Luigi Galligani insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione di Spoleto Arte

E’ imminente l’esposizione dell’affermato maestro scultore Luigi Galligani alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio presso l’esclusivo contesto di Palazzo Leti Sansi, nel suggestivo centro storico spoletino. La curatela è affidata al professor Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Le opere di Galligani si ispirano al tema dell’antica mitologia e delle arcaiche leggende misticheggianti, riportato ai giorni nostri e recuperato con raffinata manualità e sapiente estro creativo.

Sgarbi, nel commentarne le virtuose doti artistiche di Galligani ha dichiarato “Nelle opere di Galligani si delinea un allure barocca e seicentesca con un disegno creativo dotato di eleganza e una progettualità raffinata e ricercata. Va sottolineato come, nell’affrontare la tematica mitologica crea una sorta di filo conduttore riguardo i corsi e ricorsi nella storia dell’arte. La mitologia non lega e non vincola al passato, ma è perpetuamente attuale. Affrontare il tema del mito non significa ancorarsi ad una visione passatista, ma significa compiere una rivisitazione in chiave moderna e attualizzata dei soggetti appartenenti alla tradizione classica e classicista” E proseguendo evidenzia “Da qui emerge anche quel comparto ricco di simbolismi mistici e allegorie, strettamente insiti e congiunti a tutto il mondo classico e percepirli nella produzione di Galligani come interessante connotazione distintiva”.

Galligani spiega “Io pulisco le mie figure dai connotati, che la storia occasionalmente conferisce loro, le decontestualizzo di proposito e le pongo in una situazione metastorica: la situazione del mito. Le mie opere sono il frutto di un lungo lavoro di pulizia etica dell’immagine, in modo da restituirla all’osservatore in una veste insolitamente semplice, senza oratorie altisonanti o urlate ne’ superficiali cornici di contorno”.

SPOLETO ARTE: STEFANIA CAPPELLETTI OSPITE CON LE SUE POETICHE VISIONI PAESAGGISTICHE.

Forte risonanza mediatica per le mostre di “Spoleto Arte” che si terranno nell’esclusiva dimora storica di Palazzo Leti Sansi situato a Spoleto nella centralissima Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio. La curatela è affidata al professor Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes.

 

 

 

La nota artista spoletina Stefania Cappelletti rientra nel selezionato novero di partecipanti alla prestigiosa iniziativa. Nell’occasione, esporrà le sue poetiche visioni pittoriche di matrice paesaggista, nelle quali trapela tutta l’enfasi e lo slancio emotivo, scaturito dalla spiccata sensibilità della sfera introspettiva, trasportata all’interno delle rievocazioni, che esprimono anche significativi messaggi legati alla tutela dell’ambiente naturale circostante e dell’abitat urbano, in cui l’uomo è inserito e vive.

 

 

 

La Cappelletti riesce ad imprimere nello scenario compositivo una costruzione d’insieme impeccabile, intrecciando gusto retrò d’impronta tradizionale a innovativi elementi di sua personale inventiva, che conferiscono un’originale movimento dinamico alle raffigurazioni. La cornice d’ispirazione realista è rivisitata e trasformata, per distaccarsi volutamente dal puro esercizio emulativo di descrizione analitica e dal banale stile fotografico e copiativo. Il realismo tonale è alimentato dalla calibrata pennellata, ampia, decisa, dai numerosi contrasti nei giochi di luci e ombre, dalle variegature dei colori ben amalgamati. La cromia finale risulta calda, di uniforme e omogenea stesura, assai gradevole all’impatto visivo, arricchita da un’allure idilliaca, che evidenzia raffinata eleganza progettuale e ne accosta lo stile alla formula del paesaggismo francese.

 

 

 

 

Gianmaria Bonà insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione di Spoleto Arte

Le sontuose mura dello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, sono pronte per accogliere le imminenti mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio.

All’interno del nutrito gruppo di personaggi rinomati in esposizione, partecipa anche Gian Mario Bonanomi, alias Gianmaria Bonà, nome di calibro nel panorama pittorico e scultoreo attuale. Da sempre coltiva la passione per l’arte, che lo spinge a introdursi e frequentare gli ambienti milanesi e lombardi più selezionati nel settore e a conoscere personalità molto affermate, artisti, architetti, stilisti, esperti e geniali menti creative.

Nel 1982 allestisce la sua prima personale, con lusinghiero successo. Incontra il maestro figurativo Felice Bossone instaurando una positiva amicizia e diventando abitudinario del suo studio, per prendere lezioni e apprendere gli insegnamenti primari per sviluppare la sua personale impronta stilistica. La ricerca è influenzata dall’espressionismo, dall’astrattismo lirico informale, eseguiti prevalentemente con tecnica mista. Le sue opere sono annoverate in importanti collezioni pubbliche e private, conservate in Italia e all’estero.

Nel comparto della scultura, l’uso di materiali non “Sofisticati” come i metalli, che abbina alla rappresentazione di elementi naturali e appartenenti alla visione quotidiana, offre al fruitore un linguaggio comunicativo di spontaneo approccio e immediata comprensione. Il suo messaggio è un richiamo di incipit verso il recupero della naturalità, delle concezioni più genuine, dei sentimenti e del patos emozionale, che lo guidano nelle idee ispiratrici.

Acquista particolare rilievo il rapporto con la natura, con gli esseri viventi, che la popolano e sono inseriti nell’ambiente circostante, come una forma di esortazione simbolica verso l’uomo al rispetto e alla tutela del mondo circostante. Il suo è un ritorno alla concezione esistenziale di matrice naturale, un viaggio alle origini, che ci appartengono e non vanno dimenticate. I soggetti proposti contribuiscono a dare una nuova formulazione alla dimensione figurativa più tradizionale, perché le sue opere, proiettate a tutto tondo in prospettiva tridimensionale, trasformano la percezione della realtà senza modificarla e intaccarne i principi costitutivi basilari, interagendo in un rapporto sinergico con la globalità spaziale, che funge da immaginaria cornice di contorno per delimitare i volumi delle fluttuanti e dinamiche creazioni.

Colpiscono la cura formale e l’attenzione al dettaglio più minuzioso, frutto di una lunga e calibrata preparazione professionale e di un arricchente patrimonio di esperienze, vissute con profonda intensità anche a livello personale, che Bonà confluisce nella fase esecutiva. Ne emerge un plus valore aggiunto, che scavalca la barriera razionale e fornisce un contenuto percettivo e sensoriale di elevata consistenza, da condividere con l’osservatore, generato dalla stretta simbiosi di relazione tra “Contenuto” e “Contenitore”.

SPOLETO ARTE: DI SCENA LA SUGGESTIVA ARTE PITTORICA DI GIUSEPPE SANTONOCITO.

I suggestivi dipinti del maestro Giuseppe Santonocito sono stati inseriti nella prestigiosa esposizione della mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, all’interno del rinomato Palazzo Leti Sansi, nel cuore del centro storico spoletino.

 

 

 

La ricca e variegata produzione di Santonocito attraversa un percorso di originale ricerca stilistica da autodidatta, che lo ha portato dapprima ad approcciare con passione lo studio degli illustri artisti dell’epoca rinascimentale, per poi approdare ad una dimensione espressiva di assoluta unicità ed esclusività, distaccandosi dal figurativo di matrice tradizionale e reinterpretando in chiave personalizzata la visione della realtà e del mondo circostante. La rielaborazione offre al fruitore un impatto emozionale davvero stimolante e coniuga il radicato talento innato alla volontà di farsi portavoce di messaggi subliminali di elevato spessore etico e sociale.

 

 

 

Santonocito, che è anche virtuoso poeta, esprime attraverso versi lirici di spiccata sensibilità le sue intense riflessioni esistenziali impresse sulle tele e scrive “Perché non andiamo fuori da queste fibre false?! Siamo troppo poveri per dare vita alla ricchezza. Puntiamo i nostri occhi verso la trasparenza dei nostri pensieri e colpendo gli specchi con le nostre pupille, vergogniamoci del nostro fare”.

 

 

 

 

 

Le atmosfere evocative dell’arte di Verena D’Alessandro alle imminenti mostre di “Spoleto Arte”

Le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi accoglieranno le atmosfere evocative paesaggistiche di Verena D’Alessandro. L’esposizione, racchiusa nelle pregiate mura di Palazzo Leti Sansi, ubicato nella Piazza del Mercato, in posizione nevralgica nel centro di Spoleto, sarà allestita dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes di Promoter Arte.

Esperta pittrice e talentuosa fotografa, la D’Alessandro ha sempre preferito tenere ben distinte e separate le due forme espressive. Nella corposa produzione, ha concentrato e focalizzato la ricerca sul procedimento esecutivo e sul peculiare linguaggio specifico, insito in ciascuna di esse, sviluppando un percorso esclusivo atipico assai originale.

 

Nei dipinti emerge una gestualità fluida realizzata con colpi veloci, raschiature, striature e lisciature di spatola, che raggiungono un’essenzialità del segno e una modulazione materica al limite dell’informale nella tecnica di stesura del colore. Si recepisce un duplice orientamento: da un lato la propensione verso la componente lirica, dove risalta la bellezza e la forza della natura, dall’altro lato l’intento di distaccarsi da una rappresentazione del paesaggio puramente e strettamente descrittiva, per liberarsi dai dettagli piatti statici e lineari.

 

La D’Alessandro spiega “Questo duplice aspetto è presente nei miei lavori, soprattutto in quelli degli ultimi anni. Nella pittura di paesaggio basta poco per cadere nel descrittivismo naturalistico. Uno dei motivi, per cui nei miei quadri non parto mai dalla fotografia dei luoghi, che dipingo, è proprio questo: evitare di cadere nell’illustrazione. Servendomi della memoria e dell’immaginazione, come unici referti per la costruzione dell’immagine, posso usare il segno pittorico in maniera più libera”.

E proseguendo afferma “Con le mie opere desidero comunicare prioritariamente, in quanto mi interessa soprattutto far emergere l’atmosfera dei luoghi, che in tedesco si chiama la -Stimmung- e che immagino essere variamente presente nei diversi ambienti. Nei miei quadri le forme, che prendono corpo sulla tela, non sono rappresentazioni della realtà: sono luoghi immaginati o visioni filtrate attraverso il ricordo, con le quali cerco di comunicare la peculiarità di certe atmosfere. E’ proprio su questo confine tra reale e non reale, che mi piace e mi interessa lavorare”.

 

A livello di composizione spaziale, nella distribuzione dei volumi, dei pieni e dei vuoti, il perfetto equilibrio rimanda all’eredità classica. L’artista sottolinea “Ritengo sia importante l’equilibrio compositivo, non solo quello dei volumi e della distribuzione dei vuoti e dei pieni, ma anche quello dei diversi -Pesi- dei colori e degli accostamenti cromatici. Certamente, oggi non avrebbe molto senso cimentarsi in una pittura figurativa, che emuli la pittura del passato. Gli stilemi cambiano, perché’ assorbono nuove influenze e mutamenti di gusto”.

 

 

“Spoleto Arte” accoglie le panoramiche fotografiche d’autore di Laura Carlodalatri

Il corposo elenco di prestigio dei nomi, che partecipano alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, si arricchisce con la presenza di spicco di Laura Carlodalatri. “Spoleto Arte” si svolge dal 27 giugno al 24 luglio, presso la storica dimora di Palazzo Leti Sansi, nella centralissima piazza del mercato a Spoleto.

Il dinamico percorso di ricerca della Carlodalatri si rivolge con particolare attenzione e passione all’ambito della fotografia. E’ giornalista e si dedica alle tematiche legate ai problemi sociali e politici. Nel 1992, alla morte del fratello gemello Mario, artista e scenografo, decide di iniziare ad esplorare il multiforme mondo artistico e si cimenta sugli scatti d’autore ad alto livello. Diventa ospite abituale della nota rassegna internazionale “Fotogrammatica” e frequenta lo studio d’arte di Alberto Parres, i cui insegnamenti le saranno indispensabili per la formazione e lo sviluppo del senso pittorico, che poi utilizzerà e riverserà nello studio ideativo e nell’elaborazione delle fotografie. Dal 2007 si occupa della gestione organizzativa del festival d’arte “Roma ospita” patrocinato dal Comune della città.

Nelle suggestive e intense rievocazioni, spiccano gli scenari dedicati ai “riflessi” provenienti dal suo moto dell’anima, dalla dimensione interiore, che avvolge il talento innato e la competente maestria strumentale. Attraverso scenari dalla poetica e fatata atmosfera, si può carpire il simbolico abbraccio d’intreccio virtuale tra luce e acqua, luce e vetro, in un’alchimia compositiva di sorprendente effetto, che da subito conquista l’osservatore. Il motore propulsore trainante è sintetizzato nella frase da lei pronunciata “Scoprire la magica bellezza di un istante. Rubarla ad un mondo -altro- e mostrarla: questo è l’incontro tra l’artista e i suoi elementi, tra la l’artista e la gente“.

 

Le foto non sono resettate e trasformate in alcun modo, dalla lavorazione viene bandito ogni artifizio esterno, incluso i filtri e le lenti speciali, all’insegna della più pura e assoluta incontaminazione progettuale e realizzativa. Sono riprodotte in numero limitato e pezzi numerati da 1 a 20, di solito prediligendo la stampa su tela o su plexiglas. Talvolta l’espressione figurativa si accosta alla pittura, poiché alcune opere sono state volutamente dipinte e incorniciate da luminosa radiosità, lasciando emergere appieno la potente carica di vitale fantasia, che stimola la vivace e originale sperimentazione.

 

Spoleto Arte esporrà Gianmaria Bonà insieme ad rinomato di gruppo artisti

Le sontuose mura dello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, sono pronte per accogliere le imminenti mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio.

All’interno del nutrito gruppo di personaggi rinomati in esposizione, partecipa anche Gian Mario Bonanomi, alias Gianmaria Bonà, nome di calibro nel panorama pittorico e scultoreo attuale. Da sempre coltiva la passione per l’arte, che lo spinge a introdursi e frequentare gli ambienti milanesi e lombardi più selezionati nel settore e a conoscere personalità molto affermate, artisti, architetti, stilisti, esperti e geniali menti creative.

Nel 1982 allestisce la sua prima personale, con lusinghiero successo. Incontra il maestro figurativo Felice Bossone instaurando una positiva amicizia e diventando abitudinario del suo studio, per prendere lezioni e apprendere gli insegnamenti primari per sviluppare la sua personale impronta stilistica. La ricerca è influenzata dall’espressionismo, dall’astrattismo lirico informale, eseguiti prevalentemente con tecnica mista. Le sue opere sono annoverate in importanti collezioni pubbliche e private, conservate in Italia e all’estero.

Nel comparto della scultura, l’uso di materiali non “Sofisticati” come i metalli, che abbina alla rappresentazione di elementi naturali e appartenenti alla visione quotidiana, offre al fruitore un linguaggio comunicativo di spontaneo approccio e immediata comprensione. Il suo messaggio è un richiamo di incipit verso il recupero della naturalità, delle concezioni più genuine, dei sentimenti e del patos emozionale, che lo guidano nelle idee ispiratrici.

Acquista particolare rilievo il rapporto con la natura, con gli esseri viventi, che la popolano e sono inseriti nell’ambiente circostante, come una forma di esortazione simbolica verso l’uomo al rispetto e alla tutela del mondo circostante. Il suo è un ritorno alla concezione esistenziale di matrice naturale, un viaggio alle origini, che ci appartengono e non vanno dimenticate. I soggetti proposti contribuiscono a dare una nuova formulazione alla dimensione figurativa più tradizionale, perché le sue opere, proiettate a tutto tondo in prospettiva tridimensionale, trasformano la percezione della realtà senza modificarla e intaccarne i principi costitutivi basilari, interagendo in un rapporto sinergico con la globalità spaziale, che funge da immaginaria cornice di contorno per delimitare i volumi delle fluttuanti e dinamiche creazioni.

Colpiscono la cura formale e l’attenzione al dettaglio più minuzioso, frutto di una lunga e calibrata preparazione professionale e di un arricchente patrimonio di esperienze, vissute con profonda intensità anche a livello personale, che Bonà confluisce nella fase esecutiva. Ne emerge un plus valore aggiunto, che scavalca la barriera razionale e fornisce un contenuto percettivo e sensoriale di elevata consistenza, da condividere con l’osservatore, generato dalla stretta simbiosi di relazione tra “Contenuto” e “Contenitore”.

DALLA “MILANO ART GALLERY” A “SPOLETO ARTE”: GLI SCATTI D’AUTORE DI MAX LAUDADIO IN MOSTRA

Max Laudadio,  popolare inviato del Tg satirico “Striscia la Notizia” spicca nell’esclusivo parterre di artisti selezionati per esporre durante le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio nello storico Palazzo Leti Sansi, nel cuore del centro storico Spoletino.

 

Di recente i suoi originali scatti d’autore sono stati racchiusi in una coreografica mostra personale dal titolo “Quattr’occhi sul Mondo” allestita nella rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, con la curatela del professor Sgarbi, ricevendo ottimi consensi di pubblico e di critica e grande risonanza mediatica.

 

Laudadio nel raccontare la sua radicata passione per la fotografia rivela “Sono una persona, che fortunatamente vive di sogni, un inguaribile sognatore. Ho deciso di coniugare la passione per i viaggi alla fotografia, aggiungendo un elemento innovativo attraverso l’utilizzo di lenti di occhiali poste davanti all’obiettivo, di differente cromatura e tipologia, che offrono delle immagini rivisitate in chiave assolutamente personalizzata, direi unica nel suo genere. Ho cercato un punto di vista diverso, per immortalare il mondo circostante descrivendolo alla -Laudadio Maniera- talvolta pop e talvolta romantico”.

 

Sgarbi dichiara “Laudadio, dopo tante inchieste televisive, ha deciso di seguire un istinto o un desiderio di restituire il mondo secondo un punto di vista, che la fotografia più di qualunque altro mezzo consente. La lente degli occhiali colorata può ingrandire o allontanare, filtrare e deformare, trasfigurare e rendere più nitido ciò, che lo sguardo vede. Da questa esperienza esce come interprete molto sensibile alle variazioni cromatiche, come furono alcuni impressionisti, in particolare il Monet nelle Cattedrali di Rouen”.

GRANDE ATTESA PER “SPOLETO ARTE”: IN ESPOSIZIONE LE EVOCATIVE SCULTURE LIGNEE DI MARIA PETRUCCI

C’è trepidante attesa per l’inizio delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, previste dal 27 Giugno al 24 Luglio, all’interno dello sfarzoso Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, nel centro storico spoletino. L’evento di prestigio è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes.

 

Tra gli illustri artisti partecipanti, Maria Petrucci porterà le sue incantevoli visioni scultoree in legno, ispirate dal mondo naturale, dall’ambientazione agreste e dall’ancestrale tradizione rurale e contadina. Inizia il suo percorso da autodidatta e poi si forma nel rinomato ambiente culturale mantovano, come pittrice e scultrice. Allestisce importanti esposizioni, in Italia e all’estero, ricevendo positivi riscontri di consenso dalla critica di settore. Nel 1991 a Toffia, fonda un museo, che porta il suo nome, dove colloca in modo permanente le sue opere, contornate da oggetti tipici della civiltà agricola. Il museo, è aperto al pubblico e sempre visitabile da parte dei numerosi turisti, che si recano nel suggestivo paese di origine medioevale. È anche autrice di poesie e di romanzi e ha elaborato un interessante volume dedicato all’affascinante storia di Toffia.

 

Nelle creazioni emerge un intento di recupero e valorizzazione dell’elemento di radice popolare, diametralmente opposto al filone orientato da quei movimenti di stampo avanguardista, che tendono ad applicare regole concettuali e dogmatiche standardizzate, a cui attenersi con ferrea e scrupolosa esecuzione. La Petrucci predilige, invece, l’atto creativo dettato dal moto dell’anima e dalla gestualità istintiva, generato dalla volontà di instaurare con l’osservatore un dialogo aperto e vivace, non limitandosi ad una mera esternazione di virtuose doti strumentali. Le variegate sfumature lignee permettono di innescare giochi luminosi di versatile interpretazione, dove le forme materiche assumono pieghe, torsioni e spiccata consistenza tattile, evocando uno scenario posto su un piano tridimensionale, di sublime spettacolarità. In un’atmosfera quasi primordiale, figure umane e animalesche sembrano tratte dalle pagine di un vecchio libro di fiabe rusticane, che raccontano e narrano vicende fantastiche, dove i corpi si contorcono, si stringono e si fondono armoniosi in un simbolico abbraccio, intriso di sentimento.

 

La Petrucci spiega “Le mie scultore sono ricavate non dai ciocchi, ma da spezzoni dei tronchi o da forcelle di rami, perché’ cerco di rappresentare la sofferenza delle creature, di mostrare volti e corpi contratti, stremati dalla fatica, fiaccati dal dolore o dalla stanchezza, per animarle e infondere energica vitalità”. E aggiunge “La fedeltà al legno, concepito come materiale di lavorazione per antonomasia, mi permette un richiamo a figure semplici, che restano molto vicine alla sagoma originaria del tronco o del ceppo. Utilizzo in prevalenza il noce, di complessa forgiatura e difficile modulazione. La mia è una lotta di sfida con la materia inerme, con la massa informe dura e corposa. Nelle sculture cerco di trasmettere una ricchezza d’immaginazione, sia nella progettazione strutturale sia nelle cromature tonali date al legno”.

 

LE VIVACI CROMATURE PITTORICHE DI ALESSANDRO TESTA IN ESPOSIZIONE ALLE ATTESISSIME MOSTRE DI “SPOLETO ARTE”

Il noto pittore Alessandro Testa esporrà le sue vivaci tele pittoriche durante le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La location ospitante designata è il rinomato Palazzo Rota Ivancich a pochi passi da Piazza San Marco.

Il multiforme e variegato percorso artistico di Testa si sviluppa dapprima nell’ambito dell’arte scultorea e del bassorilievo a sbalzo nel rame, in cui ottiene ottimo successo. Inizia a dipingere nel 2005, scoprendo un’innata propensione anche in questo settore. La sua evoluzione di ricerca stilistica è incentrata e focalizzata sulla sperimentazione cromatica. Il colore, nel suo utilizzo più vario ed eterogeneo, diventa il protagonista principale sulle tele e attraverso le molteplici sfumature e tonalità in cui viene distribuito, trasmette significativi messaggi, che il fruitore deve cogliere e carpire.

Per Testa la pittura è essenzialmente simbolo di colore, che si intreccia, si espande e si dipana all’interno del quadro come un arcobaleno variopinto, trasformandosi in un prezioso strumento per suscitare emozioni e sensazioni e in un efficace e potente mezzo, per generare un legame armonioso ed inscindibile tra lui e le immagini raffigurate.

Il suo campo d’applicazione è l’informale astratto. Il suo linguaggio espressivo è dettato e guidato dall’istinto della pura irrazionalità e dall’impetuoso moto dell’anima. Dipinge di getto, senza schemi dogmatici predefiniti, senza filtri e barriere emotive. Le sue opere sono frutto di una miscela di ribellione, caparbietà, tenacia e disperazione, con una vena di speranza e positività che affiora nel tripudio colorato. L’impatto visivo è di immediato coinvolgimento, fin dal primo sguardo l’osservatore rimane quasi ipnotizzato dalla forte irruenza impressa nelle creazioni e recepisce la vibrante enfasi creativa dell’autore.

Exit mobile version