Le difficoltà della Sicilia in “Valigie di cartone”, il nuovo singolo dei Fuoricentro

Milano, 2 gennaio 2018 – Si chiama “Valigie di cartone” il nuovo singolo dei Fuoricentro, una bella ballata pop dal testo autobiografico che racconta le difficoltà della Sicilia tramite la storia del cantante Maurizio Camuti, che anni fa ha lasciato la Sicilia per cercare nuove opportunità a Milano, città che l’ha accolto e in cui ha avuto modo di realizzarsi.

Una canzone in cui in molti si possono ritrovare e che vuole rappresentare anche una buona occasione per toccare il tema della disoccupazione che, soprattutto al Sud, è un problema molto sentito.

La Sicilia è poi una terra, come dice il testo, “gialla e un po’ amara”: alla sua bellezza, infatti, si contrappone la delusione per le troppe cose che continuano a non andare. Argomenti, quelli che riguardano il lavoro, che stanno molto a cuore a Maurizio Camuti che, oltre ad essere un artista, è anche sindacalista.

“È una canzone che in fondo vuole denunciare un destino comune a molti, ovvero a tutti coloro che hanno deciso di non adeguarsi al sistema e che, di fatto, hanno come unica alternativa il biglietto del treno o di un aereo” – spiega il cantante –

“Ogni volta che torno in Sicilia resto folgorato dalla bellezza della mia terra e dal suo potenziale, ma ho come l’impressione che nessuno voglia sfruttarle, onde evitare di rompere equilibri oramai insostenibili e utili solo a pochissimi. Per farlo servirebbe maggior coraggio, una presenza maggiore delle istituzioni e una politica più incisiva e libera evitando di continuare a sostenere degli “insostenibili”, qualsiasi corrente essi appartengano”.

E poi aggiunge: “Vorrei che qualcuno riuscisse a rompere questo vascello di vetro per far entrare aria nuova e pulita. Per evitare che la gente debba continuare a partire con le sue valigie di cartone, come accadeva più di cento anni fa”.

“Valigie di cartone” è anche un videoclip girato in Sicilia da professionisti siciliani e che può vantare un cast di attori interamente siciliano che sono Gabriella Cacia, Lelio Naccari e Raffaella Schepisi e ha come protagonista Gian Luca Camuti, fratello di Maurizio, con un passato e presente da attivista politico che si è prestato volentieri per il video visto il contenuto e significato della canzone.

 

 

 

 

Camere di Commercio, “Bene la riduzione, ora nuove regole per eleggere i CDA”

Roma, 11 agosto 2017 – “Con la firma del decreto che razionalizza e rende più efficiente il sistema delle Camere di Commercio a conclusione di un percorso avviato ai sensi di quanto previsto dal decreto legislativo n. 219 del 2016, sicuramente un passo decisivo è stato fatto. Ora è giunto il momento di riformare le modalità di elezione dei Consigli di Amministrazione“, è quanto dichiara Sergio Passariello Presidente del movimento imprenditoriale Imprese del Sud.

“Non è possibile – continua Passariello – che i CDA degli enti camerali siano espressione della minoranza delle imprese iscritte, e che gli stessi siano decisi in base a spartizioni sindacali, ormai anacronistiche e non rispettose della vera rappresentanza datoriale”.

“Oggi la maggioranza delle imprese, degli artigiani e dei professionisti  iscritti al Registro Imprese – precisa Passariello – non aderisce a nessuna associazione di categoria, ma paga regolarmente i contributi camerali e riceve i servizi dalle CCIAA. E’ assurdo che a queste imprese sia negato il diritto di poter esprimere il proprio voto per la nomina dei CDA solo ed esclusivamente perché non aderenti ad alcuna associazione”.

“E’ necessario – conclude Passariello – rendere le procedure elettive dei consigli d’Amministrazione delle CCIAA, aperte a tutti gli iscritti, tramite un voto elettronico collegato alla posta certificata. In questo modo avremo amministratori più attenti agli interessi collettivi del sistema imprenditoriale”.

 

Logo Camere di Commercio

 

 

Sergio Passariello, presidente del movimento imprenditoriale Imprese del Sud

 

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Ufficio Stampa

Imprese del Sud

info@euromed.com

 

Tag: riforma camere di commercio, riforma camera di commercio, riduzione camere di commercio

SPEI Formazione: arrivano i nuovi corsi per estetista, acconciatore, operatore di tatuaggio e OSS

L’Ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Campania si rinnova ed amplia la propria offerta formativa.

Salerno, 4 agosto 207 – E’ del tutto nuova l’immagine dell’ente di formazione Spei, punto di riferimento per la formazione professionale in tutto il sud Italia, che si presenta oggi con un nuovo logo ma soprattutto con una rinnovata presenza on line.

Sul sito www.speiformazione.it è possibile scoprire tutti i corsi tenuti dalla scuola, con il dettaglio delle ore, delle attività svolte, la durata complessiva e i documenti necessari all’iscrizione.

Non solo, dalla nuova piattaforma è oggi possibile fare una preiscrizione ai corsi e ricevere uno sconto sui seguenti corsi:

  • Estetista Dipendente
  • Acconciatore Dipendente
  • Estetista Specializzazione
  • Acconciatore Specializzazione
  • Operatore di Tatuaggio
  • Corso OSS

Nella speciale sezione per l’erogazione dei corsi in modalità e-learning www.scuolaspei.spaziofad.com la scuola intende estendere il tradizionale modello didattico di lezione frontale, con i servizi di e-Learning, andando ad offrire una formazione più completa, giovane, dinamica.

Da circa 50 anni l’Ente di formazione professionale SPEI forma professionisti dell’estetica: estetisti, acconciatori, visagisti e truccatori, introducendo nel mercato del lavoro migliaia di giovani esperti della bellezza che hanno avuto l’opportunità di seguire non solo il classico percorso accademico, ma anche di apprendere attraverso scambi culturali (Italia, Francia, Giappone, Stati Uniti, ecc.) e stage con professionisti all’avanguardia.

Successivamente l’Istituto ha differenziato la propria offerta formativa fornendo corsi anche per Operatore di Tatuaggio e Piercing, Operatore Socio-Sanitario e corsi in modalità e-learning per avvalersi delle nuove opportunità offerte dalla formazione on line.

Tanti gli allievi che hanno raggiunto il successo professionale dopo la scuola SPEI, tra questi un volto noto della musica e della televisione italiana Rosalba Pippa, in arte Arisa, allieva della SPEI prima di avviare la sua professione di cantante, ancora oggi è sostenuta dalla Scuola attraverso il “club SPEI  – Arisa”, nato per seguire l’artista nelle sue originali performance.

Non è questo l’unico volto noto legato all’attività della SPEI: la necessità di rappresentare l’esperienza e l’innovazione nel settore della bellezza ha portato alla nascita dello “SPEI Gold Team” che presenzia in Italia e all’estero ad importanti eventi televisivi, con la partecipazione di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come  Carol Alt, Maurizio Casagrande, Giancarlo Magalli e Luca Ward.

La SPEI si conferma, quindi, un riferimento sicuro nel sud Italia per coloro che desiderano formarsi e diventare professionisti di successo ma soprattutto dimostra di essere sempre all’avanguardia, in continuo aggiornamento e crescita.

 

La scuola ha la sua sede storica a Salerno in via Generale Ferrante Maria Gonzaga, 9/15.

Per informazioni e per conoscere una vera eccellenza del territorio salernitano è possibile contattare lo staff allo 089 224372 oppure scrivendo a info@speiformaizone.it.

Vulture: a San Fele presentazione del piano di promozione turistica

Domenica 18 giugno a San Fele, paese natale di San Giustino De Jacobis, durante una  tavola rotonda su turismo, cultura ed emigrazione si presenta un progetto nazionale di comunicazione per l’entroterra che guarda a Matera2019 Capitale Europea della Cultura.

Potenza, 16 giugno 2017 –  Un piano di comunicazione per la promozione turistica del Vulture, dei suoi saperi e sapori di qualità sarà presentato domenica 18 giugno a San Fele, piccolo borgo della Basilicata.

Il piano ha come epicentro San Fele, ma offre anche spazio a collegamenti progettuali, culturali e infrastrutturali da intraprendere con le vicine Campania e Puglia (antenna PON).

Il piano è stato ideato dall’ heritage promoter  Mario Esposito ed è stato realizzato dal Gruppo Opera Italia di Milano per alcune testate di rilievo nazionale, destinate alla distribuzione in partnership con Italo Treno, Aeroporti di Linate, Malpensa e Torino, stazioni ferroviarie e aeroporti di Bologna, Palermo, Bergamo, alberghi di lusso a cinque stelle e in abbonamento con le principali associazioni di categoria come Federmanager e Confprofessioni e Associazione Nazionale dei Direttori amministrativi e finanziari.                                                  

Il progetto di promozione turistica del Vulture sarà presentato domenica 18 giugno alle ore 18.30 a San Fele, situato nella zona del Vulture, la terra dell’Aglianico, confinante con la Campania attraverso l’Irpinia e la Puglia (l’antica Apulia).

“Basilicata, Campania e Puglia, attraverso rappresentanti istituzionali ed operatori culturali provenienti anche dal Nord, si incontreranno per una tavola rotonda nazionale in questo  luogo dell’anima, una sorta di angulus oraziano, la cui forza sta in una miscela incontaminata di natura, fede e cultura”, afferma l’organizzatore Mario Esposito.

San Fele è nota per avere dato i natali a San Giustino De Jacobis, vescovo missionario che evangelizzò l’Etiopia e che fu canonizzato da Paolo VI nel 1975.

Ed è proprio  la figura di San Giustino De Jacobis, oltre al profilo territoriale e programmatico di contiguità,  a collegare San Fele con la Puglia e la Campania.

Nato a San Fele nel 1800, ordinato sacerdote a Brindisi nel 1824, divenne prete nella congregazione della missione di San Vincenzo de’ Paoli. Curò i colerosi a Napoli nel 1836-37 e due anni dopo dal capoluogo partenopeo partì per il Tigrè, operando ad Adua e Adi Kwala con spirito di autentica missione. Le sue ultime parole furono di raccomandazione  e amore verso i suoi discepoli: “Figli miei, tutti voi avrete parte del mio affetto, voglio benedirvi !”

La tavola rotonda è promossa nell’ambito delle attività del Premio nazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®  e avrà come tema: “Natura, Fede, Cultura”, un trinomio lungo cui sviluppare una strategia di accoglienza che valorizzi in particolar modo le zone dell’entroterra delle tre regioni Basilicata, Campania e Puglia, in vista dell’appuntamento con Matera2019 Capitale Europea della Cultura.

Traino di tale progettualità saranno lo studio e la diffusione delle tradizioni religiose, la realizzazione di mostre e cantieri dell’arte en plen air, il potenziamento infrastrutturale degli attrattori naturalistici e la valorizzazione dei prodotti tipici. Saperi e sapori come sinonimo di qualità della vita.

Da non trascurare poi l’opportunità derivante da una sapiente, ordinata e regolarizzata attività di inclusione ed integrazione etnica.

Da alcuni anni San Fele ha avviato un programma di accoglienza per i minori non accompagnati provenienti da quell’Africa che proprio quel loro concittadini diventato Santo andò ad evangelizzare. Puntando su cultura e identità si possono creare opportunità di lavoro ed integrazione che diano all’emigrazione un profilo di civile convivenza.

Tra gli interventi della giornata di studi, cui ha aderito anche il Presidente della Regione Basilicata, ci saranno quelli del Sindaco di San Fele Donato Sperduto; dell’Assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità Nicola Benedetto; del Presidente del Consiglio Regionale Franco Mollica; del Direttore dell’APT Basilicata Mariano Schiavone; dell’Amministratore del Consorzio “Terre di Aristeo” Saverio Lamiranda; del Direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose S. Maria di Monte Barico in Vicenza Mons. Gino Alberto Faccioli; di Anna Maria Gargiulo componente del Consiglio direttivo della Fondazione Studi Tonioliani, esperta diplomata in esorcismo e preghiera di liberazione all’Ateneo Pontificio di Roma; del Maestro Giuseppe Leone già docente all’ Accademia di Belle Arti di Napoli ed ora direttore artistico del Palazzetto delle Arti del Fortore e del Sannio; del Responsabile per la Puglia dell’Antenna Pon Michele Lastilla e della Responsabile sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata Patrizia Minardi.

 

 

Il Bradano forma giochi e cascate d’acqua, chiamate in dialetto “Uatteniere”, dal nome delle antiche gualchiere che alimentavano. Le Cascate di San Fele sono un suggestivo attrattore naturalistico che raggiunge in estate oltre 15mila visitatori

 

Prime donazioni per QU.ALE., il vino di Puglia “democratico” che fa bene all’umanità

Si chiama QU.ALE. , il vino della salentina Alessandra Quarta che destina il ricavato alle organizzazioni no profit, per progetti di inclusione sociale, tutela dell’ambiente e sviluppo dei Paesi del Sud. 

Lecce, 20 giugno 2016 – Si sono tenute pochi giorni fa a Roma, sulla splendida terrazza del Lanificio 159, le prime donazioni alle Noprofit di QU.ALE. il blend “democratico” nato con il proposito di essere utile al mondo, che si propone di fare del bene all’umanità ogni volta che si beva un buon bicchiere di vino rosso.

Un vino fortemente sognato e voluto dalla giovanissima produttrice salentina Alessandra Quarta, che a soli 24 anni, ha dato vita al suo chiodo fisso: produrre “un vino di qualità alla portata di tutti” e, soprattutto, che fosse legato ad una buona azione.

Convinta che dal lavoro della terra non possa che nascere qualcosa di buono e utile, Alessandra lega così l’acquisto di ogni bottiglia di vino alla scelta democratica dell’acquirente di destinare il 5% del costo ad una associazione attiva nel sociale, perché, come recita l’art 2 del “Manifesto per una democrazia del vino” che ispira il progetto, “non c’è qualità del vino senza qualità della vita”.

Alessandra nasce nel Salento, in Puglia, e comincia presto a girare il mondo con in tasca una laurea alla Bocconi ed il sogno di poter fare qualcosa di utile per l’umanità, prima di decidere che la sua vita sarebbe stata la campagna, il suo Sud, il lavoro nei vigneti di Negroamaro e Primitivo, per seguire le orme paterne ma sempre con una sua impronta personale.

Sotto lo sguardo vigile del padre Claudio Quarta, produttore che della qualità dei vini capaci di esprimere territori e autoctonia ha fatto la sua filosofia produttiva, guidano insieme le tre cantine: Moros a Guagnano (LE), Sanpaolo in Irpinia (AV) e Tenute Emèra a Marina di Lizzano (TA) dove è prodotto, appunto, il Rosso Salento IGP QU.ALE.

“Un vino che non è affatto snob – spiega Alessandra – non si dà arie, non partecipa ai concorsi. Un vino giovane, da festa, alla portata di tutti, con il packaging realizzato in materiale riciclato, che ci aiuta a  rendere il vino più sostenibile per l’ambiente” dice Alessandra.

Decisamente importanti i risultati raggiunti in soli 2 anni di vita: a Roma sulla bellissima terrazza del Lanificio 159 è stato consegnato il ricavato alle associazioni no profit coinvolte. Amka onlus, Charity Water, Made in Carcere, Salina dei Monaci, le organizzazioni che hanno beneficiato di un importo che sfiora gli 11 mila euro (10.937 euro) il 5% del fatturato di 218.736 euro.

Una cifra record considerando la fascia di prezzo (è venduto sul sito qualevino.it a € 6.50) il breve periodo di vita, dal giugno 2014 -2016 e nessun investimento in promozione, facendosi strada da sé grazie ad un inaspettato passaparola.

Il progetto ora si aprirà anche ad altre realtà ed entro il 15 settembre le organizzazioni no profit e le associazioni di volontariato interessate possono inviare la propria candidatura, scrivendo a alessandra@qualevino.it.

Le organizzazioni Noprofit che hanno beneficiato delle donazioni di QU.ALE

Made in Carcere, il progetto pugliese di Officina Creativa, cooperativa sociale leccese non a scopo di lucro, che produce borse e accessori riutilizzando tessuti di scarto cuciti dalle donne detenute, ha ricevuto un assegno di 1061 euro.

Sempre pugliese, la Salina dei Monaci, un’area della provincia di Taranto che dopo un passato glorioso per l’economia salentina seguito da decenni di abbandono e degrado è stata restituita alla sua bellezza paesaggistica e naturalistica: oggi, nei S.I.C. della “Rete Natura 2000” e Riserva Regionale Orientata, ospita fenicotteri rosa e altre specie rare come cavalieri d’Italia, aironi cenerini, gru e folaghe. È gestita dal Comune di Manduria e al sindaco Leonardo Massafra è stato consegnato un assegno simbolico di 2472 euro, utili a dotare l’area di beni a servizio di turisti e visitatori.

La terza associazione è Charity Water, organizzazione non governativa che ha come obiettivo portare l’acqua potabile alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, a cui gli acquirenti del QU.ALE hanno destinato 1553 euro.

Infine, Amka Onlus, organizzazione no profit con sede a Roma opera nella Repubblica Democratica del Congo e in Guatemala per la sanità di base dei bambini, l’accesso all’acqua potabile, la lotta all’HIV e alla malnutrizione. Il presidente Fabrizio Frinolli ha ritirato un contributo di 5851 euro.

Orgoglioso il papà, Claudio Quarta, che ha dedicato molti anni alla Ricerca nel campo della genetica umana e biofarmaceutica prima di divenire “Vignaiolo” nel 2005.

“Lascio New York e il Nasdaq per ritrovare il sapore della mia terra”, così motivò il suo ritorno alle origini, alla sua terra, ai ricordi dell’infanzia e alla sua passione per i grandi vini. La chiave di accesso al suo mondo enologico è nel rapporto osmotico con i territori scelti per le cantine, tradizionalmente vocati alla viticoltura: le terre del Primitivo per Tenute Eméra, quelle del Fiano di Avellino DOCG, del Greco di Tufo DOCG, della Falanghina e del pregiato Aglianico per Cantina Sanpaolo e il cuore del Negroamaro, epicentro della DOP Salice Salentino, per Moros, rarità nel panorama enologico nazionale, essendo dedicata alla produzione di un solo vino, l’omonimo Moros.

Trait d’union, la ricerca della “incrementabilità”, concetto coniato da Claudio Quarta per esprimere la necessità di andare oltre la sostenibilità “poiché – spiega – non può più bastare non compromettere i bisogni delle generazioni future, alle quali invece abbiamo il dovere di lasciare nuove opportunità e migliori condizioni. La chiave non può che essere la Nuova Conoscenza, la sola che può generare vera Sostenibilità ambientale, sociale, economica.

Il percorso è tracciato, la prospettiva è chiara, e il QU.ALE contribuisce da protagonista a questa filosofia produttiva.

Manifesto ed informazioni supplementari sono reperibili sul sito www.qualevino.it.

 

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Contatti stampa:

rosariabianco@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto di Lorenzo Monacelli e Estefania Lochtenberg

Presentazione a Milano Expo 2015 del libro sulle Arti Grafiche Boccia. Con Alessandro Laterza, A.D. Editori Laterza, Vincenzo Boccia, A.D. Arti Grafiche Boccia e l’autore Valerio Castronovo

Si terrà domani mercoledì 28 ottobre la presentazione a Milano a Expo 2015 del libro “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia”: più di cinquant’anni di storia di Arti Grafiche Boccia raccontati da Valerio Castronovo. A presentare il volume con l’autore saranno l’Amministratore Delegato di Editori Laterza e Vice Presidente per il Mezzogiorno di Confindustria Alessandro Laterza e l’Amministratore Delegato di Arti Grafiche Boccia Vincenzo Boccia

Milano, 27 ottobre 2015 – Dalla ricerca della qualità alla Fabbrica Eccellente: il successo delle Arti Grafiche Boccia (www.artigraficheboccia.it) diventa un libro edito da Laterza. Il volume, “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia”, sarà presentato ufficialmente a Milano a Expo 2015 domani mercoledì 28 ottobre alle 10 e 30 all’interno di “The Waterstone”, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo.

A presentare il volume con l’autore saranno l’Amministratore Delegato di Editori Laterza e Vice Presidente per il Mezzogiorno di Confindustria Alessandro Laterza e l’Amministratore Delegato di Arti Grafiche Boccia Vincenzo Boccia.

La storia di una delle più affermate imprese del Mezzogiorno è raccontata dallo storico Valerio Castronovo, tra i maggiori e più prestigiosi studiosi europei dell’economia.
La narrazione  si snoda nell’arco di oltre mezzo secolo. La piccola azienda artigiana fondata da Orazio Boccia agli inizi degli anni sessanta è diventata una delle imprese del settore più internazionalizzate, presente in dieci paesi di tre continenti.
Un’appassionante vicenda umana oltre che aziendale. Una dinamica realtà produttiva nata dal nulla, grazie alla passione, alla tenacia e all’intelligenza di uno “scugnizzo”: Orazio, orfano di padre e vissuto per anni nel “Serraglio”, come veniva etichettato allora l’orfanotrofio Umberto I.

La lunga battaglia per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda, una scommessa che nei primi decenni viene vinta grazie al coraggio e alla determinazione con cui Orazio persegue la sua visione di impresa sociale, refrattaria a compromessi clientelari, proiettata sulle commesse dei privati e sul mercato, privilegiando sempre la qualità delle produzioni.

La fase molto critica vissuta agli inizi degli anni novanta e la svolta nella gestione, con l’ingresso al vertice aziendale dei due figli di Orazio, Vincenzo e Maurizio. L’introduzione di criteri di conduzione manageriali moderni e il consolidamento dell’innovazione con il conseguente acquisto di macchinari d’avanguardia, spesso prime installazioni assolute in Europa.
La diversificazione produttiva e l’apertura di sedi commerciali all’estero, in Francia, Inghilterra, Nord Europa.

I riconoscimenti come il Cavalierato del Lavoro a Orazio e l’ascesa in Confindustria di Vincenzo, diventato Presidente della Piccola Industria e successivamente del Comitato Credito e Finanza. Le celebrazioni come la manifestazione per i “Cinquanta più uno anni” dell’Azienda, con il messaggio di apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il nuovo modello della Fabbrica dell’Eccellenza, che unisce all’ottimizzazione dei costi e delle mansioni lo spirito di squadra, nella condivisione di un progetto di crescita produttiva e valoriale.
Queste e tante altre vicende sono raccontate con lucida analisi ma anche con passione per il mondo dell’industria e delle piccole imprese che crescono. Una sfida che sarà riproposta ad Expo e che nasce dalla vocazione innata di chi sa coniugare i valori dell’impresa con quelli della responsabilità sociale e del rischio.

Seguono le schede di Arti Grafiche Boccia e dell’autore:

Arti Grafiche Boccia Spa
Con oltre 40 milioni di fatturato nel 2014, cresciuto negli ultimi 5 anni del 20% circa, è una delle industrie leader nel settore a livello continentale. Si caratterizza per la presenza di alcuni dei più innovativi impianti, in alcuni casi prime installazioni in assoluto in Europa. Arti Grafiche Boccia stampa quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, stampati per la grande distribuzione organizzata, etichette e cluster per i comparti dell’agroalimentare, del beverage e del pet food.
L’azienda, fondata negli anni sessanta, è stata sempre all’avanguardia per intuizioni e scelte imprenditoriali. Attualmente occupa circa 150 addetti.
Punto di forza dell’azienda, che negli ultimi cinque anni ha investito oltre 54 milioni in macchinari e tecnologie è, infatti, la costante ricerca dell’innovazione organizzativa a 360 gradi, di processo e di prodotto. Recentissimo è l’investimento relativo alla rotativa Cerutti S96, che consente ad
Arti Grafiche Boccia la possibilità di trasferire l’esperienza dell’area quotidiani alla Grande Distribuzione Organizzata. Di notte infatti gli impianti sono usati per la stampa di quotidiani, mentre di giorno l’impianto è utilizzato per gli stampati della Gdo, con tempi di realizzazione dei relativi prodotti assimilabili a quelli dei quotidiani e modularità di foliazioni, fino a novantasei pagine tutte a colori con possibilità di cambi, anche di singole pagine, sin da 1000 copie particolarmente vantaggiosi. Con tale investimento il parco macchine della Società si attesta a 5 rotative commerciali, con impianti in grado di generare notevoli economie di scala, e con la possibilità di governare e realizzare tutte le fasi del ciclo produttivo all’interno del proprio stabilimento.

L’investimento s’inquadra in una strategia aziendale di crescita e diversificazione produttiva con l’ingresso anche nel segmento della cartotecnica, attraverso l’acquisizione di 2 macchine fustellatrici Bobst, e l’ingresso, per il settore Agroalimentare, nel segmento dei cluster e degli astucci, che si aggiungono al segmento della stampa di etichette, con un incremento del fatturato, per la divisione di competenza, di oltre il 60 per cento nel giro di un anno (gennaio 2014-gennaio 2015).
Un ulteriore investimento ha riguardato l’impianto Heildelberg XL-105 6 colori, operativa da giugno 2015. Si tratta di una macchina “a foglio” che consentirà all’azienda di implementare la presenza nel segmento dell’agroalimentare e della periodica specializzata.
Il piano strategico prevede il consolidamento nel mercato domestico europeo e nazionale (Parigi, Milano, Roma), ed il potenziamento della rete commerciale in Nord Europa.

Le foto in alta risoluzione dell’azienda sono scaricabili da:
https://drive.google.com/folderview?id=0B94EIy0WUeXcam5seU9melJSS2M&usp=sharing

Il video dell’azienda:
https://www.youtube.com/watch?v=Q-URXvgiknI

Il video della Cerutti:
https://www.youtube.com/watch?v=05XH-jfocaI

Il video della Komori:
https://www.youtube.com/watch?v=6wLHi4lIRxM

Valerio Castronovo
È nato a Vercelli il 15 febbraio 1935. Assistente volontario di storia contemporanea dal 1960 all’Universita di Torino, è stato dal 1967 al 1971 professore incaricato di storia moderna all’Università Statale di Milano e dal 1972 al 2004 ha ricoperto la cattedra di storia contemporanea all’Università di Torino. È socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, e direttore scientifico dal 1983 della rivista trimestrale di scienze e storia “Prometeo”. È presidente dal 1982 del Centro Studi per la documentazione storica ed economica dell’impresa di Roma. Presiede l’Archivio del cinema industriale dell’Università “Carlo Cattaneo” di Castellanza, e la Fondazione Museo italiano dell’industria e del lavoro “Eugenio Battisti” di Brescia. E’ presidente dell’Istituto di studi storici “Gaetano Salvemini” di Torino, e membro del Comitato scientifico dell’Istituto universitario di studi europei di Torino. Ha collaborato dal 1976 al 1998 alle pagine culturali di “Repubblica”; e dal 2000 è collaboratore del “Sole 24 Ore”.

Fra le sue pubblicazioni degli ultimi cinque anni: La stampa italiana dall’Unità al fascismo (Editori Laterza, 1970);Giovanni Agnelli (Utet, 1971); La storia economica. Dall’Unità d’Italia a oggi, (Einaudi, 1975); L’industria italiana dall’Ottocento a oggi (Mondadori, 1981); “La Stampa” 1867-1925. Un’idea di democrazia liberale (Angeli, 1987); Grandi e piccoli borghesi (Editori Laterza, 1988); Le rivoluzioni del capitalismo (Editori Laterza, 1996); Fiat 1899-1999. Un secolo di storia italiana (Rizzoli, 1999); L’eredità del Novecento. (Einaudi, 2000); Le paure degli italiani (Rizzoli, 2003); L’avventura dell’unità europea. (Einaudi, 2004); Un passato che ritorna. L’Europa e la sfida dell’Asia (Editori Laterza, 2006); Piazze e caserme. I dilemmi dell’America latina (Editori Laterza, 2007); Cento anni di imprese. Storia della Confindustria (Editori Laterza, 2010); Le ombre lunghe del Novecento. (Mondadori 2010); Il capitalismo ibrido. Saggio sul mondo multipolare (Editori Laterza, 2011), Storia dell’Iri. Dalle origini al dopoguerra (Editori Laterza, 2012), Il gioco delle parti. La nazionalizzazione dell’energia elettrica in Italia (Rizzoli, 2012); Storia di una banca. La Banca Nazionale del Lavoro nell’economia italiana 1913-2013 (Editori Laterza, 2013) e Storia economica d’Italia dall’Ottocento a oggi (Einaudi 2013).

 

da sx verso dx Vincenzo Boccia, Orazio Boccia e Maurizio Boccia
Vincenzo Boccia

 

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Per accrediti, ulteriori informazioni e interviste:
artigrafichebocciamedia at gmail.com

o

Ufficio stampa Editori Laterza:
06 45465305
laterza@laterza.it


Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia
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