Uomo e fauna selvatica: arriva il Coesistenza Festival

29 luglio 2022 – Manca meno di un mese al Coesistenza Festival, evento dedicato al tema della coesistenza tra uomo e fauna selvatica.

Il Coesistenza festival si terrà il 2, 3 e 4 settembre sull’altopiano della Lessinia, immersi in un territorio ricco di bellezza naturalistica, ma anche di storia e tradizioni. Tre giorni di coinvolgenti attivita? all’aria aperta fra cinema, passeggiate, laboratori per famiglie, caffè scientifici, teatro e molto altro.

L’evento è organizzato da PAMS Foundation, dall’Associazione di Promozione Sociale Io non ho paura del lupo, insieme al Gruppo Grandi Carnivori del CAI, all‘Associazione Culturale Forte delle Benne, con il patrocinio di CAI Club Alpino Italiano e con il supporto della Fondazione Caritro.

Cosa succede quando in un territorio torna il lupo, l’orso, la lince o arriva lo sciacallo dorato? Come cambia la vita di chi ci abita, quali sfide si trova ad affrontare e cosa dobbiamo imparare per riuscire a condividere il territorio con questi antichi/nuovi vicini?

Il Coesistenza Festival permetterà di affrontare questi delicati ed interessanti temi analizzando il passato, esplorando il presente ed ipotizzando il futuro.

Attraverso cinema, teatro, archeologia, laboratori di scrittura, pittura, caffè scientifici e molto altro, il Festival sarà un ‘viaggio’ di tre giorni, dall’alba al calar del sole, dove tutti, divertendosi, troveranno spunti per avvicinarsi al tema della coesistenza.

Saranno tre giorni aperti e dedicati a tutti con attività pensate per soddisfare target ed aspettative diverse.

Ad animare il Festival saranno le parole del carismatico Emanuele Biggi, naturalista, fotografo e dal 2013 co-conduttore del programma televisivo RAI Geo che dialoghera? insieme agli esperti del Parco Nazionale dello Stelvio sul tema: pubblico, coesistenza e percezione. Riccardo Rao, professore associato di Storia Medievale dell’Universita? degli Studi di Bergamo, autore del libro “Il tempo dei lupi” accompagnerà il pubblico nel mondo della letteratura dedicata al lupo e alla storia del suo rapporto con l’uomo. Chi lo vorra? potra? sperimentare in prima persona tecniche di scrittura creativa oppure lasciarsi emozionare dalle letture serali attorno al fuoco. Lorenzo Dotti, autore e illustratore, portera? il pubblico in un viaggio di coesistenza ed arte: raccontare la natura con matita e pennelli. Il cinema parlera? di coesistenza attraverso gli occhi di Federico Betta, autore di ‘La Frequentazione dell’orso’, documentario premiato all’ultima edizione del Trento Film Festival.

Gli interventi di esperti faunisti e degli esperti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise aiuteranno a riflettere sul valore ecologico e ambientale della fauna sul territorio. Gli archeologi daranno una prospettiva storica del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con gli animali selvatici. Gli educatori avvicineranno i piu? piccoli al tema della coesistenza con laboratori divertenti e interattivi. Le guide ambientali e accompagnatori di media montagna guideranno i presenti in escursioni tematiche sul territorio. Diversi i dibattiti in programma per comprendere e approfondire la tecnica delle misure di prevenzione e protezione dagli attacchi da lupo.

Daranno voce all’evento allevatori, gruppi ambientalisti e rappresentanti del mondo venatorio per presentare una pluralita? quanto più ampia possibile di posizioni e punti di vista con lo scopo di offrire uno spaccato realistico e un quadro il più  completo possibile delle problematiche da affrontare sul territorio.

Non mancheranno i momenti conviviali, assaggiando i prodotti del territorio e birre artigianali.

Perché  è stato scelto l’Altipiano della Lessinia?

Perché questo territorio ha un ruolo peculiare nel racconto della coesistenza e per i grandi contrasti che qui il ritorno dei predatori ha generato. Proprio qui, infatti, 10 anni fa il lupo ha consolidato il suo ritorno nelle Alpi orientali.

Il Festival sarà ospitato in suggestive strutture dell’altopiano situate nei Comuni di Ala ed Erbezzo: Ristorante Monti Lessini, Rifugio Valbella, Campeggio al Faggio, Locanda Alpina, Il caseificio del Baito di Erbezzo.

Con questa prima edizione il Festival della Coesistenza si presenta come un format innovativo, con l’ambizione di diventare un appuntamento annuale da far crescere e arricchire con i contributi di tutti i suoi partecipanti.

Supportano l’iniziativa Fondazione Caritro, il Gruppo Grandi Carnivori del CAI, Patagonia, LIFE WolfAlps EU, Birrificio Birra del Bosco, Outdoor Manifesto, Cascada, Calze GM, Ursus Adventures Rafting & Outdoor Center Val di Sole, Quelle del Baito, Forte delle Benne.

La partecipazione è gratuita per tutti gli eventi del festival e il programma completo degli eventi è inline all’indirizzo www.coesistenzafestival.it.

 

###

 

Per interviste ed informazioni: info@coesistenzafestival.it

 

Brindisi: Don Cosimo Schena cerca una famiglia per Balù, salvato dalla strada

 Il prete dell’amore, amante degli animali e da sempre contro il loro abbandono, cerca casa per Balù un cucciolo di cane che ha salvato sottraendolo ai pericoli della strada

Brindisi, 15 febbraio 2022 – Una famiglia per un dolce cucciolo che don Cosimo Schena ha tolto dalla strada. È l’appello del prete influencer, famoso per le sue poesie e per l’enorme riscontro dei suoi fan sui Social.

Balù, questo il nome che don Cosimo ha scelto per il cucciolo, ora rischia di finire per il resto dei suoi giorni in un canile se nessuno ne chiederà l’adozione.

Il cane, di taglia grande, è stato avvistato una decina di giorni fa nel quartiere La Rosa di Brindisi. Portava un collare, quindi presumibilmente si è smarrito o, ipotesi più dolorosa, è stato abbandonato.

L’appello per Balù

“Ha girovagato per un po’ di giorni nel quartiere – spiega don Cosimo – è un cucciolo buono e dolcissimo in cerca di coccole. Abbiamo cercato invano il proprietario e questo ci fa pensare che purtroppo il cane sia stato abbandonato. Adesso speriamo che qualcuno si faccia avanti, Balù potrà veramente portare tanta gioia e affetto alla famiglia che lo adotterà, soprattutto se ci sono bambini”.

Qualche giorno fa il prete poeta è riuscito a sottrarlo a un branco di altri cani che lo avevano accerchiato e lo stavano aggredendo e lo ha portato con sé nel giardino della parrocchia di San Francesco d’Assisi dove esercita il suo ministero.

Il veterinario che lo ha controllato ha verificato che l’animale è un cucciolo e gode di ottima salute.

Don Cosimo, che possiede già un cane, un beagle di nome Tempesta, non può continuare a tenere anche Balù e fa un appello per la sua adozione e per evitare che il cucciolo finisca in un canile.

Il sacerdote brindisino più volte tramite stampa e social si è espresso contro l’abbandono degli animali che sono creature di Dio e come tali hanno bisogno di amore e protezione.

Chi volesse rispondere all’appello di don Cosimo può contattarlo sui social o per email: doncosimoschenapoeta@gmail.com

 

 

Don Cosimo Schena con Balù

Scoperte shock: rinvenuto in Lombardia un rospo senza testa

Bergamo, 24 settembre – Nel 2016 fece scalpore la notizia di un rinvenimento davvero bizzarro e inspiegabile. In una foresta demaniale del Connecticut (USA) infatti venne fotografato e ripreso un rospo americano (Anaxyrus americanus) senza testa, che venne attentamente studiato soprattutto per la sua capacità di sopravvivere.

L’animale in questione presentava un solo ed unico foro che fungeva da bocca, mentre occhi, naso e buona parte del cervello sembravano essere spariti (vedi foto in alto).

La cosa che lasciò perplessi studiosi e scienziati era che l’animale si muoveva e saltava come qualsiasi altro rospo senza particolari difficoltà.

Si pensava che il ritrovamento rappresentasse un unicum, almeno fino ad oggi.

In realtà qualche giorno fa un ritrovamento simile se non identico è avvenuto anche in Italia, e più precisamente a pochi km da Treviglio, una cittadina in provincia di Bergamo.

Un uomo, Simone S. che si stava recando al lavoro in città, ha notato proprio nei pressi della sua automobile un bizzarro animale (vedi foto in basso) che si stava muovendo tra il fogliame, che ha prontamente fotografato con il suo smartphone.

Quel bizzarro animale era in realtà un rospo senza testa.

Pensando si trattasse di un fenomeno abbastanza diffuso l’uomo non diede peso alla cosa e solo una volta giunto a casa e dopo una veloce ricerca, decise di comparare il rospo che aveva visto con la fotografia del rospo americano scattata nel 2016.

Un’ipotesi non molto remota è che entrambi i rospi possano essere stati attaccati e feriti da un predatore e nonostante la perdita di gran parte della testa siano riusciti a sopravvivere. Un’altra è che possano essere invece essere stati attaccati da parassiti infestanti, in particolare da larve di rospo Lucilia bufonivora che si nutrono proprio della carne di questo animale.

In ogni caso è la seconda volta al mondo che un fenomeno di questo tipo viene osservato e immortalato.

 

 

Don Cosimo Schena sfonda anche su Tik Tok e lancia un appello: “Non abbandonate gli animali”

Roma, 27 luglio 2020 – “Non abbandonate e non maltrattate gli animali: sono creature di Dio”. È il messaggio video, mentre abbraccia e bacia il suo cucciolo di cane, è forte e chiaro, e forse più efficace di qualsiasi spot televisivo mai trasmesso. A lanciarlo don Cosimo Schena, sacerdote di Brindisi diventato famoso per le sue pubblicazioni sui social.

Don Cosimo è seguitissimo in rete sia su Facebook che su Instagram e Twitter. Da poco si è iscritto anche su Tik Tok ed è stato subito un boom di seguaci e interazioni. Non è facile trovare un prete su Tik Tok, un social che sta spopolando tra giovani e giovanissimi, anche se ha utenti di ogni età.

Ma don Cosimo ha voluto varcare la soglia anche di questo ulteriore canale del web, non certo per postare balletti più o meno originali o scenette più o meno divertenti, ma per creare un dialogo con tutti gli iscritti e per lanciare messaggi di pace e amore.

E i numeri gli stanno dando ragione: i suoi video registrano centinaia di migliaia di visualizzazioni, i suoi occhi espressivi, il suo sorriso accattivante e le sue parole catturano i fans che lo bersagliano di domande e richieste di preghiere.

In tanti, considerato che in generale si pensa che i preti non vadano sempre d’accordo con gli animali, gli hanno chiesto un parere sull’argomento. Don Cosimo ha preso la palla al balzo e non solo ha lanciato un messaggio d’amore verso tutti gli animali ma ha fatto un vero e proprio appello per non abbandonarli e non maltrattarli.

Nel video il prete influencer è con il suo cucciolo di Beagle che si chiama Tempesta.

Le definizioni per lui si sprecano: fenomeno social, prete influencer, poeta dell’amore. Ma lui chiede semplicemente di essere chiamato don Cosimo anche se, oltre ai mezzi tradizionali, sfrutta alla perfezione Internet con tutti i canali social per diffondere la parola di Dio. Lo fa attraverso riflessioni, preghiere e poesie.

Durante il lockdown per l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, don Cosimo sui social è diventato un punto di riferimento per molti italiani caduti nello sconforto. Le sue parole e le sue preghiere sono state di grande aiuto e hanno dato sollievo a tutti i fans che continuano a crescere in maniera esponenziale giorno dopo giorno.

Don Cosimo è anche uno scrittore e poeta e proprio i suoi versi recitati da lui stesso su melodiose basi musicali gli hanno regalato l’appellativo di Poeta dell’Amore permettendogli di superare i tre milioni di streams su Spotify e le altre piattaforme musicali.

Grazie alle sue iniziative porta avanti diversi progetti di beneficenza sempre a favore dei più bisognosi.

Il video di presentazione su Tik Tok: https://vm.tiktok.com/JYDtgq9/

Il video dell’appello a favore degli animali: https://vm.tiktok.com/JYDpa4L/

 

 

 

###

Ufficio Stampa

Salvo Longo: info@ufficiostampaecomunicazione.com

 

Ambiente: al Museo del Mare di Milazzo il libro ispirato al capodoglio morto per aver mangiato plastica

Messina, 15 novembre 2019 – Al MuMa, il Museo del mare di Milazzo, il 27 novembre alle ore 18:00, la scrittrice Barbara Appiano presenterà  il suo ultimo libro ecologista “Dighe e cascate finchè ci sarà sete” (edizioni Kimerik). Si tratta di un libro-progetto condivisivo con il Museo del Mare di Milazzo, grazie alla collaborazione del dott. Carmelo Isgrò, fondatore del museo.

Il libro parte dall’idea ispirata da una storia vera, la storia del capodoglio morto sulle spiagge di Milazzo dopo una lenta agonia  dopo aver mangiato plastica. Una storia che ha ispirato il Siso Project, dal nome di Francesco amico del dott. Isgrò, da tutti chiamato Siso, che morì il giorno dopo il capodoglio.

La scrittrice Barbara Appiano, incessante nella sua produzione  letteraria, è mossa da una autentica passione per la scrittura messa  al servizio delle problematiche sociali, ambientali e di conservazione dei beni monumentali del nostro paese.

La Appiano devolve i ricavati dei suoi libri a favore di istituzioni che trattano in prima linea queste problematiche, e in questo senso la  Appiano è una scrittrice che fa della sua  scrittura un’arma per divulgare, ma anche per raccontare in modo trasversale, ai lettori più piccoli ed ai più grandi, la realtà come se fosse una fiaba, dove però realtà e fantasia sono coincidenti, trasformando i libri in romanzi  di formazione.

Qui la prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia del libro “Dighe e cascate finchè ci sarà sete”:

La cronaca quotidiana ci ha purtroppo abituati a non ascoltare le grida della natura, che tenta invano di ribellarsi alle forze manipolatrici dell’uomo. Il fatalismo accompagna così le nostre giornate, trascorse all’insegna del consumismo, senza riflettere troppo di fronte alle grandi quantità di rifiuti prodotti. Tra le urla inascoltate di pochi paladini dell’ambiente, pronti a seguire Greta Thunberg nelle manifestazioni di piazza, Barbara Appiano regala ai suoi lettori un nuovo romanzo ecologista, intriso del suo spirito mordace e resiliente.
Nello scontro aperto tra l’Uomo e la Natura, rispetto alle Operette Morali leopardiane, ove l’umanità viene schiacciata, i rapporti di forza si sono invertiti, perché nella società post-industriale manipoliamo il mondo circostante, tanto da distruggere gli stessi elementi primordiali. In tal senso, proprio l’acqua, arché per eccellenza, costituisce il fulcro della narrazione, definita dall’autrice stessa lagunare e anfibia.
Si allude così alla bellezza del nostro ecosistema, tanto contaminato e inquinato da rendere la pura acqua di fonte un miraggio utopistico da un passato lontano. Se da un lato, infatti, ricerchiamo le spiagge migliori sulle guide turistiche, dall’altro i telegiornali riportano spesso notizie simili a quanto è avvenuto a Milazzo nel 2017.
In questa località, famosa per l’impresa garibaldina, è morto il capodoglio Siso, rimasto impigliato sulla costa in una rete illegale. Nonostante gli sforzi della guardia costiera e dei volontari, l’animale non è sopravvissuto, non tanto per le ferite, bensì per la gravi ulcerazioni nello stomaco, al cui interno è stata trovata un’enorme quantità di plastica.
Il capodoglio diventa così un eroe, un Capitan Nemo, un martire nella lotta contro l’inquinamento, le cui reliquie, grazie al SISO PROJECT, nato dall’impegno del biologo Carmelo Isgrò , sono ora visibili nel Museo del Mare a Milazzo. Affinché la sua morte non rimanga vana, Barbara Appiano ha scelto di dare voce al capodoglio, per recuperare un mitico mondo perduto.
Di fronte all’SOS della terra, Capitan Nemo è accompagnato nel romanzo dal condor delle Ande Raggio Verde, nonché da Bagnano, il vecchio albero sacro che con le sue radici tenta di contenere l’espansione della plastica. Le pagine sono dunque una testimonianza, un tentativo di sensibilizzare e di ricordare non solo il capodoglio Siso, ma anche Francesco, un cavaliere dell’ecologia, tragicamente investito da un pirata della strada proprio mentre lavorava al recupero della carcassa dell’animale.
Se Francesco è stato chiamato affettuosamente Siso, non possiamo smettere di farci domande, di chiederci come sì e arrivati alle isole di rifiuti nel mare, nello spazio e, soprattutto, nel cuore dell’uomo, ormai plastificato e insensibile.
Con un taglio surrealistico e talvolta utopistico, l’autrice ci presenta Nettuno, accompagnato da Eolo e dalle Sirene per cercare di incantare la plastica. Si tratta di un’esortazione a sforzarci di riemergere, perché il mare, derubato della sua essenza, non vuole tacere. La risacca delle onde è un urlo contro il naufragio del nostro io, giacché, se la natura muore, anche l’uomo, quale essere naturale, viene meno, annullato da polimeri artificiali in una realtà sintetica.
Se l’ecosistema è così ingenuo da fidarsi delle false promesse di questa umanità corrotta, ciascuno di noi ha il dovere di salire di nuovo a filo d’acqua per ricominciare a parlare con gli elementi naturali. Il romanzo non può fornire una panacea al disastro ambientale a cui stiamo assistendo, ma trasmette il messaggio della Natura, di nuovo con la N maiuscola.
La copertina del libro Doghe e cascate finché ci sarà sete di Barbara Appiano

Cani in ufficio? Meno stress, più collaborazione e più produttività

Milano, 5 novembre 2019 – Portare il cane in ufficio è un’abitudine che si sta diffondendo anche in Italia e che può dare molti benefici. Per questo motivo molte grosse aziende si sono già attrezzate e hanno permesso questa pratica, aggiornando i loro regolamenti interni. Google, Amazon, Nintendo, Mars Italia, ad esempio sono solo alcune delle aziende più note come ‘dog friendly‘.

Ma come mai sta avvenendo questo?

Portare il cane in ufficio può portare molti benefici, sia al padrone che alle persone con cui condivide lo spazio. Un cane che gira per l’ufficio porta allegria e può contribuire così a migliorare la collaborazione tra le persone, alzando il morale e riducendo lo stress di tutti.

Secondo un recente sondaggio realizzato da IPSOS, nell’azienda Purina, circa il 55% dei lavoratori intervistati afferma di sentirsi meno stressato se a lavoro c’è un animale.

Questo si ripercuote in modo molto positivo sulla produttività e sul benessere generale. La condizione è che, ovviamente, il cane deve essere ben educato: non deve produrre rumore e nè sporcare in giro, ma si deve comportare esattamente come un collega discreto.

Ma quali sono i requisiti per portare il proprio pet friend anche a lavoro?

Per portare il cane in ufficio occorre sicuramente essere in regola con le visite veterinarie e la registrazione all’anagrafe canina. Inoltre ogni azienda o ogni spazio di coworking potrebbe specificare delle regole proprie.

Ad esempio, per portare il cane negli uffici Purina (la nota azienda del Pet Food) bisogna essere in possesso del patentino di ‘Buon Conduttore Cinofilo’ e di una polizza assicurativa adatta.

Al momento in Italia non esiste un quadro normativo preciso, e la scelta e la regolamentazione è lasciata al singolo ufficio.

Sono le stesse aziende e gli spazi di coworking infatti che, per rispondere alle richieste degli utenti, permettono a dipendenti e coworker di portare gli animali in ufficio ma con precise regole.

Molti uffici tradizionali, come anche i coworking più avveduti si stanno attrezzando per ospitare gli amici a quattro zampe di chi lavora lì e condivide lo spazio, valutando gli accessi di volta in volta.

“Al momento non c’è una regolamentazione specifica al riguardo ma noi li accettiamo ben volentieri, valutando caso per caso le esigenze dei singoli e di tutti gli usufruitori degli spazi comuni”, dice Delia Caraci, responsabile del Loft Coworking di Milano (www.loft-coworking.it).

”Siamo orgogliosi di essere tra i primi spazi di coworking in Italia a valutare questa opzione, a patto di rispettare tutti coloro che vi lavorano. Anche perché il benessere sul luogo di lavoro si ottiene dalla condivisione e non dalla imposizione” conclude Delia Caraci.

Una presenza piacevole quindi, ma che deve essere valutata dai responsabili degli spazi affinché venga condivisa da tutti, per non ottenere l’effetto contrario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

###

 

Contatti stampa:

Delia Caraci
Mail: delia.caraci@digitalsfera.it
Digitalsfera.it

 

 

Cani, a “Finalmente a casa” la storia del maremmano sordo Lara

La storia di Lara, il maremmano senza orecchie salito in piazza sul palco di “Finalmente a casa”, l’evento di Matteo Greco che ogni anno fa conoscere i cani da adottare con un grande Tir palco mobile

Ancona, 4 ottobre 2019 – Si chiama Lara, ed è un simil maremmano che da due anni viveva nel canile di Falconara Marittima (AN), affetto da sordità a causa di orecchie amputate a causa di percosse. La sua vita sembrava destinata ad essere relegata per sempre nel box a causa di quei difetti difficilmente accetabili da un adottante. Poi però è arrivato il giorno di “Finalmente a Casa”, un evento in cui una volta all’anno in piazza del Duca a Senigallia (AN) tutti i facebook.com/finalmenteacasaadozionecani.

Marta Torbidoni, vicepresidente dell’associazione Anita del canile di Falconara, decide che tra i cani selezionati per la manifestazione dovrà esserci anche Lara. “Avevamo cani molto piu’ semplici da proporre” ci racconta “ma per lei questa era un occasione unica, irripetibile”.

E così tra i tanti cani saliti sul palco arriva finalmente il momento di Lara (foto sul palco). “Ricordo che in quel momento mentre raccontavamo la sua storia, tutta la piazza era diventata silenziosa, tutti ascoltavano e cercavano di guardare gli occhi di Lara.  Poi ecco partire un lungo ma allo stesso tempo moderato applauso, come a non volerla spaventare. Il pubblico ha dimostrato così davvero un grande senso di rispetto e commozione per questo cane” racconta il cantautore Matteo Greco, organizzatore dell’evento“.

Una volta terminato l’evento ecco arrivare le richieste di adozione per i cani presenti e tra queste con stupore ne è arrivata una anche per Lara. “Si tratta di una famiglia di Senigallia, che ha deciso di accoglierla nella loro casa suscitando tanta gioia e commozione in tutti coloro che hanno contribuito a portarla sul palco” dice ancora Greco.

La famiglia che l’ha adottata, con tre figli, tra cui Carolina (in foto), ci racconta che Lara sia in casa che a spasso al guinzaglio è perfetta, stupefacente, e sono tutti fieri ed orgogliosi della scelta fatta.

L’evento “Finalmente a casa” (qui la video sintesi del 2019) si ripete ogni anno a Senigallia a metà settembre, per creare un momento unico dove poter conoscere tanti cani provenienti da canili diversi.

Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook Finalmente a casa adozione cani (facebook.com/finalmenteacasaadozionecani).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Animali e vacanze: ora negli hotel sofà prestigiosi, ciotole di design e raffinati gadgets per gli amici animali

Comodi sofà, ciotole di design e gadget prestigiosi: i nuovi servizi “pet friendly” degli hotel di lusso per i 60 milioni di animali da compagnia presenti in Italia

Milano, 25 giugno 2019 – È in crescita costante il settore del Pet, ovvero degli animali da compagnia. Cresce così tanto che è stato coniato anche un termine ad hoc, ovvero Pet Economy, che contraddistingue il segmento di mercato dedicato ai servizi e ai prodotti per animali domestici.

In Italia vale circa 2,5 miliardi di euro (fonte: Assalco/Zoomark, anno 2018) ma le stime internazionali parlano di un fatturato mondiale di 203 miliardi di dollari in prospettiva 2025.

in Italia sono oltre 60 milioni gli animali domestici, con 7 milioni di cani, 7.5 milioni di gatti, 13 milioni di uccelli, 1.8 milioni di piccoli mammiferi…

Numeri importanti, che testimoniano il grande amore degli italiani, e degli europei in genere, per gli animali, ma sno ancora pochi i servizi all’altezza della situazione.

Sono infatti ben 7 milioni i pet che viaggiano ogni anno con la propria famiglia ma sono ancora tante, troppe, le strutture alberghiere che non hanno ancora compreso l’importanza di questa tendenza e richieste dei viaggiatori accompagnati dal loro animale domestico.

Una falla imperdonabile, che potrebbe presto essere tappata dalla nascita di servizi appositi.

Come ad esempio Prestige (www.prestige-pets.com), la prima startup europea, basata a Milano, dedicata a 360 gradi ai servizi “pet friendly” per hotel di lusso.

La founder, Nathalie Schreiner, ha oltre 15 anni di esperienza nel management internazionale di strutture alberghiere di lusso e ha deciso di investire in questa idea innovativa per poter offrire servizi unici ed esclusivi ai clienti che viaggiano in compagnia dei propri animali domestici e di offrire il suo servizio di sales & marketing agli albergatori stessi per accompagnarli in questo fantastico viaggio verso la piena soddisfazione del cliente finale e del suo pet.

Con il Marchio Prestige Exclusive Pet Friendly Hotels – afferma Nathalie Schreiner – vuole diffondere la cultura che il pet, per chi ne possiede uno e decide di soggiornare in una struttura di lusso, deve essere trattato con egual accoglienza e riserbo. Da qui il progetto totalmente esclusivo di riservare agli amici a quattro zampe un sofà prestigioso, ciotole di design e raffinati gadgets: tutto deve concorrere a rendere l’esperienza degli ospiti unica”.

L’intento di Prestige non è solo migliorare e nobilitare la permanenza dei pet nelle strutture ma fornire agli alberghi un vero strumento di marketing che possa differenziarli ulteriormente: il 46% dei viaggiatori si reca infatti in vacanza solo se anche il proprio animale può farlo.

 

Contatti per la stampa:

Gian Maria Brega

Email: brega@hullo.it

Mobile: + 39 338.9020851

Skype: gmbrega

Camilla, la tartaruga che torna a camminare grazie ad una rotella

Napoli, 14 maggio 2019 – Camilla è una tartaruga di terra di 5 anni, della specie Testudo Hermanni, che vive libera in giardino e può muoversi e correre senza restrizioni. La Testudo Hermani è tra le tartarughe più diffuse in Italia, una specie molto longeva per cui è importante pensare al futuro dell’esemplare, garantendo cure specifiche per la stessa sopravvivenza.

Ogni anno Camilla va in letargo, che dura in media tutto il periodo freddo, per risvegliarsi poi in primavera.

Quest’anno però, al risveglio, la proprietaria si rende conto che Camilla aveva difficoltà a camminare. La tartaruga aveva grosse difficoltà a muovere uno degli arti anteriori e controllandola approfonditamente, la proprietaria si rende conto di una ferita alla zampa, per cui decide di farla visitare da un veterinario per animali esotici.

Quante volte si sente dire: “Ma è solo un animale… è solo una tartaruga, si può fare poco per curarla”?

Questa volta invece no, è andata diversamente, e l’accorta e sensibile proprietaria di Camilla si è rivolta ad una veterinaria specializzata nella cura degli animali esotici e non convenzionali.

Camilla viene così portata nella clinica veterinaria e la gravità della lesione è subito evidente.

“L’arto si presentava edematoso, la lesione profonda, molto estesa e la piccola tartaruga non riusciva a muovere l’arto correttamente. Così decido di effettuare una radiografia che mostra purtroppo il coinvolgimento delle strutture ossee sottostanti” racconta la dottoressa Amelia D’Ambrosio, il medico veterinario specializzato in animali esotici che ha preso in cura Camilla.

Purtroppo dalla visita sembravano non esserci molte soluzioni, e i tentativi di recuperare la zampa risultano del tutto inutili, per cui diventa necessario amputare la zampa della piccola tartaruga.

La piccola Camilla viene sottoposta ad un intervento di amputazione ma, nonostante la dolorosa decisione, la dottoressa D’Ambrosio riesce a trovare un modo geniale per garantire alla tartaruga la piena mobilità: applicare una piccola ruota di un’auto giocattolo come protesi in corrispondenza dell’arto.

“Al risveglio dall’anestesia, superate le prime difficoltà, Camilla ha cominciato a muoversi nuovamente già poche ore dopo l’intervento, dimostrando grande forza di volontà  e capacità di adattamento” spiega la dottoressa D’Ambrosio (www.ameliadambrosio.it).

Fortunatamente il decorso procede bene e anche alle visite di controllo Camilla si presenta attiva e vigile, con la ferita in via di guarigione, e dopo solo una settimana la tartaruga riprende ad alimentarsi normalmente, tornando a vivere libera e felice nel suo giardino.

Una piccola storia dal lieto fine, che però grazie alla sensibilità di una proprietaria e di una dottoressa, e la forte volontà di una tartaruga di continuare a vivere, riporta fiducia nella vita e nel futuro.

 

Camilla, la tartaruga di terra di circa 5 anni a cui è stata amputata la gamba

 

Camilla e la Veterinaria Amelia D’Ambrosio dopo l’operazione, con la ruota al posto della zampa

 

 

 

Un italiano su tre ha un animale domestico: oltre 60 milioni i Pet d’Italia

Napoli, 21 marzo 2019 – Gli animali da compagnia, in inglese Pet, in Italia sono circa 60 milioni in base alle stime dell’ultimo report di ASSALCO, l’Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia, pubblicato nel 2018. I dati Eurispes, raccolti nel gennaio 2019, confermano questa tendenza, accennando anche all’aumento del numero di animali non convenzionali: non solo cani e gatti, dunque, ma anche animali esotici come uccelli, pesci, conigli e tartarughe.

Report ASSALCO 2018: i Pet in Italia

L’ultimo report di ASSALCO dimostra l’importanza degli animali domestici per gli italiani.

Il numero di Pet presenti nelle nostre case è infatti in crescita: attualmente, siamo a quasi 60.500.000 di esemplari. Fra i preferiti, oltre a cani e gatti (circa 15 milioni in tutto), troviamo anche pesci (circa 30 milioni), piccoli mammiferi e rettili (poco più di 3 milioni) ed uccelli (quasi 13 milioni).

Rapporto Italia Eurispes 2019

I dati Eurispes, raccolti a gennaio 2019, mostrano un’Italia particolarmente “pet friendly”: il 33,6% degli italiani possiede almeno un animale domestico ed è aumentato, rispetto allo scorso anno, il numero delle famiglie con più animali:

Numero Animali 2018 (% famiglie con più di 1 pet) 2017 (% famiglie con più di 1 pet)
2 8,1% 7,1%
3 4,7% 3,7%
+3 3,8% 2,3%

 

L’indagine inoltre sottolinea che sono sempre più presenti anche gli animali non convenzionali; infatti fra le famiglie che hanno almeno un pet:

  • il 40,6% possiede cani;
  • il 30,3% gatti;
  • il 6,7% uccelli;
  • il 4,9% pesci;
  • il 4,3% tartarughe;
  • il 2,5% conigli;
  • il 2% criceti;
  • l’1,3% cavalli;
  • l’1,1% rettili;
  • lo 0,4% asini.

L’aumento del numero di animali domestici non convenzionali rende necessaria una più accurata regolamentazione normativa, ancora piuttosto carente e limitata, dal momento che menziona solo cani e gatti. In più, dovrebbero essere implementati gli strumenti e la “cultura” del possesso responsabile di tali animali; queste specie non convenzionali, come conigli, tartarughe, pappagalli, hanno bisogno di cure differenti da quelle per i pet più comuni e, di conseguenza, di medici veterinari specializzati.

Il coniglio, il mammifero più scelto dopo cane e gatto

Un esempio è costituito dal coniglio, il terzo mammifero presente nelle case degli italiani dopo cane e gatto. Molti purtroppo sottovalutano l’importanza di affidarlo a veterinari esperti, ignorando la necessità dell’animale di ricevere “cure specifiche“.

Abbiamo chiesto alla dottoressa Amelia D’Ambrosio, medico veterinario specializzato nella cura di animali esotici non convenzionali, di spiegarci il motivo:

“Alle volte si sottovaluta l’importanza di visite periodiche perché il nostro coniglio “sta bene”, ignari del fatto che possono avere parassiti intestinali, cutanei o sviluppare patologie dentali perché li alimentiamo in modo sbagliato. Effettuare visite di controllo permette di gestirli ed alimentarli in modo corretto ma soprattutto significa prevenzione. In particolar modo in questo periodo, ad esempio, con l’arrivo della primavera, è consigliabile vaccinare i propri conigli per Mixomatosi, MEV-1 (malattia emorragica virale tipo 1) e MEV-2 (malattia emorragica virale tipo 2), poiché con l’aumento delle temperature aumenta anche il numero di insetti, pungitori e non, che possono trasmettere queste malattie per le quali non esiste una cura specifica; l’unica arma che abbiamo è prevenirle con la vaccinazione”.

“Grazie alla mia collaborazione con molti centri del territorio campano, mi capita quotidianamente ormai di affrontare qualsiasi esigenza di cura per gli animali più esotici, dagli interventi di chirurgia preventiva e non, agli esami diagnostici, dalla radiologia fino all’ odontostomatologia. Viste le importanti finalità di compagnia di tali animali lo scopo è ormai quello di offrire loro le migliori qualità di cure possibili”.

Per chi avesse bisogno di consigli relativi agli animali non convenzionali più diffusi può contattare la dottoressa tramite il modulo di contatto del suo sito internet www.ameliadambrosio.it, perché “la prevenzione e la salute dei nostri amici animali è importante quanto la nostra”.

Parola della dottoressa degli animali.

 

Exit mobile version