modo tanto la corretta informazione quanto la satira, è altrettanto facile credere che ciò possa portare una sorta di censura.

Su quest’ultimo argomento, se da un lato in molti sostengono che la censura sia l’unico modo per distinguere le notizie false da quelle vere, dall’altra in molti affermano che ogni tentativo di censura rischia di diventare piuttosto un bavaglio alla libera informazione e alla libera espressione.

Altro tema approfondito nel testo Pro\Versi è quello delle post-verità, termine che indica come l’opinione pubblica si lasci influenzare più dalle notizie che fanno appello a emozione e convinzione personale piuttosto che dai fatti oggettivi.

In questo ambito, le notizie false, secondo alcuni, giocano un ruolo fondamentale e sono potenzialmente dannose, mentre, secondo il parere di altri, sono assolutamente ininfluenti.

Per leggere la discussione completa basta recarsi alla pagina  www.proversi.it/discussioni/pro-contro/150-censura-delle-bufale 
www.proversi.it; Pagina Facebook: https://www.facebook.com/iproversi; Profilo Twitter: https://twitter.com/iproversi.

 

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Per info: info@proversi.it;

Tel. Redazione Pro\Versi: 085-83698138

Antonello De Pierro e Amedeo Minghi ai 30 anni del Giornale del Lazio

Durante la serata per i festeggiamenti, organizzata da Lisa Bernardini e condotta da Claudio Guerrini e Rosaria Renna, al presidente dell’Italia dei Diritti è stato consegnato un premio quale riconoscimento professionale per la comunicazione, che ha dedicato a Paolo Borsellino, il giudice ucciso da Cosa nostra e a Federica Angeli, giornalista di Repubblica che vive sotto scorta

Roma – Erano circa trentamila le persone che l’altra sera hanno riempito piazza Roma, ad Aprilia, in provincia di Latina, per festeggiare il traguardo dei trent’anni di attività tagliato dal Giornale del Lazio, il prestigioso organo di stampa locale che è stato ed è un importante punto di riferimento per tutto il territorio pontino. Incontenibile la soddisfazione di Ben Jorillo, che nel giugno del 1984 diede vita a questa realtà editoriale, apparso visibilmente emozionato, come pure il direttore Bruno Jorillo, circondato dall’affetto di tutto lo staff  redazionale. Una serata indimenticabile condotta magistralmente da Claudio Guerrini e Rosaria Renna di Rds, che ha visto la partecipazione di tanti ospiti che si sono esibiti sul palco, da Marko Tana a Giada Agasucci e Nick Casciaro del programma Amici, per finire con una performance suggestiva del grande Amedeo Minghi, che ha trascinato il pubblico sull’onda delle emozioni regalate da alcuni dei suoi più grandi successi. Particolarmente toccante è stato il momento in cui è salita sul palco la bella e brava cantante e ballerina Daniela Parrozzani, che si è esibita e ha parlato del suo commendevole impegno sociale contro la violenza sulle donne, accennando al progetto del fotografo Michele Simolo, dal titolo “No violence”, che vede come testimonial alcune attrici che interpretano le sofferenze femminili nei casi di specie. Tra un’esibizione e l’altra sono stati consegnati dei premi a vari personaggi del mondo dello sport, spettacolo e giornalismo. Un momento molto gradito dal pubblico, grazie soprattutto alla perfetta regia dell’indefessa Lisa Bernardini, che ha avuto la gioia di salutare il successo dell’evento festeggiando il suo genetliaco. Tra i premiati anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, a cui il riconoscimento è stato assegnato per la sua intensa attività giornalistica, in particolar modo esplicitata nel campo del sociale, come direttore di Italymedia.it, e in passato come direttore e voce storica di Radio Roma. De Pierro ha catturato l’attenzione e l’entusiasmo della piazza gremita scegliendo due dediche per il riconoscimento tributatogli. Uno striscione con la scritta “Aprilia è contro la mafia” e la concomitanza con il 22esimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, non sono sfuggiti al leader dell’Italia dei Diritti.

Dopo una domanda di Rosaria Renna sulla sua attività professionale De Pierro ha tagliato corto rivolgendo la sua attenzione al motivo dell’evento: “Siamo qui per festeggiare i trent’anni di uno storico giornale del Lazio e, in questi momenti di crisi per l’editoria, raggiungere questo traguardo è un’impresa ardua. Sono onorato di ricevere questo graditissimo riconoscimento, per il quale voglio fare due dediche. E per fare ciò approfitto di questa piazza meravigliosa e di uno striscione che ripudia la mafia appeso alle nostre spalle. In questa piazza ci sono tanti di quei giovani a cui una certa politica e vari altri rappresentanti infedeli delle istituzioni hanno disegnato un futuro nel segno della precarietà e dell’incertezza. E’ quell’orrendo e ributtante comportamento, il più delle volte sottovalutato che io chiamo “mafia dei colletti bianchi” oppure “crimine istituzionalizzato”, che è ancora più odioso e spesso si interseca o si sovrappone, fondendosi,  al crimine propriamente detto. E’ esattamente ciò che aveva compreso Paolo Borsellino, che 22 anni fa perse la vita insieme a 5 dei 6 agenti della scorta. E’ a lui e a quei 5 servitori dello Stato, nonché a al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti che morirono a Capaci, che dedico questo premio. Ora vi racconto un episodio che mi è stato riferito qualche anno fa da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, in occasione di una convention. Io in quel momento ho provato vergogna e indignazione. Alla fine mi piacerebbe che voi faceste un applauso e, più forte sarà l’applauso, più forte saranno la vergogna e l’indignazione che proverete come ho fatto io allora e ancora ne provo. Dopo i funerali di stato la salma di Emanuela Loi fu trasferita in Sardegna per le esequie private. Ebbene lo Stato chiese alla famiglia il rimborso delle spese di trasporto”.

Un forte e lungo applauso è seguito all’esternazione di questa vicenda da tutta la piazza, nessuno escluso, al termine del quale De Pierro, che ha inscenato in passato diciotto incatenamenti di protesta contro la corruzione di alcuni vigili urbani di Roma, ha continuato con la seconda dedica: “Alcuni anni fa, in seguito ad alcuni esposti presentati per denunciare numerosi illeciti da parte di persone risultate poi in rapporti con un noto clan del litorale, che hanno potuto godere di clamorose coperture da parte di alcuni vigili urbani e di alcuni dipendenti dell’ufficio tecnico dell’allora XIII Municipio, nonché di comportamenti favorevoli da parte di altri pezzi delle istituzioni sempre di Ostia, ho subito numerose azioni vessatorie proprio da parte di alcuni vigili urbani, tesi a evitare che io continuassi nelle mie denunce, temendo forse che emergessero gli illeciti e di conseguenza le omissioni commesse. Le persone interessate, quando si accorsero che tali atti intimidatori direi di tipo istituzionale non sortivano effetti, provarono con quelli in stile mafioso, presentandosi sotto casa mia a minacciarmi di morte e aggredirmi con un noto esponente malavitoso, la cui caratura criminale è stata meglio delineata successivamente da inquirenti e cronache giudiziarie per il coinvolgimento in altre vicende. Il mio specifico episodio fu rubricato da un’informativa quantomeno distratta come una banale lite e non quale atto di stampo mafioso qual era, giacendo nella competenza del Giudice di Pace e destinato alla prescrizione. La coraggiosa collega Federica Angeli di Repubblica è stata minacciata di morte dallo stesso boss e ora si trova a vivere sotto scorta. E’ a lei che voglio indirizzare la seconda dedica. Grazie a tutti”.

La fine dell’intervento è stata salutata con uno scrosciante applauso teso a sottolineare l’apprezzamento per l’intervento. L’immensa platea che ha invaso piazza Roma e le vie limitrofe per assistere allo spettacolo ha mostrato un alto gradimento anche per gli altri premiati. che si sono alternati sul palco accompagnati sempre da una forte dose di entusiasmo, scandita da ovazioni e battimani.

 

Come per Cecilia Primerano, conduttrice del Tg1 e colonna portante della trasmissione Porta a Porta, Angelo Mellone, giornalista, scrittore e dirigente del pomeriggio di Rai uno, l’eclettica attrice e regista Virginia Barrett, gli attori Lando Buzzanca, che per improvvisi impegni lavorativi ha dovuto disertare il palco di Aprilia inviando una lettera, ed Edoardo Siravo, uno dei più autorevoli interpreti del nostro panorama teatrale, cinematografico e televisivo, il giovane conduttore e regista Anthony Peth, l’ex gieffina Floriana Secondi, indubbiamente la figura più effervescente e fuori dagli schemi tra coloro che hanno frequentato la casa più famosa d’Italia, e il pugile Domenico Spada, ex campione mondiale Silver WBC e attuale numero 2 al mondo nella stessa categoria.
(Foto di Michele Simolo)

Antonello De Pierro riceve premio ad Aprilia e lo dedica a Borsellino

Al presidente dell’Italia dei Diritti è stato consegnato un riconoscimento professionale per la comunicazione, in occasione dei festeggiamenti per i trent’anni del Giornale del Lazio, in una serata organizzata da Lisa Bernardini e condotta da Claudio Guerrini e Rosaria Renna di Rds. Oltre al giudice ucciso da Cosa nostra l’ha dedicato a Federica Angeli, giornalista di Repubblica che vive sotto scorta

Roma – Erano circa trentamila le persone che l’altra sera hanno riempito piazza Roma, ad Aprilia, in provincia di Latina, per festeggiare il traguardo dei trent’anni di attività tagliato dal Giornale del Lazio, il prestigioso organo di stampa locale che è stato ed è un importante punto di riferimento per tutto il territorio pontino.

Incontenibile la soddisfazione di Ben Jorillo, che nel giugno del 1984 diede vita a questa realtà editoriale, apparso visibilmente emozionato, come pure il direttore Bruno Jorillo, circondato dall’affetto di tutto lo staff  redazionale. Una serata indimenticabile condotta magistralmente da Claudio Guerrini e Rosaria Renna di Rds, che ha visto la partecipazione di tanti ospiti che si sono esibiti sul palco, da Marko Tana a Giada Agasucci e Nick Casciaro del programma Amici, per finire con una performance suggestiva del grande Amedeo Minghi, che ha trascinato il pubblico sull’onda delle emozioni regalate da alcuni dei suoi più grandi successi. Particolarmente toccante è stato il momento in cui è salita sul palco la bella e brava cantante e ballerina Daniela Parrozzani, che si è esibita e ha parlato del suo commendevole impegno sociale contro la violenza sulle donne, accennando al progetto del fotografo Michele Simolo, dal titolo “No violence”, che vede come testimonial alcune attrici che interpretano le sofferenze femminili nei casi di specie. Tra un’esibizione e l’altra sono stati consegnati dei premi a vari personaggi del mondo dello sport, spettacolo e giornalismo. Un momento molto gradito dal pubblico, grazie soprattutto alla perfetta regia dell’indefessa Lisa Bernardini, che ha avuto la gioia di salutare il successo dell’evento festeggiando il suo genetliaco. Tra i premiati anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, a cui il riconoscimento è stato assegnato per la sua intensa attività giornalistica, in particolar modo esplicitata nel campo del sociale, come direttore di Italymedia.it, e in passato come direttore e voce storica di Radio Roma. De Pierro ha catturato l’attenzione e l’entusiasmo della piazza gremita scegliendo due dediche per il riconoscimento tributatogli. Uno striscione con la scritta “Aprilia è contro la mafia” e la concomitanza con il 22esimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, non sono sfuggiti al leader dell’Italia dei Diritti.

 

Dopo una domanda di Rosaria Renna sulla sua attività professionale De Pierro ha tagliato corto rivolgendo la sua attenzione al motivo dell’evento: “Siamo qui per festeggiare i trent’anni di uno storico giornale del Lazio e, in questi momenti di crisi per l’editoria, raggiungere questo traguardo è un’impresa ardua. Sono onorato di ricevere questo graditissimo riconoscimento, per il quale voglio fare due dediche. E per fare ciò approfitto di questa piazza meravigliosa e di uno striscione che ripudia la mafia appeso alle nostre spalle. In questa piazza ci sono tanti di quei giovani a cui una certa politica e vari altri rappresentanti infedeli delle istituzioni hanno disegnato un futuro nel segno della precarietà e dell’incertezza. E’ quell’orrendo e ributtante comportamento, il più delle volte sottovalutato che io chiamo “mafia dei colletti bianchi” oppure “crimine istituzionalizzato”, che è ancora più odioso e spesso si interseca o si sovrappone, fondendosi,  al crimine propriamente detto. E’ esattamente ciò che aveva compreso Paolo Borsellino, che 22 anni fa perse la vita insieme a 5 dei 6 agenti della scorta. E’ a lui e a quei 5 servitori dello Stato, nonché a al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti che morirono a Capaci, che dedico questo premio. Ora vi racconto un episodio che mi è stato riferito qualche anno fa da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, in occasione di una convention. Io in quel momento ho provato vergogna e indignazione. Alla fine mi piacerebbe che voi faceste un applauso e, più forte sarà l’applauso, più forte saranno la vergogna e l’indignazione che proverete come ho fatto io allora e ancora ne provo. Dopo i funerali di stato la salma di Emanuela Loi fu trasferita in Sardegna per le esequie private. Ebbene lo Stato chiese alla famiglia il rimborso delle spese di trasporto”.

Un forte e lungo applauso è seguito all’esternazione di questa vicenda da tutta la piazza, nessuno escluso, al termine del quale De Pierro, che ha inscenato in passato diciotto incatenamenti di protesta contro la corruzione di alcuni vigili urbani di Roma, ha continuato con la seconda dedica: “Alcuni anni fa, in seguito ad alcuni esposti presentati per denunciare numerosi illeciti da parte di persone risultate poi in rapporti con un noto clan del litorale, che hanno potuto godere di clamorose coperture da parte di alcuni vigili urbani e di alcuni dipendenti dell’ufficio tecnico dell’allora XIII Municipio, nonché di comportamenti favorevoli da parte di altri pezzi delle istituzioni sempre di Ostia, ho subito numerose azioni vessatorie proprio da parte di alcuni vigili urbani, tesi a evitare che io continuassi nelle mie denunce, temendo forse che emergessero gli illeciti e di conseguenza le omissioni commesse. Le persone interessate, quando si accorsero che tali atti intimidatori direi di tipo istituzionale non sortivano effetti, provarono con quelli in stile mafioso, presentandosi sotto casa mia a minacciarmi di morte e aggredirmi con un noto esponente malavitoso, la cui caratura criminale è stata meglio delineata successivamente da inquirenti e cronache giudiziarie per il coinvolgimento in altre vicende. Il mio specifico episodio fu rubricato da un’informativa quantomeno distratta come una banale lite e non quale atto di stampo mafioso qual era, giacendo nella competenza del Giudice di Pace e destinato alla prescrizione. La coraggiosa collega Federica Angeli di Repubblica è stata minacciata di morte dallo stesso boss e ora si trova a vivere sotto scorta. E’ a lei che voglio indirizzare la seconda dedica. Grazie a tutti”.

La fine dell’intervento è stata salutata con uno scrosciante applauso teso a sottolineare l’apprezzamento per l’intervento. L’immensa platea che ha invaso piazza Roma e le vie limitrofe per assistere allo spettacolo ha mostrato un alto gradimento anche per gli altri premiati. che si sono alternati sul palco accompagnati sempre da una forte dose di entusiasmo, scandita da ovazioni e battimani.

 

Come per Cecilia Primerano, conduttrice del Tg1 e colonna portante della trasmissione Porta a Porta, Angelo Mellone, giornalista, scrittore e dirigente del pomeriggio di Rai uno, l’eclettica attrice e regista Virginia Barrett, gli attori Lando Buzzanca, che per improvvisi impegni lavorativi ha dovuto disertare il palco di Aprilia inviando una lettera, ed Edoardo Siravo, uno dei più autorevoli interpreti del nostro panorama teatrale, cinematografico e televisivo, il giovane conduttore e regista Anthony Peth, l’ex gieffina Floriana Secondi, indubbiamente la figura più effervescente e fuori dagli schemi tra coloro che hanno frequentato la casa più famosa d’Italia, e il pugile Domenico Spada, ex campione mondiale Silver WBC e attuale numero 2 al mondo nella stessa categoria.
(Foto di Fabrizio Bettinelli)

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