Le ultime uscite di Krill Books, l’editore dell’immaginario contemporaneo

I libri di Krill Books

Gli ultimi libri pubblicati da Krill Books, che vuole restituire lo Zeitgeist, lo spirito del tempo della nostra attualità, attraverso cronache dall’immaginario contemporaneo

Roma, 19 gennaio 2023 – Krill Books è una casa editrice sull’immaginario contemporaneo. Si occupa di filosofiescienze socialicultura digitalemedia con l’obiettivo di contribuire a restituire lo Zeitgeist, lo spirito del tempo della nostra attualità, attraverso cronache dall’immaginario contemporaneo.

Questi gli ultimi interessanti titoli pubblicati da Krill Books:

  • Miti, meme, iperstizioni di Tommaso Guariento – Dalla psicologia delle masse alle teorie del complotto, dalle infografiche di Instagram alle strategie di personal branding: ci confrontiamo ogni giorno con un immaginario collettivo sempre più affollato di mitimeme e iperstizioni, profezie che si autorealizzano.
  • La memoria di Sciascia di Federico Campbell – Un invito alla rilettura e al ricordo di Leonardo Sciascia in chiave italo-messicana. Campbell ci offre il racconto di un incontro, letterario e reale, un interessantissimo dialogo con i temi e le scelte formali dell’opera sciasciana, e con il mare colore del vino della Sicilia.
  • Traiettorie dell’immaginario, a cura di Adolfo Fattori – L’immaginario è parte dell’esistenza della specie umana sin dalle sue origini. In sostanza, cioè, dal momento in cui l’umano ha cominciato a osservare il mondo esterno e a rielaborare il frutto delle sue sensazioni – e quindi percezioni – grazie alla sua immaginazione. Uno studio che ne segue le articolazioni tra filosofia e scienze sociali.

Cosa è Krill Books

Krill Books è un progetto editoriale che vuole raccontare il nostro mondo utilizzando, innanzitutto, le forme espressive della saggistica e con particolare attenzione al sapere in chiave pop, soprattutto filosofia e altre scienze umane e sociali. Vuole anche prestare particolare attenzione ai processi che investono il mondo della comunicazione e alle modalità attraverso cui cinema, serie tv e aspetti visuali in generale confluiscono nella definizione del nostro immaginario.

Il progetto editoriale si compone di due collane:

  1. Shibuya è la collana di Krill Books dedicata all’analisi dell’immaginario contemporaneo attraverso studi e saggi che prendano in considerazione il cinema, le serie tv e i media in generale. Come queste produzioni influenzano la definizione del nostro presente e come contribuiscono alla cristallizzazione di discorsi, filosofie, e modi di vita caratteristici della nostra attualità?
  2. Café Philo, collana dedicata a tematiche dal gusto filosofico per indagare fenomeni del contemporaneo.

Sul sito della casa editrice wwwkrillbooks.com è possibile visionare il manifesto del progetto editoriale e i titoli fino ad ora pubblicati.
Altri testi sono in lavorazione, così come nuove collane sono in cantiere.

“Il Krill è il plancton oceanico che alimenta l’ecosistema marino e globale: è il nutrimento originario,
ed è per le balene quello che l’immaginario è per gli esseri umani.”

 

Parole chiave del progetto editoriale
MEDIA | IMMAGINARIO | COMUNICAZIONE e CULTURA DIGITALE | FILOSOFIE | STORIA DELLA CULTURA | ANTROPOLOGIE | SISTEMI DI PENSIERO | MARKETING |CONSUMO | NUOVI MITI | EMOZIONI | LAVORO e PRODUZIONE |

 

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Contatti
info@krillbooks.com

 

Cinema italiano: nascono i primi NFT con i disegni dei costumi

Nascono i primi NFT di disegni dei costumi utilizzati nel cinema italiano

L’Aquila, 6 settembre 2022 – L’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica – ETS”, lancia la collezione di NFT “I costumi della Lanterna Magica”, realizzata in collaborazione con Crowducers.

Per la prima volta entrano così nel mercato gli NFT di bozzetti originali dei costumi di opere che hanno fatto la storia del cinema italiano.

La collezione include 12 NFT di disegni originali degli abiti indossati da Claudia Cardinale e gli altri protagonisti del film “C’era una volta il West”, di Sergio Leone nel 1968 e da Vittorio Gassman e il cast dell’Amleto di William Shakespeare, nella versione italiana del regista Luigi Squarzina del 1952.

Il lancio ufficiale è il 7 settembre sul marketplace Foundation, una data da non perdere per i fan del cinema, i collezionisti di opere digitali e tutti gli appassionati.

I costumi della Lanterna Magica” ha come mission di diffondere la storia del cinema italiano e riaccendere i riflettori verso il grande pubblico su di esso. La digitalizzazione di questa collezione, è un’opportunità innovativa e creativa di promozione e fruizione, di opere di rilevante interesse storico e culturale del patrimonio artistico dell’Istituto l Cinematografico dell’Aquila La Lanterna Magica – ETS.

Gli NFT del film C’era una volta il West di Sergio Leone comprendono i bozzetti originali dei vari abiti di Jill, indossati da Claudia Cardinale nella scena finale, all’arrivo del treno a Sweetwater e in altre sequenze del film, da Henry Fonda nel ruolo del bandito Frank e Charles Bronson che interpreta Armonica.

Gli NFT dell’Amleto di William Shakespeare, nella versione italiana del drammaturgo e regista Luigi Squarzina andata in scena nel 1952, annoverano i costumi usati da Vittorio Gassman nella scena finale (Amleto) e dal cast di attori prestigiosi quali Luigi Vannucchi (Laerte), Anna Maria Ferrero (Ofelia), Elena Zaneschi (Gertrude) e Mario Feliciani (Claudio).

Gli NFT rappresentano così un asset digitale, come i token con cui possiamo utilizzarli per dimostrare la nostra proprietà di oggetti unici.

Gli NFT della collezione “I costumi della Lanterna Magica” possiedono speciali utilità collegate e sono acquistabili sul marketplace Foundation.

Le utilities permetteranno ai proprietari degli NFT di usufruire di particolari vantaggi come il riconoscimento di Socio Sostenitore dell’Istituto Lanterna Magica – ETS, con iscrizione nell’apposita sezione sul sito istituzionale.

Inoltre, i possessori degli NFT riceveranno il catalogo digitale personalizzato della mostra di Amleto conclusa da pochi giorni e avranno la possibilità di essere presentati durante uno degli eventi culturali organizzati dal Centro Archivio Cinematografico.

Le attività che l’Ente svolge annualmente, consistono nel salvaguardare la memoria storica e culturale del cinema e rendere il patrimonio conservato fruibile anche alle generazioni future attraverso il MuMAC, Museo dei Mestieri e delle Arti del Cinema e le iniziative culturali proposte, con uno sguardo attento alle nuove frontiere digitali.

 

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Per interviste ed informazioni:

Ufficio Stampa Crowducers
Mob. 3474929793 www.crowducers.com/nftistitutocinematografico

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Collage bozzetti costumi vari

La voce contro la violenza sulle donne: Luca Ward e il progetto ARIA

Roma, 27 agosto 2022 – Sono già 58, ma continuano a crescere i premi e riconoscimenti da tutto il mondo per il corto contro la violenza sulle donne “ARIA”, scritto e interpretato da Barbara Sirottiregia Brace Beltempo e musiche originali di Enrico Merlin, con la partecipazione straordinaria di Luca Ward.
Non si parla mai abbastanza di come combattere la violenza” commenta la più bella voce del doppiaggio italiano, che ha partecipato recentemente al cortometraggio indipendente ARIA, supportato da SOPHIA cooperativa sociale impegnata nella lotta alla violenza di genere.
ARIA nasce dalla necessità di tornare a vivere” dichiara Barbara Sirotti attrice e autrice del cortosuperare lo shock e il dolore post traumatico di una violenza che ho subìto sulla mia pelle, dalla persona della quale mi fidavo di più, l’insospettabile che stava proprio accanto a me”.
Durante il lungo periodo di pandemia le richieste di aiuto alle Forze dell’Ordine da parte delle vittime chiuse nelle loro case, sono aumentate del 79,69% (Istat) e ancora oggi la cronaca riporta ogni giorno casi di femminicidio e violenza di genere.
Ho rischiato di morire soffocata, e se sono qui a raccontarlo è solo perché voglio mettere la mia testimonianza al servizio di tutti, donne e uomini vittime di violenza“.
Dopo aver mostrato ARIA nelle scuole, e aver già preparato il sequel da produrre negli USA, dove i premi sono stati più numerosi che in Italia, Barbara Sirotti ha ricevuto la nomina di socia onoraria della Cooperativa Sophia, presieduta dall’Avv. Penalista Alessandro Numin, che offre aiuto grazie ad un team di professionisti che risponde al numero verde 800 – 047733.  
Alla luce di quella che è ormai una vera emergenza sociale, il compito di SOPHIA, attraverso anche la testimonianza di Barbara e la narrazione cinematografica di ARIA, è quello di dare un supporto fondamentale e concreto alle vittime di violenza, dal punto di vista psicologico, giuridico, economico, medico e sportivo.
Tutto ciò per garantire immediata tutela e un percorso di recupero esistenziale.
La lotta alla violenza si combatte ogni giorno sul campo, ma anche il grande schermo può scuotere gli animi nel far sentire la sua voce, soprattutto se è quella inconfondibile di un grande attore che ci ricorda che “non può esserci mai giustificazione alla violenza“.
Barbara Sirotti

L’Istituto Cinematografico Italiano Lanterna Magica ETS vara la prima collezione NFT

L’Istituto Cinematografico Italiano Lanterna Magica ETS entra nel mondo NFT con i primi 12 NFT di disegni originali dei costumi indossati da Gassman per L’Amleto, e da Claudia Cardinale per C’era una volta il West di Sergio Leone

Roma, 26 agosto 2022 – L’Istituto Cinematografico dell’Aquila La Lanterna Magica ETS, nella valorizzazione del proprio patrimonio, entra nel mondo NFT con la sua prima collezione dal titolo “I costumi della Lanterna Magica”, realizzata in collaborazione con Crowducers, che sarà lanciata il 7 settembre sul marketplace Foundation.

La collezione include 12 NFT di disegni originali dei costumi indossati da Vittorio Gassman e il cast dell’Amleto di William Shakespeare, nella versione italiana del regista Luigi Squarzina del 1952 e da Claudia Cardinale e gli altri protagonisti del film C’era una volta il West di Sergio Leone nel 1968.

Gli NFT nel mondo dell’arte hanno portato un cambiamento di paradigma in cui la produzione digitale di opere artistiche e contenuti cinematografici può esprimere ulteriore creatività. La collezione “I costumi della Lanterna Magica” ha lo scopo di diffondere la storia del cinema italiano e riaccendere i riflettori verso il grande pubblico sul nostro patrimonio artistico.

L’Istituto Cinematografico dell’Aquila La Lanterna Magica ETS, ha accumulato nel corso della sua quarantennale esperienza un patrimonio artistico e cinematografico di oltre 100.000 pezzi, conservati nel Centro Archivio Cinematografico, grazie anche ad importanti donazioni private.

Si tratta del primo Archivio in Italia per tipologia di materiale conservato, ad aver ottenuto il riconoscimento di interesse culturale particolarmente rilevante dalla Sovrintendenza Archivistica, che ha apposto il vincolo di tutela con decreto del MiC.

La tecnologia blockchain consente di certificare l’unicità e la proprietà del contenuto digitale, adoperando gli NFT come un nuovo strumento, che permette di gestire e custodire opere digitali.

L’attività di valorizzazione digitale del patrimonio dell’Istituto cinematografico, si affianca all’attività di conservazione, restauro ed archiviazione, oltre alla programmazione di eventi culturali
e momenti di aggregazione, che rendono fruibile il patrimonio conservato.

Nello specifico la collezione “I costumi della Lanterna Magica” contiene 6 NFT dei disegni originali dell’Amleto di William Shakespeare, nella versione italiana del drammaturgo e regista Luigi Squarzina andata in scena nel 1955, dove Vittorio Gassman è il protagonista e il regista teatrale.

Sono gli abiti indossati da Vittorio Gassman nella scena finale (Amleto) e dal cast di attori prestigiosi quali Luigi Vannucchi (Laerte), Anna Maria Ferrero (Ofelia) il costume usato durante la festa e il vestito di un’altra scena, Elena Zaneschi (Gertrude) e Mario Feliciani (Claudio).

Altri 6 NFT includono i disegni dei costumi utilizzati da Claudia Cardinale, Henry Fonda e Charles Bronson nel film C’era una volta il West di Sergio Leone nel 1968. Sono i bozzetti originali dei vari abiti di Jill, vestiti da Claudia Cardinale nella scena finale, all’arrivo del treno a Sweetwater e in altre sequenze del film. Gli altri NFT creati, si riferiscono ai disegni dei vestiti di Henry Fonda nel ruolo del bandito Frank e Charles Bronson che interpreta Armonica.

“La digitalizzazione di questa collezione – spiega Pierluigi Rossi, del Coordinamento Scientifico – Culturale dell’Istituto Cinematografico Lanterna Magica ETS – riguarda la possibilità di emancipazione e declinazione artistica, attraverso un percorso che vede protagonisti gli NFT. Questo avviene in termini di gestione consapevole, innovativa e creativa del patrimonio artistico dell’Istituto”.

 

 

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Bozza costume indossato da Claudia Cardinale

 

Collage bozzetti costumi vari

 

Bozza costume Amleto

United Colors Of Photography 2022, ritorna il Festival Nazionale della Fotografia

10° Festival Nazionale della Fotografia – United Colors Of Photography – UCOP 2022 – www.ucop.it

Roseto degli Abruzzi, 4 luglio 2022 – Dal 6 al 9 ottobre prossimi prenderà il via il 10° Festival Nazionale della FotografiaUnited Colors Of Photography, presso l’Hotel Bellavista di Roseto degli Abruzzi (Lungomare Trento 75).

L’evento si terrà con l’alto patrocinio della Regione Abruzzo, e il patrocinio della Provincia di Teramo e del Comune di Roseto degli Abruzzi.

La 10a edizione di uno degli eventi fotografici più importanti d’Italia, giunge così  all’importante traguardo della decima edizione.

Un traguardo tagliato con fatica visto che la pandemia del Covid-19 ha di fatto bloccato tante iniziative e UCOP non è stata certo risparmiata.

Comunque sia la 10a edizione si preannuncia più ricca e completa del solito, con un programma denso di speciali attività e ospiti di fama mondiale.

Quattro giorni davvero intensi, che appagheranno largamente le aspettative degli appassionati di fotografia e, quest’anno grande novità, anche gli appassionati di pittura e scultura.

Nel ricchissimo programma, che è possibile trovare nel sito ufficiale www.ucop.it, si trovano  workshop davvero interessanti e unici, che si susseguiranno a ritmo incalzante nei 4 giorni dell’eventi.

Gradito ritorno di un grande fotografo italiano, Saro Di Bartolo, che tre l’altro ha voluto fortemente, per conto della Besharat Art Fundation tramite il progetto “Art in the Schools” di cui è ambassador, donare alle scuole rosetane una mostra permanente di opere fotografiche sue e di Simon Lister, anch’egli fotografo di fama mondiale.

Saro Di Bartolo espone le sue opere per la Besharat Art Fundation anche a fianco di Steve McCurry, David Lazar e Hartmut Schwarzbach.

Davvero un dono molto importante e apprezzato che è stato attuato solo in pochissimi istituti italiani e nel mondo. Tale mostra di 60 opere sarà esposta anche durante la manifestazione.

Saro Di Bartolo è un fotografo d’eccezione, autore di numerosi reportage in tutto il mondo tra cui spicca una delle sue ultime produzioni “Bangladesh”. È stato inoltre traduttore ufficiale a fianco di personaggi del calibro di Christian Barnard, George Bush, Mikhail Gorbaciov, Henry Kissinger, Javier Perez de Cuellar, Sting e tantissimi altri.

Le sue immagini si distinguono per il valore compositivo, lo scrupolo nella ricerca dell’inquadratura migliore, la cura di ogni dettaglio. Nel corso dei suoi viaggi ha raccolto un ricco patrimonio d’immagini, frutto d’intuizione e sensibilità. Quando la fotografia raggiunge tali livelli, diventa pura espressione artistica.

Una performance insolita e di forte impatto emotivo, sarà presentata dal fotografo napoletano Enzo Truppo e dall’artista scultore e pittore Alessandro Flaminio, anch’esso partenopeo.

Truppo fa del suo lavoro una vera e propria ricerca antropologica, scavando in profondità alla ricerca della bellezza. Attraversa la sfera umana, dedicando la sua attenzione a quella parte più intima e pura celata dietro l’apparenza. Per Enzo la fotografia è un continuo viaggio di luce attraverso le ombre.

Il maestro Alessandro Flaminio è uno dei nomi di spicco tra gli artisti contemporanei, attivo nella realizzazione di opere d’arte che spaziano dalla pittura alla scultura, finanche ai gioielli.

Dal connubio tra i due artisti scaturisce una performance nella quale la figura umana si amalgama con la pittura e la scultura attraverso pose, movimenti di danza e musica sapientemente miscelati e modellati dalla luce, il cui risultato finale è racchiuso in uno scatto fotografico potente e armonioso.

Altri relatori della quattro giorni fotografica:

  • Giovanni Albani Lattanzi: fotografia di paesaggio con uscita a Campotosto e post-produzione Landscapes.
  • Emanuele Brizioli: Fotografia Astronomica teorica e pratica.
  • Francesco Pierini: Fotografia di Hiking nei calanchi rosetani al tramonto e in spiaggia all’alba.
  • Marcello Machelli: Fotografia di Still-Life.
  • Domenico Addotta e Paolo Pettigiani: Fotografia all’infrarosso.
  • Betty Colombo e Rory Cappelli: Fotogiornalismo oggi.
  • Ivan D’Antonio: Movie Production.
  • Alessandro Trovati (Canon Ambassador): Fotografia Sportiva, con la partecipazione della ASD Scuola Karate Italia Hombu Dojo di Mosciano S. Angelo.
  • Raffaele Ingegno: Fotografia di Ritratto in studio e in esterno.
  • Marco Cimorosi: Urban Photography.
  • Francesco De Marco: Food Photography.
  • Simone Durante: Video Making.
  • Giovanni Giuliani: Architetture Photography.

Per tutte e quattro le giornate, su prenotazione, sarà prevista la lettura portfolio a cura di Enzo Maniccia.

All’interno della manifestazione ci saranno esposizioni personali e collettive di Fotografia, Pittura e Scultura:

  • Spiritum, di Enzo Truppo e Alessandro Flaminio (fotografia e scultura).
  • Sisters, di Saro Di Bartolo.
  • Faces of Innocence, di Saro di Bartolo e Simon Lister.
  • L’Anima del Corpo, di Betty Colombo.
  • Reinassance, di Raffaele Ingegno.
  • Guardo, Osservo, Scatto… quindi sono, di Giovanni Giuliani.
  • Urban, di Marco Cimorosi.
  • Contrasti Radioattivi, di Paolo Laddomada.
  • Urban Infrared, di Domenico Addotta.
  • Infraland, di Paolo Pettigiani.
  • Lanscape Visions, di Domenico Addotta.
  • Common People, di Gaetano La Rocca.
  • Particolori, di Fabrizio Bonatti.
  • Il mondo sul palcoscenico del Salotto di Milano, di Ennio Vicario.
  • Paesaggi Alternativi, di Giovanni Albani Lattanzi.
  • Mostra fotografica collettiva.
  • Mostre di Pittura di:
  • Luciano Astolfi, Lucio Monaco, Roberto Di Giandomenico.
  • Mostra di Pittura collettiva.

Durante la cena di gala di sabato 9, saranno presentati gli ospiti e premiati i vincitori del contest legato alla fotografia di paesaggio. Saranno presentati sei libri fotografici.

Sarà possibile testare numerose attrezzature fotografiche e accessori tra cui molte novità messe a disposizione da Canon Italia, Universo foto, Toscana Foto Service e Simon Service.

La kermesse fotografica aprirà i battenti giovedì 6 ottobre e terminerà domenica 9 ottobre.

L’evento è gratuito ed aperto a tutti. Solo alcuni workshop necessiteranno di prenotazione.

Per informazioni, prenotazioni e programma: www.ucop.it

Scarica il Press-Kit: https://www.ucop.it/wp-content/uploads/2022/07/PRESS-KIT.zip

Problemi psicologici: la soluzione alla pandemia della mente é online

Roma, 3 febbraio 2022 – Da ricerche effettuate sembra che l’epidemia abbia provocato disturbi psicologici per il 65% degli Italiani e non va molto meglio negli altri paesi europei, dove la media rilevata sembra essere del 58%.

L’emergenza sanitaria ha acuito la sofferenza emotiva delle persone che si sono trovate costrette, in diversi casi, ad affrontare in solitudine le difficoltà straordinarie e quotidiane.

Il sostegno psicologico, mai come in questo particolare momento, è ormai un servizio necessario per la salute e per il benessere delle persone.

“La salute non è solo fisica, ma anche e soprattutto psichica. Abbiamo il diritto ad una maggiore cultura del benessere psicologico anche perché, oltre a far star meglio la popolazione, investire in psicologia fa risparmiare la collettività” spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

“Non tutti però hanno sempre l’opportunità di recarsi presso uno studio e la tempestività, in talune circostanze di malessere, è fondamentale per poter aiutare le persone a ripristinare il loro equilibrio. Le consulenze psicologiche online rappresentano l’opportunità di accesso a tutte le persone che, per motivi diversi, non hanno la possibilità di poter usufruire delle sedute psicologiche in presenza presso uno studio. L’aiuto psicologico online così serve a connetterci velocemente con il nostro benessere”, continua Lanari.

“Attraverso una pratica etica rispettosa, l’aiuto online permette di ottenere degli ottimi risultati, come indicato da diversi studi effettuati sulla consulenza psicologica online (Zabinski e coll. (2001), (Yager Z, O’Dea JA, 2006). La terapia online offre vantaggi concreti e nuove opportunità di comunicazione basate su tecnologia digitale (smartphone, tablet), a cui siamo sempre più abituati e non ci obbliga ad abbandonare i luoghi abituali come la casa, oppure l’ufficio e questa condizione può favorire meccanismi di relax, confort, empatia e intimità”, racconta la psicologa Debora Barrea.

Nella terapia online possiamo scegliere il tempo, il luogo e anche l’approccio iniziale del rapporto terapeutico. Una consulenza psicologica online può avvenire in qualsiasi luogo, e in qualsiasi momento; se stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, possiamo inviare un messaggio al nostro terapeuta e ricevere nel giro di poco tempo un contatto e delle utili indicazioni. Se optiamo per una consulenza psicologica online, non saremo più limitati a scegliere il professionista più comodo da raggiungere, ma quello migliore per noi. E’ importante sottolineare che una modalità non sostituisce l ‘altra, ma diviene più opportuna sulla base delle necessità delle persone.”

Partendo dalla convinzione che un corretto aiuto psicologico nell’ambito di una emergenza eviti l’insorgenza di una psicopatologia strutturata, il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire anche un aiuto psicologico online.

Il servizio é offerto per affrontare delle situazioni di crisi legate a: ansia, attacchi di panico, solitudine, dipendenza da internet, ritiro sociale (hikikomori), problemi relazionali, autostima bassa, problemi sessuali, dipendenza da sesso virtuale (cybersex addiction), violenze e abusi, violenze di genere, mobbing, bullismo, problemi legati al lavoro, problemi a scuola, incidenti e traumi, iperattività, disabilità, handicap, depressione e disturbi dell’umore, dipendenze, disturbi alimentari, disturbi del sonno, disturbo ossessivo compulsivo (doc), disturbi di personalità, disturbo post traumatico da stress, paure e fobie, lutti amorosi, lutti reali, tumori e malattie gravi, coronavirus, problemi legati al covid, gestione della rabbia e dello stress, problemi degli adolescenti, problemi della terza età, problematiche familiari, problematiche LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersex e persone asessuali), stalking, problemi di coppia, partner bugiardo patologico, demenze, disturbo narcisistico di personalità, etc.

I 374 psicologi della rete del pronto soccorso sono presenti in tutte le regioni italiane e in 23 paesi esteri, come Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Nigeria, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico basta telefonare al n. 06 22796355, al n. 380 6883135, o collegarsi al sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

Salute: sono 100.000 gli italiani chiusi in casa per la sindrome da ritiro sociale

Roma, 16 novembre 2021 – Sempre più spesso sentiamo parlare di amici, conoscenti, studenti o colleghi di lavoro che si chiudono in casa. Purtroppo le ricerche parlano di un fenomeno che si diffonde a macchia d’olio: milioni di persone nel mondo, circa 100.000 in Italia, che presentano un problema di ritiro sociale.

Il fenomeno è stato riconosciuto inizialmente in Giappone negli anni ’80, ma è presente e continua a diffondersi anche in Europa e in America. Al riguardo è stata coniata la parola Hikikomori, che significa “stare in disparte, ritirarsi”. Una vera e propria epidemia visto che si parla di milioni di persone che si sentono sopraffatte, che sentono di non poter realizzare i loro obiettivi di vita nella società e reagiscono isolandosi.

“L’isolamento corrisponde al rifiutarsi simbolicamente di pagare i costi psicologici richiesti dall’interazione con gli altri. I propri obiettivi si raggiungono invece investendo nella vita”, spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

Il fatto che così tante persone si chiudano, non può comunque lasciarci indifferenti.

“Il processo di chiusura è graduale, ci sono 3 stadi, e più tardi si interviene e più diventa difficile l’uscita dall’isolamento. Più tempo passiamo nella chiusura, e più è facile che si sviluppino pensieri paranoici o depressivi. Più tempo siamo isolati, e più si rende necessario un periodo di re-inserimento sociale’, un periodo di ri-apprendimento dello stare insieme, fattore che dovrebbe essere tenuto particolarmente in considerazione per chi è stato isolato ed anche detenuto per lunghi periodi. E questo dato è sicuramente sconcertante: ci si può autorecludere anche in carcere, quindi anche in assenza di interne”, sostiene Paolo Crepaldi, presidente di Hikikomori Italia.

Dal momento che una persona chiudendosi dichiara implicitamente il suo fallimento nella relazione con l’altro, diventa indispensabile l’intervento esterno, della scuola, dei compagni, della famiglia e della comunità. Non è più un problema individuale, ma un problema di salute della comunità. Un grande spreco di un patrimonio umano.

Al riguardo la psicoterapeuta Barbara Rossi (www.leggereliberamente.it) ha curato il libro “Dall’autoreclusione al ritorno alla vita”, che raccoglie numerose testimonianze e le riflessioni di vari professionisti, tanto da diventare un vero e proprio manuale sull’argomento.

Il testo è nato da una ricerca su oltre 600 persone che si sono ritirate socialmente. Lo studio, realizzato attraverso un concorso letterario (Adotta l’orso, per uscire dall’isolamento) soprattutto autobiografico, ribalta le teorizzazioni precedenti.

In primis emerge che il fenomeno colpisce tutte le età, non solo gli adolescenti, e che non c’è un legame stretto tra dipendenza da internet e ritiro sociale, semmai c’è un forte legame tra traumi e ritiro. Il ritiro sociale sarebbe quindi l’estrema conseguenza di una serie di traumatismi sperimentati, la reazione “normale” a eventi anormali, quali il bullismo, il lutto traumatico, l’abuso, la violenza assistita, ecc.

Scrive A.M: “A essere precisi, non ho vissuto per anni a causa delle violenze che ho subito. La mia vita non valeva niente, era come se dicessi: “fatene quello che volete”…. L’EMDR mi ha ridato la vita”.

Il secondo dato che emerge è il deficit di adultità di cui parlano le persone: gli adulti che vengono descritti troppo spesso non vedono, non sono disponibili a un dialogo su temi difficili, si girano dall’altra parte, esercitano il potere in modo arbitrario.
Il terzo dato è la funzione salvifica e trasformatrice della parola: nonostante le ferite, le persone attraverso la parola, verbale e scritta, riescono a trovare le risorse, le giuste alleanze che possono portarle fuori dal tunnel.

Il libro, che ha già ricevuto il “Premio Lord Byron Porto Venere Golfo dei poeti” 2021, verrà presentato a Bookcity Milano il 19 novembre 2021.
La rete professionale dei 360 Psicologi del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire un servizio di aiuto alle situazioni di crisi legate alla sindrome da ritiro sociale.

L’iniziativa è presente in tutte le regioni italiane e in 22 paesi esteri. Si parla di  Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Il servizio è offerto in 27 lingue, i prezzi sono sociali e gli Psicologi lavorano 7 giorni su 7.

Per prendere un appuntamento telefonare al numero 06 22796355 o al numero 328 4687269 o visitare il sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gatto Bengala: il gatto delle meraviglie è sempre più wild, con la versione 2.0

Roma, 9 novembre 2021 – Il Gatto Bengala è diventato oggi un vero e proprio culto nel mondo, per le caratteristiche uniche del suo manto e la sua stretta somiglianza al leopardo. E l’Italia è in prima fila nell’allevamento di questa razza unica al mondo, grazie ad una famiglia di artisti che da vent’anni ne seleziona la razza.

Tutto merito di Albachiara e Maurizio, due allevatori che conoscono così bene il Gatto Bengala tanto da fondere da anni le linee genetiche come fossero tubetti di colore, che spremuti e mescolati dano vita a delle vere e proprie opere d’arte viventi sul manto dei loro Gatti Bengala. Una particolarità che contribuisce a rendere pazzi gli amanti dei gatti per questa razza di gatti, tanto che sempre più persone vorrebbero averne un esemplare sdraiato sul tappeto di casa.

Il Gatto Bengala in Italia

Selezionare il Gatto Bengala è una storia tutta particolare: si tratta infatti di un gatto ibrido, nonostante sia dolcissimo e molto affettuoso a livello caratteriale conserva pur sempre un filo di sangue del suo progenitore, ovvero il leopardo asiatico, detto Prionailurus Bengalensis.

A portare la magia di questo gatto in Italia sono Albachiara e Maurizio, storici allevatori della Khoomfay, che per occuparsi dei loro amati gatti, hanno rinunciato alla comodità della vita di città per trasferirsi nel bel mezzo di una riserva naturalistica nella Baia delle Rose in Abruzzo. E qui con grande dedizione fanno selezione della razza ottenendo dei veri e propri piccoli miracoli.

I due allevatori non lavorano solo sulla bellezza estetica del manto del Gatto Bengala, ma anche sulla sua indoledolcezza.

I loro gatti hanno infatti tutti un nome, una storia, e delle caratteristiche che i due allevatori conoscono a perfezione. Tutti gli esemplari sono super selezionati per la linea, la bellezza, anche per la loro dolcezza, e nel caso delle mamme, per la loro attitudine alla maternità.

Nell’oasi della Khoomfay le mamme leopardate partoriscono nel tepore del fieno in mezzo alla natura, con Maurizio ed Albachiara sempre presenti, perché ormai le fattrici senza di loro non si rilassano. Quando è ora li chiamano ed aspettano fino a che uno di loro sarà presente. Solo allora le mamme si lasciano andare nel loro lungo e meraviglioso percorso verso la vita: il miracolo della nascita dei piccoli gattini.

Un amore a prima vista

Ad innamorarsi di questa splendida razza ibrida è stata Albachiara, pittrice riconosciuta, quando vent’anni fa, in un viaggio di lavoro nel sud est asiatico si stava occupando di alcuni preziosi affreschi all’interno di un antica chiesetta stile bizantino. Nel bel mezzo di un bosco Albachiara vide una magnifica creatura: era un esemplare femmina di prionailurus bengalensis, il leopardo progenitore del Gatto Bengala. E quel giorno ne rimase folgorata, tanto da farne una ragione di vita.

“Era così bella ed affascinante, che con il riflesso della luce che filtrava da una finestra, sembrava fosse cosparsa di polvere di stelle”, racconta Albachiara. Il manto di questi gatti infatti, ha la particolarità di avere le punte del pelo trasparenti che creano un effetto visivo tipo glitter.

È nato così un amore a prima vista, che Albachiara ha poi condiviso con il suo compagno fotografo Maurizio e i loro figli.

Dal loro lavoro sono usciti esemplari che hanno impreziosito i salotti di vip e artisti di tutto il mondo, di famiglie con bambini a stilisti famosi come Stefano Gabbana.

Dove trovare il Gatto Bengala

Qui in Italia si contano sulle dita delle mani, a fronte di un numero invece abbastanza numeroso di coloro che si fanno la cucciolata in casa per arrotondare ma a cui manca la sufficiente esperienza per poter parlare di selezione genetica.

Al contrario Albachiara e Maurizio conoscono così bene la razza e le caratteristiche di ogni provenienza a livello mondiale, che fondono le linee genetiche come fossero tubetti di colore, mischiandoli ed ottenendo delle vere e proprie opere d’arte viventi.

Il Gatto Bengala 2.0

I nuovi esemplari creati oggi dall’allevamento Khoomfay, sono sempre più vicini alla bellezza del leopardo, con rosette sempre più grandi e contrastate, e la ciliegina sulla torta è la colorazione del manto che non è più soltanto a tre colori, ma si è aggiunta una nuova sfumatura in un quartocolore.

Denominato Gatto Bengala 2.0 ha qindi un manto ancora più spettacolare: le rosette infatti non sono più soltanto dorate con il bordo nero, ma si arricchiscono con un colore rosso focato che rende i nuovi esemplari davvero straordinari.

“Dopo tanti tentativi e ricerche, siamo riusciti ad identificare le linee giuste per ottenere alcune caratteristiche che cercavamo da anni e che rendono il Gatto Bengala sempre più bello”, raccontano Albachiara e Maurizio.

“Fare selezione non significa prendere una coppia di gatti bengala a buon mercato e fare le cucciolate in casa, ma dedicarsi anima e corpo sacrificando le vacanze, i fine settimana, rinunciando alle comodità della città per abbandonarsi ad una vita in simbiosi con questi straordinari animali…”, continuano i due entusiasti allevatori.

E da come ci raccontano questi autentici ed esperti allevatori che hanno dedicato la vita al Gatto Bengala, sono davvero eccezionali.

Una pittoresca famiglia di artisti amanti della natura, impegnati anche con un’associazione che si occupa della tutela e difesa dei piccoli felini selvatici, che vengono utilizzati ancora oggi per la loro pelliccia.

Quando vedrete quindi un Gatto Bengala, ricordate che questa bellissima razza non nasce dal nulla, ma è frutto di un lavoro certosino e della passione di persone straordinarie come Albachiara e Maurizio, che in vent’anni di dedizione e amore, hanno selezionato delle vere meraviglie della natura, oggi con una colorazione ancora più spettacolare, definito appunto Gatto Bengala 2.0.

Quando si dice che all’allevamento amatoriale  Khoomfay “tutto nasce per amore”, uno slogan che è cosa reale, con un amore vero e concreto per questi incantevoli gatti. Infatti Il nome Khoomfay ha un significato particolare, visto che deriva dalla lingua di un antica tribù guerriera cinese e significa “Fata del cielo e delle stelle”. Un termine coniato proprio in memoria dell’incontro di Albachiara con la leopardina Eva.

 

il gatto khoomfay diventa sempre più simile al leopardo

 

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