Cultura: COVID-19, testimonianze dagli “arresti domiciliari”

"Covid 19, Il Paese che verrà - testimonianze dagli arresti domiciliari"

Un libro-testimonianza curato dal giornalista Vincenzo Califano raccoglie interventi e interviste sul Covid e sui cambiamenti avvenuti in settori nevralgici del Paese come il turismo, la giustizia, l’istruzione. Tra i contributi quelli di economisti, docenti universitari, magistrati  e dell’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini. Per il settore culturale le dichiarazioni di Mario Esposito, manager e promotore del Premio “Penisola Sorrentina”

Sorrento, 12 maggio 2020 – “Covid 19 Il Paese che verrà – testimonianze dagli arresti domiciliari: si intitola così il libro-testimonianza curato dal giornalista Vincenzo Califano, che apre uno spazio ampio ed intenso di riflessione sul tema del Covid e sugli scenari futuri del Paese in settori nevralgici come il turismo, la fede, la giustizia, l’istruzione.

È un volumetto edito dalla testata “Mezzogiorno e Dintorni”, che raccoglie interviste ad illustri protagonisti legati al territorio sorrentino ed operanti a livello nazionale ed internazionale in ambiti centrali.

È un dialogo confronto con una attualità che, profondamente segnata dal cambiamento, richiede uno sforzo supplementare di analisi per coglierne le dimensioni strutturali e la direzione di marcia.

Lo stesso curatore spiega così la genesi del volume e della idea che ne è alla base: “Costretti agli ‘arresti domiciliari’ per tentare di sconfiggere il mostro che ha sconvolto le nostre vite, gli italiani hanno cominciato a dar prova di capacità straordinarie. Coerentemente con il mio lavoro e con la mia passione, quella di scrivere, ho pensato di dare anch’io un contributo sviluppando, grazie alla disponibilità dei protagonisti che ho intervistato, una riflessione condivisa sul presente e soprattutto sul futuro che ci attende: il Paese che verrà, senza punto interrogativo, perché riguarderà tutti noi, volenti o nolenti. ”.

Un volumetto originale e di grande interesse contemporaneo, in cui si incrociano profili umani e professionali diversi, alcuni dei quali segnati anche più da vicino dal Covid-19, che hanno combattuto e sconfitto.

Una sorta di diario, che diventa documento storico di un momento particolare e difficile, animato dallo scopo precipuo di individuare una immagine nuova del Paese, che segua un filo conduttore unitario e coerente e che colleghi, in maniera produttiva, i concetti di turismo, food, cultura, istruzione.

Un volumetto impregnato di “humanitas”, in cui a prendere corpo sono, oltre che contenuti specifici, scientifici e personali , le “ragioni del cuore”, come evidenzia in chiusura del libro l’intervento dello scrittore sorrentino Raffaele Lauro.

Con questa pubblicazione, Califano dimostra la sua vocazione giornalistica e istituzionale di lungo corso, di interprete dotato di capacità analitica, dotato anche di quella regola (che poi è un pregio raro) del grandangolo riflessivo, capace di affrontare con luce diversa i temi cruciali per lo sviluppo delle regioni meridionali. Non a caso egli ha intrattenuto lunghi e cordiali rapporti con gli insegnamenti di Giuseppe Galasso, e da sempre si è interessato al territorio, sia nell’attività politica che in quella giornalistica.

Ecco i nomi dei protagonisti del volumetto, tutti importanti rappresentanti della società civile:  Mons. Francesco Alfano (Vescovo della diocesi Castellammare-Sorrento), Gennaro Fusco (Banca Popolare del Mediterraneo), Mario Esposito (direttore del Premio Penisola Sorrentina), Claudio D’Isa (magistrato- presidente IV e VII sezione penale di Cassazione), Francesco Saverio Esposito (avvocato e giurista), Gaetano Mastellone (bancario e manager), Giuseppe Stinga (imprenditore), Lucia Fortini (Assessore all’Istruzione della Regione Campania), Antonio Volpe (dirigente scolastico Istituto superiore di Roma Biagio Pascal), Gigliola De Feo (diurettrice “La Falegnameria dell’attore” di Napoli), Michele Guglielmo (esperto di turismo e presidente dell’Associazione Aria nuova), Alberto Corbino (esperto di economia sostenibile), Alfonso e Livia Iaccarino (Ristorante “Don Alfonso”), Maurizio Santomauro (docente del Dipartimento di Emergenze Cardiovascolari Università di Napoli Federico II),  Paolo Trapani (giornalista), Claudio D’Esposito (Presidente Sezione WWF Terre del Tirreno), Valeria Riccardi (magistrato Procura di Napoli), Fabrizio d’Esposito (giornalista de Il Fatto Quotidiano), Lorenzo Zurino (imprenditore, Presidente del Forum Italiano dell’Export), Nello Tuorto Jossa  (presidente di Finetica Onlus contro il racket e l’usura), Mirco Bindi (medico oncologo e ricercatore), Donato Aiello (Presidente del Patto Territoriale della Penisola Sorrentina), Raffaele Lauro (Prefetto della Repubblica e scrittore).

Una carrellata di voci e prospettive condensata in poco più di cento pagine, da leggere in un’ottica unitaria e sistematica, a confermare la continuità di un dialogo culturale fecondo tra chi durante la fase 1 della pandemia si è interrogato sulle sorti del Paese, aprendo nuovi orizzonti, e quanti oggi si sforzano di individuare nuove sfide per la ripartenza ed ulteriori prospettive di sviluppo.

Giova richiamare quanto afferma uno dei protagonisti, intervistati da Califano, Mario Esposito. Alla domanda rivoltagli dal giornalista per capire se riusciremo ad adattarci a questa nuova dimensione che riguarderà ogni aspetto del vivere civile, il quarantenne manager del settore culturale e patron del Premio Penisola Sorrentina così risponde:

“Tutto dipenderà dall’andamento epidemiologico, che detterà le sue regole. Adattarsi o rovesciare i paradigmi e, quindi, il mondo? La risposta non tarderà ad arrivare. Le sfide dell’uomo sono tante. E i bisogni connessi alla vita si traducono,da  sempre, in sistemi culturali. Voglio richiamare alla mente e al cuore un’opera di un  grande poeta italiano: Mario Luzi . La raccolta poetica precedeva la guerra e si intitolava “La barca”. Oggi , come allora, anche noi uomini del 2020 siamo su una stessa drammatica barca, in cerca di un “porto” di felicità e di nuove certezze. Luzi dedicava quel volumetto al sodale Piero Bigongiari il quale ebbe a replicare che  “ la situazione storica sarà sempre e soltanto un antecedente che la fantasia si affretterà a scompigliare”. Buona profezia, anche se il futuro fu più complesso di quanto quelle righe del critico fiorentino potessero allora lasciare intendere. E, spero, anzi sono convinto, sarà così anche stavolta”.

Il futuro per il dopo-Covid sarà, quindi, tutto da scrivere e da vivere. Spazio, allora, al Paese che verrà.

 

 

Il giornalista Vincenzo Califano, autore del libro “Covid 19, Il Paese che verrà – testimonianze dagli arresti domiciliari”

 

 

 

L’Italia che si rialza: da ricamificio a fabbrica di mascherine fashion

Bologna, 7 maggio 2020 – Va dal Veneto e dall’Emilia la storia dell’azienda che ha riconvertito la sua produzione, passando a realizzare mascherine filtranti e di alta qualità.

È nata così LabMask, un progetto di Lab Tre SRL, un ricamificio che da anni collabora con i più importanti brand della moda italiana e internazionale e che in piena emergenza Coronavirus ha riconvertito la sua produzione, iniziando a realizzare mascherine secondo gli standard di sicurezza richiesti dalla normativa vigente.

“Management e maestranze lavorano nel settore dell’alta moda da oltre 30 anni – spiega l’amministratore delegato Gabriella Multari – ma considerato lo stato di emergenza in cui ci siamo venuti a trovare all’improvviso, abbiamo pensato di convertire la produzione della nostra azienda con il duplice scopo di aiutare il Paese nel reperimento delle mascherine e permettere ai nostri impiegati di riprendere l’attività e non perdere il lavoro”.

In pochissimo tempo quindi l’azienda, che ha sede legale a Bologna e produttiva a Marostica (Vicenza), grazie anche all’impegno e alla creatività del direttore tecnico, Filippo Menaldo, e della responsabile stile, Roberta Scarabello, ha saputo realizzare un prodotto di ottima fattura, sicuro per la salute e comodo da indossare.

“Abbiamo profuso notevoli sforzi ed energie per reperire i materiali che fossero compatibili con quanto richiesto dalle vigenti normative ed allo stesso tempo fossero di prima qualità, confortevoli e durevoli nel tempo, ma alla fine abbiamo raggiunto un ottimo risultato”, confidano dalla direzione aziendale.

Mascherine alla moda

Confezionate interamente a mano, con materiali di valore, le mascherine vengono prodotte nelle taglie uomo, donna e bambino per adattarsi nel migliore dei modi ad ogni viso.

Le mascherine filtranti sono lavabili a 60° per almeno 50 volte, non contengono sostanze nocive per la salute o che possono procurare reazioni allergiche alla pelle.

Un esempio di Made in Italy, che pur in un momento storico ed economico di grande sofferenza riesce a ripartire coniugando creatività e sicurezza.

Lo shop di LabMask è raggiungibile online all’indirizzo www.labmask.shop.

 

 

 

 

###

 

Per interviste e contatti:

– Mail: info@labmask.shop

– Facebook.com/labmask3

– Tel. +39 0424 1700140

www.labmask.shop

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa

info@ufficiostampaecomunicazione.com

Trasporti, Faisa Cisal: “Necessaria una Fase 2 anche per la mobilità, per la sicurezza di tutti”

Roma, 23 aprile 2020 – Per la Fase 2 dell’emergenza sanitaria l’Italia ha bisogno anche del rilancio del suo sistema di trasporti, per risolvere le sue fragilità strutturali e pensare a nuove strategie, per la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori del settore. Ad affermarlo in una nota la Faisa Cisal, Federazione Autonoma Italiana Sindacale degli Autoferrotranvieri, Internavigatori ed Ausiliari del Traffico.

La filiera produttiva della mobilità, anche in questa situazione di emergenza, al pari di altri servizi essenziali per il paese, non si è mai completamente fermata ma ha dovuto contemperare il diritto alla mobilità in un così grave momento, con rispetto delle misure restrittive e di contenimento del contagio. Adesso però è necessario cominciare ad ipotizzare una ripartenza che certamente dovrà essere coordinata e sistemica.

Una parte della vita dei cittadini italiani che si fa fatica ad immaginare nel futuro, è la mobilità: come ci sposteremo quando cominceremo ad uscire dalle nostre case? Come andremo al lavoro e a scuola? Certamente un ruolo decisivo sarà giocato dal trasporto pubblico locale, essenziale alla ripresa del nostro Paese.

Immaginare un modello di ripartenza basato sul mondo precedente sarebbe un errore che certamente comprometterebbe il risultato stesso dell’azione intrapresa. Cambieranno i comportamenti dei viaggiatori e di conseguenza degli operatori, entrambi dovranno seguire nuove regole in grado di tutelare sicurezza sanitaria e attività di trasporto.

Autobus e metropolitane saranno i luoghi dove sarà più complicato garantire un effettivo distanziamento sociale tra le persone. Chi usa da sempre questi vettori lo sa perfettamente. Con le nuove modalità di distanziamento sociale e di prevenzione dei rischi di contagio un autobus non potrà che viaggiare con una capacità di trasporto fortemente ridotta.

Certamente lo sviluppo delle attività da remoto consentirà di ridurre una parte della richiesta di mobilità, ma, con altrettanta certezza, si sa che questo non basterà. Sarà necessario, anche al fine di superare il problema delle ore di punta, cambiare la curva di distribuzione del trasporto, ridistribuendo l’orario di lavoro e di studio nell’arco dell’intera giornata. Solo in questo modo la mobilità potrà essere garantita con le nuove regole di sicurezza.

La mobilità, sino a ieri immaginata solo come “sostenibile”, dovrà anche diventare, almeno per quanto riguarda l’aspetto sanitario, protetta ed adeguata alle nuove esigenze, sia per gli utenti che per i lavoratori, determinando quindi i relativi cambi di azioni quotidiane.

Questa emergenza ci pone tutti di fronte alla necessità di ridisegnare un futuro con nuovi paradigmi, nuove strategie rispetto ad una differente richiesta di mobilità che dovrà adeguarsi a nuovi modelli organizzativi che interverranno.

In questa fase ogni soggetto deve fare uno sforzo atto a ricercare soluzioni coordinate tra i diversi portatori di interesse, senza limitarsi a ricercare nelle controparti i nemici e quindi senza ergersi a portatori esclusivi di verità universali sulla base di rendite di posizione ormai oggettivamente anacronistiche.

La Faisa Cisal, nell’ambito della sua rappresentanza, come e più di ieri, è pronta a fare la sua parte all’interno delle task force, cabine di regia, tavoli tecnici, protocolli e di tutti gli organismi che saranno costituti al fine di individuare misure condivise, con una logica inclusiva, che deve avere come obbiettivo la ripartenza di un settore determinante per l’economia del Paese con il massimo del livello di sicurezza possibile.

“La situazione oggi ci pone di fronte a tutte le fragilità strutturali del passato, evidenziando quanto sia necessario un robusto sistema integrato dei trasporti per sostenere gli sforzi della riapertura produttiva del Paese” dice il segretario della Faisa Cisal Mauro Mongelli.

“Il servizio che verrà offerto sarà, a prescindere dal dibattito che ci ha accompagnato in questi anni sulla bontà del modello pubblico o privato, per definizione in perdita, a meno che non si chieda ai cittadini di pagare cifre esorbitanti per fruire dei servizi di TPL. Si renderà, pertanto, necessario un sostegno con ingenti risorse pubbliche” continua il segretario.

“Si spera che si prenda atto, così come lo si sta facendo per la sanità pubblica, che i settori vitali per i cittadini, come il TPL, non si possono far degradare, né con gestioni fallimentari né tanto meno con tagli sistematici dei fondi dedicati alla sua erogazione.

Per questo l’Italia si deve coordinare sulla ripresa, e il Governo ed Ministeri competenti devono disporre le opportune azioni atte a consentire concretamente una nuova mobilità, in sicurezza, sia per i cittadini che gli operatori del settore” conclude il segretario.

 

 

PDF: Faisa Cisal – Locandina Sicuri al loro fianco

 

 

 

###

 

Per interviste e contatti:

Email: info@faisa-cisal.org

 

Exit mobile version