L’economista Usa Warren Mosler presenta a Roma il documentario ‘PIIGS

Venerdì 26 maggio 2017 h. 21:00 a Roma, presso il Cinema Jolly, l’economista Usa Warren Mosler presenta a Roma il documentario ‘PIIGS – Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity’, narrato da Claudio Santamaria.

Roma, 24 maggio 2017 – L’economista statunitense Warren Mosler sarà presente, venerdì 26 maggio al Cinema Jolly di Roma (Via Giano della Bella 4, quartiere Nomentano) per la proiezione delle ore 21:00 di “PIIGS – ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity, il documentario scritto e diretto da Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre, che sta diventando il manifesto del pensiero critico alle politiche di austerità dell’Eurozona.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’associazione Rete MMT. Mosler, fondatore della scuola economica della Modern Money Theory, che la rivista Bloomberg ha inserito tra i nove economisti che predissero e spiegarono la crisi finanziaria con ampio anticipo, interverrà al termine e risponderà alle domande del pubblico insieme ai registi.

PIIGS, nelle sale dallo scorso 27 aprile, distribuito da Fil Rouge Media, è un film a metà strada tra Inside Job (documentario del 2010 sulla crisi finanziaria USA) e le storie proletarie di Ken Loach.

Narrato da Claudio Santamaria e con interviste – tra gli altri – a Noam Chomsky, Yanis Varoufakis ed Erri De Luca, è un viaggio affascinante e rivoluzionario nel cuore della tragica crisi economica europea.

Realizzato dai tre filmmaker dopo cinque anni di ricerche e due di riprese, PIIGS è un’immersione senza precedenti e senza censure nei dogmi dell’austerity.

Il documentario racconta anche le dirette conseguenze dell’austerity a Roma, concentrandosi sulla storia della sopravvivenza di una cooperativa sociale che assiste disabili e persone svantaggiate.

Dintorni di Roma, oggi. Claudia sta provando a salvare la Cooperativa “Il Pungiglione” dal fallimento. “Il Pungiglione” ha un credito di un milione di euro dal comune e dalla regione e rischia di chiudere per sempre: 100 dipendenti perderanno il lavoro e 150 disabili rimarranno senza assistenza.

È una bomba sociale a orologeria.

È vero che nell’Eurozona non c’è alternativa all’austerity, al Fiscal Compact, al pareggio di bilancio, ai tagli alla spesa sociale? Al fallimento del “Pungiglione”?

Per informazioni sull’iniziativa scrivere alla mail info@retemmt.it.

 

Austerity: ecco tutte le conseguenze economiche e sociali delle politiche del rigore

Roma, 18 novembre 2016 – Matteo Renzi ha riportato all’attenzione dell’Europa e del dibattito pubblico italiano il dibattito sull’austerity e sui suoi effetti economici e sociali. Per capirne qualcosa di più al riguardo la piattaforma di Pro\Versi ha appena pubblicato un testo di approfondimento sulle controverse politiche dell’austerity, dove vengono passati al vaglio i pro ed i contro di tali misure economiche, a partire dalle opinioni espressi da autorevoli economisti, accademici e politici che si sono espressi a riguardo.

Le politiche economiche del rigore, prevalentemente composte da una combinazione di tagli della spesa pubblica e innalzamento delle tasse, sono state messe in atto dall’UE a partire dal 2009, quando la crisi economica originatasi negli Stati Uniti ha iniziato a contagiare l’Europa.

Alcuni economisti sostengono che il rigore fosse necessario per ridurre il debito e mettere in sicurezza i conti pubblici, disincentivando politiche economiche eccessivamente espansive. Altri, invece, ritengono che tali politiche abbiano aggravato il contesto economico del Sud Europa, accrescendo le disuguaglianze e il malessere sociale.

Queste le principali tematiche trattate nella discussione online di Pro\Versi:

Le politiche del rigore hanno risanato i bilanci dello Stato e hanno ridotto le inefficienze del settore pubblico, oppure hanno peggiorato i conti pubblici degli Stati dell’Eurozona?

La riduzione del debito tramite politiche di rigore può rappresentare una forma di tutela delle future generazioni?

L’austerità porta ad un aumento delle disuguaglianze e del malessere sociale, oppure aiuta a limitare abusi e sprechi?

In una fase economica recessiva, solo l’intervento statale può consentire la ripresa economica, oppure l’intervento dello Stato aumenta il deficit, che a sua volta porta a un incremento del debito pubblico?

Per avere le risposte ed approfondire la questione basta leggere la discussione online su www.proversi.it/discussioni/pro-contro/117-politiche-economiche-del-rigore o visitare la pagina Facebook al link www.facebook.com/iproversi o il profilo Twitter al link https://twitter.com/iproversi.

 

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