Internazionalizzazione, le proposte del Consorzio Euromed per i Voucher 2017

Napoli, 16 novembre 2017 – Si terrà il prossimo 21 novembre alle ore 15.30, a Napoli presso la sede di Compagnia delle Opere Campania, il work shop informativo “Internazionalizzare l’Impresa”.

Prevista la partecipazione di Sergio Passariello, presidente del Consorzio italo-maltese Euromed International Trade che presentarà i progetti d’internazionalizzazione programmati per il biennio 2018/2019.

Tra i focus progettuali che saranno illustrati durante l’intervento, particolare attenzione sarà offerta ai Progetti COMMONWEALTH 2018 ed  EUROMED Business Trade.

“Le imprese che si affideranno a noi – dichiara Sergio Passariello – saranno seguite in un percorso di accompagnamento della durata di 6/8 mesi, in collaborazione con Specialis Temporary Export Manager, già operativi sul campo e quindi in grado di garantire risultati concreti e tangibili”.

“Abbiamo deciso di puntare su questi due progetti in quanto da un lato la crescita economica nel Commonwealth ha accelerato in netto contrasto con l’Unione europea con un notevole potenziale commerciale non sfruttato, in particolare i paesi situati in Africa e Asia. Mentre nell’area geografica denominata Euromed vive il 7,7% della popolazione mondiale, genera il 13,7% del prodotto lordo reale globale e a ha attirato il 14,4% dei flussi di investimento mondiali” precisa ancora Passariello.

Le due iniziative potranno beneficiare del voucher 2017, messo a disposizione dal MISE per progetti d’internazionalizzazione.

Un finanziamento a fondo perduto destinato a PMI che hanno raggiunto un volume d’affari minimo di 500 mila euro, nell’ultimo esercizio.

A tal proposito, il Consorzio Euromed ha messo a disposizione una mail dedicata voucher2017@consorzioeuromed.com ed una pagina informativa raggiungibile al link www.consorzioeuromed.com/voucher2017.

Prevista la partecipazione al work shop di Stefano Barbieri (CDO International), Giovanni Pecorari (White Srl soc. TEM), – Domenico Letizia (IREPI) – Giampiero Falco (Confapi), Francesco Corbello (Dubai FDI).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Consorzio Euromed aderisce a Compagnia delle Opere

Napoli, 2 ottobre 2017 – Saranno l’internazionalizzazione ed il commercio, senza escludere ovviamente altri settori strategici come la formazione ed i progetti europei i nuovi focus sui quali si concentrerà la Compagnia delle Opere Campania grazie alla collaborazione con il consorzio Italo-Maltese Euromed International Trade.

Con sede a Napoli ed a Malta il consorzio ha aderito a Compagnia delle Opere Campania ed a darne l’annuncio è stato il Presidente del Consorzio, Sergio Passariello.

“L’adesione nasce dopo un attenta valutazione rispetto al panorama associativo nazionale – afferma Passariello –  Eravamo alla ricerca di un organizzazione nazionale e dinamica, nello stesso tempo radicata sul territorio e che potesse concretamente stabilire sinergie con il nostro core business. L’eterogeneità degli associati di Compagnia delle Opere ed i valori sociali a cui si ispira, hanno fatto il resto”.

“Euromed – continua Passariello – è presente operativamente anche a Malta, con il brand Malta Business e con un proprio business office oltre ad una rete di agenzie accreditate in Italia, struttura che sarà messa a disposizione di tutti gli iscritti della CDO che avranno interesse ad affacciarsi sui mercati internazionali o che avranno l’esigenza di rafforzare la loro presenza estera”.

“Sono convinto che da questa sinergia sia le imprese associate alla CDO che la nostra realtà consortile, potranno ottenere vantaggi reciproci in termini di competitività e produttività. Il mio ringraziamento ai responsabili regionali della CDO Campania per aver creduto in questo progetto” conclude il Presidente del Consorzio, Passariello.

Invenzioni, scoperto materiale forte come l’acciaio ma 5 volte più leggero.

Malta, 26 settembre 2017 – È frutto di un investimento francese ed è stato sviluppato a Malta, dove ha trovato le condizioni giuste per la propria crescita, il ‘Nano tubi di carbonio‘, un nuovo materiale forte come l’acciaio ma 5 volte più leggero.

Il nuovo materiale è a prova di proiettile, ma oltre che per scopi militari, può essere utilizzato anche nel settore delle costruzioni ed in quello medico.

Raphael Celier è l’inventore del nuovo materiale ed operativo nel settore areonautico dal 1985, ma è dallo scorso anno che ha iniziato a lavorare ed a vivere stabilmente a Malta, dopo aver visitato per circa 20 volte il paese dal 2013.

Sergio Passariello, CEO di Malta Business e Presidente del Consorzio italo-maltese Euromed, ha incontrato Raphael Celier, fondatore di Celier Aviation Malta, nella sede della società situata nel parco dell’aviazione Hal Far, allo scopo di coordinare, per il mercato italiano, le attività di internazionalizzazione e partnership.

Il core business principale della società di Celier è la costruzione dei  Gyroplanes (Giroplani), un tipo velivolo con funzionalità di atterraggio simile agli elicotteri e con la possibilità di decollo in spazi stretti.

Durante la produzione di questo tipo di elicottero, Celier e il suo team sono stati invitati da alcune aziende clienti a lavorare su materiali anti proiettili, al fine di costruire un Giroplano corazzato, ma nello stesso tempo ultra leggero.

È stato durante i test che l’inventore francese, al fine di soddisfare questa difficile domanda, è riuscito a comporre un nuovo materiale noto tecnicamente come “Nano tubi di carbonio”.

Il materiale creato da Celier è stato testato a Malta ed ha dimostrato di essere resistente anche ai colpi sparati con alcune delle armi più moderne.

Il risultato ha ottenuto il 100% di successo e nessuna pallottola ha forato oppure oltrepassato il materiale.

L’imprenditore francese ha dichiarato che in termini di sicurezza questo materiale può essere utilizzato anche in edifici per assolvere a due funzioni in una volta sola: la prima di fornire protezione agli attacchi di diverso tipo e allo stesso tempo avere un materiale leggero ma forte come l’acciaio.

Celier ha dichiarato che il materiale è ideale per i trasporti di superficie. Come nel caso delle navi da guerra che attualmente sono fatte in acciaio, in particolare nella parte superiore della nave, rendendo più difficile le manovre.

Con questo materiale la superficie dei veicoli aerei è più leggera e nel campo nautico i natanti possono manovrare con più destrezza.

Inoltre il materiale è semplice e rapido da riparare nel caso di un attacco o danno rendendo la nave operativa in tempi brevi.

Questa particolarità può anche essere sfruttata dall’industria delle costruzioni edili, in quanto il materiale può essere utilizzato per la costruzione di travi, moduli, prefabbricati.

Non solo, essendo il materiale cinque volte più leggero dell’acciaio, anche i lavoratori addetti alle opere, avrebbero dei vantaggi in termini di sicurezza.

Il settore militare e quello industriale non sono i soli ad essere interessati al’utilizzo di questo tipo di materiale.

Sono stati effettuati alcuni test presso l’Ospedale di Malta “Mater Dei” sottoponendo il materiale all’esposizione di Raggi X.

Il risultato è stato sorprendente, i raggi X passano attraverso il materiale prima di essere riflessi nel dispositivo radiografico. Una bassa resistenza ai Raggi X produce un minore pericolo di esposizione ai raggi per il paziente che avrebbe un indice di protezione maggiore.

Un altro uso nel settore medico potrebbe essere quello della fabbricazione di “ossa artificiali”. e durante ulteriori test medici il materiale ha risposto positivamente.

Celier conferma di aver già provveduto ad avviare tutte le fasi di collaudo e protezione intellettuale del brevetto, in quanto questo nuovo materiale sta già attirando l’interesse di grandi aziende straniere e militari proprio per le sue caratteristiche innovative e per le sue proprietà uniche.

Malta Business è stata individuata dall’azienda Celier Group, quale partner per lo sviluppo commerciale del prodotto, oltre che per l’individuazione di potenziali investitori.

 

CETA, il Consorzio Euromed al seminario della EDC Canada

Roma, 4 settembre 2017 – Si è tenuto lo scorso 30 Agosto, alle 13.00 ora locale, il webinar dal titolo “CETA: Sbloccare il potenziale” organizzato da Export Development Canada (EDC) l’Agenzia governativa del Canada che fornisce agli esportatori canadesi finanziamenti commerciali, assicurazioni sul credito all’esportazione e servizi di bonding, nonché esperienze sul mercato estero.

Al webinar ha partecipato Sergio Passariello, Presidente del Consorzio Euromed International Trade, il consorzio italo-maltese d’internazionalizzazione che sta seguendo con grande attenzione l’evolversi delle attività di accompagnamento al CETA, messe in campo dal governo canadese e dai governi Europei.

L’evento formativo ha riunito un gruppo dinamico di esperti commerciali e leader aziendali per spiegare le potenzialità dell’accordo e fornire risposte su ciò che le imprese, in particolari canadesi, possano fare per prepararsi.

Come tutti sanno, l’accordo globale economico e commerciale (CETA), che entrerà in vigore provvisoriamente nel settembre 2017, eliminerà il 98 per cento dei dazi tra il Canada e l’Unione europea.

Questa previsione aprirà le porte a tante opportunità per le aziende canadesi ed europee, in tutti i settori e, per la prima volta, includerà anche le aziende che forniscono servizi.

Il programa del webinar ha riguardato i seguenti argomenti:

  • Cosa significa CETA per le aziende di beni e servizi in Canada
  • Le maggiori opportunità di crescita del mercato e dell’industria
  • Regole e regolamenti sul CETA
  • Programmi e risorse del governo disponibili attraverso il servizio del commissario commerciale (TCS)
  • Suggerimenti per aiutarti a prepararsi e ad avere successo.

Durante il webinar, numerosi gli interventi di varie aziende che hanno esposto la loro visione ed i loro progetti futuri in ambito CETA.

È stata un’esperienza preziosa quella di poter partecipare a questo Webinar, in quanto ho potuto verificare direttamente e senza filtri come il Canada crede in quest’accordo e come il Governo Canadese sostenga il sistema imprenditoriale e commerciale” ha dichiarato Sergio Passariello, Presidente di Euromed.

Nell’ambito delle attività d’internazionalizzazione auspico iniziative per migliorare le partnership tra azienda canadesi ed Europee ed in particolare con quelle Italiane, proponendo la partecipazione al nascente Ceta Business Forum, iniziativa che come Euromed stiamo portando all’attenzione delle Istituzioni e del mondo imprenditoriale” conclude Passariello.

 

CETA: Unlocking the Potential

Passariello, “Il CETA è occasione di sviluppo per le nostre imprese”

Milano, 7 agosto 207 – Il CETA è un’opportunità di sviluppo per le nostre aziende e per l’Italia? Intervistato da “Imprese del Sud”, Sergio Passariello, Presidente e CEO del consorzio d’internazionalizzazione Euromed International Trade, con sedi tra Italia e Malta, ci spiega le positività dell’accordo commerciale tra Europa e Canada che sta spaccando il mondo politico ed imprenditoriale italiano in questo momento.

Passariello, prima di tutto ci spieghi cos’è il CETA.

Negoziato per quasi cinque anni e quattro mesi, il CETA è l’accordo economico e commerciale globale concluso tra l’UE e il Canada. Oggi l’accordo è pronto per la ratifica finale del Parlamento italiano, dopo che la maggioranza dei Deputati Europei lo ha sostenuto e votato, l’accordo potrebbe già essere applicato provvisoriamente nel prossimo mese di settembre.

Va precisato che il CETA non riguarda solo ed esclusivamente il settore agroalimentare ma bensì tantissimi altri settori della nostra economia.

Eliminerà tutte le tariffe e dazi tra l’UE e il Canada, ad eccezione di quelle previste sui servizi pubblici, i servizi audiovisivi e di trasporto e alcuni prodotti agricoli. Esso porterà anche al riconoscimento reciproco delle certificazioni per una vasta gamma di prodotti, dai beni elettrici ai giocattoli.

Basti pensare che prima di quest’accordo il Canada negoziava singolarmente con gli Stati Europei e sussistevano disparità di trattamento, spesso a danno delle nostre imprese. Oggi con il CETA, questo non sarà più possibile, le regole dell’accordo valgono per tutti gli Stati membri EU e non ci saranno più posizioni dominanti.

Inoltre in Canada c’è una delle più grandi comunità di italiani all’estero. A partire dal censimento del 2011, quasi un milione e mezzo di abitanti canadesi hanno dichiarato di avere origini italiane. E l’Italia deve assolutamente prendere in considerazione questo dato, se non vuole perdere quest’occasione.

Chi saranno i primi beneficiari del CETA?

Sicuramente i consumatori. L’apertura dei mercati porterà ad una maggiore scelta di prodotti e servizi a prezzi più competitivi.

Poi i lavoratori. Per molti operatori professionali dell’UE e quindi Italiani, sarà più facile fornire servizi legali, contabili, ingegneristici, architettonici o simili in Canada. Il CETA fornisce un quadro chiaro per l’UE e il Canada nel riconoscere le qualifiche degli altri in tali professioni. Sarà inoltre più agevole per le imprese spostare temporaneamente il proprio personale all’altro lato dell’Atlantico.

Ed infine per le imprese. Semplificando le procedure sarà più facile per le aziende europee di espandersi nel mercato canadese. Con il CETA, il Canada aprirà le proprie gare di appalto pubbliche alle imprese dell’UE, sia a livello federale che comunale. Per le esportazioni inoltre, sono state previste semplificazioni burocratiche con registrazione dei prodotti direttamente presso le nostre Agenzie delle Dogane.

Con la sottoscrizione del CETA, il Canada si impegna anche a rendere più trasparente i propri processi di gara pubblicando tutte le sue offerte pubbliche su un unico sito web divisi per singolo appalto. Attualmente la mancanza di accesso alle informazioni è uno dei maggiori ostacoli per le piccole imprese in mercati esteri.

Ma con il CETA ci sarà una protezione dei prodotti Italiani ed in particolare del SUD?

Anche se L’Italia potrà esportare il 92% circa dei suoi prodotti agricoli e alimentari esenti da dazi doganali, questo non sarebbe a dispetto della protezione dei suoi prodotti. Il Canada ha deciso di proteggere l’origine di  143 prodotti europei associati a una specifica città o regione, già presenti sul mercato canadese e che già godono di una grande reputazione in funzione delle loro qualità, e di questi prodotti 41 sono Italiani.

Il trattato commerciale, non interviene in modo del tutto restrittivo sulle produzioni canadesi che si ispirano alla Dop originale (con l’uso, ad esempio, della denominazione “Parmesan”), ma vieta di associarle ad elementi di “italian sounding” (il tricolore, città o monumenti italiani) che risultano ingannevoli per i consumatori. Questo passaggio assume una straordinaria rilevanza per la tutela dei nostri prodotti, che va precisato ad oggi non tutelati.

Purtroppo, con rammarico devo confermare che il Canada, per le aziende meridionali non ha mai rappresentato un mercato di riferimento, per questo credo che le polemiche attuali, sollevate anche da autorevoli esponenti del mondo politico ed imprenditoriale siano stucchevoli. Ciò che conta, nell’affermazione di un prodotto è il posizionamento commerciale, il valore del brand, la conoscenza dello stesso sul mercato e non basta avere un simbolo DOP o IG per rendere quel prodotto affermato.

Senza CETA, il meridione continuerebbe a non aver accesso al mercato canadese, considerando anche i dazi presenti, mentre con il trattato commerciale operativo, finalmente anche il tessuto imprenditoriale del sud Italia potrà guardare a questo mercato con serenità, programmare investimenti senza avere concorrenza sleale da parte di terzi nell’uso di marchi, brevetti, simboli italiani e sfruttare al massimo l’unico brand che oggi i canadesi conoscono bene, il “Made in Italy”.

Ma nel merito, molte associazioni sindacali e di consumatori stanno protestando per bloccare il CETA?

Intanto, va precisato che solo alcune associazioni di agricoltori, oggi sono contro il CETA. Tali associazioni non rappresentano la maggioranza degli operatori che invece, dalle informazioni in mio possesso, sono favorevoli all’accordo ed intravedono in questa apertura dei mercati una grande occasione di crescita.

Ciò che va valorizzato di quest’accordo è la possibilità per il nostro tessuto imprenditoriale di poter puntare, finalmente, al mercato canadese e quindi statunitense, con progetti di medio e lungo termine e con la consapevolezza di non essere aggrediti dalla aziende canadesi con concorrenza sleale. Senza la firma di questo accordo, di contro, l’industria del falso Made in Italy continuerà a crescere senza avere strumenti giuridici per tutelarci.

Inoltre, voglio precisare che molte imprese nel settore agroalimentare sono fuori dal DOP e/o IGP sebbene produttori di prodotti di alta qualità . Infine c’è chi ha costruito un vero e proprio business sul sistema della qualità certificata aumentando i costi di produzione e rendendo spesso gli stessi prodotti non collocabili sul mercato.

Ovvio che il CETA va a toccare anche interessi di parte, ma le positività di quest’accordo non possono essere messe in discussione per la protesta “tardiva” di lobby commerciali che sino ad oggi forse hanno potuto godere di protezioni.

Rispetto invece alle garanzie sanitarie dei prodotti provenienti dal Canada? Si legge sui media di grano al glifosato o carne agli ormoni, cosa c’è di vero?

Prima di tutto voglio precisare che nell’accordo commerciale è previsto, senza alcun margine d’interpretazione, che tutte le importazioni dal Canada devono rispettare le norme dell’UE. Il CETA non riduce e non modifica gli standard comunitari in materia di salute e sicurezza, ambientali e sociali o dei consumatori. Quindi non cambieranno le norme UE che disciplinano la sicurezza alimentare, anche sui prodotti OGM o il divieto di carne bovina trattata con ormoni.

Anche in questo caso, chi soffia sul vento anti CETA, specula sulla disinformazione e crea un clima di tensione tra cittadini ed imprese, ai limiti della tolleranza.

Di contro, il Canada non mi risulta essere un paese nel quale la qualità della vita è pessima, anzi ad esempio Vancouver risulta ai primi posti nella classifica mondiale tra le città dove si vive meglio, mentre l’Italia si piazza negli ultimi posti. Sarebbe opportuno fare un po di autocritica in merito.

Inoltre il CETA non si applica ai servizi pubblici, in questo modo i paesi dell’UE potranno mantenere i monopoli pubblici e continuare a decidere quali servizi, come l’approvvigionamento idrico, la salute e l’istruzione, vogliono mantenere pubblici e quali vogliono privatizzare. Anche in questo caso ogni contestazione è puramente speculativa ed ideologica.

Sfogliando l’accordo troviamo anche capitoli dedicati alla tutela della proprietà intellettuale e la protezione dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Ci spieghi meglio.

Il CETA creerà condizioni di maggiore parità tra il Canada e l’UE nel campo dei diritti di proprietà intellettuale (DPI). Rafforzerà, ad esempio, la protezione dei diritti d’autore, allineando le norme canadesi a quelle dell’UE in materia di protezione delle misure tecnologiche e di gestione dei diritti digitali. Migliorerà il modo in cui il sistema dei DPI del Canada protegge i brevetti di prodotti farmaceutici dell’UE.

Oggi, un azienda italiana se volesse proteggere il proprio marchio o brevetto sul mercato canadese, dovrebbe avviare una procedura di registrazione presso l’autority canadese, con costi maggiorati e con il rischio di un rigetto. Con il CETA tutto questo sarà superato.

L’UE e il Canada hanno concordato il loro impegno a favore dello sviluppo sostenibile. Entrambe le parti sono d’accordo sul fatto che gli scambi commerciali e gli investimenti debbano promuovere la protezione dell’ambiente e i diritti dei lavoratori e non andare a loro discapito.

L’UE e il Canada si impegnano affinché il CETA contribuisca a garantire la complementarità tra crescita economica, sviluppo sociale e protezione dell’ambiente. Il CETA fa propri gli obblighi assunti dall’UE e dal Canada in forza di norme internazionali in materia di diritti dei lavoratori e di protezione dell’ambiente e del clima.

Il CETA attribuisce alla società civile dell’UE e del Canada un ruolo importante in termini di partecipazione all’attuazione degli impegni previsti in questi settori dall’accordo stesso. Il CETA istituisce inoltre una procedura di risoluzione delle controversie che comprende consultazioni tra i governi e un gruppo di esperti.

Quali iniziative avete in programma per aiutare le Imprese Italiane ad accedere nel mercato canadese, con l’approvazione provvisoria del CETA?

Prima di tutto l’approccio all’accordo, per quanto ci riguarda è positivo. I motivi che rendono il trattato commerciale un opportunità di crescita sono tanti, ed il CETA non va visto come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza. Da qui la necessità di diventare attori principali di questa epocale trasformazione nei rapporti commerciali con il Canada e quindi come Consorzio Euromed, abbiamo deciso di  promuovere la nascita del primo CETA Business Forum.

Abbiamo pensato ad un Forum che si possa articolare in due fasi, la prima sarà totalmente informatica. Sarà creata una piattaforma web, nella quale professionisti, imprenditori ed istituzioni potranno promuovere le proprie attività, entrare in contatto diretto con potenziali clienti/fornitori e definire una collaborazione. La piattaforma sarà anche veicolo informativo con la possibilità di pubblicazione contributi da parte degli utenti e con forum di discussione tematici.

La seconda fase, si svolgerà con l’organizzazione fisica di due momenti d’incontro, a cadenza semestrale, da tenersi in Europa ed in Canada.

Saranno due momenti di condivisione e di networking, nei quali le aziende ed i professionisti potranno incontrarsi fisicamente, confrontarsi in tavoli tematici e portare all’attenzione della politica le esigenze concrete dei vari settori, per migliorare l’accordo.

 

CETA, Sergio Passariello del consorzio Euromed International Trade interviene sul trattato CETA

 

 

NASCE IL CENTRO SIMPLY CAMPANIA

Simply® Italia, la catena di supermercati del Groupe Auchan leader nel campo dell’affiliazione, annuncia la creazione del nuovo Centro Simply Campania, un consorzio nato dall’accordo di alleanza di lungo periodo siglato dalle due realtà campane affiliate a Simply Italia attraverso contratti di Master Franchising: SDI spa della Famiglia Cristiano e Fratelli Morgese srl. Questa nuova alleanza strategica porterà alla creazione di un grande polo d’attrazione per gli operatori del mercato campano.

“Abbiamo fortemente voluto questa partnership, perché rappresenta una straordinaria leva competitiva e di sviluppo, che consentirà ai nostri Master di crescere nel loro business ed essere maggiormente attrattivi sul territorio. – afferma Marco Bocchiola, Direttore Rete Franchising di Simply® Italia – La presenza capillare della nostra insegna sul territorio nazionale è anche frutto dello sviluppo degli imprenditori che stringono con noi accordi di master franchising e la nostra leadership nell’affiliazione è fortemente legata alle capacità e alla profonda conoscenza del contesto locale degli imprenditori che decidono di scegliere la nostra insegna”.

Nel nuovo consorzio Centro Simply Campania confluiranno tutti i punti vendita di proprietà dei due gruppi: una cinquantina di supermercati di prossimità, per una superficie totale di 20.000 mq, dislocati nelle provincie di Napoli e Caserta, che offrono un elevato livello di servizio e di assistenza e hanno un assortimento che punta principalmente sui freschi di alta qualità per una spesa agevole e frequente.

Il nuovo accordo strategico tra i due Master porterà allo sviluppo di sinergie commerciali e di marketing, oltre che a ottimizzazioni dal punto di vista logistico e organizzativo.
Entro marzo 2015, tutti i supermercati della rete di vendita consorzio Centro Simply Campania saranno progressivamente trasformati per assumere le insegne Simply e PuntoSimply; adottando quindi le medesime politiche commerciali e inserendo nell’assortimento l’ampia gamma di prodotti a marchio Simply.
La nuova rete di vendita del consorzio Centro Simply Campania si approvvigionerà dal nuovo polo logistico di Capua (CE), una struttura avveniristica di 20.000 mq., dotata di tutte le più moderne tecnologie.

L’accordo porterà ad un rafforzamento della presenza dell’insegna Simply in Campania e ad un giro d’affari complessivo alle casse superiore ai 160 milioni di euro.
Il consorzio Centro Simply Campania produrrà nel tempo una ricaduta positiva non solo sui due Master e su nuovi eventuali franchisee, ma anche sull’industria e soprattutto sul consumatore, che potrà contare sulla presenza di diverse tipologie di formule commerciali e su un alto livello di efficienza e di competitività.

SDI spa, società campana leader della grande distribuzione alimentare, è stata fondata a Napoli nel 1996 grazie all’esperienza dei due fratelli Cristiano, commercianti dal 1940. Master Franchisee di Simply® Italia dal 2006, la società sviluppa annualmente un fatturato alle casse di circa 80 milioni di euro.

Fratelli Morgese srl, Master Franchisee di Simply® Italia dal 2012, è un’azienda storica del panorama distributivo campano, nata negli anni ’50 e radicata nelle aree di Napoli, Avellino e Caserta. La rete di vendita Morgese sviluppa annualmente un fatturato alle casse di circa 80 milioni di euro.

Simply® è l’insegna dei supermercati del Groupe Auchan, presente nel settore della grande distribuzione italiana con tre formule commerciali: le superette di vicinato a insegna PuntoSimply, i supermercati di prossimità a insegna Simply e i supermercati d’attrazione a insegna IperSimply. Oggi Simply® occupa in Italia circa 9.000 dipendenti ed è presente sul territorio nazionale in 19 regioni con oltre 1.500 punti vendita, di cui 269 gestiti direttamente e i restanti gestiti con la formula dell’affiliazione.  Per maggiori informazioni: www.simplymarket.it

 

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