Fare impresa: gamification e welfare rendono più produttive le risorse umane

Sistema Manuagere

Gamification e welfare aziendale valorizzano e rendono più produttive le risorse umane

Roma, 26 gennaio 2022 – Un nuovo format sta stravolgendo l’organizzazione aziendale, aiutando gli esperti in Project Management ad ingaggiare i propri collaboratori, a migliorarne il benessere e conseguentemente a incrementarne la produttività. Tutto si basa sulla volontà di dare il giusto valore al “capitale umano”, inserendo la gamification aziendale in un progetto più ampio di welfare aziendale.

Parte da questi presupposti l’innovativo “Sistema Manuagere” lanciato da Fattoria dei Talenti, una cooperativa che offre consulenza alle imprese, garantendone la competitività nello scenario attuale che è molto diverso da quello che predominava fino a pochi anni fa.

L’impatto della pandemia sull’organizzazione aziendale

La pandemia ha accentuato e velocizzato lta trasformazione dell’organizzazione aziendale.

“Pochi giorni dopo il primo lockdown – dichiara Ugo D’Alberto, business trainer e Presidente di Fattoria dei Talenti – abbiamo capito che le cose sarebbero cambiate per sempre: avevamo bisogno di digitalizzare parte del nostro lavoro. Ci serviva una piattaforma digitale, per facilitare l’engagement delle HR e che semplificasse il project management di imprenditori e manager. Abbiamo trovato la soluzione nella gamification aziendale, che utilizza la teoria dei giochi per coinvolgere le persone e monitorare il loro progresso in termini di acquisizione di competenze e di produttività. Il nostro sistema Manuagere (dal latino: condurre con mano) permette di accumulare punti per ogni azione che viene compiuta e di premiare i risultati ottenuti dalle persone, il tutto facilmente dal proprio smartphone”.

Lo studio dei dati

Le imprese da quando è scoppiata la pandemia hanno iniziato a sperimentare le opportunità del welfare aziendale ma senza riuscire ad identificare in modo oggettivo alcuni indicatori di produttività (KPI). Gli esperti di Fattoria dei Talenti, studiando le azioni intraprese da queste imprese, hanno scoperto che quasi nessuna di queste ha abbinato le enormi opportunità della gamification aziendale, che permette di aumentare il coinvolgimento e la produttività delle persone utilizzando dinamiche derivate dal mondo dei giochi, ad un progetto di welfare aziendale.

È per questo motivo che, ispirati da questi questi dati, hanno condotto ulteriori studi e ricerche riuscendo a dimostrare che, in un contesto di bassa motivazione, sono proprio le risorse migliori ad uscire dall’azienda per cercare ambienti più stimolanti.

Un individuo, infatti, esprime il suo potenziale non solo grazie all’insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali acquisite mediante l’istruzione scolastica ma anche – e soprattutto- attraverso l’apprendimento e l’esperienza maturata sul posto di lavoro che ricopre.

È da questo principio che il capitale umano assume un’importanza cruciale per qualsiasi azienda: le conoscenze e le competenze dei membri di un team di lavoro non sono facilmente sostituibili in quanto intrinsecamente elaborate dai soggetti che le hanno acquisite.

Le attività di Manuagere

Mappatura dei talenti presenti nel team di lavoro

Ogni componente del gruppo viene mappato in termini di talento grazie ad efficaci analisi psicometriche. Il risultato che ne emerge viene messo in relazione al ruolo e si analizzano le dotazioni dei talenti e le aree di miglioramento. In questo modo diventa evidente quale sia il gap da colmare per rendere più coinvolta e produttiva la persona.

Implementazione dell’E-learning gamification

Ottenuta la mappatura del talento e compreso il gap da colmare, vengono creati il piano di studio e il percorso di carriera. Ogni membro del gruppo avrà i suoi contenuti da studiare su cui vengono erogati questionari di comprensione. La gamification permette di spingere le persone a studiare sfruttando le dinamiche di gioco: più studi, più vinci.

Applicazione di un modello di governance aziendale efficace

Manuagere permette al manager di avere tutti gli elementi per svolgere al meglio il suo ruolo con un solo strumento. La piattaforma, è la miglior palestra di management esistente perché integra in modo ottimale aspetti teorici con la pratica del project management.

Definizione oggettiva dei KPI

La digitalizzazione e il lavoro a distanza hanno amplificato la necessità di passare da un “controllo del fare” a una “gestione per KPI”. Con Manuagere ogni membro del team ha la possibilità di vedere i propri risultati in tempo reale da qualsiasi device e confrontarli con i KPI dei suoi colleghi. L’effetto immediato è la riduzione dei Costi di Non Qualità (CNQ) e l’incremento della marginalità.

Aumento della produttività

Passare dalla logica “del fare” alla logica “dell’avere” un risultato consente un collegamento immediato a gratificazioni sotto forma anche di semplici riconoscimenti o premi che possono rientrare in un paniere del welfare aziendale. Attraverso Manuagere si possono creare veri e propri percorsi legati al raggiungimento di risultati e ogni componente può avere i suoi parametri di riferimento in base al suo percorso professionale e ai budget da raggiungere.

Per consigli e suggerimenti su come migliorare la produttività del personale rimandiamo al blog www.fattoriadeitalenti.it/blog, o alla pagina dei contatti del blog.

 

 

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Ufficio Stampa

info@ufficiostampaecomunicazione.com

Ugo D’Alberto, presidente Fattoria dei Talenti

 

 

Le multinazionali acquistano le aziende italiane? Fanno bene al mercato del lavoro

Milano, 7 febbraio 2018 – Macché invasione, ma quale attacco per l’economia italiana: le multinazionali estere che acquistano aziende italiane e le integrano nel proprio tessuto apportano indiscutibili vantaggi al nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro.

«In molti pensano che le società straniere che mettono le mani sulle nostre aziende causino profondi danni al nostro sistema economico, con una perdita di patrimonio, di competitività e di competenze, ma nella maggior parte dei casi è vero il contrario, soprattutto guardando ai benefici sul fronte occupazionale» racconta Carola Adami, head hunter di Adami & Associati, società specializzata in ricerca di personale qualificato per Pmi e multinazionali.

E se i cacciatori di teste che ricercano personale qualificato per conto di imprese italiane e di multinazionali possono godere di un’osservazione diretta di questo meccanismo, le indagini statistiche confermano ed evidenziano le loro impressioni. Come infatti dimostra un recente rapporto del Cer – Centro Europa Ricerche, laddove l’occupazione delle imprese manifatturiere italiane tra il 2007 e il 2014 è diminuita del 20,6%, nel caso delle imprese manifatturiere con controllo estero questo dato si è fermato al -9,2%.

Il dato è pur sempre negativo, ma la diminuzione è minore della metà. Come ha commentato l’economista Giancarlo Corò, docente della Ca’ Foscari nonché tra gli autori dello studio, «le imprese a controllo estero tendono a valorizzare il capitale umano anche attraverso remunerazioni più elevate».

Non stiamo dunque assistendo ad un sistematico e legalizzato furto da parte delle multinazionali estere, come potrebbe sembrare ad un primo momento.

Oltre ad offrire delle ottime chance di modernizzazione nonché di sviluppo per le economie locali, le multinazionali sono infatti fisiologicamente portate a incentivare l’assunzione di lavoratori qualificati e specializzati, con un chiaro ritorno positivo per l’intero fronte occupazionale.

Si pensi alla vicentina Laverda, azienda di lungo corso specializzata nella produzione di macchinari agricoli. Acquisita nel 2011 dalla multinazionale statunitense AGCO Corporation, si stima che gli attuali 760 dipendenti siano destinati a raddoppiare nei prossimi 4 anni. Un’altra veneta, la Steelco, integrata nella tedesca Mièle, ha conosciuto 100 assunzioni nel solo 2017, con una crescita del fatturato del 21,7% su base annua.

Come spiegato dall’head hunter Carola Adami è indubbio che in Italia fattori come la crescente scolarizzazione, la maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro e in generale un sempre più alto livelli di qualificazione dei lavoratori spingono i candidati verso la ricerca di professioni con la specializzazioni sempre più alte.

E questo fenomeno si sposa in modo ottimo con il desiderio delle multinazionali straniere di colmare il gap di conoscenze rispetto alle concorrenti a livello locale, bisogno che viene soddisfatto con la ricerca e la selezione di professionisti altamente qualificati.

«Le multinazionali che integrano aziende italiane hanno la scottante necessità di poter contare su laureati, tecnici qualificati e manager presenti sul territorio in grado di cancellare quanto prima lo svantaggio costituito dalla loro estraneità. Da qui nasce un effetto virtuoso per il nostro mercato del lavoro» conclude la responsabile di Adami & Associati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Smart Working: ecco come cambia il lavoro ai tempi dell’Industria 4.0

Milano, 7 giugno 2017 – Con il Ddl sul lavoro autonomo e sul lavoro agile è arrivata finalmente anche in Italia una definizione normativa dello smart working: con questa regolamentazione a livello nazionale il lavoratore flessibile dipendente non sarà più un fenomeno su cui chiudere un occhio, quanto invece un ruolo disciplinato in tutto e per tutto.

Abbracciare lo smart working, dunque, significa poter usufruire della modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, con tutti i vantaggi che questa può offrire sia alle aziende che ai lavoratori.

Stando alla nuova normativa, la prestazione lavorativa ‘agile’ dovrà dunque avvenire in parte all’interno dei locali aziendali, in parte all’esterno. La scrivania fissa da questo punto di vista non esiste quindi più, ma continuano invece a permanere i ferrei limiti massimi di orario giornaliero e settimanale.

«Il concetto stesso di smart working ci ricorda che il termine ‘lavoro’ non è, e soprattutto non può essere, sinonimo di ‘luogo’» spiega Carola Adami, fondatrice e CEO di Adami & Associati (www.adamiassociati.com), società specializzata in ricerca di personale qualificato per Pmi e multinazionali.

«Colossi informatici come Google e Microsoft stanno sperimentando con successo il lavoro agile da anni, con dei risultati del tutto incoraggianti in fatto di efficienza e produttività. Dare ai propri dipendenti maggiore autonomia e flessibilità, infatti, porta molto spesso ad una crescita del senso di appartenenza nei confronti della propria impresa».

In Italia lo smart working è già stato sdoganato da molte aziende quali per l’appunto Microsoft Italia, ma anche Enel, Vodafone, Ferrovie dello Stato e Unicredit, solo per citarne alcune. Guardando ai risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, attualmente gl smart worker in Italia sono circa 250mila: tanti sono infatti i lavoratori dipendenti che possono decidere sostanzialmente in autonomia i propri orari, i propri strumenti e le proprie postazioni di lavoro.

A conti fatti, dunque, sono già in tutto e per tutto ‘lavoratori ‘agili’ circa il 7% dei dipendenti tra dirigenti, quadri ed impiegati, segnando così un clamoroso aumento del 40% rispetto al 2013, anno in cui in Italia il concetto di smart working era poco più che un sussurro nei soli corridoi delle multinazionali.

Ancora oggi, del resto, la prestazioni smart sono caratteristica peculiare delle grandi aziende, mentre nell’universo delle Pmi questa nuova modalità deve ancora prendere slancio: qui, infatti, solo il 5% dei business ha realizzato dei progetti di questo tipo durante il 2016.

«Soprattutto nel mondo delle piccole e delle medie imprese, manca ancora oggi una solida cultura del lavoro flessibile» ha commentato Carola Adami, aggiungendo che «il pensiero che un impiegato che lavora all’esterno dell’ufficio rende di meno è infatti un pregiudizio difficile da eliminare».

Bisogna però scoprire cosa cambierà con l’applicazione delle nuove regole. I dati relativi al 2016 ci dicono infatti che il dipendente ‘agile’ in Italia è nel 69% dei casi di sesso maschile, ha mediamente 41 anni ed è occupato perlopiù del settentrione (tra gli impiegati smart individuati in Italia il 52% vive infatti al Nord, il 38% al Centro e il 10% al Sud).

«Con questa nuova regolamentazione dello smart working i numeri potrebbero però cambiare» ha spiegato Adami «in quanto tra il Ddl sembra confezionato appositamente per aiutare quelle donne che ad oggi rinunciano ad un’occupazione stabile per evitare di allontanarsi ogni giorno dalla propria abitazione e dai propri figli».

I casi da cui prendere esempio per esportare la modalità di smart working anche nella propria azienda, come anticipato, non mancano di certo. Basti guardare ad Enel: dopo una partenza sperimentale con 500 dipendenti che hanno avuto la possibilità di lavorare lontano dai propri uffici per un giorno alla settimana, si è passati alla fase vera e propria dell’iniziativa, che ha visto entrare in modalità smart working ben 7.000 dipendenti in tutta Italia.

Quando si parla di digitalizzazione del mondo del lavoro e di Industria 4.0, del resto, si parla in fin dei conti anche di questo: la tecnologia deve e può essere al servizio sia dei lavoratori che delle imprese, per un miglioramento reciproco.

 

 

 

Simply promuove la danza

Per promuovere la cultura del balletto e favorire ai cittadini milanesi l’accesso alle proposte culturali cittadine, Simply® Italia – l’insegna dei supermercati del Groupe Auchan – ha stretto un accordo con il Teatro di Milano (www.teatrodimilano.it), uno dei principali teatri italiani dedicati al balletto ubicato a Milano in via Fezzan 11 (Piazzale Tripoli).

L’accordo metterà a disposizione dei clienti dei 49 supermercati milanesi a insegna Simply, IperSimply e PuntoSimply uno sconto del 40% sui biglietti d’ingresso degli spettacoli della Stagione Teatrale 2014/15 (platea 18 € anziché 30 € – tribuna 15 € anziché 25 €). Per accedere allo sconto sarà sufficiente esibire in biglietteria uno scontrino Simply del mese dello spettacolo, sia che si acquisti il biglietto direttamente in cassa, sia che si prenoti telefonicamente con ritiro e pagamento del biglietto prima dello spettacolo o si acquisti il biglietto online tramite speciale bottone “Simply” presente sul sito del teatro.
Per diffondere la cultura del balletto anche all’interno dell’azienda, il Teatro di Milano riserverà il medesimo sconto anche ai collaboratori Simply, dei supermercati e delle sedi, che esibiranno in biglietteria il badge aziendale.

”Abbiamo deciso di collaborare con il Teatro di Milano, perché siamo fermamente convinti che il ruolo di un attore commerciale sia anche quello di dare risalto agli eventi culturali del territorio. – spiega Carlo Delmenico, Direttore Responsabilità Sociale d’Impresa di Simply® Italia – Attraverso la rete capillare di supermercati della città, possiamo contribuire a dare ampia risonanza alla Stagione del Teatro di Milano e a promuovere presso i nostri clienti e collaboratori il valore culturale, educativo e formativo della danza”.

Nato dal restauro di una sala cinematografica degli anni 70, il è Teatro di Milano Salotto della Danza la nuova struttura di via Fezzan dotata di 500 posti su due livelli e un grande palcoscenico di circa 150 mq. Il Teatro di Milano è diretto artisticamente dal M° Carlo Pesta, Presidente del Balletto di Milano, una delle più importanti istituzioni artistiche del nostro paese, che vanta un nucleo stabile di ballerini provenienti dalle migliori scuole e accademie. Il Teatro di Milano ha un cartellone interamente dedicato alla danza: ad ogni stagione vengono proposti alcuni tra i migliori allestimenti che il Balletto di Milano rappresenta in tour nazionali e internazionali. La Stagione 2014/15 propone sia balletti classici come Cenerentola (24-26 ottobre) e Lo Schiaccianoci (12 dicembre-6 gennaio), sia coreografie di danza moderna come Red Passion su musiche dei Massive Attack (14-16 novembre) e il Tango di Ruben Celiberti su musiche di Astor Piazzolla (31 dicembre-1°gennaio e 6-8 marzo).

Per maggiori informazioni e il cartellone completo visitare il sito: www.simplymarket.it/landing-teatro.php

 

Simply® è l’insegna dei supermercati del Groupe Auchan, presente nel settore della grande distribuzione italiana con tre formule commerciali: le superette di vicinato a insegna PuntoSimply, i supermercati di prossimità a insegna Simply e i supermercati d’attrazione a insegna IperSimply. Oggi Simply® occupa in Italia circa 9.000 dipendenti ed è presente sul territorio nazionale in 19 regioni con oltre 1.500 punti vendita, di cui 269 gestiti direttamente e i restanti gestiti con la formula dell’affiliazione.

 

Bilancio di Sostenibilità Simply

A conferma dell’impegno verso le tematiche sociali e ambientali, Simply – l’insegna che contraddistingue i supermercati del Groupe Auchan – divulga il quinto Bilancio di Sostenibilità, una pubblicazione comodamente consultabile e scaricabile dal sito http://www.simplymarket.it/bilancio-sociale.php, che documenta agli stakeholder come le attività di responsabilità socio-ambientale messe in campo nel 2013 siano in linea con gli obiettivi economici e di redditività che l’azienda persegue.

“Nonostante il periodo di grande cambiamento che stiamo attraversando, la sostenibilità e, in senso lato, la responsabilità verso il futuro del nostro pianeta costituiscono un punto fermo per la nostra insegna. – commenta Carlo Delmenico, Direttore Responsabilità Sociale di Simply – Il nostro quinto Bilancio di Sostenibilità vuole testimoniare, in maniera semplice ma esaustiva, i risultati del nostro impegno nelle attività con impatti sociali e ambientali, che mai come ora sono fondamentali per larghe frange di popolazione.”

Il contesto generale di grande difficoltà economica, ha richiesto a Simply una strategia sostenibile sempre più concreta, focalizzata sull’ottimizzazione delle risorse e dei consumi e sul monitoraggio dei risultati conseguiti. Come emerge dagli indicatori del Bilancio Simply 2013, gli assi fondamentali di lavoro si possono riassumere in due parole: efficienza e sicurezza.

Per quanto riguarda l’efficienza, grande attenzione è stata posta sugli sprechi in generale. Dal punto di vista energetico, le soluzioni tecnologiche all’avanguardia progressivamente estese sulla rete di vendita (es: +12.2% negozi dotati di fotocellule per il controllo dell’illuminazione, +21,9% di banchi fresco illuminati solo sul cappello) hanno consentito un risparmio di 9,2 milioni di kWh sui consumi di elettricità (-3,6% vs 2012), che per il 70% della rete diretta proviene da fonti rinnovabili; mentre gli interventi implementati per migliorare l’efficienza dei flussi logistici hanno permesso di ottimizzare le consegne delle merci, aumentando mediamente il numero dei colli trasportati (+5,9%) e riducendo complessivamente i viaggi effettuati (-3,9%), con conseguente risparmio di carburante e di C02 immessa nell’atmosfera.
Un’altra evidenza dell’impegno per la riduzione degli sprechi si concretizza nel recupero e nel riutilizzo dei materiali di scarto prodotti dai negozi e dai depositi: 15.418 tonnellate di carta/plastica/legno differenziati e avviati al riciclo e oltre 298.000 chilogrammi di prodotti alimentari donati alle associazioni caritative (in quanto prossimi alla scadenza o con imballaggi difettosi, quindi non più commercializzabili ma ancora perfettamente commestibili) e trasformati in 543.000 pasti per le famiglie in difficoltà del territorio.

Per ciò che concerne la sicurezza, uno degli indicatori interessanti del Bilancio 2013 è la riduzione di reclami sui prodotti (-12,9%), frutto dell’intensa attività di sorveglianza condotta dal Servizio Qualità, sia sulla rete diretta sia sui negozi in affiliazione (390 audit nel 2013). I controlli hanno interessato principalmente i prodotti di Filiera (73,6%) e delle linee di marca privata Simply, che nel corso del 2013 sono stati ulteriormente ampliati nella numerica (+11,8%).
Simply svolge inoltre una costante azione di prevenzione dei rischi di infortunio, attraverso una crescente attività di sensibilizzazione ed engagement dei collaboratori (111.834 ore di formazione erogate, + 19,4% vs 2012) e adeguamenti tecnici e organizzativi, che hanno portato ad una riduzione significativa degli incidenti sul lavoro (-9,6% vs 2012).

Le attività messe in campo dall’insegna nel 2013 hanno generato non solo un elevato tasso di gradimento da parte della clientela (84% clienti soddisfatti – Fonte indagine “Barometro”), ma anche una rinnovata fiducia da parte dei collaboratori (82,6% azionisti, +12,3% vs 2012). Ne è una dimostrazione l’ampia condivisione di entrambi alle campagne di solidarietà sostenute, come, ad esempio, le collette alimentari (oltre 500.000 kg di merce donata dai clienti alle associazioni) e la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica di Telethon (1.480.000 euro donati da clienti e collaboratori, +5,1% vs 2012), la cui partnership pluriennale è stata premiata in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Centro Tiget a Pozzuoli, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Simply® è l’insegna dei supermercati del Groupe Auchan, presente nel settore della grande distribuzione italiana con tre formule commerciali: le superette di vicinato a insegna PuntoSimply, i supermercati di prossimità a insegna Simply e i supermercati d’attrazione a insegna IperSimply. Oggi Simply® occupa in Italia circa 9.000 dipendenti ed è presente sul territorio nazionale in 19 regioni con oltre 1.500 punti vendita, di cui 269 gestiti direttamente e i restanti gestiti con la formula dell’affiliazione.

Per ulteriori informazioni:
Paola Grossetti – Responsabile Relazioni Esterne Simply® Italia
Tel.: 02.57583633 – Mob.: 348.5918320 – Email: paola.grossetti@sma.it

 

Copertina Bilancio Sociale Simply 2013
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