Libri: “La scuola sulla collina” la nuova entusiasmante fiaba per bambini di Simon Sword

La scuola sulla collina

Roma, 17 marzo 2021 – Dopo aver venduto più di 50.000 copie di libri e dopo una pausa lunga due anni, Simon Sword torna a stupirci con una nuova incredibile fiaba illustrata, dal titolo “La scuola sulla collina“. Il libro narra le avventure di una tenera bambina che vive in una sperduta regione della Cina orientale e di una serie di “prove” che dovrà affrontare per poter raggiungere la sua tanto amata scuola.

Simon Sword l’autore brianzolo reduce dal successo de “La città degli aquiloni“, la fiaba più venduta su Amazon.it nel 2017 e nel 2018, si è preso un po’ di tempo, complice anche l’attuale situazione sanitaria e la pandemia, prima di tornare a scrivere fiabe per bambini:

“Chi  mi conosce sa che scrivere libri per bambini non è il mio lavoro ma unicamente una passione, nonostante la tremenda pandemia ha dato a tutti noi tempo per riflettere, ci ho messo comunque un po’ per poter tornare a scrivere qualcosa di divertente e spero di educativo.”

“La scuola sulla collina” oltre ad essere una fiaba è infatti un vero e proprio inno all’istruzione scolastica, in un tempo in cui non si fa altro che parlare di didattica a distanza.

“Spero in cuor mio” prosegue l’autore “che libri come questi aiutino in qualche modo le famiglie, ad alleggerire lo stress che milioni di bambini stanno subendo in modo silenzioso da un anno a questa parte. Un po’ di spensieratezza e qualche bel sogno colorato possono solo fare nascere pensieri positivi ed è proprio questo il mio scopo.”

Le illustrazioni del volume sono state realizzate da Clarissa Corradin e la fiaba sarà distribuita a partire dal mese di aprile 2021 in esclusiva solo su Amazon.it.

 

 

Cover “La scuola sulla collina”

 

 

 

L’autore Simon Sword

 

 

 

Francesca Cavallin: “La Bellezza riparta dalle scuole”

L’attrice originaria di Bassano Del Grappa è tra le consulenti del Premio “Penisola Sorrentina” che rilancia la “Carta di Sorrento 2021” per turismo, ambiente ed audiovisivo nel dopo Covid: “Si punti per il dopo Covid alla storia dell’arte del nostro Paese sin dalla tenera età. Così sarà possibile fare adeguate scelte etiche e politiche”, dichiara l’Attrice.

Bassano del Grappa (VI), 16 marzo 2021 – Per una rinascita nel dopo Covid si dovrà puntare non solo su digitalizzazione, svolta green, utilizzo delle nuove tecnologie e progresso ma sulla didattica e sull’educazione al Bello dei cittadini, sin dalla tenerissima età. È l’idea che Francesca Cavallin rivela agli organizzatori del Premio “Penisola Sorrentina” .

L’attrice veneta è tra i protagonisti del mondo del cinema, della tv e dell’audiovisivo che il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, il prestigioso riconoscimento diretto da Mario Esposito e presieduto da Luca Barbareschi, ha interpellato per creare nuove misure e nuove azioni connesse alla “Carta di Sorrento”, il documento programmatico licenziato lo scorso ottobre in occasione dei 25 anni della kermesse e dedicato al turismo, all’ambiente e alla cultura.

Laureata in Storia dell’arte a Padova, famosa attrice di cinema e serie televisive di successo (tra le tante “Il Generale Dalla Chiesa”, “Coco Chanel”, “Adriano Olivetti”, “Un medico in famiglia”, “Rocco Schiavone”, “La Compagnia del cigno”), la Cavallin utilizza la propria formazione culturale per riflettere sul futuro dell’Italia.

Esiste quasi un paradosso nel nostro Paese. Si parla tanto di Bellezza ma non ancora c’è un pieno atteggiamento di consuetudine con il nostro patrimonio. Bisognerebbe partire dal basso. Auspico una educazione alla Bellezza, che parta dalle scuole in cui vengano sovvertite quelle posizioni per cui l’arte sarebbe difficile da comprendere, inutile e noiosa. Bisognerebbe aiutare i bambini sin da tenera età alla comprensione della storia dell’arte”, dichiara la Cavallin.

La storia dell’arte è facile da comprendere, è divertente e soprattutto è utile, in quanto la valorizzazione del patrimonio culturale può avere un riscontro economico di grande impatto. Serve un potenziamento dello studio, in maniera giocosa, divertente, interattiva, facendo scoprire ai nostri ragazzi la potenzialità della  Bellezza . Solo così si può creare un adeguato sistema in grado di incentivare le economie e le azioni concrete ed operative”, aggiunge l’attrice.

Tra i contributi, che porteranno nell’edizione 2021 del Premio ad un dibattito pubblico intorno alla “Carta di Sorrento”, il manifesto con cui la kermesse intende porre all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico una serie di punti strategici, secondo l’attrice occorrerà porre l’accento su questo aspetto fondamentale, di natura pedagogica, formativa.

Occorre un nuovo insegnamento, una nuova confezione di contenuti che garantisca un approccio in grado di restituire alle persone il valore pratico della storia dell’arte, la capacità di trasformarsi in lavoro. Inoltre l’esperienza della Bellezza potrà modificare gli atteggiamenti dal punto di vista etico, potrà  cambiare il segno  delle condotte di vita, offrendo maggiori strumenti di consapevolezza critica nei confronti della realtà. È un bagaglio di cui si avverte forte il bisogno, per discernerne tra il bene e il male ed esprimere un giudizio morale oltre una scelta adeguata su chi ci possa governare e guidare il Paese”, conclude Francesca Cavallin. 

 

L’attrice Francesca Cavallin, tra le consulenti del Premio “Penisola Sorrentina”

 

 

Coronavirus: contro il burnout del personale sanitario e scolastico stanze della Rabbia e del pianto in Ospedali, Rsa e Scuole

Da Torino la proposta dell’artista Colline di tristezza a tutela del mondo della scuola e della sanità indirizzata al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai Ministri di Istruzione e Sanità

Torino, 26 gennaio 2021 – Istituire stanze della rabbia e/o camere del pianto negli ospedali, nelle Rsa e nelle scuole fruibili da medici, infermieri, OSS, insegnanti e personale scolastico allo scopo di alleviare lo stress e la tensione cui sono sottoposte queste categorie di lavoratori e contribuire pertanto a diminuire il rischio di burnout. Questa è la proposta presentata dall’artista Colline di tristezza, proposta che è rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai ministri Speranza (Salute) ed Azzolina (Istruzione).

Rage room e camere del pianto

Le rage room o stanze della rabbia sono delle stanze in cui, vestiti con le adeguate protezioni per non rischiare di farsi male, è possibile spaccare una serie di oggetti e smaltire così le tensioni accumulate. Sono nate come stanze presenti all’interno delle multinazionali giapponesi dove i dipendenti potevano sfogarsi liberamente contrastando il rischio di esaurimento da lavoro.

In Italia al momento sono meno di una decina. Per quanto riguarda le camere del pianto anch’esse sono state inventate in Giappone e sono stanze dotate, fra l’altro, di strumenti per la visione di film e di fazzolettini, destinate a donne che possono piangere lontano da occhi indiscreti per scaricare lo stress in questa maniera.

Per la parità dei sessi il “non-cantante” torinese suggerisce l’idea che rage room e camere del pianto siano utilizzabili da entrambi i sessi a seconda di come la persona preferisca scaricare le tensioni. “Potrebbero anche essere soluzioni similari e compatibili con lo spazio disponibile nelle strutture”, fa notare l’artista.

Secondo Colline di Tristezza “bisogna innanzitutto pensare alla salute mentale del personale sanitario e scolastico duramente provato dall’emergenza”.

Inoltre queste stanze potrebbero essere di utilità, se presenti nelle scuole, anche per le vittime di bullismo, “in un’ottica futura quando si tornerà ad una normalità con lezioni in presenza al 100%”.

Riguardo l’artista

L’artista Colline di tristezza è conosciuto al pubblico principalmente per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), ma anche per l’impegno contro il fumo e a supporto dei vegani, appelli, proposte e jingle non-cantati (definiti da lui stesso con il termine “Jingle-Karaoke” in quanto cantabili dagli ascoltatori).

Lo scorso mese ha caricato sul suo canale Youtube (www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw)  il brano “Megan Fox” cantato da un Vocaloid, una voce virtuale artificiale, che parla della solitudine dei single durante il lockdown al tempo della pandemia da Covid-19.

 

Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

Contro lo stress da Coronavirus Rage Room e Camere del Pianto in Ospedali, Rsa e Scuole

Da Torino la proposta dell’artista Colline di tristezza a tutela del personale sanitario e scolastico ed indirizzata alla Presidenza della Repubblica e ai Ministeri di Salute ed Istruzione

Torino, 13 gennaio 2021 – Istituire stanze della rabbia e/o camere del pianto negli ospedali, nelle Rsa e nelle scuole disponibili per medici, infermieri, OSS, insegnanti e personale scolastico allo scopo di alleviare lo stress e la tensione cui sono sottoposte queste categorie di lavoratori. La proposta è dell’artista Colline di tristezza, ed è rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai ministri Speranza (Salute) ed Azzolina (Istruzione).

Rage room e camere del pianto

Le rage room o stanze della rabbia sono sostanzialmente delle stanze in cui, vestiti con le adeguate protezioni per non farsi male, è possibile spaccare una serie di oggetti e smaltire così le tensioni accumulate.

In Italia al momento ve ne sono cinque. Per quanto riguarda le camere del pianto anch’esse sono state inventate in Giappone e sono stanze equipaggiate anche con strumenti per la visione di film e con fazzolettini, destinate a donne che possono piangere lontano da occhi indiscreti per scaricare lo stress in questa maniera.

Per la parità dei sessi il “non-cantante” torinese suggerisce che rage room e camere del pianto siano utilizzabili da entrambi i sessi a seconda di come la persona preferisce scaricare le tensioni. “Potrebbero anche essere soluzioni similari e compatibili con lo spazio disponibile nelle strutture”, precisa l’artista.

Secondo Colline di Tristezza “bisogna innanzitutto pensare alla salute mentale del personale sanitario e scolastico duramente provato dall’emergenza”.

Inoltre queste stanze potrebbero essere utili, se presenti nelle scuole, anche per le vittime di bullismo, “in un’ottica futura quando si tornerà ad una normalità con lezioni in presenza al 100%”.

Riguardo l’artista

L’artista Colline di tristezza è noto al pubblico principalmente per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), ma anche per l’impegno contro il fumo e a supporto dei vegani, appelli, proposte e jingle non-cantati (definiti da lui stesso con il termine “Jingle-Karaoke” in quanto cantabili dagli ascoltatori).

Lo scorso mese ha pubblicato sul suo canale Youtube (www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw)  il brano “Megan Fox” cantato da un Vocaloid, una voce virtuale artificiale, che parla della solitudine dei single durante il lockdown al tempo del coronavirus.

 

 

 

 

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Per informazioni e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

 

Scuola: esce Empatto, un libro con protagonisti insegnanti e bambini

Roma, 13 novembre 2020 – Parla del mondo dell’educazione e della scuola, in cui i protagonisti sono i bambini e tutti quei maestri che li accolgono con il cuore e con l’Empatto, cioè con il senso dell’empatia.

Si chiama “Empatto” ed è il libro dell’insegnante Emilio Milioti, una sorta di diario spiritoso, sarcastico, a cui si aggiungono piccoli toni surreali.

Da qui il racconto di episodi simpatici come ad esempio una patata bollente per parlare di educazione sessuale, un battesimo improvvisato di un bambino musulmano ad opera di un compagno per superare i confini religiosi, forme geometriche per affrontare il tema della discriminazione razziale.

Il libro, edito dalla casa editrice piemontese Buckfast Edizioni, contiene brevi racconti di vita nella scuola primaria di oggi. E così Rena Riempitempo, Giuseppina Competenza, Lucia Provvisoria, Francesca Ansiolitica, Annina Burro, sono tra le protagoniste di questi episodi a tratti comici, a tratti sentimentali, a tratti psicologici, ma che improvvisamente diventano una ricetta di cucina o una poesia strampalata.

In Empatto poi ogni capitolo contiene anche una riflessione sulla scuola primaria odierna, e sulla vita degli insegnanti, fatta anche di precarietà e di migrazione.

E poi ecco arrivare a fine anno, quando gli insegnanti salutano i bambini, per poi conservarli per sempre tutti tra i ricordi più belli.

Per saperne di più sul libro rimandiamo al canale YouTube “Maestro Emilioti”, raggiungibile all’indirizzo www.youtube.com/channel/UC1EuFtn78GQ8C4ZwCXgh2ig, in cui lo stesso autore, insegnante di origini siciliane presenta il libro.

Empatto è disponibile nella libreria online IBS al link www.ibs.it/empatto-libro-emilio-milioti/e/9788899551360 e nelle altre migliori librerie online.

Link booktrailer di Empatto: www.youtube.com/watch?v=qYkmo8ottS4

Parlare agli studenti di passione, lavoro e futuro: i racconti di chi “ce l’ha fatta”

Chi “ce l’ha fatta” parla agli studenti di passione lavoro e futuro il 4 novembre 2020:

8 speaker guardano il futuro insieme ai giovani

Lecco, 3 novembre 2020 – Al fine di dare un segnale di fiducia nel futuro e di incoraggiare gli studenti a continuare a progettare il proprio avvenire in un momento così difficile, l’associazione Smart Future Academy in collaborazione e con il contributo della Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Como-Lecco, organizzano per il 4 novembre prossimo lo Smart Future Academy Como – Lecco 2020 Onlinedalle ore 8.30 alle ore 12,30.

Lo Smart Future Academy (www.smartfutureacademy.it) è l’innovativo progetto nazionale di orientamento rivolto agli studenti delle scuole superiori che ha come obiettivo di aiutarli a comprendere cosa vorrebbero fare da“grandi” attraverso il contatto con personalità di altissimo livello dell’imprenditoria, della cultura, della scienza e dell’arte.

Gli Speaker portano sullo schermo la loro storia, i loro errori e i loro consigli, mostrando ai ragazzi come sia possibile raggiungere il successo personale e professionale.

«L’obiettivo – dice la Presidente di Smart Future Academy, Lilli Adriana Franceschetti –  è quello di aiutare i giovani a trovare la loro strada, convincendoli che lavorare o studiare con passione, magari svolgendo un lavoro o un percorso di studi in armonia con le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni. È un sogno realizzabile, ed esercitare una professione appassionante o studiare materie interessanti vuol dire affrontare ogni nuovo giorno con il sorriso».

Gli 8 speaker scelti da un autorevole Comitato Scientifico in collaborazione con le istituzioni dei territori di Como e di Lecco, parlano senza veli della loro carriera, dei loro successi e delle difficoltà incontrate perché il successo è evidente ma la fatica per raggiungerlo non sempre. I ragazzi interagiscono in diretta con gli speaker con le domande che mandano tramite messaggi Whatsapp.

«Abbiamo da sempre ritenuto fondamentale, e ancora di più in questa fase così delicata, fare la nostra parte in tema di orientamento, dando vita a incontri dedicati che, coinvolgendo e divertendo, stimolino nei giovani una riflessione attenta sulle reali opportunità occupazionali e sui percorsi di studio che offrono maggiori e più soddisfacenti possibilità di inserimento. Smart Future Academy è sicuramente un un’importante occasione in tal senso, grazie anche all’intervento di numerosi e qualificati esponenti del mondo imprenditoriale e delle società civile», commenta il Presidente della Camera di Commercio Marco Galimberti.  

Lo Smart Future Academy è aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori senza alcun costo, né per le scuole, né per le famiglie.

Gli speaker invitati a Smart Future Academy Como Leo 2020 Online sono: Roberto Briccola – Presidente Bric’s, Simone Canclini – CEO C. Tessile SpA, Sabrina Colombo – Coach, Aram Manoukian – Presidente ed AD Lechler, Gaetana Mariani – Presidente e DG di Villa Santa Maria, Alessandro Mele – Presidente Rete Fondazione ITS Italia, Luigi Passera – CEO Lario Hotels, Ciro Trentin – Comandante Provinciale Carabinieri di Como.

I saluti istituzionale a Smart Future Academy Como Lecco 2020 Online sono affidati a:  Marco Galimberti – Presidente CCIAA Como Lecco, Melania De Nichilo Rizzoli – Assessore Istruzione Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Alessandra  Bonduri – Assessore Politiche Educative Comune Como, per gli uffici scolastici di Como e Lecco Maurizio Ieria e Raffaele Cesana.

Come ci si iscrive a Smart Future Academy

Per partecipare è necessaria l’iscrizione online dell’istituto sul sito di Smart Future Academy alla pagina ISCRIZIONI (https://www.smartfutureacademy.it/iscrizione-istituti-scolastici/)

Successivamente la segreteria le invierà una mail con tutte le informazioni per i docenti e per gli studenti per partecipare gratuitamente a Smart Future Academy Como-Lecco Online 2020.

L’appuntamento online per lo Smart Future Academy Como Lecco è per 4 NOVEMBRE  2020, dalle 8:30 alle 12:30.

Riferimenti:

Lilli Adriana Franceschetti 

Presidente Associazione Smart Future Academy 

www.smartfutureacademy.it 

presidente@smartfutureacademy.it 

 info@smartfutureacademy.it 

 ufficiostampa@smartfutureacademy.it

Chi Siamo

Smart Future Academy è un’iniziativa totalmente autonoma ed indipendente da qualsiasi gruppo di interesse politico, economico o finanziario e si caratterizza per l’eccellenza dei suoi speaker: in soli 4 anni dalla nascita ha coinvolto decine di migliaia di studenti e si è affermata come il progetto di orientamento del sistema camerale italiano grazie al patrocinio di Unioncamere nonché di tutte le principali associazioni d’impresa, da Confindustria a Coldiretti, in stretta collaborazione con gli uffici scolastici territoriali.

I promotori di Smart Future Academy sono persone della società civile convinte dell’urgenza di favorire, con modalità innovative, il dialogo e la conoscenza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e dell’alta formazione con l’obiettivo di rendere consapevoli le giovani generazioni di come sia raggiungibile la realizzazione personale attraverso impegno e dedizione ma anche con fiducia e divertimento.

Tratti distintivi di Smart Future Academy sono:

  • l’eccellenza degli speaker
  • il grande numero di studenti coinvolti
  • l’essere un progetto al 100% espressione della “società civile”
  • la partecipazione è completamente gratuita per la scuola e per gli studenti

Smart Future Academy si avvale della collaborazione e del patrocinio di prestigiosi enti ed istituzioni, pubbliche e private. Tra questi: Unioncamere e Camere di Commercio, Regioni e Comuni, Uffici Scolastici Regionali e Territoriali, Poste Italiane, Confindustria, Confcommercio, CNA, Coldiretti, Confapi? Associazione Artigiani, EIEF – Einaudi Institute for Economics and Finance (Banca d’Italia), Federalimentare, Utilitalia, Comando Generale Arma dei Carabinieri, Talent Garden, illimity Bank, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (ABI), Consorzio Grana Padano, Summer School dei Premi Nobel dell’istituto I.S.E.O., Rete Fondazioni ITS Italia, ScuolaZoo.

 

 

 

 

 

 

 

Covid e mal di scuola: dal primo ottobre parte il Pronto Soccorso Psicologico Scolastico

Oltre il Covid: dalla paura alla promozione del benessere nella scuola, l’importanza di un supporto psicologico

Roma, 30 settembre 2020 – La scuola ha paura del Covid. Si, ha paura e teme il peggio, perché la situazione scolastica nel nostro paese è da molti considerata ad alto rischio per diverse patologie pregresse e, come alcune categorie di persone, la scuola si configura come “soggetto fragile”.

La scuola non gode di buona salute. I sintomi e gli indicatori del malessere sono sempre più evidenti e ulteriormente amplificati dall’impatto dell’emergenza sanitaria nei contesti educativi: c’è bisogno di un pronto soccorso con specialisti in grado di fornire adeguato aiuto.

L’ antidoto, inedito ed efficace, a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, c’è ed è il primo servizio di pronto soccorso psicologico-scolastico.

L’ iniziativa nasce dalla consapevolezza che in questo nuovo anno scolastico, segnato dallo stravolgimento di sedimentate e rassicuranti modalità di lavoro da parte del personale scolastico, è di particolare rilevanza garantire alle scuole supporto e consulenza non solo medico-sanitaria, ma anche psicologica e didattico-educativa, sopperendo all’assenza di equipe psico-pedagogiche.

In Italia, diversamente da altri paesi europei, mancano nella scuola equipe psico-pedagogiche e servizi specifici di supporto alla professionalità. Eppure, dai Ricercatori del Censis e dai dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Salute e Benessere degli Insegnanti (ONSBI – Università LUMSA di Roma), a seguito di indagini svolte nel 2018, sembra emergere un quadro allarmante relativamente allo stato di salute psicofisica dei docenti e dei dirigenti scolastici.

Difatti, il 40% dei dirigenti, presenta sintomi di burnout professionale e il 29% prova forte stress a causa del lavoro e delle eccessive richieste per le quali non sempre avverte sufficienti energie e mezzi per fronteggiarle.

Per i docenti la situazione è ancora più preoccupante in quanto addirittura il 67% soffre della sindrome da burnout.
Questa rilevazione e le conseguenti riflessioni portano ad una più marcata messa a fuoco della attuale situazione scolastica che l’emergenza Covid-19 ha reso molto più complessa e difficoltosa, conducendo inevitabilmente ad un incremento significativo dei livelli di stress correlato.

“Da queste premesse l’idea di individuare un antidoto efficace, per aiutare le persone a star bene a scuola, si è concretizzata con l’attivazione di questo sportello di ascolto, che attraverso un approccio olistico, si propone di offrire ai professionisti dell’educazione (docenti e dirigenti) e agli studenti, una articolata consulenza specialistica. L’intento è quello di promuovere benessere a livello psicologico e didattico-gestionale, orientando alla definizione di mirate strategie e metodologie funzionali alla risoluzione delle problematiche scolastiche ” dice Gianni Lanari, psicoterapeuta coordinatore del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” (www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it).

Grande e lodevole attenzione è stata riservata alla definizione di una profilassi antivirus da attuare per evitare contagi, manca tuttavia, una altrettanto importante e necessaria profilassi per la gestione dello stress, dell’ansia, delle paure e delle inevitabili frustrazioni che serpeggiano più o meno manifeste tra il personale scolastico, inquinando di vissuti emozionali inadeguati il fondamentale impegno professionale.

Tutti catapultati all’improvviso in situazioni lavorative inedite e complesse che fanno emergere evidenti stati di allerta per la perdita di rassicuranti certezze e routine sedimentate nel corso degli anni.
Tutti alle prese con partenze per rotte incerte e senza dotazione alcuna di adeguati supporti.
Tutti sprovvisti di un idoneo salvagente emotivo necessario per affrontare il nuovo viaggio didattico-educativo che si prefigura alquanto complicato e difficoltoso.

Lo scenario non è rassicurante, i paesaggi sono offuscati dalla nebbia dell’ incertezza.
Non è più una scelta correre ai ripari, ma un dovere etico, un imperativo: c’è bisogno di rispondere con interventi concreti e qualificati.

La dr.ssa Rita Cavallo, esperta in problematiche scolastiche inerenti l’ambito didattico-gestionale afferma che “l’obiettivo prioritario è, pertanto, quello di dare ai docenti e ai dirigenti i mezzi necessari affinché non si sentano più soli, ma accompagnati e supportati nell’individuare idonee strategie psicologiche e metodologico-didattiche per superare i tanti problemi che affliggono la scuola di oggi, potenziando efficacemente la loro resilienza”.

Gli interventi saranno finalizzati a promuovere e sostenere la prevenzione del disagio e la promozione del benessere psicologico di chi vive il mondo della scuola, nello specifico si tratterà di :
– potenziare la capacità di gestione degli aspetti legati all’ansia e alla incertezza nelle situazioni più problematiche;
– fornire supporto nella individuazione di risposte comportamentali e metodologiche efficaci per la gestione delle problematiche afferenti l’area affettivo-relazionale;
– fornire supporto per la definizione di idonee strategie didattico-educative per la gestione delle dinamiche di classe;
– sviluppare e potenziare le strategie di problem solving;
– sviluppare e potenziare le competenze organizzativo-gestionali;
– potenziare le competenze comunicativo-relazionali con le famiglie e gli studenti.

“Potrà esserci ‘buona scuola’ solo se i professionisti dell’educazione si sentono in condizioni psico-fisiche ottimali.
Insegnare, lo sappiamo bene, non è una cosa facile. Dirigere una scuola, è ancora più difficile e, oggi più che mai, si configura come un lavoro di grande complessità correlato ad una molteplicità di enormi incombenze e responsabilità.
Ed è proprio l’aumento progressivo dell’altissima usura psicofisica dei docenti e dei dirigenti, incrementata dall’emergenza Covid, in tutti i livelli d’insegnamento e in tutti gli assetti gestionali, che ha reso più allarmante una situazione già segnalata come particolarmente critica”, aggiunge la dr.ssa Rita Cavallo .

È un dato di fatto che l’emergenza sanitaria, in brevissimo tempo ha raso al suolo ogni possibilità di pervenire a pianificazioni e programmazioni certe e stabili, costringendo la scuola a ripensarsi e reinventarsi con una mole enorme di responsabilità che pesa su tutti i professionisti dell’educazione, incrementando in modo significativo il rischio di burnout.

Purtroppo, all’interno della scuola, manca un sostegno psicologico diffuso e organizzato.
Eppure la scuola di qualità, che nell’immaginario collettivo si traduce in sana utopia da perseguire, è la scuola in cui i docenti si recano con il piacere di insegnare e gli alunni con il piacere di apprendere. Una scuola in cui si respirano climi di lavoro sereni e stimolanti.

Questo obiettivo ambizioso, continua a rimanere stabile anche in questi nostri giorni in cui tutto sembra vacillare, richiedendo di essere empaticamente e operativamente molto più attenzionato.
Non possiamo e non dobbiamo permettere che l’entusiasmo per l’insegnamento lasci il posto all’ansia.

Offrire alla scuola un servizio di Pronto Soccorso Psicologico-Scolastico per “Guarire il mal di scuola”, significa perseguire efficacemente quell’obiettivo, prendendosi cura di quelle persone che hanno un ruolo determinante per qualificare il servizio educativo.

Significa rispondere ad un bisogno ormai non più latente.
Si dice che il futuro del mondo dipende in gran parte dall’educazione, anche noi ne siamo convinti e per questo vogliamo intervenire e consentire a tutti coloro che giorno dopo giorno lavorano in questo “laboratorio del futuro” di non sentirsi più soli e spaventati di fronte a situazioni che generano disagio, destabilizzano e minano il senso di autoefficacia.

Ci sarà questo servizio a fare da scoglio alle possibili alte maree e sarà un servizio di grande utilità proprio perché pensato in modo mirato per tutti coloro che vivono nel contesto scuola.
Il servizio di Pronto Soccorso Psicologico-Scolastico è curato da una rete di 196 professionisti presenti su tutto il territorio nazionale e non solo.

E’ uno spazio di ascolto emotivo e cognitivo che aiuta a rafforzare la consapevolezza della propria condizione di vita e del proprio modo di agire nel quale è possibile rileggere degli accadimenti e formulare delle ipotesi in merito a situazioni problematiche che creano disagio o preoccupazione, siano esse riconducibili a malesseri individuali o a situazioni dinamiche relazionali createsi.

Il servizio sarà operativo a partire dal primo  Ottobre 2020 e sarà aperto a tutti coloro che vivono nel “mondo scuola”.

Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico-Scolastico “Roma Est” telefonare:
– al n. 0622796355 per richiedere consulenza psicologica;
– al n. 3280696922 per richiedere consulenza didattica e organizzativo-gestionale

Per ulteriori approfondimenti consultare il sito del Pronto Soccorso Psicologico www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

 

 

 

 

 

Il rientro a scuola con il Covid-19: i pensieri, emozioni e speranze di bambini, ragazzi e docenti in prima linea

Brescia, 4 settembre 2020 – “Non voglio svegliarmi presto, mi piaceva la didattica a distanza, mi piaceva fare i compiti in videochiamata con le mie amiche mentre ora rientriamo in classe e non ci possiamo nemmeno toccare”, dice Susanna, 12 anni. “La prima cosa che mi viene in mente sono gli amici e le maestre. Ho tanta voglia di vederli”, ribatte Isabel, 8 anni.

Sono questi alcuni dei tanti pensieri raccolti dalla psicologa bresciana Doriana Galderisi alla vigilia della riapertura delle scuole: piccoli pazienti che raccontano il loro stato d’animo, ma anche professionisti dell’educazione che si preparano ad affrontare un anno scolastico pieno di incertezze.

“Possiamo dividere i nostri bambini in due gruppi, come se fossero due scuole di pensiero: i trepidanti e i fiduciosi”, scrive la dottoressa Galderisi nel pubblicare i post sulla sua pagina Facebook, che nel corso dei mesi è diventata un punto di riferimento pubblico per la gestione delle problematiche psicologiche relative al Covid-19, grazie alla pubblicazione di consigli puntuali e analisi per gestire al meglio la propria vita nel periodo dell’emergenza.

Materiale che durante l’estate è stato raccolto nel libro “Il dopo è ora Covid-19: come il Coronavirus gioca con le vite di tutti noi. Conoscere gli effetti psicologici e le  dinamiche psico-sociali per dare scacco matto al Mostro” pubblicato per i tipi della Gam e che dopo un tour estivo di presentazioni ora farà diverse tappe anche in autunno.

Secondo Galderisi, i due gruppi sono accomunati “dalla richiesta di tranquillità, ovvero di non dover essere sottoposti all’ansia. Ci sono bambini come Gianluca, 10 anni, che paragonano la scuola alla megaditta di Fantozzi, altri che ringraziano per aver finalmente l’opportunità di dialogare e confrontarsi, con qualcuno che crede in loro”.

Qual è il compito degli adulti in questa fase?

“In psicologia e in pedagogia parliamo di ‘scaffolding’, che possiamo tradurre come impalcatura, ponteggio, ovvero fornire la struttura che permette poi di crescere e di eseguire i compiti in modo autonomo. Questo è quello di cui hanno bisogno i bambini e i ragazzi, in particolar modo nei momenti difficili”.

A fronte delle incertezze, cambi e contraddizioni, i ragazzi mostrano voglia di tornare alla normalità.

“La difficoltà che devono affrontare gli studenti non è di rifiuto della scuola, ma di riadattamento” spiega la psicologa. “Hanno bisogno di linee semplici, chiare, coordinate, pur nell’emergenza”. Anche chi non vuole tornare, ha ansia per il riadattamento e non per la scuola in quanto tale.

Secondo Galderisi “quest’anno andrebbero sviluppate le pratiche di flipped-learning, insegnamento rovesciato, in cui gli alunni in classe dovrebbero effettuare lo studio individuale e i compiti, mentre la lezione andrebbe fatta in autonomia con video, letture e altri materiali indicati dall’insegnante. Questo aiuterebbe gli studenti nel momento del maggior bisogno, in cui è più a rischio di stancarsi o demotivarsi, ovvero la fase dei compiti”.

Nei racconti pubblicati in questi giorni troviamo ragazzi che mostrano una grande consapevolezza di cosa dovranno affrontare: “sono anche un po’ in ansia perché la nostra classe è piccolissima e fa caldo, quindi forse dovremo stare in corridoio”. O che non aspettano altro che poter rivedere i propri compagni e che sono curiosi di cosa accadrà, come Davide, 13 anni, che non ha potuto salutare i suoi amici delle medie e “c’è tanta agitazione perché andando al liceo ci sono i nuovi, quindi l’agitazione non manca”.

C’è chi preferisce firmarsi con un nickname, come “Poltrone e sofà divani di qualità” che spiega “mi sento triste, sono pieno di voglia di non tornare a scuola… non abbiamo ancora l’orario delle lezioni e dobbiamo portare tutto, spaccandoci le spalle”.

I più grandi, invece, gli adolescenti, mostrano una comprensione della situazione forse persino maggiore di quella che avrebbero se non avessero vissuto questo virus nella propria esperienza di vita.

Credo che il rientrare a scuola sia diventato una necessità generazionale”, scrive Elisabetta, 18 anni: “Anche le mie amiche più ‘pigre’ (nel senso buono del termine) non vedono l’ora di alzarsi presto la mattina e uscire di casa per entrare in classe. In effetti, siamo bloccati in questa pseudo-estate da febbraio e la nostalgia dello scambio umano, che solo l’incontro quotidiano con i nostri venti compagni di classe può assicurare, inizia a farsi sentire”.

E ancora “non parlatemi di Didattica a Distanza: efficiente per quanto inerisce il programma scolastico, ma totalmente arida, priva di interazione personale e della comprensione della difficile condizione psicologica nella quale un gruppo di adolescenti può ricadere durante una pandemia. La scuola è sede dell’incontro, anche dello scontro, ma che avviene di persona e non attraverso uno schermo.”

Passando agli studenti universitari, si coglie un’importante considerazione in merito alla DAD, che, indipendentemente dal Coronavirus, viene vista come una modalità da non abbandonare in futuro, ma piuttosto da sviluppare e perfezionare in modo innovativo al fine di valorizzare gli sforzi finora fatti nell’emergenza.

A questo proposito Lara, 22 anni, studentessa universitaria, asserisce: “Per quanto riguarda la didattica distanza penso sia uno strumento estremamente utile se i docenti vengono adeguatamente formati. Sarebbe sempre possibile consentire la fruizione e la partecipazione alle lezioni agli studenti impossibilitati a muoversi da casa per diversi motivi. Ritengo quindi utile approfondire l’utilizzo della didattica a distanza per poterla utilizzare anche per altre situazioni diverse dalle Coronavirus”.

Il clima di incertezza, di preoccupazione, di “sospensione” e di stallo, le frequenti rivoluzioni e contraddizioni che in questo periodo si rincorrono sui Media circa le regole da adottare in classe e/o l’iter scolastico- professionale futuro, se da un lato, determina, soprattutto negli adolescenti, ansia e disorientamento (Lara afferma “Non ho ancora informazioni certe sulla modalità con la quale si svolgerà il tirocinio e sulla data di inizio e fine. Speravo di poter tornare a seguire le lezioni in presenza, ma fino a dicembre non sarà così”), dall’altro, non intacca la voglia di tornare alla normalità sia da parte degli studenti e del corpo docente.

“La difficoltà principale che devono affrontare gli studenti non è tanto il rifiuto in sé della scuola o una forma di resistenza  verso l’Istituzione in sé – spiega la psicologa – ma piuttosto un riadattamento, da intendersi sia come rimodulazione che riappropriazione di consolidate e rassicuranti routines, non solo scolastiche ma anche familiari e relazionali”. Elisabetta, 18 anni, riguardo a ciò specifica “C’è voglia tra noi giovani di una routine più scandita e produttiva…Il primo giorno di scuola è un rito che si ripete ogni anno e che scandisce la crescita dello studente, non può essere digitale”.

Da notare che il distanziamento sociale risponde alle necessità emergenziali, “ma la distanza crea distanza”, aggiunge Galderisi.

“La distanza riduce la conflittualità, ma inibisce e ostacola la maturazione di abilità sociali e prosociali; inoltre modifica parte del linguaggio non verbale e paraverbale, che nella distanza ha una delle sue espressioni. Se il distanziamento dovesse protrarsi a lungo, sarà necessario per insegnanti e scuole lavorare molto sulla comunicazione, su tutti i livelli: relazione, cooperazione, comprensione dell’altro”.

Il tema della distanza si trova anche nei messaggi dei ragazzi, come Daniele di 13 anni che scrive “Di andare a scuola sono felice ma un po’ preoccupato. Diciamo che ora andare a scuola mi piace ancora meno di prima per via del distanziamento e delle mascherine. Spero che questo virus sparisca il più velocemente possibile e che la scuola ritorni come prima.”

Un altro concetto di fondamentale importanza che emerge dall’analisi delle riflessioni di bambini, ragazzi e docenti fa riferimento alla consapevolezza di dover adottare un atteggiamento responsabile e di mettere in atto uno sforzo collettivo, di cooperazione al fine di superare con unità di intenti le attuali difficoltà. Il professor Gaetano Cinque, a lungo responsabile del Liceo Annibale Calini di Brescia, afferma che “La scuola è dentro la società, la sua protezione, il suo recinto chiuso deve comunque fare i conti con ciò che sta accadendo fuori. Bisogna dare un modello di coerenza e correttezza su ciò che si va a proporre. I ragazzi hanno una capacità incredibile di credere in quello che si fa se si agisce con il diretto coinvolgimento di tutti. Come sempre bisogna credere nel loro protagonismo e nel loro ruolo di attori consapevoli”.

Anna, insegnante di matematica, vuole “cogliere questo momento come una occasione per percorrere nuove vie, che porteranno a conquiste dense di significato. La mente è libera in qualsiasi condizione fisica ci troviamo”.

La professoressa Patrizia Lazzari immagina il rientro fisico nelle aule “con ottimismo, come da un lungo viaggio pieno di insidie ma che ci deve permettere di crescere… una piccola barca che deve navigare a vista e arrivare al porto… una specie di rinascita”. La professoressa Marta Cressoni spiega “la voglia di tornare a scuola c’è, di lavorare in presenza, di ritrovare i propri alunni e di ristabilire un legame con loro, certo con tutte le misure di sicurezza” senza dimenticare le paure, ovvero “che si ritorni a chiudere”.

Per questo, secondo la psicologa Galderisi “serve una particolare attenzione alla formazione sia del personale didattico, sia del personale dirigenziale, sia delle famiglie su come gestire al meglio la comunicazione interpersonale ed eventualmente la Didattica a Distanza. Saranno delle chiavi di volta e di risoluzione importantissime, oltre che rappresentare delle ancore di sicurezza”.

“Gli adulti hanno il compito di dare l’esempio, fare chiarezza, essere presenti e incoraggiare, soprattutto in momenti di crisi e di emergenza come quello che stiamo vivendo, griffato Covid-19” conclude Galderisi.

“La scuola rappresenta uno dei porti più sicuri in cui i bambini devono potersi riparare, sostare, galleggiare…cucire le vele prima di solcare i mari della vita”.

Per saperne di più sulle attività della dott.ssa Doriana Galderisi:

www.facebook.com/psicologadorianagalderisi/ 

http://galderisi.opinions.today

www.studio-psicologia-galderisi.it

 

 

 

La psicologa Doriana Galderisi durante la prima presentazione del libro “Il Dopo è ora”

 

 

 

Per interviste e informazioni:

www.facebook.com/psicologadorianagalderisi/ 

www.studio-psicologia-galderisi.it

 

 

Estetica, ora i giovani vogliono “l’effetto filtro”

Como, 6 luglio 2020 – Anche nel campo della medicina estetica il lockdown ha portato grandissimi cambiamenti. Costretti tra le quattro mura domestiche o nei casi più fortunati nel giardino di casa, la quasi totalità delle persone si è rapportata con gli altri attraverso uno schermo, per mezzo di video chiamate, e il rischio di trovarsi a volte in disordine.

“Mai come in questo momento il nostro viso è stato sotto riflettori, e anche le persone più comuni sono state protagoniste di una sorta di Grande fratello del lockdown”, spiega il chirurgo estetico ed esperta di moda e bellezza, Monica Gabetta Tosetti.

Questo ha portato tantissime persone all’utilizzo di filtri e di App specifiche per fare in modo che il proprio volto fosse più bello nei confronti dei propri interlocutori.

L’uso quasi incontrollato di queste App purtroppo ha portato le persone, e soprattutto gli adolescenti, a recarsi nello studio dei medici o dei chirurghi estetici con la richiesta di poter avere il viso, la pelle o i lineamenti, trasformati come fa un App o un filtro”,  continua la dottoressa, che gestisce anche un atelier di famiglia a Como

Un obiettivo molto ambizioso da raggiungere,  che a volte non è realisticamente realizzabile, parlando appunto di App o filtri presenti sulle applicazioni, con effetti difficili da replicare nella realtà.

E questo negli adolescenti è diventato un problema veramente grande, dietro cui si celano addirittura degli atti di cyberbullismo.

La dottoressa Monica Gabetta Tosetti, che è stata spesso durante questo lockdown in rapporto con i clienti dell’atelier, e le pazienti in videochiamata, ha sentito particolarmente chiaro e forte questo problema.

Problema che la dottoressa sente fortemente già da tempo, visto che già lo scorso anno, con l’amica e avvocato Silvia Giampà, aveva pensato di scrivere un libro riguardante proprio il cyberbullismo ed il rapporto che il mondo social ha con la bellezza esteriore.

Un progetto importante, ma rimandato causa del Covid-19, insieme alle lezioni da tenere con gli alunni di diverse scuole comasche, al prossimo anno.

Perché è importante far analizzare ed affrontare questo aspetto ai ragazzi.

Il progetto è quello di mettere in rete piccoli e-Book, inerenti ad ogni singolo problema, dedicati agli adolescenti e non, che spieghino come poter superare ogni tipo di disagio.

Prevista dalla dottoressa anche la creazione di una nuova linea di make-up che, in collaborazione con un produttore famoso in tutto il mondo, darà la possibilità di sembrare più belli e somiglianti ai filtri per tutte le persone, prima di affacciarsi ad un intervento o ad un ritocco estetico.

 

 

La dottoressa Monica Gabetta Tosetti, esperta di bellezza e moda

Spose e Covid-19: nasce a Como un servizio per consigliarle al meglio

Como, 16 giugno 2020 – Tante future spose, in questo periodo particolare di pandemia da Covid-19 da giorni si stanno ponendo una domanda fondamentale:

“Dovrò rimandare il matrimonio o riuscirò a sposarmi solo nel 2021?”

Sono ancora tante le incertezze creatasi con la crisi del Covid-19, cosi come sono tante le spose che si stanno rivolgendo a Monica Gabetta Tosetti, titolare dell’Atelier Tosetti di Como, imprenditrice nel mondo della moda e della bellezza, nonché medico chirurgo, per farsi consigliare e trovare una soluzione.

Monica non ha perso tempo, e affiancata da un’equipe di professionisti ha creato una rete di supporto per le spose, per aiutarle a raggiungere ciò che hanno sempre sognato.

Un programma che ha preso il nome di “Happy Wedding Challenge”, con cui Monica, un po’ come per la sua BB Clinique, accompagna le pazienti dai migliori professionisti nel settore estetico, per guidarle nelle scelte più giuste dell’abito, non solo presso il proprio Atelier, ma anche presso altri negozi, adattandoli al momento particolare che stiamo vivendo (con servizi di acquisto, rimessa a misura di un abito vintage di famiglia, outlet e realizzazione di capi sartoriali).

In questo modo, non legando le spose all’acquisto presso il proprio Atelier, Monica si mette nei panni delle spose, consigliandole al meglio:

L’errore classico che fanno tante spose è saltare da una parte all’altra della propria provincia, alla ricerca di Atelier, sarte o abiti esclusivi, oppure scontati, senza riuscire a fare le scelte giuste per loro” racconta Monica.

Per questo l’imprenditrice comasca ha dato il via al nuovo servizio, in modo da mettere a disposizione delle spose, la sua conoscenza e la propria rete di contatti, facendo risparmiare loro tempo e fatica.

Un’idea innovativa, grazie a cui la professionalità e la collaborazione tra il suo Atelier, e le aziende e sartorie del settore, formano insieme una rete di professionalità al servizio delle spose, per rendere più semplice, sicuro ed economico scegliere l’abito giusto.

Per contattare Monica Gabetta Tosetti basta recarsi sul suo sito internet www.monicagabettatosetti.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

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