Nasce Cauzionando: accesso 3.0 ad assicurazioni, cauzioni e fideiussioni

Como, 11 marzo 2021 – Da questo mese è attivo il nuovo sito Cauzionando.it, un portale specializzato nella consulenza e nella stipula di fideiussioni e cauzioni, rivolto a liberi professionisti e imprese.

L’iniziativa nasce allo scopo di sostenere società e singoli, grazie a polizze aggiornate sulla base delle normative più recenti, che permettano loro di adempiere in maniera puntuale e conforme alle richieste di clienti e stazioni appaltanti.

In un periodo di crisi come quello attuale, cauzionando.it si pone come soluzione tecnologica per supportare le partite IVA nelle loro necessità cautelative e finanziarie.

“Negli anni – ha dichiarato Fausto Giustetto, amministratore del gruppo a capo del progettoio e i miei colleghi abbiamo maturato una concreta esperienza nel settore finanziario e assicurativo. Vogliamo mettere questa stessa esperienza al servizio di tutti e trovare le soluzioni più adatte per rispondere efficacemente a ogni esigenza”.

Il servizio di intermediazione assicurativa di Cauzionando.it è gestito da Novaria Broker Srl., intermediario assicurativo regolamentato dall’IVASS e iscritto al RUI, facente parte del Gruppo Novaria.

Il gruppo Novaria, all’attivo dal 2012, è inoltre formato da Novaria Sas, Novaria Spa e Noward Srl Startup Innovativa.

Il gruppo offre servizi di finanziamento e di gestione finanziaria avvalendosi di un team di professionisti del settore creditizio, affiancando imprese, Pubbliche Amministrazioni, Studi Professionali e intermediari finanziari nei processi di innovazione e sviluppo.

Cauzionando.it è online dal 1° marzo ed è già un servizio attivo per tutte le partite IVA italiane.

 

 


Cani e gatti tutelati, al via la partnership tra Petme, MIAV e Dottor Bau & Dottor Miao

Milano, 23 aprile 2020 – Per tutelare la salute di cani e gatti Petme e Miav, la Mutua Italiana di Assistenza Veterinaria hanno dato il via ad una nuova ed importante partnership tra “Dottor Bau & Dottor Miao”, la prima “Mutua Veterinaria in Italia” a protezione degli animali da compagnia, ed il Gruppo Ebano attraverso le sue controllate Petme, la più importante realtà italiana di Pet Sitting e Pet Housing e Zampando, una tra le più performanti piattaforme ecommerce dedicate ai prodotti consumer per cani e gatti.

L’accordo prevede la possibilità per Petme e Zampando di proporre ai propri utenti il servizio “Dottor Bau & Dottor Miao”, il sussidio mutualistico creato da MIAV per tutelare i nostri amici a quattro zampe e assistere le famiglie di cui fanno parte, con coperture a sostegno di cure e degenze veterinarie e di responsabilità per danni a terzi oltre a molte altre dedicate in modo specifico al mondo “Pet”.

Da oggi, gli oltre 650.000 proprietari di animali da compagnia iscritti a Petme, Zampando e alla piattaforma di formazione a distanza CEF Animal Care potranno acquistare il servizio di mutua di assistenza veterinaria “Dottor Bau & Dottor Miao” con un semplice click.

Dottor Bau & Dottor Miao (www.dottorbauedottormiao.it), è un servizio MIAV altamente innovativo perché basato sul concetto di “prevenzione” e “tutelaa garanzia della cura e del benessere dei nostri amici a quattro zampe, quali veri e propri soggetti appartenente al “nucleo familiare” degli associati.

I servizi di assistenza sono ideati per cani e gatti ma, in realtà, pensati soprattutto per rendere meno gravose le responsabilità legate alla cura e alla gestione degli animali domestici. Tra le coperture offerte, infatti, oltre alle prestazioni veterinarie e alla responsabilità civile per danni causati dai pet, ci sono anche altri servizi importantissimi.

In particolare l’assistenza legale, le spese di Pet-Housing in caso di ricovero del proprietario, supporto per le ricerche qualora l’animale si perda, adozione in caso di morte prematura o invalidità permanente grave del proprietario.

Perché è essenziale pensare al futuro e al benessere di chi, ogni giorno, ci rende la vita più bella.

Petme (www.petme.it) e Zampando (www.zampando.com) sono società entrambe partecipate dal Gruppo Ebano Spa.

Petme è la più importante realtà italiana di sharing economy dedicata al mondo degli animali da compagnia. Un “social petwork” che vanta 5.000 dog-sitter operativi in tutta Italia per attività di pet-sitting e pet-housing.

Zampando ha oltre 4.000 prodotti delle migliori marche a catalogo, e consegna da sempre in tutta Italia, anche in questo momento in cui lo shopping online non è più solo una comodità ma una vera e propria necessità.

“Il settore del Pet per il Gruppo Ebano è particolarmente strategico. Il connubio tra competenze digitali e un forte elemento di passione per cani e gatti ci permette di avere una community ampia e fidelizzata. Agli amici di cani e gatti offriamo prodotti e servizi di alto livello come quelli proposti da MIAV”, sottolinea Carlo Robiglio, Presidente e CEO Ebano Spa.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa partnership con due realtà del mondo Pet così importanti e all’avanguardia quali Petme e Zampando. È un ulteriore riconoscimento dei plus che caratterizzano il brand “Dottor Bau & Dottor Miao”, ovvero l’estrema flessibilità del servizio e la semplicità della sottoscrizione ed utilizzo. Caratteristiche “smart” particolarmente apprezzate da aziende che operano attraverso piattaforme online” specifica il Presidente di MIAV Claudio La Rosa.

“Questo per noi è un passo avanti significativo. Ci permetterà di migliorare, estendere e personalizzare ulteriormente le garanzie e le tutele previste per chi aderisce a MIAV”, conclude il Presidente La Rosa.

 

 

Cani e gatti tutelati grazie alla partnership tra Dottor Bau e Dottor Miao, MIAV, Petme e Zampando

 

 

Smartworking, ovvero lavorare con intelligenza per vivere meglio

Milano, 30 agosto 2019 – Lo smartworking come nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità ed autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati e della focalizzazione degli obbiettivi professionali, come definito dall’Osservatorio del Politecnico di Milano.

A parlarne il nuovo saggio  “Il lavoro intelligente” di Ugo Serena, in uscita ai primi di settembre.

Saggio che è strutturato in tre parti.

La prima è dedicata ai vantaggi ambientali, economici e sociali che questa modalità di lavoro ci sta offrendo e di come essa consentirà di allocare al meglio le proprie risorse economiche e umane, abbattendo i costi e incrementando la produttività.

Ma poiché il benessere delle persone e dell’ambiente va di pari passo con l’efficienza delle aziende si illustrano i vantaggi dello smartworking per la nostra qualità della vita, come questo sia un’occasione per promuovere le pari opportunità in termini reali, consentire a uomini e donne di gestire meglio lavoro e famiglia, permettere a persone disabili di essere considerate alla pari degli altri, lavorare pragmaticamente in modo più efficace conciliando lavoro e vita.

Meritiamo di vivere dove vogliamo e di avere tempo per coltivare i nostri interessi, le nostre relazioni, la nostra creatività e metterli in relazione con il nostro lavoro.

La seconda parte del libro è dedicata al diverso modello di management necessario a promuovere questa visione.

Un modello fondato su parametri qualitativi anziché quantitativi, un modello in cui da un sistema fondato sulla gerarchia e le procedure standardizzate si passa a una struttura costruita sulla crescita delle competenze e delle responsabilità individuali.

Infine il libro si rivolge direttamente ai lavoratori fornendo suggerimenti pratici per sfruttare nel modo migliore questa opportunità, che richiede responsabilità, organizzazione, disciplina e impegno.

Particolare attenzione è rivolta ad un modello di comunicazione costruttivo e pragmatico volto a trovare convergenze e ad evitare conflitti, finalizzato alla realizzazione degli obiettivi professionali e del benessere personale.

CHI È UGO SERENA

Ugo Serena ha iniziato sua esperienza professionale a Londra nel 1988 presso Assitalia UK.

Da allora ha lavorato per alcune delle più importanti compagnie assicurative italiane e per i principali riassicuratori internazionali.

Attualmente si occupa del coordinamento del Ramo Responsabilità Civile per Austria Central Eastern Europe e Russia per Generali CEE Holding con sede a Praga.

Da circa tre anni svolge una parte sostanziale del suo lavoro attraverso lo smartworking.

E’ autore del libro “Undrewriting il mestiere di immaginare”, di cui è disponibile la traduzione in Inglese, e dell’omonimo blog.

 

 

Dottor Bau & Dottor Miao: al via la prima mutua veterinaria per cani e gatti

Parte ufficialmente la mutua veterinaria per cane e gatti, oramai componenti a tutto tondo delle famiglie italiane

Milano, 31 maggio 2019 – È partita ufficialmente “Dottor Bau & Dottor Miao”, la prima mutua di assistenza veterinaria per cani e gatti. L’accordo di distribuzione della mutua veterinaria tra la Laro Group sl e la Mutua Italiana Assistenza Sanitaria-MIAS è stato firmato in questi giorni a Milano.

Si tratta di una assoluta novità sul mercato italiani, perché la Mias, Mutua Italiana Assistenza Sanitaria, è la prima mutua sanitaria-veterinaria in Italia dedicata agli amici cani e gatti.

Dottor Bau & Dottor Miao” (www.dottorbauedottormiao.it) è inoltre un prodotto innovativo, per il principio del profondo rapporto che intercorre tra l’adottante, l’umano, e l’adottato, nel nostro caso il cane e il gatto, di fondamentale importanza nella struttura del prodotto stesso.

La mutua per cani e gatti finora è stata testata con grande successo in alcune aree al fine di poterlo strutturare e definire nel migliore dei modi, e entro breve partirà una importante campagna media che annuncerà il lancio definitivo di “Dottor Bau & Dottor Miao” sul mercato italiano.

“Siamo felici di avere portato ai nostri associati, primi in Italia, una nuova formulazione sanitaria veterinaria che possa tutelare in pieno le esigenze del proprio pet, cane o gatto che sia, e eliminare così le preoccupazioni del proprio adottante” ha dichiarato il presidente della Mutua, Claudio Andrea La Rosa, che aggiunge“ per noi della Mias è chiara una cosa, il nostro cane o gatto, oramai è un componente a tutto tondo della nostra famiglia e in tale modo deve essere considerato” .

Andrea Alessandro La Rosa, Ceo della Laro Group aggiunge “nella Mias abbiamo trovato i giusti interlocutori al fine di poter, oltre che distribuire un prodotto veterinario unico per i suoi contenuti, anche un interlocutore dove i valori sociali sono al primo posto e questo per noi rappresenta un ulteriore stimolo a potere ulteriormente migliorare”.

 

Claudio Andrea La Rosa – Presidente – Mutua Italiana Assistenza Sanitaria-MIAS

Fintech: ecco le professioni più ricercate del settore finanziario tecnologico

Milano, 10 settembre 2018 – Smart contract e sicurezza informatica, servizi di credito e transazioni digitali. Laddove la finanza incontra il fior fiore delle nuove tecnologie, nasce il settore Fintech, settore in rapido e continuo sviluppo anche nel nostro Paese. Non sono pochi i lavoratori che desiderano entrare a far parte di questo mondo, in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando tutte quelle pratiche finanziarie che per anni sono state refrattarie ad ogni cambiamento, e non si contano nemmeno i professionisti del settore bancario che si sono lasciati alle spalle posizioni magnificamente retribuite per fondare startup Fintech tese proprio a risolvere i punti dolenti del vecchio mondo delle banche.

Del resto la domanda non manca: come sottolinea Carola Adami, founder e CEO dell’agenzia di ricerca e selezione di personale qualificato Adami & Associati, “nel nostro Paese stanno sbocciando tante nuove startup e imprese nel settore Fintech, processo che ovviamente comporta un parallelo aumento della richiesta di figure specializzate ai più disparati livelli. Ma se da una parte questa è un’ottima notizia per chi cerca un’occupazione in questo nuovo universo finanziario, non si può non rimarcare il fatto che in molti casi le ricerche di personale delle aziende Fintech restano insoddisfatte, per la mancanza di profili qualificati in grado di sfruttare al meglio le tecnologie digitali per migliorare i servizi finanziari tradizionali”.

Il fiorente settore del Fintech, infatti, non è composto solamente da banchieri e da luminari della finanza, quanto invece soprattutto da giovani capaci di piegare ai propri bisogni le nuove tecnologie.

Ma quali sono, dunque, le posizioni più ricercate?

Gli head hunter di Adami & Associati non hanno dubbi nell’individuare nel Digital project manager la figura maggiormente ricercata. “Il ruolo del Digital project manager è quello di gestire operativamente sotto ogni punto di vista il progetto del quale è responsabile” spiega Carola Adami, aggiungendo che “si tratta quindi di una figura ibrida tra Finance, Digital e IT, la quale può essere inquadrata con una retribuzione superiore ai 50.000 euro”.

I cacciatori di teste confermano poi che, tra gli altri profili maggiormente ricercate tra le imprese del Fintech, figurano i Front-end engineer e i Back-end developer. Le imprese del settore necessitano infatti di sviluppatori capaci di applicare la perfetta conoscenza dei linguaggi di programmazione alle peculiari esigenze del settore finanziario.

I processi di ricerca del personale di questo settore si concentrano poi sull’individuazione di figure sales, il che non deve certo stupire: “di fronte al continuo nascere di soluzioni in ambito Fintech è imprescindibile poter fare affidamento su delle figure capaci di illustrare ai clienti i benefici delle nuove tecnologie e i concreti campi di applicazione” spiega Adami.

E non è tutti qui. Tra gli annunci di lavoro che maggiormente si ripresentano in questo settore si trovano anche figure come gli Engineering project manager, gli Analisti e i Team leader.

Questo, del resto, è solo l’inizio. Con il continuo evolversi del settore, infatti, nasceranno nuove esigenze, e quindi nuove ricerche del personale, che dovranno essere soddisfatte attraverso la creazione di nuovi percorsi formativi.

Nell’immediato futuro le stesse imprese Fintech che oggi ricercano Project manager e Sviluppatori, infatti, sonderanno il mercato alla ricerca di nuovi e inusitati profili, come gli Esperti di realtà virtuale e i Conversational interface designer.

 

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Contatti stampa:

stampa@adamiassociati.com

 

 

 

 

 

 

All’ Insurance Finance Day il punto sull’industria assicurativa italiana

Napoli, 18 maggio 2018 – Si è svolto ieri a Napoli presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” l’ “Insurance and Finance Day”.

Un’evento organizzato dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” in collaborazione con la società di brokeraggio assicurativo IGB Insurance Gold Brokers e l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo (CNR).

Hanno partecipato all’evento: la Professoressa Albina Candian dell’Università degli Studi di Milano, il Professor Massimo De Felice della Sapienza Università di Roma e Presidente dell’INAIL, il Professor Paolo Garonna dell’Università LUISS, Guido Carli, Segretario Generale della FeBAF e il Dottor Paolo Bedoni, Presidente della Società Cattolica di Assicurazione.

Fra gli altri c’è stato l’intervento di Angelo Coviello – a rappresentare la IGB Insurance Gold Brokers – che ha così introdotto il tema:

Ringrazio il Magnifico Rettore dell’Università Prof Carotenuto e tutti i dipartimenti che con il loro contributo hanno reso possibile questa giornata e alla prof.ssa Perla per la pazienza che ha voluto tenere anche nei miei confronti”.

 

L’industria assicurativa italiana fornisce un contributo significativo all’economia e alla società complessivamente il settore con circa 200 imprese dà impiego a 300 mila persone.

Tuttavia la tecnologia sta imprimendo nuovi scenari anche nel comparto assicurativo, imponendo alle compagnie di trovare nuovi modi e servizi per entrare in contatto con i propri clienti e assisterli al meglio.

 

Ora il nuovo trend è l’innovazione, si sta facendo largo un nuovo modello di prestazioni di servizi al cliente, che dovrebbe coniugare le strategie di ottimizzazione dei costi e di differenziazione dei prodotti, all’insegna della gestione completa dei rischi e dell’utilizzo della tecnologia a tutto tondo.

La quarta rivoluzione industriale, basata sulle tecnologie avanzate, può aprire certamente nuove opportunità in campo economico, sociale, politico, ma anche creare nuovi pericoli per il mondo del lavoro. Pericoli illustrati in uno studio di Christophe Degryse, ricercatore dell’European Trade Union Institute (ETUI).

A cominciare dalla ridefinizione del concetto di lavoro, in cui la macchina, da strumento a disposizione del lavoratore, ne sta diventando un sostituto, anzi, l’uomo – il cui operato è facilmente controllabile – perde sempre più la propria autonomia organizzativa e sembra quasi diventare lui stesso una macchina da sfruttare al massimo.

Negli Usa si stima che il 47% dei posti di lavoro siano minacciati dalle nuove tecnologie, in Europa tra il 40% e il 60% – soprattutto nei settori manifatturiero, contabilità, traduzioni, vendite ecc.

Un altro rischio deriva dal delegare mansioni e compiti a lavoratori ben istruiti che vivono in paesi dove il costo del lavoro e le tutele sono nulli (è il caso, ad esempio, degli informatici filippini, che fanno concorrenza ai colleghi europei e statunitensi), compiti svolti a distanza che vengono spesso pagati “a cottimo”, anche a meno di tre dollari l’ora.

Infine, la polarizzazione della società. Sono infatti proprio coloro che hanno un’istruzione di livello medio, medie competenze e salari medi ad essere maggiormente tagliati fuori dal mondo del lavoro, schiacciati tra un élite altamente qualificata e una massa di lavoratori very low-skilled.

Una polarizzazione che potrebbe trascinare verso il basso la sicurezza sociale e erodere la base fiscale imponibile.

In queste fabbriche intelligenti che vanno da sole, nelle aziende che cercano di digitalizzare tutto ciò che è possibile digitalizzare, c’è il rischio concreto non solo di veder svanire milioni di posti di lavoro ma anche di veder eroso il capitale umano che resta la più grande ricchezza di ogni impresa

Uno studio realizzato nei 15 maggiori Paesi industrializzati e presentato nel gennaio scorso all’ultima edizione del World Economic Forum, per esempio, ha stimato in 5 milioni di unità il numero di occupati che potrebbero perdere il posto già prima del 2020, proprio a causa dell’avvento dell’Industry 4.0 e delle innovazioni tecnologiche che la caratterizzano.

La cosa ancor più allarmante è che, a essere colpiti da questa emorragia occupazionale, non saranno solo e non tanto le professioni tradizionalmente considerate mestieri di fatica, per esempio la colf o l’uomo delle pulizie, sostituiti da robot-maggiordomi o gli autisti e i camionisti, rimpiazzati dai veicoli automatici.

La perdita maggiore di posti di lavoro potrebbe verificarsi tra mestieri di livello medio o medio-alto, che si basano su una buona dose di lavoro intellettuale.

Lo studio prevede un saldo occupazionale negativo del 5% (sempre da qui al 2020) per i lavori d’ufficio, legati a funzioni amministrative delle aziende.

Una contrazione dell’1,6% circa ci sarà nel settore manifatturiero e dell’1% nel mondo dei media e dell’intrattenimento.

Operatori dei call center, impiegati di banca, contabili, ragionieri, receptionist o addetti al controllo di qualità e al controllo di gestione: ecco alcuni mestieri che rischiano di sparire o comunque un forte ridimensionamento, per via della rivoluzione tecnologica in atto oggi nei maggiori Paesi industrializzati.

Persino i private banker o i consulenti finanziari ed assicurativi che gestiscono i soldi e le necessità assicurative dei risparmiatori e hanno un forte legame personale con la propria clientela, potrebbero essere rimpiazzati dai cosiddetti robo-advisor, cioè da software che già oggi sono in grado di costruire in automatico dei portafogli di investimento, attraverso algoritmi matematici.

Per contro, secondo i dati del World Economic Forum, un aumento di occupati tra il 2,5 e il 3% si registrerà invece (com’è ovvio che sia) nelle aree dell’informatica, dell’ingegneria e della progettazione. Con l’avvento dell’Industry 4.0, insomma, ci saranno come al solito vincitori e vinti.

Ma quale sarà l’effetto complessivo sull’economia?

Nel lungo periodo, sostengono gli economisti, gli effetti saranno sostanzialmente positivi. Secondo uno studio realizzato dalla società di consulenza Roland Berger, con la quarta rivoluzione industriale si possono creare entro il 2035 7 milioni di nuovi posti di lavoro in tutta Europa e generare investimenti e profitti per 420 miliardi di euro. Se parecchi mestieri scompariranno, insomma, ne nasceranno molti altri pronti a rimpiazzarli.

L’importante è che l’Europa e soprattutto l’Italia siano pronte ad affrontare questa sfida che oggi si gioca su scala globale, dalla Cina al Giappone, passando per gli Stati Uniti.

Meglio prepararsi piuttosto in anticipo, ben sapendo che il mercato del lavoro ha bisogno di nuove figure e deve spostare più in alto l’asticella delle competenze degli occupati.

In questo senso diviene fondamentale il ruolo della Università come principale vettore di una didattica innovativa e orientata al cambiamento.

Ecco, quindi, perché l’istituzione di un Corso di Laurea, disegnato sulle esigenze reali di un primario comparto di mercato, diviene strumento di un cambiamento al quale tutti siamo tenuti a partecipare.

IGB ha raccolto questa sfida ed ha fatto propria questa esigenza: l’augurio è che sempre più aziende operanti nel settore assicurativo vogliano contribuire a far sì che il traguardo del cambiamento venga raggiunto senza sacrificare, anzi esaltando la unicità del capitale umano.

“Ed è per questo che invito le imprese di settore a sottoscrivere la convenzione non vincolante e a costo zero con l’Università, seguendo l’esempio della Febaf guidata dal Prof Paolo Garonna che pure ringrazio” ha concluso Angelo Coviello.

 

 

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Contatti stampa:

alessandra.martino@facile-web.com

 

Assofin, rinnovati i vertici: eletto presidente Cesare Colombi

Rinnovati i vertici dell’Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare…

Milano, 16 maggio 2018 – Si è tenuta ieri martedì 15 maggio a Milano l’assemblea ordinaria di Assofin, Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare, chiamata tra l’altro a nominare i nuovi vertici per il prossimo triennio.

Alla presidenza è stato eletto Cesare Colombi, che sarà affiancato dai vicepresidenti Valentino Ghelli, Chiaffredo Salomone e Giulio Viale.

Gli altri consiglieri sono Paolo Aicardi, Luciano Ambrosone, Savino Bastari, Alessandro Borzacca, Erminio Di Iorio, Massimo Maria Dorenti, Alain Hazan, Massimo Costantino Macchitella, Franco Masera, Andrea Mencarini, Alberto Merchiori, Lorenzo Montanari, Dominique Pasquier, Marzio Pividori, Massimo Porega, Salvatore Ronzino e Massimo Sanson.

Alla presidenza del collegio dei revisori è stato nominato Giorgio Orioli, mentre Gabriella Bastelli e Paolo Massarutto sono gli altri membri effettivi e Tiziano Depaoli e Giorgio Provvedi i supplenti.

Umberto Filotto resta segretario generale.

Assofin rappresenta i principali operatori bancari e finanziari del mercato italiano specializzati nell’erogazione di credito alle famiglie (credito al consumo e mutui). Lo stock di crediti di tale natura iscritti nei bilanci delle Associate Assofin a fine dicembre 2017 ammonta ad oltre 330 miliardi di euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arriva a Napoli l’ “Insurance and Finance Day”

Si terrà a  Napoli l’ “Insurance and Finance Day” presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Palazzo Pacanowski  (Via Generale Parisi, 13) – 17 maggio 2018, ore 10:30 – aula 8, piano 1

Napoli, 16 maggio 2018 – Il 17 maggio prossimo a Napoli, presso l’ Università degli Studi di Napoli “Parthenope” a Palazzo Pacanowski  si terrà l’ “Insurance and Finance Day”, un’ evento organizzato dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” in collaborazione con la società di brokeraggio assicurativo IGB Insurance Gold Brokers e l’istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo (CNR).

L’obiettivo è sviluppare un dibattito a “più voci”, tra accademia ed impresa, sul tema della cultura assicurativa e finanziaria nell’ambito della formazione universitaria.

Tema particolarmente caro all’Università “Parthenope” che ha progettato ed attivato dall’a.a 2017/18  due corsi di studio sui temi assicurativo e delle Scienze attuariali e finanziarie:

  • Corso di laurea in Statistica e Informatica per l’Azienda, la Finanza e le Assicurazioni (Classe L-41);
  • Corso di laurea magistrale in Metodi Quantitativi per le Valutazioni Economiche e Finanziarie (Classe LM-83)

Nell’ottica del potenziamento del capitale umano, all’attenzione del MIUR, e della crescita economica, l’Università ha di recente stipulato convenzioni con enti, istituzioni, associazioni ed imprese, tra cui la IGB Insurance Gold Brokers S.r.l. (IGB) e con l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRISS CNR).

Tali convenzioni nascono per integrare attività didattiche, di ricerca e di formazione su temi di rilievo per le imprese finanziarie bancarie e di assicurazione e la diffusione dell’attività assicurativa e finanziaria.

A tal proposito si sono resi disponibili a tenere relazioni: la Professoressa Albina Candian dell’Università degli Studi di Milano, il Professor Massimo De Felice dell’ Università Sapienza di Roma, Presidente dell’INAIL, il Professor Paolo Garonna dell’Università LUISS, Guido Carli, Segretario Generale della FeBAF e il Dottor Paolo Bedoni, Presidente della Società Cattolica di Assicurazione.

All’ iniziativa interverranno: Antonio Coviello – Ricercatore dell’IRISS CNR, Domenico Curcio – Regional Manager di Allianz Insurance, Alberto De Gaetano – Dirigente Responsabile dell’Attività Legislativa di ANIA, Ernesto De Martinis – Amministratore Delegato di Coface Italia Srl, Marcello Forte – CEO AXA Matrix Italia, Andrea Lesca – Responsabile Relazioni Reti, Clienti Istituzionali e Fondi Previdenziali di Intesa San Paolo Vita, Antonio Ortolano – Responsabile del Servizio Commerciale Canale Broker di Generali Italia, Salvatore Pierro – Regional Manager di Banca Mediolanum, Giorgio Pietanesi – Area Manager di Fideuram-San Paolo Invest, Alessandra Sbardella – Responsabile Risk Management di SACE BT.

Introdurranno l’iniziativa Alberto Carotenuto, Magnifico Rettore dell’Università “Parthenope”, Franco Calza, Presidente della Scuola di Economia e Giurisprudenza, Giovanni De Luca e Enrico Marchetti, Presidenti di Corsi di Studio, Alfonso Morvillo, Direttore IRISS CNR, Angelo Coviello, Insurance Gold Brokers

Patrocinanti il Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi e l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Organizzatori: Francesca Perla, Claudio Porzio, Giovanni De Luca, Enrico Marchetti, Gabriele Sampagnaro per l’Università “Parthenope”, Antonio Coviello per l’IRISS CNR.

 

 

Rivoluzione assicurazioni ‘low cost’: Arrivano le polizze per professionisti scontate al 50%

Roma, 16 aprile 2018 – Sono sbarcate anche in Italia le assicurazioni per professionisti ‘low cost’ ed è subito rivoluzione nei prezzi, con tariffe scontate fino al 50%.

A essere dimezzati i costi delle polizze obbligatorie per professionisti come Avvocati, Dottori Commercialisti, Ingegneri, Amministratore di Condomini ecc., e quello dei dipendenti della Sanità, sia privata che pubblica.

La prima compagnia ad offrire polizze a tariffe vantaggiose in Italia è la Insurance Gold Brokers (IGB), primo broker assicurativo per ricavi a matrice campana, che ha cominciato una campagna di comunicazione nel weekend pasquale.

Spiega Luana Pepe presidente del CDA di Insurance Gold Brokers: “Un medico dipendente del SSN può assicurarsi per l’azione di rivalsa per ‘colpa grave’ a partire da 260 euro annue, con un assicuratore di livello mondiale come i Lloyd di Londra, contro una tariffa di mercato che è di circa 480 euro. Ovvio che sono condizioni sufficienti a garantire l’obbligo di legge”.

Angelo Coviello, responsabile dell’attività di intermediazione, aggiunge: “Abbiamo cercato in tutti i mercati del mondo polizze per la responsabilità civile dei professionisti a prezzi eccezionali, con primarie compagnie assicurative internazionali. Oggi siamo convinti di poter offrire al cliente il miglior prodotto possibile ad un prezzo del 50 percento inferiore rispetto al mercato”.

Alcuni esempi di polizze RC professionali:

Avvocati a partire da 130€
Dott. Commercialisti a partire da 193€
Architetti a partire da 185€
Amm. di condominio a partire da 120€
Ingegneri a partire da 202€

IGB si pone quindi come broker con soluzioni personalizzate per ogni professionista, ai quali trasmette trasparenza, vicinanza ed il minor prezzo possibile, anche grazie a soluzioni web based sviluppate dalla propria consulente IT e marketing, Facile Web s.r.l.

Per ulteriori informazioni sulle assicurazioni della IGB visitare il sito internet www.igbsrl.it.

 

L’analisi forense dell’incendio alla Grenfell Tower di Londra: il parere dell’esperto

Roma, 20 giugno 2017 – L’incendio che ha devastato la Grenfell Tower di North Kensington a Londra, nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi, è stato indubbiamente una tragedia di proporzioni incalcolabili, soprattutto in termini di vite umane.
Per questo sarà necessario scoprire al più presto le sue cause, affinché tali sciagure non si ripetano e per individuare le responsabilità di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza dei residenti.
Abbiamo chiesto all’Ing. Andreas Melinato, esperto di investigazione di incendi dell’Istituto di Scienze Forensi, come sia potuto accadere un disastro simile e quali saranno le modalità con cui si cercherà di arrivare alla verità.
D: Ingegner Melinato, l’immagine che ogni persona ha in mente dell’incendio della Grenfell Tower è quella di un rogo di proporzioni incredibili, con fiamme che si estendevano dalla parte inferiore dell’edificio fino all’ultimo piano. Come ha potuto svilupparsi un incendio così devastante?
R: Le fiamme fuoriuscivano dalle finestre, perciò provenivano dall’interno dei locali, ma soprattutto prendevano incredibilmente forma sulle superfici esterne della torre. Vi sono quindi due temi di grande interesse per noi tecnici: il motivo per cui l’incendio si è propagato in tutti gli ambienti interni della torre, dai piani più bassi fino alla sommità del palazzo, e la ragione per cui le fiamme hanno avvolto interamente la superficie esterna dell’edificio.
D: Secondo Lei le cause del disastro potrebbero riguardare l’utilizzo di materiali di costruzione non idonei o vizi di progettazione?
R: Il rischio di incendio negli edifici residenziali, ancor più se abitati da molte persone, è un argomento di grande rilevanza. Qualora  si concretizzi, devono esserci le condizioni affinché l’incendio possa essere gestito in modo da ridurre i danni al minimo e, soprattutto, salvare le vite degli abitanti. Appare evidente, visto l’esito degli accadimenti, che molte cose non hanno funzionato a dovere, specie tenendo conto del fatto che l’edificio era stato da poco sottoposto ad una rilevante ristrutturazione. Proprio la recente ristrutturazione sarà certamente oggetto di attenta analisi da parte delle strutture investigative chiamate a stabilire la causa dell’incendio. Per quanto riguarda eventuali vizi di progettazione, un principio base della prevenzione antincendio risiede nel concetto di “compartimentazione”, ossia la progettazione e la realizzazione di volumi prestabiliti entro i quali l’incendio dovrebbe essere contenuto per evitarne la propagazione. In questo caso, l’incendio non è stato contenuto e l’effetto è stato il totale interessamento dei volumi della struttura da parte del fumo e delle fiamme.
D: A Suo parere, la macchina dei soccorsi, soprattutto quella dei pompieri londinesi, è risultata efficiente?
R: Di fronte ad un incendio di tali proporzioni e in grado di propagarsi tanto velocemente, poco hanno potuto fare i pompieri. Sono intervenuti in massa ma sono stati costretti ad agire da terra e dall’esterno, quindi efficaci non oltre la metà dell’altezza utile dell’edificio. Anche i residenti avranno potuto fare ben poco, trovandosi nella condizione di non riuscire a trovare vie di uscita mentre fuoco e fumo invadevano i locali. A nulla è valso altresì il naturale tentativo di trovare aria respirabile e temperature sopportabili alle finestre, considerato che le facciate esterne producevano fiamme e fumo in modo attivo e consistente.
D: Quali attività investigative saranno messe in campo per far luce su questo tragico evento?
R: L’indagine dovrà puntare a stabilire la causa dell’incendio ma ciò non sarà sufficiente. È quindi prevedibile che l’attività tecnico-investigativa, oltre alla ricerca di ciò che ha innescato le fiamme, dovrà fare luce sul modo in cui il sistema di sicurezza antincendio era stato predisposto, se lo stesso abbia funzionato e sulla correttezza delle scelte tecniche fatte nel corso della ristrutturazione, specialmente in relazione ai materiali utilizzati per il rivestimento delle facciate esterne e alla loro modalità di installazione.
D: Quali tecniche vengono utilizzate per l’investigazione di un incendio?
R: Le migliori tecniche sono quelle che prevedono prove di combustione dei materiali e simulazioni di combustione di ambienti che riproducano quelli realmente interessati dall’incendio, al fine di comprenderne le modalità e le tempistiche di propagazione. Ciò avverrà all’interno di strutture specializzate come i laboratori di cui dispone l’Istituto di Scienze Forensi quale rappresentante italiano di una delle maggiori società di investigazioni di incendi, la FI UK, i cui esperti, in questi giorni, sono chiamati a fornire pareri ai media più importanti del Regno Unito.
Per maggiori informazioni sulle investigazioni di incendi visitare il sito internet www.istitutoscienzeforensi.it.
La simulazione di un incendio nei laboratori dell’Istituto di Scienze Forensi

 

L’Ingegner Andreas Melinato

 

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