Roma, 30 aprile 2021 – Il Recovery fund non porterà crescita ma maggiore disoccupazione. Ne è convinto Luca Ripamonti, presidente nazionale di Federimpreseitalia.

Si parla tanto in questo periodo di Recovery Fund, il cui significato letterale è “fondo di recupero”. Il finanziamento di questo fondo per ripartire avviene attraverso una raccolta di…

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Federimpreseitalia: “Il Recovery fund non porterà crescita ma maggiore disoccupazione”

Roma, 30 aprile 2021 – Il Recovery fund non porterà crescita ma maggiore disoccupazione. Ne è convinto Luca Ripamonti, presidente nazionale di Federimpreseitalia.

Si parla tanto in questo periodo di Recovery Fund, il cui significato letterale è “fondo di recupero”. Il finanziamento di questo fondo per ripartire avviene attraverso una raccolta di liquidità da parte dell’Europa con l’emissione di particolari “Recovery Bond”.

Il primo ministro Draghi ne parla in termini entusiastici :”…Potremo dare il via a investimenti senza precedenti…”

Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel già a maggio 2020 ha dichiarato che il fondo è “mirato ai settori e alle aree geografiche dell’Europa maggiormente colpiti e destinato a far fronte a questa crisi senza precedenti”.

A sentire parlare politici, riviste di settore, si tratta della Panacea Paneuropea per la soluzione dei problemi di occupazione e ripresa.

Eppure associazioni di categoria come Federimpreseitalia, vedono il Recovery fund con il fumo agli occhi, e interviene al riguardo proprio il presidente nazionale Luca Ripamonti.

“Il primo Ministro Draghi parla di 750 Mld di Euro di recovery fund, peccato che fonti interne molto attendibili, riferiscono un importo di circa la metà, ovvero 350 Mld di euro, cioè lo 0,16 % del Pil.

Questo importo da un punto di vista macroeconomico è niente. E mentre Draghi si affanna a contrabbandare queste chimere, il Pil dell’Italia si avvicina ad un deficit del 15%.

Tra un anno, quando l’Italia dovrà far quadrare i conti, secondo le rigide regole dell’Unione europea, per ridurre un deficit del 15%, ci vorranno come minimo 10% di tagli, che inevitabilmente ricadranno su sanità, pensioni, scuola”, dice il presidente di Federimpreseitalia.

Eppure il primo ministro Draghi, ha chiarito i punti del Recovery fund, e sono previsti investimenti per la sanità, per la scuola.

“Si parla di investimenti di 45 Mld per la digitalizzazione, 36 Mld per la sanità, ma questi soldi saranno impiegati per acquistare tecnologia che sostituirà le persone, non per assumerne di nuove. Voglio ricordare cosa ha detto il professor De Masi dell’Università La sapienza in una recente intervista. Oggi l’intelligenza artificiale non solo sta sostituendo operai nelle fabbriche, ma arriva a sostituire giornalisti, dentisti, chirurghi. La tecnologia nell’ultimo anno, ha fatto progressi superiori a quelli degli ultimi 15 anni. Sono totalmente d’accordo con il professor De Masi e ribadisco che se qualcuno pensa che il recovery fund porterà soldi e benessere agli italiani si sbaglia di grosso”.

Quindi secondo lei il primo ministro Draghi ci sta prendendo in giro?

“Mario Draghi è un oligarca dell’unione europea. Gli oligarchi si amano. Gestiscono il potere e il denaro e così decidono la sorte di milioni di cittadini credendo sempre di saper fare la cosa migliore. Qualcuno si ricorderà Michail Borisovi? Chodorkovskij, oligarca russo. Pensava di poter aiutare milioni di persone, in buona fede sicuramente ma come è andata a finire poi si è visto.

Ma quindi secondo lei cosa si potrebbe fare di meglio?

“Tra qualche mese, quando ci sarà lo sblocco dei licenziamenti ci sarà un’impennata dei disoccupati e di nuovi poveri. Il professor De Masi parla di almeno 15 milioni di poveri in Italia. Non ci saranno nuove imprese pronte a dar lavoro. Le imprese sono allo stremo. Per aiutare davvero le imprese dovrebbero essere erogati sostegni ‘veri’ non quelle farse del decreto sostegni. Ma vi rendete conto che a un impresa che si avvale del decreto sostegni, se è fortunata gli arriveranno nella migliore di ipotesi 5.000 euro, come risarcimento delle perdite per il Covid!! E con 5000 euro un impresa cosa ci fa? Paga utenze e affitto per sei mesi, forse. In più ora riaprono con dei limiti che sono a dir poco demenziali: ristoranti all’aperto, coprifuoco fin dalle 22, E perché i contagi non si possono trasmettere prima delle 22? E perchè non permettere le consumazioni al chiuso se vengono rispettate delle distanze? Non mi sembra che gli esercenti non si siano adeguati prontamente ad apportare le misure preventive richieste”.

Le prospettive di una ripresa effettiva sembrano quindi ancora molto lontane secondo il presidente della Federimpreseitalia.

“Da parte nostra attendiamo di vedere se in previsione dello sblocco licenziamenti sarà prevista una manovra di contenimento a questa possibile emergenza”, conclude Luca Ripamonti.

 

 

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