Apre in Kazakistan la prima Ambasciata del Gran Principato di Dobrynia, lo Stato senza territorio

Bari, 20 agosto 2018 – Ha aperto ad Astana, in Kazakistan, la prima ambasciata dello Stato indipendente senza territorio del Gran Principato di Dobrynia. Nominato Console Generale e Ambasciatore Mr. Timurlan Baymukhambetov, noto uomo d’affari kazako, direttamente dal Principe Antonio Tiberio Dobrynia. 

Il Gran Principato di Dobrynia è riconosciuto come Stato sovrano ed indipendente, nel quadro dei principi generali del diritto internazionale e delle convenzioni, del rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali dell’uomo.

Pur senza territorio, per via dei vari mutamenti storici, il Gran Principato coincide con la residenza e il domicilio del Capo Dinastico dell’Augusta Casa Tiberio-Dobrynia, soggetto di diritto internazionale pubblico, con tutte le prerogative dinastiche derivanti da millenaria discendenza di casa sovrana già regnante. E’ già stato acclarato in varie sentenze giudiziarie internazionali esecutive negli stati aderenti alla Convenzione di New York del 10 giugno 1958 e resa esecutiva in Italia con legge 19 gennaio 1968, n. 62. 

La sede legale e di rappresentanza del Gran Principato è la residenza del Capo di Nome e d’Arme dell’Augusta Casa (o altra da lui designata tale).

La lingua ufficiale è l’italiano. Il Gran Principato racchiude e custodisce il vasto patrimonio storico e araldico e la millenaria tradizione dell’Augusta Casa e tutte le proprie legittime pretensioni ai troni dinastici di Moscovia, di Kiev, di Novgorod, di Bisanzio e del Regno di Sicilia. 

La sede principale dello Stato senza territorio del Gran Principato di Dobrynia si trova dunque a Bari presso lo “Studio Diplomatico e Legale Dobrynia & Partners”, che diviene ora studio ufficiale di rappresentanza internazionale del Gran Principato, e “punto di riferimento centrale per tutti gli operatori e imprenditori interessati ad investire negli stati che riconoscono” aggiunge il Principe Dobrynia. 

Il 13 agosto scorso nell’ambito delle attività istituzionali del Gran Principato di Dobrynia, si è svolta presso la sala Municipale del Comune di Polignano a Mare (in provincia di Bari) una significativa cerimonia alla presenza delle massime autorità del Principato tra cui lo stesso Principe Antonio Tiberio di Dobrynia. 

In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale della città di Polignano a Mare (BA) erano presenti il Vice-Sindaco Salvatore Colella ed anche la Comandante della polizia urbana municipale Maria Di Palma.

La cerimonia è stata ottimamente coordinata dai dignitari e rappresentanti ufficiali del Principato dott. Paolo Ierna (Siracusa) e Dott. Antonio Oliva. “In tocco di spada” il Gran Maestro di Dobrynia ha investito Timurlan Baymukhambetov, noto uomo d’affari del Kazakistan, del titolo nobiliare di Commendatore del Sovrano Ordine dinastico Moscovita dei Cavalieri Maltesi di Russia. 

Timurlan Baymukhambetov, famoso “businessman”, è considerato il numero uno degli imprenditori kazaki: la giusta figura, per la sua competenza ed esperienza professionale, per poter rappresentare il Principato di Dobrynia nel suo Stato d’origine, il Kazakistan. 

Il Gran Principato di Dobrynia intrattiene con il Kazakistan privilegiati rapporti socio-economici e di stima reciproca,  compreso il Governo e le rappresentanze diplomatiche.

Dai suggestivi e solenni panorami montani, dalla steppa ai grandi laghi, dal respiro antico della storia di un grande e fiero popolo, alle modernissime architetture di città come Astana e Almaty, il Kazakistan oggi solo per risorse naturali è sicuramente il paese con la maggiore ricchezza pro capite al mondo, capace di attrarre i maggiori operatori economici che vogliono investire in infrastrutture, gas e petroli, energie e nuove tecnologie.

Un grande paese, il Kazakistan, che ultimamente si è scoperto in piena sinergia culturale e storica con il Gran Principato di Dobrynia che già da tempo aveva promosso proficui contatti istituzionali per l’avvio di interscambi d’amicizia e cooperazione economica tramite il rappresentante ufficiale e portavoce del Gran Principato S.E. il Consigliere at large Paolo Ierna.

“Con questa importante apertura e con questi riconoscimenti prende avvio all’insegna di una nuova fase della presenza italiana in Kazakistan con numerosi eventi di grande visibilità che riguarderanno il design, la moda, progetti di innovazione tecnologica, anche nel settore delle infrastrutture, una rinnovata presenza di imprese italiane interessate a collaborazioni industriali, la musica, il cinema, la gastronomia e del made in Italy in genere. 

Vogliamo essere più presenti ovunque ci sia un’opportunità di sviluppo imprenditoriale e attrarre nuovi investimenti anche in Italia”, ha dichiarato il Principe Antonio Tiberio Dobrynia. 

Per ulteriori informazioni è disponibile il dominio internet www.imperialclub.net.

 

 

 

Astana, capitale del Kazakistan, sede della prima ambasciata del Gran Principato di Dobrynia

 

 

 

La delegazione argentina del Tucuman visita il Centro Agroalimentare di Roma

Roma, 2 luglio 2018 – Si è tenuto lo scorso 28 giugno a Roma un incontro tra una delegazione argentina della provincia del Tucuman e il CAR, Centro Agroalimentare di Roma. Scopo dell’incontro era testare le potenzialità economiche delle 2 realtà per sviluppare eventuali relazioni economiche.

Dall’incontro è in effetti emerso che il know-how del CAR e i prodotti agroalimentari della provincia argentina sono complementari e possono fortemente cobtribuire allo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Argentina.

Il Dottor Fabio Massimo Pallottini, Direttore Generale del Centro Agroalimentare di Roma, ha dato il benvenuto alla missione istituzionale e commerciale della provincia Argentina di Tucumán guidata dal Governatore Dottor Juan Luis Manzur che in precedenza era stata ricevuta dalla F.A.O, l’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

All’incontro sono state illustrate le possibilità di cooperazione del CAR, prima struttura in Italia per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli e ittici, e la Provincia di Tucumán, di grande vocazione agricola e leader mondiale nella produzione di limoni.

All’incontro è stata rilevata l’importanza di accordi strategici utili alla commercializzazione e all’interscambio di tecnologie, reti e prodotti nel settore agroalimentare.

Sono stati anche prospettati scenari di collaborazione tra i due paesi con la preparazione di una lettera d’intenti e una futura visita di responsabili del CAR in Argentina per verificare la possibile realizzazione in Tucumán del “modello” CAR.

A conferma del valore e della validità della visita si evidenzia che gli incontri B2B, avvenuti nel corso della stessa tra imprenditori argentini e italiani, hanno concretamente portato alla definizione di accordi commerciali di grande valore simbolico per i positivi sviluppi ipotizzabili e realizzabili tra i produttori agricoli di Tucuman e gli operatori del CAR.

 

Incontro tra la delegazione argentina e il CAR, Centro Agroalimentare Roma

Prende il via a Pechino l’Italian Piano Experience, il festival del pianoforte italiano

Dal 17 maggio al 3 giugno l’Italian Piano Experience a Pechino ripercorrerà l’evoluzione degli strumenti a tastiera con un’esposizione di esemplari storici e un festival che coinvolgerà alcuni dei migliori musicisti italiani, da Brizi a Prosseda. Gli eventi saranno replicati a Cremona dal 28 al 30 settembre, nell’ambito di Cremona Musica 2018, che ha collaborato all’organizzazione dell’iniziativa….

Cremona, 17 maggio 2018 – Apre oggi 17 maggio a Pechino l’Italian Piano Experience, il festival che celebra le eccellenze del pianoforte italiano. Una mostra di strumenti a tastiera, dai primi esemplari del ‘700 ai capolavori Fazioli di oggi, con recital pianistici con grandi musicisti italiani e 3 conferenze di approfondimento, ingredienti principali di queste due settimane ricche di eventi dedicati agli amanti della musica, nel paese che oggi è il primo mercato mondiale per i pianoforti.

Il festival, che si apre con un concerto di Claudio Brizi dedicato agli antenati del pianoforte, avrà luogo al Millennium Monument Museum di Pechino, nell’ambito del Festival “Meet in Beijing”, in cui l’Italia è “Guest Country of Honor”.

Il progetto, ideato da Roberto Prosseda, è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, con la collaborazione di Cremona Musica e Bizzi Clavicembali, per celebrare le origini italiane del pianoforte: uno degli strumenti protagonisti della storia della musica, nato proprio in Italia nel 1699, da un’idea di Bartolomeo Cristofori.

La mostra e il festival saranno riproposti anche a Cremona dal 28 al 30 settembre 2018, nell’ambito di Cremona Musica International Exhibitions and Festival (www.cremonamusica.com).

In Cina un evento del genere non c’era mai stato. Dal 17 maggio al 3 giugno al Millennium Monument Museum di Pechino saranno esposti gli antenati del moderno pianoforte, alcuni dei quali risalenti alla prima metà del diciottesimo secolo, fino ai più moderni Fazioli, marchio fra i più noti a livello mondiale e da sempre protagonista di “Piano Experience” a Cremona Musica.

Un’occasione unica per ripercorrere tre secoli di evoluzione di questo strumento, grazie anche alle spiegazioni di Guido Bizzi e le esibizioni dal vivo del cembalista e organista Claudio Brizi, curatori della mostra, che permetteranno di assaggiare il suono dei diversi pianoforti e dei loro cugini (organo, cembalo, clavicordo, harmonino).

Altre occasioni di approfondimento saranno garantite da Nicola Sani, che parlerà del repertorio pianistico italiano contemporaneo, e da Roberto Prosseda, direttore artistico dell’evento, che presenterà l’evoluzione dal Fortepiano del tempo di Mozart al moderno pianoforte a coda.

Non mancherà ovviamente l’occasione di ascoltare all’opera alcuni dei maggiori interpreti italiani della tastiera. Ad inaugurare il palco sarà Claudio Brizi, che accompagnerà gli ascoltatori alla scoperta delle sonorità antiche del cembalo, dell’organo e dell’armonium, anche sovrapposte grazie alla combinazione di strumenti diversi, suonati contemporaneamente dal celebre cembalista. Nel concerto finale Roberto Prosseda, ideatore e direttore artistico del festival, presenterà per la prima volta pubblicamente in Cina il Pedalpiano, uno strumento antico e moderno insieme, di cui è stato negli ultimi anni promotore e riscopritore.

Il programma sarà arricchito da quattro recital con pianoforti moderni tenuti da quattro dei più promettenti giovani pianisti italiani: Leonora Armellini, Mariangela Vacatello, Axel Trolese, Vanessa Benelli Mosell, che includeranno molti brani di autori italiani, da Scarlatti a Stroppa.

La prima tappa di questo grande evento, organizzato con la collaborazione di Cremona Musica, Bizzi Clavicembali e Fazioli Pianoforti, non poteva che essere proprio a Pechino.

Non solo infatti la Cina è il primo mercato mondiale per i pianoforti, ma fra il gigante asiatico e l’Italia esiste un ponte culturale che gira proprio attorno al pianoforte e ai suoi antenati: nel ‘500 il prete gesuita Matteo Ricci fece arrivare alla corte di Wan Li, della dinastia dei Ming, il primo clavicembalo italiano; sulle sue orme ad inizio ‘900 Mario Paci svolse un’importante opera di educazione e produzione musicale in Cina che portò alla nascita della prima orchestra sinfonica moderna cinese.

Ilaria Seghizzi, Product Manager di Cremona Musica, commenta:

Da sempre l’obiettivo di Cremona Musica è portare in Italia il meglio della musica internazionale, ma anche portare i nostri capolavori nel resto del mondo, e i risultati della nostra fiera, dove espositori e visitatori internazionali aumentano di anno in anno, testimoniano che ci stiamo riuscendo. Cremona Musica è ovunque nel mondo ci sia voglia di grande musica, e quindi non potevamo non collaborare ad un evento di questa importanza, che testimonia ancora una volta il grande interesse che esiste anche in Cina per la nostra tradizione musicale e per gli strumenti prodotti in Italia”.

L’appuntamento per gli amanti del pianoforte è quindi a Pechino dal 17 maggio, o a Cremona Musica 2018 dal 28 al 30 settembre.

 

Il programma degli eventi:

– 17 maggio: Concerto d’apertura: Claudio Brizi, Organo Fedeli, clavicordo, cembalo italiano, cembalo Taskin, fortepiano Walter, Harmonino Debain e pedalpiano: “Concerto nel gusto italiano” (Ferrini, Alessandro Scarlatti, Bach, Vivaldi, Mozart)

– 17 maggio: conferenza di Guido Bizzi e Claudio Brizi: “L’evoluzione degli strumenti a tastiera dal 1600 al 1800”.

– 19 maggio: Conferenza di Claudio Brizi e Guido Bizzi “Storia e tecnologia degli antichi strumenti a tastiera”.

– 19 maggio: Axel Trolese, pianoforte (Brahms, Clementi, Mozart, Caetani, Rossini/Liszt)

– 20 maggio: Leonora Armellini, pianoforte (Liszt, Brahms, Busoni, Debussy)

– 25 maggio: Mariangela Vacatello, pianoforte (Scarlatti, Beethoven, Rossini, Liszt, Ginastera)

– 29 maggio: Conferenza di Roberto Prosseda: “L’evoluzione del pianoforte, dallo strumento mozartiano al moderno gran coda Fazioli”

– 29 maggio: Conferenza di Nicola Sani “Il pianoforte italiano contemporaneo”

– 29 maggio: Vanessa Benelli Mosell, piafoforte (Rachmaninoff, Skrjabin, Debussy, Stroppa)

– 30 maggio: Roberto Prosseda, pedalpiano (Schumann, Boëly, Alkan, Gounod, Sani, Liszt)

 

Gli strumenti esposti:

Organo positivo Feliciano Fedeli (Foligno, ante 1746) (originale)

Pedalpiano Pfeiffer (Stoccarda, fine XIX Sec.) (originale)

Harmonino Debain (Parigi, circa 1870) (originale)

Clavichord “Hubert 1784” (copia)

Italian “Continuo” Harpsichord Bizzi (contemporaneo, ispirato alla tradizione italiana)

French double manual Harpsichord “Goermans–Taskin” (copia)

Fortepiano “Walter 1789” (copia realizzata da Guido Bizzi)

Fortepiano Cristofori “Gravicembalo col piano e col forte” (copia)

Pianoforte Fazioli modello F183

Pianoforte Fazioli F278 Gran Coda

 

Foto del Piano Experience di Cremona Musica 2017, da utilizzare esclusivamente a corredo del presente comunicato:

 

 

 

 

 

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Contatti stampa:

 

Francesco Cianfanelli

Press Office, Cremona Musica International Exhibitions and Festival

tel.:+39 328 7698779

cianfanelli.cremona@gmail.com

www.cremomamusica.com

CremonaFiere SPA – Piazza Zelioli Lanzini, 1 29100 Cremona – Italy

 info@cremonamusica.com – tel: +39(0)372 598 011

A Roma incontro tra imprenditori molisani e cinesi

Roma, 14 marzo 2018 – L’associazione “Forche Caudine” apre al mondo dell’imprenditoria dotandosi di una sezione “Imprese”, affidata a Francesco Caterina e Mauro Bonello. Sezione inaugurata promuovendo un ambizioso incontro con imprenditori di origine cinese, collegati all’associazione Associna, per favorire interscambi con i molisani.

La delegazione cinese, che ha fissato un primo incontro per lunedì prossimo in zona Eur, sarà guidata dal presidente onorario di Associna, l’ingegnere Marco Wong, 54 anni, 6 lingue parlate ed autore di 3 libri.

La sua carriera professionale parla per lui: ha esordito come sviluppatore software in Italtel e manager alla Pirelli cavi, diventando poi direttore generale di Jilin Huatai, direttore acquisti di Tim in Perù, vice presidente di Huawei Italia e dal 2011 titolare di aziende attive nella distribuzione di alimentari etnici.

Oggi è anche consigliere di amministrazione di Extrabanca Spa, il primo istituto bancario principalmente rivolto agli immigrati. Con lui Xinghai Ke della Chiesa cristiana evangelica cinese in Italia, operativa a Roma dal 1981.

Per i molisani saranno presenti gli imprenditori Francesco Caterina e Mauro Bonello, oltre ad alcuni membri del direttivo di “Forche Caudine” (www.forchecaudine.com).

Con circa 300mila residenti, più o meno quanti ne ha il Molise, la folta comunità cinese in Italia è da sempre identificata con il dinamismo economico.

Ai circa 60mila imprenditori che operano nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nelle attività manifatturiere e in quelle di ristorazione, si sono aggiunti grandi investitori di realtà imprenditoriali “Made in China”, spesso con la negoziazione dei membri di Associna.

Il giro d’affari nel 2015 è stato di oltre 9,5 miliardi di euro con 18mila dipendenti italiani. Tra gli investimenti più importanti, oltre all’Inter e al Milan, anche Benelli, Cerruti, Krizia, Om Carrelli, Pirelli. Con presenze nel capitale di Enel, Eni, Cdp Reti e di istituti bancari e assicurativi del calibro di Unicredit, Mps, Intesa, Generali, Mediobanca.

La composizione del gruppo etnico cinese è ora in ulteriore trasformazione grazie alle nuove generazioni: ci sono quasi 8 mila cinesi che frequentano le università italiane (1 laureato non comunitario su 6 è cinese) e sono quindi pienamente integrati nel tessuto economico e sociale del nostro Paese.

C’è però un altro aspetto di grande interesse per l’Italia: i crescenti flussi di turisti provenienti dalla Cina. I cinesi sono diventati primi come spesa per il turismo “outcoming” a Roma. Una risorsa che equivale ad enormi benefici economici e a grandi potenzialità da sfruttare al meglio, anche per il Molise.

Ma devono essere principalmente le istituzioni a recepire i nuovi fenomeni.

 

 

Export Digitale: nuove strategie per l’internazionalizzazione delle PMI grazie a Weevo e BPER Banca

Milano, 8 marzo 2018 – Le PMI oggi, grazie al marketing digitale, hanno nuovi strumenti e strategie a cui attingere per l’internazionalizzazione e la conquista dei mercati esteri. Con questo fine la Weevo, agenzia di comunicazione che dal 2012 unisce il web marketing all’internazionalizzazione, è stata scelta da BPER Estero, la sezione dedicata ai percorsi di internazionalizzazione di BPER: Banca, per una collaborazione nel quadro delle attività a favore delle aziende del territorio impegnate a sviluppare opportunità di business su nuovi mercati.

L’iniziativa prevede, oltre al pacchetto di servizi dedicati alle PMI, una serie di eventi co-organizzati, di stampo educational, che mireranno a illustrare le caratteristiche dell’Export Digitale (http://exportdigitale.weevo.it) con l’ausilio dei numerosi casi di studio di Weevo.

L’attività di sostegno alle imprese che avviano progetti di internazionalizzazione, da parte di BPER: Banca (www.bper.it), è in costante sviluppo e miglioramento nell’intento di fornire alle aziende locali una prospettiva sempre aggiornata e all’avanguardia rispetto a questi temi.

Consapevoli della velocità con la quale le economie dei Paesi sono sottoposte al cambiamento non ci si può esimere dal monitorare il trend legato all’utilizzo dei mezzi di comunicazione digitali e al tipo di messaggio che su di essi viene veicolato. Un binomio che, se sfruttato adeguatamente, è in grado di fare la differenza nelle iniziative di approccio, sviluppo e presidio degli scenari di mercato internazionali per le PMI.

La partnership prende il via proprio da questa esigenza, unendo l’offerta di consulenza specializzata di BPER Estero al know how verticale di Weevo, maturato in oltre cinque anni di esperienza nell’elaborazione di strategie e metodi a supporto delle imprese.

Per maggiori informazioni sui servizi di internazionalizzazione  delle imprese consigliamo l’indirizzo internet http://exportdigitale.weevo.it mentre per saperne di più su BPER: Banca l’indirizzo internet è www.bper.it.

 

Riguardo BPER: Banca

BPER: Banca è una grande banca nazionale, profondamente radicata in tutti i territori in cui opera.

Cresciuta in modo organico e misurato, senza bruciare i tempi e senza perseguire mai una crescita fine a se stessa, ogni filiale  mantiene e alimenta nel tempo il rapporto quotidiano con i suoi clienti, che conosce da vicino. Comprendendo e condividendo i valori delle comunità, la banca presta sempre una sincera attenzione alle esigenze delle persone per rispondere fino in fondo alle loro aspettative e per superarle, ogni volta possibile.

Riguardo Weevo

Weevo è un’agenzia di web marketing, fondata da David Rimini, Gabriele Carboni e Giovanni Colasante con sede a Pesaro, Vignola (MO) e Castiglione delle Stiviere (MN), specializzata nell’uso degli strumenti digitali a supporto dei processi di internazionalizzazione delle imprese.

 

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Per informazioni

Weevo srl

http://exportdigitale.weevo.it

Gabriele Carboni (+39) 059 762953 – gabriele@weevo.it

David Rimini (+39) 0376 673710 – david@weevo.it

 

CETA, il Consorzio Euromed al seminario della EDC Canada

Roma, 4 settembre 2017 – Si è tenuto lo scorso 30 Agosto, alle 13.00 ora locale, il webinar dal titolo “CETA: Sbloccare il potenziale” organizzato da Export Development Canada (EDC) l’Agenzia governativa del Canada che fornisce agli esportatori canadesi finanziamenti commerciali, assicurazioni sul credito all’esportazione e servizi di bonding, nonché esperienze sul mercato estero.

Al webinar ha partecipato Sergio Passariello, Presidente del Consorzio Euromed International Trade, il consorzio italo-maltese d’internazionalizzazione che sta seguendo con grande attenzione l’evolversi delle attività di accompagnamento al CETA, messe in campo dal governo canadese e dai governi Europei.

L’evento formativo ha riunito un gruppo dinamico di esperti commerciali e leader aziendali per spiegare le potenzialità dell’accordo e fornire risposte su ciò che le imprese, in particolari canadesi, possano fare per prepararsi.

Come tutti sanno, l’accordo globale economico e commerciale (CETA), che entrerà in vigore provvisoriamente nel settembre 2017, eliminerà il 98 per cento dei dazi tra il Canada e l’Unione europea.

Questa previsione aprirà le porte a tante opportunità per le aziende canadesi ed europee, in tutti i settori e, per la prima volta, includerà anche le aziende che forniscono servizi.

Il programa del webinar ha riguardato i seguenti argomenti:

  • Cosa significa CETA per le aziende di beni e servizi in Canada
  • Le maggiori opportunità di crescita del mercato e dell’industria
  • Regole e regolamenti sul CETA
  • Programmi e risorse del governo disponibili attraverso il servizio del commissario commerciale (TCS)
  • Suggerimenti per aiutarti a prepararsi e ad avere successo.

Durante il webinar, numerosi gli interventi di varie aziende che hanno esposto la loro visione ed i loro progetti futuri in ambito CETA.

È stata un’esperienza preziosa quella di poter partecipare a questo Webinar, in quanto ho potuto verificare direttamente e senza filtri come il Canada crede in quest’accordo e come il Governo Canadese sostenga il sistema imprenditoriale e commerciale” ha dichiarato Sergio Passariello, Presidente di Euromed.

Nell’ambito delle attività d’internazionalizzazione auspico iniziative per migliorare le partnership tra azienda canadesi ed Europee ed in particolare con quelle Italiane, proponendo la partecipazione al nascente Ceta Business Forum, iniziativa che come Euromed stiamo portando all’attenzione delle Istituzioni e del mondo imprenditoriale” conclude Passariello.

 

CETA: Unlocking the Potential

Passariello, “Il CETA è occasione di sviluppo per le nostre imprese”

Milano, 7 agosto 207 – Il CETA è un’opportunità di sviluppo per le nostre aziende e per l’Italia? Intervistato da “Imprese del Sud”, Sergio Passariello, Presidente e CEO del consorzio d’internazionalizzazione Euromed International Trade, con sedi tra Italia e Malta, ci spiega le positività dell’accordo commerciale tra Europa e Canada che sta spaccando il mondo politico ed imprenditoriale italiano in questo momento.

Passariello, prima di tutto ci spieghi cos’è il CETA.

Negoziato per quasi cinque anni e quattro mesi, il CETA è l’accordo economico e commerciale globale concluso tra l’UE e il Canada. Oggi l’accordo è pronto per la ratifica finale del Parlamento italiano, dopo che la maggioranza dei Deputati Europei lo ha sostenuto e votato, l’accordo potrebbe già essere applicato provvisoriamente nel prossimo mese di settembre.

Va precisato che il CETA non riguarda solo ed esclusivamente il settore agroalimentare ma bensì tantissimi altri settori della nostra economia.

Eliminerà tutte le tariffe e dazi tra l’UE e il Canada, ad eccezione di quelle previste sui servizi pubblici, i servizi audiovisivi e di trasporto e alcuni prodotti agricoli. Esso porterà anche al riconoscimento reciproco delle certificazioni per una vasta gamma di prodotti, dai beni elettrici ai giocattoli.

Basti pensare che prima di quest’accordo il Canada negoziava singolarmente con gli Stati Europei e sussistevano disparità di trattamento, spesso a danno delle nostre imprese. Oggi con il CETA, questo non sarà più possibile, le regole dell’accordo valgono per tutti gli Stati membri EU e non ci saranno più posizioni dominanti.

Inoltre in Canada c’è una delle più grandi comunità di italiani all’estero. A partire dal censimento del 2011, quasi un milione e mezzo di abitanti canadesi hanno dichiarato di avere origini italiane. E l’Italia deve assolutamente prendere in considerazione questo dato, se non vuole perdere quest’occasione.

Chi saranno i primi beneficiari del CETA?

Sicuramente i consumatori. L’apertura dei mercati porterà ad una maggiore scelta di prodotti e servizi a prezzi più competitivi.

Poi i lavoratori. Per molti operatori professionali dell’UE e quindi Italiani, sarà più facile fornire servizi legali, contabili, ingegneristici, architettonici o simili in Canada. Il CETA fornisce un quadro chiaro per l’UE e il Canada nel riconoscere le qualifiche degli altri in tali professioni. Sarà inoltre più agevole per le imprese spostare temporaneamente il proprio personale all’altro lato dell’Atlantico.

Ed infine per le imprese. Semplificando le procedure sarà più facile per le aziende europee di espandersi nel mercato canadese. Con il CETA, il Canada aprirà le proprie gare di appalto pubbliche alle imprese dell’UE, sia a livello federale che comunale. Per le esportazioni inoltre, sono state previste semplificazioni burocratiche con registrazione dei prodotti direttamente presso le nostre Agenzie delle Dogane.

Con la sottoscrizione del CETA, il Canada si impegna anche a rendere più trasparente i propri processi di gara pubblicando tutte le sue offerte pubbliche su un unico sito web divisi per singolo appalto. Attualmente la mancanza di accesso alle informazioni è uno dei maggiori ostacoli per le piccole imprese in mercati esteri.

Ma con il CETA ci sarà una protezione dei prodotti Italiani ed in particolare del SUD?

Anche se L’Italia potrà esportare il 92% circa dei suoi prodotti agricoli e alimentari esenti da dazi doganali, questo non sarebbe a dispetto della protezione dei suoi prodotti. Il Canada ha deciso di proteggere l’origine di  143 prodotti europei associati a una specifica città o regione, già presenti sul mercato canadese e che già godono di una grande reputazione in funzione delle loro qualità, e di questi prodotti 41 sono Italiani.

Il trattato commerciale, non interviene in modo del tutto restrittivo sulle produzioni canadesi che si ispirano alla Dop originale (con l’uso, ad esempio, della denominazione “Parmesan”), ma vieta di associarle ad elementi di “italian sounding” (il tricolore, città o monumenti italiani) che risultano ingannevoli per i consumatori. Questo passaggio assume una straordinaria rilevanza per la tutela dei nostri prodotti, che va precisato ad oggi non tutelati.

Purtroppo, con rammarico devo confermare che il Canada, per le aziende meridionali non ha mai rappresentato un mercato di riferimento, per questo credo che le polemiche attuali, sollevate anche da autorevoli esponenti del mondo politico ed imprenditoriale siano stucchevoli. Ciò che conta, nell’affermazione di un prodotto è il posizionamento commerciale, il valore del brand, la conoscenza dello stesso sul mercato e non basta avere un simbolo DOP o IG per rendere quel prodotto affermato.

Senza CETA, il meridione continuerebbe a non aver accesso al mercato canadese, considerando anche i dazi presenti, mentre con il trattato commerciale operativo, finalmente anche il tessuto imprenditoriale del sud Italia potrà guardare a questo mercato con serenità, programmare investimenti senza avere concorrenza sleale da parte di terzi nell’uso di marchi, brevetti, simboli italiani e sfruttare al massimo l’unico brand che oggi i canadesi conoscono bene, il “Made in Italy”.

Ma nel merito, molte associazioni sindacali e di consumatori stanno protestando per bloccare il CETA?

Intanto, va precisato che solo alcune associazioni di agricoltori, oggi sono contro il CETA. Tali associazioni non rappresentano la maggioranza degli operatori che invece, dalle informazioni in mio possesso, sono favorevoli all’accordo ed intravedono in questa apertura dei mercati una grande occasione di crescita.

Ciò che va valorizzato di quest’accordo è la possibilità per il nostro tessuto imprenditoriale di poter puntare, finalmente, al mercato canadese e quindi statunitense, con progetti di medio e lungo termine e con la consapevolezza di non essere aggrediti dalla aziende canadesi con concorrenza sleale. Senza la firma di questo accordo, di contro, l’industria del falso Made in Italy continuerà a crescere senza avere strumenti giuridici per tutelarci.

Inoltre, voglio precisare che molte imprese nel settore agroalimentare sono fuori dal DOP e/o IGP sebbene produttori di prodotti di alta qualità . Infine c’è chi ha costruito un vero e proprio business sul sistema della qualità certificata aumentando i costi di produzione e rendendo spesso gli stessi prodotti non collocabili sul mercato.

Ovvio che il CETA va a toccare anche interessi di parte, ma le positività di quest’accordo non possono essere messe in discussione per la protesta “tardiva” di lobby commerciali che sino ad oggi forse hanno potuto godere di protezioni.

Rispetto invece alle garanzie sanitarie dei prodotti provenienti dal Canada? Si legge sui media di grano al glifosato o carne agli ormoni, cosa c’è di vero?

Prima di tutto voglio precisare che nell’accordo commerciale è previsto, senza alcun margine d’interpretazione, che tutte le importazioni dal Canada devono rispettare le norme dell’UE. Il CETA non riduce e non modifica gli standard comunitari in materia di salute e sicurezza, ambientali e sociali o dei consumatori. Quindi non cambieranno le norme UE che disciplinano la sicurezza alimentare, anche sui prodotti OGM o il divieto di carne bovina trattata con ormoni.

Anche in questo caso, chi soffia sul vento anti CETA, specula sulla disinformazione e crea un clima di tensione tra cittadini ed imprese, ai limiti della tolleranza.

Di contro, il Canada non mi risulta essere un paese nel quale la qualità della vita è pessima, anzi ad esempio Vancouver risulta ai primi posti nella classifica mondiale tra le città dove si vive meglio, mentre l’Italia si piazza negli ultimi posti. Sarebbe opportuno fare un po di autocritica in merito.

Inoltre il CETA non si applica ai servizi pubblici, in questo modo i paesi dell’UE potranno mantenere i monopoli pubblici e continuare a decidere quali servizi, come l’approvvigionamento idrico, la salute e l’istruzione, vogliono mantenere pubblici e quali vogliono privatizzare. Anche in questo caso ogni contestazione è puramente speculativa ed ideologica.

Sfogliando l’accordo troviamo anche capitoli dedicati alla tutela della proprietà intellettuale e la protezione dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Ci spieghi meglio.

Il CETA creerà condizioni di maggiore parità tra il Canada e l’UE nel campo dei diritti di proprietà intellettuale (DPI). Rafforzerà, ad esempio, la protezione dei diritti d’autore, allineando le norme canadesi a quelle dell’UE in materia di protezione delle misure tecnologiche e di gestione dei diritti digitali. Migliorerà il modo in cui il sistema dei DPI del Canada protegge i brevetti di prodotti farmaceutici dell’UE.

Oggi, un azienda italiana se volesse proteggere il proprio marchio o brevetto sul mercato canadese, dovrebbe avviare una procedura di registrazione presso l’autority canadese, con costi maggiorati e con il rischio di un rigetto. Con il CETA tutto questo sarà superato.

L’UE e il Canada hanno concordato il loro impegno a favore dello sviluppo sostenibile. Entrambe le parti sono d’accordo sul fatto che gli scambi commerciali e gli investimenti debbano promuovere la protezione dell’ambiente e i diritti dei lavoratori e non andare a loro discapito.

L’UE e il Canada si impegnano affinché il CETA contribuisca a garantire la complementarità tra crescita economica, sviluppo sociale e protezione dell’ambiente. Il CETA fa propri gli obblighi assunti dall’UE e dal Canada in forza di norme internazionali in materia di diritti dei lavoratori e di protezione dell’ambiente e del clima.

Il CETA attribuisce alla società civile dell’UE e del Canada un ruolo importante in termini di partecipazione all’attuazione degli impegni previsti in questi settori dall’accordo stesso. Il CETA istituisce inoltre una procedura di risoluzione delle controversie che comprende consultazioni tra i governi e un gruppo di esperti.

Quali iniziative avete in programma per aiutare le Imprese Italiane ad accedere nel mercato canadese, con l’approvazione provvisoria del CETA?

Prima di tutto l’approccio all’accordo, per quanto ci riguarda è positivo. I motivi che rendono il trattato commerciale un opportunità di crescita sono tanti, ed il CETA non va visto come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza. Da qui la necessità di diventare attori principali di questa epocale trasformazione nei rapporti commerciali con il Canada e quindi come Consorzio Euromed, abbiamo deciso di  promuovere la nascita del primo CETA Business Forum.

Abbiamo pensato ad un Forum che si possa articolare in due fasi, la prima sarà totalmente informatica. Sarà creata una piattaforma web, nella quale professionisti, imprenditori ed istituzioni potranno promuovere le proprie attività, entrare in contatto diretto con potenziali clienti/fornitori e definire una collaborazione. La piattaforma sarà anche veicolo informativo con la possibilità di pubblicazione contributi da parte degli utenti e con forum di discussione tematici.

La seconda fase, si svolgerà con l’organizzazione fisica di due momenti d’incontro, a cadenza semestrale, da tenersi in Europa ed in Canada.

Saranno due momenti di condivisione e di networking, nei quali le aziende ed i professionisti potranno incontrarsi fisicamente, confrontarsi in tavoli tematici e portare all’attenzione della politica le esigenze concrete dei vari settori, per migliorare l’accordo.

 

CETA, Sergio Passariello del consorzio Euromed International Trade interviene sul trattato CETA

 

 

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