I martiri di Cefalonia onorati a Roma da un pubblico delle grandi occasioni

Pubblico delle grandi occasioni all’ Istituto San Giuseppe Calasanzio di Roma per ricordare i martiri di Cefalonia”…

Roma, 14 aprile 2017 – Giornalisti, generali e storici erano presenti lo scorso 11 aprile al teatro dell’Istituto San Giuseppe Calasanzio di Roma per onorare la storia dei martiri di Cefalonia.

Tutti gli sguardi dei presenti erano diretti verso i cimeli storici in mostra della divisione Acqui provenienti dalla Caserma Pasquali dell’Aquila.

Una mostra, questa, organizzata dal colonnello Pietro Piccirilli e ben curata nell’allestimento – dagli elmetti ai fucili, fino alle divise dell’epoca – dagli intraprendenti alpini della divisione Taurinense: Pietro Nola Alfano e Antonio De Bellis.

Per l’occasione il trombettiere dell’Arma dei Carabinieri ha intonato il silenzio ed a seguire si è proceduto all’onore ai caduti.

Vincenzo Di Michele, autore del libro “Cefalonia, io e la mia storia“, ha introdotto la sua opera e narrava di come alcune sue vicende personali fossero strettamente legate a Cefalonia, a cominciare dal Processo ad Alfred Stork, il criminale nazista reo dei fatti di Cefalonia, e dal suo avvocato difensore Marco Zaccaria, il quale è stato premiato dall’autore del libro per aver affrontato in modo onorevole questa triste vicenda.

Il maestro Irmo Marini ha riportato indietro le lancette del tempo con la sua fisarmonica intonando la canzone “Mamma”, cantata a quei tempi a squarciagola nelle piazzette elleniche dai soldati italiani.

Partendo da fatti realmente accaduti, sono stati premiati i familiari del soldato Carlo Ronci, tra cui l’avvocato rotale Carla Guiso, reduce del mare Egeo che per ben sette anni dovette lottare per ritornare in patria e riabbracciare una figlia che mai aveva conosciuto.

“Tra i personaggi menzionati nel libro non ho potuto fare a meno di ricordare la mia maestra, suor Maria Laura Mainetti, di Chiavenna, persona veramente umile e di immensa bontà, di cui è in corso il processo di beatificazione” ” ha ricordato Di Michele. In tale contesto è stata encomiata suor Beniamina Mariani, autrice della biografia della Beata.

Nel corso della cerimonia è stata premiata poi la nipote del generale Antonio Gandin, il supremo comandante della Divisione Acqui nel settembre ‘43. Al riguardo, l’autore del libro ha voluto rimarcare come la storia deve sempre tenere alto il rispetto della dignità umana e di chi ha pagato con il sacrificio della vita.

Il professor Antonio Rebuzzi è stato poi chiamato in causa poiché menzionato nel libro.

“Grazie ai profondi racconti di vita del mio amico Antonio, tutti attinenti a eventi legati alla spiritualità, ho tratto spunto per alcuni miei brani” ha commentato Di Michele.

Sono stati dunque letti alcuni passi del libro da Mino Caprio, il noto attore e doppiatore del grande e piccolo schermo.
Una citazione per il capitano della Lazio Pino Wilson, anch’egli menzionato nel libro.

A far da interprete ai non udenti c’era Laura Santarelli del TG1 Rai Lis.

Una citazione meritevole per Carmine Bellucci, scultore Aquilano che ha voluto dedicare a Di Michele un’incisione su una tavola di legno, a Pietro D’Alfonso, Presidente degli alpini Abruzzesi e a Goffredo Palmerini giornalista e ricercatore storico.

Il generale Antonio Vittiglio ha parlato del passato della divisione Acqui e di come nel presente si debbano tenere saldi e ancorati certi valori. Lo stesso generale ha premiato l’autore Di Michele con una cornice della divisione Acqui, in ricordo della giornata commemorativa dedicata alla storia di Cefalonia.

Conclusioni del preside dell’Istituto Renzo Santinon e del rettore padre Angelo Celani con finale in piedi al suono dell’Inno italiano con in testa gli allievi dell’Accademia Europea Sordi.

 

 

 

Lo scrittore e storico Vincenzo Di Michele con Antonio Vittiglio, generale della divisione Acqui

 

Martiri di Cefalonia, Immagine del pubblico

 

Caduti di Cefalonia, Vincenzo Di Michele con l’avv Carla Guiso nipote di un reduce sul Fronte Greco

 

Martiri di Cefalonia, da sinistra: Laura Santarelli, Irmo Marini, Antonio Rebuzzi, Vincenzo Di Michele, Angelo Martini

 

 

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Tag: caduti di cefalonia, martiri di cefalonia, caduti di guerra, morti in guerra

Emergency Trento: al via “Il mondo che vogliamo”, cartellone di eventi degli universitari di Emergency del Trentino

Trento, 12 aprile 2017 – Sta per cominciare a Trento il ricco ciclo di eventi de “Il mondo che vogliamo” organizzato dal Gruppo Universitari Emergency Trentino, che nasce con l’obiettivo di diffondere cultura di pace e solidarietà tra gli studenti e per raccontare ciò in cui l’associazione crede e fa in Italia e nel mondo.

Il ciclo di incontri de “Il mondo che vogliamo” è articolato in sette eventi che affronteranno tematiche diverse, dal teatro al giornalismo fino allo sport e all’ambiente.

Il progetto è stato organizzato dai giovani universitari grazie anche al sostegno delle Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento e del T.A.U.T., il Tavolo delle Associazioni Universitarie Trentine, in collaborazione con l’Opera Universitaria di Trento.

Tra spettacoli teatrali, concerti, letture ed eventi culturali più vari gli studenti e la cittadinanza trentina verranno accompagnati fra i progetti portati avanti da Emergency, il cui filo conduttore è la promozione e la costruzione di una cultura di pace e di solidarietà nel mondo.

Gli eventi, gratuiti ed aperti a tutta la cittadinanza, partiranno il 21 aprile prossimo con aperitivo, concerto e lo spettacolo teatrale “Viaggio Italiano” con lo storico attore e supporter di Emergency Mario Spallino, presso il teatro Sanbàpolis di Trento.

“Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione” disse Gino Strada, fondatore di Emergency, parlando qualche tempo fa dell’organizzazione da lui creata.

Gli studenti universitari di Trento hanno così deciso di diffondere questi valori con un nutrito cartellone di eventi culturali diffusi sul territorio del Trentino, con sette eventi incentrati su tematiche differenti, dedicati non solo agli studenti ma all’intera cittadinanza.

Questo il programma degli eventi previsti per “Il mondo che vogliamo”

  • 21 aprile: Teatro, Trento, presso Teatro Sanbapolis

Ore 18:00: Aperitivo, 19:00 Maude in concerto, 20:30 Spettacolo teatrale “Viaggio Italiano”

  • 4 maggio: Poesia, Rovereto

Aperitivo + Reading teatrale “Slam Poetry”

  • 19 maggio: Giornalismo, Trento, presso Università degli Studi di Trento

Conferenza su giornalismo di guerra, mostra fotografica

  • Fine luglio: Ambiente, Valli Giudicarie

camminata con guida + pranzo + reading teatrale

  • Fine settembre: Sport, Trento, Studentato Sanbartolameo, Sanbapolis

tornei sportivi + lezioni dimostrative

  • Fine ottobre: Musica a Trento, Teatro Sanbapolis

concerto + aperitivo

  • Fine novembre: Storia, Rovereto

Spettacolo teatrale “Stupidorisiko”

Il primo appuntamento del ricco cartellone è quindi per venerdi 21 aprile presso il Teatro Sanbàpolis di Trento a partire dalle ore 18:00 per l’aperitivo con la Samuele, cooperativa sociale, alle ore 19:00 per il concerto dei Maude ed alle 20:30 con lo spettacolo teatrale “Viaggio italiano” prodotto dalla stessa Emergency, con l’attore Mario Spallino e la Regia di Patrizia Pasqui. L’ingresso allo spettacolo è libero ed aperto a tutti e naturalmente saranno ben accette offerte che saranno interamente devolute al “Programma Italia” di Emergency,

Per restare aggiornati sugli eventi organizzati dagli universitari di Emergency Trento basta seguire la pagina Facebook www.facebook.com/universitariemergencytrento, mentre per seguire l’evento su Facebook il link è https://www.facebook.com/events/1320373701390509 .

Gli eventi sono tutti ad ingresso gratuito. Vietato mancare!

 

 

File utili da scaricare:

https://www.comunicatistampa.net/wp-content/uploads/2017/04/presentazione_EMR.pdf

Pdf Viaggio Italiano: Viaggio_italiano

 

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Contatti stampa Universitari Emergency Trentino:

Guglielmo Mazzà

Tel.  329 292 7708

Email.  guglielmo.mazza@hotmail.com

Battaglia di Nikolajewka, il 26 gennaio 1943 la morte di migliaia di italiani in Russia

Roma, 25 gennaio 2017 – Il 26 gennaio è la ricorrenza della battaglia di Nikolajewka: a seguito di quel giorno del 1943, dalla prima linea fino ai lager sovietici, furono migliaia le morti a seguito di questa battaglia. Lo storico Vincenzo Di Michele ci racconta alcuni episodi di questo capitolo, ancora poco conosciuto, ma che però  fa parte della sanguinosa storia dell’ Italia.

“Il contingente italiano che partì per la Russia fu di 220.000 uomini. Le perdite, fra morti e feriti, furono oltre la metà. La dura sofferenza degli italiani tutta descritta nei ricordi di Giulio Bedeschi in quel “Centomila gavette di Ghiaccio ” iniziò con  la ritirata di Russia e a seguire nella cruenta battaglia di Nikolajewka dove i nostri soldati riuscirono ad aprirsi un varco e a trovare la via di salvezza verso l’Italia” racconta Di Michele.

“Per quelli che invece furono fatti prigionieri fu l’inizio di una vera odissea tra fame, malattie e sofferenze di ogni genere. Si riscontrarono persino episodi di cannibalismo – racconta Vincenzo Di Michele nel libro “Io Prigioniero in Russia” – e molto altro ancora, riportando per l’appunto la testimonianza scritta di un reduce “Alpino della divisione Julia” che fu internato nel lager di Tambov e poi trasferito in Siberia e infine nei campi di cotone del Kazakistan: l’alpino fu uno dei pochi a tornare vivo in patria seppur invalido”.

“Ma anche la Russia si trovò con un alto numero di prigionieri ed ebbe delle reali difficoltà nel curarli e sfamarli – commenta Di Michele – e poi non si deve dimenticare il sacrificio delle donne russe che con un  cuore da grandi mamme, tolsero il cibo ai loro figli per sfamare i nostri soldati“.

Dopo la guerra furono vani i tentativi delle autorità italiane di avere notizie dei prigionieri. Le principali critiche si incentrarono su Palmiro Togliatti, membro importante dell’Internazionale Comunista.

Solo dopo il 1989, caduto il comunismo, è iniziato  il rimpatrio delle salme e le ricerche dei tanti dispersi continuano ancora tutt’oggi, tanto che pochi mesi or sono è stata individuata una grande fossa comune, un gigantesco cimitero nella steppa russa a circa 800 chilometri a nordest di Mosca, che si calcola sia lungo cinquecento metri e largo un centinaio.

 

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Copertina del libro “Io prigioniero in Russia”, Battaglia di Nikolajewka

 

È online il video di Evalorys ‘Peace’, l’inno delle associazioni pacifiste

È online l’official video ‘Peace’ di Evalorys, l’artista messaggera di pace. Il brano è l’inno ufficiale delle conventions internazionali della “114 organization” che fa capo ad una serie di associazioni pacifiste mondiali      

Milano, 24 maggio 2016 – Si chiama “PEACE” ed è  il primo video in cui appare Evalorys, artista dedicata a diffondere il tema della pace nel mondo. Il video è un inno alla pace universale, alla fratellanza ed alla vittoria dell’amore sul male, come sola possibile speranza per il futuro del genere umano.

La canzone “PEACE” è stata pubblicata il 21 settembre scorso, “Giornata Internazionale della Pace” con l’etichetta ClarisMusic. Nata su invito del famoso filosofo-intellettuale americano Edip Yuksel, noto attivista per la pace nel mondo verrà adottata come inno ufficiale delle conventions internazionali dell’americana “114 organization”  che fa capo ad una serie di associazioni pacifiste mondiali formate da “PeaceMakers” e dislocate in vari punti del globo.

L’artista Evalorys,  definita la cantante senza volto” per non aver mai mostrato il suo viso prima d’ora dichiara:

“Mi sento onorata per essere stata scelta come rappresentante musicale dell’argomento più importante per il mondo e purtroppo più scottante in questo momento. Ho iniziato a scrivere “PEACE” la scorsa primavera quando non era ancora cominciata l’ascesa vertiginosa del terrorismo internazionale e senza saperlo stavo scrivendo quello che di lì a poco stava per succedere” .

Per trasmettere questo messaggio l’artista  mette in scena  tre figure simboliche:  un soldato di pace che invita all’azione, una sacerdotessa della pace che richiama lo sguardo verso l’amore ed  un’anima  che rappresenta le vittime delle guerre e delle violenze nel mondo; attraverso questo messaggero spirituale mette in guardia l’umanità sui rischi che stiamo correndo e sulla necessità di un atteggiamento diverso per evolvere verso una vita migliore, mentre  racconta della vita ultraterrena:

“Questa son’ io,  un’anima nel vento / Sono ormai solo cenere nel tempo / Tutti i miei sogni bruciati in un flash / Dal fuoco del tuo ultimo gioco di guerra… / Non puoi più uccidermi/ son passato sull’altra riva /Qui la luce ha svegliato la verità / Non c’è più paura e dolore / non c’è danaro e guadagno / non c’è più spazio e tempo…”

In PEACE viene ospitato lo storico presidente Eisenhower, con il suo “last speech” , ovvero il discorso di addio del 1961 in cui, auspicando al mondo di trovare una via per vivere nella pace e nell’amore reciproco, mette in guardia i consigli di governo dall’influenza  ingiustificata del complesso militare industriale : Il potenziale per l’ascesa disastrosa di potere fuori luogo esiste e persisterà”.
Il sottofondo dei cori polifonici in stile gregoriano è pensato e realizzato dall’artista unicamente con le sue voci.

L’organizzazione inglese “Peace-One-Day” ed il suo ideatore Jeremy Gilley, che nel 2001 ottenne dall’ONU che venisse fissata e celebrata la giornata internazionale della pace il 21 settembre di ogni anno, hanno condiviso sui loro social la pubblicazione di “ PEACE” definendola una canzone ispiratrice e rappresentativa del concetto di pace. Tra l’artista e Peace One-Day si è creato un rapporto di “Support”.

Nei giorni scorsi  una nuova organizzazione internazionale con base in Germania, chiamata “Reconnecting Humans”, membro della “Anna Lindh Foundation ha contattato EvaLorys proponendole di scrivere  il loro “Inno”. L’artista con il suo concerto e la nuova canzone, farà da colonna sonora delle conferenze mondiali in programma, iniziando da Berlino.

Queste le motivazioni dell’artista riguardo il progetto “Peace”:

“Da molti anni, ormai, stiamo assistendo ad una tendenza che mira a divorare quasi completamente la bellezza della musica, lasciando il posto a fattori meno importanti.

Il messaggio di un testo, la bellezza di una melodia, le vibrazioni che una canzone può trasmettere, devono tornare ad essere la vera ragione per fare musica“.

L’intera produzione del progetto e del videoclip (link: https://youtu.be/xJZjiEh2ovg) sono firmati da Evalorys.

Per le riprese di “PEACE”  EvaLorys ha scelto stilisti d’eccezione tra cui Idriss Guelai che ha vestito Madonna con i suoi “abiti-armatura”, la stilista londinese Carlotta Actis Barone e l’italiana Giuliana CoronaCopricapi Mazzanti piume;  Gioielli Olga Noronha e Rosantica.
Il tutto  è curato dalla fashion stylist internazionale Manuela Mezzetti.

EvaLorys ha origini nordiche e si è avvicinata al mondo artistico fin da bambina: ha iniziato lo studio  della danza classica all’età di 5 anni diventando una prima ballerina nel settore classico & modern-jazz, nonché coreografa, e quello del pianoforte e del canto a 7 anni , conseguendo ottimi risultati agli esami in conservatorio; compone le musiche e scrive i testi delle sue canzoni.

L’artista è stata definita “la cantante senza volto” in quanto fino ad oggi non ha mai voluto sfruttare la sua immagine per diffondere le sue canzoni, in contestazione dell’eccessiva importanza data appunto all’immagine a discapito della musica.

Link:

http://www.evalorys.com     

https://www.youtube.com/channel/UCt-r91PiuIWTWcCFpVoXAlQ

https://facebook.com/evalorys

http://instagram.com/evalorys

https://twitter.com/EvaLorysMusic

Qui si può ascoltare il brano in streaming:

https://open.spotify.com/album/6EtDDNDtGlnuwE3vlEvvL5

 

 

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Per contatti: 

press@clarismusic.com    

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