Appello al Premier Conte e ai Ministri Gualtieri, Franceschini e Patuanelli: il mondo dello spettacolo non riesce ancora a ripartire, perché servono misure serie e concrete da parte di Stato, Regioni e Comuni

ROMA - È iniziata la Fase 2 ma per lo Spettacolo, oltre la confermata riapertura di teatri e cinema il 15 giugno…

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Spettacolo, la Fedas si appella a Conte: “Ora bisogna ripartire”

Appello al Premier Conte e ai Ministri Gualtieri, Franceschini e Patuanelli: il mondo dello spettacolo non riesce ancora a ripartire, perché servono misure serie e concrete da parte di Stato, Regioni e Comuni

ROMA - È iniziata la Fase 2 ma per lo Spettacolo, oltre la confermata riapertura di teatri e cinema il 15 giugno prossimo, non ci sono prospettive rosee all’orizzonte.

Il settore vive ormai solo l’incertezza, dal momento che difficilmente potrà riavviarsi da solo senza aiuti da parte di Stato, Regioni ed Enti locali.

Non basta riaprire le strutture o proporre qualche evento spot con i soliti noti e i pochi addetti legati al carrozzone statale delle fondazioni e delle partecipate. Occorre una manovra per tutelare i soggetti economici indipendenti, i privati e gli invisibili.

È questo l’appello della FEDASFederazione Aziende dello Spettacolo Italia, un’associazione datoriale nazionale costituita per la tutela degli interessi sociali ed economici delle imprese che operano nello show business, che chiede interventi chiari e diretti al Premier Conte e ai Ministri Gualtieri, Franceschini e Patuanelli.

“La nostra è la fabbrica delle emozioni”, dichiara Antonio Mirone, direttore del Teatro delle Rose di Piano di Sorrento e componente del direttivo Fedas.

Riaprire non significherà assolutamente nulla. La programmazione è saltata, tutto ciò che era in calendario non potrà essere riproposto, stare aperti significherà solo essere legittimati a ricevere bollette e richieste di pagamento da parte del pubblico e del privato”, continua l’imprenditore che annualmente promuove in costiera sorrentina un calendario teatrale di altissima qualità e che è il punto di riferimento, dal punto di vista tecnico, per importantissime manifestazioni di rilievo nazionale ed internazionale, tra cui “Positano premia la danza – Leonide Massine” e il “Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

La Fedas è nata per tutelare tutti gli addetti alla filiera dello spettacolo: quegli "invisibili" che operano dietro le quinte e che consentono che ogni spettacolo possa andare in scena e “far divertire ed appassionare”, mutuando le parole del Premier Conte.

I numeri parlano chiaro: un volume di affari di 65,5 miliardi di Euro; un impatto sul Pil pari a 36,2 miliardi di euro con 569 mila addetti all’intera filiera; 40% del totale delle notti trascorse in hotel.

Diverse le soluzioni sul tavolo della Federazione, che vengono quindi proposte al Governo in nome di quel principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale che costituisce la garanzia della legalità sostanziale di ogni procedimento amministrativo: si va dal credito di imposta, alla erogazione di somme a fondo perduto, fino all’estensione degli ammortizzatori sociali; si passa dalla condivisione di regole certe, al pagamento delle imposte del 2020 solo a partire dal 2021, con un piano di rateazione.

L’associazione nazionale, presieduta da Raffaele Vitale, in questi giorni sta raccogliendo adesioni in ogni zona d’Italia, allo scopo di promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale delle imprese associate oltre che di tutelare e controllare gli associati ed il mercato di riferimento.

Ora però oltre a sussidi e sconti, ciò che davvero conta è far riprendere la “domanda” privata ma soprattutto pubblica, consentendo al mercato di ripartire e alle emozioni di tornare a volare.

 

Il titolare del MEF Roberto Gualtieri

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