Emergenza Covid-19: consulenze gratuite per manager e imprenditori

Milano, 26 marzo 2020 – Ai manager e imprenditori che stanno affrontando la sfida della contrazione e conversione del business dovuta al COVID-19 è arrivato il supporto di alcuni realtà tecnologiche che, per la durata dell’emergenza, si sono resi disponibili a fornire gratuitamente le proprie competenze nelle video-sessioni di 20 o 40 minuti ospitate dalla piattaforma.

A renderlo possibile è la partnership tra BeyondTheBox e YOURgroup che, proprio attraverso il servizio di “condivisione di competenze” on line di /BeyondTheBox, ha deciso di portare anche all’esterno il valore del Give First che ne è alla base.

YOURgroup, il primo gruppo di advisory operativa C-level in Italia, ha riunito alcuni dei suoi fractional manager in una taskforce a supporto degli imprenditori italiani in aree specifiche: cambiamento organizzativo, gestione finanziaria, finanziamenti bancari, digitalizzazione, gestione dei contenziosi, negoziazione dei contratti, budget e controllo di costi e margini, gestione del rischio, trasformazione e ottimizzazione della produzione e di reti commerciali.

Il servizio è reso attraverso la tecnologia e l’intelligenza artificiale di /BeyondTheBox che permette all’utente di non dover cercare il contenuto adatto alla propria esigenza: è sufficiente scrivere di cosa si ha bisogno e la piattaforma fa il resto, in modo semplice, veloce e confidenziale.

“L’obiettivo di /BeyondTheBox è attivare processi di creazione del valore attraverso la condivisione” ci racconta la CEO della startup Aleksandra Maravic. “Vogliamo dare agli imprenditori, che in questo momento stanno vivendo un momento difficilissimo, il contributo dell’esperienza dei più di 160 manager del Gruppo, per offrire un consulto su tematiche di gestione finanziaria, di risorse umane, di digitalizzazione, di sviluppo commerciale e di riduzione costi che in questa situazione possono essere vitali”, aggiunge Andrea Pietrini, Managing Partner di YOURgroup.

Le sessioni con i partner della taskforce verranno offerte gratuitamente durante tutto il periodo dell’emergenza. Sarà sufficiente iscriversi alla piattaforma di BeyondTheBox e richiedere l’attivazione delle sessioni omaggio scrivendo a help@beyondthebox.it

 

 

 

 

 

 

 

In azienda mancano le competenze? Ci pensa l’intelligenza artificiale

Milano, 18 febbraio 2020 – In azienda mancano le competenze? Nessun problema, da oggi ti viene in aiuto l’intelligenza artificiale. Grazie ad una giovane startup di Milano, Beyond the box, trovare le competenze specifiche per una impresa sarà più facile che mai.

La startup infatti nasce per aiutare e supportare manager e imprenditori nelle loro decisioni e sfide quotidiane.

Ben il 30% del tempo passato in ufficio viene usato per cercare su internet “come si fa” un certo tipo di attività per un’azienda: un importante costo sommerso, che comporta  una grande inefficienza.

Chi lavora nelle oltre 5 milioni di Piccole Medie Imprese (PMI) in Italia è costretto infatti ad affrontare ogni giorno nuove attività per le quali c’è bisogno di competenze sempre più specifiche.

BeyondTheBox, una giovane startup nata nel 2019 a Milano, ha però trovato la soluzione a questo problema creando il primo servizio che utilizza l’intelligenza artificiale per mettere in contatto manager e imprenditori con le competenze specifiche delle persone, con l’obiettivo di aiutare le imprese nelle loro sfide quotidiane.

Come?

Basta cercare nel sistema una frase specifica, che identifica l’attività che si ha bisogno di portare a termine, e ci pensa l’intelligenza artificiale a fare i match tra l’impresa e le competenze dei professionisti disponibili.

L’impresa e il professionista prescelto poi si incontreranno in una videochiamata di 20 o 40 minuti ospitata dalla piattaforma per la massima confidenzialità, durante la quale il manager potrà rivolgere tutte le domande e dubbi a cui non trova risposta, per poter poi continuare a svolgere la sua attività focalizzandosi sulle sue competenze chiave.

L’idea del servizio nasce da due manager che le PMI le conoscono bene: Aleksandra Maravic, di origini croate ma cresciuta in Italia che ha avuto una brillante carriera come export manager viaggiando per il mondo.

Ogni volta però che Aleksandra cambiava azienda le venivano fatte domande private e discriminatorie come “Ha intenzione di avere figli nei prossimi due anni?” o “Come mai ha cambiato azienda così spesso? È decisamente sintomo di inaffidabilità”.

“Nessuno sembrava considerare le mie vere competenze, il fatto che parlassi 6 lingue o avessi diverse lettere di referenze. Non riuscivo a spiegare che io non avevo mai cambiato lavoro negli ultimi 10 anni, avevo solo cambiato azienda” ci racconta Aleksandra.

I manager affrontano nuove attività per le quali non hanno le competenze, si demotivano e il risultato è sempre mediocre. In quel momento si passa a chiedere consulenze esterne che, anche a causa dell’urgenza, costano tanto e non sempre portano i risultati sperati” dice Massimo Ciccarone, che essendo dirigente, amministratore e CFO nelle PMI, ha potuto misurarne le tipiche inefficienze.

A pochi mesi dal lancio la piattaforma conta già più di 400 utenti che condividono e accedono alle competenze della rete.

Ed è già possibile trovare risposte su tematiche legali, amministrative, marketing, software e molto altro: tutte competenze di alto livello capaci dj soddisfare al meglio le esigenze dei manager.

La società sta per lanciare una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BackToWork24 aprendo così agli investitori che potranno offrire il proprio supporto per rendere il modello di condivisione competenze – sharing competencies – disponibile a tutti.

Ulteriori informazioni sul servizio si possono trovare sul sito della società www.beyondthebox.it.

 

 

Fattura elettronica, i più piccoli i più spaventati: ecco cosa cambierà dal 2019

Roma, 28 novembre 2018 – Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture diventano elettroniche. Questo significa che qualsiasi documento di vendita, emesso da un’azienda o da un professionista (ovvero da un soggetto con Partita IVA) e che rappresenta una “fattura” sarà considerato valido solo se generato in un particolare formato elettronico (.xml) e inviato tramite un sistema di certificazione dell’Agenzia delle Entrate, detto SdI.

Un cambiamento radicale che interesserà tutte le attività commerciali italiane, con alcune eccezioni: per il 2019, infatti, sono esonerati dall’obbligo di emissione i professionisti che applicano il regime forfettario e il regime dei minimi o regime di vantaggio, i medici e i farmacisti, le società sportive dilettantistiche che hanno incassato proventi inferiori a 65mila euro, e tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che sono rese nei confronti di soggetti non residenti, comunitari ed extra comunitari (eccetto il “Tax Free” che prevede l’obbligo anticipato già al 01/09/2018).

Sebbene nel processo di rivoluzione digitale l’Italia sia ancora abbastanza indietro rispetto al resto d’Europa, in tema di Fatturazione elettronica saremo tra i primi (dopo il Portogallo) a introdurre l’obbligatorietà: tappa che, entro il 2020, dovrà essere implementata in tutti i paesi dell’Unione.

Risparmiare tempo, ridurre la documentazione cartacea e soprattutto snellire il processo della digital transformation saranno i vantaggi che il nuovo sistema di fattura elettronica darà alle aziende. Tuttavia, come ogni cambiamento, oggi aziende e commercialisti italiani sono letteralmente nel panico.

Benchè gli ultimi aggiornamenti normativi abbiano ampliato la platea di soggetti esonerati dall’emissione della fattura elettronica tutti dovranno attrezzarsi per ricevere le fatture passive dai propri fornitori. Questo significa che tutti dovranno cambiare le proprie abitudini, digitalizzando anche quei flussi che fino ad oggi erano manuali” racconta Nunzio Caraci, titolare di Datalog Italia, software house associata Assosoftware e Hub certificato per la trasmissione delle fatture elettroniche .

Sono proprio i più piccoli ad essere spaventati; ma non solo: “Anche i commercialisti stanno vivendo un periodo difficile. Ogni giorno ci chiamano nuovi studi da ogni parte d’Italia, per chiederci informazioni, supporto e soluzioni applicative“.

Molte software house hanno cercato infatti di approfittarsi della fatturazione elettronica, attuando politiche commerciali vessatorie nei confronti dei commercialisti.

La fattura elettronica è un’evoluzione proprio perché porta con sé l’interoperabilità tra sistemi: tuttavia, alcune software house hanno cercato di sfruttare la situazione e imporre agli studi commercialisti dei canoni di aggiornamento esorbitanti. Una politica scorretta, che ha portato l’Antitrust ad aprire un fascicolo nel mese di ottobre 2018, che ha messo nel panico migliaia di studi” conclude Caraci.

Cosa cambia quindi di preciso e come districarsi nella nuova normativa?

A rendere tutto più chiaro la Guida alla Fatturazione Elettronica di Datalog, in cui è possibile trovare una risposta completa.

Rendere elettronico il processo di fatturazione significa aver fatto il primo passo verso per digitalizzare l’intero ciclo dell’ordine e, in generale, i processi amministrativi e gestionali delle imprese.

Non sarà un lavoro semplice, tuttavia, presto si coglieranno gli immensi vantaggi di aver “trasformato” un semplice documento cartaceo in una serie di dati, che diventano così più facilmente condivisibili e fruibili ai fini gestionali, finanziari e strategici.

 

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Contatti stampa:

Delia Caraci
Mail: delia.caraci@digitalsfera.it
Digitalsfera.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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