Ad Aosta la nuova mostra di Cesare Catania

Aosta, 27 febbraio 2020 – A partire dal 28 febbraio fino al 15 marzo 2020, presso lo spazio espositivo Finaosta ad Aosta saranno in esposizione 5 capolavori del maestro Cesare Catania.

Due le opere scultoree, intitolate “La Bocca dell’Etna”, già esposte in passato tra gli altri anche al Museo della Villa Reale di Monza e nel Principato di Monaco. Si tratta di due sculture realizzate in acciaio, silicone e acrilico, che dal 28 febbraio saranno visibili dalle vetrine di Via Festaz oltre che visitando la mostra all’interno degli spazi espositivi.

A queste sculture si aggiungono un quadro tridimensionale realizzato anch’esso con silicone e acrilico più una stampa a tiratura limitata ritoccata a mano dall’artista, stampa il cui valore di aggiudicazione all’ultima battuta d’asta di fine ottobre 2019 è stato superiore a 15.000 euro. Una battuta che conferma il trend positivo di forte ascesa delle quotazioni dell’artista nonché del ranking internazionale degli artisti secondo Artfacts, una delle più autorevoli fonti utilizzate dagli esperti di valutazione di opere d’arte.

Infine in esposizione ad Aosta un capolavoro di arte contemporanea, “Trois Hommes”, arazzo olio su tela alto più di due metri e mezzo, dipinto a spatola e ritoccato a tampone. Si tratta di un’opera che unisce tra loro arte e scienza, informale e cubismo, simmetria e immaginazione. Lo stesso arazzo è già stato esposto tra gli altri anche al Palazzo Serbelloni di Milano.

La curatela dell’esposizione è stata affidata all’architetto Claudia Mantelli.

La mostra rimarrà aperta al pubblico gratuitamente fino al 15 marzo 2020.

Il Vernissage si terrà il 28 febbraio alle ore 18.

 

 

 

 

 

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Contacts:

Cesare Catania ART

ingenuity works – paintings – sculptures

Art Gallery: Via Del Progresso 16 – 20125 – Milan (IT)

web: www.cesarecatania.eu

mail: press@cesarecatania.eu

IG: @art_cesarecatania

 

A Firenze la mostra “Firenze Mia”, dell’artista tredicenne Clara Woods

Il 5 febbraio a Firenze inaugurazione della mostra “Firenze Mia” dell’artista tredicenne Clara Woods e lancio della nuova rivista Firenze Urban Style

Firenze, 30 gennaio 2020 – Il 5 febbraio prossimo si terrà a Firenze l’inaugurazione della mostra “Firenze Mia” di Clara Woods e il lancio del nuovo numero della rivista FUL | Firenze Urban Lifestyle.

Clara Woods è un’artista fiorentina di 13 anni che non può parlare a causa di un ictus perinatale ma conosce tre lingue (italiano, inglese e portoghese) e usa la pittura e i colori per comunicare con il mondo e esprimere i suoi sentimenti.

Nel corso dell’ultimo anno Clara ha esposto in Giappone, a Miami, a Roma, a Londra e il prossimo 5 Febbraio dalle ore 19 nei bellissimi spazi de “Il Conventino, Caffè Letterario Firenze” verrà inaugurata la mostra “Firenze Mia” che Clara dedica alla sua città e ai personaggi della sua storia.

In quest’occasione FUL lancia il nuovo numero, il 41, della loro rivista cartacea.

Oltre a una copertina tutta da scoprire, all’interno della rivista tra tanti contenuti è possibile trovare il racconto dei #superhuman di Lediesis per #ilmomentoèadesso, un approfondimento su Margherita Hack e Firenze, un nuovo episodio del fumetto Florence Unconventional Link e, chiaramente, anche un articolo dedicato a Clara e alla sua meravigliosa arte.

Mamma Betina racconta che “Oltre a viaggiare, pitturare e ammirare Frida Kahlo, Clara ha sempre avuto poche passioni nella vita. Per noi come famiglia è sempre stato difficile trovare attività, giochi e giocattoli che potessero coinvolgerla per più di mezza giornata. Ha iniziato a studiare la storia della Famiglia Medici a scuola e si è innamorata. In poco tempo ha coinvolto tutti noi a guardare la serie sui Medici e documentari su Youtube”.

“Clara si è appassionata alla storia dei personaggi e del periodo storico. Questo progetto dà a Clara l’opportunità di imparare nuove tecniche artistiche, di maturare le sue emozioni, quando le cose non vanno come vorrebbe, e di gestire un nuovo tipo di disciplina su un lavoro a lungo termine. E’ bello e gratificante vivere questa nuova passione di Clara che, essendo fiorentina, scava le sue radici e rende onore alla città di Firenze e alla sua storia”, conclude mamma Betina.

Tra i quadri in mostra in occasione della mostra ci saranno “Lorenzo Il Magnifico”, un ritratto ispirato dai racconti su Lorenzo, “Medici’s Clan”, uno degli esperimenti astratti dell’artista dove raffigura Lorenzo, Giuliano e la loro mamma Lucrezia e “Florence’s sunset”, un quadro ancora inedito dove Clara racconta la sua visione di un tramonto fiorentino.

Un successo, quello di Clara, che si esprime anche nel crescente seguito che la pittrice sta raccogliendo sui social network.

Conta, infatti, su oltre 28mila follower su Instagram e 18mila su Facebook che la supportano con grande entusiasmo e per i quali lei riesce a essere di grande esempio e ispirazione, aiutandoli a trovare nel racconto delle sue giornate la motivazione per sperimentare la propria vena artistica o anche solo per tornare a sorridere.

L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra, il 05 Febbraio, a ingresso gratuito, è a partire dalle ore 19.00 – Il Conventino – in via Giano della Bella, 20, Firenze. La mostra rimarrà aperta da Lunedì a Sabato, dalle 8 alle 21 fino al 16 Febbraio.

Per approfondimenti visitare i siti internet www.clarawoods.art e www.instagram.com/woods_clara.

Per informazioni contattare Betina Genovesi alla mail info@clarawoods.art o al telefono tel. 3349266020.

 

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Ufficio stampa Clara Woods:

Cell. 3349266020

E-mail info@clarawoods.art

 

 

Firenze Mia, la mostra di Clara Woods
Clara Woods, promettente artista tredicenne di Firenze

 

Sgarbi e il suo tributo critico a Matteo Fieno, l’artista delle donne

Secondo Vittorio Sgarbi “Fieno ha assorbito tutte le varianti espressive del post impressionismo succedutesi fra Gauguin, Cezanne, Matisse, Lautrec fino a Marlene Dumas”

Torino, 14 gennaio 2020 – Ancora una volta Vittorio Sgarbi, uno dei più noti critici d’arte italiana, uno dei più attenti osservatori di ciò che la contemporaneità artistica produce, si trova a sigillare con una personale nota critica, la pittura di Matteo Fieno, artista delle donne.

Sgarbi celebra a suo modo l’artista piemontese, regalando pensieri e suggestioni che diventano un tributo ancora prima che all’arte, alle donne stesse.

Non è la prima volta che il Prof.Sgarbi incontra Fieno: dalla selezione alla Pro Biennale, al premio Caravaggio fino alla Biennale Milano, il percorso artistico dell’artista delle donne ha già avuto modo di incrociare lo sguardo attento del critico ferrarese.

E non a caso le parole di Sgarbi sono quelle di un profondo conoscitore dell’arte di Fieno e dell’artista stesso.

Nella pittura di Fieno “c’è che quel forte bisogno di indispensabilità, di  non gratuito” che Sgarbi riconosce essere una cifra esistenziale del pittore al di là di ciò che trova espressione, o meglio “impressione” nelle sue tele.

E già, impressione. Perché è lo stesso Sgarbi a sottolinearlo, in Fieno ricorre “l’ impressione” nel raffigurare la donna in una certa maniera, in relazione alla circostanza ambientale entro cui agisce. Donne che però ci tiene a precisare Sgarbi, “non vivono di sola dimensione fisica, tanto che la carnalità non è mai straboccante anche quando le fattezze sono morbide e tondeggianti”.

E non è mai cliché. Anzi. Piuttosto che un tributo all’ideale dell“eterno femminino” secondo Sgarbi, Fieno privilegia un’immagine più vicina e reale ritraendo donne che sono con ogni evidenza donne  spiccatamente moderne, figlie dell’era industriale. E anche in questo, si riconosce l’amore per la bellezza e il mistero unico delle donne che ha fin qui caratterizzato i quadri del “pittore delle donne”.

E c’è un tema che il critico d’arte vuole affermare assieme agli altri. Quella di Fieno è arte pura, capace di essere un linguaggio mai univoco nella lettura che se ne può dare al punto che, a proposito delle didascalie con le quali il pittore è solito accompagnare le sue opere, appare sorprendente rendersi conto di quanto quegli spunti e quegli intenti possano essere ininfluenti ai fini della nostra percezione delle opere.

E di questo scambio reciproco di sensazioni e immagini, Sgarbi ne è fortemente convinto, tanto che, pur riconoscendo a Fieno la capacità di rappresentare la donna come poche artiste saprebbero fare, riconosce anche che quelle donne diventano “le nostre donne”, di chi le guarda.

Sarà perché le pose delle donne di Fieno sono pose ordinarie capaci di donare agli occhi molto più di quanto si creda, perché “meno materia pittorica differenziata si offre alla vista più si è liberi”. Liberi di intrecciare le proprie esistenze, le proprie esperienze con quelle delle donne che si hanno davanti. Liberi di immaginare e di concentrarsi in modo esclusivo sulle donne.

E in tutto questo, nella sua pittura, nel suo modo unico di dare vita alla donna sulle proprie tele, Fieno esprime non solo un gesto artistico – apparentemente tanto semplice quanto in realtà potente – ma anche un gesto di generosità estrema: avere avuto l’esperienza di essere espropriati delle proprie invenzioni mediante la soggettività altrui che, in poche parole, spiega Sgarbi, significa “essere riusciti ad aprirsi alle menti e agli occhi degli altri invece di tenerle relegate entro i confini ristretti del proprio io”.

Ed è in questa trasposizione di ruoli che l’esperienza artistica accomuna il pittore e i suoi interpreti, per raggiungere un momento in cui quelle donne sembrano essere nate addirittura dalla mano di chi guarda, spogliando il pittore del suo ruolo di semplice autore, per farlo diventare una parte della sua stessa arte.

La critica del Prof. Vittorio Sgarbi a Matteo Fieno, “il pittore delle donne”

 

Colony
Ballett Soldier, in mostra alla Biennale Milano
Nugnes, Sgarbi e Fieno

Collisioni Festival 2019: l’arte di Matteo Fieno incontra “Il Volo”

Alba, 10 luglio 2019 – Lo scorso 6 luglio, a Barolo, in un contesto esterno al festival agrirock ‘Collisioni’, si è tenuto un incontro fra l’arte figurativa di Matteo Fieno e quella musicale del celebre gruppo deIl Volo“. L’incontro, nato dall’affinità artistica fra il giovane e già affermato pittore piemontese e i tre cantanti, è stata l’occasione per Fieno per consegnare a “Il Volo” tre delle sue opere.

La kermesse internazionale del Festival Collisioni 2019 giunta ormai alla sua undicesima edizione, anche quest’anno ha trasformato Barolo in una prestigiosa e vivace vetrina artistica e culturale, nella quale si sono alternati, tra conferenze, mostre e concerti, diversi nomi dello spettacolo, dell’arte, della letteratura e del giornalismo internazionale.

Una cornice che è stata ulteriormente valorizzata dalla presenza dei tre cantanti de Il Volo ai quali il giovane artista figurativo di Alba, Matteo Fieno (www.matteofieno.it) ha consegnato tre sue opere.

La storia artistica di Matteo Fieno è già costellata di premi e di una notevole attenzione da parte della critica specializzata e dalla stampa. Tra i riconoscimenti ottenuti può essere annoverato sicuramente il Premio Caravaggio, consegnatogli lo scorso maggio dal Prof. Vittorio Sgarbi, in occasione della Pro Biennale di Venezia. 

Per comprendere la sua arte, si potrebbe sintetizzare dicendo che si tratta di un omaggio alla donna, alla figura femminile. Ed è lo stesso Fieno a spiegare quale sia l’ispirazione da cui nascono i suoi quadri: “Il soggetto  femminile rappresenta per me l’ essenza del mistero, nonostante io sia stato  a lungo circondato dalla sua assidua presenza” racconta il giovane artista di Alba.

“Questa  profonda  affinità elettiva, mi spinge  continuamente a cercare di  immaginarne le infinite atmosfere interiori, quelle  stesse che da  sempre  hanno  accompagnato in  silenzio i  miei passi e che  attraversano  in maniera ancora diversa la mia quotidianità”

E Barolo e il Festival Collisioni, diventano così una cornice naturale per chi, come lo stesso Matteo Fieno ci tiene a ricordare, in queste meravigliose terre è cresciuto e vive tuttora: “Immerso  nella  vita bucolica nel cuore delle Langhe piemontesi, coltivo ogni giorno un “otium” visionario che dona forma concreta al mio immaginario “in rosa”.

Da questo occhio rivolto al mondo femminile è nato, nel 2018, il progetto “Female Art Design”: una serie di figure  di  donna che punta a scandagliare la complessità del mondo femminile senza mai cadere nella scontata ripetitività. E forse anche da qui, da questa estrema sensibilità verso la bellezza, nasce l’evento creato per Il Volo in occasione della loro partecipazione al Festival Collisioni.

Le opere che Fieno ha voluto consegnare a Il Volo sono tre quadri ad acquerello, raffiguranti rispettivamente due nudi femminili e una ballerina di danza classica.

“Ho sempre ammirato Il Volo e la loro musica – ha spiegato Fieno – ma ciò che mi ha spinto a voler dare vita a questo incontro e a voler donare loro le mie opere, è un attestato di profonda stima per la capacità che hanno dimostrato di avere non solo sul piano artistico ma anche su quello umano, affermandosi nel mondo e in particolare negli Stati Uniti”.

“Sono convinto – ha proseguito il pittore piemontese – che i giovani dovrebbero trarre un esempio concreto da Il Volo, puntando ad esportare il loro talento all’estero, non solo per mercificare la loro arte, quanto invece per promuovere quell’ideale di bellezza ed eccellenza che rende grande ovunque il Made in Italy”.

Un’eccellenza che Matteo Fieno punta a raggiungere attraverso la poesia racchiusa nei suoi quadri:

“Sperimento  una  materia visiva  morbida, quasi  fluida – spiega il pittore –  sottolineata  dalle tracce  del  processo di contaminazione tra le diverse tecniche: l’acqua sporcata dai pennelli, con gocce di un colore ormai indefinito, macchie e  ditate rimaste visibili, scie e sbavature del segno grafico trascinato sulla superficie, senza un esito mirato”.

E dietro questa tecnica, dietro questo modo unico di dipingere e raccontare la donna e il corpo femminile, c’è il senso di un’opera e di un approccio artistico in cui Fieno rintraccia l’elemento che unifica arte e vita: “le mie storie di corpi imperfetti, che conservano l’errore come valore costitutivo della persona”. 

Proprio in questa imperfezione, in questa dimensione misteriosa della donna, che è scoperta quotidiana, Matteo Fieno ritrova lo spirito che anima la vita della sua terra:

“Ogni corpo – secondo il pittore – che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness, porta  con sé la possibilità di immaginare la  veste dell’animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero  che sta all’origine della vita, lo stesso  che riscontro ogni giorno anche nella dimensione agreste”. 

Difficile non ritrovare nelle sue parole il senso di una presenza artistica e di un desiderio di aprirsi alla conoscenza, all’arte, al confronto con la realtà, a voler rimarcare un legame profondo con la terra, che è poi lo spirito da cui ogni anno prende vita a Barolo, Collisioni.

 

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Contatti stampa:

Matteo Fieno

matteofieno@gmail.com

www.matteofieno.it

 

 

Matteo Fieno e i ragazzi de “Il Volo”

 

 

The Proprietor, Agatha e Kaiser, le tre opere di Matteo Fieno consegnate a Il Volo

 

 

A Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi “l’artista delle donne” Matteo Fieno

A Spoleto Arte di Sgarbi il vincitore del Premio Caravaggio l’artista piemontese, di Alba, Matteo Fieno

Spoleto, 26 giugno 2019 – Nell’ambito della mostra internazionale d’arte “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi, che si terrà dal 29 giugno al 22 luglio prossimi, verranno esposte in via eccezionale 6 opere di colui che viene definito da alcuni “l’artista delle donne”, ovvero Matteo Fieno.

Una definizione particolare per il vincitore del Premio Caravaggio della Pro Biennale 2019, presentata dallo stesso Sgarbi, che deriva dai suoi quadri visto che hanno spesso come protagoniste le donne. 

Figure femminili dalle movenze aggraziate, che non nascondono mai i loro difettiUna vera e propria celebrazione delle donne che amano se stesse, con tutti i loro pregi e difetti.

Una celebrazione della donna vera, senza infingimenti, e senza nascondere nulla, raccontata anche dai piedi stanchi e rovinati di una ballerina ad esempio, per parlare della sua vera identità, e del suo vero vissuto.

Perché dietro ogni quadro di Matteo Fieno (www.matteofieno.it), piemontese di Alba (Cuneo), vi è un preciso personaggio, con una sua atmosfera, e una sua storia, che parte già dal titolo della stessa opera. E perché “life is now”, la vita è ora, e per questo bisogna cogliere l’attimo fuggente in ogni cosa.

Fieno per le sue opere si ispira al tardo ‘800, inizi del ‘900, e a artisti come Modigliani e Degas, che dipingeva le ballerine che si misurano con se stesse, e con la fisicità estrema. Un soggetto preferito proprio dallo stesso Fieno.

Un artista che ha un suo stile unico, senza stili a mo’ di marchi di fabbrica come tanti artisti moderni cercano di creare, anche se le sue opere si riconoscono dai suoi soggetti e dal modo inconfondibile con cui le ritrae.

“Ogni corpo, che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness,  porta con sé la possibilità di immaginare la veste dell’animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero che sta all’ origine della vita, lo stesso che riscontro ogni giorno anche nella dimensione agreste” dice l’artista nel suo statement.

E poi ancora:

“Nell’ affrontare i tratti essenziali dei miei personaggi, annullo le distanze tra me e loro fino a immedesimare me stesso in quei corpi, isolando un frammento di storia in comune che li rende pubblicamente credibili e fruibili in un diario collettivo di consapevolezza umana, reso attraverso la grazia e il non detto dell’universo femminile, da cui ciascuno può così attingere per costruire una nuova narrazione propria” conclude Matteo Fieno.

Per approfondimenti sull’artista e le sue opere consigliamo il sito internet www.matteofieno.it.

“3,2,1, GO!” – Tecnica mista su carta, 30×42 cm, Pezzo unico – anno 2019
“Empty” – Olio su tela, 100×100 cm, Pezzo unico – anno 2018

 

 

 

 

“Insider” – Acquerello su carta, 35×51 cm, Pezzo unico – anno 2018. Opera esposta alla mostra “Animus et Anima” presso il complesso di San Severo al Pendino, Napoli
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Contatti Stampa:
matteofieno@gmail.com

Sbarca a New York l’arte surrealista europea

Il surrealismo europeo di Santiago Ribeiro chiamato in mostra negli Usa, presso la Artifact Gallery a New York

New York, 5 giugno 2019 – L’arte surrealista europea sbarca a New York. Il 31 luglio prossimo infatti la galleria Artifact di New York inaugurerà una mostra d’arte sul surrealismo del XXI secolo, con l’artista portoghese Santiago Ribeiro e l’artista americana Shala Rosa
 
L’idea della mostra è nata da un invito della galleria Artifact all’artista di Coimbra Santiago Ribeiro, che a sua volta ha deciso di invitare una delle più grandi artisti femminili surrealiste del ventunesimo secolo di oggi, ovvero l’americana Shala Rosa.
Entrambi gli artisti fanno parte della più grande mostra di arte surrealista del nostro secolo, l’International Surrealism Now, di cui Santiago è il suo creatore e promotore. Creata in Portogallo a partire dal 2010, e organizzata dalla Fondazione Bissaya Barreto, la mostra itinerante si è estesa a livello internazionale, fino a toccare diversi paesi nel mondo
 
La mostra del Surrealismo portoghese e nordamericano si svolgerà dal 31 luglio al 4 agosto 2019, dal mercoledi al sabato, dalle ore 12 alle ore 18, presso la galleria Artifact di New York (84 Orchard Street), che offre spazi espositivi e servizi ad artisti e collezionisti.
Per informazioni ulteriori sulla mostra visitare il sito internet www.artifactnyc.net o scrivere alla mail info@artifactnyc.net.
 
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Contatti stampa:
ARTIFACT GALLERY
84 Orchard Street
New York, NY 10002,
UNITED STATES.
T: 212.475.0448
Hours: Wed-Sat, 12-6 h

Un quadro surrealista di Shahla Rosa
Uno dei quadri surrealisti di Santiago Ribeiro in mostra a New York
La mostra sugli schermi di Times Square a New York, la piazza più importante del mondo
LA Artifact Gallery a New York

 

Roma, Mostra d’arte di Lady Be al Concertone del 1° Maggio

Nel backstage del concertone del Primo Maggio a Roma le opere dell’artista Lady Be, inventrice del ritratto contemporaneo con materiali di recupero raccolte sulle spiaggie d’Italia

Roma, 29 aprile 2019 – Nel backstage del concerto del Primo Maggio si terrà anche la mostra personale di Lady Be, artista internazionale che vive e lavora a Roma, famosa per aver inventato il ‘Mosaico Contemporaneo’, realizzato con materiali di recupero.

L’esposizione si terrà dal 29 aprile al 1 maggio 2019, nel Backstage del ‘concertone’ a Roma, in piazza San Giovanni, e saranno esposte tutte le opere dell’artista, sul tema delle canzoni d’autore italiane che hanno raccontato e raccontano al meglio la nostra storia.

Lady Be esporrà i ritratti dei volti che hanno fatto la storia della canzone italiana come Domenico Modugno, Mina, Celentano, Lucio Battisti, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, oltre all’omaggio di un ospite di questa speciale edizione, ovvero Noel Gallagher.

La particolarità di questi ritratti, come tutte le opere di Lady Be, è che sono realizzati interamente in plastica riciclata, oggetti di uso comune che tutti possono riconoscere.

La maggior parte di questo materiale, come Barbie, sorpresine e altri giocattoli, ma anche tappi, penne, bottoni, involucri di make-up, cavi elettrici e molto altro, viene raccolto da Lady Be su diverse spiagge d’Italia, per sensibilizzare gli spettatori sull’importante tema dell’inquinamento marino. Il suo è un grande messaggio per il riciclo e la sostenibilità ambientale.

Lady Be ha già esposto le sue opere in diverse città Italiane e in diverse musei, palazzi, monumenti, fondazioni e gallerie in tutto il mondo come New York, Parigi (sulla Torre Eiffel), Amsterdam, Londra, Barcellona, Berlino, La Valletta (Malta), Düsseldorf, Bruxelles e molte altre città.

L’esposizione personale di Lady Be nel Backstage del Concertone di Roma rappresenta un importante punto d’incontro tra arte e Musica.

Da più di 10 anni, Lady Be porta avanti il suo importante messaggio artistico contemporaneo con la volontà di sdoganare le esposizioni d’arte in luoghi non nati espressamente per questo scopo, ovvero far uscire l’arte dagli austeri musei e dalle asettiche gallerie per portarla davanti ad un pubblico più dinamico, come ad eventi musicali e fiere non direttamente appartenenti al settore artistico, cercando così la contaminazione con diversi ambiti.

Promosso da Cgil, Cisl e Uil, prodotto e organizzato da iCompany, il ‘Concerto del Primo Maggio’ di Roma è uno degli appuntamenti più seguiti del panorama musicale nazionale, una lunga maratona di musica dal vivo che viene trasmessa ogni anno, in diretta da Piazza San Giovanni in Laterano da Rai3 e Radio2. La direzione artistica è curata da Massimo Bonelli, che è anche l’organizzatore generale dell’evento.

Questi i nomi di alcuni cantanti che si esibiranno sul palco di piazza San Giovanni nel concerto del 1 maggio 2019:

Noel Gallagher, Subsonica, Daniele Silvestri, Carl Brave, Anastasio, Achille Lauro, Manuel Agnelli feat. Rodrigo D’Erasmo, Omar Pedrini, Pinguini Tattici Nucleari, La Rappresentante di lista, La Municipàl, Ghali, Ex Otago, Motta, Negrita, Ghemon, Gazzelle, Canova, Come Cose, The Zen Circus, Eugenio in Via di Gioia, Fast Animals and Slow Kids, Rancore, Bianco feat Colapesce.

 

Backstage Primo Maggio

29 Aprile – 1 Maggio

Piazza San Giovanni

Roma

 

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Contatti:

Lady Be

segreteria@ladybeart.com

3488141437

 

 

oggetti e resina su tavola, cm 70 x 70, 2019

 

 

 

A Ravenna la mostra della ‘Polimaterica delle emozioni nell’arte’

Ravenna, 11 aprile 2019 – Giovedì 11 aprile a Ravenna, presso il Messurga in via Argentario, si terrà il vernissage su invito della interior design Rosa Maria Canciani.

La mostra, organizzata dal Centro Servizi Culturali si aprirà con il saluto dell’amministrazione comunale, a seguire la responsabile del Centro Alessandra Maltoni presenterà l’artista, illustrerà alcuni lavori e lo stile shabby chic, con un omaggio a Tamara Lempika che simboleggia l’attenzione della Canciani per le linee essenziali.

Sarà possibile visitare la al Messurga a partire dalle 19.30 e per i prossimi 30 giorni.

Rosa Maria Canciani nasce a Milano da una famiglia di pittori e ritrattisti, per anni frequenta attività volte all’arredamento d’interni e artistici e da qui mpara tecniche per vetrate decorative e chic a Spello, dal maestro artigiano Castagna Pier Vincenzo. Nasce da qui la sua ricerca e la passione per l’art decor e il liberty.

 

 

PROGRAMMA VERNISSAGE

Mostra ‘Polimaterica delle emozioni nell’arte’ di Rosa Maria Canciani

Presso il Messurga, via Argentario – Ravenna

Ore 18.30 Saluto amministrazione comunale. Invito autorità, stampa, critici d’arte

Ore 19.30 Apertura al pubblico.

La mostra sarà visitabile per un mese.

 

 

L’arte di Lee Feng a Milano dal 17 maggio al 30 giugno 2017

Milano, 10 maggio 2017 – L’artista taiwanese Lee Feng torna in Italia con una panoramica riassuntiva delle sue recenti collezioni, esattamente a due anni di distanza dalla sua prima mostra a Milano durante l’Expo.

L’evento fu organizzato a maggio del 2015 nell’elegante cornice dell’Hotel Boscolo, dopo il viaggio in Svizzera in occasione dell’Art Basel 2016 per una Mostra collettiva con 3 maestri cinesi del calibro di Ho Kan, LiuYiyuan e Hsiao Cin.

La mostra di Lee Feng (in origine Lee Wee- Ping) dal titolo “Art &Poetry – The Worship of nature” è organizzata da Amalart e Big Eyes Vision International, in collaborazione con Banca Generali Financial Planner, sotto la  Direzione artistica di Edward Xu& Zhao XiangWu.

Colori, pennellate, luci ed ombre entrano in relazione generando un movimento armonico e bilanciato, creando immagini permeate da uno scambio dialogico tra background iconico orientale e assenza di vuoti tipica-mente occidentale.

Arte strumento e parafrasi del non detto, del silente, dell’Io sovraordinato e trascendente in quiete con Energia ed Universo.

Questo il pensiero dominante capace di oltrepassare le barriere linguistiche, culturali, personali che Lee Feng attraverso le sue opere, vuole comunicare.

L’evento culturale si svolgerà a Milano presso Banca Generali in Via San Paolo 7 (6° piano), già sede negli ultimi anni di esibizioni di artisti nazionali ed internazionali. Mostra visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 17,30 (venerdì fino alle ore 16,30).

Amalart (www.amalart.it) nasce nel 2013 con l’idea di valorizzare l’arte contemporanea italiana ed internazionale, con un approccio innovativo alla comunicazione.

La sua strategia lungimirante ha proiettato la società verso mercati quali come Cina, India, Russia e Corea, dove ha siglato partnership e collaborazioni con importanti  gallerie d’arte, musei, case d’aste, boutique di lusso, studi di architettura ed interior designer.

L’inaugurazione della mostra si terrà martedì 16 maggio alle ore 18.30. Evento ad invito riservato.

Per approfondimenti sull’artista consigliamo il sito internet www.amalart.it/feng mentre per avere informazioni sulla mostra e le prenotazioni scrivere alla mail milano2@bancagenerali.it.

 

FILES: PDF delle Opere di LeeFeng

 

LEE FENG: Art &Poetry – The Worship of nature
Via San Paolo, 7 (sesto piano) a Milano – Sede di Banca Generali Financial Planning
Mostra visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 17,30 (venerdì fino alle ore 16,30).

 

 

 

 

 

 

 

 

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Contatti stampa:

info@amalart.it

 

 

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