Villa Zagara: a Sorrento un ritorno al Grand Tour

Sorrento, 10 marzo 2021 –  Villa Zagara è una splendida location nel cuore della cittadina di Sorrento, che diede i natali a Torquato Tasso. È uno dei luoghi che il Premio “Penisola Sorrentina” ha scelto per portare avanti il progetto “Grand Tour”, che punta al turismo culturale e alla promozione della Campania.

“Villa Zagara è un luogo autentico di bellezza e di cultura”, racconta Mario Esposito patron del Premio “Penisola Sorrentina”, che già nel 2020 ha fatto tappa nella splendida location per recuperare lo spirito del viaggio nella bellezza dietro il claim “Torna a Surriento”.

Abbiamo incontrato per una intervista la responsabile della Villa, Dorotea Apreda.

Villa Zagara è un luogo che incontra il mito e la storia.                                                                     

Omero nel viaggio di Ulisse indica Sorrento come terra delle Sirene. E dal nostro belvedere è possibile scorgere l’antico approdo di Marina Grande.  Agrippa, famoso generale romano che sconfisse Cleopatra e Antonio, fu anche un importante architetto che vanta la creazione, tra le tante costruzioni, del Pantheon romano. Secondo alcune leggende egli dimorò nei giardini di villa Zagara nell’estate del I secolo a.c. insieme alla sua seconda moglie Giulia, figlia di Cesare Ottaviano. È sua l’opera di costruzione del primo nympheum all’aperto, che attualmente corrisponde alla piscina di Villa Zagara. I giardini appartennero fin dal 1200 al monastero delle suore sotto la regola benedettina, grandi ricamatrici, col nome di monastero di San Giorgio forse per opera di Orsola Pappacarbone sorella del terzo Abate di Cava San Pietro Pappacarbone che radunava nobili donzelle che vivevano onestamente lontane da ogni fasto. Dopo la drammatica e feroce scorreria saracena del 1558 il monastero subì saccheggi e devastazioni e le suore che dimoravano nella struttura vennero fatte schiave.

Dal 1978, la villa è stata casa della famiglia Apreda.                                                                               

Dal 2018 Villa Zagara, sotto la cura della nostra famiglia Acampora-Apreda, guidata dalla forte passione per l’ospitalità nel rispetto delle tradizioni, ha subito una ristrutturazione sempre ancorata all’autenticità del passato. Da questo deriva il nome che la famiglia ha voluto dare alla villa: Villa Zagara. Secondo la mitologia i fiori di zagara venivano dati in dono alle dee per i loro riti matrimoniali. Zagara è il nome dei fiori di agrumi di cui all’interno di Villa Zagara sono, di fatto, presenti oltre 400 specie richiamando il nome  della villa.

Cosa significa, in un viaggio culturale e turistico, fare tappa a Villa Zagara?

Fare tappa qui significa arrivare come ospite e ripartire come un membro della famiglia e della nostra antica storia. 

 

Il team di Villa Zagara: la famiglia Apreda-Acampora

 

Giuseppe Leone: “è nato un ponte tra la Sicilia e la Penisola Sorrentina”.

Il fotografo ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone in trasferta a Sorrento per la Residenza Artistica del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”: domenica 9 giugno il finissage al Museo Correale di Sorrento con la consegna del riconoscimento 2019.

 

Sorrento, 5 giugno 2019 – “La Penisola Sorrentina è una terra bellissima: ho apprezzato lo splendore del Museo Correale di Sorrento dove è allestita una mia piccola mostra con 18 scatti tratti da un percorso artistico che va dagli anni 50 ad oggi. E mi ha colpito anche la bellezza del ninfeo di Villa Fondi a Piano di Sorrento descrittomi con competenza dalla direttrice del museo Vallet.  È emozionante condividere la passione civile degli abitanti e degli amministratori di questo territorio. E’ nato un nuovo ponte tra la Sicilia e la Penisola Sorrentina”.  

È una bellissima dichiarazione di affetto quella che il fotografo ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone rivolge alla Penisola Sorrentina, che per una intuizione di Mario Esposito (patron del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”) e dell’accademico di Buonalbergo Peppe Leone ospita la prima Residenza Artistica dedicata all’arte in costiera sorrentina.

Domenica mattina 9 giugno alle 10.30 presso il Museo Correale di Sorrento si terrà il finissage della mostra, curata da Emanuele Alfano e da Filippo Merola, direttore del Museo Correale di Sorrento, simbolo del grand tour e della identità sorrentina.

Il Museo venne fondato per volontà dei nobili patrizi Alfredo e Pompeo Correale e oggi, grazie ad una sapiente e lungimirante gestione del Presidente Gaetano Mauro, si sta aprendo sempre a nuove sfide, ad iniziative sperimentali, contaminative e di grande appeal culturale.

Il fotografo siciliano Leone ha immortalato con i suoi scatti alcuni dei siti più belli della Penisola Sorrentina.

Imbarcatosi dal borgo di Marina di Cassano, accolto dal Sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino, dall’Assessore alla cultura Carmela Cilento e dalla direttrice del Museo Mibac di Villa Fondi Tommasina Budetta, ha percorso in barca il tratto costiero costellato dalle antiche ville romane, esempio di un’archeologia letteraria e di grande interesse culturale oltre che paesaggistico.

L’amico di Bufalino, Sciascia, Camilleri, Consolo e Sellerio

“Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora; bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano”, così dichiarava Gesualdo Bufalino a proposito di Giuseppe Leone, che con i suoi scatti  ha raccontato la Sicilia attraverso fotografie di persone, paesaggi, architettura, feste, luoghi e moda, restituendo alla letteratura il Sud più vero: quello degli uomini come quello della pietra vissuta e del paesaggio.

Anche quello meno noto come, ad esempio, il paesaggio frastagliato dei Nebrodi, i monti della  Sicilia settentrionale.

Immagini di Giuseppe Leone che così vengono presentate da Vincenzo Consolo:

Ignoti dunque questi monti, i paesi su arroccati, la breve costa frastagliata, ignota questa regione tra le Madonie e i Peloritani la piana e la fumante incombenza del vulcano alle sue spalle, non solo agli stranieri, ma agli stessi siciliani che dall’interno, dall’Occidente o dall’Oriente si muovevano, per le strade borboniche e quindi per la ferrata, per andare in continente”.

L’artista ha collaborato con riviste nazionali ed Internazionali, con case editrici e con case di moda note, come Dolce & Gabbana che ha scelto le sue fotografie per la collezione spring- summer 2019.

Leone esordì illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1973) per poi passare a La Pietra vissuta con testi di Mario Giorgianni e Rosario Assunto (Sellerio, 1978); La Contea di Modica con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1983); L’Isola nuda con testo di Gesualdo Bufalino ( Bompiani, 1988); Sicilia, l’isola del pensiero (Edizione Postcart 2015) ); Storia di un’amicizia (Edizione Postcart 2015).

Tra Campania e Sicilia un itinerario di viaggio

L’iniziativa della residenza artistica approfondisce con nuovi risultati, nuove testimonianze, nuovi documenti fotografici quello che è un rapporto di “consonanza” e di “convergenza” di natura storica e culturale. Molti viaggiatori del passato, illustri o meno, imbarcandosi a Napoli, approdavano a Palermo e da qui iniziavano il loro giro per i luoghi più “classici” della Sicilia.

Oggi è questo illustre artista- visitatore ad arrivare in Campania per vivere e raccontare alcuni dei suoi luoghi più belli. Da quelli noti a quelli più nascosti. Leone in questo progetto assume, quindi, le sembianze di un cronista del quotidiano, diventando voce narrante di brani fotografici assoluti, alla ricerca del mito della bellezza, di quel patrimonio di valori e sensibilità ancora tutto da decifrare.

Il programma e i luoghi della Residenza Artistica

Il Grand Tour oggi, come ieri, entra nella evoluzione dei saperi; veicola la conoscenza  del mezzogiorno e del mediterraneo, in particolare dell’area geografica che sarà coinvolta da questa iniziativa di Residenza artistica: Napoli, Pompei, Salerno, la Costiera Sorrentino-Amalfitana, Paestum e Teggiano (nel Vallo di Diano) diventano tappe di un itinerario fotografico e di nuovi circuiti culturali.

Leone è il maestro del bianco e nero.  Un “rapitore di luce” capace di catturare in frammenti l’eterno di un istante. Un esploratore di riti, simboli, muretti a secco, archeologie sicule, che passa ora ad un nuovo paesaggio. Quello di Pompei e Paestum, siti Unesco e scrigno di secoli. Quello di Napoli e della Sanità. Quello di Sorrento, delle marine, dei volti internazionali, degli antichi portoni o di spazi di cultura come il celebre Ninfeo di Villa Fondi a Piano

Il Premio all’Artista della fotografia

Giuseppe Leone riceverà il 9 giugno mattina il Premio “Penisola Sorrentina” 2019 per la sezione arte e cultura dalle mani del Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo. Il riconoscimento conferma le sue antiche radici letterarie. Nel palmares del Premio oltre a nomi di attori ed interpreti di fama nazionale, figurano infatti i nomi più prestigiosi della letteratura italiana: da Maria Luisa Spaziani a Giovanni Raboni; da Elio Pecora a Nelo Risi; da Marco Forti a Michele Sovente; da Alberto Bevilacqua agli esponenti storici del Gruppo 63 Elio Pagliarani ed Edoardo Sanguineti.

 

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