Presentata sul Lago di Como la collezione Capsule Gaga Como Lake Luxury

Como, 17 giugno 2021 – Lunedì 14 giugno scorso l’Atelier Tosetti ha presentato a Villa Cipressi, uno degli Hotel della Famiglia Rocchi, la Collezione Tosetti Sposa 2022 ed un Flash della nuova Capsule Gaga Como Lake Luxury, in collaborazione con la casa Comasca Laboratorio Tessile.
Per la presentazione del nuovo brand, la famiglia Tosetti ha voluto legare a filo doppio la produzione con il territorio Italiano e nello specifico la scelta dei tessuti per creare capi unici in serie limitata selezionati dalla Stylist Mara Gabriele.

Nella nuova linea si cerca di interpretare la donna in tutte le sue eccezioni, dalle silhouette più sensuali alle mise bon ton, con una palette colori ben differenziata: ci sono le mise total white, le fantasia delle lavorazioni delle gonne di seta pesante, o i raffinati accostamenti di jacquard ricercati.

Tutti i modelli presentati sono in Limited Edition e rappresenteranno un nuovo concept per gli amanti del Fashion e del Glamour Wedding.

“Abbiamo creato molta aspettativa attorno all’evento” racconta Monica Gabetta Tosetti, direttore marketing e proprietaria della boutique comasca, “ed era proprio questa la nostra finalità: rendere la collezione un tableau vivant, un vero e proprio quadro che si muovesse attorno agli abiti in una delle città che il mondo ci invidia”

Un lavoro intenso, ma di grande effetto per raffigurare al meglio una collezione dall’alto contenuto stilistico e sartoriale ma con prodotti estremamente selezionati e made in Como.

Il ‘naturale base’ è la ricercatezza nello stile, la selezione dei tessuti e l’attenzione al dettaglio.

Il nuovo brand Gaga sarà presto disponibile nell’atelier Tosetti di Como.

La location

La location scelta per la presentazione è stata Villa Cipressi di R Collection Hotels, originaria di Como, che da tre generazioni gestisce una catena di hotel luxury tra Lombardia e Liguria, in alcune delle zone più belle della nostra penisola.

Villa Cipressi è una villa storica costituita da diverse unità del 1400/1600, completamente ristrutturata e in grado di offrire una esperienza unica a coloro che amano l’arte, la storia e la ricchissima cultura italiana

Una location unica nel suo genere, caratterizzata da uno splendido giardino botanico che circonda la struttura e la rende un luogo da favola.

Il giardino e la splendida struttura storica costituiscono la location migliore per organizzare cerimonie o eventi importanti.
Matrimoni, festeggiamenti, compleanni, convegni, workshop e cene di gala.

 

 

 

Gaga Como Lake Luxury

Moda Sposi: il Wedding riparte dal Lago di Como

Como, 4 Maggio 2021 – Il Wedding riparte dal Lago di Como, esattamente dallAtelier Tosetti, già da anni punto di riferimento italiano ed internazionale per cerimonie e matrimoni. Grazie alla verve di Monica Gabetta Tosetti, imprenditrice comasca, che con il marito Giovanni ed i figli gestisce l’attività ora si riparte anche grazie alla nascita del Tosetti Brand, che diventa il cuore pulsante dell’atelier di famiglia, con nuove collezioni per sposo e sposa.

Così dopo la lunga pausa imposta dalle misure precauzionali, si lancia un deciso segnale nel settore bridal, che sente la necessità di ripartire con grande convinzione dei futuri sposi. Per questo Tosetti ha scelto di confermare la propria unicità sul territorio, con un ventaglio di marchi noti al settore sposa, e di offrire in più l’unicità dei propri capi, totalmente Made in Italy e con Tessuti Made in Como.

Il Tosetti Brand racchiuderà tre diverse anime: Unicità del capo, Made in Italy e Tessuto esclusivamente Made in Como.

Capi di alta gamma, attenti allo stile e all’avanguardia, sempre di fattura artigianale, sostenibile e dall’accurata lavorazione sartoriale.

È così che Tosetti Brand mostra la sua rinnovata capacità di presentarsi in una veste sempre rinnovata e in grado di coniugare creatività ed eccellenza.

Un atelier unico, che dal 1927 ad oggi è in costante evoluzione, ed è diventato un luogo in cui scoprire i trend sposa e le migliori collezioni per il nuovo anno.

Per maggiori informazioni sulla nuova linea sposi “Made in Como” è disponibile il sito internet www.tosettibrand.it.

 

 

 

 

Alla BIT di Milano il Premio Penisola Sorrentina

Digitalizzazione, eventi, residenze artistiche e turismo slow:  cultura e innovazione dopo il Covid19 alla BIT di Milano, in versione completamente digitale

Milano, 30 aprile 2021 – Anche quest’anno sarà presente alla BIT di Milano il Premio “Penisola Sorrentina”. Questa nuova edizione si svolgerà dal 9 al 14 maggio in versione completamente digitale, a causa delle restrizioni legate al Covid19.

“Cercheremo di portare nell’agorà virtuale realizzata da Fiera Milano una serie di contenuti, ispirati al nostro manifesto, la Carta di Sorrento, che pone al centro l’ambiente inteso come paesaggio, natura, contesto individuale e collettivo”, afferma il patron del Premio Mario Esposito.

Insieme con lui a far parte del “digital team” , messo in piedi per partecipare a questa speciale edizione di Bit Milano, ci sono due esperti del settore arte, cultura e organizzazione di eventi:  Francesca Esposito, una event planner della Penisola Sorrentina  e l’artista di Buonalbergo Giuseppe Leone. L’artista ha insegnato tecniche pittoriche alla Accademia di Belle Arti di Napoli ed è responsabile del Centro culturale Exordium oltre che  coordinatore del progetto delle “Residenze artistiche” del Premio Penisola Sorrentina (tra gli artisti coinvolti in passato si ricordano il fotografo siciliano Giuseppe Leone e il graffitista napoletano di fama internazionale Jorit).

Insieme con il Premio, la sua storia d i suoi importanti protagonisti, come Luca Barbareschi che è alla presidenza della sezione cinema, audiovisivo e teatro, mentre Danilo Rea è il presidente della sezione musica del riconoscimento. Il Simposio delle Muse, ente produttore del premio, presenterà ai vari buyers e viaggiatori in Fiera un ulteriore  pacchetto di iniziative, collegate al concetto di turismo culturale e di slow, da poter vivere anche in altri contesti territoriali.

La capacità del Premio (inserito tra i grandi eventi della Regione Campania) e dell’Organizzazione sta infatti nell’unire la costiera sorrentina a proposte territoriali e culturali provenienti anche da zone dell’entroterra.

Ciò costituisce, indubbiamente, un  punto di forza della  manifestazione che, con lungimiranza, non si limita ad un format spettacolare di promozione dell’audiovisivo, ma crea una serie di offerte collaterali dedicate alla cultura e al tempo libero (leisure), che includono anche quei luoghi cui dopo il Covid il mercato si rivolgerà con crescente attenzione. Si tratta dei piccoli borghi, delle zone interne del Sannio, dei percorsi naturalistici, dei luoghi più nascosti.

“Nell’epoca della digitalizzazione, della fretta, intendiamo presentarci alla platea internazionale di Bit Milano con un portfolio di servizi ed eventi che recuperino l’importanza della riflessione, della meditazione, della interiorizzazione, come elemento centrale del viaggio. Anche i nostri prodotti digitali saranno infatti  strumenti che presupporranno una convivenza innovativa e sperimentale con i linguaggi tradizionali. Tutto ciò perché la Cultura diventi non solo patrimonio materiale o immateriale, ma comunità, esperienza e bene di stimolo”, dichiara Mario Esposito.

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” sotto un brand di riconosciuto successo nazionale costruisce quindi diversi prodotti dell’industria culturale, nel segno di quella Bellezza che – secondo la formula coniata per l’Organizzazione  dal giornalista e scrittore Roberto Napoletano – rappresenta “il tesoro nascosto dell’economia”.

 

 

Ambiente, scoperto un nuovo tipo di Acero: per città più verdi e sane

Milano, 13 aprile 2021 – Attraverso studi scientifici e di laboratorio è stata creata una nuova importante specie di selezione in clone di albero di Acero.

L’autrice della nuova specie è la dott.ssa Simona Rosito, ideatrice del Progetto Future Green, e già insignita come unico premio di categoria nella green Economy del premio 100 Eccellenze Italiane a Montecitorio.

La scoperta è stata resa nota dalla stessa d.ssa Rosito nella rubrica Green Club condotta da Estella Patella.

Si tratta di una importante novità per l’ambiente e i parchi verdi delle nostre città.

Tale scoperta può essere infatti molto utile per le nostre città per la rapidità di crescita del clone, e la capacità di creare boschi e aeree verdi nelle città.

L’eccezionalità di questa nuova specie di acero è proprio questa, cioè la capacità di rapido accrescimento, visto che in pochi mesi diventa già un albero adulto, con un fusto di qualche metro.

Altro vantaggio oltre la velocità di crescita è il potenziale altissimo di cattura di Co2, oltre alla bellezza delle sue foglie anche in autunno.

A sostenere questa splendida iniziativa a favore dell’ambiente il noto Dj e conduttore radiofonico Roberto Ferrari di Radio Deejay e la dott.ssa Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, che faranno da testimonial insieme a tanti altri nomi dello spettacolo.

Lo scopo del sostegno al nuovo tipo di Acero è quello di favorire il verde e l’ossigenazione delle nostre città.

 

 

 

 

 

 

 

Alassio: la storica Gelateria Perlecò apre una nuova sede sulla Passeggiata Dino Grollero

La storica gelateria Perlecò di Alassio, finita sulle pagine della CNN,  apre una nuova sede sulla Passeggiata Dino Grollero

Alassio, 11 marzo 2021 – Il 27 marzo prossimo la rinomata Gelateria Perlecò di Alassio si approssima al sesto compleanno, e festeggia con una nuova sede in Passeggiata Dino Grollero a 20 metri dal molo.

“Ci siamo fatti un regalo, visto che è un bellissimo laboratorio che ci permetterà un lavoro ancora più accurato, a favore della nostra clientela”, raccontano entusiasti i titolari della gelateria.

Il nuovo laboratorio consiste in una zona vendita colorata, elegante e moderna, con anche un affaccio e vendita diretta sulla Passeggiata.
Qualche tavolino darà la possibilità di fermarsi a chiacchierare degustando un gelato, yogurt, granita o macedonia, con il rilassante rumore della risacca marina.
“E la qualità e la voglia di fare e stupire saranno sempre le stesse, anzi, anche più di prima” affermano ancora i titolari di Perlecò.

Lo “storico” locale di Via Torino 46 andrà in pensione, dopo anni di onorata carriera.

Come è iniziata: la storia della gelateria Perlecò di Alassio

Era il 25 aprile del 2015 quando è iniziata l’emozionante storia della gelateria Perlecò ad Alassio, in Via Torino 46 
Il locale è passato attraverso diverse prove, come un devastante incendio dopo solo pochi mesi dall’apertura, con una ricostruzione faticosa e piena di dubbi e insidie, ma che preannunciava anche tante gioie.

Da lì in poi la scalata al successo:

  • La creazione di un nuovo gusto che ci ha portato sulle pagine della CNN e delle maggiori testate nazionali.
  • La vittoria quale miglior prodotto a “Canapa Mundi”, la Fiera Internazionale della Canapa a Roma.
  • L’inserimento tra le 15 gelaterie da visitare in Liguria, sempre con la segnalazione su diverse rinomate riviste.
  • Le collaborazioni con importantissime realtà come il “Vascello Fantasma” di Laigueglia e lo chef Stefano Rota o il “Re Carciofo” di Albenga.
  • E infine il premio più grande, quello dei tanti clienti che onorano quotidianamente la gelateria con loro scelta 

L’appuntamento è per sabato 27 marzo in Passeggiata Grollero per visitare la nuova sede di Perlecò.

 

Una esplosione di gusto
La nuova sede si trova direttamente sulla spiaggia di Alassio

 

 

 

 

 

 

 

Nuova sede

 

 

 

 

 

 

 

Scelti anche per le consegne a domicilio

 

 

 

 

 

 

 

 

Villa Zagara: a Sorrento un ritorno al Grand Tour

Sorrento, 10 marzo 2021 –  Villa Zagara è una splendida location nel cuore della cittadina di Sorrento, che diede i natali a Torquato Tasso. È uno dei luoghi che il Premio “Penisola Sorrentina” ha scelto per portare avanti il progetto “Grand Tour”, che punta al turismo culturale e alla promozione della Campania.

“Villa Zagara è un luogo autentico di bellezza e di cultura”, racconta Mario Esposito patron del Premio “Penisola Sorrentina”, che già nel 2020 ha fatto tappa nella splendida location per recuperare lo spirito del viaggio nella bellezza dietro il claim “Torna a Surriento”.

Abbiamo incontrato per una intervista la responsabile della Villa, Dorotea Apreda.

Villa Zagara è un luogo che incontra il mito e la storia.                                                                     

Omero nel viaggio di Ulisse indica Sorrento come terra delle Sirene. E dal nostro belvedere è possibile scorgere l’antico approdo di Marina Grande.  Agrippa, famoso generale romano che sconfisse Cleopatra e Antonio, fu anche un importante architetto che vanta la creazione, tra le tante costruzioni, del Pantheon romano. Secondo alcune leggende egli dimorò nei giardini di villa Zagara nell’estate del I secolo a.c. insieme alla sua seconda moglie Giulia, figlia di Cesare Ottaviano. È sua l’opera di costruzione del primo nympheum all’aperto, che attualmente corrisponde alla piscina di Villa Zagara. I giardini appartennero fin dal 1200 al monastero delle suore sotto la regola benedettina, grandi ricamatrici, col nome di monastero di San Giorgio forse per opera di Orsola Pappacarbone sorella del terzo Abate di Cava San Pietro Pappacarbone che radunava nobili donzelle che vivevano onestamente lontane da ogni fasto. Dopo la drammatica e feroce scorreria saracena del 1558 il monastero subì saccheggi e devastazioni e le suore che dimoravano nella struttura vennero fatte schiave.

Dal 1978, la villa è stata casa della famiglia Apreda.                                                                               

Dal 2018 Villa Zagara, sotto la cura della nostra famiglia Acampora-Apreda, guidata dalla forte passione per l’ospitalità nel rispetto delle tradizioni, ha subito una ristrutturazione sempre ancorata all’autenticità del passato. Da questo deriva il nome che la famiglia ha voluto dare alla villa: Villa Zagara. Secondo la mitologia i fiori di zagara venivano dati in dono alle dee per i loro riti matrimoniali. Zagara è il nome dei fiori di agrumi di cui all’interno di Villa Zagara sono, di fatto, presenti oltre 400 specie richiamando il nome  della villa.

Cosa significa, in un viaggio culturale e turistico, fare tappa a Villa Zagara?

Fare tappa qui significa arrivare come ospite e ripartire come un membro della famiglia e della nostra antica storia. 

 

Il team di Villa Zagara: la famiglia Apreda-Acampora

 

Un documentario su Sorrento ai tempi del Covid

 Il Premio “Penisola Sorrentina” racconta in un documentario su Sorrento e il turismo ai tempi del Covid tutto il dolore e la speranza di un territorio che saprà rinascere

Sorrento, 16 dicembre 2020 – Si intitola “Residenze artistiche” il documentario prodotto dal Premio “Penisola Sorrentina” e realizzato in collaborazione con LabTv per offrire la testimonianza di un territorio turistico segnato fortemente dalla pandemia Covid, ma con una enorme potenzialità umana e culturale di rinascita.

Dopo il 24 ottobre, non si è fermata  la macchina organizzativa guidata da Mario Esposito e con l’utilizzo degli strumenti di comunicazione (dalla tv al web fino alle nuove tecnologie) la fiamma del Premio, che ha celebrato quest’anno ben 25 anni di attività, ha continuato e sta continuando a brillare ma  soprattutto a “riscaldare” la promozione di una terra da sempre amata da turisti e viaggiatori di tutto il mondo.

La presenza costante, senza soluzione di continuità, delle iniziative del Premio Penisola Sorrentina è il segnale più vero di una resilienza, di una  forza culturale che va al di là della temporaneità e che identifica un luogo con un evento specifico, identitario.

I grandi carrozzoni, i grandi concerti, gli spettacoli roboanti cui Sorrento era abituata sono passati ma con il Covid sono andati via. Spazzati, cancellati.

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, giorno dopo giorno, dimostra, con uno stimolante artigianato culturale, di essere volano costante della territorialità, presidio culturale del luogo, brand istituzionale e di promozione, che svolge un vero e proprio servizio di pubblico interesse a vantaggio della collettività.

Veniamo al documentario. Accompagnati da Maresa Calzone, che è andata in giro durante la due giorni del Premio per incontrare abitanti del territorio, visitare luoghi noti ma anche tesori nascosti, scopriremo le bellezze del Museo Correale Terranova, di Villa Fiorentino, di Villa Zagara.

L’audiovisivo costituisce un vero e proprio documento storico, testimonianza di un anno orribile ma anche della forte voglia di rinascita, raccontata dalle voci di Gaetano Milano (Amministratore della Fondazione Sorrento), Gaetano Mauro (Presidente del Museo Correale), Carlo Scala (Patron Hotel Continental), Nino Apreda (Patron Villa Zagara), Roberto Napoletano (giornalista), Antonino Siniscalchi (giornalista), Luigi Cerciello Renna (giurista e accademico), Leo Gassmann (cantautore e doppiatore), Danilo Rea (musicista), Peppe Servillo (cantante e attore),  Massimo Coppola (Sindaco di Sorrento), Rosanna Romano (Direttore generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania), Anna Laura Orrico (Sottosegretario del MIBACT con delega al cinema e al paesaggio).

“Le Residenze artistichespiega il patron Mario Espositosono un progetto speciale del Premio Penisola Sorrentina con la direzione di Giuseppe Leone. Attraverso questo progetto, Il territorio viene posto al centro della creatività, del dibattito, della produzione multimediale. Il Premio Penisola Sorrentina nel realizzare questo documentario odeporico dimostra  di non essere solo l’evento culturale e spettacolare di promozione del settore cinematografico ed audiovisivo, con i riconoscimenti assegnati alle diverse categorie, ma una vera e propria istituzione, un soggetto di produzione culturale, che sceglie l’audiovisivo anche come strumento privilegiato di comunicazione di temi civili e domini sensibili, come l’ambiente e il turismo”.

 

 

Maresa Calzone con il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola

Luca Barbareschi: “Noi italiani veniamo da lontano”.

L’attore, regista e produttore cinematografico, patron del Gruppo Eliseo di Roma e presidente del Premio Penisola Sorrentina, invoca un giudizio morale nell’economia.

 

Roma, 3 dicembre 2020 – Continua il dibattito culturale e mediatico tra gli addetti ai lavori scaturito dalla nascita della “Carta di Sorrento”, il manifesto per i venticinque anni del Premio “Penisola Sorrentina” che coniuga in una visione olistica i settori fondamentali per lo sviluppo del Paese, ossia turismo, ambiente e cultura.

Tra gli ispiratori delle riflessioni, che sono pervenute ad un team di esperti coordinato da Luigi Cerciello Renna per la stesura dei venti principi che compongono la Carta, c’è il produttore, attore e regista Luca Barbareschi, patron del Gruppo Eliseo, da qualche anno alla guida della giuria del prestigioso riconoscimento diretto da Mario Esposito.

Ecco quanto dichiara Luca Barbareschi a proposito del documento programmatico, che dopo la presentazione ad ottobre scorso ha avviato un lungo percorso di consultazioni, inchieste pubbliche, partecipazione a livello regionale e nazionale, prima di arrivare all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico:

Noi italiani – afferma Barbareschi –  veniamo da lontano, da una storia straordinaria fatta da uomini straordinari. Abbiamo capito l’importanza della secolarizzazione per uscire da guerre religiose che hanno portato l’Europa in una profonda crisi. Gian Battista Vico da Napoli ispirava i migliori pensatori d’Europa e grazie alle sue idee si è arrivati al punto più alto di una visione geopolitica e culturale dell’Europa. Forse non tutti sanno che Goethe era ministro delle finanze in Germania (sul marco tedesco c’erano i versi del Faust); Churcill prima di essere un grande statista fu anche Premio Nobel per la letteratura. Eppure questo trionfo di razionalità ha portato a due guerre mondiali, cento milioni di morti, l’esaltazione di uomini psicotici, come Hitler, Mussolini, Stalin, ecc. Oggi bisogna ripartire da quell’equilibrio tra la spiritualità e l’economia; per far ciò però forse occorre inserire una parola fondamentale che sia il collante tra quelle due: moralità.  Moralità nell’economia. Moralità nella politica. Uscire dalla stupidità del giudizio moralistico sulle opere degli artisti. Non vivere con l’idea del potere, ma tornare a crescere nella nostra tradizione giudaico-cristiana con il potere delle idee”.

Di grande significato appare, dunque, il ruolo che il Premio “Penisola Sorrentina”- dopo venticinque anni di attività – sta intraprendendo, facendosi, attraverso la “Carta di Sorrento”, portatore di valori costituzionalmente garantiti, depositari di una narrazione del Paese trasversale, laterale, divergente, intrinseca, dove il principale strumento di comunicazione scelto per promuovere il dibattito e lo sviluppo, anche turistico, dei territori che la kermesse riuscirà a coinvolgere, sarà quello dell’audiovisivo.

È  in produzione, con il patrocinio della Regione Campania Settore Cinema e Audiovisivo,  uno speciale documentario per i 25 anni del “Premio Penisola Sorrentina”, denominato “Residenze artistiche” : il racconto di un viaggio a Sorrento tra gli abitanti e gli ospiti della prestigiosa kermesse, costruito per approfondire la bellezza e le potenzialità di un territorio, messo a dura prova dal Covid.

 

 

La Carta di Sorrento: venti principi per l’innovazione culturale ed economica

Reso pubblica ” La Carta di Sorrento”, il manifesto ideato per i 25 anni del Premio “Penisola Sorrentina”, al fine di favorire una visione olistica di Ambiente Turismo e Cultura. Proposti anche incentivazioni e premi fiscali a favore del mondo dell’audiovisivo

Sorrento, 2 novembre 2020 – La “Carta di Sorrento” è il manifesto realizzato per i venticinque anni del Premio “Penisola Sorrentina”, da un’idea del patron Mario Esposito e del giurista Luigi Cerciello Renna che ne è stato il redattore.

Il documento è stato presentato recentemente al Comune di Sorrento nel corso dei lavori della 25a edizione del Premio dedicato all’audiovisivo.

Alla cerimonia di presentazione hanno partecipato, in presenza e da remoto, anche rappresentanti istituzionali governativi e regionali, tra cui il Sottosegretario ai beni e attività culturali Anna Laura Orrico, il Consigliere per gli Affari Istituzionali del Ministro Franceschini, Giampaolo D’Andrea, il Direttore generale per le Politiche Culturali ed il Turismo della Regione Campania Rosanna Romano, il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

La Carta di Sorrento intende porsi come strumento di supporto a strategie e scelte di Legislatore e Decisore pubblico al fine di favorire, in una visione olistica di Ambiente Turismo e Cultura, la transizione verso un nuovo corso che leghi l’attesissima svolta ‘green’ del sistema Paese al patrimonio materiale e immateriale che fa dell’Italia la nazione ambasciatrice nel mondo della Bellezza, che il documento auspica trovi riconoscimento quale valore identitario nazionale nell’ordinamento statale e locale.

La Carta sollecita un Patto per il Suolo che sancisca l’impegno della società civile per il contenimento dell’uso sregolato del suolo come l’architrave delle politiche di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici. E chiede un ruolo rilevante dell’Italia nell’azione della comunità internazionale contro il “Green Grabbing” quale moderna forma di aggressione al diritto al cibo e alla terra che spetta a ogni popolo. La Carta evidenzia poi la rilevanza dell’Acqua nell’economia circolare. Il Documento chiede altresì un cambio di rotta alle istituzioni scientifiche affinché, nel comunicare rischi sanitari e ambientali, si ritengano responsabili anche e soprattutto di quel che i cittadini comprendono.

La Carta poi promuove un sistema di tutela pubblica allargata, per il quale la bonificazione dei siti contaminati e la riqualificazione territoriale siano demandate anche alle Società a controllo e partecipazione pubblica del settore ambientale ed energetico. Prioritario e cruciale – per il manifesto- si rivela l’impegno pubblico e privato per il futuro sostenibile del Turismo delle zone costiere come pure strategie politiche e socio-economiche su ogni scala che privilegino pratiche, iniziative e progetti di Turismo Etico e Consapevole al fine di favorire una visione umanistica che leghi l’esperienza turistica alla tutela ambientale dei territori ospitanti e alla promozione di valori e tradizioni delle comunità locali.

La storia chiede al comparto turistico italiano di ripensarsi, nel solco di una narrativa che non sia circoscritta alla meta di destinazione ma ancorata anche a capacità di adattamento e reattività del settore rispetto alle esigenze e istanze del tempo, nonché di una offerta modellata in funzione dell’utenza nazionale. L’industria e gli operatori devono tornare a parlare del Bel Paese agli italiani.

Altresì, per la Carta, in particolare, il Cinema, l’Audiovisivo e il Teatro, nel testimoniare e preservare il patrimonio identitario materiale e immateriale del Paese, identificano settori fondamentali per la crescita del Sistema Paese. Il manifesto infine evidenzia come il cittadino abbia diritto ad una rendicontazione dettagliata, trasparente e di pronta reperibilità della destinazione del gettito da imposta di soggiorno operata dai Comuni.

L’immagine artistica del manifesto è stata sintetizzata in un concept di poesia visiva dal sannita Giuseppe Leone con il giornalista Roberto Napoletano.

LA CARTA DI SORRENTO: ECCO IL MANIFESTO PER IL FUTURO SOSTENIBILE DELL’ITALIA E DEI BORGHI DELLA BELLEZZA.

Premessa
L’Ambiente e il Turismo sono le pietre angolari del Sistema Paese presente e futuro.
Si impone la fondamentale transizione dalla tradizione di pensiero e prassi consolidatasi sino ad oggi,
ispirata a parametri tecno-economici e incentrata sul vaglio della cagione antropologica dell’annosa crisi
ecologica, ad un nuovo corso culturale che favorisca e valorizzi la radice umana dell’attesa svolta
ambientale, evidenziandone il legame indissolubile con il patrimonio materiale e immateriale che fa
dell’Italia la nazione ambasciatrice della Bellezza nel mondo.

Punti programmatici

1. L’Italia rappresenta una straordinaria apologia della Bellezza, intendendo per questa l’insieme dei
caratteri agroambientali, paesaggistici, architettonici, artistici e demoetnoantropologici che determinano
l’unicità del Paese nel mondo e fondano la sua reputazione internazionale. In tal solco, si auspicano e
sollecitano interventi normativi che introducano nell’Ordinamento statale e locale il riconoscimento
della Bellezza quale valore identitario nazionale.

2. Il fondamentale obiettivo della neutralità climatica, che si sostanzia nel raggiungimento della condizione  di equilibrio tra emissioni di gas a effetto serra e assorbimento del carbonio, impone una seria e diffusa presa di coscienza delle nefaste ricadute della perdita di suolo naturale, agricolo e seminaturale. Urgono  interventi normativi e azioni di governance pubblica che consentano la drastica riduzione dei fenomeni di  disordinata artificializzazione dei territori cagionati dalle sfrenate dinamiche insediative e infrastrutturali degli ultimi decenni. In tal solco, si pone come ineludibile un Patto per il Suolo, che sancisca l’impegno di ogni componente della società civile ad assumere il contenimento dell’uso sregolato del suolo come l’architrave di politiche e strategie di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici.

3.  È di assoluta rilevanza il ruolo dell’Acqua nell’economia circolare. Non può esistere alcun modello di
crescita autenticamente sostenibile e competitivo che non preveda e assicuri la concreta incentivazione
delle pratiche circolari di riutilizzo e recupero delle risorse idriche.

4. Il pianeta è attraversato dal controverso fenomeno del “Green Grabbing”, vale a dire la massiccia corsa all’accaparramento del patrimonio agroambientale delle regioni del Sud del globo da parte di grandi Paesi sviluppati e aziende multinazionali, che, attraverso cospicui investimenti fondiari esteri, riescono ad appropriarsi delle risorse alimentari ed energetiche delle nazioni povere o in via di sviluppo. La comunità mondiale – dalle istituzioni internazionali agli Stati singoli – è chiamata ad una presa di posizione contro le moderne forme di aggressione al diritto al cibo e alla terra che spetta a ogni popolo, promuovendo interventi, strumenti e meccanismi di regolamentazione sovranazionale che, nel garantire la trasparenza di schemi e pratiche contrattuali, tutelino le comunità locali e gli equilibri ambientali dei Paesi cedenti. Si auspica e si sollecita un importante ruolo in tal senso da parte dell’Italia.

5.Occorre promuovere l’istituzionalizzazione e il rafforzamento di strumenti e pratiche di democrazia
ambientale di prossimità che consentano ai cittadini, in ordine alla loro partecipazione ai pubblici
processi decisionali, la transizione dal diritto a sapere (‘right to know’) al ‘diritto ad avere voce in
capitolo’ (‘right to have a say’)

6. Nella vita del Paese assurge a tema centrale e delicato quello della comunicazione dei rischi ambientali e sanitari da parte delle istituzioni scientifiche: occorre un cambio di rotta così che queste ultime si ritengano responsabili non soltanto della conformità delle informazioni elaborate e diramate, ma anche e soprattutto di quel che i cittadini comprendono.

7. Il territorio nazionale è diffusamente contrassegnato da aree gravemente inquinate. In aderenza al moderno “principio dell’azione ambientale”, il primario e inderogabile obiettivo della salvaguardia del diritto umano alla salute e all’ambiente salubre rende necessario un sistema di tutela pubblica allargata, per il quale le diverse attività per la bonificazione dei siti contaminati e la riqualificazione territoriale siano demandate anche alle Società a controllo e partecipazione pubblica del settore ambientale ed energetico, che valorizzerebbero e utilizzerebbero a tale scopo le significative strutture, risorse e competenze sviluppate.

8. Il diritto all’energia va assunto come diritto primario dell’individuo alla stregua di altri quali assistenza
sanitaria o istruzione. In Italia e nel resto del mondo decine di milioni di persone sono colpite da povertà energetica, intesa come l’incapacità di far fronte al proprio fabbisogno di beni e servizi energetici. Urgono politiche strutturali di sostegno alle famiglie energeticamente incapienti, superando l’odierno sistema pubblico di misure meramente transitorie.

9. L’assuefazione amministrativa all’agire d’urgenza si rivela un perverso dato strutturale di enti e
soggetti pubblici territoriali chiamati a gestire questioni ed emergenze ambientali. Ad essi si impone il
superamento della carenza di programmazione e analisi che persiste storicamente su scala locale.

10. L’attuale sistema di trasporto pubblico locale mortifica la dignità umana. La lunga e complessa
transizione verso forme di mobilità urbana a basso impatto ambientale e altamente tecnologiche non deve distogliere il decisore pubblico dalla stringente urgenza di interventi mirati ad assicurare e ripristinare nel settore la centralità dell’uomo, del benessere e della sicurezza di ciascun individuo.

11. La Bellezza dei piccoli Comuni e Borghi d’Italia, legata a natura incontaminata, patrimonio agroambientale e qualità paesaggistica di questi, non deve marginalizzare l’atavica lacunosità di investimenti e interventi infrastrutturali che scontano le fasce interne e le aree di montagna e vallive e più in generale le zone colpite da spopolamento, in cui ricade giustappunto gran parte delle località ad elevata valenza estetica.

12. La tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale rappresentano un ambito
inscindibile di intervento pubblico e richiedono un’azione di governance unitaria. Si rende dunque
necessario un approccio olistico che spinga a superare l’odierno impianto normativo, che ha originato una inefficace separazione delle competenze istituzionali e il farraginoso pluralismo degli enti pubblici a vario titolo coinvolti.

13. La Biodiversità riveste un ruolo fondamentale nell’Economia del Turismo: nel sentire comune e
nell’agire pubblico devono essere adeguatamente integrati i benefici e i vantaggi di competitività associati alla conservazione di habitat e specie e all’uso sostenibile della natura, da assumere come obiettivi per massimizzare l’attrattività e la fruibilità delle mete turistiche del Paese.

14.Prioritario e cruciale si rivela l’impegno pubblico e privato per il futuro sostenibile del Turismo delle
zone costiere: capace come pochi di generare reddito e crescita economica, è un comparto che richiede
azioni di forte sostegno e valorizzazione in costanza di contenimento della pressione esercitata
sull’ambiente.

15. Occorrono strategie politiche e socio-economiche su ogni scala che privilegino pratiche, iniziative e
progetti di Turismo Etico e Consapevole al fine di favorire una generale conversione ad una visione
umanistica che leghi l’esperienza turistica alla tutela ambientale dei territori ospitanti e alla promozione di valori e tradizioni delle comunità locali.

16. La storia chiede al comparto turistico italiano di ripensarsi, nel solco di una narrativa che non sia
circoscritta alla meta di destinazione ma ancorata anche a capacità di adattamento e reattività del settore
rispetto alle esigenze e istanze del tempo, nonché di una offerta modellata in funzione dell’utenza
nazionale. L’industria e gli operatori devono tornare a parlare del Bel Paese agli italiani.

17. Le attività culturali e creative vanno riconosciute, salvaguardate e promosse come filiere di sviluppo
economico e occupazionale, di inclusione e coesione sociale: in particolare, il Cinema, l’Audiovisivo e il
Teatro, nel testimoniare e preservare il patrimonio identitario materiale e immateriale del Paese,
identificano settori fondamentali per la crescita del Sistema Paese.

18. Allo scopo di incentivare la frequentazione di teatri, cinema, musei, spettacoli, eventi dedicati
all’audiovisivo nonché l’acquisto di materiale narrativo e divulgativo, è necessaria l’adozione di politiche di defiscalizzazione delle spese delle famiglie italiane in ambito culturale e creativo. Nel contempo,
occorre introdurre sistemi di premialità fiscale riferiti a investimenti e interventi delle imprese
turistico-alberghiere finalizzati alla riqualificazione e rigenerazione dei territori ove esse insistono.

19. Il cittadino ha diritto ad una rendicontazione dettagliata, trasparente e di pronta reperibilità della
destinazione del gettito da imposta di soggiorno operata dai Comuni, le cui comunicazioni e
informazioni pubbliche sono ad oggi tese unicamente a riportare norme e regolamenti di riferimento e a
illustrare gli oneri in capo alle strutture turistiche ricettive e i vademecum per i turisti.

20. I programmi pubblici di educazione e formazione tesi a diffondere una moderna coscienza agroambientale devono contenere il forte richiamo e tendere ad una importante sensibilizzazione sul moderno tema della acclarata capacità dell’Ambiente di trasformare l’espressione del DNA umano con ricadute sulla progenie, attesa la trasmissibilità transgenerazionale delle modifiche causate nell’individuo dall’interazione di quest’ultimo con l’ambiente in cui vive.

Per saperne di più sul Premio Penisola Sorrentina è a disposizione il sito internet www.premiopenisolasorrentina.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il matrimonio salta con il nuovo Dpcm: cosa fare ora?

Como, 28 ottobre 2020 – Con il nuovo DPCM non è più possibile sposarsi, e sono già tante le coppie che in procinto di sposarsi quest’anno si trovano spaesate e non sanno cosa fare in questo periodo particolare. A venire loro incontro la flessibilità dei tanti operatori del settore, comprese le boutique, che si trovano anche esse a cambiare i loro piani.

“In un momento cosi delicato per la nostra società un pensiero va a tutte le spose, particolarmente vulnerabili, visto che sono costrette a rimandare il loro giorno più bello” ci racconta Monica Gabetta Tosetti.

“L’importante in questo periodo particolare è innanzitutto quello di affidarsi a dei veri professionisti, la cui parola d’ordine deve essere unicità, assistenza, comprensione e flessibilità“, consiglia ancora Monica Gabetta Tosetti, titolare e Manager Marketing, dell’omonimo Atelier di Como, specializzato in abiti da cerimonia.

“Ad esempio la maggior parte delle spose del 2021 clienti del nostro Atelier sono state da noi contattate per stendere insieme i nuovi piani. Le spose mi sono sembrate fiduciose e ottimiste: c’è chi ha già rinviato il proprio matrimonio una volta e la voglia di coronare il loro sogno, e di organizzare una festa bellissima resta ancora intatto”, continua Monica.

“Il consiglio è quello di restare tranquille ed ottimiste, visto anche che i primi matrimoni probabilmente si avranno a partire dalla prossima primavera. Manca ancora molto tempo, ma comunque gli operatori del settore sono pronti ad essere estremamente flessibili con i futuri sposi, e a rendere “unico  e personalizzato” ogni singolo matrimonio.

Un evento unico, sia come immagine che come tempi, visto che ogni cambiamento viene infatti gestito in funzione della serenità della coppia, allo scopo di preservare ‘il sogno’ “, continua ancora la fashion stylist comasca.

In Atelier, ad esempio, la novità è l’abito creato al momento in esclusiva da una consulente d’Immagine, realizzato appositamente e rimodulabile nel caso di cambi di stagione.

Anche il tempo che viene dedicato ad ogni singola cliente è variato, si riceve su appuntamento, per garantire un assoluto riguardo alla salute dei clienti, prestando assoluta attenzione ai loro desideri e personalità.

“In questo frangente particolare delle nostre vite non bisogna dimenticare che il matrimonio non è solo quel giorno che serve a suggellare l’amore fra due persone. È un evento che ogni donna vuole ricordare per il resto della vita, per questo motivo tutto dev’essere perfetto, unico e studiato nel minimo dettaglio”, conclude Monica Gabetta Tosetti.

Riguardo Monica Gabetta Tosetti e l’Atelier Tosetti di Como

Monica Gabetta Tosetti, grazie agli studi di Chirurgia Estetica è un’esperta di bellezza ed estetica, e tramite i suoi canali social offre consigli a 360 gradi su moda e bellezza.

L’ Atelier Tosetti è presente a Como dal 1927, e ha come obiettivo quello di realizzare l’abito dei sogni per ogni sposa, o per qualsiasi altro evento speciale.

Monica Gabetta Tosetti è Marketing Manager del brand di famiglia, che ha un’esperienza di più di 90 anni sul mercato: dal 1927 la Boutique Tosetti realizza infatti abiti per matrimoni e serate di gala. Tutti capi realizzati su misura, scegliendo i materiali più pregiati, in primis la seta, per la quale la città di Como è conosciuta in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza

 

Exit mobile version