OMS: Ecco perché gli uomini muoiono prima delle donne

Le donne vivono più a lungo: leggenda metropolitana o realtà? Le risposte da una ricerca dell’OMS…

Roma, 18 aprile 2019 – Spesso si parla del fatto che le donne vivrebbero di più, e che ci sono più vedove che vedovi, ecc. La “leggenda metropolitana” sulla maggiore longevità va avanti, forse, da sempre, ed è difficile comprendere se abbia un fondo di verità oppure no. Quest’anno una ricerca dell’OMS, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità sembra avvalorare questa teoria ponendola su basi psicologiche oltre che meramente fisiche e comunque dandone lucide e ragionate motivazioni.

Secondo la World Health Statistics 2019 (WHO, 2019), infatti, per i nati nel 2019 l’aspettativa di vita è di 69,8 anni per i maschi e di 74,2 anni per le femmine, con uno scarto di 4,4 anni a favore delle donne.

Secondo l’OMS alla base di questa diseguaglianza non c’è una singola causa bensì ve ne sono diverse. Analizziamole nel dettaglio, per comprendere meglio i risultati di questa importante ricerca.

Donna al volante… attenzione costante?

Gli esperti del portale di psicologia PsicologiOnline.net ricordano che alla base della mortalità ci sono cause, ovviamente, fisiche ma ve ne sono anche di psicologiche che troppo spesso vengono sottovalutate se non ignorate. Anche la salute mentale, in questo senso, miete vittime più numerose di quanto possiamo pensare.

Un esempio: gli incidenti stradali sembrano essere più pericolosi per gli uomini, che vedono abbassarsi l’aspettativa di vita di circa 0,47 anni in più rispetto alle donne. Da cosa dipende questa maggiore frequenza di decessi maschili per incidenti automobilistici? Tra le cause prime viene indicato il fatto che nel settore degli autotrasporti sono impiegati quasi esclusivamente uomini. Anche se le donne stanno lentamente aumentando, per adesso il monopolio è strettamente nelle mani degli uomini. Altra causa è che a livello empirico è stata dimostrata la maggiore aggressività alla guida da parte degli uomini e anche una attenzione inferiore nei confronti dei rischi che comporta uno stile di guida non prudente.

Secondo un’analisi sulle cattive abitudini alla guida (Mouloua et al., 2007), gli uomini hanno più familiarità rispetto alle donne con la guida in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, entrambe causa di importanti alterazioni dello stato psichico. Sempre secondo questa ricerca, gli uomini sono più propensi ad utilizzare le luci della propria auto per spaventare gli altri automobilisti e hanno reazioni meno pronte agli incidenti; cioè uniscono ad una maggiore propensione a provocare incidenti una minore capacità di reagirvi.

Perché l’alcool miete più vittime maschili

Altra causa più significativa di quanto si possa pensare della mortalità maschile è legata al consumo di alcool ed alla conseguente cirrosi epatica che da esso deriva. Questa malattia invalidante e incurabile, infatti, che spesso pensiamo interessi solo persone ai limiti della società, è più diffusa di quanto il senso comune ritenga e causa una riduzione di vita maggiore negli uomini ed attestata circa a 0,27 anni. Sappiamo bene che la cirrosi epatica è una malattia squisitamente fisica ma le sue cause sono tutte nella sfera psicologica, ossia nel consumo di sostanze alcoliche. La differenza di genere nel consumo di alcolici è sensibile.

Negli Stati Uniti, dove il problema è molto diffuso, vi sono circa 16,1 milioni di persone affette da alcolismo. Tra queste vi è un rapporto di 2:1, con gli uomini assestati a 9,8 milioni contro i 5,3 delle donne. Una ricerca (Schulte et al., 2009) analizza le cause di questa differenza e le trova nel fatto che in molte culture la capacità di “reggere” l’alcool è intesa come sintomo di virilità e quindi spinge al massimo la sfida a se stessi. L’uso precoce di alcol, inoltre, più abituale nei maschi rispetto alle femmine, consente una maturazione ritardata di alcune aree cerebrali durante gli anni dello sviluppo e una conseguente minore capacità di rispondere fisicamente all’alcool. Questa maturazione ritardata causa anche una insufficiente valutazione dei problemi legati all’uso di alcolici da parte dei maschi.

La violenza è maschio?

Forse non la violenza in senso lato ma almeno quella fisica è certamente appannaggio della popolazione maschile più che di quella femminile. Se gli attacchi verbali, le rappresaglie, i ricatti ed i dispetti sembrano essere “armi” più femminili, quando si scende sul piano della fisicità il problema assume caratteristiche maschili. La violenza interpersonale causa una riduzione dell’aspettativa di vita di 0,21 anni per gli uomini rispetto alle donne.

Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità gli uomini hanno probabilità quadruple di morire per omicidio rispetto alle donne. Circa un quinto degli omicidi viene commesso dal partner o da un familiare della vittima, che nella maggioranza dei casi è donna. Si tratta della piaga, tristemente nota, del femminicidio. La situazione cambia, però nei crimini di strada, dove è molto probabile che uomini uccidano altri uomini.

La violenza, quindi, sembra essere appannaggio prevalente degli uomini che, di conseguenza, ne sono anche le vittime più frequenti. In qualche modo è come se i contesti maschili fossero “naturalmente” più violenti. Secondo una ricerca (Sturmey and Copping, 2017) ciò potrebbe dipendere da livelli più elevati di aggressione fisica nei maschi che nelle femmine.

L’uomo è davvero più forte?

L’ultimo fattore analizzato dall’OMS è forse quello che provoca più stupore: l’autolesionismo. La teoria, infatti, sostiene che il maggior tasso di autolesionismo maschile rispetto a quello femminile abbia un ruolo considerevole nella minore attesa di vita degli uomini rispetto alle donne. Complessivamente il tasso di uomini morti suicidi è di 1,75 superiore rispetto a quello delle loro compagne.

Le donne hanno più frequenti pensieri suicidi e attuano più tentativi ma gli uomini sembrano più puntuali nel portare a termine tali pensieri. Questo dato, analizzato in più ricerche tra cui Canetto e Sakinofsky, 1998, viene definito “il paradosso del suicidio”. Le cause di tale paradosso sono difficili da analizzare, data l’estrema delicatezza della materia. Forse, alla base di tutto vi è il maggiore stress a cui sono sottoposti i ruoli maschili nella riuscita sociale, nel raggiungimento del benessere familiare, nel ricoprire ruoli di comando e di prestigio, etc. Gli standard richiesti, più alti che per le donne, porterebbero a delusioni e scoraggiamenti anche irreversibili. Tra le rigide regole imposte al “maschio”, poi, ci sono quella di non manifestare emozioni negative, rifiutare l’aiuto di psicologi e terapeuti in caso di depressione o pensieri suicidi e il ricorso all’automedicazione con alcoolici. Tutto ciò è esposto nella ricerca Möller-Leimkühler, 2003.

Saper chiedere aiuto è da forti, non da deboli

La ricerca stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata licenziata in questo anno, il 2019, e quindi tutti i dati esposti sono recenti. Uno dei più rilevanti, tra tutti questi dati, è l’assoluta necessità mostrata da entrambi i sessi di usufruire di un’adeguata assistenza mentale e psicologica.

Tra le cause fisiologiche della minore attesa di vita da parte degli uomini vi sono le malattie cardiache, tumori polmonari ed altri disturbi fisici ma anche i disagi psicologici e mentali vanno ad aumentare la forbice tra età nella mortalità femminile e maschile. Poiché gli uomini generalmente faticano di più ad affidarsi a psicologi e psicoterapeuti, proprio perché legati a stereotipi sociali di virilità ed indipendenza, è forse su questo punto che bisognerebbe lavorare in modo più approfondito.

Dovremmo cercare di far comprendere alle persone che mostrare le proprie debolezze e richiedere aiuto non è di per sé una debolezza ma, anzi, una prova di forza morale. Se riuscissimo, a livello sociale, in questa difficile impresa, probabilmente i numeri di questa ricerca ne uscirebbero molto cambiati.

Problemi a letto? Onde d’urto, fattori di crescita e protesi gli aiuti più efficaci per gli uomini in difficoltà

Roma, 6 marzo 2019 – Buone notizie per gli uomini che si trovano in difficoltà ‘amatorie’, e che non riescono a condurre una normale vita sessuale. Grazie ai nuovi ritrovati possiamo dire che nel 2019 i problemi di erezione dell’uomo possono essere considerati ormai quasi del tutto risolti. A giungere in aiuto degli uomini, nei casi più difficili, perfino delle protesi peniene, che aiutano l’uomo con serie difficoltà di erezione ad avere una erezione del tutto naturale.

Le prime protesi peniene sono state introdotte negli anni ’70 e si sono dimostrate subito un presidio molto efficace e sicuro per i pazienti che non rispondevano alla terapia farmacologica per la disfunzione erettile.

Si stima che nel mondo esistano circa 20.000 protesi impiantate, e la popolarità di questo impianto è in grande crescita, tanto che il 90% dei pazienti operati consiglierebbe di operarsi ad altri uomini affetti da disfunzione erettile.

L’ obiettivo è quello di mantenere un aspetto estetico invariato e una ottima funzionalità simulando quindi completamente le condizioni normali e le protesi che più si si avvicinano a questo obiettivo sono le protesi idrauliche tricomponente.

Su questo argomento abbiamo voluto intervistare il dottor Andrea Militello andrologo urologo di Roma, eletto nel 2018 il Miglior Andrologo Urologo d’Italia (con studi anche a Viterbo ed Avezzano).

“Bisogna riconoscere che oggi oltre l’impianto di protesi peniena, dice il Dr Andrea Militello, esistono anche delle terapie fisiche alternative per i pazienti che non rispondono alla terapia farmacologica quali ad esempio le onde d’urto a bassa intensità e l’uso dei fattori di crescita infiltrati localmente nei corpi cavernosi.

Però talvolta, malgrado queste tecniche e queste terapie, il paziente non risponde a nessun aiuto e subentra quindi la necessità di proporre l’uso e l’impianto della protesi peniena.

Le moderne protesi idrauliche tricomponenti e le tecniche mini invasive con accesso sovrapubico che eseguiamo in equipe con il Dr. Gabriele Antonini, importate dall’America dalla scuola del professor Paul Perito, uno dei migliori andrologi al mondo per questa chirurgia” dice il Dottor Militello.

“Tali tecniche permettono l’inserimento in pochi minuti di una protesi peniena con una minima degenza, di solito una sola notte di ricovero,  e la possibilità dopo alcune settimane di poter riprendere una normale e naturale attività sessuale.

La protesi idraulica permette di raggiungere le erezioni attraverso l’uso di un micro dispositivo che viene nascosto nella sacca scrotale. L’uso della protesi peniena ha permesso a molti pazienti che avevano perso le erezioni, come ad esempio il paziente giovane operato per carcinoma della prostata, di riprendere normalmente la propria attività sessuale.

L’impianto di protesi peniena con i nuovi e innovativi accessi mini-invasivi può essere quindi considerato un presidio terapeutico molto soddisfacente ed efficace sia per l’uomo che per la propria partner, la quale spesso è coinvolta attivamente nella scelta del miglior trattamento” conclude il Dottor Militello.

 

 

 

 

 

Ritornano ad Arezzo i DANDYdays, il Raduno Italiano dei Dandy

Arezzo, 30 ottobre 2018 – Dopo lo strepitoso successo della prima edizione dei ”DANDYdays – Maestri di eleganza a spasso per il centro”, tenutasi a luglio dello scorso anno, ritorna ad Arezzo il Raduno dei Dandy italiani.

Il 3 e il 4 novembre prossimi difatti il raduno, in collaborazione con il Comune di Arezzo, porterà i “figli” di Oscar Wilde a sfilare per le vie e le piazze del borgo medievale in mezzo a oltre 400 bancarelle, per portare eleganza e stile, con un occhio di riguardo alla solidarietà.

L’evento ritorna ad impreziosire la Fiera Antiquaria di Arezzo ed è organizzato da Alessio Ginestrini, barbiere retrò di “Impero Progressivo” insieme alla moglie Stefania Severi.

La filosofia del raduno è che lo stile non ha stagioni, e anzi si deve essere capaci di presentarsi in maniera impeccabile sia quando l’estate inizia che quando diventa un lontano ricordo.

Accompagnati da due “Virgilio” d’eccezione, i gran cerimonieri Niccolò Cesari, brand ambassador e influencer di successo, e Stefano Agnoloni, maestro di stile e volto noto del piccolo schermo, e i gentlemen – la vera crasi tra il vintage e il retrò – saranno impegnati in una fitta agenda di appuntamenti.

Sabato 3 novembre alle 15, con partenza dal “The street barber”, Barberia Retrò, i maestri di eleganza e bon ton effettueranno una visita guidata alla scoperta dei tesori di Arezzo antica fino ad arrivare, intorno alle 17.30, in Piazza Guido Monaco dove alcune auto d’epoca (circa 7-8) li condurranno in una caratteristica sfilata che si snoderà lungo le vie della città e che si concluderà in Piazza del Duomo, dove lasceranno le auto d’epoca in bella mostra per recarsi al chiostro della Biblioteca di Arezzo.

All’interno del Chiostro della Biblioteca di Arezzo, intorno alle 18, seguirà una tavola rotonda con la stampa moderata dallo scrittore aretino Francesco Maria Rossi sulla nuova tendenza del millennio: “Il Dandismo e l’eleganza al giorno d’oggi”.

Il cammino del gentlemen proseguirà sino al chiostro del Comune di Arezzo dove, oltre ad ammirare i colori della Giostra del Saracino, si fermeranno (intorno alle 19.45) per un aperitivo organizzato.

Alle 21 si svolgerà la Cena di Gala sotto il Palazzo delle Logge Vasari in Piazza Grande, curata dal ristorante esclusivo “Logge Vasari” e accompagnata dalla presenza delle note blues di due musicisti e dal “trendissimo” cigar club.

Al termine dell’ultimo manicaretto verranno premiati l’outfit più elegante e la migliore “Barba&Baffi”; in programma, sempre alle “Logge Vasari” una lotteria e alcuni omaggi per tutti gli ospiti. Parte del ricavato della cena andrà in beneficienza alla Casa Thevenin, l’istituto che si prende cura dei bambini orfani, delle ragazze-madri e dei ragazzi in difficoltà.

Nella giornata di domenica verranno effettuate alcune visite guidate ai vari musei della città, Casa Bruschi, Casa Vasari, Museo d’arte statale medievale, Palazzetto della Fraternita. All’imbrunire (dalle 17 alle 18) Paolo Ricci offrirà qualche bicchiere di cherry autentico in stile Dandy.

Per saperne di più sull’evento è disponibile la pagina Facebook all’indirizzo www.facebook.com/DANDYdays2017.

Gli organizzatori e ospiti di DANDYdays 2017

Dal 2015 Alessio Ginestrini e Stefania Severi, titolari dell’Impero Progressivo, un salone di bellezza alle porte della città, di mese in mese alla fiera antiquaria portano avanti i con grande fierezza una tradizione che si perde nella notte dei tempi, quella del Barber Shop… o meglio del barbiere, quando ancora il mestiere si svolgeva per strada in mezzo alle persone che in attesa dei servizi del coiffeur tramandavano storie e racconti che sono arrivati fino a noi. La passione per le origini e per il loro lavoro li spinge, ogni prima domenica del mese per beneficenza, a scendere in Piazza Grande davanti alla fontana del Vasari, offrendo i servizi di barbiere, lustrascarpe, menestrello e acconciatura per signora in stile retrò.

Niccolò Cesari, volto noto del Pitti Uomo, conosciuto per la sua eleganza e il suo stile, con i suoi 24.000 follower di Instagram è un influencer e brand ambassador di successo, molto richiesto da aziende nazionali e internazionali.

Il maestro di stile e buone maniere Stefano Agnoloni è un volto di Carrefour Italia, esperto, che ha partecipato alla seconda edizione di “Selfie”, il programma presentato da Simona Ventura su Canale 5. Il 7 ottobre 2018 ha debuttato sul canale tv Nove in prima serata come giurato nel nuovo programma “C’è posto per 30” condotto da Max Giusti.

Francesco Maria Rossi, scrittore, dandy e collezionista di cimeli kitsch. Autore insieme a Giovanni Raspini del galateo “L’Eleganza del Rospo – Manuale postmoderno di buona educazione e cattivi pensieri”. Famoso per essere l’ideatore del Museo di Se Stesso (una forma di dandismo auto-celebrativo), storicizzato nella mostra di Vittorio Sgarbi “Il Museo della Follia” che ha avuto luogo a Napoli fra il 2017 e il 2018. Rossi ha scritto un Decalogo che è finito sul catalogo ufficiale della mostra, assieme alle monografie di importanti artisti che hanno avuto a che fare in vari modi con la “follia”.

 

 

Link utili:

www.facebook.com/DANDYdays2017/

www.fieraantiquaria.org

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www.instagram.com/fiera_antiquaria_arezzo

www.mercatinodellepulciarezzo.it

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www.instagram.com/mercatinodellepulciarezzo


Coordinamento Raduno Dandy
Maurizio Sbragi cell. 320 5538386

Prenotazioni convenzionate per i partecipanti ai DANDYDays
Hotel Minerva Arezzo tel. 0575 370390 – info@hotel-minerva.it

 

Il cuore della Fiera Antiquaria di Arezzo, la più antica d’Italia, farà da cornice ai Dandy Days 2018

 

Niccolò Cesari (foto Marco Marroni)

 

Il maestro di stile e buone maniere Stefano Agnoloni – FOTO Lorenzo Prodezza




Lo scrittore Francesco Maria Rossi – FOTO Lorenza Cerbini

 

 

CARTELLA STAMPA DANDYDAYS 2018
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PAGINA UFFICIALE FACEBOOK DANDYDAYS 2018
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PROFILO UFFICIALE INSTAGRAM DANDYDAYS 2018
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EVENTO SU FACEBOOK
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Comunicazione e Ufficio stampa DANDYDays 
Francesca Garavini cell. 393 6634913
Alessandro Carli cell. 347 3174005

Sesso, quando i sex toys salvano la coppia

Roma, 9 maggio 2018 – È boom di vendite negli ultimi anni per i “giocattoli del sesso”. Le vendite di sexy toys hanno registrato un incremento del 300%, dal 2016 ad oggi, e le donne si sono rivelate tra le acquirenti più attive. Basti pensare che 1 donna italiana su 3 possiede un dildo e a trarne grande giovamento da questo è la rinnovata vita sessuale della coppia.

Numerosi gli esperti in psicologia della coppia e in sessuologia che negli ultimi tempi hanno trattato l’argomento, affermando che i sex toys possono ravvivare la vita sessuale delle coppie. Serve però tatto, perché si deve proporre al partner il “giocattolo sexy” nel giusto modo, senza farlo apparire segno d’insoddisfazione sessuale. Fare leva sulla curiosità è la sperimentazione insieme è la chiave per rafforzare il rapporto secondo gli psicologi della coppia.

I sex toys, confermano i sessuologi, portano uomo e donna ad una sincronia maggiore: la donna spesso è un diesel rispetto all’uomo, considera il dildo solo complementare, un giocattolo erotico, e non un sostituto del partner. Eterosessuali e coppie Gay possono dunque rafforzare la loro complicità con la scelta e l’uso di un sex toys.

Ad adeguarsi ai tempi anche i sexy shop, come “Il Vizietto” di Via Aurelia a Roma ad esempio, un sexy shop di nuova generazione basato su distributori automatici, che organizza incontri ed eventi tra coppie e esperti in sessuologia per permettere di superare l’imbarazzo di proporre al partner l’uso di sexy toys.

Tutelare l’anonimato delle coppie è essenziale, per questo la scelta di distributori automatici, per tutelare la privacy più di un e-commerce.

La maggior parte delle persone pensa infatti di avere maggior anonimato nell’acquisto online, in realtà vengono raccolti più dati on line che in un sexyshop automatico di nuova generazione.

Per gli acquisti su internet serve fornire nome, indirizzo e dati delle carte di credito mentre “Il Vizietto” (via Aurelia 686) ha scelto di essere totalmente automatizzato e informatizzato, senza personale, con ingresso tramite tessera sanitaria di cui non vengono raccolti i dati, e con il pagamento solo in contanti, garantendo il massimo dell’anonimato.

È così che la coppia può curiosare e vedere insieme la gamma degli articoli prima di acquistare, senza sorprese, e con un’esperienza totalizzante ed eccitante, sia per coppie che per single.

Spesso si trascura il fatto che l’uomo sia ormai aperto a esperienze sessuali più audaci, e per questo molti sex toys sono espressamente dedicati all’uomo, per prolungare il piacere e intensificarlo.

Perché è con la soddisfazione dei singoli che a trarne beneficio è la vita della stessa coppia.

Per conoscere gli eventi dedicati alle coppie organizzati da “Il Vizietto” di Via Aurelia si può seguire la pagina Facebook all’indirizzo www.facebook.com/ilviziettosexyshopromaurelia.

 

 

 

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Foto da utilizzare solo a corredo della presente notizia:

 

Il rapporto di coppia trae beneficio dai sex toys, i giocattoli del sesso, capaci di rivitalizzare…

 

 

 

 

Il Vizietto di Via Aurelia a Roma organizza incontri con psicologi e sessuologi per una migliore soddisfazione sessuale nelle coppie…

 

 

Il sexy shop automatizzato e senza personale assicura la massima privacy per gli utilizzatori. Foto de “Il Vizietto” di Via Aurelia a Roma

 

 

Vini, per Natale ecco quelli più buoni (e cari) del mondo

Padova, 7 dicembre 2017 – Il Natale si avvicina è tempo di regali e di pianificazione del pranzo natalizio e per questo cogliamo l’occasione per volgere uno sguardo curioso alle novità dell’anno riguardo le prelibatezze enogastronomiche da poter consumare in famiglia o con amici durante queste feste natalizie.

In tema di vini chiediamo un’opinione ad un esperto del settore, il dr. Riccardo Fornasier titolare della catena Vignantica, con al suo attivo 130 punti vendita di vino in franchising in Europa.

D: Sig.Fornasier come pensa si orienterà la clientela quest’anno nella scelta del vino per il pranzo di Natale?

D: Rispondere alla sua domanda non è semplice anche perché la scelta del vino è sicuramente influenzata dalla tipologia del pranzo proposto. Tuttavia se diamo uno sguardo ai primi acquisti di dicembre ed alla tendenza generale sembrerebbe che farla da padrone sia ancora una volta il nostro amato Prosecco Docg di Valdobbiadene con una particolare predilezione per il millesimato e per il Cartizze, questo a conferma che la ricerca del consumatore si rivolge quest’anno soprattutto alla qualità.

D:  Quindi per qualità si intendono vini di fascia medio alta?

R:  Anche in questo caso la qualità non necessariamente è rappresentata dal prezzo anche se spesso ne è una componente. Pensare ad un vino di qualità non deve trarre in inganno il consumatore poiché il prezzo viene stabilito da diversi fattori di mercato.

D: Parlando divini di alta gamma quali sono secondo lei i migliori vini al mondo?

R: Lei si diverte a farmi domande difficili, tuttavia proverò a darle una risposta in merito. Seguendo il criterio del prezzo possiamo sicuramente affermare, ribadendo il concetto testè esposto, che i vini più cari non sono sicuramente i vini più buoni anche perché molti di questi sono oggi imbevibili ed il prezzo è stabilito soprattutto dal valore di aggiudicazione all’asta di collezionismo al quale un vino è stato aggiudicato.

È il caso ad esempio di un Chateau Margaux del 1787 venduto dal suo proprietario all’astronomica cifra di 225.000 dollari nel 1989 oppure lo Shipwrecked Heidsieck del 1907 considerato lo champagne più caro al mondo.

In questi casi il prezzo è stabilito dalla rarità delle bottiglie, solo 2.000 pezzi tutte naufragate insieme alla nave che le portava alla destinazione della corte imperiale russa, il valore attuale di una bottiglia di queste è di 270.000 dollari, come vede nulla a che vedere con la qualità attuale del prodotto.

D:  Veramente molto romantico tutto questo ma se dovessimo parlare solo di qualità qual’è il migliore vino al mondo secondo Lei?

R:  Scusi, ma è come chiedere all’oste se il suo vino è buono. Scherzi a parte, secondo Mundus Vini, che ricordo essere il premio più prestigioso al mondo per l’aggiudicazione delle massime qualità, il primo premio come miglior vino al mondo se l’è aggiudicato la Spagna con il favoloso rosso 2014 Fagus de Coto de Hayas.

L’Italia la troviamo solo al 12° posto con il rosso 2009 Cá dei Frati Pietro dal Cero Amarone della Valpolicella.

Personalmente però sarei più consono a seguire le indicazioni dell’Associazione Italiana Sommelier e di fronte ad un fantastico arrosto natalizio non mi farei mancare una buona bottiglia di Barbaresco 2013 Gaja 161 oppure in alternativa un fantastico Amarone della Valpolicella Classico 2010 – Tommaso Bussola 477.

Al pesce abbinerei eventualmente un ottimo Lison Classico 150 2014 – Borgo Stajnbech 469 e dulcis in fundo con il tiramisù della nonna un sublime e quantomai raro Trento Pas Dosé Rotari Alperegis 2009 – Mezzacorona 650

D:  Dr. Fornasier ma il Prosecco non lo ha menzionato affatto forse non è di suo gradimento?

R: Vuole scherzare, stavo appunto per menzionarne uno che a mio giudizio è veramente favoloso, si tratta del Valdobbiadene Prosecco Superiore Dry 2015 – Domus Picta 509, per quel che mi riguarda il numero 1.

D:  Ed invece per quel che riguarda i suoi vini, quelli di Vignantica (www.vignantica.it)?

D:  I nostri vini rappresentano la vera cultura contadina veneta e la nostra filosofia non prevede sicuramente di voler arrivare ai livelli dei sopracitati antagonisti. Ci limitiamo a proporre alla nostra clientela quanto di più genuino si possa trovare oggi sul mercato ad un prezzo veramente competitivo e sicuramente brindare al natale con un ottimo Prosecco Extra Dry Vignantica Galberti Doc Treviso è quanto di meglio possa offrire il mercato oggi nella fascia di prezzo intermedia.

Lo stesso vale per un altro importante vino della nostra scuderia adatto ai piatti di carne rossa, Il Tefà rosso Bergamo una Cuvèe da uve Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon leggermente passite ed affinato in botte.

 

Occupazione femminile: è record, ma resta il gap con gli uomini

Record dell’occupazione femminile nel secondo trimestre 2017, ma il gap con quella resta ancora importante…

Milano, 20 settembre 2017 – Gli ultimi dati elaborati dall’Istat relativi al mercato del lavoro del secondo trimestre del 2017 fotografano la crescita da record del tasso di occupazione femminile: la cosiddetta ‘quota rosa ‘ tra i 15 e i 64 anni tocca infatti il 49,1%.

Per la prima volta, a partire dal 1977, il tasso di occupazione delle lavoratrici cresce più di quello dei lavoratori.

Ma siamo davvero di fronte ad una rivoluzione culturale del mercato del lavoro? O siamo forse davanti ad un effetto fisiologico che poco o nulla ha a che fare con un cambiamento della nostra forma mentis?

«In realtà l’immagine della donna intesa come angelo del focolare anziché come lavoratrice, nel nostro Paese, non è ancora scomparsa» spiega Carola Adami, CEO di Adami & Associati, agenzia di ricerca e selezione del personale .

«Di certo le ultime rilevazioni Istat mostrano un discreto miglioramento, ma al di là di ogni possibile lettura ideologica, non si può di certo fare a meno di osservare che il gap esistente tra occupazione femminile e occupazione maschile resta comunque importante».

I numeri, infatti, non mentono: nonostante tutto, infatti, il gap tra generi è ancora di 18 punti, appesantito da una crescita più lenta nel Meridione, dove il tasso di occupazione femminile è di soli 6,7 punti, sicuramente pochi rispetto al + 20 messo a segno dalle regioni settentrionali.

«Se davvero vogliamo trovare il fattore che ha incentivato la crescita dell’occupazione femminile » ha dichiarato l’head hunter Carola Adami «dobbiamo guardare alla ripresa del settore dei servizi, settore che come è noto vanta un’alta presenza di lavoratrici».

Per capire la situazione italiana, insomma, non basta fermarsi ai titoli dei quotidiani degli ultimi giorni, ma bisogna approfondire il discorso, magari confrontando i dati nazionali con quelli esteri.

«Di certo quello della discriminazione di genere non è un problema solo italiano, basti pensare alla class action avviata da tutte le dipendenti californiane di Google contro il colosso dell’informatica» ha sottolineato Adami.

Nonostante le ultime note positive, infatti, quanto ad occupazione femminile l’Italia resta pur sempre penultimo nell’Unione Europea, con un -13,2% rispetto alla media degli altri Paesi. Dietro di noi, dunque, solo la Grecia.

Non tutte le donne, poi, hanno le stesse opportunità di entrare nel mercato del lavoro: una candidata laureata e single, stando alle elaborazioni Istat, ha l’81% di possibilità di trovare e mantenere un lavoro, laddove questa percentuale si abbassa fino al 56,4% nel caso di una madre sprovvista di titolo di laurea.

Il fattore studio è già di per sé estremamente pesante, in quanto in Italia le donne con la sole licenza media sono impiegate 2,5 volte in meno rispetto alle donne con un titolo di laurea.

E la situazione peggiora ulteriormente per le donne sul mercato del lavoro in caso di maternità.

Ancora oggi molte donne si ritrovano a dover scegliere tra famiglia e carriera, in quanto si tende a vedere nella maternità una sorta di aumento della fragilità in ambito lavorativo, laddove invece molti studi dimostrano come l’esperienza della maternità sia portatrice di nuove competenze, soprattutto trasversali.

Nel campo delle soft skills, infatti, la letteratura è concorde nell’attribuire alla lavoratrice-madre una maggiore capacità di guardare le situazioni dalla giusta prospettiva, distinguendo i problemi veri da quelli inutili che tanto spesso si creano in ufficio a causa delle criticità emotive dei dipendenti.

Una madre è poi naturalmente portata ad avere spiccate capacità organizzative e gestionali, tutte caratteristiche peculiari che, in fase di ricerca e selezione del personale, non dovrebbero essere sottovalutate.

«Non bisogna poi dimenticare» ha aggiunto Adami «che anche la tipologia del titolo di laurea condiziona altamente le opportunità lavorative, e di certo il fatto che un’alta percentuale di donne risulti laureata in discipline a basso tasso di occupazione non gioca a loro favore».

Alla Fiera Antiquaria di Arezzo il primo raduno dei Dandy d’Italia

Arezzo, 30 giugno 2017 – “Il dandysmo, a modo suo, è un tentativo di affermare l’assoluta modernità della bellezza. Il futuro appartiene al dandy. Saranno le persone squisite a governare”. Se la pensate come Oscar Wilde (suo questo aforisma), se ammirate lo stile del giornalista Oscar Giannino oppure se a ogni outfit di Lapo Elkann fate seguire un “oooh”, c’è evento in dirittura d’arrivo per voi.

Quest’anno, a prendere sotto braccio la Fiera Antiquaria di Arezzo, ci sarà infatti l’eleganza e il bon ton del primo raduno Dandy in Italia, officiato dal gran cerimoniere Stefano Agnoloni, maestro di stile e l’uomo immagine dell’evento e dall’ideatore del progetto Alessio Ginestrini, esperto barbiere di Arezzo.

Uomini eleganti, l’1 e il 2 luglio, si aggireranno tra le 400 bancarelle antiquarie in un percorso storico-artistico ed enogastronomico che porterà gli “Oscar Wilde” del Terzo Millennio alla scoperta dei tesori nascosti della città.

L’idea di questo evento unico nel suo genere in Italia è molto semplice: creare una manifestazione, precisamente ad Arezzo in concomitanza con la fiera antiquaria che ha già un suo vasto pubblico, facendo coincidere due modi diversi di essere vintage e retrò.

Arezzo in questo senso si presenta come il luogo ideale di questo incontro, incorniciato dalla bellezza storica della città. Personaggi d’altri tempi, pazzi per i bei tempi andati, faranno incetta di oggetti antichi e ricercati.

Le bancarelle della fiera più grande e più bella tra i mercati antiquari all’aperto – grazie anche al contesto storico e architettonico in cui si svolge – diventeranno spazi di ricerca per i gentleman che vorranno trovare quel “pezzo” particolare che renderà unico l’outfit, le collezioni personali e la dimora dei nostri dandy.

Nell’attesa del cinquantesimo anniversario della Fiera Antiquaria, la prima e la più grande d’Italia, che cade nel 2018, Arezzo, la città d’arte di Petrarca, Guido Monaco, Vasari, Piero della Francesca e Cimabue, si prepara a festa, celebrando il suo inventore, Ivan Bruschi, per un fine settimana che “colleziona” il meglio, con tanti eventi e mostre nel centro storico, dal teatro sui balconi all’estemporanea di pittura, passando per la lirica.

Perché se è vero, come diceva un altro grande dandy di nome Gaudì che “l’originalità consiste in un ritorno alle origini“, non c’è occasione migliore di questa due giorni vintage per scoprire come uno sguardo al passato sia così proiettato verso stili di vita del presente e del futuro, alla ricerca del gusto, il pezzo unico e raro, l’eleganza e appunto l’originalità, vera cifra di questa manifestazione ma anche dello stesso Dandy day.

Ai DANDY Days di Arezzo 2017 ci sarà spazio anche per l’approfondimento a coronamento della due giorni aretina dei Dandy di tutt’Italia.

Domenica 2 luglio allo storico Caffè dei Costanti di Arezzo (Piazza San Francesco, 19-20) dalle ore 13,30 è in programma una tavola rotonda sul dandismo e i suoi protagonisti moderata da Francesco Maria Rossi, scrittore, dandy e collezionista di cimeli kitsch.

L’incontro è aperto agli invitati, ai giornalisti e ai blogger del settore, oltre naturalmente i tanti turisti già in città per il weekend antiquario.

Per accreditarsi rivolgersi  all’ufficio stampa e comunicazione del DANDYdays 2017,
Francesca Garavini, cell. 393 6634913.


BIO ORGANIZZATORI

Dal 2015 Alessio Ginestrini e Stefania Severi, titolari dell’Impero Progressivo – un salone di bellezza alle porte della città – di mese in mese alla fiera antiquaria portano avanti i con grande fierezza una tradizione che si perde nella notte dei tempi, quella del Barber Shop, o meglio del barbiere, quando ancora il mestiere si svolgeva per strada in mezzo alle persone che in attesa dei servizi del coiffeur tramandavano storie e racconti che sono arrivati fino a noi.

La passione per le origini e per il loro lavoro li spinge, ogni prima domenica del mese per beneficenza, a scendere in Piazza Grande davanti alla fontana del Vasari, offrendo i servizi di barbiere, lustrascarpe, menestrello e acconciatura per signora in stile retrò.  

Stefano Agnoloni – maestro di stile e buone maniere – sarà il cerimoniere del primo raduno Dandy in Italia. Stefano, discendente da un’antica famiglia nobile fiorentina, ha 46 anni e abita nel cuore della bella campagna toscana. Si considera un artista a 360 gradi: ha studiato lirica e recitazione, fa musical, ama la vita all’aria aperta e realizza composizioni floreali per eventi speciali. Oltre ai fiori, la sua vera passione sono i cavalli e levrieri. Profondo conoscitore di lifestyle, set designer di professione, volto di Carrefour Italia, da poco tempo è anche esperto mentore a “Selfie”, il programma condotto da Simona Ventura in onda in prima serata ogni lunedì su Canale 5 che “prende a braccetto” i concorrenti – grazie alla collaborazione di un gruppo di specialisti al servizio del programma – in un percorso di rinascita e rinnovamento, regalando loro l’opportunità di ricominciare proprio da se stessi. Agnoloni è stato scelto dalla Carrefour Italia per vestire i panni di “Mister V”: un nobile toscano, che ama il cibo gourmet e il buon vino. Un uomo elegante che si gode la vita, pronto a condividerne i segreti con pochi fortunati eletti. Dalle regole del bon ton a suggerimenti sui vini e viaggi alla ricerca del vitigno migliore, il “nobile” guida il pubblico in un percorso tra le migliori etichette, italiane e non solo. Il primo video della Carrefour condiviso sulla pagina Facebook del brand è diventato virale e ha registrato più di mezzo milione di visualizzazioni.

LINK UTILI
https://www.facebook.com/DANDYdays2017/
http://www.fieraantiquaria.org/
https://www.facebook.com/ComuneDiArezzo/
https://www.facebook.com/fierantiquariadiarezzo/
https://www.instagram.com/fiera_antiquaria_arezzo/
www.mercatinodellepulciarezzo.it
https://www.facebook.com/mercatinodellepulciarezzo/
https://www.instagram.com/mercatinodellepulciarezzo/

 

CREDITI FOTOGRAFICI IMMAGINI
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PRESS KIT DANDY DAYS 2017

  • Il maestro di stile e buone maniere Stefano Agnoloni, gran cerimoniere dell’evento – Foto © Matteo Bianchi Fasani
  • Piazza Grande ad Arezzo – Foto © Giulio Cirinei
  • Niccolò Cesari, dandy italiano e brand ambassador – Foto © David Gauso

PROGRAMMA DANDYDays – Fiera Antiquaria di Arezzo
1-2 luglio 2017

SABATO 1 LUGLIO
Visita guidata gratuita riservata ai dandy
Ore 16,30
A partire dalla barberia retrò en plein air nella splendida cornice di Piazza Grande, si farà visita al trecentesco Palazzo di Fraternita dei Laici, in un percorso che dalla statua in bronzo della Minerva, accompagnerà i nostri amici dandy poi al Museo dell’Oro e infine, in un viaggio nel tempo, alla Torre dell’Orologio, famoso in tutto il mondo per l’ingegnoso meccanismo che oltre l’orario indica anche le fasi lunari.
posti limitati si consiglia la prenotazione 
cell. 320 5538386
Aperitivo di gala anni Venti in Fortezza
Ore 19

Si farà poi tappa nella Fortezza Medievale di Arezzo per un suggestivo aperitivo di gala al tramonto in stile anni ’20 dedicato al mondo del “Grande Gatsby” accompagnati dalle note di un’orchestra jazz di ben venti elementi, la Daisy Swing Orchestra.

Cena sotto le stelle nella terrazza della Fraternita
ore 20,30
posti limitati si consiglia la prenotazione 
cell. 320 5538386
Per chiudere in bellezza la giornata, i nostri dandy saranno invitati nella terrazza del trecentesco palazzo della Fraternita dei Laici, affacciata su Piazza Grande, per una cena esclusiva curata dal ristorante “Le Logge Vasari”.

Menù
Riso carnaroli con pistacchi, fiori di zucca e gocce di burrata
Millefoglie di chianina sotto sale, tegola di pane nero e pinzimonio di verdure
Involtini di melanzane con cuore morbido
Cubi di anguria
Vini tenute di Fraternita 

 

DOMENICA 2 LUGLIO
Visita guidata gratuita riservata ai dandy
ore 9,30
Marco Giustini, guida professionista di Arezzo, ci accompagnerà alla scoperta della “Città Perduta”
posti limitati si consiglia la prenotazione 
cell. 347 2429711

9.30: ritrovo in piazza della Libertà, di fronte al Palazzo del Comune
9.45: ingresso nella Cattedrale
10.25: passeggiata lungo il Borgo Maestro
10.35: ingresso nella Pieve di S. Maria
11.00: passeggiata e arrivo in Piazza Grande

Sosta per caffè, bagno e giro per i banchi della Fiera

11.30: ripresa della visita e passeggiata al Prato
11.50: ingresso nella Fortezza di Arezzo
12.30: fine della visita
Pranzo a buffet al Caffè dei Costanti
ore 12,45
Assortimento di finger food con prodotti del territorio in “veste dandy”. Si parte con una panzanella all’aretina, per poi fare il giro del mondo sconfinando in un cuscus mediterraneo con pesce non grasso. Ribollita e pappa al pomodoro estiva, schiacciate farcite con profumi d’inizio estate. Il tutto condito con rigorosa semplicità: il vero protagonista è l’ospite.
Piazza San Francesco, 19-20 Arezzo
euro 20 – posti limitati si consiglia la prenotazione 
cell. 320 5538386

N.B. Vi sono luoghi in ogni città, testimoni di particolari momenti o di intere epoche della sua vita. Il Caffè dei Costanti (nato nel 1804) è per Arezzo uno di questi luoghi. Si trova nella storica piazza che ospita i banchi della fiera e la Chiesa di San Francesco scrigno de “La storia della vera Croce” di Piero della Francesca. Famoso per essere stato scelto da Roberto Benigni nel 1997 per l’ambientazione di alcune scene del film “La vita è bella”, Premio speciale della Giuria al Festival di Cannes 1998 e vincitore di tre Premi Oscar. L’evento ha permesso ad Arezzo e al Caffè dei Costanti di essere conosciuti in tutto il mondo.

Tavola rotonda sul Dandismo al Caffè dei Costanti
ore 13,30
Francesco Maria Rossi presenterà una tavola rotonda per parlare del dandismo e dei suoi protagonisti, accompagnato dall’esperto di lifestyle Stefano Agnoloni

Un appuntamento assolutamente da non perdere quello di domenica prossima 2 luglio, all’ora di pranzo, presso lo storico Caffè dei Costanti di Arezzo. A coronamento della due giorni aretina dei Dandy di tutt’Italia, verrà presentata la prima tavola rotonda dedicata al dandismo e ai suoi protagonisti.
A coordinare l’incontro sarà Francesco Maria Rossi, scrittore, dandy e collezionista di cimeli kitsch. Famoso per essere l’ideatore del Museo di Se Stesso & Kitsch e autore insieme a Giovanni Raspini del galateo “L’Eleganza del Rospo – Manuale postmoderno di buona educazione e cattivi pensieri”.
Ma che cos’è un dandy? Forse è più semplice dire che cosa sicuramente non sia. Riducendo tutto a puro estetismo, molti confondono il dandismo con lo snobismo, facendo l’errore più grande del mondo: perché essi sono l’uno il contrario dell’altro. Lo Snob è un arrampicatore sociale, il Dandy crea invece la sua unità con i mezzi estetici che gli sono propri, disposto al sacrificio estremo pur di non essere conformista e sine nobilitate.
Ci spiega Stefano Lanuzza nel suo Vita da dandy: “Alla dominante volgarità, il dandy oppone la sua solitaria eleganza morale fatta di sobrio individualismo e ironia critica. Egli vive contro i dogmi del denaro, del profitto, del successo: esule, straniero, indifferente ai traffici del mondo, niente conta per lui più della libertà e della nobiltà d’animo…”. Un santo allora? No, forse solo un demonio, un ribelle che cammina su di un filo traballante teso sull’abisso dell’infinito. Per questo il mondo ha bisogno dei Dandy, e Arezzo ne sarà testimone.

L’incontro è aperto agli invitati, ai giornalisti e ai blogger del settore, oltre naturalmente i tanti turisti già in città per il weekend antiquario.
Accrediti stampa/blogger:  cell. 393 6634913 – francesca.garavini@gmail.com

 

Visita guidata gratuita riservata ai dandy
ritrovo ore 15,10 – partenza ore 15,20 
nel sagrato della Chiesa di San Francesco
Il centro guide di Arezzo e Provincia è lieto di illustrare ai dandy il capolavoro del maestro della prospettiva, un capolavoro mondiale dell’artista più importante del primo rinascimento Piero della Francesca: il ciclo di affreschi de “La leggenda de la vera croce” conservato nella cappella maggiore della basilica di San Francesco. 

 

 

 

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Comunicazione e Ufficio stampa DANDYDays
Francesca Garavini cell. 393 6634913
Alessandro Carli cell. 347 3174005

Cartella stampa Dandy Days 2017

 

Il maestro di stile e buone maniere Stefano Agnoloni, gran cerimoniere del 1° Raduno Dandy Italiano – Foto © Matteo Bianchi Fasani

 

Piazza Grande, cornice dei Dandy Days e della Fiera Antiquaria di Arezzo – Foto © Giulio Cirinei

 

Il maestro di stile e buone maniere Stefano Agnoloni, gran cerimoniere del raduno dandy aretino – Foto © Matteo Bianchi Fasani

 

 

Niccolò Cesari, dandy italiano e brand ambassador,ospite dell’evento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niccolò Cesari, dandy italiano e brand ambassador,ospite dell’evento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niccolò Cesari, dandy italiano e brand ambassador,ospite dell’evento

 

 

 

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