Moda: da Moltrasio riparte il sogno del “Made in Italy” per le spose di tutto il mondo

Como, 14 luglio 2021 – Al Grand Hotel Imperiale di Moltrasio, gli abiti ricamati, cuciti e tagliati a mano dedicati alle spose sono tornati ad essere i veri protagonisti della scena.

Sulle sponde del lago le linee “Tosetti Haute-Couture Sposa” e “Gaga Luxury Lake Como” sono stati le protagoniste di un approfondito shooting.

Il valore aggiunto di queste nuove linee, proposte alle donne di tutto il mondo, è sicuramente il giusto mix tra alta sartorialità, innovazione e fashion, grazie alla collaborazione di Laboratorio Tessile, all’esclusività dei tessuti e al sempre tanto ricercato Made in Italy.

Sartorialità senza tempo dove, appunto, sarte e ricamatrici esperte lavorano a mano per regalare quel plus ad ogni abito che rende il matrimonio ancora più speciale, facendo sentire unica ogni donna.

“Un recente sondaggio realizzato su Meet the Generation Z Bride, ha fotografato i sogni e le aspettative della Generazione Z (ovvero i nati fra il 1995 e il 2010) nel mondo fashion dedicato alle spose, riponendo l’abito bianco e gli abiti da cerimonia romantici sul piedistallo, con una forte preferenza per il “Made in Italy”, dichiara Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, e responsabile del marketing dello storico atelier comasco.

“Siamo tutti alla ricerca di nuove occasioni per sognare, indipendentemente dalla generazione di appartenenza. Perciò in questi mesi di lockdown abbiamo sperimentato altri modi di proporci, ma siamo tutti consapevoli che nulla può sostituire la forza e il piacere dell’incontro: l’apprezzare il momento, l’abito e i sensi sono l’unico modo per raccontare un’emozione”, continua la fashion stylist.

“Così traendo spunto dal passato per proporre una creatività nuova e consapevole che riaffermi i connotati del Brand Tosetti, oggi dopo la vittoria del calcio italiano in Europa, dopo quasi due anni vissuti tra Zoom e Skype,  l’Atelier Tosetti con le sue creazioni di pregio ‘Made in Italy’ ritorna a far sognare le donne di tutto il mondo” conclude Monica Gabetta Tosetti.

Per maggiori informazioni rimandiamo al sito internet www.tosettibrand.it.

 

Presentata sul Lago di Como la collezione Capsule Gaga Como Lake Luxury

Como, 17 giugno 2021 – Lunedì 14 giugno scorso l’Atelier Tosetti ha presentato a Villa Cipressi, uno degli Hotel della Famiglia Rocchi, la Collezione Tosetti Sposa 2022 ed un Flash della nuova Capsule Gaga Como Lake Luxury, in collaborazione con la casa Comasca Laboratorio Tessile.
Per la presentazione del nuovo brand, la famiglia Tosetti ha voluto legare a filo doppio la produzione con il territorio Italiano e nello specifico la scelta dei tessuti per creare capi unici in serie limitata selezionati dalla Stylist Mara Gabriele.

Nella nuova linea si cerca di interpretare la donna in tutte le sue eccezioni, dalle silhouette più sensuali alle mise bon ton, con una palette colori ben differenziata: ci sono le mise total white, le fantasia delle lavorazioni delle gonne di seta pesante, o i raffinati accostamenti di jacquard ricercati.

Tutti i modelli presentati sono in Limited Edition e rappresenteranno un nuovo concept per gli amanti del Fashion e del Glamour Wedding.

“Abbiamo creato molta aspettativa attorno all’evento” racconta Monica Gabetta Tosetti, direttore marketing e proprietaria della boutique comasca, “ed era proprio questa la nostra finalità: rendere la collezione un tableau vivant, un vero e proprio quadro che si muovesse attorno agli abiti in una delle città che il mondo ci invidia”

Un lavoro intenso, ma di grande effetto per raffigurare al meglio una collezione dall’alto contenuto stilistico e sartoriale ma con prodotti estremamente selezionati e made in Como.

Il ‘naturale base’ è la ricercatezza nello stile, la selezione dei tessuti e l’attenzione al dettaglio.

Il nuovo brand Gaga sarà presto disponibile nell’atelier Tosetti di Como.

La location

La location scelta per la presentazione è stata Villa Cipressi di R Collection Hotels, originaria di Como, che da tre generazioni gestisce una catena di hotel luxury tra Lombardia e Liguria, in alcune delle zone più belle della nostra penisola.

Villa Cipressi è una villa storica costituita da diverse unità del 1400/1600, completamente ristrutturata e in grado di offrire una esperienza unica a coloro che amano l’arte, la storia e la ricchissima cultura italiana

Una location unica nel suo genere, caratterizzata da uno splendido giardino botanico che circonda la struttura e la rende un luogo da favola.

Il giardino e la splendida struttura storica costituiscono la location migliore per organizzare cerimonie o eventi importanti.
Matrimoni, festeggiamenti, compleanni, convegni, workshop e cene di gala.

 

 

 

Gaga Como Lake Luxury

Moda Sposi: il Wedding riparte dal Lago di Como

Como, 4 Maggio 2021 – Il Wedding riparte dal Lago di Como, esattamente dallAtelier Tosetti, già da anni punto di riferimento italiano ed internazionale per cerimonie e matrimoni. Grazie alla verve di Monica Gabetta Tosetti, imprenditrice comasca, che con il marito Giovanni ed i figli gestisce l’attività ora si riparte anche grazie alla nascita del Tosetti Brand, che diventa il cuore pulsante dell’atelier di famiglia, con nuove collezioni per sposo e sposa.

Così dopo la lunga pausa imposta dalle misure precauzionali, si lancia un deciso segnale nel settore bridal, che sente la necessità di ripartire con grande convinzione dei futuri sposi. Per questo Tosetti ha scelto di confermare la propria unicità sul territorio, con un ventaglio di marchi noti al settore sposa, e di offrire in più l’unicità dei propri capi, totalmente Made in Italy e con Tessuti Made in Como.

Il Tosetti Brand racchiuderà tre diverse anime: Unicità del capo, Made in Italy e Tessuto esclusivamente Made in Como.

Capi di alta gamma, attenti allo stile e all’avanguardia, sempre di fattura artigianale, sostenibile e dall’accurata lavorazione sartoriale.

È così che Tosetti Brand mostra la sua rinnovata capacità di presentarsi in una veste sempre rinnovata e in grado di coniugare creatività ed eccellenza.

Un atelier unico, che dal 1927 ad oggi è in costante evoluzione, ed è diventato un luogo in cui scoprire i trend sposa e le migliori collezioni per il nuovo anno.

Per maggiori informazioni sulla nuova linea sposi “Made in Como” è disponibile il sito internet www.tosettibrand.it.

 

 

 

 

Ambiente, scoperto un nuovo tipo di Acero: per città più verdi e sane

Milano, 13 aprile 2021 – Attraverso studi scientifici e di laboratorio è stata creata una nuova importante specie di selezione in clone di albero di Acero.

L’autrice della nuova specie è la dott.ssa Simona Rosito, ideatrice del Progetto Future Green, e già insignita come unico premio di categoria nella green Economy del premio 100 Eccellenze Italiane a Montecitorio.

La scoperta è stata resa nota dalla stessa d.ssa Rosito nella rubrica Green Club condotta da Estella Patella.

Si tratta di una importante novità per l’ambiente e i parchi verdi delle nostre città.

Tale scoperta può essere infatti molto utile per le nostre città per la rapidità di crescita del clone, e la capacità di creare boschi e aeree verdi nelle città.

L’eccezionalità di questa nuova specie di acero è proprio questa, cioè la capacità di rapido accrescimento, visto che in pochi mesi diventa già un albero adulto, con un fusto di qualche metro.

Altro vantaggio oltre la velocità di crescita è il potenziale altissimo di cattura di Co2, oltre alla bellezza delle sue foglie anche in autunno.

A sostenere questa splendida iniziativa a favore dell’ambiente il noto Dj e conduttore radiofonico Roberto Ferrari di Radio Deejay e la dott.ssa Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, che faranno da testimonial insieme a tanti altri nomi dello spettacolo.

Lo scopo del sostegno al nuovo tipo di Acero è quello di favorire il verde e l’ossigenazione delle nostre città.

 

 

 

 

 

 

 

Ambiente, turismo e cultura: l’impegno per il sociale al “Penisola Sorrentina” di Intesa Sanpaolo

Napoli, 26 marzo 2021 – Riprendono le attività di preparazione del Simposio del Premio “Penisola Sorrentina”, che il 24 ottobre del 2020 ha licenziato  la “Carta di Sorrento”, un documento strategico che parla all’Italia di governance in settori nevralgici come ambiente, turismo e cultura. L’organizzazione è al lavoro per l’edizione 2021 della kermesse e la Commissione Cultura del Senato propone per quel giorno di celebrare “La Giornata nazionale dello Spettacolo” .

Tra i partner della passata edizione il Gruppo Intesa Sanpaolo, che da sempre interpreta responsabilmente il proprio ruolo di prima banca italiana e contribuisce attivamente alla vita culturale del Paese, ritenendo che esista un fecondo rapporto fra crescita economica e progresso civile. Nel 2020 l’impegno culturale del Gruppo ha toccato così anche Sorrento, perla del turismo internazionale affacciata sul Golfo di Napoli, che vanta tra le iniziative più prestigiose  il Premio “Penisola Sorrentina”.

La kermesse culturale, diretta da Mario Esposito, è promossa sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo in collaborazione con la Fondazione Sorrento ed il Comune di Sorrento.

Da Sorrento, il Premio Penisola Sorrentina in piena pandemia ha lanciato un grido di allarme ed una forte provocazione civile, durante uno speciale Simposio dedicato ad ambiente, turismo e cultura.

Quale sarà il nuovo turismo sostenibile? Come potrà rivivere lo spettacolo dal vivo?

Occorre un piano che sappia far rinascere dalle macerie l’economia e soprattutto pensare ad una nuova governance del Paese dopo il Covid-19.

Da qui è scaturita l’importanza strategica della “Carta di Sorrento”, istituita ad ottobre del 2020, su iniziativa del giurista Luigi Cerciello Renna, docente di legislazione ambientale all’Università di Roma 4, in occasione dei  25 anni del prestigioso Premio  Penisola Sorrentina. Essa consiste in un documento integrativo ed innovativo che l’Organizzazione – dopo un percorso di dibattito e inchieste pubbliche secondo il modello francese – intende portare all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico, anche per pensare ad un nuovo corso del concetto di sostenibilità.

Fu una giornata storica, perché proprio il 24 ottobre nelle ore in cui il Premio (da subito convertitosi in formato phygital, un ibrido di presenza e remoto) celebrava i suoi 25 anni, veniva varato il Dpcm che ha decretato la chiusura totale di cinema e teatri ancora in corso. Una giornata che un disegno di legge depositato in Senato e sottoscritto da diversi membri della Commissione Cultura propone come “Giornata nazionale dello spettacolo“.

Nell’edizione 2020 (l’edizione del venticinquennale del Premio) la lodevole e coraggiosa iniziativa  culturale ha registrato anche l’adesione di Intesa Sanpaolo.

Un partner privato di assoluto prestigio per il Simposio del Premio Penisola Sorrentina, che guarda ormai sempre più ad una dimensione nazionale ed internazionale.

 “Iniziative come questa di Sorrento sono perfettamente in linea con l’impegno del Gruppo in ambito sociale”, ha spiegato  Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo. “La nostra Banca è fortemente impegnata in attività culturali, basti pensare alle esposizioni permanenti e temporanee del vasto patrimonio artistico presso le Gallerie d’Italia, i nostri musei di Napoli, Milano e Vicenza. Intesa Sanpaolo è particolarmente sensibile ai temi della coesione sociale e della riduzione delle disuguaglianze. Una sensibilità accompagnata dall’attenzione verso le esigenze del territorio e del suo tessuto produttivo. In questo delicato periodo continuiamo a supportare le famiglie e le Pmi del Mezzogiorno, favorendo 70 accordi di filiera e garantendo la liquidità necessaria: da inizio anno abbiamo già erogato oltre 3 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese meridionali, mentre ammonta a circa 4 miliardi il debito residuo relativo alle oltre 30mila moratorie accordate alle aziende”.

La macchina organizzativa del 2021 è già a pieno regime, nonostante le persistenti difficoltà del momento legate al Covid:  sono in corso, infatti, incontri e confronti tra la direzione del Premio ed esponenti del mondo privato e pubblico nazionale ed europeo, per definire il panel e il calendario dei lavori in programma ad ottobre prossimo.

 

 

L’intervento al Simposio 2020 di Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo.

La pandemia potrebbe essere un’opportunità per reinventarsi, e crescere personalmente e professionalmente

Roma, 25 marzo 2021 – L’emergenza sanitaria ha creato una devastante crisi economica a livello mondiale. Ristoratori, albergatori e operatori del settore turistico sono sicuramente tra i più colpiti. Sembra che secondo dati Istat, il tasso di disoccupazione sia salito al 9,0% e tra i giovani al 29,7%.
Certo, sono dati scoraggianti, di colpo la vita di tanti lavoratori è cambiata e con loro la vita di tante famiglie.

Eppure  Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, sostiene che “da ogni crisi nascano paradossalmente delle opportunità. Dopo un primo momento di sconforto, sono tante le testimonianze di coloro che hanno usato tutto questo “tempo libero” per reinventarsi”.

C’è chi ha sfruttato un hobby per farne un lavoro, chi ha sfruttato il magico potere delle piattaforme online, chi ne ha approfittato per migliorare le proprie conoscenze e riqualificarsi, rendendosi appetibile sul mercato del lavoro.

Si parla proprio di LifeLong Learning, per indicare l’apprendimento che dura tutta la vita, mirato alla crescita personale e professionale. Non basta più il titolo di studio, è necessario dimostrare di avere skills aggiornate, adeguate a ciò che più viene richiesto dalle aziende. Ecco ad esempio, che compaiono numerosi siti che offrono corsi anche gratuiti per imparare le lingue e i principali strumenti informatici. Non si ha più scuse per le conoscenze obsolete dei lavoratori.

Si tratta di una nuova prospettiva che richiede alle persone un continuo migliorarsi.

In Italia, questa esigenza è particolarmente forte e i lavoratori italiani sono tra i più anziani d’Europa. La veloce evoluzione tecnologica, la globalizzazione, ci portano sempre più ad essere competitivi ed aggiornati, non solo su quanto accade nella nostra città e nel nostro paese, ma nel mondo.

Il LifeLong Learning è una sfida stimolante e sempre più aziende si stanno muovendo in questa direzione.

La dr.ssa Carmen Toscano, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” sostiene che ci troviamo di fronte ad un’epoca di grandi cambiamenti ed è necessario riuscire a stare al passo.

La psicologia offre dei veri e propri percorsi di orientamento al lavoro, che diventano scoperta del sé e delle proprie risorse. Nello sconforto del momento le persone dimenticano la grande capacità di reinventarsi e di riadattarsi che è propria dell’essere umano. Ed ecco che si riesce a creare un secondo lavoro, un talento viene adattato ad un altro contesto, e si riparte.

In questi casi il sostegno psicologico e l’orientamento al lavoro possono essere di grande aiuto in un momento di grave crisi ed incertezza.

Al riguardo il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” offre un servizio di aiuto per tutti coloro che, vittime della pandemia, aspirano a crescere personalmente e professionalmente.

I 282 psicologi della rete del pronto soccorso sono presenti in tutte le regioni italiane e in 20 paesi esteri, come Regno Unito, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna, Svizzera.

Il servizio di aiuto é offerto in 22 lingue, a prezzi sociali, e per contattare gli psicologi del Pronto Soccorso Psicologico basta telefonare al n. 06 22796355, al n. 388 8256449, o collegarsi al sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

 

 

 

 

La lettera a Mario Draghi: “Il Recovery Plan deve essere occasione di rilancio del settore marmifero italiano”

La lettera a Mario Draghi per chiedere misure per il rilancio del settore marmifero italiano: a scriverla una nota azienda del settore, la Stilmarmo di Apricena (Foggia)

Foggia, 22 febbraio 2021 – Una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, che chiede di rilanciare il settore marmifero italiano. A stilarla i responsabili della Stilmarmo di Apricena, in provincia di Foggia, nota industria di import ed export di marmi e pietre.

Questi alcuni passaggi della lettera indirizzata al Presidente Draghi.

L’Unione Europea, per il suo sviluppo, ha individuato 14 materie prime strategiche e tra queste, quelle maggiori, si trovano sotto i nostri piedi: i “marmi” e le “pietre ornamentali”, di cui il bacino marmifero di Carrara e quello di Apricena rappresentano la maggiore “espressione” della natura. Disponiamo, insomma, di straordinarie “risorse” e abbiamo competenze e professionalità. Ma non bastano.

Occorre che il nostro Paese ripensi velocemente la propria politica economica, industriale e, soprattutto, culturale. Il “Recovery Plan” rappresenta il momento giusto per farlo e la sede più opportuna per assegnare ai “marmi” e alle “pietre ornamentali” un ruolo strategico nell’economia nazionale.

I marmi e le pietre ornamentali sono green

Sono risorse “naturali”, green dalle origini. Non è necessario utilizzare fonti primarie di energia per la loro produzione: i “marmi” e le “pietre ornamentali” sono semplicemente sotto i nostri piedi. Vanno soltanto estratti e poi lavorati. La loro durata è senza compromessi e senza pari. Lo testimonia la storia millenaria.

Per uscire dalla crisi, come non pensare, dunque, di puntare su queste straordinarie “risorse” naturali? Ciò potrebbe costituire la terza rivoluzione industriale, se soltanto si considerasse che anche gli “scarti” di estrazione e lavorazione non sono “rifiuti” ma “materia prima secondaria”. Si pensi all’uso tradizionale della “polvere di marmo” come additivo per dentifrici. Secondo gli scienziati, la “farina di pietra” potrebbe anche essere utilizzata come riempitivo per asfalto, cemento, gesso e molto altro. Ma nessuna di queste possibilità ha ancora raggiunto una svolta di mercato, per mancanza di adeguate politiche di sostegno a queste “nuove” economie circolari.

Cosa può, dunque, fare al riguardo il nostro Governo nell’immediatezza? Tantissimo. A partire dall’inserire i “marmi” e le “pietre ornamentali” d’Italia nel “Piano strategico di resilienza e rilancio nazionale”, si creerebbero le premesse per intraprendere la strada di una crescita economica di lungo termine.

Risorse che vanno protette dallo Stato

In che modo? Innanzitutto, tutelando legislativamente le nostre “pietre naturali” dalla concorrenza sempre più crescente di “prodotti ceramici”, che riproducono ormai fedelmente i nostri “marmi” pur non avendo nulla di marmo e che vengono addirittura commercializzati utilizzando impropriamente i nomi delle nostre “pietre naturali”.

Se non tuteliamo i nostri materiali, complice la crisi in atto, le cave ed i laboratori di lavorazione pietre e marmi saranno costretti a ridurre drasticamente il numero degli addetti se non a chiudere i battenti.

I territori interessati perderebbero così altri posti di lavoro diretti e nell’indotto, in un drammatico momento storico. I prodotti non agricoli meritevoli di tutela costituiscono un rilevante potenziale economico, che oggi non possiamo sfruttare appieno.

L’estensione, ad esempio, di protezione di IG (Indicazioni Geografiche) a tali prodotti porterebbe un notevole vantaggio potenziale per le PMI coinvolte ed un contributo significativo all’occupazione e alla crescita economica dei territori interessati.

Gli interventi urgenti 

Per far recuperare quel necessario vantaggio competitivo alle nostre “pietre naturali” in un mercato globalizzato fatto di costi del lavoro disomogenei, occorre intervenire, al più presto, sovvenendo l’industria estrattiva italiana e quella della lavorazione “in loco” di marmi e pietre con misure di sostegno ad hoc.

Ad esempio, prevedendo contributi a fondo perduto e/o crediti d’imposta in conto costi di sbancamento di cava, macchinari, attrezzature e mezzi d’opera nonché a valere sulla promozione e diffusione in tutto il mondo delle nostre “meraviglie” naturali; incentivando, all’uopo, sinergie tra le PMI del settore e le Università italiane; introducendo, altresì, il “gasolio marmifero”, al pari del “gasolio agricolo” e di quello “nautico”.

Subito il “mutuo marmifero”

I “marmi” e le “pietre ornamentali” rappresentano la maggiore risorsa del sottosuolo italiano e contribuiscono al Pil nazionale per un valore di poco superiore all’1%. Un valore di tutto rispetto, che legittimerebbe una maggiore attenzione del mondo creditizio attraverso l’istituzione di forme tecniche di credito specializzato, costruite “su misura” in funzione delle peculiarità del suo processo estrattivo (caratterizzato da consistenti investimenti iniziali in sbancamento di strati sterili per la successiva messa in produzione del giacimento utile), che oggettivamente necessita di periodi di preammortamento finanziario molto più lunghi rispetto a quelli comuni.

Manca, nel nostro sistema, il “credito estrattivo-marmifero”, essendoci, viceversa, il “credito agrario”, il “credito peschereccio” e quello “edilizio”.

L’istituzione di “forme tecniche di credito specializzato” rappresenta – oggi più di allora, essendo ormai “globale” il contesto in cui siamo destinati ad operare – la condizione necessaria ed indispensabile per dare effettivo slancio ad un settore “strategico” qual è quello estrattivo-marmifero.

La “Grande Crisi” che stiamo vivendo, tra forti spinte innovatrici globali e residue resistenze domestiche, potrebbe essere l’occasione giusta per scrivere (insieme) una rivoluzionaria pagina del cambiamento necessario”.

APRICENA STONE IN THE WORLD – www.stilmarmo.it

 

 

 

Premier Mario Draghi

 

Palazzo direzionale STILMARMO

 

 

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Covid-19: “Necessario supportare i lavoratori in smart working”

Roma, 29 dicembre 2020 – L’arrivo inaspettato e repentino del Coronavirus, come più volte osservato, ha portato ciascuno di noi a definire nuove routine e nuovi assetti nella propria vita quotidiana, e l’organizzazione del lavoro è uno dei settori che più di tutti ha risentito dei nuovi cambiamenti.

Sebbene una buona parte dei settori sia riuscita a organizzarsi con varie forme di lavoro a distanza, è anche vero che molte attività considerate “periferiche” nel mercato del lavoro hanno subito gravi perdite dal punto di vista economico. Ci sono stati molti licenziamenti e mancati rinnovi dei contratti a termine, mentre molti lavoratori hanno dovuto utilizzare ferie e congedi per ammortizzare il periodo di pausa lavorativa. Sembra inoltre che il 16% dei lavoratori siano occupati in settori che sono a rischio chiusura.

I lavoratori autonomi sono stati i più penalizzati dall’epidemia, in particolare chi lavora nel settore dello spettacolo, della cultura, del turismo e dello sport.

Coloro che invece sono riusciti a riadattare il proprio lavoro alle nuove disposizioni, attraverso forme di Smart Working, hanno comunque vissuto una serie di problematiche legate alla salute, alla privacy e alla gestione dei propri ritmi quotidiani.

Sebbene il lavoro da casa abbia portato numerosi vantaggi, come la riduzione dei tempi e dei costi del pendolarismo, la riduzione delle assenze, il maggiore rispetto delle scadenze, l’aumento dell’autonomia lavorativa, la riduzione dei costi aziendali, una maggiore flessibilità di orari e di spazi, non mancano gli aspetti negativi legati alla nuova condizione.

È proprio la maggiore flessibilità di orari che ha portato a delle conseguenze negative sulla vita delle persone: stare a casa anche per lavoro ha favorito una condizione di connessione perenne. In molti casi è risultato difficile riuscire a fare una netta distinzione fra le ore dedicate al lavoro e quelle per il tempo libero, i confini fra la vita personale e quella lavorativa si sono assottigliati. Alcune analisi statistiche hanno rilevato come questo nuovo assetto lavorativo tenda a diminuire lo spazio fisico e psicologico tra vita privata e vita lavorativa.

Tra gli effetti negativi di questa situazione vi è l’aumento dello stress lavoro-correlato e delle patologie ad esso connesse. Alcune interviste effettuate a campioni di lavoratori hanno evidenziato come molti di questi abbiano lavorato almeno un’ora in più al giorno; abbiano iniziato le giornate in anticipo per terminarle più tardi, andando oltre le canoniche 8 ore; si siano sentiti spinti a rispondere più rapidamente e ad essere disponibili online più a lungo del normale.

Maria Giovanna Ginni, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, riporta le parole di una sua paziente, F., una donna impiegata in una nota azienda di servizi professionali con capacità avanzate in campo digitale, che riferisce di vivere un periodo di grande stanchezza, ansia e stress:

“Con il passaggio allo smartworking la mia vita è completamente cambiata. È vero, questo è sempre stato un lavoro che mi ha tenuta impegnata tutto il giorno, ma adesso l’orario di lavoro si è notevolmente dilatato. Accendo il computer alle 8 del mattino e lo spengo, se tutto va bene, alle 20. Spesso la pausa pranzo dura 15 minuti e ci sono giorni in cui mi manca il tempo per andare a far spesa. Inoltre un giorno ho chiesto un permesso per un pomeriggio, a causa di una visita medica, ma il mio cellulare non ha mai smesso di squillare. Erano i colleghi, era il capo, erano persone che continuavano a chiedere la mia disponibilità nonostante avessi dato preavviso della mia assenza. Mi sono quasi sentita in colpa per aver chiesto del tempo per la mia salute…”.

Questo senso di colpa e altri sentimenti di ansia e stress per il proprio lavoro, insieme alla difficoltà di staccare la spina a fine giornata, possono essere segnali di rischio di sviluppo della Sindrome da Workaholism.

Il termine “Workaholism” deriva dall’unione di due parole inglesi: “work” (lavoro) e “alcoholism” (alcolismo); esso si riferisce a persone la cui necessità di lavoro è diventata così forte che può determinare un pericolo per la loro salute, la felicità personale, le relazioni interpersonali ed il funzionamento sociale. Nonostante la sindrome venga definita anche “dipendenza da lavoro”, essa si differenzia dalle classiche dipendenze comportamentali perché non si riferisce, come per l’uso di sostanze, al ricorso ad un elemento esterno per l’ottenimento diretto di una gratificazione esterna, bensì ad un’attività che richiede uno sforzo finalizzato alla produzione di un lavoro o di un servizio, per il quale si prevede una remunerazione.

I sintomi più ricorrenti del Workaholism sono:

eccessivo tempo dedicato in maniera volontaria e consapevole al lavoro, non dovuto ad esigenze economiche o a richieste lavorative;
pensieri ossessivi e preoccupazioni collegati al lavoro (scadenze, appuntamenti, timore di perdere il lavoro);
poche ore dedicate al sonno notturno con conseguenti irritabilità, aumento di peso, disturbi psicofisici;
-impoverimento emotivo, sbalzi d’umore e facile irritabilità;
-sintomi di astinenza in assenza di lavoro (ansia e panico);
-abuso di sostanze stimolanti come la caffeina.

È interessante notare come, al di là delle differenze individuali che contribuiscono a definire un identikit di lavoratore workaholic, ci sono anche aspetti culturali.

Attualmente viviamo nella “società della rete”, che ha costruito la cultura della connessione, in cui il lavoro può seguire la risorsa umana dappertutto. La tecnologia diventa il mezzo che permette di essere sempre, virtualmente, in ufficio. Recentemente si osserva che la tecnologia ha reso il fenomeno del Workaholism sempre più diffuso e questo accade anche perché culturalmente essere “occupati” è una sorta di distintivo d’onore.

In una prospettiva simile diventa importante promuovere e monitorare il benessere psicologico del lavoratore facendo attenzione alle sue esigenze primarie.

Esistono strategie utili a favorire il benessere psicologico di chi lavora attraverso un’adeguata distribuzione del carico lavorativo per ciascun individuo, la gestione dello stress e delle emozioni lavoro-correlate, favorendo le collaborazioni di gruppo, monitorando le reazioni correlate al disagio, cercando di identificare i segni di malessere, sin dalla loro insorgenza.

È importante favorire una buona comunicazione orizzontale e verticale, tra colleghi e tra impiegati e superiori; è inoltre importante far comprendere al singolo individuo che può contare sul sostegno e l’aiuto di cui ha bisogno e ogni volta che ne sente la necessità.

“L’attuale fase di emergenza da pandemia richiede una attenzione particolare al benessere psicologico del lavoratore”, conferma Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

Il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” offre supporto psicologico in 20 lingue, anche per promuovere il benessere psicologico del lavoratore.

I 250 psicologi della rete del pronto soccorso psicologico sono presenti in tutte le regioni italiane e in 17 paesi esteri ( Regno Unito, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Giordania, Azerbaijan, India, Spagna, Svizzera).

Per contattare il servizio telefonare al n. 06 22796355 o al n. 349 1874670, o collegarsi al sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

La Carta di Sorrento: venti principi per l’innovazione culturale ed economica

Reso pubblica ” La Carta di Sorrento”, il manifesto ideato per i 25 anni del Premio “Penisola Sorrentina”, al fine di favorire una visione olistica di Ambiente Turismo e Cultura. Proposti anche incentivazioni e premi fiscali a favore del mondo dell’audiovisivo

Sorrento, 2 novembre 2020 – La “Carta di Sorrento” è il manifesto realizzato per i venticinque anni del Premio “Penisola Sorrentina”, da un’idea del patron Mario Esposito e del giurista Luigi Cerciello Renna che ne è stato il redattore.

Il documento è stato presentato recentemente al Comune di Sorrento nel corso dei lavori della 25a edizione del Premio dedicato all’audiovisivo.

Alla cerimonia di presentazione hanno partecipato, in presenza e da remoto, anche rappresentanti istituzionali governativi e regionali, tra cui il Sottosegretario ai beni e attività culturali Anna Laura Orrico, il Consigliere per gli Affari Istituzionali del Ministro Franceschini, Giampaolo D’Andrea, il Direttore generale per le Politiche Culturali ed il Turismo della Regione Campania Rosanna Romano, il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

La Carta di Sorrento intende porsi come strumento di supporto a strategie e scelte di Legislatore e Decisore pubblico al fine di favorire, in una visione olistica di Ambiente Turismo e Cultura, la transizione verso un nuovo corso che leghi l’attesissima svolta ‘green’ del sistema Paese al patrimonio materiale e immateriale che fa dell’Italia la nazione ambasciatrice nel mondo della Bellezza, che il documento auspica trovi riconoscimento quale valore identitario nazionale nell’ordinamento statale e locale.

La Carta sollecita un Patto per il Suolo che sancisca l’impegno della società civile per il contenimento dell’uso sregolato del suolo come l’architrave delle politiche di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici. E chiede un ruolo rilevante dell’Italia nell’azione della comunità internazionale contro il “Green Grabbing” quale moderna forma di aggressione al diritto al cibo e alla terra che spetta a ogni popolo. La Carta evidenzia poi la rilevanza dell’Acqua nell’economia circolare. Il Documento chiede altresì un cambio di rotta alle istituzioni scientifiche affinché, nel comunicare rischi sanitari e ambientali, si ritengano responsabili anche e soprattutto di quel che i cittadini comprendono.

La Carta poi promuove un sistema di tutela pubblica allargata, per il quale la bonificazione dei siti contaminati e la riqualificazione territoriale siano demandate anche alle Società a controllo e partecipazione pubblica del settore ambientale ed energetico. Prioritario e cruciale – per il manifesto- si rivela l’impegno pubblico e privato per il futuro sostenibile del Turismo delle zone costiere come pure strategie politiche e socio-economiche su ogni scala che privilegino pratiche, iniziative e progetti di Turismo Etico e Consapevole al fine di favorire una visione umanistica che leghi l’esperienza turistica alla tutela ambientale dei territori ospitanti e alla promozione di valori e tradizioni delle comunità locali.

La storia chiede al comparto turistico italiano di ripensarsi, nel solco di una narrativa che non sia circoscritta alla meta di destinazione ma ancorata anche a capacità di adattamento e reattività del settore rispetto alle esigenze e istanze del tempo, nonché di una offerta modellata in funzione dell’utenza nazionale. L’industria e gli operatori devono tornare a parlare del Bel Paese agli italiani.

Altresì, per la Carta, in particolare, il Cinema, l’Audiovisivo e il Teatro, nel testimoniare e preservare il patrimonio identitario materiale e immateriale del Paese, identificano settori fondamentali per la crescita del Sistema Paese. Il manifesto infine evidenzia come il cittadino abbia diritto ad una rendicontazione dettagliata, trasparente e di pronta reperibilità della destinazione del gettito da imposta di soggiorno operata dai Comuni.

L’immagine artistica del manifesto è stata sintetizzata in un concept di poesia visiva dal sannita Giuseppe Leone con il giornalista Roberto Napoletano.

LA CARTA DI SORRENTO: ECCO IL MANIFESTO PER IL FUTURO SOSTENIBILE DELL’ITALIA E DEI BORGHI DELLA BELLEZZA.

Premessa
L’Ambiente e il Turismo sono le pietre angolari del Sistema Paese presente e futuro.
Si impone la fondamentale transizione dalla tradizione di pensiero e prassi consolidatasi sino ad oggi,
ispirata a parametri tecno-economici e incentrata sul vaglio della cagione antropologica dell’annosa crisi
ecologica, ad un nuovo corso culturale che favorisca e valorizzi la radice umana dell’attesa svolta
ambientale, evidenziandone il legame indissolubile con il patrimonio materiale e immateriale che fa
dell’Italia la nazione ambasciatrice della Bellezza nel mondo.

Punti programmatici

1. L’Italia rappresenta una straordinaria apologia della Bellezza, intendendo per questa l’insieme dei
caratteri agroambientali, paesaggistici, architettonici, artistici e demoetnoantropologici che determinano
l’unicità del Paese nel mondo e fondano la sua reputazione internazionale. In tal solco, si auspicano e
sollecitano interventi normativi che introducano nell’Ordinamento statale e locale il riconoscimento
della Bellezza quale valore identitario nazionale.

2. Il fondamentale obiettivo della neutralità climatica, che si sostanzia nel raggiungimento della condizione  di equilibrio tra emissioni di gas a effetto serra e assorbimento del carbonio, impone una seria e diffusa presa di coscienza delle nefaste ricadute della perdita di suolo naturale, agricolo e seminaturale. Urgono  interventi normativi e azioni di governance pubblica che consentano la drastica riduzione dei fenomeni di  disordinata artificializzazione dei territori cagionati dalle sfrenate dinamiche insediative e infrastrutturali degli ultimi decenni. In tal solco, si pone come ineludibile un Patto per il Suolo, che sancisca l’impegno di ogni componente della società civile ad assumere il contenimento dell’uso sregolato del suolo come l’architrave di politiche e strategie di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici.

3.  È di assoluta rilevanza il ruolo dell’Acqua nell’economia circolare. Non può esistere alcun modello di
crescita autenticamente sostenibile e competitivo che non preveda e assicuri la concreta incentivazione
delle pratiche circolari di riutilizzo e recupero delle risorse idriche.

4. Il pianeta è attraversato dal controverso fenomeno del “Green Grabbing”, vale a dire la massiccia corsa all’accaparramento del patrimonio agroambientale delle regioni del Sud del globo da parte di grandi Paesi sviluppati e aziende multinazionali, che, attraverso cospicui investimenti fondiari esteri, riescono ad appropriarsi delle risorse alimentari ed energetiche delle nazioni povere o in via di sviluppo. La comunità mondiale – dalle istituzioni internazionali agli Stati singoli – è chiamata ad una presa di posizione contro le moderne forme di aggressione al diritto al cibo e alla terra che spetta a ogni popolo, promuovendo interventi, strumenti e meccanismi di regolamentazione sovranazionale che, nel garantire la trasparenza di schemi e pratiche contrattuali, tutelino le comunità locali e gli equilibri ambientali dei Paesi cedenti. Si auspica e si sollecita un importante ruolo in tal senso da parte dell’Italia.

5.Occorre promuovere l’istituzionalizzazione e il rafforzamento di strumenti e pratiche di democrazia
ambientale di prossimità che consentano ai cittadini, in ordine alla loro partecipazione ai pubblici
processi decisionali, la transizione dal diritto a sapere (‘right to know’) al ‘diritto ad avere voce in
capitolo’ (‘right to have a say’)

6. Nella vita del Paese assurge a tema centrale e delicato quello della comunicazione dei rischi ambientali e sanitari da parte delle istituzioni scientifiche: occorre un cambio di rotta così che queste ultime si ritengano responsabili non soltanto della conformità delle informazioni elaborate e diramate, ma anche e soprattutto di quel che i cittadini comprendono.

7. Il territorio nazionale è diffusamente contrassegnato da aree gravemente inquinate. In aderenza al moderno “principio dell’azione ambientale”, il primario e inderogabile obiettivo della salvaguardia del diritto umano alla salute e all’ambiente salubre rende necessario un sistema di tutela pubblica allargata, per il quale le diverse attività per la bonificazione dei siti contaminati e la riqualificazione territoriale siano demandate anche alle Società a controllo e partecipazione pubblica del settore ambientale ed energetico, che valorizzerebbero e utilizzerebbero a tale scopo le significative strutture, risorse e competenze sviluppate.

8. Il diritto all’energia va assunto come diritto primario dell’individuo alla stregua di altri quali assistenza
sanitaria o istruzione. In Italia e nel resto del mondo decine di milioni di persone sono colpite da povertà energetica, intesa come l’incapacità di far fronte al proprio fabbisogno di beni e servizi energetici. Urgono politiche strutturali di sostegno alle famiglie energeticamente incapienti, superando l’odierno sistema pubblico di misure meramente transitorie.

9. L’assuefazione amministrativa all’agire d’urgenza si rivela un perverso dato strutturale di enti e
soggetti pubblici territoriali chiamati a gestire questioni ed emergenze ambientali. Ad essi si impone il
superamento della carenza di programmazione e analisi che persiste storicamente su scala locale.

10. L’attuale sistema di trasporto pubblico locale mortifica la dignità umana. La lunga e complessa
transizione verso forme di mobilità urbana a basso impatto ambientale e altamente tecnologiche non deve distogliere il decisore pubblico dalla stringente urgenza di interventi mirati ad assicurare e ripristinare nel settore la centralità dell’uomo, del benessere e della sicurezza di ciascun individuo.

11. La Bellezza dei piccoli Comuni e Borghi d’Italia, legata a natura incontaminata, patrimonio agroambientale e qualità paesaggistica di questi, non deve marginalizzare l’atavica lacunosità di investimenti e interventi infrastrutturali che scontano le fasce interne e le aree di montagna e vallive e più in generale le zone colpite da spopolamento, in cui ricade giustappunto gran parte delle località ad elevata valenza estetica.

12. La tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale rappresentano un ambito
inscindibile di intervento pubblico e richiedono un’azione di governance unitaria. Si rende dunque
necessario un approccio olistico che spinga a superare l’odierno impianto normativo, che ha originato una inefficace separazione delle competenze istituzionali e il farraginoso pluralismo degli enti pubblici a vario titolo coinvolti.

13. La Biodiversità riveste un ruolo fondamentale nell’Economia del Turismo: nel sentire comune e
nell’agire pubblico devono essere adeguatamente integrati i benefici e i vantaggi di competitività associati alla conservazione di habitat e specie e all’uso sostenibile della natura, da assumere come obiettivi per massimizzare l’attrattività e la fruibilità delle mete turistiche del Paese.

14.Prioritario e cruciale si rivela l’impegno pubblico e privato per il futuro sostenibile del Turismo delle
zone costiere: capace come pochi di generare reddito e crescita economica, è un comparto che richiede
azioni di forte sostegno e valorizzazione in costanza di contenimento della pressione esercitata
sull’ambiente.

15. Occorrono strategie politiche e socio-economiche su ogni scala che privilegino pratiche, iniziative e
progetti di Turismo Etico e Consapevole al fine di favorire una generale conversione ad una visione
umanistica che leghi l’esperienza turistica alla tutela ambientale dei territori ospitanti e alla promozione di valori e tradizioni delle comunità locali.

16. La storia chiede al comparto turistico italiano di ripensarsi, nel solco di una narrativa che non sia
circoscritta alla meta di destinazione ma ancorata anche a capacità di adattamento e reattività del settore
rispetto alle esigenze e istanze del tempo, nonché di una offerta modellata in funzione dell’utenza
nazionale. L’industria e gli operatori devono tornare a parlare del Bel Paese agli italiani.

17. Le attività culturali e creative vanno riconosciute, salvaguardate e promosse come filiere di sviluppo
economico e occupazionale, di inclusione e coesione sociale: in particolare, il Cinema, l’Audiovisivo e il
Teatro, nel testimoniare e preservare il patrimonio identitario materiale e immateriale del Paese,
identificano settori fondamentali per la crescita del Sistema Paese.

18. Allo scopo di incentivare la frequentazione di teatri, cinema, musei, spettacoli, eventi dedicati
all’audiovisivo nonché l’acquisto di materiale narrativo e divulgativo, è necessaria l’adozione di politiche di defiscalizzazione delle spese delle famiglie italiane in ambito culturale e creativo. Nel contempo,
occorre introdurre sistemi di premialità fiscale riferiti a investimenti e interventi delle imprese
turistico-alberghiere finalizzati alla riqualificazione e rigenerazione dei territori ove esse insistono.

19. Il cittadino ha diritto ad una rendicontazione dettagliata, trasparente e di pronta reperibilità della
destinazione del gettito da imposta di soggiorno operata dai Comuni, le cui comunicazioni e
informazioni pubbliche sono ad oggi tese unicamente a riportare norme e regolamenti di riferimento e a
illustrare gli oneri in capo alle strutture turistiche ricettive e i vademecum per i turisti.

20. I programmi pubblici di educazione e formazione tesi a diffondere una moderna coscienza agroambientale devono contenere il forte richiamo e tendere ad una importante sensibilizzazione sul moderno tema della acclarata capacità dell’Ambiente di trasformare l’espressione del DNA umano con ricadute sulla progenie, attesa la trasmissibilità transgenerazionale delle modifiche causate nell’individuo dall’interazione di quest’ultimo con l’ambiente in cui vive.

Per saperne di più sul Premio Penisola Sorrentina è a disposizione il sito internet www.premiopenisolasorrentina.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cultura: al via la Carta di Sorrento

Sorrento, 12 ottobre 2020 – Al via la “Carta di Sorrento”, per  scrivere una nuova economia sostenibile dell’Italia. L’appuntamento è fissato a Sorrento, la perla del turismo internazionale affacciata sul Golfo di Napoli, per il 24 ottobre prossimo con il Premio “Penisola Sorrentina”.

La kermesse culturale, diretta da Mario Esposito, è promossa sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo in collaborazione con la Fondazione Sorrento ed il Comune di Sorrento.

Dalla cittadina costiera, meta turistica per eccellenza sin dai tempi del Grand Tour, si lancia ora un grido di allarme ed una forte provocazione civile. Quale potrà essere il nuovo turismo sostenibile con davanti l’incubo di un  eventuale nuovo lockdown? Come potrà rivivere lo spettacolo dal vivo? Questa volta l’Italia non potrà permettersi  di trovarsi impreparata. Occorre un piano che sappia far rinascere dalle macerie l’economia e individuare motivazioni.

Ecco allora l’importanza strategica della “Carta di Sorrento”. Il manifesto nasce per i 25 anni del prestigioso Premio  e costituisce un documento integrativo ed innovativo che l’organizzazione porterà all’attenzione del Governo e del legislatore anche per pensare ad un nuovo corso del concetto di sostenibilità in piena era pandemica.

Sorrento non attende passiva misure governative centrali e regionali, ma si prepara ad accendere i riflettori nazionali del dibattito pubblico su tutto ciò che di grave sta accadendo, provando anche ad immaginare un nuovo futuro, in cui la Bellezza si abbini ai concetti del “nascosto” e del “caduco” dell’esistenza, con cui ormai questa pandemia ci fa fare i conti ogni giorno.

Sarà necessario, pertanto, ripensare ad un sistema  in cui la qualità prevalga sulla quantità e in cui la Bellezza – come scrive il giornalista Roberto Napoletano sulla copertina del Premio- Manifesto ideata dall’artista Giuseppe Leone-  diventi  il “tesoro nascosto dell’economia”.

Introdotto dal Sindaco di Sorrento Massimo Coppola e dall’Amministratore della Fondazione Sorrento Gateano Milano, il Simposio – in programma nella sala consiliare del Palazzo di Città – vedrà gli interventi di Luigi Cerciello Renna (docente di legislazione ambientale all’Università degli Studi di Roma4), Giampaolo D’Andrea (Consigliere per gli affari istituzionali del Ministro Dario Franceschini), Patty L’Abbate (Membro Commissione ambiente, territorio, e beni ambientali del Senato della Repubblica), Raffaele Lauro (Segretario generale di Unimpresa), Roberto Napoletano (Direttore del Quotidiano del Sud), Giuseppe Nargi (Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia Intesa Sanpaolo), Rosanna Romano (Direttore generale Politiche Culturali e Turismo – Regione Campania) con le conclusioni del Sottosegretario al Ministero per i Beni, le Attività Culturali ed il Turismo Anna Laura Orrico.

Al pomeriggio i lavori proseguiranno nel Teatro comunale Tasso di Sorrento con la consegna dei premi della venticinquesima edizione per il sistema culturale, l’audiovisivo e lo spettacolo dal vivo.

Il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito il 24 ottobre festeggia le sue nozze d’argento in un anno particolare, quanto significativo. Questo è il mio primo anno da Sindaco della città di Sorrento, una città che amo e che sono onorato di rappresentare, una città che è da sempre simbolo di bellezza, storia, cultura, cinema, spettacolo, una città che merita ancora più impegno e più determinazione”, ha detto al riguardo il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

 

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