Legge: nasce Collegium Prudentium Juris la nuova Collana Giuridica della Casa Editrice Currenti Calamo Editore.

Roma, 19 febbraio 2020 – È nata Collegium Prudentium Juris, la nuova Collana Giuridica della Casa Editrice Currenti Calamo Editore.

Lo annuncia con orgoglio il direttore della casa editrice, il Prof. Corrado Faletti, presentando il Direttore Scientifico, Dott. Avv. Lupo Rosario Salvatore Migliaccio di San Felice, già membro del Chartered Institut Jurnalist, della Royal Society of Arts di Londra, del Cercle Amitiès Internationales di Ginevra, e Avvocato nell’Ordinamento Giudiziario e Forense Ecclesiastico.

Il direttore scientifico intende dare vita ad una collana nuova nel campo dell’editoria giuridica che interessi un nuovo aspetto antropologico di massa globale valorizzando temi di estrema attualità e risonanza futura.

I primi lavori si incentreranno sulla figura del “buon padre di famiglia” così come estrapolato oggi sia dall’attuale ordinamento giuridico che dalla consuetudine sociale.

Le pubblicazioni coinvolgeranno le maggiori università italiane ed estere e si concentreranno sulle tematiche giuridiche e filosofiche.

La Casa Editrice Currenti Calamo Editore è una casa editrice che conta quasi 400 pubblicazioni.

Opera dal 2011 ed è molto attiva nel campo scolastico ed universitario.

Opera in particolar modo nel campo della formazione e della consulenza alle figure apicali del mondo imprenditoriale ed è capofila di numerose compagnie specializzate nel campo della comunicazione e formazione.

Per informazioni ulteriori sulla collana scrivere a direzione@cceditore.it, oppure visitare i siti internet www.cceditore.it e www.gruppoeditorialecceditore.it.

 

 

Eccellenze accademiche: triestina premiata dall’americana Troy University

Trieste, 27  marzo 2019 – Si chiama Ambra dell’Oste e il prossimo 25 aprile riceverà il 2019 Dr. Sam Shelton Undergraduate Political Science Award dell’università americana della Troy University, per il suo percorso accademico di assoluta eccellenza. La storia di questa studentessa, premiata da una università americana, è l’ennesimo esempio di un’eccellenza italiana che ha scelto di crescere e formarsi all’estero, e che da questo ne ha tratto preziosi frutti. Triestina di nascita, americana di adozione, la sua passione per le lingue straniere e per i viaggi erano chiare fin da piccola, quando non a caso scelse come scuola superiore il Liceo Linguistico.

“La prima avventura oltreoceano risale al 2013. Ambra aveva trascorso il quarto anno in Texas, studiando materie diverse da quelle del suo Liceo: dall’anatomia al risk management, dalla moda al teatro, con risultati eccezionali. Le sue ambizioni erano chiare fin da allora” ricorda Graziella Costa, Responsabile dell’Anno Scolastico all’Estero di Mondo Insieme.

“La scelta di continuare il percorso universitario negli Stati Uniti è venuta naturale”, continua il signor Roberto Dell’Oste, padre di Ambra, “gli Stati Uniti hanno fatto emergere i suoi talenti e le sue passioni e, grazie al Programma Campus USA di Mondo Insieme, abbiamo ottenuto una borsa di studio che ha abbattuto sensibilmente i costi di vitto, alloggio e studi, permettendoci di affrontare con serenità questi 4 anni alla Troy University, Troy, Alabama.

Ambra si è inserita subito alla grande, si è guadagnata un posto nelle liste dei migliori studenti della sua università, ha ricevuto parecchi riconoscimenti e il 25 aprile la Facoltà di Scienze Politiche le assegnerà il 2019 Dr. Sam Shelton Undergraduate Political Science Award per il suo percorso accademico eccellente.

Nel frattempo la laurea si sta avvicinando, così come il desiderio di riavvicinarsi all’Italia.

“Per il master vorrei tornare in Europa e sceglierne uno in lingua inglese, ma devo ancora chiarirmi le idee, mi sto concentrando per poter anticipare la laurea a luglio, un semestre prima del tempo”, racconta Ambra.

Ebbene sì, perché negli Stati Uniti non ci si laurea in ritardo, come spesso avviene in Italia, ma in anticipo.

E agli studenti viene costantemente ricordato il loro valore, perché sono loro il nostro futuro ed è bene che lo affrontino con fiducia.

Per gli studenti italiani intenzionati a frequentare le università americane e a trascorrere l’anno scolastico all’estero consigliamo il sito internet di Mondo Insieme, www.mondoinsieme.it.

 

 

 

Ambra dell’Oste, studentessa friulana premiata alla Troy University

 

Ambra dell’Oste, studentessa friulana premiata all’università americana Troy University

 

Il Trojan Wall of honor della Troy University

 

 

Le lauree? Ecco quelle più importanti per trovare lavoro

Milano, 25 marzo 2019 – Tra le tante difficoltà lavorative di oggi una domanda sorge spontanea: “Conviene ancora laurearsi”?

I rapporti Istat ci dicono dunque che i tassi di occupazione di diplomati e laureati differiscono di 14 punti percentuali. Ma il discorso non è certo il medesimo per tutti i titoli di laurea.

A dare una visione chiara e precisa dei corsi di laurea più o meno efficaci dal punto di vista del mercato del lavoro sono, come da abitudine, i dati di Almalaurea.

Il dato generale ci dice che il 71,1% dei laureati triennali è occupato a un anno dal conseguimento del titolo, percentuale che si alza fino al 73,9% nel caso dei laureati magistrali (questi dati, nel 2007, erano rispettivamente dell’82,8% e dell’80,5%, percentuali abbassate drasticamente dalla crisi; si denota comunque un netto miglioramento negli ultimi quattro anni).

Nello specifico, l’ultima indagine Almalaurea dimostra che, a 5 anni dal conseguimento della laurea, il 94% dei laureati magistrali in ingegneria è occupato, con uno stipendio medio di 1.753 euro.

Va bene anche per i laureati nelle professioni medico-sanitarie, occupati per il 93,8% dei casi, con uno stipendio di 1.487 euro.

Tra i corsi che vantano tassi di occupazione meno lusinghieri ci sono quelli letterari (79,7%) geo-biologici (78,5%) e giuridici (76,5%). Guardando invece alla voce stipendi, i laureati che a 5 anni dal conseguimento del titolo hanno uno stipendio medio minore sono gli psicologi, che si devono accontentare di 1.042 euro.

A spiegare i dubbi sulla questione l’head hunter Carola Adami, CEO di Adami & Associati: «Guardando i dati delle richieste delle aziende la laurea oggi è molto importante. I dati però sono chiari, e non c’è dubbio nell’affermare che alcuni titoli di laurea sono poco spendibili nell’attuale mercato del lavoro italiano: penso per esempio alle lauree in psicologia, alle lauree in ambito letterario e sociale, nonché a quelle giuridiche».

«Certamente la convenienza della laurea non è così lampante sul breve termine. Gli stessi dati Istat hanno dimostrato che a due anni dal conseguimento del titolo, guardando ai possessori di diploma di maturità e di diploma di laurea, la percentuale di occupati è pressapoco la stessa. I titoli di laurea rivelano però la loro efficacia sul lungo termine: il distacco tra semplici diplomati e laureati cresce infatti a favore di quest’ultimi con l’avanzare del tempo, sia a livello di occupazione che a livello di salari».

E le indagini lo confermano, con i laureati under 40 che guadagnano di più rispetto ai coetanei.

«I vantaggi della laurea sono dunque netti, ma affinché si manifestino totalmente devono passare alcuni anni» conclude la Adami.

 

 

 

 

 

a female university student is having a one to one with her college lecturer or counsellor

 

 

 

 

 

 

 

Nuovi laureati: per fare carriera importanti le lingue e trasferirsi all’estero

Lussemburgo, 21 marzo 2019 – Il mercato del lavoro di oggi è velocissimo e sempre più dinamico, la competizione altissima e non si ragiona più con un perimetro di città o Paese, ma a livello internazionale con profili di altissimo livello, che spesso provengono da Paesi in cui il sistema universitario è più orientato al lavoro e soprattutto più veloce.

Venticinque anni fa studiare le lingue, conseguire un MBA o lavorare all’estero erano dei plus importanti, che spesso determinavano il successo professionale di una persona, oggi invece vengono considerati sottintesi, non più dei plus, ma dei requisiti essenziali.

Ad analizzare le scelte dei neolaureati, per fare carriera, Simone Masetti, Group Organization & Business Improvement Manager presso Ferrero Lussemburgo, che prova a dare dei consigli ai giovani laureandi nell’intervista che ha rilasciato per il blog di Mentors4U, organizzazione non profit che mette a contatto giovani laureandi con Mentor che supportano nell’orientamento professionale, dando vita all’ iniziativa più grande d’Europa in tema di mentoring.

La consulenza come starting point aiuta molto più di altre realtà per mettere le basi, insegnare il metodo, il problem solving e acquisire flessibilità nel ragionamento ma è bene capire sin da subito

Il più grande punto interrogativo della maggior parte dei consulenti ritengo sia se passare in azienda, ed eventualmente quale sia il momento più opportuno. A mio parere non esiste un momento perfetto per il passaggio e credo non sia più corretto considerare lo stesso come un paradigma fisso da seguire. Sono convinto, tuttavia, che esista un lasso di tempo (1-2 anni) sotto il quale si rischia di non riuscire a sfruttare il background di competenze maturate durante l’esperienza consulenziale ed oltre il quale la rivendibilità in azienda potrebbe essere compromessa da skills non specializzate, e un profilo retributivo non in linea con il mercato”.

Il futuro delle aziende italiane sembra essere incerto.

Ci sono sempre meno imprese in Italia, è vero, diminuiscono le chiusure, ma le nuove aperture non sono sufficienti per colmare il “gap” e raggiungere un segno positivo. Stando a quanto riportato dalle statistiche negli ultimi 10 anni sono state chiuse ben 165.000 imprese, e gli imprenditori artigiani, che erano considerati la spina dorsale dell’economia italiana, purtroppo sono ormai una specie in via di estinzione.

Come sottolinea Simone infatti “Il futuro delle aziende italiane non è certamente dei più rosei visto che negli ultimi 10/15 anni cinesi, arabi ed americani hanno fatto “shopping” in Italia approfittando di un Paese che non è riuscito a proteggere le aziende nostrane dalla crisi. Di esempi se ne possono fare moltissimi in differenti settori: da Pirelli acquisita da ChemChina a Indesit acquisita dal gruppo americano Whirlpool, al gruppo Italgel, che comprende i gelati Motta e Antica Gelateria del Corso, al gruppo Sanpellegrino acquisiti entrambi dal colosso Nestlè agli oli Cirio-Bertolli acquisiti da Unilever.

I gruppi LVMH e Kering che hanno fatto “man bassa” nella moda italiana, e la Piaggio dal 2014 è finita nelle mani del fondo sovrano arabo. Per non parlare di molte, molte altre che purtroppo sono passate in mani straniere.

In questo contesto è quindi importante essere consapevoli del fatto che chi vuole intraprendere una carriera in grandi aziende, eccezion fatta per liberi professionisti quali avvocati, medici e commercialisti, deve fare i conti con il fatto che è condizione necessaria traferirsi all’estero o viaggiare costantemente”, conclude il manager Masetti.

Per avere un panorama dettagliato delle possibilità di carriera per i giovani rimandiamo all’intervista completa di Mentors4U all’indirizzo internet www.mentors4u.com/it/home/blogdetail/5/simplicity_creates_focus_on_the_right_things.

 

 

Simone Masetti, manager Ferrero Lussemburgo e mentore per Mentors4U, dispensa i suoi consigli di carriera per i giovani neolaureati

 

 

 

Scuola: vince la borsa di studio “Aldo Moro” una studentessa dell’Istituto Nino bixio

Il Governatore pugliese Emiliano: “Siamo imbevuti della lezione di Aldo Moro”. In un ponte tra Penisola Sorrentina e Puglia la borsa di studio dedicata allo Statista, nativo di Maglie, va ad una studentessa dello storico Istituto Nautico Nino Bixio.

Napoli, 10 gennaio 2018 –  È stato firmato oggi il provvedimento ufficiale da parte del presidente del Premio “Penisola Sorrentina”, Mario Esposito, con cui si è stabilito di assegnare alla studentessa Sara Cangiano, proveniente dall’Istituto Nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento (Na),  la borsa di studio che l’ente di cultura e di promozione sociale “Il Simposio delle Muse”, in collaborazione con Comune di Piano di Sorrento, RAI e Città Metropolitana di Napoli, ha messo in palio per omaggiare Aldo Moro nei 40 anni dalla morte (1978-2018)

La presentazione dell’iniziativa e la proclamazione ufficiosa è avvenuta alla fine dello scorso anno, durante una grande serata- spettacolo in cui è stato dedicato uno speciale momento ad Aldo Moro ed il Governatore della Puglia Michele Emiliano per ricordare lo statista nativo di Maglie (Le) ha consegnato un riconoscimento alla protagonista della docufiction Rai “Aldo Moro il Professore”, Valentina Romani (N.d.r. : interpreta Vanessa della nota serie tv “La Porta Rossa”).

“Noi abbiamo studiato sui libri di Aldo Moro all’Università di Bari che è dedicata a lui.  Abbiamo avuto lezioni dai suoi allievi. Siamo imbevuti di Aldo Moro. Questo evento dedicato ai giovani e che vede protagonista l’attrice Valentina Romani in qualche modo sottolinea che anche la distanza che a volte c’è tra le generazioni, tra mondi che sembrano irraggiungibili, può essere colmata da un po’ di pazienza, da un po’ di curiosità e di ascolto. E questa cosa Aldo Moro la faceva con straordinaria intelligenza, ha dichiarato Emiliano.

Ecco la replica dell’attrice Valentina Romani : “Il mio personaggio nella fiction Rai è stato quello di Lucia, inizialmente avversa a Moro e che poi appunto grazie all’ascolto da parte del Professore ne è diventata sua pupilla affezionata. Credo che Lucia abbia qualcosa di me. Anche io ho un forte legame con un mio professore del Liceo. Fare questo lavoro è stato molto importante, perché anche con il “Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito” raccontiamo Aldo Moro Professore ed amico dei giovani”.

Ispirato alla fiction RAI, di cui Valentina Romani è stata protagonista accanto a Sergio Castellitto (che interpretava Aldo Moro), è il testo critico e narrativo di Sara Cangiano, vincitrice della borsa di studio dedicata a Moro.  Guidati dai docenti tutor Giovanni Ruggiero, Francesca Attanasio e Gennaro Avitabile gli studenti degli Istituti superiori della costiera hanno dovuto cimentarsi con una prova narrativa che- dopo la visione della docufiction-  costituisse una recensione al film ma anche una lettera personale ad Aldo Moro.

A scegliere il componimento vincitore del Concorso, da una rosa di finalisti, è stata una giuria di giornalisti-esperti composta da Vincenzo Califano, Michele Cinque, Nancy De Maio e Ciriaco Viggiano.

 

Il testo  vincitore della borsa di studio

Caro Professore,

ricordo come fosse ieri il giorno in cui una mano forte e sicura mi toccò la spalla nei corridoi dell’università. Nel voltarmi di scatto incrociai uno sguardo fermo in un volto che trasmetteva calma e mitezza.

Guardandomi negli occhi mi chiese se avessi smarrito la rotta ed io, timidamente, Le risposi ‘’Si, in effetti, l’ho smarrita’’.

Così Le raccontai delle mie origini sorrentine, dell’Istituto Nautico frequentato con passione nonostante i pregiudizi dovuti al fatto che fossi una donna ed infine dei miei timori in merito alla scelta universitaria.

E ricordo, Professore, che parlavo con Lei, che per me allora era uno ‘’sconosciuto’’, con la confidenza con la quale avrei parlato a mio padre.

Soltanto dopo, realizzai che quello sconosciuto era Lei, il professore Aldo Moro, politico di grande spessore ma uomo sensibile e dalla forte umanità, sempre in ascolto dei deboli ma fermo con i potenti, capace di suscitare ammirazione e fascino con ogni suo discorso, sostenitore della parità dei sessi, difensore dei diritti umani, avversario della pena di morte e dell’ergastolo, convinto assertore dell’identità tra Istituzioni e cittadini … e fu grazie a Lei, il timone della mia nave, che spiegai le vele al vento e presi in mano la  bussola della mia vita trovando la rotta per raggiungere il tanto desiderato “porto sicuro”.

Ha lasciato nel mio Cuore un segno indelebile … chissà che un giorno avrò l’onore e il piacere di incontrarla nuovamente in un posto migliore”

Sara Cangiano

 

 

Alcuni studenti protagonisti della speciale iniziativa dedicata a Moro
L’attrice Valentina Romani protagonista della fiction RAI “Aldo Moro il Professore”
Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ospite al Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”

 

La Rai dà il patrocinio al Premio “Penisola Sorrentina”

La Tv di Stato concede il patrocinio ed il marchio al Premio nazionale che dedica un omaggio ad Aldo Moro nel quarantennale della morte e alla fiction “Aldo Moro il professore” con Sergio Castellitto e Valentina Romani. Due borse di studio per gli studenti più meritevoli.

Roma, 11 settembre 2018 – Da Viale Mazzini è arrivato il via libera al patrocinio e al marchio della RAI per il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®.                

Ora anche la TV di Stato affiancherà così il prestigioso Premio culturale, insieme ad altri Enti di rilievo come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Teatro Eliseo di Roma e la Regione Campania.

In particolare la TV pubblica ha inteso riconoscere l’importanza di un progetto speciale del Premio, denominato “Lettere dal cinema”, che pone la fiction come strumento pedagogico e di divulgazione etico- civile.

Si tratta di un concorso di scrittura critica, riservato alle scuole superiori ed ai giovani della Penisola Sorrentina.

Base di partenza per il concorso sarà la docufiction “Aldo Moro il Professore”, prodotta dalla RAI per i 40 anni dalla morte dello Statista ed inserita tra le nomination dell’edizione 2018 per il settore cinematografico ed audiovisivo.

“Il cinema in chiave pedagogica, la storia, i diritti, il valore umano di un ritratto, il passato ed il futuro, l’etica della convinzione e della responsabilità: sono queste le motivazioni di questo omaggio ad Aldo Moro, a quarant’anni dalla morte. Uno statista, ma anche un docente con cui era possibile instaurare un dialogo fervido e costruttivo su motivazioni etiche, politiche ma anche sulle più ampie tematiche culturali”, spiega l’organizzatore del Premio Mario Esposito.

Ad incarnare questo rapporto dialettico tra Moro e i suoi discepoli nella fiction è Lucia, interpretata dall’attrice Valentina Romani, destinata a diventare la migliore allieva del Presidente.

Accanto al concorso di scrittura e critica, una sezione del concorso speciale sarà dedicata alla grafica e ai prodotti multimediali, che offrano occasione di pubblica riflessione sulla figura di Aldo Moro.

Ai due vincitori sarà assegnata una borsa di studio in denaro.

La docufiction “Aldo Moro il Professore” (protagonisti Sergio Castellitto e Valentina Romani) è andata in onda l’8 maggio 2018 su RAI 1 per la regia di Francesco Miccichè. Il docufilm è tratto dall’omonimo libro di Giorgio Balzoni, giornalista e allievo di Aldo Moro.

“Come avevamo dichiarato ad inizio anno il Premio “Penisola Sorrentina” comincia ad avvicinarsi ai giovani, ad essere una vera e propria istituzione culturale e di promozione sociale,  abbattendo quel diaframma che a volte si frappone tra lo spettacolo-evento e la comunità. Farlo poi attraverso il cinema e la TV con i temi della politica e della società civile, nella lezione del grande Statista, diventa un valore aggiunto” , conclude il patron della rassegna.    

Il Premio “Penisola Sorrentina” per l’alto valore culturale di rilievo nazionale ed internazionale, è stato inserito nelle manifestazioni dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.

La kermesse, diretta da Mario Esposito, che si concluderà il 27 ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento, con il patrocinio della Rai conferma così la sua riconosciuta valenza nazionale nel settore della cultura e dello spettacolo televisivo.

 

“Aldo Moro il Professore”, in evidenza i due protagonisti: a sx Valentina Romani (Lucia) e al centro Sergio Castellitto (Aldo Moro)

 

 

Psoriasi: le Università di Genova e Verona identificano i geni della Psoriasi

Nuova importante scoperta scientifica per la ricerca italiana: identificati i geni che determinano la comparsa della psoriasi nella sua forma cutanea, osteoarticolare e metabolica

Verona, 30 luglio 2018 – Uno studio effettuato dai ricercatori dell’Università di Genova e dell’Università di Verona, guidati rispettivamente dal Prof. Antonio Puccetti e dal prof Claudio Lunardi e dalla Prof.ssa Marzia Dolcino, e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Frontiers in Immunology”, ha svelato che esistono dei fattori genetici che determinano lo sviluppo della malattia psoriasica nella sua forma cutanea, osteoarticolare (artrite psoriasica) e metabolica.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata della pelle diffusa in tutto il mondo (frequenza variabile da 0.6 a 4.8%).

L’artrite psoriasica (PsA) è un’artrite infiammatoria, caratterizzata da infiammazione delle entesi (zone di inserzione dei tendini e legamenti sulla superficie ossea) che porta ad erosione ossea e neo-formazione di tessuto osseo. Colpisce il 10-30% dei pazienti con psoriasi cutanea e ha una frequenza stimata di circa l’1%.

La malattia psoriasica è considerata una malattia immuno-metabolica in quanto si associa spesso a sindrome metabolica, caratterizzata da obesità addominale, ipertensione, dislipidemia aterogenica, diabete di tipo 2 dell’adulto, insulino-resistenza e steatosi epatica non alcolica.

La malattia psoriasica è una malattia autoimmune, la cui origine è ancora ignota, ma che dipende dalla combinazione di fattori ambientali, genetici, epigenetici (Figura A).

 

 

 

 

 

 

 

“L’epigenetica, spiega la Prof.ssa Dolcino, autrice dello studio, è lo studio delle modificazioni ereditabili nel nostro genoma che non modificano la porzione codificante dei genoma, cioè quella porzione del genoma che viene trascritta in proteine, e quindi non alterano le sequenze nucleotidiche dei geni codificanti (Figure B e C).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I meccanismi epigenetici rappresentano un ponte fra i fattori genetici ed ambientali e hanno un ruolo importante nel determinare tutti i tipi di malattia. Gli studi di genetica convenzionali (analisi dei geni codificanti, o trascritti) anche se eseguiti con tecnologie molto sofisticate, non sono riusciti a chiarire l’origine delle malattie autoimmuni/neoplastiche.”

“Abbiamo deciso di studiare il ruolo di queste molecole regolatrici – continua il Prof. Puccetti – nella malattia psoriasica attraverso l’analisi di circa 540.000 geni noti, di cui almeno 50.000 lncRNAs, e abbiamo potuto identificare 4 geni regolatori, (LINC00909,  LINC00657 EPB41L4A-AS1, 11-539L10.3) che sono in grado di controllare tutti i diversi aspetti della malattia: la componente cutanea, quella articolare e la sindrome metabolica che spesso vi si associa”.

“Questo studio è molto importante perchè dimostra che ‘geni non codificanti’ determinano l’insorgenza della malattia psoriasica e aprono interessanti prospettive per l’individuazione di nuovi bersagli terapeutici per la messa a punto di un trattamento personalizzato” conclude il Prof. Lunardi.

 

 

A Tor Vergata la Summer School dei docenti USA della “Syracuse University”

Roma, 12 luglio 2018 – Dal 16 al 27 luglio prossimi si terrà presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata la prima edizione della Summer School “Gino Gorla” organizzata da Juristor, l’Associazione dei Laureati di Giurisprudenza a Tor Vergata.

Il programma è dedicato a “Gino Gorla”, docente di Diritto Comparato a Roma, coinvolto nel 1965 nei “Seminari Cornell” organizzati da Rudolf Schlesinger e pioniere del diritto comparato tra Italia e Stati Uniti.

I corsi saranno interamente tenuti in lingua inglese da Shannon Gardner e Emily Brown, professori provenienti dall’Università di Syracuse – College of Law di New York.

Il Presidente, Riccardo Fratini, dottorando di ricerca nella stessa Università, dichiara: “A Tor Vergata il livello della didattica è eccezionale, ma forse siamo carenti sul confronto internazionale e sulle offerte post-lauream. Nel corso degli studi, personalmente, ho condotto parte della mia ricerca negli Stati Uniti alla Syracuse University College of Law, anche grazie al supporto dell’Università, e mi sentivo in dovere di restituire i frutti di questa opportunità all’Istituzione che me l’aveva concessa. Spero sia la prima di molte iniziative a favore degli studenti”.

 

 

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Contatti stampa:

Fratini Riccardo

Email: fratini.riccardo@gmail.com

 

 

Celiachia, sensibilità al glutine o solo una moda? Gli esperti: “Necessario fare chiarezza”

Tra diete prive di glutine, celiachia, sensibilità al glutine non celiaca e diete prive di glutine fai da te cresce il numero di chi si preoccupa dell’intolleranza al glutine. È necessario per questo fare oggi un po’ di chiarezza sull’argomento grazie all’aiuto di professori e ricercatori che hanno dedicato una vita all’argomento

Genova, 6 luglio 2018 – In Italia ad oggi sono stati diagnosticati 198.427 celiaci, un fenomeno in crescita del 9% su base annua secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Salute. La crescita della commercializzazione di diete e prodotti privi di glutine dimostra poi che sono in tanti oggi a preoccuparsi dell’intolleranza al glutine, anche se in molti non sanno che si può soffrire veramente di celiachia o si può essere solo sensibili al glutine.

Il gruppo di ricerca dell’Università di Genova, diretto dal Prof. Antonio Puccetti, in collaborazione con il gruppo di ricerca diretto dal Prof. Claudio Lunardi e dalla Dr.ssa Dolcino, ha recentemente pubblicato uno studio sulla sensibilità al glutine non celiaca, che ha rivelato che la malattia potrebbe avere un’origine autoimmune, come la malattia celiaca.

“A seguito del nostro comunicato stampa abbiamo ricevuto molte richieste da persone preoccupate dato che su consiglio del proprio nutrizionista seguivano una dieta priva di glutine. Molti tra i soggetti con presunta sensibilità al glutine non celiaca, magari autodiagnostica tramite Google, si sono quindi chiesti se  avessero una malattia autoimmune” racconta il Prof. Puccetti.

E’ necessario per questo fare chiarezza su alcuni punti con l’aiuto del professore.

1) Innanzitutto specifichiamo che la celiachia è una malattia autoimmune, che provoca un’infiammazione cronica all’intestino tenue, dovuta a una intolleranza al glutine. Si tratta di una malattia molto frequente che colpisce una persona ogni 100-150 circa in Nord America ed Europa.

L’incidenza stimata in Italia è alta visto che secondo l’Associazione italiana celiachia (Aic), i celiaci italiani potrebbero essere 600mila. Ma si arriva ad una diagnosi solo in un caso ogni sette persone affette da celiachia.

Attualmente sono stati diagnosticati 198.427 casi (rapporto del Ministero della Salute), con un incremento annuo molto alto pari al 9%, dovuto, pare, soprattutto al perfezionarsi degli screening.

La celiachia è quindi l’intolleranza alimentare più frequente e la stima della sua prevalenza si aggira intorno all’1% (link: www.epicentro.iss.it/problemi/celiachia/epidItalia.asp).

2) La sensibilità al glutine non celiaca è una nuova entità clinica che comprende tutti quei casi in cui un paziente ha sintomi caratteristici della celiachia, e trae beneficio da una dieta priva di glutine, nonostante gli accertamenti medici escludano la presenza di malattia celiaca o di allergia ai cereali. La sensibilità al glutine sembra essere molto più frequente della celiachia e si ritiene colpisca il 6-10% della popolazione. Le manifestazioni cliniche comprendono sintomi gastrointestinali e/o extraintestinali che regrediscono con l’eliminazione di glutine dalla dieta. 

Per entrambe le situazioni esistono precisi criteri diagnostici per esempio per la celiachia esistono dei test di laboratorio che permettono di fare diagnosi quali la presenza di anticorpi anti-transglutaminasi e presenza del gene predisponente DQ2/DQ8.

Per la sensibilità al glutine non celiaca la diagnosi è di esclusione, vale a dire dopo aver escluso che il paziente sia affetto da celiachia o da allergia al grano: in questo caso c’è un preciso iter diagnostico che deve essere eseguito da personale medico in centri specialistici.

Diverso è il caso di chi da se, o su consiglio di un’amico o perché ha letto articoli su internet, intraprende una dieta priva di glutine perché ritiene che il glutine faccia male e vada eliminato dalla dieta.

“Ci sono varie opinioni in proposito riguardo il fatto se faccia bene o meno eliminare il glutine dalla dieta. Personalmente penso che abbassare il contenuto di glutine in soggetti con determinate patologie infiammatorie/autoimmuni sia una scelta condivisibile, ma dovrebbe essere fatto dietro consiglio medico o di un nutrizionista” specifica il prof. Puccetti.

Se si decide di fare da sé e di privarsi di pasta e pane senza una ragione specifica non si può però sostenere che sia una scelta giusta e salutare. Anche perché oggi ognuno vuole essere medico, farsi la propria diagnosi e darsi la propria terapia, parlando di cibo non sempre a proposito” conclude il professore.

Visto quanto detto dal Prof. Puccetti possiamo quindi trarre a proposito alcune semplici conclusioni:

1) Noi siamo cio’ che mangiamo e Feuerbach aveva ragione, mangiare alimenti sani e cotti in maniera opportuna è essenziale per la salute.

2) Privarsi di pane e pasta può essere una scelta di vita, non necessariamente una scelta razionale da un punto di vita medico.

Riguardo il Prof. Antonio Puccetti

Il Prof. Antonio Puccetti si occupa di celiachia e sensibilità al glutine da oltre 12 anni e insieme al gruppo del Prof. Lunardi dell’Universita di Verona ha pubblicato lavori scientifici di fondamentale importanza per queste condizioni morbose.

Per chi volesse maggiori delucidazioni sull’argomento è a disposizione il team del prof. Puccetti alla mail apuccetti@gmail.com o tramite Whatsapp al numero 327 2591563 (martedì e giovedì).

 

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Contatti stampa:
Prof. Antonio Puccetti
Immagine utilizzabile a corredo di questa notizia:

Ricerca italiana: “Identificati geni che regolano la comparsa di tumori nella sclerodermia”

Verona, 18 giugno 2018 – Ricercatori dell’Università di Verona e dell’Università di Genova, guidati rispettivamente dai Prof. Claudio Lunardi, dalla Dr.ssa Marzia Dolcino e dal Prof. Antonio Puccetti hanno pubblicato sulla prestigiosa rivista “Frontiers in Immunology” i risultati di una ricerca che dimostra che nella sclerodermia, alcune molecole regolatrici (microRNA) del nostro genoma possono controllare lo sviluppo di tumori quali, ad esempio, le neoplasie mammarie, polmonari e ematologiche.

La Sclerodermia, o SSc, sclerosi sistemica progressiva, è una rara malattia autoimmune sistemica caratterizzata da:

1) alterazione del sistema immunitario con presenza di anticorpi e cellule dirette contro i nostri tessuti (reazione autoimmune)

2) vasculopatia con proliferazione e morte delle cellule di rivestimento (endoteliali) dei vasi sanguigni, proliferazione delle cellule muscolari dei vasi che comportano una ridotta circolazione e ossigenazione a livello della cute e degli organi interni (rene, intestino, polmone etc) con conseguente

3) indurimento ed ispessimento della cute e degli organi interni. Nella SSc vi può essere un aumento della frequenza di alcuni tipi di neoplasie, in particolare neoplasie mammarie, polmonari e ematologiche. La ragione di questa associazione era ancora sconosciuta.

“Nella nostra ricerca abbiamo voluto indagare se particolari fattori genetici possano giocare un ruolo nel favorire lo sviluppo di tumori nei pazienti con SSc” dice il Prof. A. Puccetti, uno degli autori dello studio.

“Attraverso un’approfondita analisi genetica condotta su 540 mila geni umani abbiamo dimostrato che le varie categorie di geni legati allo sviluppo della SSc (ad es. geni che controllano le lesione vascolari, lo sviluppo della fibrosi cutanea e degli organi interni, la risposta autoimmunitaria e infiammatoria) comprendono anche geni che partecipano allo sviluppo di tumori o che sono coinvolti nei processi di carcinogenesi” continua il ricercatore.

“Poiché si ritiene che alcune molecole regolatrici del nostro genoma, come i microRNA (miRNA), svolgano un ruolo centrale nello sviluppo delle malattie autoimmuni, neoplastiche e cardiovascolari, abbiamo valutato se specifici miRNA associati ad alcuni tumori potessero essere alterati nei pazienti con SSc. Abbiamo identificato 4 miRNA (miR-21-5p, miR-92a-3p, miR-155-5p e miR-16-5p) la cui espressione era significativamente più alta nei pazienti con SSc rispetto agli individui sani. La nostra ricerca dimostra che la presenza di particolari combinazioni di geni svolge un ruolo predisponente nello sviluppo di neoplasie in corso di SSc ed ha importanti risvolti applicativi per una migliore identificazione dei pazienti a rischio e la messa a punto di nuove strategie di medicina di precisione.

Il Prof. C. Lunardi, uno degli autori dello studio infine precisa che “l’identificazione di questi fattori genetici, nei pazienti con SSc non significa assolutamente che chi è affetto da SSc svilupperà una neoplasia: si tratta di altro piccolo passo avanti per capire alcuni aspetti poco o nulla conosciuti della malattia sclerodermica che ci aiuteranno a mettere in atto misure preventive e terapeutiche più mirate nel singolo paziente. Vogliamo altresì precisare che tali indagini non sono ancora eseguibili di routine al momento attuale” conclude il ricercatore.

 

 

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apuccetti@gmail.com

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Il Prof. A. Puccetti, tra gli autori della ricerca

 

 

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