Giuseppe Leone: “Da Sorrento parte il mio Grand Tour fotografico”

Il maestro fotografo siciliano, Giuseppe Leone, realizza un portfolio fotografico su Sorrento nel nome della bellezza: seguiranno altre opere dedicate al paesaggio…

Ragusa, 23 giugno 2020 – “Ho sempre ritenuto che gli incontri nel corso del cammino non siano mai casuali. Anni fa ho avuto modo di incontrare due grandi persone, che per uno strano gioco del destino hanno il mio stesso nome. A distanza di anni uno dei due Peppe Leone, artista da Buonalbergo, mi ha contattato per realizzare una collaborazione artistica, una residenza artistica, a Sorrento. Una grande gioia per me avere la possibilità di lavorare a fianco con Peppe Leone, uomo e artista di grande spessore, e con Mario Esposito, giovane intellettuale sensibile e colto. È  un tuffo nel passato, una rievocazione e un ritrovamento di un momento quasi dimenticato, il tutto tramite grazie all’edizione straordinaria quale è il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, così dichiarava il maestro di Ragusa rispondendo all’invito rivoltogli dal suo omonimo campano.

“Caro Giuseppe, sotto la denominazione «fotografia» si trova un paesaggio eterogeneo con cui spesso capire o gustare una poesia, parlare di cinema o teatro […]  la “mediterraneità” dei tuoi racconti in immagini, che hanno avvolto in un’aura eterna, perpetua e continuamente in movimento, la Sicilia potrebbe ora trovare un nuovo medium espressivo, una nuova geografia, un muovo timbro ed una nuova narrazione, li in Penisola Sorrentina”.

Un lavoro fotografico concepito, dunque, a consuntivo parziale del progetto speciale di “Residenze artistiche”, con cui  il Premio “Penisola Sorrentina” diventa fonte di importanti esternalità.

Costruire un racconto artistico del territorio ne migliora, infatti, la conoscenza. Rende più significativo il momento ed il senso globale del riconoscimento, che non si esaurisce in una vetrina o in un’unica manifestazione spettacolare, ma che agevola la circolazione diffusa delle idee ed aumenta, concretamente, il senso di identificazione culturale con la collettività.

“Dopo la meravigliosa mostra tenutasi lo scorso anno nella magnifica cornice del Museo Correale di Terranova, Giuseppe Leone regala ora alla Città del Tasso gli scatti con cui ha saputo cogliere ed esaltare le bellezze espresse dal nostro paesaggio”, ha detto il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, che in questo periodo sta lavorando insieme con gli operatori del settore per il rilancio turistico e culturale della seconda città turistica della Campania per arrivi e presenze, dopo Napoli

La prima opera del dopo quarantena, a causa del Covid-19, nasce per Sorrento nel segno della bellezza e della antica tradizione culturale del Grand Tour. È il primo fascicolo delle opere fotografiche che l’artista ragusano di fama internazionale ha dedicato alla Campania, con l’obiettivo di consolidare un ponte culturale nato lo scorso anno, gemellando le due regioni del Mezzogiorno d’Italia.

L’elegante portfolio raccoglie delle bellissime immagini di Sorrento in bianco e nero, suddivise in tre percorsi: beni culturali, paesaggio e uomo.

L’opera è il primo capitolo di un ampio progetto fotografico di Leone legato al “Grand Tour” e dedicato alle poetiche dei territori del sud.

Dopo la Penisola Sorrentina, infatti, ci saranno Pompei e Paestum con i loro parchi archeologici, le catacombe di San Gennaro di Napoli, le atmosfere rarefatte del borgo medievale di Teggiano, nel Vallo di Diano.

“È un progetto ambizioso di valenza pluriennale, con manifestazioni culturali e pubblicazioni diffuse”, spiegano gli organizzatori Mario Esposito, presidente del Premio Penisola Sorrentina, e Giuseppe Leone (campano, omonimo del fotografo siciliano e direttore artistico del progetto di Residenze artistiche).

“In tal modo l’arte diventa autentico volano del territorio, consentendo di intercettare nuovi paradigmi di promozione e di costruire una nuova identità che nel difficilissimo periodo del dopo-Covid punti sulla Bellezza”, continuano gli animatori dell’iniziativa editoriale.

Giuseppe Leone, che vive e lavora a Ragusadove è nato, ha esordito illustrando il volume di Antonino Uccello “La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1972). Da allora le sue fotografie hanno illustrato numerosi libri, cataloghi e riviste di editori italiani e stranieri. Tra le pubblicazioni più note “La Pietra vissuta”, con testi di Rosario Assunto e Mario Giorgianni (Sellerio, 1978): “La Contea di Modica” con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1973), “L’Isola Nuda” con testo di Gesualdo Bufalino (Bompiani, 1988), “Il Barocco in Sicilia” e “Sicilia Teatro del Mondo” con testi di Vincenzo Consolo (Bompiani, 1991), e “L’Isola dei Siciliani” con testi di Diego Mormorio (Peliti Associati, 1995).

 

 

Il maestro fotografo siciliano, Giuseppe Leone

 

 

Penisola Sorrentina, si riparte tra bellezza e green

La kermesse sorrentina sosterrà i temi dell’ambiente e del paesaggio culturale

Napoli, 4 giugno 2020 – Per la Fase 2 la Penisola Sorrentina punterà la sua comunicazione sul turismo e la cultura. Di fondamentale importanza sarà il ruolo svolto dalle associazioni e dagli organismi di promozione e produzione, che costituiscono il cosiddetto privato sociale, in sinergia con gli enti pubblici del territorio.

Tra le iniziative di punta della costiera sorrentina spicca ormai, per storicità e prestigio consoildato, il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

L’edizione 2020 della kermesse, che celebra i 25 anni di attività, punterà su due concetti chiave:  la cultura e l’ambiente, transitando ed oscillando tra il mondo dello spettacolo e quello della della società civile.

“In quest’anno difficilissimo, all’indomani del Covid-19, occorrerà una profonda riflessione di metodo e di sistema, afferma il patron del Premio Mario Esposito.

“La pandemia ha profondamente mutato il nostro essere e il nostro rapportarci con gli altri. Occorrerà recuperare una esperienza estetica fatta di sensi ma anche di responsabilità, conclude l’organizzatore.

L’iniziativa mostra quindi di essere in linea incessante con la cronaca, oltre che  luogo culturale flessibile e dinamico nelle sue manifestazioni e nel suo concept.

Quest’anno al centro dell’attenzione ci sarà il tema del paesaggio, come segno di identità culturale e della storia del turismo (a partire dal Grand Tour), insieme a quello della bellezza e dell’ambiente, conformemente all’agenda del “Green deal” europeo.

La Costituzione, del resto, ha affidato alla Repubblica la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale della Nazione.

Su questo principio riposeranno le iniziative del Premio, da sempre attento alla connessione tra cultura e istituzioni ancora più ancorato alla società e alle sue esigenze. Un vero e proprio servizio pubblico, che non smette di essere presidio di promozione del territorio e portatore di valori di civile convivenza e sviluppo sociale.

 

 

Gruppo di turisti delle Universiadi 2019 a Piano di Sorrento per il Premio Penisola Sorrentina

 

 

 

Cultura: COVID-19, testimonianze dagli “arresti domiciliari”

Un libro-testimonianza curato dal giornalista Vincenzo Califano raccoglie interventi e interviste sul Covid e sui cambiamenti avvenuti in settori nevralgici del Paese come il turismo, la giustizia, l’istruzione. Tra i contributi quelli di economisti, docenti universitari, magistrati  e dell’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini. Per il settore culturale le dichiarazioni di Mario Esposito, manager e promotore del Premio “Penisola Sorrentina”

Sorrento, 12 maggio 2020 – “Covid 19 Il Paese che verrà – testimonianze dagli arresti domiciliari: si intitola così il libro-testimonianza curato dal giornalista Vincenzo Califano, che apre uno spazio ampio ed intenso di riflessione sul tema del Covid e sugli scenari futuri del Paese in settori nevralgici come il turismo, la fede, la giustizia, l’istruzione.

È un volumetto edito dalla testata “Mezzogiorno e Dintorni”, che raccoglie interviste ad illustri protagonisti legati al territorio sorrentino ed operanti a livello nazionale ed internazionale in ambiti centrali.

È un dialogo confronto con una attualità che, profondamente segnata dal cambiamento, richiede uno sforzo supplementare di analisi per coglierne le dimensioni strutturali e la direzione di marcia.

Lo stesso curatore spiega così la genesi del volume e della idea che ne è alla base: “Costretti agli ‘arresti domiciliari’ per tentare di sconfiggere il mostro che ha sconvolto le nostre vite, gli italiani hanno cominciato a dar prova di capacità straordinarie. Coerentemente con il mio lavoro e con la mia passione, quella di scrivere, ho pensato di dare anch’io un contributo sviluppando, grazie alla disponibilità dei protagonisti che ho intervistato, una riflessione condivisa sul presente e soprattutto sul futuro che ci attende: il Paese che verrà, senza punto interrogativo, perché riguarderà tutti noi, volenti o nolenti. ”.

Un volumetto originale e di grande interesse contemporaneo, in cui si incrociano profili umani e professionali diversi, alcuni dei quali segnati anche più da vicino dal Covid-19, che hanno combattuto e sconfitto.

Una sorta di diario, che diventa documento storico di un momento particolare e difficile, animato dallo scopo precipuo di individuare una immagine nuova del Paese, che segua un filo conduttore unitario e coerente e che colleghi, in maniera produttiva, i concetti di turismo, food, cultura, istruzione.

Un volumetto impregnato di “humanitas”, in cui a prendere corpo sono, oltre che contenuti specifici, scientifici e personali , le “ragioni del cuore”, come evidenzia in chiusura del libro l’intervento dello scrittore sorrentino Raffaele Lauro.

Con questa pubblicazione, Califano dimostra la sua vocazione giornalistica e istituzionale di lungo corso, di interprete dotato di capacità analitica, dotato anche di quella regola (che poi è un pregio raro) del grandangolo riflessivo, capace di affrontare con luce diversa i temi cruciali per lo sviluppo delle regioni meridionali. Non a caso egli ha intrattenuto lunghi e cordiali rapporti con gli insegnamenti di Giuseppe Galasso, e da sempre si è interessato al territorio, sia nell’attività politica che in quella giornalistica.

Ecco i nomi dei protagonisti del volumetto, tutti importanti rappresentanti della società civile:  Mons. Francesco Alfano (Vescovo della diocesi Castellammare-Sorrento), Gennaro Fusco (Banca Popolare del Mediterraneo), Mario Esposito (direttore del Premio Penisola Sorrentina), Claudio D’Isa (magistrato- presidente IV e VII sezione penale di Cassazione), Francesco Saverio Esposito (avvocato e giurista), Gaetano Mastellone (bancario e manager), Giuseppe Stinga (imprenditore), Lucia Fortini (Assessore all’Istruzione della Regione Campania), Antonio Volpe (dirigente scolastico Istituto superiore di Roma Biagio Pascal), Gigliola De Feo (diurettrice “La Falegnameria dell’attore” di Napoli), Michele Guglielmo (esperto di turismo e presidente dell’Associazione Aria nuova), Alberto Corbino (esperto di economia sostenibile), Alfonso e Livia Iaccarino (Ristorante “Don Alfonso”), Maurizio Santomauro (docente del Dipartimento di Emergenze Cardiovascolari Università di Napoli Federico II),  Paolo Trapani (giornalista), Claudio D’Esposito (Presidente Sezione WWF Terre del Tirreno), Valeria Riccardi (magistrato Procura di Napoli), Fabrizio d’Esposito (giornalista de Il Fatto Quotidiano), Lorenzo Zurino (imprenditore, Presidente del Forum Italiano dell’Export), Nello Tuorto Jossa  (presidente di Finetica Onlus contro il racket e l’usura), Mirco Bindi (medico oncologo e ricercatore), Donato Aiello (Presidente del Patto Territoriale della Penisola Sorrentina), Raffaele Lauro (Prefetto della Repubblica e scrittore).

Una carrellata di voci e prospettive condensata in poco più di cento pagine, da leggere in un’ottica unitaria e sistematica, a confermare la continuità di un dialogo culturale fecondo tra chi durante la fase 1 della pandemia si è interrogato sulle sorti del Paese, aprendo nuovi orizzonti, e quanti oggi si sforzano di individuare nuove sfide per la ripartenza ed ulteriori prospettive di sviluppo.

Giova richiamare quanto afferma uno dei protagonisti, intervistati da Califano, Mario Esposito. Alla domanda rivoltagli dal giornalista per capire se riusciremo ad adattarci a questa nuova dimensione che riguarderà ogni aspetto del vivere civile, il quarantenne manager del settore culturale e patron del Premio Penisola Sorrentina così risponde:

“Tutto dipenderà dall’andamento epidemiologico, che detterà le sue regole. Adattarsi o rovesciare i paradigmi e, quindi, il mondo? La risposta non tarderà ad arrivare. Le sfide dell’uomo sono tante. E i bisogni connessi alla vita si traducono,da  sempre, in sistemi culturali. Voglio richiamare alla mente e al cuore un’opera di un  grande poeta italiano: Mario Luzi . La raccolta poetica precedeva la guerra e si intitolava “La barca”. Oggi , come allora, anche noi uomini del 2020 siamo su una stessa drammatica barca, in cerca di un “porto” di felicità e di nuove certezze. Luzi dedicava quel volumetto al sodale Piero Bigongiari il quale ebbe a replicare che  “ la situazione storica sarà sempre e soltanto un antecedente che la fantasia si affretterà a scompigliare”. Buona profezia, anche se il futuro fu più complesso di quanto quelle righe del critico fiorentino potessero allora lasciare intendere. E, spero, anzi sono convinto, sarà così anche stavolta”.

Il futuro per il dopo-Covid sarà, quindi, tutto da scrivere e da vivere. Spazio, allora, al Paese che verrà.

 

 

Il giornalista Vincenzo Califano, autore del libro “Covid 19, Il Paese che verrà – testimonianze dagli arresti domiciliari”

 

 

 

Premio Penisola Sorrentina: 25a edizione nel segno della Bellezza.

La kermesse guidata da Mario Esposito celebra nel 2020 un quarto di secolo e sarà dedicata alla Bellezza.

 

NAPOLI, 6 marzo 2020 –  Il tema dell’edizione 2020, che segna un quarto di secolo di attività, per il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” si promette davvero entusiasmante e ricco di spunti di riflessione e di analisi.

Il tema della “Bellezza” riveste da sempre, infatti,  una straordinaria centralità per l’interesse dell’uomo verso sé stesso, da una parte e, dall’altra, di sé verso il mondo; per la riflessione che induce, per la ricerca che la sottende nelle diverse espressioni.

Intorno a questo tema si sviluppa il dibattito sulla natura, sulla cultura ma anche sul senso dello Stato.

“Il Premio Penisola Sorrentina – dichiara il direttore generale Mario Esposito- stabilirà una connessione che ha un significato profondo e anche ricco di conseguenze pratiche, morali e civili. Un Premio quindi sempre più dinamico, che forte di un quarto di secolo di presenza cercherà di costruire oltre ad una offerta spettacolare di qualità con premiati ed ospiti prestigiosi anche iniziative collaterali in grado di lasciare un segno efficace di presenza civile”.

In un momento oscuro come quello che sta vivendo l’Italia oggi nella fase di diffusione epidemica del Coronavirus, il “Penisola Sorrentina” raccoglie quindi la sfida di porre al centro della sua storia e del suo presente un messaggio di fiducia e di speranza, contribuendo – nelle discipline culturali e ricreative- al riposizionamento fuori stagione (il Premo si svolge dalla fine dell’estate fino ad ottobre) di un brand turistico mondiale come quello di Sorrento e della Penisola Sorrentina che pure sta cominciando a vivere, in quest’ultimo periodo, primi segnali inquietanti di una flessione nell’area del comparto economico-produttivo.

 

Il direttore del Premio Penisola Sorrentina, Mario Esposito

 

Alla BIT di Milano il lancio del Premio Penisola Sorrentina

Inaugurata la Fiera Internazionale del Turismo di Milano. Nell’area istituzionale della Regione Campania presentato il grande evento diretto da Mario Esposito. L’edizione 2020 avrà come tema “La Bellezza”.
 
Milano, 10 febbraio 2020 – Anche quest’anno il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” ha partecipato alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
Due gli anniversari significativi: i 40 anni della fiera internazionale del turismo più importante in Italia e i 25 anni del prestigioso Premio, inserito nel cartello dei grandi eventi della Regione Campania.
Proprio nell’area istituzionale allestita dall’Assessorato al Turismo di Palazzo Santa Lucia, il patron Mario Esposito ha presentato al grande pubblico, ai visitatori e agli addetti ai lavori le novità di questa edizione 2020, che si prospetta speciale e che avrà come tema portante quello della Bellezza.
Tra i rappresentanti istituzionali presenti alla conferenza stampa di inaugurazione della Fiera il direttore generale dell’Agenzia regionale Campania Turismo Luigi Raia, il Direttore generale per le politiche culturali e il turismo dell’Ente di Santa Lucia Rosanna Romano e il Presidente di Federalberghi Campi Flegre, Roberto Laringe.
Qualificata la presenza degli albergatori sorrentini diretti da Costanzo Iaccarino e delle zone naturalistiche costiere protette con Carmela Guidone.
“Da direttore artistico per celebrare i venticinque anni di attività ho voluto individuare un tema che sia contemporaneamente di sintesi per tutto ciò che finora è stato realizzato ma anche di prospettiva per nuovi spunti ed aperture. Un tema unitario e sistematico come, appunto, quello della Bellezza. Si tratta di un tema molto ampio, che consentirà alla rassegna di spaziare in maniera multi tematica e multi territoriale, rinforzando ancor più la formula itinerante e sperimentale del Premio”, dichiara l’organizzatore del Premio “Penisola Sorrentina” Mario Esposito.
Grande significato, all’interno del programma, rivestirà il progetto speciale “Le Residenze dell’Arte”, che daranno al Premio “Penisola Sorrentina” una spinta inclusiva tra i territori della Campania sui temi del paesaggio e dell’arte.
A spiegare nel dettaglio il progetto di residenze artistiche è il suo curatore, Giuseppe Leone, artista sannita ed ex docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli:
Il progetto di Residenze dell’Arte nasce a fine 2018 a Sorrento, in seno al Premio, con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e di rinnovare i processi creativi della Bellezza, della mobilità, del confronto artistico nazionale ed internazionale, all’insegna della trasversalità tematica e interregionale. Dallo scorso anno, ad esempio,  attraverso questo progetto abbiamo costruito un ponte con la regione Sicilia, che in questa edizione del venticinquennale continuerà a cementarsi e ad estendersi”.
L’Artista, che per una intera settimana soggiorna in costiera sorrentina, visita e scopre le bellezze e i segreti del paesaggio della Campania, offrendo una sua interpretazione del territorio attraverso una o più opere, che oltre ad essere veicolo di marketing culturale, riescono in qualche modo ad offrire uno spunto critico sulla Bellezza e la Natura.
Questa, in sintesi,  la mission del progetto che fa del Premio “Penisola Sorrentina” non una semplice vetrina o passerella di ospiti e personaggi della Tv, ma un autentico centro di produzione artistica e culturale, un luogo di riflessione e di produzione estetica per l’intera regione.
Attesissima ovviamente sin da ora è la serata-evento che sarà organizzata per celebrare i 25 anni del grande evento,  in programma il 24 ottobre prossimo in costiera sorrentina.
Ogni anno a Piano di Sorrento giungono ospiti di fama nazionale, tra cui Luca Barbareschi, Lino Banfi, Leo Gullotta, Christian De Sica, Vanessa Gravina, Paolo Ruffini, Danilo Rea, Pippo Baudo, Giancarlo Magalli, Sergio Cammariere solo per citarne alcuni.
Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” è riconosciuto dalle più alte Istituzioni della Repubblica Italiana, tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero per i Beni, le Attività Culturali ed il Turismo. Dal 2019 è posto anche sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo per la rilevanza internazionale raggiunta.
Il “Penisola Sorrentina” anche in BIT a Milano riesce a dimostrare di non essere un Premio che si limita ad accendere i riflettori dello show business ma una rassegna culturale che identifica il luogo e che disegna uno spazio di stimolo, di incontro e di relazione con gli abitanti e gli ospiti, in grado di arricchire complessivamente l’offerta del turismo culturale in Campania ed in Penisola Sorrentina.
Il direttore del Premio Penisola Sorrentina Mario Esposito con Martina Laringe di Federalberghi Campi Flegrei

Luca Barbareschi: “Uno dei migliori Premi culturali in Italia? Il Penisola Sorrentina”

Roma, 31 gennaio 2020 – Uno dei migliori Premi organizzati in Italia? Il “Penisola Sorrentina”. Parola di Luca Barbareschi.

Il direttore artistico del Teatro Eliseo, Luca Barbareschi, attore, regista e produttore, così dichiara a proposito del riconoscimento, che si svolge a Piano di Sorrento e che quest’anno celebrerà i 25 anni di attività, con l’organizzazione di Mario Esposito.

Luca Barbareschi anche quest’anno sarà il presidente per la sezione teatro del prestigioso riconoscimento, inserito nel cartello degli eventi di rilevanza nazionale della Regione Campania e patrocinato dal Parlamento Europeo e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Quando fui premiato qualche anno fa questo Premio non era così noto. Oggi invece tutti lo conoscono e mi chiedono di questo appuntamento.  Sta dando visibilità agli artisti, sia a chi ne ha bisogno sia a chi ne ha meno bisogno. E quando un Premio viene visto, viene seguito, aiuta tanto chi lavora nel nostro mestiere”.

Il produttore di spettacoli, fiction e film di successo, tra cui “J’accuse” (l’opera monumentale di Roman Polansky, vincitrice del Leone d’argento all’ultimo Festival di Venezia) aggiunge: “Ritengo che questo Premio costituisca una vera sfida, che celebra la passione, il coraggio, l’indolenza. Soprattutto spinge verso l’Arte e la Cultura il Sud, con il suo eroismo quotidiano e spesso silenzioso. È un Premio che riconosce il valore dell’altro, che invita a guardare la vita a testa alta e superare la maldicenza. Lo dico da ebreo: bisogna guardare alla luce. E il Premio Culturale Penisola Sorrentina (www.premiopenisolasorrentina.com) aiuta a farlo”.

 

 

Francesca Cavallin: tra fiction, tv e premi

Francesca Cavallin, artista sensibile e colta, nativa di Bassano del Grappa, è impegnata in tv e al cinema. Ha recentemente interpretato Eleonora di Toledo nella tappa fiorentina del programma  “Meraviglie. La Penisola dei Tesori” condotto da Alberto Angela su RAI 1. Membro della giuria del Premio “Penisola Sorrentina” racconta i segreti del mestiere di attrice…

Firenze, 17 gennaio 2020 – Francesca Cavallin, attrice di origini venete (è nata a Bassano del Grappa quarntatré anni fa), è stata recentissimamente protagonista della tappa dedicata a Firenze nel format di Alberto Angela “Meraviglie. La Penisola dei tesori”.

Ha interpretato la nobildonna spagnola Eleonora di Toledo.  “Eleonora di Toledo non fu solo la moglie di Cosimo de’Medici. Figlia del viceré di Napoli, lo spagnolo Don Pedro, fu una donna bellissima, elegante, raffinata”, commenta l’attrice, protagonista della seconda puntata del programma culturale delle rete ammiraglia Rai.

“Gestì in maniera intelligente, accurata ed imprenditoriale la ricca dote che portò in corte medicea, aumentandone il valore. Visse un matrimonio felice, appassionato, in tempi in cui i matrimoni combinati erano condanne all’insoddisfazione sentimentale. Si deve a lei e alle sue finanze la costruzione di Palazzo Pitti e del Giardino dei Boboli. È stato un vero piacere poterla incontrare grazie a “Meraviglie”. Un privilegio è stato poter indossar l’abito che riproduce fedelmente quello da lei indossato nel famoso ritratto realizzato da Agnolo Bronzino: un capolavoro d’artigianato tessile”, conclude la Cavallin che da sempre è appassionata di storia e di arte (non a caso è laureata in questa disciplina).

Diversi gli impegni recenti e futuri per la nota attrice, che ha parte fissa nel cast del Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” per la promozione della cultura, del cinema e del teatro.

Notissima al grande pubblico per i ruoli ricoperti in tv e nelle fiction di successo “Un medico in famiglia”, “Tutta la musica del cuore” Rocco Schiavone”, “Di padre in figlia”, “La compagnia del cigno”, “Adriano Olivetti”, la Cavallin si è imposta anche al cinema: è del 2019 il film horror “The nest”, per la regia di Roberto De Feo che ha riscosso un notevolissimo ed unanime consenso di critica.

A proposito di una delle sue prime esperienze televisive, “Il Generale Dalla Chiesa”, in cui la Cavallin ha interpretato il ruolo di Emanuela Setti Carraro (la moglie del Generale), così dichiara l’attrice:

“È stata una grande esperienza professionale ed umana, pur essendo una delle mie prime volte sullo schermo. Quando si interpreta non un personaggio ma una persona realmente esistita  si va a toccare, in effetti, qualcosa di estremamente sensibile. Devi cercare di avere un’aderenza maggiore rispetto alle movenze e soprattutto rispetto all’anima: e questo è un incontro abbastanza complesso dove il mio lavoro si è basato sui diari postumi raccolti dalla madre.  La cosa che mi colpì era questo senso civico altissimo che inevitabilmente sposò un Uomo straordinario e, insieme con Lui, la sua missione. Un privilegio immenso fu per me lavorare poi – quasi ad inizio carriera – al fianco di due grandissimi come Giorgio Capitani e Giancarlo Giannini”.

La Cavallin vive il rapporto con il cinema e la tv come un incontro con le energie cosmiche, senza particolari orientamenti o desideri di interpretare un personaggio piuttosto che un altro. “Il nostro lavoro è esperienza di vita”, afferma l’attrice. “La cultura è un modo di penetrare un personaggio, di declinarlo, di impostarlo. Io mi reputo una persona estremamente curiosa, aperta, non in cerca di personaggi definiti. Io sono pronta ad accogliere i personaggi che, quasi pirandellianamente, mi bussino alla finestra, che io aprirò per farli entrare. I personaggi che noi attori interpretiamo entrano in noi e rimangono in noi, soprattutto quando andiamo a scavare nelle nostre vergogne intime, nei nostri segreti”.

La Cavallin è partita dal cinema ma si dichiara pronta ad intraprendere nuove sfide, come ad esempio il teatro.  “Io sono partita con il cinema, con quella macchina dietro la quale c’è il pubblico. Non ancora ho fatto teatro perché non me la sono sentita di andare in giro in tournee per non lasciare i miei bambini.  So che però il giorno in cui metterò i piedi su quel palcoscenico non lo lascerò più. Avverto seducente e ineludibile il flusso che proviene direttamente dal pubblico durante i miei readings. E immagino quello che avviene durante una vera e propria esibizione teatrale ”.

Francesca Cavallin, dopo essere stata insignita del riconoscimento,  è entrata a far parte dal 2014 della  Giuria del Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” dedicato al cinema, alla cultura e al teatro e da allora è ospite fissa a Piano di Sorrento per lo spettacolo di investitura del Premio, nel cui palmares campeggiano nomi come quelli di Giancarlo Giannini, Pippo Baudo, Lino Banfi, Luca Barbareschi, Leo Gullotta, Christian De Sica, Paul Sorvino, Fred Murray Abraham e tanti altri.

“È un Premio che sostiene il talento, la cultura, la bellezza di una regione come la Campania e dell’Italia tutta.  Un complimento gigante va a Mario Esposito, patron insostituibile e instancabile organizzatore, che riesce a far sentire ogni anno il valore di una manifestazione inscritta all’interno di una cornice paesaggistica magica come quella della penisola sorrentina”, conclude l’attrice che rivedremo il prossimo autunno in costiera per festeggiare e celebrare i 25 anni di storia della prestigiosa rassegna.

 

 

Francesca Cavallin ha interpretato la nobildonna spagonola Eleonora di Toledo nel programma di Alberto Angela “Meraviglie” (foto tratta dal profilo instagram dell’attrice)

 

 

Luca Barbareschi: “Da ebreo dico guardiamo alla luce”

Il direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma ha consegnato il premio “Penisola Sorrentina” a Christian De Sica: “Da ebreo dico che bisogna guardare alla vita e e alla luce”

Piano di Sorrento (Na), 29 ottobre 2019 – “Sono orgoglioso di premiare Christian De Sica per il teatro come presidente del Premio Penisola Sorrentina”, così ha dichiarato Luca Barbareschi direttore artistico del Teatro Eliseo che ha preso parte al grande evento-spettacolo della XXIV edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”,  andato in scena sabato scorso al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento.

“Questo è un Premio importante – continua Barbareschi– non solo per la bellezza della terra di cui porta il nome ma perché è un Premio che sfida la fatica della dolenza che ha il Sud in generale. Un luogo in cui si celebra il coraggio, l’eleganza e non la pornografia della comunicazione. Lo dico da ebreo: se guardiamo sempre alla maldicenza non si va avanti. Mi arrabbio sempre con i telegiornali. Credo che per ogni delinquente ci siano mille eroi negli ospedali, nelle scuole, ed anche in parlamento c’è chi fa bene il proprio lavoro.”

Il prestigioso riconoscimento, organizzato e condotto da Mario Esposito, è posto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo ed è inserito, in sinergia con il Comune di Piano di Sorrento, nel cartello degli eventi di rilievo nazionale ed internazionale della Regione Campania.

Ecco quanto invece ha dichiarato De Sica, dopo aver ricevuto il premio dalle mani del direttore dell’Eliseo.:

“Ringrazio Mario Esposito, tutta l’organizzazione e il presidente del Premio Luca Barbareschi per questo importante riconoscimento. La prima volta che venni in Penisola Sorrentina mio padre girava “Pane amore e… Tornerò a dicembre a Sorrento per le Giornate del cinema e si assegneranno i Premi Vittorio De Sica, che dal Quirinale ritornano a Sorrento.  Sono molto felice di aver raccontato nel mio film in uscita a novembre il lato bello di Napoli, così come fece mio padre Vittorio. E nel film ci sono tanti omaggi al cinema di mio padre“.

 

 

La consegna del Premio Penisola Sorrentina 2019 a Christian De Sica

 

Il Parlamento Europeo dà il patrocinio al “Premio Penisola Sorrentina”

Il neopresidente del Parlamento Europeo David Sassoli scrive al direttore del Premio “Penisola Sorrentina”, Mario Esposito, attestando la dimensione europea raggiunta dal riconoscimento

Bruxelles, 23 settembre 2019 – Il neopresidente del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, ha inviato una lettera al direttore del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, Mario Esposito, per augurare buon lavoro a tutta l’organizzazione e confermare la concessione dell’Alto Patrocinio in vista della serata d’onore in programma a Piano di Sorrento il prossimo 26 ottobre.

Ho preso atto con grande interesse dei molteplici eventi di rilievo da Lei organizzati dall’aprila di quest’anno, che hanno già ricevuto il Patrocinio del Parlamento Europeo”, dichiara Sassoli.

“La nostra istituzione – continua il Presidente del Parlamento Europeo – apprezza molto questo tipo di iniziative, dedicate a temi importanti quali il patrimonio culturale europeo, le barriere architettoniche, lo Stato di diritto e il dialogo interculturale”.

Non manca nella comunicazione formale inviata da Bruxelles una sottolineatura della rilevanza nazionale ormai raggiunta dall’iniziativa, che porta il nome di Piano di Sorrento e della Penisola Sorrentina oltre i confini regionali.

“Trovo che questa iniziativa – scrive Sassoli – sia assolutamente coerente con le strategie dell’Unione Europea per la gioventù, in quanto promuove la partecipazione dei giovani alla vita democratica e, al contempo, favorisce l’impegno sociale e civile, contribuendo a valorizzare appieno le potenzialità dei nostri cittadini”.

Quindi, a chiusura della missiva inviata al direttore Esposito, arrivano gli auspici per il Premio che ha assunto ormai una dimensione europea:

“Data la chiara dimensione europea della Sua iniziativa– conclude Sassoli – è con grande piacere che accordo alla sua manifestazione l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Riceva i migliori auguri per gli eventi conclusivi del 24° Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, che ne sono certo avranno un grande successo.

I vincitori dell’edizione 2019 del riconoscimento, organizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Campania e il Comune di Piano di Sorrento, saranno proclamati al Teatro Eliseo di Roma durante una conferenza stampa nazionale.

 

 

 

Giuseppe Leone: “è nato un ponte tra la Sicilia e la Penisola Sorrentina”.

Il fotografo ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone in trasferta a Sorrento per la Residenza Artistica del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”: domenica 9 giugno il finissage al Museo Correale di Sorrento con la consegna del riconoscimento 2019.

 

Sorrento, 5 giugno 2019 – “La Penisola Sorrentina è una terra bellissima: ho apprezzato lo splendore del Museo Correale di Sorrento dove è allestita una mia piccola mostra con 18 scatti tratti da un percorso artistico che va dagli anni 50 ad oggi. E mi ha colpito anche la bellezza del ninfeo di Villa Fondi a Piano di Sorrento descrittomi con competenza dalla direttrice del museo Vallet.  È emozionante condividere la passione civile degli abitanti e degli amministratori di questo territorio. E’ nato un nuovo ponte tra la Sicilia e la Penisola Sorrentina”.  

È una bellissima dichiarazione di affetto quella che il fotografo ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone rivolge alla Penisola Sorrentina, che per una intuizione di Mario Esposito (patron del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”) e dell’accademico di Buonalbergo Peppe Leone ospita la prima Residenza Artistica dedicata all’arte in costiera sorrentina.

Domenica mattina 9 giugno alle 10.30 presso il Museo Correale di Sorrento si terrà il finissage della mostra, curata da Emanuele Alfano e da Filippo Merola, direttore del Museo Correale di Sorrento, simbolo del grand tour e della identità sorrentina.

Il Museo venne fondato per volontà dei nobili patrizi Alfredo e Pompeo Correale e oggi, grazie ad una sapiente e lungimirante gestione del Presidente Gaetano Mauro, si sta aprendo sempre a nuove sfide, ad iniziative sperimentali, contaminative e di grande appeal culturale.

Il fotografo siciliano Leone ha immortalato con i suoi scatti alcuni dei siti più belli della Penisola Sorrentina.

Imbarcatosi dal borgo di Marina di Cassano, accolto dal Sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino, dall’Assessore alla cultura Carmela Cilento e dalla direttrice del Museo Mibac di Villa Fondi Tommasina Budetta, ha percorso in barca il tratto costiero costellato dalle antiche ville romane, esempio di un’archeologia letteraria e di grande interesse culturale oltre che paesaggistico.

L’amico di Bufalino, Sciascia, Camilleri, Consolo e Sellerio

“Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora; bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano”, così dichiarava Gesualdo Bufalino a proposito di Giuseppe Leone, che con i suoi scatti  ha raccontato la Sicilia attraverso fotografie di persone, paesaggi, architettura, feste, luoghi e moda, restituendo alla letteratura il Sud più vero: quello degli uomini come quello della pietra vissuta e del paesaggio.

Anche quello meno noto come, ad esempio, il paesaggio frastagliato dei Nebrodi, i monti della  Sicilia settentrionale.

Immagini di Giuseppe Leone che così vengono presentate da Vincenzo Consolo:

Ignoti dunque questi monti, i paesi su arroccati, la breve costa frastagliata, ignota questa regione tra le Madonie e i Peloritani la piana e la fumante incombenza del vulcano alle sue spalle, non solo agli stranieri, ma agli stessi siciliani che dall’interno, dall’Occidente o dall’Oriente si muovevano, per le strade borboniche e quindi per la ferrata, per andare in continente”.

L’artista ha collaborato con riviste nazionali ed Internazionali, con case editrici e con case di moda note, come Dolce & Gabbana che ha scelto le sue fotografie per la collezione spring- summer 2019.

Leone esordì illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1973) per poi passare a La Pietra vissuta con testi di Mario Giorgianni e Rosario Assunto (Sellerio, 1978); La Contea di Modica con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1983); L’Isola nuda con testo di Gesualdo Bufalino ( Bompiani, 1988); Sicilia, l’isola del pensiero (Edizione Postcart 2015) ); Storia di un’amicizia (Edizione Postcart 2015).

Tra Campania e Sicilia un itinerario di viaggio

L’iniziativa della residenza artistica approfondisce con nuovi risultati, nuove testimonianze, nuovi documenti fotografici quello che è un rapporto di “consonanza” e di “convergenza” di natura storica e culturale. Molti viaggiatori del passato, illustri o meno, imbarcandosi a Napoli, approdavano a Palermo e da qui iniziavano il loro giro per i luoghi più “classici” della Sicilia.

Oggi è questo illustre artista- visitatore ad arrivare in Campania per vivere e raccontare alcuni dei suoi luoghi più belli. Da quelli noti a quelli più nascosti. Leone in questo progetto assume, quindi, le sembianze di un cronista del quotidiano, diventando voce narrante di brani fotografici assoluti, alla ricerca del mito della bellezza, di quel patrimonio di valori e sensibilità ancora tutto da decifrare.

Il programma e i luoghi della Residenza Artistica

Il Grand Tour oggi, come ieri, entra nella evoluzione dei saperi; veicola la conoscenza  del mezzogiorno e del mediterraneo, in particolare dell’area geografica che sarà coinvolta da questa iniziativa di Residenza artistica: Napoli, Pompei, Salerno, la Costiera Sorrentino-Amalfitana, Paestum e Teggiano (nel Vallo di Diano) diventano tappe di un itinerario fotografico e di nuovi circuiti culturali.

Leone è il maestro del bianco e nero.  Un “rapitore di luce” capace di catturare in frammenti l’eterno di un istante. Un esploratore di riti, simboli, muretti a secco, archeologie sicule, che passa ora ad un nuovo paesaggio. Quello di Pompei e Paestum, siti Unesco e scrigno di secoli. Quello di Napoli e della Sanità. Quello di Sorrento, delle marine, dei volti internazionali, degli antichi portoni o di spazi di cultura come il celebre Ninfeo di Villa Fondi a Piano

Il Premio all’Artista della fotografia

Giuseppe Leone riceverà il 9 giugno mattina il Premio “Penisola Sorrentina” 2019 per la sezione arte e cultura dalle mani del Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo. Il riconoscimento conferma le sue antiche radici letterarie. Nel palmares del Premio oltre a nomi di attori ed interpreti di fama nazionale, figurano infatti i nomi più prestigiosi della letteratura italiana: da Maria Luisa Spaziani a Giovanni Raboni; da Elio Pecora a Nelo Risi; da Marco Forti a Michele Sovente; da Alberto Bevilacqua agli esponenti storici del Gruppo 63 Elio Pagliarani ed Edoardo Sanguineti.

 

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