Arte: il Miami New media Festival per la prima volta a Venezia

Venezia, 25 novembre 2022 – ll Miami New Media Festival per la prima volta sbarca nella città lagunare nell’ultimo fine settimana della Biennale d’Arte di Venezia. L’appuntamento è per sabato 26 novembre a Palazzo Michiel (dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00), nell’ambito del primo ciclo di Personal Structures | Public Screenings. Un evento che si preannuncia esclusivo, con proiezioni video e film prodotti da alcuni dei partecipanti alla mostra Personal Structures 2022, organizzata dall’European Cultural Centre (ECC).

La coordinatrice del festival in Italia, la giornalista Marinellys Tremamunno, sarà ospite dell’evento per presentare le opere degli artisti italiani che hanno vinto il bando realizzato in partenariato con la Rome Art Week 2022 (RAW 2022): “Singularity” (2022) di Massimiliano Ionta (Italia); “Globus Viridis” (2022) di Victoria Thomen (Italia-Repubblica Dominicana); “Essere U” (2022) di Emanuele Marsigliotti (Italia); Border” (2021) di Manuel De Marco (Italia).

Inoltre, parteciperanno come ospiti internazionali il collettivo “Food of War”, Elaiza Irizarry e Andreina Fuentes Angarita

Quest’anno il MNMF celebra la sua XVII edizione, sotto il tema curatoriale “Civilità vs violenza: educazione, arte e comunità come modo per abbracciare la nonviolenza” (Civismo contro violenza: educazione, arte e comunità per abbracciare la nonviolenza).

“Si tratta di una proiezione di grande importanza nella storia del MNMF, poiché non solo ci consente di partecipare alla Biennale d’Arte di Venezia, l’evento artistico più importante pal mondo, ma è anche il primo passo di una nuova alleanza tra la Arts Connections e la European Cultural Foundation, nell’ottica di consolidare la presenza del festival a livello internazionale”, ha assicurato Marinellys Tremamunno, che ha ricordato che il MNMF viene proiettato in Italia dal 2017, grazie al sostegno della RAW e più recentemente del Centro Studi Americani di Roma.

Il Miami New Media Festival è una piattaforma di arte creata da Arts Connection Foundation, che mira a promuovere la creazione artistica attraverso la tecnologia e i nuovi media. È un grande festival di arte contemporanea con 17 anni di storia alle spalle, con numerose attività artistiche, tra cui proiezioni, video mapping, performance audio-visive dal vivo, workshop, mostre e conferenze.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.miaminewmediafestival.com.

 

Autonomi e Partite Iva: “Ecco perché siamo contrari al Reddito di Cittadinanza”

Filograna, di Autonomi e Partite Iva: “Ecco perché siamo contrari al Reddito di Cittadinanza”

Roma, 21 novembre 2022 – La trasmissione televisiva “Controcorrente”, andata in onda il 16 novembre scorso, ha visto la partecipazione dell’Associazione Nazionale Autonomi e Partite Iva attraverso il Coordinatore Nazionale Horeca, Silvio Bessone.

Uno dei temi trattati ha riguardato il Reddito di Cittadinanza. Il Presidente Nazionale Eugenio Filograna intende ribadire un concetto che non deve lasciare equivoci a libere interpretazioni.

Noi siamo contrari al Reddito di Cittadinanzaha dichiarato il presidente Filograna – non perché non vogliamo dare assistenza ai poveri, ma perché vogliamo stimolare la libera iniziativa ed il lavoro e non l’assistenzialismo a tutti i costi. Oggi ci sono norme che aiutano l’assistenza. La Caritas ha asserito che il RDC viene erogato a 4,7 milioni di persone, molte delle quali sono in grado di lavorare; inoltre, spesso, trattasi di stranieri, a cui sono da aggiungere i furbetti di cui le cronache dei giornali parlano ogni giorno.  Ma se ci sono quasi 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, cioè non percepiscono alcun reddito, è necessaria piuttosto una legge che sostenga chi è povero e non può lavorare. Essa dovrebbe però chiamarsi “Assistenza alla povertà”.

Il reddito di cittadinanza deve essere produttivo, legato al lavoro sia dipendente sia libero. Noi, Autonomi e Partite Iva, con i nostri dipendenti rappresentiamo tutta questa parte. Il vero problema del nostro Paese è il pregiudizio nei confronti di tutte le partite iva e degli autonomi. Questi ultimi non necessariamente hanno la partita iva e a volte lavorano in nero o con contratti a progetto.

Le partite iva riguardano milioni di persone e la somma del loro fatturato costituisce il prodotto interno lordo del nostro Paese.

Tra le partite iva abbiamo anche le multinazionali e le grandi imprese.

Il vero pregiudizio è verso le piccole, medie e micro-partite iva. In Italia per micro-partite iva si intendono attività fino a 350.000 euro di fatturato annuo, mentre in Europa per micro-partite iva sono intese quelle che fatturano fino a 2 mln di euro l’anno.

Anche questa distonia tra Italia ed Europa sul fatturato delle micro attività genera enormi difficoltà burocratiche, quando le norme europee vengono applicate in Italia.

Il pregiudizio di fondo verso gli autonomi e le partite iva? Evasori fiscali per preconcetto.

La domanda spontanea è: “Perché c’è questo preconcetto?” Lo dice l’Istat!

Ma l’Istituto nazionale di statistica, che è un ente pubblico di ricerca, non fa il confronto con altri Paesi. Quanto paga di più un autonomo e una partita iva in Italia per svolgere la propria attività nell’arco del suo esercizio annuale?

Noi abbiamo fatto il calcolo. La somma è tre volte superiore a quella dell’evasione fiscale che viene addebitata per pregiudizio. Tutto questo ci riporta alla necessità di un risanamento equitativo, del condono o della pace fiscale.

Quando c’è stato il lockdown, gli autonomi e le partite iva sono vissute in una situazione di esasperazione non compresa dalle istituzioni, dai partiti e dai politici. I danni sono stati tanti per le micro attività, molte delle quali ancora oggi non pagano gli affitti da due anni.

Per lo Stato il cittadino che non fattura, e quindi non incassa, è un evasore fiscale quando non paga le tasse, anche se non ha il denaro neanche per mangiare. Nonostante ciò mantiene aperta l’attività perché, senza quella, non saprebbe come andare avanti.

Per continuare a svolgere la propria attività si devono accettare costi triplicati rispetto a quelli dei loro concorrenti stranieri. Alla fine dell’anno hanno speso tanto per l’attività d’esercizio e per gli eccessi dello Stato da non riuscire a pagare le tasse.

Sull’evasione fiscale si è costruita una errata politica tributaria. Tutto questo porta alla conclusione che l’evasione fiscale in Italia non esiste se, alla fine dell’anno, gli Autonomi e le Partite Iva hanno pagato tre volte di più, nell’esercizio della propria attività, l’importo che avrebbero dovuto pagare allo Stato come tassazione.

Quello che manca è un lavoro per tutti. Il reddito dovrebbe derivare dal lavoro perché esso porta al prodotto interno lordo. Dobbiamo educare i giovani al lavoro, ad iniziare dalle scuole. Bisogna fare formazione con degli stage già a 14 anni; un mese di stage in seconda media, poi in terza media ecc. Sarebbe l’unico modo per avere un approccio al lavoro e di conseguenza al guadagno. Sono queste le soluzioni da ricercare anche perché, dopo un anno, una persona che è rimasta sul divano di casa diventa un pericolo per la sanità pubblica. Sono infatti aumentati i casi di depressione e di sindrome ansiosa

E’ come chi per ozio inizia a bere e poi non riesce più a liberarsi del vizio. Stessa cosa per i giovani che per gioco iniziano ad assumere erba e poi diventano drogati. Noi non vogliamo un popolo di mantenuti dallo Stato, ma persone che producano reddito in modo efficiente.  Io penso che questo sia giusto”, conclude Filograna.

 

 

Arte e poesia: la tecnologia del vetro trasforma i versi in mosaico

Ravenna, 14 novembre 2022 – Presso la sala Ragazzini, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna, si è tenuto il dialogo tra la poetessa ravennate Alessandra Maltoni e la scrittrice Floriana GuidettiSi è conversato sul progetto Erasmus ATC 4 all e il corso sul vetro organizzato da Alessandra Maltoni, per omaggiare il 2022 anno internazionale del vetro, proclamato dall’ONU.

Nell’ambito di queste lezioni è stato organizzato un laboratorio presso il centro SISAM di Marina Romea, condotto dalla mosaicista Deborah Gaetta, la quale ha trasformato i versi papavero blu della silloge “La poesia cambierà il mondo” in tessere musive, utilizzando il vetro di Venezia.

Scenario di apprendimento dedicato tecnologia del vetro, per il Progetto Erasmus+ ATC4all – Art Tecnology Creativity for Al

Il laboratorio sarà fruibile dai ragazzi di sei paesi europei, tra questi la Turchia, dove alla fine del mese sarà esposto il progetto a cura dei partener.

E’ possibile contattare il Sisam centro internazionale del mosaico, Viale delle Acacie  n. 11 di Marina Romea, per vedere il papavero blu in mosaico, sia per visite organizzate  di privati che per visite scolastiche.

Su richiesta sarà presente Alessandra Maltoni per il firma copie.

Per ulteriori informazioni visitare il sito Internet del Centro Servizi Culturali.

 

Il papavero blu dell’Himalaya,

Silloge-La poesia salverà il mondo

Alessandra Maltoni

A Roma la nuova sede di Dabster Engineering

Dopo Verona e Milano, la società veronese di ingegneria e consulenza energetica apre nella Capitale. Grezzani: «Quella del centro Italia sarà un’area di grande impegno per noi»

Roma, 3 novembre 2022 – Dabster Engineering, la società veronese che si occupa di progettazione ingegneristica e consulenza energetica, ha annunciato l’apertura di una nuova sede a Roma, dopo quella di Milano e i due piani nella storica di Via Sommacampagna a Verona.

Il nuovo ufficio sarà in Via Silicella, nel quartiere Torre Maura e sarà un punto d’appoggio fondamentale per il piano di sviluppo intrapreso dall’azienda che guarda anche al mercato del centro e del sud Italia, dopo aver consolidato quello nelle regioni del nord: «Le opportunità imprenditoriali in costante aumento hanno reso sempre più necessaria una presenza fisica in un’area di grande impegno per noi – ha spiegato il presidente di Dabster Giorgio Grezzani – L’obiettivo principale sarà quello di fornire una base di appoggio sia ai nostri collaboratori che ai numerosi studi di professionisti con cui collaboriamo, in modo da poter affiancare tutti gli attori coinvolti nel processo di progettazione».

E proprio dalla collaborazione con questi partner sono nati alcuni tra i progetti più importanti del centro Italia, come l’hub Amazon di Ardea, una struttura da oltre 45mila metri quadrati; il mercato coperto del quartiere Monteverde della Capitale e, ultimo in ordine di tempo, la riqualificazione energetica e impiantistica completa della sede di una delle principali istituzioni governative italiane eliminando completamente l’utilizzo del gas, iniziativa in collaborazione con la prestigiosa società di architettura e ingegneria One Works.

I nuovi uffici di Roma apriranno ufficialmente nei primi giorni di novembre.

«Dopo la sede di Milano la naturale evoluzione della nostra società non poteva che orientarsi sull’altra grande città italiana – ha proseguito Grezzani – proprio dalle metropoli e soprattutto in un momento come quello attuale, deve partire quella transizione energetica ecologica che passa solo attraverso il rimodernamento degli impianti e la misurazione della necessità reale di energia degli edifici.

Allargando queste operazioni a tutti gli edifici pubblici delle due città più popolate della Penisola potremmo risparmiare centinaia di tonnellate di CO2 ed avere strutture moderne e al passo con la necessità di rivedere la politica di consumo energetico».

Dabster Engineering collabora attivamente con alcuni tra i grandi colossi del commercio mondiale, i quali per primi stanno puntando sull’efficientamento energetico che si trasforma in vantaggio economico.

«È uscito dai nostri uffici il prototipo che permette ai supermercati Aldi di essere ad emissioni zero e uno dei nostri settori di punta e fortemente richiesto dalla clientela in questo momento è proprio quello di trovare soluzioni ai problemi di consumo energetico che mai come oggi si traduce in un vantaggio economico ed ecologico.

Ora i nostri partner nella transizione energetica li possiamo accogliere anche a Roma e proseguiamo nel nostro percorso di crescita iniziato appena 5 anni fa assieme agli altri due soci Marco Rossi e Alessandro Gecchele», ha concluso Grezzani.

 

L’ING GIORGIO GREZZANI – PRESIDENTE

 

Amazon Ardea

 

Marostica capitale del ricamo: apre un nuovo laboratorio da 3.000mq

A Marostica nascerà un nuovo grande centro di 3000mq che lavorerà con i più prestigiosi brand italiani e internazionali: previsti investimenti per 1,6 milioni di euro

Vicenza, 26 ottobre 2022 – Marostica sarà sempre più un centro di alta moda, grazie alla nascita di un nuovo grande laboratorio di oltre 3000 mq dedicati al ricamo artigianale ed industrializzato. Tutto merito della LabTre Italia, che da ricamificio artigianale è diventata nel tempo una grande azienda che collabora con i più importanti brand nazionali ed internazionali.

L’azienda è specializzata nel campo dei ricami a tutti i livelli e tra i soci fondatori e le maestranze vanta un’esperienza professionale di oltre 35 anni, che le permette di garantire qualsiasi tipologia di ricamo in tempi brevi e con costi competitivi.

Innovazione e creatività

I ricami eseguiti in modo magistrale hanno attirato nel tempo i più importanti attori del fashion business italiano ed internazionale.

Grazie all’utilizzo di tecniche e materiali innovativi e alla creatività ed esperienza delle maestranze, si realizzano modelli unici che gli stilisti vogliono personalizzare per le celebrità che seguono.

Infatti l’azienda di via Bellodo a Marostica lavora in sinergia con i più importanti brand nello sviluppo dei capi sfilata e nell’industrializzazione del “ready to wear”.

Investimenti e nuova sede operativa

“Stiamo investendo molto in nuove tecnologie – afferma Filippo Menaldo, direttore operativo – nel triennio 2022-2025 sono previsti investimenti per oltre 1,6 milioni di euro in macchinari di ultimissima generazione”.

Forte dei risultati ottenuti e dei riconoscimenti internazionali la LabTre Italia si appresta nel 2023 ad aprire la nuova sede operativa sempre a Marostica come conferma Gabriella Multari, ceo: “oltre 3000 mq dedicati al ricamo artigianale ed industrializzato dove eseguiremo tutte le lavorazioni e organizzeremo il nostro archivio storico di ricami”.

L’azienda ha una forte connotazione etica e da sempre crede nei valori dello sviluppo sostenibile. L’uso di filati e materiali riciclati, l’utilizzo di automezzi elettrici, l’installazione nella nuova sede di pannelli fotovoltaici e di sistemi che utilizzano solo energia elettrica green, continueranno a consolidare l’immagine aziendale sempre attenta all’ambiente.

 

###

 

Ufficio Stampa

info@ufficiostampaecomunicazione.com

Salute: nei Paesi in via di sviluppo l’ozono terapia garantisce il diritto alla salute

Bassi costi e terapie efficaci: così l’ossigeno ozono terapia garantisce il diritto alla salute anche nei paesi più poveri

Brescia, 10 ottobre 2022 – Il diritto alla salute e alla cura è un diritto universale che ogni persona nel mondo dovrebbe vedersi riconosciuto. Ma tutt’oggi non è così e sta diventando una merce rara per un numero di persone sempre maggiore, non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nei paesi occidentali, dove le persone bisognose di aiuto aumentano sempre di più.

Una rivoluzione in questo campo è data dall’ozono, un gas di colore blu presente nell’aria e che ci protegge dai raggi ultravioletti.

Grazie al suo costo contenuto e ai grandi risultati ottenuti dalla sua applicazione in ambito sanitario, attraverso l’ossigeno ozono terapia, e nella depurazione e sterilizzazione di acqua, aria, ambienti e impianti, apre le porte alla possibilità di ampliare il diritto alla salute, soprattutto nei paesi dove le condizioni igienico-sanitarie e le strutture ospedaliere non sono ancora sviluppate e dove l’acqua potabile e la sicurezza alimentare sono qualcosa di raro e per molti inaccessibile.

Pionieri nella cultura del dono e dell’aiuto al prossimo, attraverso l’ossigeno-ozono terapia, sono le associazioni no profit Ozono Solidale Onlus e O3 for Africa Onlus, presiedute dal Dott. Antonio Carlo Galoforo.

Quest’ultimo, ozono-terapeuta con un’esperienza più che trentennale sul campo e nella ricerca scientifica e membro del Consiglio Direttivo S.I.O.O.T. (Società Scientifica Ossigeno Ozono Terapia), è impegnato da sempre nella diffusione dell’ossigeno ozono terapia a livello non solo nazionale, ma anche internazionale.

Per avvicinare sempre più persone all’ossigeno ozono terapia e aiutare persone bisognose a curare i propri mali, Ozono Solidale Onlus organizza in ambito nazionale ambulatori solidali, dove è possibile accedere al trattamento gratuitamente.

Inoltre, opera per sostenere medici missionari che praticano l’ozono terapia in America Latina e in Africa. Tutte attività realizzate in collaborazione con S.I.O.O.T., associazione a carattere scientifico che da quasi 40 anni si fa promotrice di ricerche e studi per l’applicazione dell’ossigeno ozono terapia in vari ambiti.

Di seguito, le parole del Dott. Galoforo, il nuovo presidente di Ozono Solidale Onlus: “l’ossigeno-ozono terapia rappresenta la nuova frontiera della medicina. La continua ricerca in questo campo ci permette di trovare nuovi settori di applicazione, contribuendo a migliorare la qualità di vita di moltissime persone”.

Un’altra associazione umanitaria molto attiva in questo campo è O3 For Africa Onlus, fondata nel 2006 dallo stesso Dott. Galoforo. La sua mission è creare laboratori di ossigeno ozono terapia in Africa, dove l’accesso alle cure è per molti proibitivo, oltre a contribuire alla purificazione degli ambienti sanitari e non e alla potabilizzazione dell’acqua.

Nel 2021 O3 for Africa Onlus ha contribuito a realizzare un importante progetto solidale, finalizzato a diffondere la pratica dell’ossigeno ozono terapia in Benin e nei paesi limitrofi. Grazie alla collaborazione di Rotary Foundation e del partner tecnologico Multiossigen S.p.A, sono state donate ben 9 attrezzature, destinate ad altrettanti centri ospedalieri del Benin. Il Dott. Galoforo, forte della propria esperienza, si è occupato personalmente della formazione del personale medico locale.

Ancora, da 20 anni il Dott. Galoforo utilizza, con grandi risultati, l’ozono per curare l’Ulcera di Buruli, la “lebbra dei bambini”, patologia presente in ben 33 paesi tropicali e subtropicali.

“Con il protocollo sperimentale di medicazione con ossigeno-ozono siamo in grado di ridurre i tempi di guarigione, limitando inoltre la somministrazione di antibiotici, antidolorifici e antisettici, con una consistente riduzione dei costi per la cura. E cosa più importante evitiamo l’amputazione dell’arto”, ci spiega il medico.

L’ozono può essere dunque un importante strumento per curare molte malattie, dalle patologie degenerative dell’apparato osseo-arto muscolare a quelle neuro vascolari e autoimmuni e grazie al contributo di attività filantropiche diventa una cura accessibile per milioni di persone in tutto il mondo. La rivoluzione dell’ozono sta così prendendo piede in tutto il mondo.

Per maggiori informazioni sul Dott. Galoforo e l’ozono terapia rimandiamo al sito internet www.galoforo.it.

 

Per approfondimenti con il team o il Dott. Galoforo:

Ufficio stampa

Dott.ssa Alessandra Castello

Via A. Meucci, 2 – I- 37135 VERONA

Tel. 3485255251

www.sgaravato.it

alessandra@sgaravato.it

 

Ortofrutta: sbarca in Europa Akron technology, per conservare la frutta fresca in modo naturale

Akorn Technology lancia sul mercato europeo il suo coating commestibile per prodotti freschi da adottare su pere e frutti a nocciolo, come pesche e nettarine

Roma, 5 ottobre 2022 – Akorn Technology è lieta di poter annunciare il lancio commerciale del suo coating commestibile per pere, pesche e nettarine fresche. Le aziende di imballaggio infatti ora possono adottare i coatings naturali e commestibili Akorn, ottenuti da derivati vegetali. Numerose aziende di imballaggio di pere e frutti a nocciolo hanno effettuato con successo diversi test con frutta da esportazione con l’obiettivo di incrementare i mercati in Europa e conquistare altri mercati d’esportazione.

Akorn è una soluzione a base di acqua e proteine unica nel prolungamento di freschezza, qualità e sicurezza della frutta fresca; diversamente da altri trattamenti lipidi (grassi) non in grado di modulare il tasso di maturazione di pere, pesche e nettarine o altri frutti con maturazione post raccolta.

Pere, pesche e nettarine sono i tre tipi di frutta maggiormente prodotta in Europa per un totale di sei milioni di tonnellate annue secondo i dati rilevati dalla FAO. Senza il trattamento con i coating Akorn lo spreco post raccolto di pere e frutti a nòcciolo può raggiungere il 40% dalla fase del imballaggio fino alle tavole dei consumatori.

I test hanno dimostrato che tutti i coating naturali Akorn superano tutte le cere tradizionali a base di petrolio e cariche di sostanze chimiche. Sia durante i lunghi periodi di stoccaggio a fresco che durante simulazioni di ambienti di vendita e domestici, i coating Akorn danno risultati di prolungamento di freschezza, di qualità e di sicurezza di lungo superiori rispetto alle altre sostanze testate. Queste offrivano soltanto modeste protezioni durante il stoccaggio e la fase dell trasporto.

Uno studio dell’Università della Florida ha accertato che i coating Akorn sono superiori anche all imballaggio ad atmosfera modificata che ha costi elevati e usa materiali plastici derivati da petrolio. La soluzione Akorn aiuta ad eliminare la plastica durante il percorso di filiera.

Akorn riduce in modo significativo il marciume e le lesioni da stoccaggio.

I trattamenti facili, multifunzionali e commestibile Akorn raddoppiano la durata di freschezza della maggior parte della frutta e verdura riducendo la perdita da filiera del 30% o più e fornendo prodotti freschi con miglior sapore, struttura e presenza.

Test indipendenti hanno dimostrato che i coatings Akorn riducono marciume e muffe di più del 50% e sono molto effettivi conto batteri pategoni che si possono riscontrare sui prodotti freschi.

I coating commestibili per prodotti freschi Akorn sono fatti su misura per imballatori in cerca di soluzioni sostenibili, derivati da piante e a prezzi ragionevoli, Plug-and-play sulle loro attrezzature e che permettano loro non solo di ridurre i loro sprechi da filiera ma mettendoli in grado di offrire prodotti migliori e a prezzi più alti

“Noi di Akorn Technology ci siamo dedicati allo sviluppo di una produzione sostenibile con il fine di aumentare la sicurezza del cibo e migliorare l’alimentazione usando trattamenti alimentari capaci non solo di prolungare la freschezza ma anche riducendo lato scarto di filiera e offrendo prodotti di maggior qualità. È questa la soluzione che le aziende di imballaggio vogliono adottare. Il lancio commerciale globale dei nostri coatings è fatto per portare ad un cambio di paradigma nel metodo di imballaggio di prodotti freschi” dice Anthony Zografos Ph.D., fondatore e CEO di Akorn Technology.

“I coatings Akorn offrono più vantaggi del semplice controllo di perdita d’acqua nei frutti. I nostri clienti imballatori hanno accertato che Akorn funziona meglio delle cere convenzionali, sia per quanto riguarda la durata di freschezza che in tutti i punti chiave della qualità quali maturazione, consistenza e soprattutto sapore. I nostri imballatori oro sono in grado di fornire frutta migliore ai loro clienti, allargare la loro estensione geografica per raggiungere nuovi mercati e incrementare gli introiti grazie alla riduzione dello scarto”, dice Dimitris Tsakiris, Direttore Business Development Europa di Akorn.

Alcuni dati su Akorn Technology, Inc.

Fondata nel 2019, Akorn è una startup che utilizza derivati di grano, non modificato geneticamente per produrre coatings commestibili completamente naturali, geneticamente non modificati a base di proteine vegetali per prodotti freschi interi o tagliati a fresco.

Con i coatings Akorn la durata di freschezza dei prodotti viene triplicata ottenendo prodotti sani e duraturi.

L’obiettivo è quello di promuovere una alimentazione più buona e sana e di ridurre lo spreco durante la filiera permettendo così ai produttori e rivenditori di offrire frutta e verdura più fresca, più saporita e più duratura.

I coatings Akorn si possono adattare on demand e on site per le varie specie con una vasta gamma di funzionalità additive (antimicrobiche, fungicide, caratteristiche di superficie etc.)

Akorn ha ricevuto un prestigioso riconoscimento della NSF (National Science Foundation) per SBIR (Small Business Innovation Research).

Per ulteriori informazioni basta visitare il sito internet www.akorn.tech oppure scrivere  a info@akorn.tec

 

 

AKORN (Logo)

Venezia: sul red carpet l’arredatrice più famosa d’Italia

Venezia, 20 settembre 2022 – Ancora una volta  Arianna Trombini, l’arredatrice più famosa d’Italia, è stata presente al Festival del Cinema di Venezia. Anche quest’anno infatti ha curato il design dell’area Hollywood Celebrities Lounge presso il Tennis Club del Lido di Venezia che, a soli pochi metri dal red carpet, è ormai diventata la location più strategica ed ambita della manifestazione.

Oltre al design dell’area, Arianna è stata invitata a sfilare sul red carpet come celebrity del settore arredamento. Poi subito dopo, nell’esclusiva lounge, ha intrattenuto i suoi ospiti ad una cena di gala.

Arredatrice di interni con una carriera ultraventennale, in molti l’hanno definita come “la musa ispiratrice dell’arredamento in Italia”.

Imprenditrice ed amministratrice di 2 società di capitali nel settore arredamento, ha scritto 3 libri e tenuto tantissimi corsi di formazione, tra cui la rete vendita del Gruppo di Arredamento Colombini e dei Febal Casa d’Italia. Con una delle sue società è la consulente delle migliori aziende di arredamento d’Italia. Formando da tanti anni i rivenditori d’arredo di tutta la nazione, è diventata così, in poco tempo, l’arredatrice più famosa d’Italia.

“Da quando avevo 16 anni, durante le vacanze estive andavo a lavorare nella ditta di arredamento di mio zio – racconta Arianna – un imprenditore che ha creato un’azienda produttrice di arredamento e l’ha portata ad alti livelli. Lui mi ha insegnato cos’è l’arredo e mi ha trasmesso la sua passione per questo settore meraviglioso. Non nascondo che la mia vita era molto diversa rispetto a quella delle mie coetanee. Io, sia al liceo che all’università, studiavo e lavoravo e, nel frattempo, imparavo da mio zio cosa volesse dire fare impresa e come portare un’azienda a livelli incredibili. La mia prima scuola di business è stata quella. Negli anni successivi, dopo l’università, è iniziata la mia carriera di arredatrice di interni”.

Arianna ha lavorato tantissimi anni come arredatrice presso diversi showroom di interni, progettando più di 12mila abitazioni e seguendo più di 30mila clienti che dovevano arredare casa. Nel 2009 ha aperto il suo primo blog di arredamento dando consigli d’arredo a persone di tutta Italia. Nel 2018 la rivista di business più letta in Italia, Millionaire, le ha dedicato un bellissimo articolo inserendola tra gli imprenditori dell’anno. Nel 2020 nasce la sua seconda società ‘Arianna Collection’, dedicata esclusivamente all’arredamento di lusso.

“Mi mancava tantissimo il rapporto con le persone che devono arredare casa ma, questa volta, ho voluto creare una proposta tutta mia – continua – la mia collezione personale di arredi scelti da produttori di tutto il mondo. Per questo motivo è nato il mio brandArianna Collection’ ”.

Sempre in giro per il mondo alla ricerca di raffinati articoli da inserire nelle sue collezioni, Arianna riesce a dedicare tempo anche alle prestigiose consulenze d’arredo per attività commerciali, ville private ed eventi importanti.

 

Arianna Trombini, l’arredatrice più famosa d’Italia sul Red Carpet al Lido di Venezia in occasione del Festival del Cinema 79° edizione

 

Arianna Trombin, l’arredatrice più famosa d’Italia sul Red Carpet al Lido di Venezia in occasione del Festival del Cinema 79° edizione

L’intervista di Paolo De Grandis ad Arianna Trombini su Delta Radio:

 

Mismatch: come cercare i lavoratori che non si trovano

Milano, 20 settembre 2022 – Per tutta l’estate si è parlato della grande difficoltà delle imprese del turismo, a partire dalle strutture ricettive, nel trovare le professionalità necessarie. Il settore non è certo nuovo alle complicazioni nell’attirare talenti nei periodi di picco, ma è indubbio che la pandemia abbia inflitto un duro colpo anche da questo punto di vista.

Durante il lockdown, ad attività ferme, le persone che erano solite lavorare nel turismo hanno infatti cercato un’occupazione altrove, privilegiando lidi più sicuri. A dimostrarlo è l’ultimo rapporto FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), il quale spiega che il mondo dell’accoglienza gastronomica ha perso in due anni 300mila addetti, nonché 45mila imprese. È così che tante strutture ricettive italiane – stando alle rilevazioni di Federalberghi – si trovano a lavorare con il 40% dei dipendenti in meno, dovendo di conseguenza tagliare numerosi servizi. E se è vero che il picco di richieste è stato tra luglio e agosto è vero anche che il problema permane anche per i mesi più calmi di settembre e ottobre, soprattutto in regioni come la Sardegna.

Ma a fare le spese con il mismatch non è unicamente il settore del turismo. Le difficoltà nel trovare talenti da assumere sono aumentate anche nel campo ingegneristico, nonché per quanto riguarda la selezione di operai specializzati, di tecnici della salute, di meccanici e via dicendo. Stando a uno studio congiunto di Unioncamere e Anpal, è difficile reperire il 38,3% dei lavoratori ricercati.

In uno scenario in cui il tasso di disoccupazione destagionalizzato è pari al 7,9%, con 2 milioni di persone senza impiego, accettare un fenomeno di questo tipo è difficile. Eppure sono tante le imprese che ormai hanno fatto l’abitudine all’ampiezza tra il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, sapendo fin dall’inizio che determinati processi di ricerca e selezione del personale saranno estremamente difficili.

Trovare i lavoratori: come risolvere il mismatch

Esistono però delle soluzioni. In un mercato in cui è sempre più difficile individuare talune figure professionali, aumentano i benefici del rivolgersi a degli head hunter specializzati, e quindi a dei cacciatori di teste specializzati nella selezione di personale in un determinato settore lavorativo.

“Per noi questo ad esempio è una prassi nel recruiting visto che abbiamo un team di head hunter ognuno dei quali lavora verticalmente su una o più aree”, racconta Carola Adami della società di head hunting Adami & Associati.

“In questo modo la squadra di cacciatori di teste di Milano riesce a coprire in modo esperto le ricerche di personali nelle aree Automotive, Banking, Chimico-Farmaceutico, Costruzioni, Horeca-GDO-Retail, TCT, Legal, Logistica e Trasporti, Luxury e Fashion, Ingegneria, Oil & Gas, Sales e Marketing, offrendo sempre alle imprese un servizio specialistico”, continua l’head hunter.

A fare la differenza in questo senso sono le competenze e l’esperienza dell’head hunter, che conoscendo alla perfezione il mercato di riferimento, e avendo coltivato nel tempo una solida rete di contatti, potrà rendere più efficace e veloce la ricerca di personale qualificato.

 

Lo studio: cosa cercano gli sviluppatori italiani nel 2022

È ufficialmente aperta la terza edizione della ricercaThe State of Software Development in Italy” condotta da BitBoss, startup innovativa incubata in I3P, l’Incubatore delle imprese innovative del Politecnico di Torino.

Per il terzo anno consecutivo, BitBoss lancia un appello agli sviluppatori di tutta Italia perché prendano parte alla ricerca annuale dedicata al mondo dello sviluppo software.

“L’obiettivo è quello di scattare una fotografia in costante evoluzione della figura dello sviluppatore. Una professione ormai fondamentale per la vita delle imprese e che tutti gli imprenditori dovrebbero imparare a conoscere e a valorizzare se vogliono competere per attirare i talenti migliori”, racconta Davide Leoncino, Co-Founder e Head of Marketing di BitBoss.

Nel 2020, in piena pandemia, il 35,5% degli sviluppatori freelance affermava di aver registrato un incremento del lavoro durante il lockdown, mentre solamente il 17,3% dichiarava di aver subito una flessione negativa del lavoro a causa delle restrizioni.

Nel 2021 poi, 9 sviluppatori su 10 in Italia affermavano di essere occupati e soddisfatti del proprio lavoro e solo il 10% stava cercando attivamente un lavoro.

Questi erano alcuni dei dati emersi dalle prime due edizioni della ricerca condotta da BitBoss, software house di Torino.

Oggi, a distanza di due anni dal primo lockdown, come sta cambiando il settore legato al mondo dello sviluppo?

Lo slancio dovuto alla corsa alla digitalizzazione sta ancora alimentando la richiesta di figure specializzate in questo settore? Inoltre quali sono le tecnologie, gli strumenti e i linguaggi di programmazione più amati e più utilizzati dai professionisti del codice?

Secondo una ricerca condotta dalla nota piattaforma Indeed, quello dello sviluppatore di software è uno dei lavori più pagati e richiesti in Italia. Eppure è sempre più difficile trovare risorse esperte in questo campo, siano essi freelance o dipendenti e, di fatto, oggi gli sviluppatori continuano a essere talenti rari che le imprese fanno sempre più fatica ad attirare.

La domanda di figure tecniche da parte delle aziende cresce non solo per poter competere in maniera efficace sui mercati esistenti, ma soprattutto grazie all’emergere di nuove opportunità di business nel digitale. Esempi lampanti sono rappresentati dalle nuove tecnologie legate alla blockchain e al web3.

“Quanto gli imprenditori conoscono effettivamente il lavoro dello sviluppatore? Quanto conoscono i fattori che muovono le loro scelte in ambito professionale? Le aziende devono saper dialogare con queste figure professionali, devono comprendere che la maggior parte di loro non è più interessata solo all’aspetto economico, ma vogliono anche crescere professionalmente, disporre di flessibilità e autonomia in termini lavorativi e soprattutto non sono più interessate a lavorare con tecnologie obsolete e ricercano ambienti lavorativi più stimolanti e innovativi” continua Leoncino.

La ricerca condotta ogni anno da BitBoss ha lo scopo di mettere in luce la professione dello sviluppatore in modo da far conoscere alle imprese questa figura e permettere loro di migliorare l’offerta per attirare i talenti migliori.

Allo stesso tempo vuole dare la possibilità agli sviluppatori italiani di conoscere meglio l’ecosistema al di fuori della propria azienda o della propria area territoriale. La ricerca quindi non indaga solamente il mondo del lavoro, ma vuole far luce sulle tecnologie, sugli strumenti e i linguaggi di programmazione più amati e utilizzati dagli sviluppatori italiani.

I focus della ricerca di quest’anno

Il fenomeno delle Grandi Dimissioni

La ricerca di quest’anno avrà un focus su quel fenomeno che viene chiamato Great Resignation che sta interessando diversi settori tra cui anche quello dello sviluppo software. Una ricerca della Harvard Business Review ha infatti dichiarato che i tassi di dimissioni interessano soprattutto i settori della sanità e della tecnologia. In particolare lo studio ha rivelato che i tassi di dimissioni hanno interessato più che altro i lavoratori impegnati in quei campi che avevano registrato un aumento estremo della domanda a causa della pandemia, portando probabilmente ad un eccessivo aumento nei carichi di lavoro.

Ad alimentare il fenomeno delle Grandi Dimissioni però potrebbe essere anche la crescente fiducia dei professionisti nelle proprie capacità, la sensazione che la dinamica tra lavoratore e datore di lavoro sia cambiata e che i lavoratori abbiano più capacità di scelta e più controllo sulla propria vita professionale.

Le nuove tecnologie: Blockchain e web3

Solo per fare un esempio, secondo uno studio condotto da Forbes, le startup che operano nel mondo delle criptovalute hanno ottenuto nel complesso 30 miliardi di dollari di investimento in VC nel 2021, 50 dei quali hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari. Alla luce di questi dati cosa si può prevedere per il futuro? “Sicuramente chi conosce il mondo della tecnologia da vicino avrà un’opinione in merito e vorremmo capire se gli sviluppatori in Italia percepiscono tutte queste innovazioni come il futuro del web oppure se associano questi fenomeni a una serie di bolle pronte a scoppiare. Sicuramente capire qual è l’opinione di chi lavora tutto il giorno nel mondo dell’innovazione dovrebbe influenzare il modo che avranno le aziende di utilizzare queste nuove tecnologie.” Conclude Leoncino.

È quindi ufficialmente aperta la terza edizione della ricerca The State of Software Development in Italy. Il sondaggio è aperto a tutti gli sviluppatori che vorranno partecipare ed è raggiungibile da questo link: https://www.bitboss.it/developers-hub/the-state-of-development-in-italy/2022.

Tutti i risultati ottenuti tramite la ricerca svolta da BitBoss saranno resi pubblici in forma aggregata e anonima sul sito web di BitBoss a questo link: https://www.bitboss.it/developers-hub/the-state-of-development-in-italy e gli sviluppatori che parteciperanno potranno ricevere i risultati aggregati in anteprima.

Riguardo BitBoss

BitBoss è una startup innovativa incubata in I3P, l’Incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino. Progetta e sviluppa prodotti digitali basati sulla tecnologia, la creatività e l’innovazione e collabora ogni giorno da remoto con una rete di developer attivi da tutta Italia per comporre, insieme alle figure interne, il team perfetto per ogni progetto.

Canali Social consigliati:

Instagram

Facebook

Linkedin

 

Fonti dati e studi:

https://it.indeed.com/guida-alla-carriera/trovare-lavoro/lavori-pagati-bene

https://www.bitboss.it/developers-hub/the-state-of-development-in-italy

https://hbr.org/2021/09/who-is-driving-the-great-resignation

https://www.forbes.com/sites/rahulrai/2022/01/02/an-overview-of-web3-venture-capital-activity-in-2021/

 

Exit mobile version