Piano di Sorrento premia Gino Rivieccio per i 40 anni di carriera

Napoli, 18 settembre 2019 – L’attore Gino Rivieccio si aggiudica la sezione “Dino Verde” del Premio nazionale “Penisola Sorrentina” per i suoi 40 anni di carriera tra Mediaset, Rai e tanto teatro. Quarant’anni di spettacolo celebrati con un riconoscimento speciale del premio “Penisola Sorrentina”, la cui ventiquattresima edizione è in programma il prossimo 26 ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento.

Gino Rivieccio festeggia così, in maniera speciale, i suoi quarant’anni di professione nello spettacolo, che presero il via nel 1979 quando entrò a far parte della compagnia del Teatro Stabile Sannazzaro di Napoli, al fianco di Nino Taranto, Luisa Conte e Pietro De Vico.

Quindi con la vittoria al festival del cabaret di Loano si propone sulla scena nazionale partecipando accanto a Paolo Villaggio e Carmen Russo al programma Un Fantastico tragico Venerdì”, in onda su Rete 4.

Dall’87 all’89 ha condotto per tre edizioni un striscia a premi del mattino su Canale 5, “Cantando Cantando” avvalendosi della partecipazione di Little Tony, Bobby Solo e Rosanna Fratello. Durante i mesi estivi Marino Bartoletti gli affida uno spazio comico nella trasmissione su Italia 1Calcio d’Estate”. L’anno successivo, sempre su Canale 5, conduce insieme a Lino Toffolo il gioco a premi “Casa mia

Nel 1991 passa alla RAI dove, insieme a Mita Medici e Osvaldo Bevilacqua è protagonista di Sereno Variabile. L’anno successivo presenta con Mara Venier e Fiorello “il Cantagiro” su Rai 2. In quello stesso anno con lo spettacolo “ Spasso Carrabile “ vince il Biglietto d’oro dell’Agis.

E nel 1993 Dino Verde lo sceglie come protagonista della riedizione dello storico “Scanzonatissimo”, che si rimaterializza il suo grande amore per il Teatro. Lo spettacolo che ha come coprotagonista Brigitta Boccoli viene ripreso nella stagione successiva con il titolo “Scanzonatissimo Gran Casinò”. Questa volta con la partecipazione di  Sabina Stilo e le coreografie  di Don Lurio.

E proprio a Dino Verde è intitolata la speciale sezione del Premio “Penisola Sorrentina”, che in questi anni ha visto premiati Lino Banfi, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Giancarlo Magalli, Maurizio Micheli.

“Siamo particolarmente felici di consegnare il premio Dino Verde  a un uomo ed un attore che ha sempre conservato il valore dell’umiltà e la cifra della cultura”, afferma Mario Esposito, patron del Premio.

Diversi sono i titoli della sua produzione, ma la colonna sonora di sottofondo della sua vita e del suo palcoscenico resta l’amore per Napoli. Un amore carnale, tatuato nell’anima”  racconta ancora il patron.

Rivieccio ha lavorato a stretto contatto con Dino Verde e con il figlio, Gustavo, che ancora oggi è il suo autore.

Ha  interpretato “Sarto per signora“ di George Feydeau con Luciana Turina e la regia di Vito Molinari. La stagione 2008 l’ha divisa con Vittorio Marsiglia in un varietà scritto sempre da Rivieccio con Gustavo Verde, dal titolo “ Non complichiamoci la vita”. Nel 2009 ha riproposto il genere del one- man show con la Minale big band dal titolo “Quanno ce vò ce vò”.

Nello stesso periodo propone per la prima volta, un cofanetto che raccoglie il meglio dei suoi 30 anni di carriera. Al fianco di Corinne Clery ha portato in scena un classico della commedia. “ Il padre della sposa “ per la regia di Marco Parodi e le musiche di Peppino di Capri. Nel 2012  ha firmato insieme a de Giovanni e a Verde  “ La pazienza differenziata “, ritratto ironico sul momento storico dei napoletani. Nella stagione 2013-2013 ha portato in scena “ Faccio progetti per il passato “ commedia musicale scritta insieme a Gustavo Verde e Gianni Puca.

Quindi  è stato protagonista di un divertentissimo lavoro scritto da Stefano Sarcinelli e Peppe Quintale: “Ti presento mio fratello”. La scorsa stagione  e per il secondo anno consecutivo  ha portato in scena  “Io e Napoli“, un atto d’amore verso la sua città intriso di emozioni ed ironia, garbo, leggerezza e riflessioni. Il tutto suffragato dalle  musiche e gli arrangiamenti del Maestro Antonello Cascone. La scorsa stagione ha ripreso la commedia inglese “Mamma  ieri mi sposo“ in compagnia di Sandra Milo e Marina Suma e  ripropostoil suo one man show Cavalli di ritorno.

Queste solo alcune delle tappe salienti di questi quarant’anni di vita e di spettacolo, suggellati orada un premio speciale.

Un riconoscimento che si aggiunge al successo  della direzione artistica del Premio Massimo Troisi, conferitagli quest’estate dalla Città di San Giorgio a Cremano.

Sarò con gioia al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento per festeggiare, insieme con gli  altri importanti premiati ed ospiti del Premio Penisola Sorrentina l’amore per questo mestiere”, dichiara Rivieccio.

“Sì, questo lavoro bisogna amarlo. Fare questo lavoro solo per diventare famosi è come dissetarsi con la grappa. Questo mestiere bisogna abbracciarlo per comunicare delle emozioni, dei pensieri, dei sorrisi al prossimo. Come mi ha insegnato il maestro Dino Verde, praticarlo solo per il piacere di andare in scena senza avere nulla da dire è come salire su un aereo solo per avere le noccioline gratis” conclude l’attore.

 

Gino Rivieccio durante i primi anni di spettacolo

 

 

 

Un premio per i giovani e la musica al Penisola Sorrentina

È dedicata a Lino Trezza, il 34enne portuale salernitano morto in un tragico incidente, la sezione “Giovani e musica” del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”

Salerno, 9 settembre 2019 – Anche quest’anno sarà dedicata a Lino Trezza la sezione “Giovani e musica” del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Il riconoscimento di rilievo nazionale guidato da Mario Esposito sta scaldando i motori in vista della serata di gala che avrà luogo al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento il  prossimo 26 ottobre.

Lo scorso anno a ritirare il premio fu la cantante Bianca Atzei.

Quest’anno si punta ad un giovane artista, amato dalle giovani generazioni e portatore di un profondo  messaggio sociale attraverso le sue canzoni.

La sezione giovani “Lino Trezza” all’interno del prestigioso Premio di rilevanza nazionale è stata ideata, nel 2017, dal produttore Massimo Marramao, che fu anche il manager di Lino, morto nel 2016 in un terribile incidente al Porto di Salerno.

« La sezione dedicata a Lino intende essere, anzitutto, un segno di vicinanza alla moglie Clelia, alla famiglia e ai tanti amici dello spettacolo e non solo.  Inoltre è un riconoscimento che punta a valorizzare i linguaggi giovanili e la passione civile, diffondendo un messaggio di speranza tra i giovani. Quella stessa speranza che animava Lino: un ragazzo umile, semplice. Lavorava ed amava cantare. Portava nel cuore Salerno e ha perduto tragicamente la propria vita al Porto della sua città, di inverno e di eterno, parafrasando il poeta Alfonso Gatto» spiega il patron della manifestazione Mario Esposito.

La nomination 2019 sarà resa nota durante la conferenza stampa nazionale che si svolgerà a Roma a metà ottobre, in cui saranno proclamati i vincitori, per le diverse sezioni, del Premio, giunto alla ventiquattresima edizione ed inserito nel cartello del POC Campania dall’Assessore regionale al Turismo Corrado Matera.

 

Barbareschi, Magalli, Rea: tutti i grandi nomi del premio “Penisola Sorrentina” 2019

Barbareschi, Magalli, Rea, Allam, Cavallin, Rivieccio: questi i grandi nomi e i profili dei giurati del Premio “Penisola Sorrentina”

Roma, 8 agosto 2019 – Dal teatro al cinema, dal giornalismo alla Tv, dalla fiction alla musica.  Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” punta su nomi di qualità per premiare le eccellenze nazionali della cultura e dello spettacolo. A loro andrà la “Vesuveide” 2019, la statuetta-cammeo ideata dall’artista Giuseppe Leone e incisa dal maestro orafo di Torre del Greco Francesco Scognamiglio.

Ecco i nomi dei giurati e dei consulenti artistici che comporranno la squadra della ventiquattresima edizione 2019, in programma a fine ottobre a Piano di Sorrento ed inserita nel cartello degli eventi di rilevanza nazionale dell’Assessorato al Turismo  Regione Campania.

IL DIRETTORE DELL’ELISEO LUCA BARBARESCHI PRESIDENTE PER IL TEATRO

Sarà Luca Barbareschi, per il secondo anno consecutivo, a presiedere la sezione Teatro del Premio. Attore, regista, produttore, è direttore del Teatro Eliseo, il salotto della cultura e dello spettacolo di Via Nazionale che lo scorso anno ha celebrato il centenario.

Sosteniamo le tradizioni perché le tradizioni poi si sostengano. È il detto vittoriano su cui è costruito il Premio Penisola Sorrentina. È un premio che ha una sua istituzionalità e una grande serietà”, dice Barbareschi.In un momento così difficile come il nostro in cui si tende a sdrammatizzare, io sono un vecchio che crede nelle istituzioni, avendole anche frequentate, auspicando un profondo investimento nella cultura”, conclude il direttore dell’Eliseo.

L’EX VICEDIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA MAGDI ALLAM

Magi Cristiano Allam è ormai una presenza consolidata nel Premio, di cui cura la sezione giornalismo. Già vicedirettore del Corriere della Sera, editorialista per Il Giornale è un intellettuale libero ed autonomo, che è entrato in contrasto profondo con l’Islam e con alcune posizioni della Chiesa.  Undici anni fa in San Pietro avvenne la sua conversione al cattolicesimo da mussulmano, ricevendo il battesimo da papa Benedetto XV.

IL PREMIO DINO VERDE

Una sezione speciale del Premio “Penisola Sorrentina” è dedicata a Dino Verde, storico papà del varietà televisivo. Il riconoscimento intitolato all’autore di “Scanzonatissimo” e  di celebri canzoni come “Piove”, “Resta cu mme” è stato ideato dal figlio Gustavo insieme con l’attore Gino Rivieccio, da anni colonna fissa dell’evento. Dal 2019 la squadra si è arricchita con il super consulente Giancarlo Magalli, autore e conduttore televisivo di fama nazionale, il quale venne insignito del riconoscimento nel 2017 (nel palmares insieme con Magalli ci sono Pippo Baudo, Lino Banfi, Leo Gullotta e Maurizio Micheli).

LE FICTION E LA TV CON FRANCESCA CAVALLIN

Francesca Cavallin, attrice di fiction e film di successo (“Tutta la musica del cuore”, “Adriano Olivetti, la forza di un sogno”, “Un medico in famiglia”, “La compagnia del cigno”, “Mentre ero via”, solo per citaren alcune serie recenti) , si occupa del settore “fiction “ del Premio.

DANILO REA, IL PRINCIPE DEL JAZZ

La sezione musica del “Penisola Sorrentina” è presieduta  da un musicista di fama internazionale come Danilo Rea.

“Ho accolto l’invito rivoltomi dal patron del Premio Mario Esposito con molto piacere e sceglieremo un premiato d’eccezione, un artista a trecentossessanta gradi capace di lavorare anche nel mio settore, il jazz, che richiede preparazione ed improvvisazione, fino ad arrivare alla grande scuola dei cantautori”, dichiara il maestro, pianista di grandissimo estro e fantasia oltre che  compagno di viaggio di artisti come Mina e Gino Paoli.

 

 

 

Giuseppe Leone: “è nato un ponte tra la Sicilia e la Penisola Sorrentina”.

Il fotografo ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone in trasferta a Sorrento per la Residenza Artistica del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”: domenica 9 giugno il finissage al Museo Correale di Sorrento con la consegna del riconoscimento 2019.

 

Sorrento, 5 giugno 2019 – “La Penisola Sorrentina è una terra bellissima: ho apprezzato lo splendore del Museo Correale di Sorrento dove è allestita una mia piccola mostra con 18 scatti tratti da un percorso artistico che va dagli anni 50 ad oggi. E mi ha colpito anche la bellezza del ninfeo di Villa Fondi a Piano di Sorrento descrittomi con competenza dalla direttrice del museo Vallet.  È emozionante condividere la passione civile degli abitanti e degli amministratori di questo territorio. E’ nato un nuovo ponte tra la Sicilia e la Penisola Sorrentina”.  

È una bellissima dichiarazione di affetto quella che il fotografo ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone rivolge alla Penisola Sorrentina, che per una intuizione di Mario Esposito (patron del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”) e dell’accademico di Buonalbergo Peppe Leone ospita la prima Residenza Artistica dedicata all’arte in costiera sorrentina.

Domenica mattina 9 giugno alle 10.30 presso il Museo Correale di Sorrento si terrà il finissage della mostra, curata da Emanuele Alfano e da Filippo Merola, direttore del Museo Correale di Sorrento, simbolo del grand tour e della identità sorrentina.

Il Museo venne fondato per volontà dei nobili patrizi Alfredo e Pompeo Correale e oggi, grazie ad una sapiente e lungimirante gestione del Presidente Gaetano Mauro, si sta aprendo sempre a nuove sfide, ad iniziative sperimentali, contaminative e di grande appeal culturale.

Il fotografo siciliano Leone ha immortalato con i suoi scatti alcuni dei siti più belli della Penisola Sorrentina.

Imbarcatosi dal borgo di Marina di Cassano, accolto dal Sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino, dall’Assessore alla cultura Carmela Cilento e dalla direttrice del Museo Mibac di Villa Fondi Tommasina Budetta, ha percorso in barca il tratto costiero costellato dalle antiche ville romane, esempio di un’archeologia letteraria e di grande interesse culturale oltre che paesaggistico.

L’amico di Bufalino, Sciascia, Camilleri, Consolo e Sellerio

“Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora; bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano”, così dichiarava Gesualdo Bufalino a proposito di Giuseppe Leone, che con i suoi scatti  ha raccontato la Sicilia attraverso fotografie di persone, paesaggi, architettura, feste, luoghi e moda, restituendo alla letteratura il Sud più vero: quello degli uomini come quello della pietra vissuta e del paesaggio.

Anche quello meno noto come, ad esempio, il paesaggio frastagliato dei Nebrodi, i monti della  Sicilia settentrionale.

Immagini di Giuseppe Leone che così vengono presentate da Vincenzo Consolo:

Ignoti dunque questi monti, i paesi su arroccati, la breve costa frastagliata, ignota questa regione tra le Madonie e i Peloritani la piana e la fumante incombenza del vulcano alle sue spalle, non solo agli stranieri, ma agli stessi siciliani che dall’interno, dall’Occidente o dall’Oriente si muovevano, per le strade borboniche e quindi per la ferrata, per andare in continente”.

L’artista ha collaborato con riviste nazionali ed Internazionali, con case editrici e con case di moda note, come Dolce & Gabbana che ha scelto le sue fotografie per la collezione spring- summer 2019.

Leone esordì illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1973) per poi passare a La Pietra vissuta con testi di Mario Giorgianni e Rosario Assunto (Sellerio, 1978); La Contea di Modica con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1983); L’Isola nuda con testo di Gesualdo Bufalino ( Bompiani, 1988); Sicilia, l’isola del pensiero (Edizione Postcart 2015) ); Storia di un’amicizia (Edizione Postcart 2015).

Tra Campania e Sicilia un itinerario di viaggio

L’iniziativa della residenza artistica approfondisce con nuovi risultati, nuove testimonianze, nuovi documenti fotografici quello che è un rapporto di “consonanza” e di “convergenza” di natura storica e culturale. Molti viaggiatori del passato, illustri o meno, imbarcandosi a Napoli, approdavano a Palermo e da qui iniziavano il loro giro per i luoghi più “classici” della Sicilia.

Oggi è questo illustre artista- visitatore ad arrivare in Campania per vivere e raccontare alcuni dei suoi luoghi più belli. Da quelli noti a quelli più nascosti. Leone in questo progetto assume, quindi, le sembianze di un cronista del quotidiano, diventando voce narrante di brani fotografici assoluti, alla ricerca del mito della bellezza, di quel patrimonio di valori e sensibilità ancora tutto da decifrare.

Il programma e i luoghi della Residenza Artistica

Il Grand Tour oggi, come ieri, entra nella evoluzione dei saperi; veicola la conoscenza  del mezzogiorno e del mediterraneo, in particolare dell’area geografica che sarà coinvolta da questa iniziativa di Residenza artistica: Napoli, Pompei, Salerno, la Costiera Sorrentino-Amalfitana, Paestum e Teggiano (nel Vallo di Diano) diventano tappe di un itinerario fotografico e di nuovi circuiti culturali.

Leone è il maestro del bianco e nero.  Un “rapitore di luce” capace di catturare in frammenti l’eterno di un istante. Un esploratore di riti, simboli, muretti a secco, archeologie sicule, che passa ora ad un nuovo paesaggio. Quello di Pompei e Paestum, siti Unesco e scrigno di secoli. Quello di Napoli e della Sanità. Quello di Sorrento, delle marine, dei volti internazionali, degli antichi portoni o di spazi di cultura come il celebre Ninfeo di Villa Fondi a Piano

Il Premio all’Artista della fotografia

Giuseppe Leone riceverà il 9 giugno mattina il Premio “Penisola Sorrentina” 2019 per la sezione arte e cultura dalle mani del Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo. Il riconoscimento conferma le sue antiche radici letterarie. Nel palmares del Premio oltre a nomi di attori ed interpreti di fama nazionale, figurano infatti i nomi più prestigiosi della letteratura italiana: da Maria Luisa Spaziani a Giovanni Raboni; da Elio Pecora a Nelo Risi; da Marco Forti a Michele Sovente; da Alberto Bevilacqua agli esponenti storici del Gruppo 63 Elio Pagliarani ed Edoardo Sanguineti.

 

OMS: Ecco perché gli uomini muoiono prima delle donne

Le donne vivono più a lungo: leggenda metropolitana o realtà? Le risposte da una ricerca dell’OMS…

Roma, 18 aprile 2019 – Spesso si parla del fatto che le donne vivrebbero di più, e che ci sono più vedove che vedovi, ecc. La “leggenda metropolitana” sulla maggiore longevità va avanti, forse, da sempre, ed è difficile comprendere se abbia un fondo di verità oppure no. Quest’anno una ricerca dell’OMS, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità sembra avvalorare questa teoria ponendola su basi psicologiche oltre che meramente fisiche e comunque dandone lucide e ragionate motivazioni.

Secondo la World Health Statistics 2019 (WHO, 2019), infatti, per i nati nel 2019 l’aspettativa di vita è di 69,8 anni per i maschi e di 74,2 anni per le femmine, con uno scarto di 4,4 anni a favore delle donne.

Secondo l’OMS alla base di questa diseguaglianza non c’è una singola causa bensì ve ne sono diverse. Analizziamole nel dettaglio, per comprendere meglio i risultati di questa importante ricerca.

Donna al volante… attenzione costante?

Gli esperti del portale di psicologia PsicologiOnline.net ricordano che alla base della mortalità ci sono cause, ovviamente, fisiche ma ve ne sono anche di psicologiche che troppo spesso vengono sottovalutate se non ignorate. Anche la salute mentale, in questo senso, miete vittime più numerose di quanto possiamo pensare.

Un esempio: gli incidenti stradali sembrano essere più pericolosi per gli uomini, che vedono abbassarsi l’aspettativa di vita di circa 0,47 anni in più rispetto alle donne. Da cosa dipende questa maggiore frequenza di decessi maschili per incidenti automobilistici? Tra le cause prime viene indicato il fatto che nel settore degli autotrasporti sono impiegati quasi esclusivamente uomini. Anche se le donne stanno lentamente aumentando, per adesso il monopolio è strettamente nelle mani degli uomini. Altra causa è che a livello empirico è stata dimostrata la maggiore aggressività alla guida da parte degli uomini e anche una attenzione inferiore nei confronti dei rischi che comporta uno stile di guida non prudente.

Secondo un’analisi sulle cattive abitudini alla guida (Mouloua et al., 2007), gli uomini hanno più familiarità rispetto alle donne con la guida in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, entrambe causa di importanti alterazioni dello stato psichico. Sempre secondo questa ricerca, gli uomini sono più propensi ad utilizzare le luci della propria auto per spaventare gli altri automobilisti e hanno reazioni meno pronte agli incidenti; cioè uniscono ad una maggiore propensione a provocare incidenti una minore capacità di reagirvi.

Perché l’alcool miete più vittime maschili

Altra causa più significativa di quanto si possa pensare della mortalità maschile è legata al consumo di alcool ed alla conseguente cirrosi epatica che da esso deriva. Questa malattia invalidante e incurabile, infatti, che spesso pensiamo interessi solo persone ai limiti della società, è più diffusa di quanto il senso comune ritenga e causa una riduzione di vita maggiore negli uomini ed attestata circa a 0,27 anni. Sappiamo bene che la cirrosi epatica è una malattia squisitamente fisica ma le sue cause sono tutte nella sfera psicologica, ossia nel consumo di sostanze alcoliche. La differenza di genere nel consumo di alcolici è sensibile.

Negli Stati Uniti, dove il problema è molto diffuso, vi sono circa 16,1 milioni di persone affette da alcolismo. Tra queste vi è un rapporto di 2:1, con gli uomini assestati a 9,8 milioni contro i 5,3 delle donne. Una ricerca (Schulte et al., 2009) analizza le cause di questa differenza e le trova nel fatto che in molte culture la capacità di “reggere” l’alcool è intesa come sintomo di virilità e quindi spinge al massimo la sfida a se stessi. L’uso precoce di alcol, inoltre, più abituale nei maschi rispetto alle femmine, consente una maturazione ritardata di alcune aree cerebrali durante gli anni dello sviluppo e una conseguente minore capacità di rispondere fisicamente all’alcool. Questa maturazione ritardata causa anche una insufficiente valutazione dei problemi legati all’uso di alcolici da parte dei maschi.

La violenza è maschio?

Forse non la violenza in senso lato ma almeno quella fisica è certamente appannaggio della popolazione maschile più che di quella femminile. Se gli attacchi verbali, le rappresaglie, i ricatti ed i dispetti sembrano essere “armi” più femminili, quando si scende sul piano della fisicità il problema assume caratteristiche maschili. La violenza interpersonale causa una riduzione dell’aspettativa di vita di 0,21 anni per gli uomini rispetto alle donne.

Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità gli uomini hanno probabilità quadruple di morire per omicidio rispetto alle donne. Circa un quinto degli omicidi viene commesso dal partner o da un familiare della vittima, che nella maggioranza dei casi è donna. Si tratta della piaga, tristemente nota, del femminicidio. La situazione cambia, però nei crimini di strada, dove è molto probabile che uomini uccidano altri uomini.

La violenza, quindi, sembra essere appannaggio prevalente degli uomini che, di conseguenza, ne sono anche le vittime più frequenti. In qualche modo è come se i contesti maschili fossero “naturalmente” più violenti. Secondo una ricerca (Sturmey and Copping, 2017) ciò potrebbe dipendere da livelli più elevati di aggressione fisica nei maschi che nelle femmine.

L’uomo è davvero più forte?

L’ultimo fattore analizzato dall’OMS è forse quello che provoca più stupore: l’autolesionismo. La teoria, infatti, sostiene che il maggior tasso di autolesionismo maschile rispetto a quello femminile abbia un ruolo considerevole nella minore attesa di vita degli uomini rispetto alle donne. Complessivamente il tasso di uomini morti suicidi è di 1,75 superiore rispetto a quello delle loro compagne.

Le donne hanno più frequenti pensieri suicidi e attuano più tentativi ma gli uomini sembrano più puntuali nel portare a termine tali pensieri. Questo dato, analizzato in più ricerche tra cui Canetto e Sakinofsky, 1998, viene definito “il paradosso del suicidio”. Le cause di tale paradosso sono difficili da analizzare, data l’estrema delicatezza della materia. Forse, alla base di tutto vi è il maggiore stress a cui sono sottoposti i ruoli maschili nella riuscita sociale, nel raggiungimento del benessere familiare, nel ricoprire ruoli di comando e di prestigio, etc. Gli standard richiesti, più alti che per le donne, porterebbero a delusioni e scoraggiamenti anche irreversibili. Tra le rigide regole imposte al “maschio”, poi, ci sono quella di non manifestare emozioni negative, rifiutare l’aiuto di psicologi e terapeuti in caso di depressione o pensieri suicidi e il ricorso all’automedicazione con alcoolici. Tutto ciò è esposto nella ricerca Möller-Leimkühler, 2003.

Saper chiedere aiuto è da forti, non da deboli

La ricerca stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata licenziata in questo anno, il 2019, e quindi tutti i dati esposti sono recenti. Uno dei più rilevanti, tra tutti questi dati, è l’assoluta necessità mostrata da entrambi i sessi di usufruire di un’adeguata assistenza mentale e psicologica.

Tra le cause fisiologiche della minore attesa di vita da parte degli uomini vi sono le malattie cardiache, tumori polmonari ed altri disturbi fisici ma anche i disagi psicologici e mentali vanno ad aumentare la forbice tra età nella mortalità femminile e maschile. Poiché gli uomini generalmente faticano di più ad affidarsi a psicologi e psicoterapeuti, proprio perché legati a stereotipi sociali di virilità ed indipendenza, è forse su questo punto che bisognerebbe lavorare in modo più approfondito.

Dovremmo cercare di far comprendere alle persone che mostrare le proprie debolezze e richiedere aiuto non è di per sé una debolezza ma, anzi, una prova di forza morale. Se riuscissimo, a livello sociale, in questa difficile impresa, probabilmente i numeri di questa ricerca ne uscirebbero molto cambiati.

TV: Giancarlo Magalli nella giuria del Premio Penisola Sorrentina

Lo storico conduttore RAI si occuperà della sezione televisiva dedicata a Dino Verde: “Amo Sorrento e la Campania” ha detto il presentatore tv…

Roma, 14 marzo 2019 – Sarà Giancarlo Magalli ad occuparsi della sezione televisiva dedicata a Dino Verde dell’edizione numero ventiquattro del prestigioso Premio “ Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Dopo le nomine di Luca Barbareschi (direttore del Teatro Eliseo di Roma) e Danilo Rea come rispettivi coordinatori della sezione teatro e musica arriva ora così ancora una new entry di spessore per la giuria del Premio, dedicato alla cultura e allo spettacolo.

Sta procedendo quindi la messa a punto della squadra di esperti, capitanata da Mario Esposito, dell’evento di punta per Piano di Sorrento e la costiera sorrentina, inserito nel calendario dei grandi eventi di rilevanza nazionale della Regione Campania.

Ora lo storico conduttore dei Fatti Vostri di Rai 2, entra ufficialmente a far parte del team che curerà la speciale sezione televisiva dedicata a Dino Verde, storico papà del varietà, affiancando il figlio Gustavo e l’attore Gino Rivieccio.

Magalli stesso fu insignito nel 2017 del riconoscimento da parte del Direttore Generale per le politiche culturali e turistiche della Regione Campania, Rosanna Romano. È poi ritornato durante l’edizione 2018 del Premio per lo speciale format “I Dialoghi del Correale”, svoltosi al Museo Correale di Sorrento, dedicato al cinema e ai beni culturali.

Stavolta il conduttore dovrà selezionare il vincitore dell’edizione 2019 del premio Dino Verde, che ha superato la boa del primo lustro vantando un palmares di grande prestigio composto dai nomi di Lino Banfi, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Maurizio Micheli e lo stesso Magalli.

“Sono molto felice dell’adesione di Giancarlo Magalli che rinforza sempre più la giuria del Premio Penisola Sorrentina, destinato ormai a diventare un’eccellenza riconosciuta ed apprezzata nel panorama culturale, televisivo e artistico italiano”, dichiara il patron del Premio Mario Esposito.

Ho sempre amato Sorrento e la regione Campania, i loro profumi, le loro bellezze. Le trovo migliorate ogni volta che vi ritorno. Se c’è una regione in cui sono presenti tutti i marcatori di civiltà, dalla gastronomia alla cultura, dalla musica al teatro questa è proprio la Campania ha invece dichiarato Magalli, fresco di nomina.

 

 

Giancarlo Magalli sabato 27 ottobre sarà protagonista al Museo Correale di Sorrento

 

 

 

Giancarlo Magalli durante l’edizione 2018 del Premio Penisola Sorrentina

 

 

 

 

Premio “Penisola Sorrentina”: Danilo Rea presidente della sezione musica

Entra a far parte della giuria del prestigioso riconoscimento il pianista di fama internazionale Danilo Rea,che presiederà la sezione musica del Premio. Trent’anni fa al San Carlo collaborò al “Requiem per Pier Paolo Pasolini”, e oggi ha contribuito alle musiche del film di Veltroni “C’è tempo” dal 7 marzo al cinema…

Roma, 7 marzo 2019 – Danilo Rea, pianista jazz internazionale, è da oggi il presidente per la sezione musica del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” 2019.  Ad annunciarlo il direttore della celebre kermesse, Mario Esposito, che ha provveduto alla nomina.

“Il maestro Danilo Rea è un artista che mi piace definire “puramente impuro”. Un autentico  poeta della musica, in linea con il genere di cui rappresenta  uno dei massimi esponenti a livello internazionale. Il jazz  è, infatti, una zona franca in cui si incontrano il dolore e la speranza, il desiderio di evadere dalle prigioni della banalità ed il senso di una libertà civile, pur consapevole dell’umana disperazione. Una musica che sceglie l’inferno-purgatorio del quotidiano, più che l’agevole paradiso. Da noi il jazz fu considerato addirittura eversivo, perché dotato di un’aura proibita, figlia della libertà. Sono convinto che ora per il Premio Penisola Sorrentina si aprirà un nuovo viaggio nelle emozioni”, dichiara Mario Esposito.

Danilo Rea ha suonato insieme con alcuni tra i più grandi solisti statunitensi, come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano, Art Farmer.

Trent’anni fa Rea partecipò al lavoro di Roberto De Simone: Requiem per Pier Paolo Pasolini, rappresentato al Teatro San Carlo di Napoli con la direzione di Zoltan Pesko.

Sono numerose le sue collaborazioni anche nell’ambito del pop, come pianista di fiducia di artisti quali Mina, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Gino Paoli, Riccardo Cocciante.

Quarant’anni di carriera, raccolti anche in un libro: “Il Jazzista impefetto”.

Le sue improvvisazioni, che spaziano su qualsiasi repertorio, sono apprezzate durante i concerti che tiene nelle tournée nel mondo e durante i principali festival jazz.

Danilo Rea è uno sperimentatore : da ricordare anche i suoi contributi sonori per il cinema e la tv, tra cui la sigla “diMartedì” per La7,  il docufilm di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer” (insignito del Premio “Penisola Sorrentina” nell’anno 2014) e – sempre  con Veltroni-  “C’è tempo”, dal 7 marzo prossimo al cinema.

“La musica va vissuta ogni giorno, è una filosofia di vita. Il musicista di jazz e l’improvvisatore fanno quello che il musicista di musica classica solitamente esegue in un tempo molto più lungo. Lo strumento di cui un improvvisatore può disporre sono le melodie”, dichiara Danilo Rea. 

“All’inizio della mia carriera  ho subito molte critiche. A sei anni suonavo al pianoforte e ho voluto da sempre improvvisare tutto, dai classici ai Beatles”, ricorda l’artista.

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, giunto quest’anno alla 24esima edizione, conferma così la sua natura di grande contenitore culturale. Di evento globale, in cui trovano spazio protagonisti della musica, del cinema, del teatro, della letteratura. La Kermesse, per l’alto valore culturale, è stato inserito dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania, diretto da Corrado Matera, nel cartello degli eventi di rilevanza nazionale ed internazionale.

A fine ottobre Danilo Rea tornerà quindi in penisola sorrentina , con una veste nuova e non meno importante. Risalirà sul quel palco dove lo scorso anno ricevette il premio “Penisola Sorrentina” alla carriera dalle mani del Sottosegretario ai beni e alle attività Culturali Lucia Borgonzoni.

Stavolta sarà lui a consegnare il premio alla carriera ad un autorevole collega del panorama musicale internazionale.

 

 

La consegna del Premio alla carriera nel 2018 del Premio Penisola Sorrentina

 

 

 

Aperte le selezioni per il ‘Premio per il Teatro 2019’

 

 

 

 

Piano di Sorrento alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, evento di punta della cittadina costiera, presente alla Borsa internazionale del Turismo in programma a Fiera di Milano City dal 10 al 12 febbraio. Per Debora Caprioglio: “ I premi fanno bene ai territori e all’anima”

Milano, 6 febbraio 2019 – Piano di Sorrento, cittadina costiera del Golfo di Napoli , sarà presente alla Borsa Internazionale di Milano, in programma a Fiera Milano City dal 10 al 12 febbraio.

Il ridente centro della Penisola Sorrentina sarà rappresentato dal suo evento culturale di punta: il Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, giunto quest’anno alla ventiquattresima edizione e facente parte delle 1364 iniziative che l’Ufficio Unesco del Mibac ha selezionato nel 2018 per l’Agenda dell’anno europeo del Patrimonio culturale.

“È un Premio favoloso”, ha dichiarato il Sottosegretario ai beni e attività culturali Lucia Borgonzoni.

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” giunge quest’anno alla ventiquattresima edizione e dalla fine di  settembre alla fine di ottobre proporrà una serie di iniziative, spettacoli, laboratori che costituiranno momenti attrattivi per la città, per i suoi abitanti e peri i suoi turisti.

“Il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito®  rappresenta una grande realtà per Piano di Sorrento e tutta la Penisola Sorrentina.  È un Premio che si è aperto alla città, alle associazioni, alle scuole. È una realtà importante per il nostro paese, che nel 2018 ha avuto anche i riconoscimenti del Mibac “Città che legge” e la Bandiera Blu per i servizi turistici offerti. Con il patron del Premio Mario Esposito, l’Assessore al ramo Carmela Cilento e il dirigente del settore cultura e turismo Giacomo Giuliano lavoreremo perché il Premio diventi sempre più un volano per Piano di Sorrento in Italia e nel mondo”, afferma il Sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino.

La kermesse, che lo scorso anno ha visto anche la partecipazione dell’Ambasciata del Giappone, coinvolge ogni anno protagonisti nazionali della tv e dello spettacolo ed è inserito nel cartello dei grandi eventi dell’Assessorato al turismo della Regione Campania diretto da Corrado Matera.

Lo scorso anno tra i premiati Sandra Milo, Paolo Ruffini, Bianca Atzei con Jonathan Kashanian, Povia, Anna Capasso, Michele Cucuzza e l’attrice Debora Caprioglio

 “Il Premio Penisola Sorrentina è un premio importantissimo. I premi poi fanno bene all’anima. Ci rendono fieri di fare questo lavoro e ti fanno sentire amata”, ha dichiarato la Caprioglio resa celebre anche per i sodalizi cinematografici con Kinsky e Tinto Brass, premiata a Piano di Sorrento per il monologo teatrale autobiografico, scritto per lei dal regista Francesco Branchetti, “Debora’s love”.

Una sezione speciale del Premio, dedicata al patrimonio culturale materiale ed immateriale, è promossa in collaborazione con la Regione Campania, lo scorso anno presente alla kermesse con il Direttore generale per le politiche culturali ed il turismo, Rosanna Romano, e il delegato del Presidente della Regione Campania Bruno Cesario.

I visitatori potranno così scoprire tutte le offerte della manifestazione attraverso il prestigioso annuario che sarà distribuito nell’area istituzionale della Regione Campania con una veste editoriale elegante: la copertina è stata realizzata dal graffitista internazionale Jorit in collaborazione con Giuseppe Leone.

 

 

 

L’attrice Debora Caprioglio tra le premiate del Premio Penisola Sorrentina 2018

 

 

 

 

 

Lino Banfi all’Unesco: per il Premio Dino Verde “Contribuirà ad aumentare il prodotto interno della felicità”

Annunciata una new entry nel comitato promotore del riconoscimento che venne inaugurato a Piano di Sorrento dall’attore Lino Banfi, componente della Commissione Unesco. L’organizzatore del Premio: “Lino Banfi contribuirà ad aumentare il prodotto interno della Felicità”.

ROMA – Il Premio Dino Verde, sezione speciale per la tv del Premio nazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito, si prepara all’edizione 2019.

Superata la boa del primo quinquennio gli organizzatori Mario Esposito, Gustavo Verde (figlio di Dino) e l’attore Gino Rivieccio si preparano all’edizione 2019.

“Ci sarà una sorpresa: una new entry importante nel comitato promotore”, annuncia il patron della rassegna Mario Esposito.

Un riconoscimento prestigioso e portafortuna. Ad inaugurarlo fu proprio Lino Banfi, recentemente scelto dal Ministro Luigi Di Maio come componente della Commissione nazionale Unesco.

“Siamo particolarmente felici della nomina di Lino Banfi in un consesso internazionale dove necessariamente debbono confrontarsi il PIL e il PIF, ovvero il prodotto interno lordo e il prodotto interno della felicità che pure è un indicatore culturale e di benessere di una nazione. Ricordo come sulla felicità, sul sorriso, sulla capacità di divertirsi posero l’accento personalità illustri come Richard Layard o Robert Kennedy”, dichiara il patron del Premio Mario Esposito.

Lino Banfi, a Piano di Sorrento (perla della costiera sorrentina), tenne a battesimo il premio Dino Verde, una speciale sezione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, dedicata al grande autore televisivo che ha firmato il varietà “Scanzonatissimo” (con Pandolfi, Noschese e Steni) e successi come le canzoni “Piove”, “Resta cu mme” ed altri.

Banfi ha rivelato il forte legame affettivo con Verde, l’importanza che per lui hanno da sempre rivestito i valori della famiglia, dei sentimenti, di pari passo con il successo e la notorietà:

“Questo Premio ha un valore bello, è un Premio molto importante, perché Dino Verde è stato un mio grande maestro. Abbiamo scritto insieme parecchie cose per lo spettacolo, per la radio e la televisione. Io poi ho cominciato alla radio con “Biblioteca Studio 1” dove scriveva solo lui delle straordinarie parodie. Quindi non potevo mancare ad un premio intitolato a lui, anzitutto perché Gustavo (il figlio) è mio grande amico e con cui scriviamo ancora molte cose. E poi l’altro motivo è che Esposito (ndr. Il cognome del direttore del Premio, Mario) , che non è un cognome di “Bolzeno” ma di Napoli è stato molto carino. Un martellino pneumatico, cordiale ma gentiluomo”: sono le parole del Nonno d’Italia

L’attore pugliese, fresco di nomina Unesco, ha annunciato di promuovere orecchiette e ravioli. Non dimentichiamo però il suo impegno per l’Unicef, per il valore della famiglia e il suo legame con la Campania:

“La famiglia la metto sempre al primo posto”,  dice Banfi. “E deve andare di pari passo col lavoro che fai, soprattutto quando (come nel mio caso) è un lavoro che ti piace. Una cosa mi diceva sempre Dino Verde: pensa la fortuna nostra, facciamo una cosa che ci piace e ci pagano pure! Continuiamo a farlo!  La Campania è importante per me, perché io ho cominciato la mia carriera proprio a Napoli: prima al Teatro2000, quindi al Teatro Margherita. Poi pian piano sono passato all’Ambra Jovinelli e al Volturno di Roma: è stata una grande gavetta, una esperienza che tempra”.

 

Lino Banfi a Piano di Sorrento per inaugurare il riconoscimento
Exit mobile version