Depressione, potente ma non invincibile

Roma, 4 ottobre 2021 – Secondo i dati Istat, in Italia ci sono poco più di 2,8 milioni di depressi. Di questi 1,3 milioni soffrono di depressione maggiore, mentre 1,5 milioni soffrono di disturbi depressivi di vario genere. Approfondendo di più questa analisi statistica scopriamo che i più “colpiti” sono gli anziani, le donne, i meno colti e i più poveri. Detto ciò possiamo capire come questo sia un problema che riguarda davvero molte persone.

Ma come si manifesta la depressione?

Innanzitutto c’é da fare una distinzione tra Disturbo Depressivo Maggiore e Disturbi Depressivi di altro tipo.

Il Disturbo Depressivo Maggiore è caratterizzato da frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza, il piacere è assente, anche nel fare le attività quotidiane. L’umore è quasi sempre negativo, i pensieri sono caratterizzati da una pessimismo circa se stessi e il proprio futuro. Ciò che lo caratterizza è soprattutto la durata, infatti permane per lunghi periodi di tempo con serie difficoltà nello svolgere le attività quotidiane.

Gli altri tipi di depressione possono essere invece più lievi e soprattutto transitori. Spesso sono causati da eventi scatenanti, come la Depressione Reattiva.

In generale comunque le persone depresse vivono un forte senso di inadeguatezza, appaiono demotivate e rallentate, ogni passo da fare o decisione da prendere sembra insormontabile.

Secondo Francesca Mero, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, ”l’ideazione depressiva si mantiene in base a come il paziente si relaziona con se stesso, con gli altri e con il mondo che lo circonda. La depressione quindi è una forma di disagio molto sofferta che si presenta in molti modi, ma tutti accomunati da un medesimo atteggiamento: la rinuncia.

Nei casi più gravi, questo tipo di atteggiamento coinvolge tutte le sfere dell’esistenza, diventando così invalidante. La persona che soffre di depressione tende a non prendere decisioni o a rimandarle di continuo, questo perché si sente debole, incapace, ma soprattutto pensa che tutto questo non potrà cambiare.

Tutto diventa difficile, faticoso, quasi impossibile, vi è una rinuncia continua al tentativo di migliorare la propria vita e questo mette la persona nella condizione di vittima.

Esistono poi altre due modalità che portano al mantenimento e poi al peggioramento del problema:

1) la delega, infatti i pazienti depressi tendono a delegare ad altri (farmaci, famigliari, partner) la responsabilità del loro stare bene;

2) il lamentarsi, infatti alcuni pazienti depressi tendono a lamentarsi continuamente della loro condizione di sofferenza oppure, al contrario, a chiudersi nel silenzio più assoluto.

Si possono poi individuare tre varianti del disturbo depressivo:

– il depresso radicale, colui che crede di essere sempre stato sfortunato;

-l’illuso-deluso degli altri o di sé, cioè colui che si sente tradito o che si è reso conto di non essere ciò che pensava;

– il moralista, ovvero colui che pensa di essere nel giusto e che il mondo sia sbagliato.

Ma si può guarire dalla depressione in tempi brevi?

Si viene sconfitti dalla depressione solo quando si rinuncia.

Con la Terapia Breve Strategica ad esempio vengono messe in atto sequenze di manovre terapeutiche che conducono il paziente ad effettuare, gradualmente, nuove esperienze e un cambiamento concreto.

Ad esempio si fa scrivere al paziente in maniera dettagliata tutte le sue esperienze di insuccesso della vita. Scrivendo ripetutamente le esperienze che l’hanno fatto soffrire, il paziente riesce a canalizzare le proprie emozioni negative, facendole defluire.

Le emozioni non vanno mai bloccate, la canalizzazione è un’arma vincente. Per i pazienti che tendono a lamentarsi della loro vita, si usa la tecnica del pulpito serale, dove vengono coinvolti anche i famigliari. Si concordano uno spazio e un tempo prefissati, dove il paziente possa lamentarsi, evitando però di parlarne durante il resto della giornata (congiura del silenzio). Grazie a questa tecnica il paziente esce fuori dal ruolo di vittima, poiché rende le sue lamentele volontarie e quindi più controllabili.

In molti casi la depressione è un modo disfunzionale di reagire a eventi di vita, mentre si tende a considerarla come una malattia inguaribile, che al massimo può essere tenuta a bada.

Cambiando invece questi modi di reagire disfunzionali, si può uscire in molti casi dalla depressione.
Il segreto è riattivare le risorse personali del paziente.

Nel caso in cui la depressione sia più severa o cronica, il trattamento psicofarmacologico combinato con la psicoterapia è sicuramente più efficace del trattamento esclusivamente con gli psicofarmaci.

Le persone depresse pensano e agiscono basandosi su una prospettiva depressiva, credendo sia la verità assoluta.

Grazie invece all’aiuto psicoterapeutico si possono mostrare al paziente nuove modalità di pensiero e nuovi modi di porsi in relazione con gli altri.

Il migliore modo per guarire dalla depressione diventa quindi passarci nel mezzo, toccare il fondo, per poi risalire.
In tale ottica la depressione rimane potente, ma non diventa invincibile.

”Per aiutare le persone depresse é nato a Roma il Pronto Soccorso Psicologico Roma Est”, spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile della struttura.

I 344 psicologi collaboratori del progetto sono presenti in tutte le regioni italiane e in 22 paesi esteri.

Per accedere al servizio basta chiamare i n. 06 22796355 / 392 9050134 o collegarsi al sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

Critica alla psichiatria dell’era pandemica in “Il medico dell’anima”, il nuovo libro dello psichiatra Lanzaro

Roma, 21 luglio 2021 – Si chiama “Il medico dell’anima”, critica alla psichiatria dell’era pandemica,  il terzo volume dello psichiatra e saggista Massimo Lanzaro, edito da YCP.

Disponibile in libreria e online, in questa raccolta l’autore sviluppa la possibilità di un approccio diverso da quello attuale alla sofferenza psicologica, diverso da quello pragmatico e talora brutale della cultura (nord) americana, differente da quello che viene erogato dai nostri malmessi servizi pubblici di salute mentale.

Il termine psichiatria è stato coniato dal medico tedesco Johann Christian Reil nel 1808, dal greco psyché = spirito, anima e iatreia che significa cura (medica).

Letteralmente la disciplina si dovrebbe occupare proprio della “cura dell’anima“, termini completamente scomparsi dai manuali attualmente in uso, come anche, viene ricordato, dai manuali di psichiatria è scomparsa la parola “amore”.

Il libro è di lettura molto agevole e non scritto in “medicalese”, ma in maniera accessibile e divulgativa.

Quello che lo rende ulteriormente interessante è che, pur volendo essere una critica al sistema sanitario, è ricco di gustosi aneddoti che spaziano dalla letteratura (imperdibile ad esempio quello del “furbo Hans”) al cinema (vecchia passione dell’autore) fino alla vita vissuta (altrettanto sorprendenti quelli che raccontano vicende apparentemente assurde capitate in una corsia di ospedale).

Infine “questo è un input preliminare per una anti-compartimentalizzazione delle branche del sapere in ambito neuroscientifico, in cui le varie scuole del sapere (cognitivisti, comportamentisti, neuro-biologi, psico-neuro-immunologi, neuropsicanalisti, umanisti, filosofi, psicofarmacologi, fenomenologi, clinici, managers, psicoanalisti freudiani, ortodossi e non – e la lista sarebbe molto più lunga) sono “racchiusi” nella propria nicchia, custodendo gelosamente i loro segreti che, se fossero invece debitamente integrati, porterebbero probabilmente ad una reale rivoluzione anche culturale, di cui c’è ormai immenso bisogno se si ha a cuore l’autentica cura dell’anima delle persone”, spiega l’autore.

 

Bulimia: “Ecco come sono guarita, a testa in giù”

Roma, 8 luglio 2019 – “C’è sempre una versione migliore di noi, tutto sta a trovarla”. A dirlo è Alessia, una ragazza di 26 anni di Roma, che grazie ad un esercizio particolare è guarita dalla depressione e dalla bulimia.

Come?

Mettendosi a testa in giù. 

Ma andiamo con ordine.

Alessia quando aveva ventisei anni ha cominciato a soffrire di depressione e disturbi alimentari.

“La bulimia fa schifo. Spesso viene sottovalutata perché non è visibile quanto l’anoressia ma ti mangia viva. Il cibo diventa il tuo tutto, amore e odio, il corpo si scava, ma non tanto quanto quello di un’anoressica per far sì che ti venga riconosciuta una malattia” dice Alessia.

“Ad un certo punto ho sentito il forte bisogno di un nuovo stimolo, di qualcosa di molto più profondo, di una vera e propria sfida che facesse lavorare i miei muscoli, e che mi portasse dentro, allo stesso tempo, un certo equilibrio, concentrazione, rilassamento, focus. Mettermi a testa in giù ad un certo punto mi è venuto spontaneo, quasi un richiamo e quello che ho provato la prima volta che mi sono messa a testa in giù e con le gambe puntate verso il cielo è stata una sensazione indescrivibiledice ancora Alessia.

“Facendo la verticale a testa in giù mi ha costretta a cercare l’equilibrio che mi mancava, e mi ha aiutata a creare il mio mondo. Ho cominciato così a studiare la verticale, a partire da quella sulla testa, a quella sugli avambracci, a quella sulle mani, chiamata handstand. E man mano che mi appassionavo a questo esercizio ho scoperto una nuova me stessa”.

Da li in poi per Alessia è stato tutto in crescendo. 

Ha aperto il profilo Instagram “Handstanditalia”, con quasi 18.000 follower e su Facebook il gruppo “Handstand Italia Community”, e creato perfino dei programmi di lavoro per i più appassionati che lo chiedevano, dando vita alla prima community di italiani appassionati di questa particolare disciplina, oltre che fan della stessa Alessia, seguita ormai con molto entusiasmo dai tanti.

“La cosa più bella è stata vedere che chi mi segue apprezza sempre quello che faccio, riempiendomi di foto e video mentre sono in inversione. Questo mi dà ogni giorno forza e speranza, e ricevere messaggi e ringraziamenti da questa nuova comunità sportiva, che mi chiede consigli su come praticare la verticale a testa in giù al meglio, è molto gratificante. Ogni parola che ricevo per me è oro e vita pura e grazie all’handstand sono tornata a sentirmi di nuovo viva”.

Oggi Alessia per fortuna, grazie alla sua forza di volontà e alle verticali, che le hanno permesso di vedere il mondo da un nuovo punto di vista, è riuscita ad uscirne, anche se quel buio ogni tanto vorrebbe ritornare, e lei è brava a mandarlo via grazie allo sport e alle verticali.

E la storia non finisce qui. 

Ora l’obiettivo primario è far diventare le inversioni uno sport riconosciuto, per questo vuole raccontare a più persone possibili quanto sfidante e bello sia stare a testa in giù.

Grazie alle inversioni Alessia ha infatti capito che la forza dello sport va oltre ogni cosa:

“Oltre i disturbi alimentari, oltre i pregiudizi sul corpo femminile, oltre la depressione, e oltre tutte le negatività. Lo sport ha riempito il mio tempo e la mia pancia molte più volte di quanto l’abbia fatto il cibo. E oggi, per la guarigione completa, che è un percorso lungo e travagliato ma possibile, mi affido sempre a questo. Lo sport è ambizione, eleganza, bellezza, impegno, e forza. E le inversioni racchiudono tutto questo. Ecco perché sono diventate il mio nuovo modo di esprimermi”.

“Le verticali mi hanno aiutato a capire che non esiste la depressione, e che il rapporto difficile con noi stessi e magari con il cibo può essere affrontatoVoglio dire a chi soffre ancora che si può fare, perché io l’ho fatto e sono rinata. 

Per questo sento di aver voglia di gridare al mondo che lo sport può guarire, anche in profondità se necessario. 

A me ha permesso ad esempio di creare qualcosa di davvero bello quando non credevo di essere in grado di fare niente. Io ho solo condiviso il mio amore per lo stare a testa in giù e gli altri lo hanno accolto e condiviso a loro volta”.

Senza dimenticare che le  inversioni hanno tanti benefici fisici, psichici e mentali. Come migliorare il tono muscolare, soprattutto quello di spalle e addome, eliminare i dolori alla schiena, aumentare la flessibilità e il flusso sanguigno, apportando benefici anche a vista e capelli.

Insomma, un piccolo miracolo sotto forma di sport che possono fare tutti, senza distinzioni: basta partire dalle basi e avere pazienza e costanza nell’allenamento.

Una sfida da affrontare giorno dopo giorno verso la salute e il ritrovare se stessi.

Come ha fatto Alessia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Contatti stampa:

alessia.ciprianofm@gmail.com

Depressione, la ricerca scopre si può curare naturalmente con lo zafferano

Resi noti degli studi scientifici che dimostrano come trattamenti naturali a base di zafferano possono curare la depressione esattamente come gli psicofarmaci

Roma, 27 settembre 2017 – “La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore” diceva Voltaire. Una condizione estremamente serena e piacevole verso la vita permette una più efficace capacità di socializzazione, in casa, al lavoro e con gli amici, migliorando indiscutibilmente la qualità della vita stessa.

Il problema di oggi però è che sempre più spesso con una vita fatta di impegni, corse contro il tempo, stress lavorativo e familiare il coraggio e la buona volontà potrebbero non bastare.

Ciononostante il buonumore rappresenta uno dei principali obiettivi delle nostre vite.

Ed è proprio qui che la natura ci corre in aiuto.

La novità è che recenti studi hanno dimostrato che lo zafferano, sicuramente più conosciuto per il suo utilizzo in cucina che non in farmacia, possiede una potente azione regolatrice del tono dell’umore.

Secondo la letteratura scientifica alcuni dei suoi principi funzionali, quali la picrocrocina, il safranale, la crocina e la crocetina, possono partecipare attivamente alla regolazione del tono dell’umore pur non avendo gli effetti collaterali di un farmaco.

Questi studi tendono proprio a comparare l’efficacia dello zafferano con alcuni degli  psicofarmaci più utilizzati nel trattamento dei disturbi depressivi e dell’ansia quali Citalopram e FLuoxetina ( Pharmacopsychiatry. 2016 Oct 4. Crocus sativus L. versus Citalopram in the Treatment of Major Depressive Disorder with Anxious Distress: A Double-Blind, Controlled Clinical Trial, condotto da Ghajar A, Neishabouri SM, Velayati N, Jahangard L, Matinnia N, Haghighi M, Ghaleiha A, Afarideh M, Salimi S4, Meysamie A, Akhondzadeh S e Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 2007 Mar 30. Comparison of petal of Crocus sativus L. and fluoxetine in the treatment of depressed outpatients: a pilot double-blind randomized trial).

Quello che di più stupefacente emerge è che gli studi confermano che in individui con disturbi depressivi e ansia, i due trattamenti zafferano-antidepressivi  agiscono senza differenze significative evidenziando come (particolarmente nel secondo studio) entrambi i trattamenti migliorano segni e sintomi della depressione in maniera sovrapponibile.

A quanto pare quindi la compressa del buonumore esiste, ma questa volta non è uno psicofarmaco ma una sostanza naturale, senza controindicazioni particolari e non solo.

I risultati degli studi clinici presi in considerazione evidenziano che lo zafferano non solo migliora i sintomi e gli effetti della depressione ma di tutto cio’ che ad essa è correlata, della sindrome premestruale, delle disfunzioni sessuali e infertilità e dei comportamenti alimentari eccessivi (J Integr Med. 2015 “A systematic review of randomized controlled trials examining the effectiveness of saffron (Crocus sativus L.) on psychological and behavioral outcomes”, condotto da Hausenblas HA1Heekin K2Mutchie HL2Anton S2).

In farmacia sono già presenti prodotti naturali che approfittano di questo principio e che possono quindi essere utilizzati per contrastare le alterazioni del tono dell’umore ed i disturbi del ciclo mestruale.

Saffron System, della società farmaceutica italiana Sanifarma, è uno di questi, e lo fa unendo ai principi dello zafferano l’azione positiva del magnesio, che contribuisce alla normale funzione psicologia e al normale funzionamento del sistema nervoso, della taurina e della vitamina B6.

Insomma, un alleato per il nostro buonumore adesso c’è, ed è tutto naturale.

 

Depressione, oggi si cura finalmente senza psicofarmaci ma con prodotti naturali a base di zafferano

 

 

Zafferano: gli studi scientifici rivelano che può curare la depressione

 

Il Saffron System, l’integratore naturale a base di zafferano e magnesio che cura la depressione

 

 

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