Giovani Imprenditori di Confindustria: “Cancellato con un colpo di spugna il credito d’imposta per il Mezzogiorno”

Per Umberto Barreca, Presidente del Comitato del Mezzogiorno dei Giovani Imprenditori di Confindustria nella manovra del Governo si sono dimenticate 3 parole: Sud, Mezzogiorno e Meridione 

Roma, 1 dicembre 2022 – Era uno strumento utile a stabilizzare il sistema produttivo nel Mezzogiorno. Una mano tesa da parte dello Stato verso le imprese che invogliava gli imprenditori ad investire al Sud.
La Legge di Bilancio 2021 aveva prorogato il bonus investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno al 31 dicembre 2022. Ma oggi, tutto è a rischio.

L’allarme arriva da Umberto Barreca, Presidente del Comitato del Mezzogiorno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, insieme ai Presidenti GI di Campania Vittorio Ciotola, Sardegna Roberto Cesaraccio, Puglia Alessio Nisi, Sicilia Gianluca Costanzo ed il neoeletto Presidente GI della Basilicata Domenico Lorusso.

Il regime di aiuti che premia le imprese che acquistano macchinari, impianti e attrezzature destinate a strutture produttive nuove o esistenti, garantendo un credito di imposta liquidità immediata mediante compensazione in F24, rappresentava un vero aiuto verso le aree del sud ‘svantaggiate’.

Purtroppo, però questo sistema di agevolazioni non è stato inserito in legge di bilancio 2023.
E difficilmente nel testo della nuova manovra si leggono le parole ‘Sud’, ‘Mezzogiorno’ e ‘Meridione’ che, incredibilmente, spariscono dal vocabolario della politica.

Il credito d’imposta per gli investimenti e il bonus assunzioni Sud, che hanno avuto il miglior incentivo e il miglior impulso al lavoro degli ultimi anni, è stato cancellato con un colpo di spugna.

Il Sud non può permettersi ulteriori gap e, dunque, risultano necessarie azioni di rilancio per sostenere le politiche per il Mezzogiorno come il credito d’imposta, gli investimenti  Sud, la decontribuzione Mezzogiorno e le agevolazioni ‘Zes‘, senza trascurare il tema dell’autonomia differenziata.

Il Presidente GISUD e Presidente GI Calabria Umberto Barreca:
“Se davvero si intende aiutare il Sud si devono eliminare una volta per tutte le disparità storiche ed economiche tra il nord ed il Mezzogiorno. L’Italia intera e l’Europa hanno bisogno di un Sud Italia ricco di innovazione ambientale, digitale, umana ed economica.
È necessario dunque far rientrare nuovamente, e al più presto, all’interno della versione finale della manovra, quei provvedimenti utili alle imprese, come il credito d’imposta per gli investimenti al Sud.”

La speranza è che un nuovo decreto possa nuovamente prevedere azioni vitali per le imprese del Sud.

Eppure, il nuovo Governo ha un Ministero ‘ad hoc’, ovvero il Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR.
Non trovare nemmeno una volta la parola ‘Sud’ risulta davvero un paradosso.

 

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Per interviste ed informazioni:


Segreteria GISUD – Confindustria Campania, tel 081.415664 – mail segreteriagisud@gmail.com; giovani@confindustria.campania.it

Ufficio stampa e Relazioni istituzionali

Unindustria Calabria, tel. 0962.965309 – mail confindustria.rc@unindustriacalabria.it

 

 

 

Caro bollette, senza aiuti sarà un’ecatombe di aziende: l’allarme della Stilmarmo

«Caro bollette», a rischio l’export italiano e la tenuta dell’intera economia. Necessari soldi subito a imprese e famiglie: l’allarme lanciato dall’azienda pugliese Stilmarmo

Foggia, 21 ottobre 2022 – «O si interviene subito o sarà la fine dell’export italiano, con gravissime ed irreparabili ricadute in termini economici e sociali». A dichiararlo è Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmoplayer di spicco, a livello internazionale, del settore marmifero di Apricena (seconda capitale del marmo italiano, dopo Carrara).

Per la challenger company del settore lapideo pugliese – che, lo scorso settembre, ha entusiasmato i visitatori del “Marmomac” di Verona (la più importante fiera internazionale del marmo, con 47 Paesi rappresentati), presentando, in anteprima mondiale ed in partnership con il Politecnico di Bari, ben 5 dei 15 prototipi litici esposti nel padiglione delle innovazioni – non ci sono dubbi sui grandi rischi che stanno attraversando le imprese italiane.

«Se non si interviene subito, entro fine anno ci sarà un’ecatombe di aziende, le cui bollette mensili di energia elettrica sono, in alcuni casi, addirittura quintuplicate. L’attuale struttura dei costi – dichiara Alfonso Masselli – oggettivamente non è più sostenibile per nessuna impresa italiana. Quello che un’azienda spendeva in energia elettrica in sei mesi, ora lo spende in uno/due mesi. E le dilazioni di pagamento delle bollette non sono uno strumento efficace, in quanto ci saranno mesi in cui si cumuleranno più rate e deteriorano il rating delle aziende, esponendole a maggiori costi nei confronti del sistema energetico, anche quando la situazione si sarà normalizzata. Occorre intervenire con misure analoghe a quelle adottate dal governo all’indomani del lockdown del 2020, erogando subito – senza scartoffie e circolari interpretative di leggi sempre più oscure – soldi “veri” sui conti correnti delle imprese italiane. Il “caro energia” è un fatto notorio e gli “aiuti” alle imprese devono essere deburocratizzati, com’è avvenuto nel giugno 2020. E, per farlo, non c’è altra strada dello “scostamento di bilancio”, che, se ragionevole, non deve spaventare i paladini degli equilibri dei conti pubblici, perché, se salta il banco dell’economia reale, non ci potrà più essere un bilancio dello Stato. Mettiamocelo in testa tutti. Altro che scostamento» sottolinea Masselli.

La situazione è drammatica anche per le famiglie italiane. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti “mUp Research” e “Norstat” e resa nota, nei giorni scorsi, da “Il Sole 24 Ore”, ben 4,7 milioni di italiani – a causa dell’aumento del prezzo dell’energia – hanno saltato il pagamento di una o più bollette di luce e gas negli ultimi 9 mesi. E il numero è destinato a crescere se i prezzi non si normalizzeranno.

«Questo dato non mi sorprende affatto. Che si sarebbe naturalmente andati verso una morosità diffusa, lo avevo dichiarato al quotidiano foggiano “l’Attacco” lo scorso primo settembre. Se il pane costa mediamente 5 euro al chilo, e in alcuni centri anche di più, è naturale che le famiglie si trovino costrette a dover scegliere cosa pagare: se il pane o le bollette» apostrofa Masselli, sottolineando «la necessità che siano previste – con l’avvicinarsi dell’inverno – misure urgenti a sostegno delle famiglie, come lo sconto “alla fonte” nelle bollette di luce e gas, una misura che sarebbe adeguata anche per le imprese».

Ma l’analisi dell’azienda pugliese (capogruppo dell’omonimo gruppo industriale “Stilmarmo”, da sempre impegnata nella valorizzazione della “Pietra di Apricena” in tutto il mondo) si spinge oltre. A rischio c’è anche l’export italiano. «I Paesi lontani da questo surreale “caos” (nel 2019 l’industria manifatturiera italiana ha pagato per l’energia 8 miliardi di euro; nel 2022 il conto sarà di 110 miliardi) faticano a comprendere gli aumenti che gli esportatori italiani si trovano costretti a praticare sui propri listini prezzi a causa dei costi energetici fuori controllo e sono determinati a orientarsi verso altri prodotti. Il mercato globale non perdona. Il nostro osservatorio ci ha già restituito segnali in tal senso. La preoccupazione è seria. L’Italia rischia di vanificare interi decenni spesi per l’internazionalizzazione delle sue imprese, con pesanti ricadute sul Pil dei prossimi anni. Se non si interviene subito, il danno sarà irreparabile» evidenzia Masselli.

«Ci si augura che i sindacati, le associazioni di categoria e la politica tutta si rendano protagonisti del “salvataggio” dell’economia reale del nostro Paese e che il primo provvedimento del nascente governo sia un decreto legge da “pronto soccorso”, scritto in maniera chiara e senza la necessità di circolari interpretative. Non c’è più tempo per le interpretazioni» conclude Masselli.

 

Alfonso Masselli, responsabile relazioni esterne Stilmarmo

 

Marmomac 2022 Verona, Stand Stilmarmo

 

La voce contro la violenza sulle donne: Luca Ward e il progetto ARIA

Roma, 27 agosto 2022 – Sono già 58, ma continuano a crescere i premi e riconoscimenti da tutto il mondo per il corto contro la violenza sulle donne “ARIA”, scritto e interpretato da Barbara Sirottiregia Brace Beltempo e musiche originali di Enrico Merlin, con la partecipazione straordinaria di Luca Ward.
Non si parla mai abbastanza di come combattere la violenza” commenta la più bella voce del doppiaggio italiano, che ha partecipato recentemente al cortometraggio indipendente ARIA, supportato da SOPHIA cooperativa sociale impegnata nella lotta alla violenza di genere.
ARIA nasce dalla necessità di tornare a vivere” dichiara Barbara Sirotti attrice e autrice del cortosuperare lo shock e il dolore post traumatico di una violenza che ho subìto sulla mia pelle, dalla persona della quale mi fidavo di più, l’insospettabile che stava proprio accanto a me”.
Durante il lungo periodo di pandemia le richieste di aiuto alle Forze dell’Ordine da parte delle vittime chiuse nelle loro case, sono aumentate del 79,69% (Istat) e ancora oggi la cronaca riporta ogni giorno casi di femminicidio e violenza di genere.
Ho rischiato di morire soffocata, e se sono qui a raccontarlo è solo perché voglio mettere la mia testimonianza al servizio di tutti, donne e uomini vittime di violenza“.
Dopo aver mostrato ARIA nelle scuole, e aver già preparato il sequel da produrre negli USA, dove i premi sono stati più numerosi che in Italia, Barbara Sirotti ha ricevuto la nomina di socia onoraria della Cooperativa Sophia, presieduta dall’Avv. Penalista Alessandro Numin, che offre aiuto grazie ad un team di professionisti che risponde al numero verde 800 – 047733.  
Alla luce di quella che è ormai una vera emergenza sociale, il compito di SOPHIA, attraverso anche la testimonianza di Barbara e la narrazione cinematografica di ARIA, è quello di dare un supporto fondamentale e concreto alle vittime di violenza, dal punto di vista psicologico, giuridico, economico, medico e sportivo.
Tutto ciò per garantire immediata tutela e un percorso di recupero esistenziale.
La lotta alla violenza si combatte ogni giorno sul campo, ma anche il grande schermo può scuotere gli animi nel far sentire la sua voce, soprattutto se è quella inconfondibile di un grande attore che ci ricorda che “non può esserci mai giustificazione alla violenza“.
Barbara Sirotti

Il digitale cresce senza sosta: i segreti per creare un’impresa vincente 2.0

Il 65% delle imprese aumenterà gli investimenti nel digitale, e il 64% ripenserà il proprio business in ottica digitale…

Roma, 28 luglio 2022 – Grazie al digitale il mondo oggi è in continua trasformazione. Ogni giorno nascono App, software, siti internet e piattaforme online, in grado di fornire nuovo prodotti e servizi sia ad aziende che privati.

Un vero e proprio nuovo mondo quello del  digitale, un ecosistema che vede la continua nascita di servizi ed applicazioni che promettono di migliorare la vita delle persone.

Secondo un recente studio di McKinsey intitolato “The new digital edge: Rethinking strategy for the postpandemic era”, ben il 65% delle imprese ha affermato di aver aumentato i propri investimenti nella digitalizzazione, e ben il 64% ha affermato di dover rivedere, entro il 2023, il proprio modello di business in ottica digitale.

Il digitale, un nuovo mondo tutto da conquistare

Siamo di fronte ad una nuova economia quindi, in continua espansione, che ogni giorno vede nuovi imprenditori e startup lanciarsi sul mercato, con il fine di realizzare un “sogno digitale” capace di creare nuovi servizi, e, perché no, far arricchire i propri creatori.

Ma come è possibile fare impresa con un’App o un software?

Quali e quanti margini di guadagno un business digitale offre ai nuovi imprenditori 2.0?

“Le potenzialità di guadagno sono enormi, perchè se si ha una buona idea e l’App, o software, prende piede si ottengono dei bei guadagni mensili”, afferma Gianluca Poggi, giovane imprenditore digitale, appassionato di economia, marketing e tecnologia, che con la G-Network crea App e software per startup e aziende che intendono investire nel digitale.

Quanto si guadagna con un’App o un software

Le potenzialità di guadagno con il digitale sono enormi, vista la facilità di scalabilità e crescita.

“Poniamo che siamo in grado di far iscrivere almeno 5.000 utenti al servizio creato, con ognuno che porta, tenendoci molto bassi almeno 1,50€ al mese di guadagno, siamo a 7.500€ al mese di incasso.

Una cifra  che in soli 4 mesi è in grado di farci riprendere l’investimento iniziale”, ci spiega ancora Gianluca Poggi.

Cifre e numeri che abbiamo tenuto volutamente bassi, ma nonostante ciò molto interessanti, visto che parliamo di un settore in cui è possibile scalare velocemente i guadagni.

Per la natura di questo mercato potenzialmente è infatti possibile moltiplicare per 100 o 1.000 i guadagni, se dietro l’App o il software c’è la giusta idea capace di prendere piede e conquistare una larga fetta di pubblico.

I costi di una impresa digitale

Ma quanto costa sviluppare un’App o un software, partendo da una semplice idea?

“Sviluppare un software ad arte costa dai 10 mila euro in su, fino ad arrivare a un massimo indefinito, in base alla grandezza dell’opera da sviluppare, le funzionalità e le integrazioni indesiderate.  Ed ai costi di sviluppo bisogna aggiungere un investimento in pubblicità di almeno 5 mila euro”, continua Poggi.

I costi di un’App

Dagli incassi mensili del servizio digitale deve essere tolto il costo della manutenzione e del server, che in parte è commisurato al traffico di utenti.

In ogni caso i costi non sono mai superiori ai 500 euro al mese, a meno che non parliamo di software capaci di conquistare centinaia di migliaia, se non milioni di persone, per cui i costi sono ben superiori.

Costi molto più bassi di una impresa tradizionale, e calcolando che in caso in cui un’App o un software prendano piede davvero, i guadagni mensili sono molto alti, risultando quindi un investimento molto fruttuoso, dai costi veramente minimi rapportandolo ai potenziali guadagni.

E se non dovesse andare bene?

In caso contrario, anche qualora non si riesca a far funzionare il proprio “sogno digitale”, il software è sempre un asset di nostra proprietà che può essere rivenduto, specialmente se costruito bene.

Magari un altro imprenditore acquistando l’applicazione, con le opportune modifiche ed integrazioni potrebbe riuscire a sfondare con la nuova versione, riadattata magari a nuovi servizi.

A tal fine sono nati dei marketplace specializzati, in cui è possibile vendere il proprio software, con buone possibilità di guadagno o di riuscire a rientrare della cifra investita.

I segreti del successo digitale: partner e idee giusti

“Il segreto più grande per sfondare nel mondo digitale è avere l’idea giusta, e un team pronto a trasformare l’idea in realtà, capace di far fornire un servizio reale agli utenti finali, facendo guadagnare chi la mette in pratica”, spiega ancora Gianluca Poggi.

“La cosa più importante dopo l’idea giusta è avere il partner tecnico giusto per creare la propria impresa digitale: una software house che si riveli un partner leale e corretto, a cui potersi rivolgere con fiducia.

Non è raro infatti in questo mondo vedersi fregare e realizzare l’idea da gente scaltra e con pochi scrupoli, a cui ci si era ingenuamente affidati” continua Poggi.

“Per ovviare a questi problemi ho creato G-Network Italia, con lo scopo di diventare il partner di fiducia di chi vuole investire nel digitale, specializzato in sviluppo di soluzioni digitali, e che cura non solo il software, ma anche tutto ciò che viene prima e dopo. Come la parte burocratica ad esempio, che grazie ad avvocati, commercialisti e notai di nostra fiducia siamo in grado di svolgere nel modo più pratico e veloce possibile.

O come la gestione della pubblicità, dei social, e di tutto ciò che è necessario per far partire l’App e farla arrivare al successo finale”, conclude il fondatore di G-Network Italia, il cui scopo è appunto aiutare le imprese, ed i loro clienti, a crescere grazie alla creazione e gestione di piattaforme digitali innovative.

 

Gianluca Poggi, imprenditore digital, creatore della G-Network

A Torre del Greco presentato “Il silenzio delle donne” di Eugenio Alaio

Campani, toscani, lucani e lombardi protagonisti dell’opera prima di Eugenio Alaio. Un storia dedicata ai viaggi, alle donne e alle dipendenze patologiche. Charity partner del progetto l’ALTS, Associazione per la lotta ai tumori del seno, cui sarà devoluta parte dei ricavi dai diritti d’autore

Torre del Greco, 3 giugno 2022 – Nel complesso di archeologia industriale degli ex Molini Meridionali Marzoli il 1 giugno è stata presentata l’opera prima narrativa di Eugenio AlaioIl Silenzio delle donne”, edito per i tipi di Graus.

Il libro racconta le difficoltà quotidiane di quattro uomini, ma parla soprattutto delle donne che, scegliendolo ogni giorno, lottano al loro fianco.

Carla e Michele incarnano il giusto sodalizio tra Basilicata e Campania, Leonilde e Gianfranco sono due autentici toscani, Arianna e Paolo hanno entrambi origini lombarde, Delia e Francesco sono dei campani doc.

Ma cosa unisce questo variegato gruppo di amici? Sicuramente il desiderio ingovernabile di partire, scoprire il mondo e le sue meraviglie ma anche i problemi scaturenti da una serie di dipendenze, non solo affettive.

Una scrittura piana, fresca, semplice ed avvincente che, con una tecnica filmica, conduce ad un itinerario spirituale profondi, dal senso palingenetico e catatrtico.

La manifestazione – organizzata con il coordinamento di Gabriella Greco – è stata diretta e condotta dal giornalista Mario Esposito, promotore culturale e direttore artistico del Premio “Penisola Sorrentina”, che così ha affermato:

“Eugenio Alaio è un bancario scrittore che nella sua opera prima: Il Silenzio delle donne, ha saputo indagare i flussi di cassa dell’animo umano, i movimenti e le reazioni emotive di quel bilancio unico e straordinario che è la vita”.

Charity partner del progetto, a cui sarà devoluta parte dei ricavi dai diritti d’autore, l’Associazione ALTS per la lotta ai tumori al seno rappresentata per l’occasione da Maria Teresa Alleva.

 

Eugenio Alaio (a sx) intervistato da Mario Esposito

Problemi psicologici: la soluzione alla pandemia della mente é online

Roma, 3 febbraio 2022 – Da ricerche effettuate sembra che l’epidemia abbia provocato disturbi psicologici per il 65% degli Italiani e non va molto meglio negli altri paesi europei, dove la media rilevata sembra essere del 58%.

L’emergenza sanitaria ha acuito la sofferenza emotiva delle persone che si sono trovate costrette, in diversi casi, ad affrontare in solitudine le difficoltà straordinarie e quotidiane.

Il sostegno psicologico, mai come in questo particolare momento, è ormai un servizio necessario per la salute e per il benessere delle persone.

“La salute non è solo fisica, ma anche e soprattutto psichica. Abbiamo il diritto ad una maggiore cultura del benessere psicologico anche perché, oltre a far star meglio la popolazione, investire in psicologia fa risparmiare la collettività” spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

“Non tutti però hanno sempre l’opportunità di recarsi presso uno studio e la tempestività, in talune circostanze di malessere, è fondamentale per poter aiutare le persone a ripristinare il loro equilibrio. Le consulenze psicologiche online rappresentano l’opportunità di accesso a tutte le persone che, per motivi diversi, non hanno la possibilità di poter usufruire delle sedute psicologiche in presenza presso uno studio. L’aiuto psicologico online così serve a connetterci velocemente con il nostro benessere”, continua Lanari.

“Attraverso una pratica etica rispettosa, l’aiuto online permette di ottenere degli ottimi risultati, come indicato da diversi studi effettuati sulla consulenza psicologica online (Zabinski e coll. (2001), (Yager Z, O’Dea JA, 2006). La terapia online offre vantaggi concreti e nuove opportunità di comunicazione basate su tecnologia digitale (smartphone, tablet), a cui siamo sempre più abituati e non ci obbliga ad abbandonare i luoghi abituali come la casa, oppure l’ufficio e questa condizione può favorire meccanismi di relax, confort, empatia e intimità”, racconta la psicologa Debora Barrea.

Nella terapia online possiamo scegliere il tempo, il luogo e anche l’approccio iniziale del rapporto terapeutico. Una consulenza psicologica online può avvenire in qualsiasi luogo, e in qualsiasi momento; se stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, possiamo inviare un messaggio al nostro terapeuta e ricevere nel giro di poco tempo un contatto e delle utili indicazioni. Se optiamo per una consulenza psicologica online, non saremo più limitati a scegliere il professionista più comodo da raggiungere, ma quello migliore per noi. E’ importante sottolineare che una modalità non sostituisce l ‘altra, ma diviene più opportuna sulla base delle necessità delle persone.”

Partendo dalla convinzione che un corretto aiuto psicologico nell’ambito di una emergenza eviti l’insorgenza di una psicopatologia strutturata, il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire anche un aiuto psicologico online.

Il servizio é offerto per affrontare delle situazioni di crisi legate a: ansia, attacchi di panico, solitudine, dipendenza da internet, ritiro sociale (hikikomori), problemi relazionali, autostima bassa, problemi sessuali, dipendenza da sesso virtuale (cybersex addiction), violenze e abusi, violenze di genere, mobbing, bullismo, problemi legati al lavoro, problemi a scuola, incidenti e traumi, iperattività, disabilità, handicap, depressione e disturbi dell’umore, dipendenze, disturbi alimentari, disturbi del sonno, disturbo ossessivo compulsivo (doc), disturbi di personalità, disturbo post traumatico da stress, paure e fobie, lutti amorosi, lutti reali, tumori e malattie gravi, coronavirus, problemi legati al covid, gestione della rabbia e dello stress, problemi degli adolescenti, problemi della terza età, problematiche familiari, problematiche LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersex e persone asessuali), stalking, problemi di coppia, partner bugiardo patologico, demenze, disturbo narcisistico di personalità, etc.

I 374 psicologi della rete del pronto soccorso sono presenti in tutte le regioni italiane e in 23 paesi esteri, come Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Nigeria, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico basta telefonare al n. 06 22796355, al n. 380 6883135, o collegarsi al sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

Don Cosimo Schena: il prete poeta da vita a “L’ Amore Vola”, il nuovo libro di poesie

Una raccolta di 140 poesie il cui unico filo conduttore è sempre l’amore universale

Roma, 2 dicembre 2021 – È “L’ Amore Vola” il nuovo libro di poesie di don Cosimo Schena, il prete poeta diventato famoso per cantare l’amore in tutte le sue sfaccettature. Non a caso il popolo del web lo ha incoronato “Poeta dell’Amore”. Don Cosimo Schena è un giovane prete brindisino, dalla verve inarrestabile, sin da quando ha iniziato qualche anno fa a scrivere poesie e recitarle sui social. Da allora non ha più smesso e in poco tempo è diventato un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fan che lo seguono sui vari canali social.

La nuova raccolta di poesie

Il prete influencer ha dato ora alle stampe il suo ultimo libro dal titolo “L’Amore Vola”, in cui risuona forte e chiaro il messaggio di Gesù: “Amatevi l’un l’altro”. Il libro, edito da Hercules Book, è una raccolta di 140 poesie che raccontano la grande forza dell’Amore che riesce ad abbattere qualsiasi ostacolo, a trasformare e sanare il cuore ferito degli uomini fino ad arrivare all’Altissimo, a Dio, a Colui che è Amore per definizione.

Don Cosimo con i suoi componimenti grazie ad un linguaggio semplice ma emozionante riesce a donare serenità e ad infondere speranza anche in tempi incerti come quelli che viviamo. Le sue poesie, le sue preghiere, i suoi video, le sue riflessioni sull’amore, sul perdono e sull’accoglienza attirano centinaia di migliaia di fan che lo cercano e lo seguono con costanza e attenzione.

Il boom sui social del prete poeta

I numeri del prete poeata sono sbalorditivi: in poco tempo Don Cosimo Schena ha infatti raggiunto ben 6 milioni di ascolti su Spotify con le sue poesie audio recitate dalla sua stessa voce, con ormai centinaia di migliaia di persone che lo seguono sugli altri canali social, da Facebook ad Instagram, passando per Tik Tok.

Lui, in maniera disarmante spiega questo successo con poche parole:

“Il messaggio di Gesù è universale, tutti a prescindere dal nostro credo, abbiamo bisogno tutti di amore ed io dico: Dio è amore, e visto che siamo stati creati da Lui non possiamo non amare. Prendetevi cura delle persone che avete accanto, fate pace con amici e parenti con cui avete litigato. E se qualcuno vi ha fatto soffrire, perdonatelo: perdonare non è una debolezza, è donare amore che vi ritornerà indietro”.

Per seguire don Cosimo Schena basta seguire questi canali social:

https://youtu.be/oOXCmzX6FnQ

https://instagram.com/doncosimoschena

https://m.facebook.com/doncosimoschena

https://youtube.com/c/donCosimoSchenailPoetadellAmore

https://twitter.com/doncosimoschena

 

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Ufficio Stampa

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Salute: sono 100.000 gli italiani chiusi in casa per la sindrome da ritiro sociale

Roma, 16 novembre 2021 – Sempre più spesso sentiamo parlare di amici, conoscenti, studenti o colleghi di lavoro che si chiudono in casa. Purtroppo le ricerche parlano di un fenomeno che si diffonde a macchia d’olio: milioni di persone nel mondo, circa 100.000 in Italia, che presentano un problema di ritiro sociale.

Il fenomeno è stato riconosciuto inizialmente in Giappone negli anni ’80, ma è presente e continua a diffondersi anche in Europa e in America. Al riguardo è stata coniata la parola Hikikomori, che significa “stare in disparte, ritirarsi”. Una vera e propria epidemia visto che si parla di milioni di persone che si sentono sopraffatte, che sentono di non poter realizzare i loro obiettivi di vita nella società e reagiscono isolandosi.

“L’isolamento corrisponde al rifiutarsi simbolicamente di pagare i costi psicologici richiesti dall’interazione con gli altri. I propri obiettivi si raggiungono invece investendo nella vita”, spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

Il fatto che così tante persone si chiudano, non può comunque lasciarci indifferenti.

“Il processo di chiusura è graduale, ci sono 3 stadi, e più tardi si interviene e più diventa difficile l’uscita dall’isolamento. Più tempo passiamo nella chiusura, e più è facile che si sviluppino pensieri paranoici o depressivi. Più tempo siamo isolati, e più si rende necessario un periodo di re-inserimento sociale’, un periodo di ri-apprendimento dello stare insieme, fattore che dovrebbe essere tenuto particolarmente in considerazione per chi è stato isolato ed anche detenuto per lunghi periodi. E questo dato è sicuramente sconcertante: ci si può autorecludere anche in carcere, quindi anche in assenza di interne”, sostiene Paolo Crepaldi, presidente di Hikikomori Italia.

Dal momento che una persona chiudendosi dichiara implicitamente il suo fallimento nella relazione con l’altro, diventa indispensabile l’intervento esterno, della scuola, dei compagni, della famiglia e della comunità. Non è più un problema individuale, ma un problema di salute della comunità. Un grande spreco di un patrimonio umano.

Al riguardo la psicoterapeuta Barbara Rossi (www.leggereliberamente.it) ha curato il libro “Dall’autoreclusione al ritorno alla vita”, che raccoglie numerose testimonianze e le riflessioni di vari professionisti, tanto da diventare un vero e proprio manuale sull’argomento.

Il testo è nato da una ricerca su oltre 600 persone che si sono ritirate socialmente. Lo studio, realizzato attraverso un concorso letterario (Adotta l’orso, per uscire dall’isolamento) soprattutto autobiografico, ribalta le teorizzazioni precedenti.

In primis emerge che il fenomeno colpisce tutte le età, non solo gli adolescenti, e che non c’è un legame stretto tra dipendenza da internet e ritiro sociale, semmai c’è un forte legame tra traumi e ritiro. Il ritiro sociale sarebbe quindi l’estrema conseguenza di una serie di traumatismi sperimentati, la reazione “normale” a eventi anormali, quali il bullismo, il lutto traumatico, l’abuso, la violenza assistita, ecc.

Scrive A.M: “A essere precisi, non ho vissuto per anni a causa delle violenze che ho subito. La mia vita non valeva niente, era come se dicessi: “fatene quello che volete”…. L’EMDR mi ha ridato la vita”.

Il secondo dato che emerge è il deficit di adultità di cui parlano le persone: gli adulti che vengono descritti troppo spesso non vedono, non sono disponibili a un dialogo su temi difficili, si girano dall’altra parte, esercitano il potere in modo arbitrario.
Il terzo dato è la funzione salvifica e trasformatrice della parola: nonostante le ferite, le persone attraverso la parola, verbale e scritta, riescono a trovare le risorse, le giuste alleanze che possono portarle fuori dal tunnel.

Il libro, che ha già ricevuto il “Premio Lord Byron Porto Venere Golfo dei poeti” 2021, verrà presentato a Bookcity Milano il 19 novembre 2021.
La rete professionale dei 360 Psicologi del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire un servizio di aiuto alle situazioni di crisi legate alla sindrome da ritiro sociale.

L’iniziativa è presente in tutte le regioni italiane e in 22 paesi esteri. Si parla di  Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Il servizio è offerto in 27 lingue, i prezzi sono sociali e gli Psicologi lavorano 7 giorni su 7.

Per prendere un appuntamento telefonare al numero 06 22796355 o al numero 328 4687269 o visitare il sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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