Austerity: ecco tutte le conseguenze economiche e sociali delle politiche del rigore

Roma, 18 novembre 2016 – Matteo Renzi ha riportato all’attenzione dell’Europa e del dibattito pubblico italiano il dibattito sull’austerity e sui suoi effetti economici e sociali. Per capirne qualcosa di più al riguardo la piattaforma di Pro\Versi ha appena pubblicato un testo di approfondimento sulle controverse politiche dell’austerity, dove vengono passati al vaglio i pro ed i contro di tali misure economiche, a partire dalle opinioni espressi da autorevoli economisti, accademici e politici che si sono espressi a riguardo.

Le politiche economiche del rigore, prevalentemente composte da una combinazione di tagli della spesa pubblica e innalzamento delle tasse, sono state messe in atto dall’UE a partire dal 2009, quando la crisi economica originatasi negli Stati Uniti ha iniziato a contagiare l’Europa.

Alcuni economisti sostengono che il rigore fosse necessario per ridurre il debito e mettere in sicurezza i conti pubblici, disincentivando politiche economiche eccessivamente espansive. Altri, invece, ritengono che tali politiche abbiano aggravato il contesto economico del Sud Europa, accrescendo le disuguaglianze e il malessere sociale.

Queste le principali tematiche trattate nella discussione online di Pro\Versi:

Le politiche del rigore hanno risanato i bilanci dello Stato e hanno ridotto le inefficienze del settore pubblico, oppure hanno peggiorato i conti pubblici degli Stati dell’Eurozona?

La riduzione del debito tramite politiche di rigore può rappresentare una forma di tutela delle future generazioni?

L’austerità porta ad un aumento delle disuguaglianze e del malessere sociale, oppure aiuta a limitare abusi e sprechi?

In una fase economica recessiva, solo l’intervento statale può consentire la ripresa economica, oppure l’intervento dello Stato aumenta il deficit, che a sua volta porta a un incremento del debito pubblico?

Per avere le risposte ed approfondire la questione basta leggere la discussione online su www.proversi.it/discussioni/pro-contro/117-politiche-economiche-del-rigore o visitare la pagina Facebook al link www.facebook.com/iproversi o il profilo Twitter al link https://twitter.com/iproversi.

 

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Monaco: Alla retrospettiva su Robert Combas, ospite l’italiano Cesare Catania

Monaco, 4 agosto 2016 – In occasione dell’inaugurazione della retrospettiva su Robert Combas, prevista per sabato 6 agosto 2016 presso il Grimaldi Forum di Monaco, l’artista Cesare Catania sarà presente in veste di ospite d’eccezione.

L’arte di Cesare Catania si avvicina molto a quella di Combas, soprattutto per l’uso allo stesso tempo estremo, contrastato e geniale dei colori ed essendo composta da un gioco interessante di prospettiva e assonometria, di scomposizione delle figure in semplici poligoni tridimensionali, come nuovo modo di osservare i problemi e la realtà circostante.

La retrospettiva presenta un centinaio delle opere più importanti degli anni ’80/’90, provenienti da collezioni privati e istituzioni pubbliche e che ruotano su temi estremamente cari all’artista: l’amore, la donna, le battaglie, la religione, la mitologia, la musica.

Temi cari anche a Catania e per questo ecco la sua presenza così importate durante questo esclusivo evento.  Nei suoi quadri si fondono tradizione (impiego di materiali quali gesso, legno, pietra, pittura ad olio) e innovazione (utilizzo di materiali a base siliconica e acrilica). Il tutto per dar vita a opere tridimensionali che “escono letteralmente dalla tela”.

I quadri di Cesare Catania sono sempre un “fermo immagine” di azioni e sentimenti, sintesi estrema tra ermetismo e cura nel dettaglio. Due artisti che si incontrano e indirettamente sperimentano, in modo simile ma diverso. La forza di opere che narrano dimensioni apparentatemene lontane, scienze distanti ma che grazie alla creatività si incontrano, scompongono e ricompongono.

Per maggiori informazioni sulla retrospettiva e sugli artisti visitare il sito internet www.cesarecatania.eu.

 

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Antonello De Pierro e Angela Achilli tengono a battesimo il nuovo singolo di Alice Traini

La presentazione di “Without Love” della giovane cantante romagnola ha avuto luogo presso l’hotel capitolino “La Griffe”

Roma – E’ stata una ressa delle grandi occasioni quella che ha invaso l’altra sera la terrazza dell’hotel “La Griffe” di Roma per la presentazione ufficiale del singolo “Without Love” di Alice Traini. In una serata voluta fortemente dal suo produttore David Marchetti, l’avvenente, oltre che straordinariamente talentuosa, ragazza ha letteralmente incantato i presenti modulando la sua incantevole e originale voce sulle note di grandi successi e di pezzi inediti, fino all’apoteosi finale raggiunta durante l’interpretazione dell’attesissimo brano Whitout Love, attualmente in promozione. Ad accompagnare la sua performance canora sono stati due musicisti d’eccezione, il pianista e compositore Riccardo Manenti e Roberto Sollazzi, che ha deliziato tutti con i suoi virtuosismi alla tromba. Tanti gli ospiti intervenuti, che hanno potuto gustare una succulenta cena offerta dalla nota struttura ricettiva capitolina, mentre i fotografi accorsi hanno si sono scatenati nel bersagliarli con un profluvio di flash a raffica. Tra gli ospiti più attesi l’ex direttore e voce storica di Radio Roma Antonello De Pierro, attualmente direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti, tra i primi ad arrivare e da sempre in pole position quando si tratta di sostenere la cultura e l’arte made in Italy, specie se coinvolge quei giovani talenti di cui l’Italia non è stata mai avara, e che spesso faticano a emergere. Per lui c’è stata anche la piacevole sorpresa di incontrare la sua vecchia amica Angela Achilli, incantevole e prodigiosa cantante e conduttrice televisiva, da poco approdata a Mamma Rai e reduce dalla conduzione del Festival di Castrocaro insieme a Pupo. Tra gli altri anche Leopoldo Lombardi, noto avvocato della musica che ha assistito tantissimi artisti italiani e stranieri, l’opinionista televisiva Turchese Baracchi e la nota lookmaker Erika Mabellini.

(Foto di Simone Cetorelli)

Antonello De Pierro e Alessandro Serra festeggiano Cinzia Loffredo

La festa si è tenuta sulla terrazza del Mumm di Roma con la partecipazione di tanti esponenti del jet-set capitolino

Roma – Da anni impegnatissima nel panorama dello spettacolo come agente cinematografica e televisiva, tanto da diventare un imprescindibile punto di riferimento per tanti artisti e addetti ai lavori, la bella e affabile Cinzia Loffredo, accanto all’espressione concreta di un’indubbia professionalità, ha saputo seminare con successo anche il seme dell’amicizia. A dimostrarlo è stato il grande afflusso di amici vip e non che hanno affollato lo spazio della terrazza del Mumm, gestito da David Guidi nell’ambito della kermesse “Isola del Cinema”, nell’incantevole e suggestiva cornice capitolina dell’Isola Tiberina a Roma, per tributarle tutto il loro carico di affetto in occasione del party allestito per il suo genetliaco. Tra i primi a giungere per festeggiarla è stato il giornalista ex direttore e voce storica di Radio Roma Antonello De Pierro, attualmente direttore di Italymedia.it e presidente del movimento Italia dei Diritti, arrivato col suo grande amico avvocato Emiliano Varanini, presidente dell’associazione consumatori Trasparenza per Roma, e con la fascinosa ex Isola dei Famosi Roberta Allegretti. E mentre i primi arrivati cominciavano a deliziare i palati con le succulente prelibatezze offerte dal locale per la cena buffet, pian piano l’elegante e accogliente spazio del Mumm, veniva invaso, in men che non si dica, da un profluvio di ospiti. Tra questi, per la gioia degli scatenati paparazzi presenti, non è stato difficile individuare tanti personaggi noti come Giovanni Veronesi, Pino Quartullo, Antonio Covatta, Alessandro Serra, Alex Partexano, Enio Drovandi, Claudia Cavalcanti, la splendida modella internazionale Alexandra Iia, costantemente bersagliata dalle raffiche flashanti dei fotografi, la contessa Elena Aceto di Capriglia, l’editore Giò di Giorgio, il giudice Antonio Marini, il prefetto di Chieti Fulvio Rocco, il patron dell’Isola del Cinema Giorgio Ginori, Elena Presti, il noto avvocato Daniele Bocciolini, stretto collaboratore del principe del foro Nino Marazzita, in compagnia di Jolanda Gurreri, Stefania Corradetti, gli agenti Fabrizio Perrone ed Emanuela Corsello, l’effervescente reporter Elena Galifi, Walter Scognamiglio e Lucia Stara. E per finire tutti intorno alla canonica torta per le interminabili foto di rito per immortalare un’indimenticabile serata.

(Foto di Giancarlo Fiori)

“Omissioni vigili Ostia a favore di persone vicine a clan”, s’incatena al Comando Generale

Ancora una clamorosa protesta per la 73enne preside coraggio Lucia Salvati, che da tempo chiede verità e giustizia per una vicenda che vede coinvolti pezzi deviati delle istituzioni, i quali hanno coperto soggetti in rapporti  con la mafia. Vessata anche da alcuni vigili e minacciata di morte da un noto esponente malavitoso accompagnato dai vicini di casa che aveva denunciato

Roma – Non si placa la tenace protesta di Lucia Salvati, l’anziana ex preside che, ormai da tempo, sta denunciando una triste storia di omissioni e falsi da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico di Ostia, per coprire una serie di abusi edilizi perpetrati dai vicini ai suoi danni. Questa volta si è presentata in catene presso il Comando Generale della Polizia Locale di Roma Capitale, dove ha chiesto di essere ricevuta dal comandante Raffaele Clemente, che era assente ed è stata perciò ascoltata da vari vigili appartenenti alla segreteria, a cui ha raccontato la sua triste vicenda storia.

La pensionata 73enne aveva presentato un esposto, credendo di trovarsi in un paese normale dove chi ha il compito e l’obbligo di accertare avrebbe naturalmente perseguito gli abusi commessi. Niente di tutto questo.

 

I vigili sollecitati – afferma la Salvati -, non solo hanno fatto finta di non vedere, e chiunque può agevolmente riscontrare, addirittura in alcuni casi ictu oculi, gli illeciti posti in essere, ma addirittura hanno perseguitato me e la mia famiglia con una serie interminabile di vessazioni, recandosi quasi quotidianamente presso la nostra abitazione con motivazioni di controllo rivelatesi sempre infondate, finanche  per verificare il trattamento riservato al nostro cane, fino a denunciarci per inesistenti abusi edilizi, che probabilmente regnavano solamente nella loro fantasia in un progetto intimidatorio artatamente congegnato, visto che il procedimento si è concluso con un’assoluzione perché “il fatto non sussiste”,mentre avevano disinvoltamente dichiarato di aver sottoposto a controllo la parte immobiliare dove gli abusi e gli illeciti erano presenti davvero e di aver riscontrato tutto regolareSono a disposizione di chiunque voglia seriamente accertare quanto sia falso ciò che è stato attestato. Solo chi possiede un senso di impunità assoluta può spingersi a questo”.

E i miei vicini non si sono fermati a questo – continua -. Si sono presentati a minacciarci di morte sotto casa  con un noto boss mafioso, accompagnato da loro in macchina. Per le identiche minacce da parte della stessa persona la giornalista Federica Angeli di Repubblica si trova a vivere sotto scorta. Salvo poi denunciare noi con dichiarazioni che sfiorano il ridicolo e che nessuno ha pensato di verificare seriamente. Vista la pericolosità del soggetto, mio figlio, i signori hanno fatto nascondere il boss tutto impaurito nella loro autovettura. E ancora non si sono sentiti ridicoli a denunciare, un mese dopo quest’episodio, un’inventata aggressione addirittura con armi, da parte di mio figlio,  che sarebbe avvenuta un anno e mezzo prima. Non ci crederebbe neanche un bambino che, di fronte a una cosa del genere, nessuno abbia pensato di  interessare le forze dell’ordine e che qualcuno possa attendere addirittura un anno e mezzo prima di denunciare. Io personalmente, mi sarei barricata in casa, e se non fossi stata colta prima da infarto, avrei chiamato immediatamente il 113. I miei vicini hanno potuto permettersi anche questo e qualcuno li ha anche considerati credibili. Ho servito lo stato per 42 anni di onorata carriera, prima come insegnante e poi come dirigente scolastico, e ho insegnato che viviamo in uno stato di diritto, ma forse, alla luce di questi fatti, mi sbagliavo. C’è qualcosa che devia da tale concetto in un tessuto sociale dove, per colpa di cellule deviate delle istituzioni, i delinquenti diventano vittime e le vittime delinquenti. Il crimine istituzionalizzato è più odioso e subdolo di quello propriamente detto. C’è qualcosa che stride fortemente quando le istituzioni si trovano a proteggere i crimini di persone in rapporti con esponenti di un clan. E in questo caso, in primis alcuni vigili, ma anche altri, e chiunque sapeva e ha taciuto e ancora tace, hanno fatto proprio questo. E lo affermo senza tema di smentita. Basta entrare nell’immobile in questione, dove tra l’altro con varie motivazioni non è stato mai permesso di entrare, nemmeno in sede di espletamento peritale ordinato in seguito a ricorsi giurisdizionali, per verificare e accertare ciò che dico. Venga a verificare di persona il sindaco Marino, che è venuto a Ostia a gridare ai quattro venti la sua ferma posizione nella lotta alla criminalità organizzata, ha notato la mia protesta in catene nella sala del consiglio municipale, ha detto che mi avrebbe invitata in Campidoglio, ma ancora sto aspettando, ed è passato quasi un anno. Forse le coperture istituzionali a persone in rapporti con quel clan che ha dichiarato di voler combattere non rientrano nella lotta alla criminalità? Di una cosa sono certa, non mi fermerò e continuerò la mia protesta per portare alla luce, agli occhi dell’opinione pubblica i fatti gravissimi che denuncio, fino a quando non sarà accertata la verità e avrò ottenuto giustizia, nonostante l’atteggiamento omertoso delle istituzioni e la censura di alcuni organi mediatici, che viene opposta. La mia dignità e quella della mia famiglia deve essere restituita a chi la deteneva legittimamente, come uno dei miei figli, che è stato definito, in una costituzione di parte civile, un “soggetto potenzialmente molto pericoloso, in quanto esperto di arti marziali” e accusato di aver colpito con un colpo di “carate”, scritto con la c e non con la k, la signora della coppia dei vicini. Peccato che lo stesso figlio non abbia mai messo piede in una palestra e sia affetto da una grave patologia invalidante alla colonna vertebrale. Ebbene quei vicini in rapporti con un clan mafioso, tanto da essere in grado di accompagnarne il capo in automobile a minacciarci di morte, non hanno perso mai occasione per dichiarare di essere impauriti dai miei figli, e per convincere riescono a esternare dichiarazioni ai limiti del grottesco. E pensare che c’è anche chi è capace di credere, o magari far finta, a certe assurdità”.

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