Malattia mentale: quando i malati erano un numero, senza diritto di sepoltura

La storia di Francesca, classe 1882, che un giorno sparì nell’OPN, l’ospedale psichiatrico di Vercelli, senza una degna sepoltura, perché i malati mentali erano un numero e non si seppellivano…

Vercelli, 26 aprile 2019 – C’è stato un tempo in Italia in cui si finiva in un ospedale psichiatrico alle prime avvisaglie di  malattia catalogata come “mentale”, e si spariva e moriva lontano da tutto e tutti, senza che i familiari potessero sapere nulla del destino del proprio caro.

La storia che stiamo per raccontarvi parla di Francesca (classe 1882), una sventurata donna del vercellese e una delle tante scomparse dalla vita civile. Francesca, prozia della scrittrice Barbara Appiano, che durante la guerra fù internata in manicomio a Vercelli perché presentava dei segni di schizofrenia.

Qualcuno allora decise il destino di Francesca, mentre un giorno era intenta a cucina. A Francesca dissero, ingannandola con la scusa di portarla al mercato dal paesino in cui risiedeva, di salire sul carro mentre invece la portarono all’OPN, l’ospedale psichiatrico di Vercelli.

Convinta di tornare presto Francesca lasciò persino le uova nella padella sulla stufa destinate a Pinotto, suo nipote, e zio della stessa scrittrice.

È grazie a Pinotto, in arte ‘86 cilindri’, che la scrittrice è venuta a sapere della storia della prozia, quando un giorno ritrovò in un suo cassetto il suo certificato di morte.

La Appiano non sapeva infatti chi fosse questa misteriosa signora dal nome Francesca, e lo zio così le narrò la storia della sua prigionia, conclusasi poi con il suicidio e la mancata sepoltura perché non si poteva redigere il certificato di morte, visto che a ogni persona che entrava nell’ospedale psichiatrico toglievano la carta d’identità e diventava un numero.

Certificato che venne questa volta però redatto solo perché Pinotto, nipote di Francesca, fece il diavolo a quattro.

La storia di Francesca è una storia raccapricciante, che racconta di come un tempo si “spariva” per un nulla, per perdersi per sempre, perdendo la vita in un ammasso di sventurati, ed è stata raccontata dalla stessa Barbara Appiano nel libro appena uscito “Echi nella nebbia a ridosso del cielo” per Kimerik editore.

Una storia che merita di essere conosciuta perché, anche se non bella, parla di un tratto del passato del nostro paese che merita di essere ricordato.

Barbara Appiano e i disabili mentali

L’autrice Barbara Appiano ha scritto numerosi manifesti culturali pubblicati su importanti testate di medicina a difesa dei “malati mentali” e delle loro famiglie, visto che dopo la prozia Francesca, l’eredità genetica di questa “malattia” ha passato il testimone a suo fratello Mario, disabile psichiatrico. 

Mario che è iscritto da oltre 20 anni all’elenco delle categorie protette per avere un lavoro, mai avuto, e che svolge lavori socialmente utili come operatore ecologico presso il comune di residenza, Santhià (Vercelli), sotto l’egida di un progetto chiamato “Ergoterapia”, gestito e voluto dal centro di salute mentale di Santhià.

Una struttura dove operano medici e infermieri vocati all’amore per il proprio lavoro che vista la tipizzazione della patologia è diventato un “fortino”, in cui operatori medici e paramedici svolgono al meglio con i pochi mezzi messi a disposizione delle istituzioni. Una missione di condivisione e affermazione di un’identità, quale quella del “malato psichiatrico” che ancora oggi non ha eguali per discriminazione ed emarginazione.

Al punto che il “problema della malattia mentale” è oggi confinato, nessuno o pochissimi ne parlano a livello mediatico di un disagio molto diffuso che coinvolge le famiglie, isolando non solo il malato ma anche l’intera famiglia.

“Una forma di ignoranza e arroganza che un paese di grande civiltà come l’Italia non può tollerare” dice la scrittrice. 

Statistiche sempre più mirate documentano ormai l’aumento dell’uso di psicofarmaci e sedute ai vari centri di salute mentale, e stigmatizzano un incremento del disagio psico-sociale legato alla vita quotidiana dove i problemi di lavoro e famiglia diventano terreno fertile per depressione, disturbi bipolari, e della personalità.

Disturbi che sfociano poi in insensati episodi di violenza, omicidi e suicidi, le cui dinamiche sono imperscrutabili al di fuori dell’ambito di maturazione del “problema”. Una realtà di cui noi siamo telespettatori di un diario di guerra, sottoposti come siamo quotidianamente al bollettino delle vittime snocciolati dai tg.

“Episodi che documentano un paese devastato dall’infelicità, quasi un parlare della malattia mentale che grida a gran voce quello che non va nella nostra società. Per questo ‘Echi nella nebbia a ridosso del cielo’ non è solo un libro, ma un grido sordo e contemporaneo che non smette di urlare la propria umanità rubata” conclude Barbara Appiano.

 

 

 

 

###

 

Contatti stampa:

 

bappiano@virgilio.it

Salute: a Roma la riunione dell’AISF, su malattie, ricerca e nuove terapie per il fegato

Alla riunione annuale della Associazione Italiana per lo Studio del Fegato si parla di epatite C e steatosi, con focus sulla ricerca e cura in epatologia: esperti e giovani ricercatori a confronto

Roma, 20 febbraio 2019 – A Roma il 21 e 22 febbraio, nell’aula magna dell’Università la Sapienza, si terrà la riunione annuale dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF). Tale evento è una preziosa occasione di confronto per gli esperti italiani e stranieri, in un momento storico cruciale per l’epatologia. Infatti, da qualche anno lo scenario di ricerca e cura delle malattie epatiche è sottoposto a mutamenti epocali.

Da un lato, la recente disponibilità, per l’epatite da virus C, di nuove terapie efficaci e di breve durata ha consentito di trattare in modo sicuro tutti i soggetti con infezione da HCV, indipendentemente dalla severità della malattia di fegato. Alla data dell’11 febbraio 2019, infatti, sono stati avviati ben 170.376 trattamenti antivirali (Fonte: Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, Ufficio registri monitoraggio: “Aggiornamento dati Registri AIFA DAAs – Epatite C cronica -11 Febbraio 2019”), con tassi di guarigione dall’infezione superiori al 90%-95%.

Tale efficacia e sicurezza ha posto le basi perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità ponesse come obiettivo, raggiungibile entro il 2030 ,“l’eliminazione del virus HCV” dai paesi industrializzati.

Quanto finora fatto pone l’Italia come uno dei paesi al mondo in cui sono stati curati il maggior numero di pazienti con epatite C. Tuttavia, vi è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo eliminazione in Italia, in considerazione del gran numero di pazienti ancora da diagnosticare e da trattare, stimati da un recente studio in circa 275mila-300mila (Fonte EpaC: “Stima del numero di pazienti con infezione da epatite C nota e non nota residenti in Italia” – 22 settembre 2018).

Dall’altro, a causa anche della riduzione dei casi di epatite C, l’emergenza, sempre più evidente, di altre patologie epatiche, ed in particolare della steatosi/steatoepatite non alcolica (NAFLD).

La NAFLD è una malattia epatica da fegato grasso la cui origine è legata all’obesità, alla dislipidemia, ed al diabete, tutte condizioni in rapido aumento in paesi, come l’Italia, caratterizzati uno stile di vita sedentario, tipico dei paesi industrializzati. Allo stato non esistono trattamenti farmacologici approvati per tale condizione, che può essere corretta solo con modifiche dello stile di vita e con la cura delle condizioni associate. La sfida, in tale condizione, è il riconoscimento dei pazienti “a rischio”.

Infine, la recente o prossima disponibilità di nuovi approcci terapeutici per patologie epatiche comuni, ad esempio l’epatocarcinoma, tumore primitivo del fegato, o più rare come le malattie autoimmuni o da accumulo.

Tutti questi argomenti vengono trattati nel corso della due giorni di confronto della Riunione Annuale dell’Associazione, con una formula grazie alla quale si confrontano giovani ricercatori, che hanno l’opportunità di presentare i risultati delle loro ricerche su queste tematiche, ed esperti italiani e stranieri che tengono letture magistrali e tavole rotonde sugli argomenti più dibattuti.

Il tutto è coordinato dall’organizzazione dell’Associazione che promuove queste attività attraverso borse di studio per i giovani medici in formazione e premi per le ricerche più meritevoli.

In particolare, quest’anno l’associazione ha promosso la presenza di giovani specializzandi delle aree mediche interessate come Gastroenterologia, Infettivologia, Medicina Interna ed Endocrinologia, aumentando il numero di borse di studio disponibili.

Tale evento è la dimostrazione oggettiva del grande impegno della comunità scientifica italiana nella ricerca e cura delle malattie epatiche.

 

Comunicato a cura del Dott. Salvatore Petta, Segretario dell’Associazione Italiana Studio Fegato

 

 

 

###

Contatti stampa

 

Email: salvatore.petta@unipa.it

Disturbi del sonno, arriva il convegno “I nemici della salute nel buio della notte”

Pescara, 26 novembre 2018 – Si parlerà delle ultime scoperte sui disturbi del sonno al convegno “I nemici della salute nel buio della notte” sabato 1 dicembre a Montesilvano, presso la Sala Di Giacomo del Palazzo Baldoni.

Il Dott. Alberto Montano, Specialista In Cardiologia e medico esperto nei disturbi del sonno, illustrerà in un incontro gratuito aperto a tutta la cittadinanza, il risultato delle più recenti ricerche scientifiche inerenti i disturbi respiratori del sonno (dal russamento alla OSAS) e le malattie cardio-vascolari correlate ai disturbi del sonno, all’alimentazione e alla salute in generale.

Ospite speciale dell’evento la Senior Manager Angela Di Corato che, alla luce degli studi svolti dalla comunità scientifica e testimonianze di vita reale, approfondirà l’importanza dell’aloe vera come fonte di benessere per la propria salute.

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale “L’Allegra Compagnia” in collaborazione con il Comune di Montesilvano e con il portale “SaluteInVita.it”, avrà inizio alle ore 17:00.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza.
A causa della capienza della sala i posti sono però limitati, e si consiglia pertanto di riservare il proprio posto tramite la pagina www.facebook.com/events/732572537076924.

 

SaluteInVita.it Convegno a Montesilvano 01 dicembre. I Nemici Della Salute Nel Buio Della Notte.

Ai Centri Padre Pio si insedia il nuovo Cda

Foggia, 12 novembre 2018 – Il Consiglio della Provincia di Foggia dei Frati Minori Cappuccini, costituito dal Ministro Provinciale fr. Maurizio Placentino e dai Consiglieri, fr. Francesco Dileo, Vicario provinciale, fr. Matteo Lecce, Segretario provinciale, fr. Giuseppe D’Onofrio e fr. Antonio Salvatore, ha nominato il nuovo CdA della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus.

L’ente privato è istituzionalmente accreditato e Presidio riabilitativo d’eccellenza nazionale e internazionale della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini.

Il CdA, insediatosi il 29 ottobre scorso e presieduto, come già da 8 anni, dal confermato fr. Francesco Colacelli, è costituito da altri quattro nuovi componenti: fr. Francesco Scaramuzzi, nominato vicepresidente e attuale Presidente del CdA della Fondazione Voce di Padre Pio, il “braccio operativo” per la realizzazione delle attività culturali, editoriali e di evangelizzazione della Provincia religiosa; fr. Timoteo D’Addario assistente dell’OFS di San Giovanni Rotondo e Coordinatore dei Cappellani dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza; Dottoressa Mariella Enoc, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ovvero l’Ospedale del Papa.

La Dottoressa Enoc ha alle spalle una lunga carriera come membro di consigli di amministrazione e incarichi di presidenza in varie fondazioni, sempre collegate al settore sanitario e comunque nell’ambito manageriale; Dott. Pasquale Perri, Direttore della Casa San Francesco D’Assisi Onlus di Cosenza, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Calabria.

Restano nel Collegio dei Revisori, la Dottoressa Marisa Cavaliere, in qualità di Presidente e il Dott. Francesco Angiolino ai quali si aggiunge, quale terzo componente, il Dott. Giacomo Annibaldis.

In occasione dell’insediamento, oltre ad espletare le funzioni di rito, il nuovo CdA ha voluto approfondire la conoscenza complessiva della struttura invitando la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” (Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Libera Giardino e Giacomo Francesco Forte) a presentare la Fondazione, i risultati raggiunti negli anni di gestione dell’ultima governance e le possibili strategie future di organizzazione e gestione dell’Ente, sempre più alla ribalta nazionale e internazionale.

Parole di elogio sono state espresse a favore di chi ha gestito finora la Fondazione per i risultati conseguiti, anche dalla Dottoressa Enoc che non ha fatto mancare il suo primo contributo tecnico alla giornata, dichiarando di voler conoscere nel dettaglio i progetti e i piani industriali che hanno portato a questi risultati e soprattutto quelli che segneranno il nuovo corso.

Nuova avventura, quindi, per la Fondazione che il Ministro provinciale OFM Cap fr. Maurizio, anch’egli presente insieme a tutti gli altri Consiglieri Provinciali nella giornata d’insediamento del CdA della Fondazione, ha voluto sottolineare per trasmettere ulteriore entusiasmo ai presenti e per ricordare la mission importante a cui tutti sono chiamati a rispondere, nel segno di San Pio da Pietrelcina.

A tal proposito, il Presidente del CdA, fr. Francesco Colacelli è stato intervistato dall’Ufficio Stampa della Fondazione per l’occasione.

  • Presidente, congratulazioni per la riconferma. Se l’aspettava?
  • Sapevamo di aver fatto bene e quindi era intuitivo pensare che, anche nell’ottica del principio dell’alternanza che caratterizza tutte le organizzazioni, compreso quelle religiose, si dovesse assicurare comunque una certa continuità di percorso che per la Fondazione è stato a dir poco straordinario soprattutto negli ultimi anni. E’ toccato a me assicurarlo, e di questo sono onorato e ringrazio il Ministro provinciale e tutti i suoi Consiglieri senza dimenticare i confratelli che hanno vissuto con me gli anni passati di governance della struttura e quelli che sono arrivati in questa avventura molto complicata, ma allo stesso tempo affascinante nel rispetto della nostra mission e delle nostre regole di vita: obbedienza, povertà e castità.

 

  • Fr Francesco, salta subito all’occhio la nomina della Dottoressa Enoc, Presidente dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. A chi e a cosa si deve questa new entry?
  • La presenza di una Professionista di tale caratura inorgoglisce tutti e ci riporta immediatamente alla realtà: la Fondazione ha raggiunto livelli di qualità erogativa altissimi e diventata ormai una struttura di rilievo nazionale e internazionale. Bene ha fatto il nostro Consiglio Provinciale ad individuare un’eccellenza di tale portata per il CdA dei Centri. Il suo contributo farà molto bene anche al nostro management costituito da tecnici di altrettanta levatura professionale e scientifica che ora potranno avere un interlocutore tecnico specifico anche tra i componenti del CdA. Non dimentichiamoci che la Dottoressa Enoc è anche il Procuratore Speciale dell’Ospedale Valduce di Como il cui Presidio di riabilitazione “Villa Beretta” di Costa Masnaga è uno tra i più importanti presidi di riabilitazione in Italia e oltre.

 

  • Può anticiparci le prossime scelte organizzative e gestionali della Fondazione? Sono in programma riorganizzazioni, nuove acquisizioni o altro? Sembra che ci siano grossi gruppi interessati a rilevare la struttura in parte o totalmente. Cosa sente di dire in proposito?
  • La prossima pianificazione organizzativa e gestionale della Fondazione sarà compito del nuovo CdA che tornerà a incontrarsi entro la fine di questo mese. Intanto, stiamo calendarizzando l’intero anno di incontri in modo tale da poter essere tutti presenti e poter offrire ognuno il proprio contributo alla crescita ulteriore di questa straordinaria realtà. Quello che sento di poter affermare con certezza, invece, è che nessun gruppo, piccolo o grande che sia, può sperare di acquisire una realtà che ormai è patrimonio di questo territorio, della Puglia intera, ma soprattutto dei cittadini di questa terra che possono finalmente avere a casa loro quello che un tempo cercavano disperatamente lontano migliaia di chilometri con un dispendio economico e psicofisico notevole. La Fondazione è interessata a collaborazioni scientifiche, partenariati pubblici e privati, ricerca scientifica e sviluppo. Vuole offrire il meglio che c’è al mondo in termini di professionisti e tecnologie. Vuole, quindi, continuare a crescere e a farlo nel segno di San Pio da Pietrelcina così come ha fatto finora.

 

In ordine, da sinistra: fr F.sco Colacelli, dott.ssa Mariella Enoc, fr Maurizio Placentino e fr F.sco Dileo

 

Il Presidio d’eccellenza della Fondazione “Gli Angeli di Padre Pio”

A Vercelli anziani ammalati e bistrattati: “l’assistenza domiciliare solo un sogno”

Vercelli, 27 settembre 2018 – Sei un anziano ammalato, bisognose di cure ed assistenza ma hai una pensione e una casa, guadagnati dopo 40 anni di lavoro e duri sacrifici? Allora non hai diritto ad alcuna assistenza da parte delle istituzioni perché considerato “ricco”.

A denunciarlo la scrittrice Barbara Appiano, paladina della buona sanità, dell’ecologia, dell’ambiente e dell’arte, che interroga l’Italia e le istituzioni locali della Città di Santhià, in provincia di Vercelli, ove attualmente dimora, nella persona del sindaco Sig. Angelo Cappuccio, presidente del CISAS consorzio intercomunale per i servizi sociali, sulla inesistente assistenza domiciliare agli anziani, sebbene sia prevista da provvedimenti della stessa Regione Piemonte.

In Italia secondo studi recenti si invecchia senza che vi sia ricambio generazionale, perché non si fanno più figli.

Gli anziani sono il punto di partenza e di arrivo per educazione, testimonianza e senso del sacrificio con il quale hanno contribuito, sacrificandosi a ricostruire il paese nell’ultimo dopoguerra.

Gli anziani, sostiene la scrittrice, sono la memoria e il punto di riferimento fra passato, presente e futuro anche se oggi sono strumentalizzati in ogni dove, dalle truffe porta a porta ai maltrattamenti nelle case di riposo, all’abbandono totale.

Ed è proprio l’abbandono il protagonista dell’appello della scrittrice che vuole focalizzare l’attenzione del mondo della politica nazionale e locale partendo da una storia personale.

La scrittrice Barbara Appiano recentemente è stata operata di un tumore e oggi, ancora convalescente e sottoposta a terapie, vive una situazione famigliare al limite dell’assurdo.

La scrittrice, proprio per quello che svolge a livello letterario e nell’ambito della sua famiglia si ritiene una “lavoratrice socialmente utile“, assiste un fratello disabile psichiatrico, Mario di 52 anni, che sebbene sia da secoli iscritto alla lista dei lavoratori di fascia protetta con collocamento obbligatorio per inserimento obbligatorio nel mondo del lavoro , il lavoro non lo “trova” mai.

Ad allargare la sua famiglia vi è un zio materno, zio Pinotto, ultra 85enne, spesso personaggio dei suoi romanzi per le storie che narra e per la temerarietà con cui a 7 anni durante la guerra, andava di nascosto a vedere i film di Tarzan per imparare a nuotare. Che per lui significava gettarsi da un’altezza di 10 metri circa da un ponte del canale Cavour a Crova, nel vercellese dove è nato, per portare a casa le carpe, altrimenti non si mangiava…

Fatta questa premessa e preso in considerazione che ultimamente in Piemonte si è parlato molto del “Care Giver”, figura molto attenzionata ultimamente dai media e dai vari governi che si sono susseguiti, per cercare di intervenire sulla problematica dell’emarginazione e dell’abbandono degli anziani, mediante contributi economici finalizzati alla qualificazione professionale dell’assistenza famigliare.

Ruolo ricoperto attivamente dalla stessa scrittrice nella sua famiglia, vista l’assistenza a zio Pinotto 24 ore al giorno, pur essendo malata lei stessa, e che per questo ha interpellato le istituzioni per essere riconosciuta come Care Giver.

La Regione Piemonte, ove la scrittrice risiede, ha istituito leggi regionali varie quali la DGR 39 e seguenti mirate previa valutazione tecnicamente detta U.V.G. (Valutazione geriatrica , che comporta una commissione medico-sociale atta alla stessa valutazione del caso), che hanno lo scopo di aiutare a domicilio le persone anziane non autosufficienti ultra 65 anni e anche di età inferiore, riconoscendo un contributo per l’anziano non autosufficiente o per l’assistente famigliare.

La scrittrice, avuta la comunicazione del punteggio che colloca lo zio Pinotto nella fascia di intensa assistenza con un contributo riconosciuto nella GDGR 39 istituita dalla Regione Piemonte fino ad euro 1.350 euro o in alternativa un contributo fino ad euro 400,00 all’assistente famigliare, si è rivolta al CISAS di Santhià, ente gestore che deve erogare tali contributi.

La risposta è stata da parte dell’assistente sociale addetta ai servizi per gli anziani che l’ultimo contributo l’hanno dato ad un signore privo di reddito e allettato e che lo zio in fondo è ricco perché ha la pensione del lavoro e la casa. Pensione che secondo la scrittrice non gli hanno regalato, visto che ha lavorato per più di 40 anni e casa che ha acquistato con enormi sacrifici e che purtroppo non è agibile avendo barriere architettoniche che non consentono allo zio di abitarvi, visto che è allettato in ossigeno terapia 24 ore su 24.

Barbara Appiano ha chiesto spiegazioni alle istituzioni sanitarie di Vercelli, nella persona della dott.Serpieri, direttore generale, che nonostante ripetute telefonate e nonostante una comunicazione via mail inviatagli, rappresentando e documentando il problema.

“La DGR 39 non preveda liste d’attesa ed è assurdo che una persona allettata, sofferente, cardiopatica e non autosufficiente debba ancora aspettare. Èd è assurdo che si preveda la decurtazione di punti di valutazione e una penalizzazione perché si è “ricchi” perché si ha una casa ed una pensione dopo 40 anni di lavoro come agricoltore e operaio metalmeccanico” denuncia accorata la scrittrice.

Inoltre a tale discordanza circa lista d’attesa per erogazione contributi e in alternativa erogazione all’assistente famigliare nella fascia di assistenza alta per anziani non autosufficienti, non pongono i veti che il Consorzio CISAS pone, e nonostante questo Appiano non ha ricevuto nessuna spiegazione.

Se poi questa lista d’attesa è un provvedimento ad hoc per sfiancare i cittadini bisognosi, allora la scrittrice propone che si dia qualcosa a tutti, si da non discriminare i malati tra di loro per non innescare quella che è una guerra fra poveri.

La scrittrice ha spiegato che deve assentarsi per le terapia antitumorali e che non sa come fare e la risposta è stata una proposta di ricovero in una casa di riposo, che andrebbe a sradicare lo zio Pinotto dalla sua famiglia e dai suoi nipoti, dal cane Vera e dal gatto Rufus, che gli tengono compagnia.

Lo zio della scrittrice passa interi pomeriggi a narrare le storie della sua infanzia alla nipote che utilizza le sue testimonianze da inserire nei libri che scrive.

Perché zio Pinotto, anche se allettato e sottoposto ad ossigeno terapia e cure che prevedono ben 14 pastiglie giornaliere, è una persona che ricorda, magari a tratti, la sua infanzia in modo romantico e surreale, raccontando storie vissute che la nipote trasfonde nei suoi racconti e romanzi.

La DGR 39 della Regione Piemonte oggetto della richiesta della scrittrice non prevede inserimento in casa di riposo, ma prevede l’esatto contrario, e cioè un progetto di umanizzazione della malattia, delle infermità degli anziani finalizzate a conservare il ruolo che l’anziano ha come depositario di saggezza ed esperienza all’interno del proprio nucleo famigliare.

“Se è vero che è impossibile attuare la DGR 39 perché non vi sono denari sufficienti, perché allora l’assessorato alle politiche sociali e dell’assistenza sociale non comunica in modo ufficiale che tale legge non è più attuabile e che i progetti di domiciliarizzazione dell’anziano in ambito famigliare mediante i contributi non è più attuabile?Si eviterebbe quantomeno che le persone perdano tempo,senza false speranza di una assistenza di facciata, destinata solo a pochissime persone”, si interroga la scrittrice, non trovando alcuna risposta dalle istituzioni.

Non dimentica la scrittrice di sottolineare di come la DGR 39 per valorizzare il progetto di assistenza a domicilio dell’anziano non autosufficiente prevede obbligatoriamente che vi sia già riconosciuto anche il contributo dell’indennità di accompagnamento proprio per stigmatizzare che non c’entra il fatto che l’anziano di turno abbia questo contributo, che di per se non è sufficiente per un eventuale ricovero in casa di riposto.

Anzi, al contrario, la DGR 39 vuole contribuire per evitare il ricovero in casa di riposo.

Barbara Appiano si è sempre distinta per le sue battaglie e per la sua passione civile, e attende che le istituzioni rispondano  a lei e a tutte quelle famiglie che hanno lo stesso problema dell’assistenza a domicilio degli anziani.

 

###

 

Per interviste e contatti:

bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

 

Il Premier Conte a “Gli angeli di Padre Pio”

San Giovanni Rotondo (Fg), 18 settembre 2018 – Sabato 22 settembre prossimo, alle ore 17:00, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà in visita a San Giovanni Rotondo, presso il Presidio d’eccellenza della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus “Gli Angeli di Padre Pio” dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

Ad accoglierlo, il Presidente della Fondazione fr. Francesco Colacelli e l’intero Consiglio di Amministrazione, costituito interamente da frati e la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” costituita da Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Giacomo Francesco Forte e Libera Giardino oltre, ovviamente, tutto il personale della struttura, gli assistiti e i familiari.

Una folta rappresentanza di tutti gli altri presidi territoriali della Fondazione, aspetterà l’arrivo del Premier nel piazzale antistante l’ingresso principale del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”.

Il programma della visita prevede un breve tour all’interno della struttura per conoscere e ascoltare più da vicino gli assistiti ricoverati, l’imponente dotazione tecnologica, la notevole professionalità dei suoi operatori e l’accogliente confort alberghiero che hanno fatto di questa struttura un fiore all’occhiello nel mondo della riabilitazione della Puglia e dell’Italia intera.

A seguire, il Presidente del Consiglio si fermerà con la governance della Fondazione per ascoltare tutte le istanze che provengono da questo settore ed in particolare da “Gli Angeli di Padre Pio”.

Infatti, il Presidente Colacelli anche in qualità di Responsabile Regionale dei Centri di Riabilitazione ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) consegnerà al Premier Conte un “report” riassuntivo di tutti i problemi che attanagliano gli enti riabilitativi come la Fondazione, non solo in Puglia ma anche in tutta Italia.

Tante le contraddizioni di un piano ministeriale d’indirizzo per la riabilitazione mai pienamente attuato, ma già da revisionare, regolamenti di accreditamento e sistemi tariffari di remunerazione disomogenei tra regioni che determinano, di riflesso, una qualità erogativa inevitabilmente diversa per i cittadini italiani che si rivolgono ai servizi riabilitativi, una determinazione tariffaria, su base regionale, che spesso è lontana dai costi effettivi di erogazione delle prestazioni e delle reali necessità tecnologiche che, negli anni, hanno avuto senz’altro un’evoluzione applicativa notevole.

Certo, la governance dell’ente conosce bene le competenze statali e quelle regionali in materia sanitaria, soprattutto dopo la modifica del Titolo V, ma è ferma volontà del Presidente e del CdA, evidenziare al Presidente del Consiglio le difficoltà che incontrano gli Enti come la Fondazione nel voler erogare prestazioni riabilitative efficaci, efficienti e appropriate, ovvero in una sola parola, di qualità.

Tariffe di remunerazione tra le più basse d’Italia, assegnazione dei volumi delle prestazioni solo su base storica e non su indicatori meritocratici, fabbisogni sottostimati e fermi ad anni scorsi, scarso coinvolgimento ai tavoli specifici degli attori principali dove invece si prediligono professionalità autorevoli, ma spesso lontane dalle reali esigenze gestionali e organizzative di queste strutture.

Ma il quesito principale che sarà posto a Conte, sarà lo stesso che è stato posto più volte all’Assessore regionale alla sanità, al Dipartimento della Salute della Regione Puglia e alla ASL FG, ovvero quello riferito alla lunghissima e ormai ingestibile lista d’attesa del presidio.

Sono ben 600 le persone infatti, provenienti da ogni parte d’Italia, che attendono di essere ricoverate.

Persone che sono disposte ad aspettare anni e che non vogliono andare altrove.

Di fronte a tali richieste che certificano inequivocabilmente il merito, la qualità percepita, l’accoglienza e l’assistenza della struttura, è interessante conoscere quali soluzioni sono praticabili nell’immediato.

Alla visita sarà presente, perché invitato e perché interessato al know how del presidio, anche il Direttore Generale dell’INAIL Giuseppe Lucibello.

Sperando  che sia la volta buona che “Gli Angeli di Padre Pio” abbiano il giusto riconoscimento nazionale anche nell’ambito della sperimentazione e della ricerca.

 

 

###

 

Contatti stampa:                                                                       

IL RESP. COMUNICAZIONE INT. ED EST.

Dr. Giacomo Francesco Forte                                                                                      

Cell: 348/0082834

 

 

Il Presidente della Fondazione fr. Francesco Colacelli OFM Cap.

 

Il Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”

 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

 

Salute: a ruba i libri su come star bene naturalmente

Roma, 28 agosto 2018 – È boom di vendite per 2 nuovi libri, freschi di stampa che danno consigli su come star bene in modo naturale, anche tramite l’alimentazione. Si tratta di ‘Dall’alba al tramonto di E. Gambacciani (CCEditore, 2018) e di ‘Vivere secondo natura. Alimentazione, stili di vita, felicità (CCEditore, 2018) di A. Angeleri, C. De Luca e A. Rossiello, scritto dai membri del team di Evolutamente, il più autorevole e noto blog italiano relativo alla salute e al benessere.

Nato come un’appendice dello storico forum www.lazonalibera.it, in cinque anni di vita il blog di Evolutamente ha raggiunto 2 milioni di visualizzazioni e settecentomila utenti diversi, grazie alla dedizione dei suoi membri, Angelo Rossiello, fondatore, proprietario ed editore del blog, Chiara De Luca, che si occupa della sezione “ricette” del blog e collabora con la realizzazione dei menù negli eventi organizzati dalla SIMNESocietà Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica, Alessio Angeleri, functional trainer e biohacker, socio fondatore e membro del comitato scientifico della SIMNE  ed Emanuele Gambacciani, biologo,  nutrizionista e profondo conoscitore della dieta definita “paleolitica”.

Attualmente il blog vanta quasi 2000 articoli pubblicati e rappresenta una vera e propria enciclopedia degli stili di vita in Italia.

Il grande successo dei due libri è testimoniato non solo dal numero considerevole di copie vendute attraverso i canali di distribuzione online e offline, ma anche dalle numerose recensioni positive rilasciate da lettori e utenti sul web.

Attraverso la lettura di queste stesse recensioni si evince che la caratteristica maggiormente apprezzata per quanto concerne Dall’alba al tramonto e Vivere secondo natura è la capacità degli autori di affrontare tematiche di matrice scientifica adoperando un linguaggio semplice e scorrevole, per nulla reso ostico dall’uso di tecnicismi e di un lessico specialistico.

L’obiettivo principale degli autori, infatti, è stato quello di coinvolgere i lettori nell’esplorazione di un argomento di interesse comune, ovvero l’alimentazione e il benessere psicosomatico, particolarmente sentito nella nostra società, rendendo accessibili e fruibili a tutti i consigli consapevoli degli esperti, sorretti e sostanziati da una serie di riferimenti scientifici.

Molti lettori hanno altre sì affermato di aver tratto giovamento dai precetti scientifici contenuti all’interno dei due libri e di aver conseguito, tramite la lettura del testo e l’alimentazione di tipo evoluzionistico, la risoluzione definitiva o l’alleviamento di alcune patologie come disturbi gastrointestinali, intolleranze alimentari, ipercolesterolemia e ipertensione e di aver migliorato il proprio stile di vita raggiungendo un soddisfacente e salutare stato di benessere psico-fisico, empiricamente confermato dal netto miglioramento dei parametri del sangue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Exit mobile version