Roma, 22 ottobre 2019 - È la storia vera di un capodoglio morto per avere ingurgitato plastica e trovato esamine sulla spiaggia siciliana di Milazzo, in provincia di Messina. È la storia del capodoglio Siso, nome che gli fu dato per ricordare un amico del biologo Carmelo Isgrò, che lo aiutò nel tentativo di salvare…

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Ambiente: la storia di Siso, il capodoglio morto per aver mangiato plastica

Roma, 22 ottobre 2019 - È la storia vera di un capodoglio morto per avere ingurgitato plastica e trovato esamine sulla spiaggia siciliana di Milazzo, in provincia di Messina. È la storia del capodoglio Siso, nome che gli fu dato per ricordare un amico del biologo Carmelo Isgrò, che lo aiutò nel tentativo di salvare il capodoglio spiaggiato a Milazzo.

Una storia simpatica ed originale, che sprizza da tutti i pori l'amore per la natura, gli animali e il pianeta intero raccontata nel libro fresco di stampa "Dighe e cascate finchè ci sarà sete", edizioni Kimerik, dell'autrice Barbara Appiano.

Una storia appassionante che è diventata un libro, che ha in copertina il logo del MuMa, il Museo del mare di Milazzo. Una idea voluta dal biologo dr. Carmelo Isgro' di Milazzo che si é dedicato con passione alla lotta per restituire al mare e all'ambiente la bellezza di paesaggio che la Natura ci ha donato e che non siamo siamo incapaci di conservare.

Oltre il MuMa il libro sfoggia anche il logo del SISO project, un progetto legato al MuMa e coordinato dal biologo Dr. Carmelo Isgrò che si occupa di recuperare l'ambiente marino per restituirlo ai capodogli.

Ad illustrare la storia  del capodoglio Siso - Capitan Nemo, gli alunni della scuola primaria Carrubaro Comprensivo Terzo di Milazzo e il pittore Andrea Guasti, che ha donato la fotografia di un suo quadro "Moby Dick in collage" che rappresenta in modo puntuale l'argomento del libro.

Il ricavato del libro verrà devoluto interamente al MuMa, Museo del mare di Milazzo e al Siso Project, nato per tutelare la fauna marina del mare di Milazzo e in particolare il cetaceo capodoglio.

Il libro è definito dalla stessa autrice "una piattaforma progetto, dove piu' intelligenze hanno contribuito a rappresentare il mare e i suoi abitanti. Un luogo di incontro dove i bambini della scuola primaria Carrubaro del Comprensivo Terzo di Milazzo, il pittore Andrea Guasti, Il MuMa museo di Milazzo e il Siso Project hanno comunicato fra di loro per veicolare attraverso il libro dell'autrice l'urgenza che non può più attendere di salvare il mare e i suoi meravigliosi pacifici abitanti".

Lo stile anticonformista e libero di Barbara Appiano trova potenza ed espressione nel dare una funzione sociale e di testimonianza allo scrittore che deve scrivere degli altri e non di sé stesso.

L'autrice ha creato un blog-giornale raggiungibile all'indirizzo ilmondoapassoduomo.appianobarbara.it ,definito il giornale delle informazioni sostenibili. Un  blog dove la stessa scrittrice pubblica un post su altro articolo pubblicato su giornali quotidiani nazionali "non allineati" per sostenere la notizia che non viene divulgata dai grandi media televisivi.

In questo modo, secondo la scrittrice opinionista Barbara Appiano, "si diffonde la notizia per passione e per amore della verità" oltre che del pensiero diversificato e alternativo, di cui vi è grande necessità oggi. Un blog a cui chiunque può partecipare proponendo notizie da tutta Italia e affiancando, insieme un articolo di motivazione del sostenimento della notizia stessa.

 

LA PREFAZIONE DEL LIBRO

 

La cronaca quotidiana ci ha purtroppo abituati a non ascoltare le grida della natura, che tenta invano di ribellarsi alle forze manipolatrici dell’uomo. Il fatalismo accompagna così le nostre giornate, trascorse all’insegna del consumismo, senza riflettere troppo di fronte alle grandi quantità di rifiuti prodotti. Tra le urla inascoltate di pochi paladini dell’ambiente, pronti a seguire Greta Thunberg nelle manifestazioni di piazza, Barbara Appiano regala ai suoi lettori un nuovo romanzo ecologista, intriso del suo spirito mordace e resiliente.

Nello scontro aperto tra l’Uomo e la Natura, rispetto alle Operette Morali leopardiane, ove l’umanità viene schiacciata, i rapporti di forza si sono invertiti, perché nella società post-industriale manipoliamo il mondo circostante, tanto da distruggere gli stessi elementi primordiali. In tal senso, proprio l’acqua, arché per eccellenza, costituisce il fulcro della narrazione, definita dall’autrice stessa lagunare e anfibia. Si allude così alla bellezza del nostro ecosistema, tanto contaminato e inquinato da rendere la pura acqua di fonte un miraggio utopistico da un passato lontano. Se da un lato, infatti, ricerchiamo le spiagge migliori sulle guide turistiche, dall’altro i telegiornali riportano spesso notizie simili a quanto è avvenuto a Milazzo nel 2017. In questa località, famosa per l’impresa garibaldina, è morto il capodoglio Siso, rimasto impigliato sulla costa in una rete illegale. Nonostante gli sforzi della guardia costiera e dei volontari, l’animale non è sopravvissuto, non tanto per le ferite, bensì per la gravi ulcerazioni nello stomaco, al cui interno è stata trovata un’enorme quantità di plastica. Il capodoglio diventa così un eroe, un Capitan Nemo, un martire nella lotta contro l’inquinamento, le cui reliquie, grazie al SISO PROJECT, nato dall’impegno del biologo Carmelo Isgrò, sono oravisibili nel Museo del Mare a Milazzo. Affinché la sua morte non rimanga vana, Barbara Appiano ha scelto di dare voce al capodoglio, per recuperare un mitico mondo perduto. Di fronte all’SOS della terra, Capitan Nemo è accompagnato nel romanzo dal condor delle Ande Raggio Verde, nonché da Bagnano, il vecchio albero sacro che con le sue radici tenta di contenere l’espansione della plastica. Le pagine sono dunque una testimonianza, un tentativo di sensibilizzare e di ricordare non solo il capodoglio Siso, ma anche Francesco, un cavaliere dell’ecologia, tragicamente investito da un pirata della strada proprio mentre lavorava al recupero della carcassa dell’animale. Se Francesco è stato chiamato affettuosamente Siso, non possiamo smettere di farci domande, di chiederci come sì e arrivati alle isole di rifiuti nel mare, nello spazio e, soprattutto, nel cuore dell’uomo, ormai plastificato e insensibile.

Con un taglio surrealistico e talvolta utopistico, l’autrice ci presenta Nettuno, accompagnato da Eolo e dalle Sirene per cercare di incantare la plastica. Si tratta di un’esortazione a sforzarci di riemergere, perché il mare, derubato della sua essenza, non vuole tacere. La risacca delle onde è un urlo contro il naufragio del nostro io, giacché, se la natura muore, anche l’uomo, quale essere naturale, viene meno, annullato da polimeri artificiali in una realtà sintetica. Se l’ecosistema è così ingenuo da fidarsi delle false promesse di questa umanità corrotta, ciascuno di noi ha il dovere di salire di nuovo a filo d’acqua per ricominciare a parlare con gli elementi naturali. Il romanzo non può fornire una panacea al disastro ambientale a cui stiamo assistendo, ma trasmette il messaggio della Natura, di nuovo con la N maiuscola.  

Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia

 

Per ulteriori informazioni sull'autrice e i suoni numerosi libri segnaliamo i siti internet www.appianobarbara.it, ilmondoapassoduomo.appianobarbara.it, e la mail dell'attrice [email protected] per un contatto diretto con lei.

 

 

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