Trasporti, Faisa Cisal: “Necessaria una Fase 2 anche per la mobilità, per la sicurezza di tutti”

Roma, 23 aprile 2020 – Per la Fase 2 dell’emergenza sanitaria l’Italia ha bisogno anche del rilancio del suo sistema di trasporti, per risolvere le sue fragilità strutturali e pensare a nuove strategie, per la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori del settore. Ad affermarlo in una nota la Faisa Cisal, Federazione Autonoma Italiana Sindacale degli Autoferrotranvieri, Internavigatori ed Ausiliari del Traffico.

La filiera produttiva della mobilità, anche in questa situazione di emergenza, al pari di altri servizi essenziali per il paese, non si è mai completamente fermata ma ha dovuto contemperare il diritto alla mobilità in un così grave momento, con rispetto delle misure restrittive e di contenimento del contagio. Adesso però è necessario cominciare ad ipotizzare una ripartenza che certamente dovrà essere coordinata e sistemica.

Una parte della vita dei cittadini italiani che si fa fatica ad immaginare nel futuro, è la mobilità: come ci sposteremo quando cominceremo ad uscire dalle nostre case? Come andremo al lavoro e a scuola? Certamente un ruolo decisivo sarà giocato dal trasporto pubblico locale, essenziale alla ripresa del nostro Paese.

Immaginare un modello di ripartenza basato sul mondo precedente sarebbe un errore che certamente comprometterebbe il risultato stesso dell’azione intrapresa. Cambieranno i comportamenti dei viaggiatori e di conseguenza degli operatori, entrambi dovranno seguire nuove regole in grado di tutelare sicurezza sanitaria e attività di trasporto.

Autobus e metropolitane saranno i luoghi dove sarà più complicato garantire un effettivo distanziamento sociale tra le persone. Chi usa da sempre questi vettori lo sa perfettamente. Con le nuove modalità di distanziamento sociale e di prevenzione dei rischi di contagio un autobus non potrà che viaggiare con una capacità di trasporto fortemente ridotta.

Certamente lo sviluppo delle attività da remoto consentirà di ridurre una parte della richiesta di mobilità, ma, con altrettanta certezza, si sa che questo non basterà. Sarà necessario, anche al fine di superare il problema delle ore di punta, cambiare la curva di distribuzione del trasporto, ridistribuendo l’orario di lavoro e di studio nell’arco dell’intera giornata. Solo in questo modo la mobilità potrà essere garantita con le nuove regole di sicurezza.

La mobilità, sino a ieri immaginata solo come “sostenibile”, dovrà anche diventare, almeno per quanto riguarda l’aspetto sanitario, protetta ed adeguata alle nuove esigenze, sia per gli utenti che per i lavoratori, determinando quindi i relativi cambi di azioni quotidiane.

Questa emergenza ci pone tutti di fronte alla necessità di ridisegnare un futuro con nuovi paradigmi, nuove strategie rispetto ad una differente richiesta di mobilità che dovrà adeguarsi a nuovi modelli organizzativi che interverranno.

In questa fase ogni soggetto deve fare uno sforzo atto a ricercare soluzioni coordinate tra i diversi portatori di interesse, senza limitarsi a ricercare nelle controparti i nemici e quindi senza ergersi a portatori esclusivi di verità universali sulla base di rendite di posizione ormai oggettivamente anacronistiche.

La Faisa Cisal, nell’ambito della sua rappresentanza, come e più di ieri, è pronta a fare la sua parte all’interno delle task force, cabine di regia, tavoli tecnici, protocolli e di tutti gli organismi che saranno costituti al fine di individuare misure condivise, con una logica inclusiva, che deve avere come obbiettivo la ripartenza di un settore determinante per l’economia del Paese con il massimo del livello di sicurezza possibile.

“La situazione oggi ci pone di fronte a tutte le fragilità strutturali del passato, evidenziando quanto sia necessario un robusto sistema integrato dei trasporti per sostenere gli sforzi della riapertura produttiva del Paese” dice il segretario della Faisa Cisal Mauro Mongelli.

“Il servizio che verrà offerto sarà, a prescindere dal dibattito che ci ha accompagnato in questi anni sulla bontà del modello pubblico o privato, per definizione in perdita, a meno che non si chieda ai cittadini di pagare cifre esorbitanti per fruire dei servizi di TPL. Si renderà, pertanto, necessario un sostegno con ingenti risorse pubbliche” continua il segretario.

“Si spera che si prenda atto, così come lo si sta facendo per la sanità pubblica, che i settori vitali per i cittadini, come il TPL, non si possono far degradare, né con gestioni fallimentari né tanto meno con tagli sistematici dei fondi dedicati alla sua erogazione.

Per questo l’Italia si deve coordinare sulla ripresa, e il Governo ed Ministeri competenti devono disporre le opportune azioni atte a consentire concretamente una nuova mobilità, in sicurezza, sia per i cittadini che gli operatori del settore” conclude il segretario.

 

 

PDF: Faisa Cisal – Locandina Sicuri al loro fianco

 

 

 

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Per interviste e contatti:

Email: info@faisa-cisal.org

 

Moda e Coronavirus: per la Fase 2 guanti, occhiali e copri mascherine “fashion”

Milano, 11 aprile 2020 – Entro poche settimane arriverà la famosa Fase 2, quella in cui dopo l’Emergenza da Coronavirus, potremo cominciare a circolare, ma con tutte le attenzioni del caso. L’industria della moda intanto sta già cominciando a pensare anche a questa nuova fase, per farsi trovare pronta.

Ecco che si va dalle lezioni su come stare a casa ma mantenere uno stile, a come uscire da casa ben curate e non farsi trovare impreparati alla Fase 2.

E poi ecco nascere i copri-mascherina “alla moda” e  i guanti fashion monouso, un vero “must have” della prossima stagione.

Progettati e fatti produrre in esclusiva per l’Atelier Tosetti di Como da una ditta farmaceutica, occhiali, guanti, copri mascherine e schermo protettivo in “Limited Edition”.

La Dottoressa Monica Gabetta Tosetti, fashion stylist e chirurgo estetico, creatrice della clinica estetica BB Clinique, è pronta e sta preparando chi è attorno a lei per la Fase 2, per essere pronti ad affrontare il tutto con stile.

Monica sta dando vita in questi giorni ad una nuova linea di occhiali pensati per la Fase 2, guanti usa e getta neri o color seta, con un accessorio fashion.

In particolare per le spose, appena riaprirà l’Atelier, per le prove troveranno copri-mascherine in pizzo, mentre gli sposi troveranno una versione creata appositamente per loro in pura seta.

Per spose e sposi poi i guanti monouso saranno in tinta con i copri-mascherine ed il metro di distanza diventerà un diversivo.

Infine, ai pazienti della BB Clinique Monica dispenserà consigli su come rimanere in forma con dieta, ginnastica, creme, e profumi, con basi disinfettanti, e le tecniche per uscire da questo periodo grigio ancora più belle di prima.

Oltre alle sue 10 regole da seguire per sembrare più giovani di 20 anni si da subito.

Per seguire Monica Gabetta Tosetti il suo sito internet è www.monicagabettatosetti.it.

 

 



 

Gli occhiali fashion pensati per la Fase 2, dopo l’Emergenza da Coronavirus, da Monica Gabetta Tosetti

 

I guanti fashion monouso pensati da Monica Gabetta Tosetti per la Fase 2, dopo l’Emergenza da Coronavirus

 

 

I guanti fashion monouso pensati da Monica Gabetta Tosetti per la Fase 2, dopo l’Emergenza da Coronavirus

 

 

 

 

 

 

Effetto Coronavirus sull’ automotive: il mese di marzo tra i peggiori della storia

Milano, 9 aprile 2020 – Marzo 2020 sarà ricordato come uno dei mesi peggiori per l’automotive in Italia. Il calo delle vendite è logicamente derivato dall’emergenza Covid-19 e dalla conseguente chiusura delle principali attività. A questa, già importante, congiuntura negativa, si aggiunge un forte calo della fiducia delle aziende e dei privati verso un futuro che sembra, al momento, molto incerto.

Il calo delle immatricolazioni si attesta all’85% rispetto allo stesso mese del 2019, mentre nel confronto sul I trimestre la perdita è del 35%. Nei primi 2 mesi dell’anno, infatti, i risultati di vendita erano alquanto lusinghieri e facevano presagire un’ottima annata per il comparto auto.

Concentrandoci sul mercato del noleggio a lungo termine, secondo uno studio di Noleggiosemplice.it troviamo una situazione parimenti complicata, ma sicuramente meno grave. Le società di noleggio scontano una perdita del 79% del mese di marzo 2020 rispetto al 2019 e nel I trimestre si attestano su un meno 22%, lasciando a casa fermi circa 16 mila veicoli.

Uno scenario, quindi, molto preoccupante che avrà sicuramente un impatto decisivo sui budget annuali di tutte le aziende del settore.

I grandi players stanno già mettendo in campo una serie di strategie per contrastare questa emorragia di ordini e gli operatori del settore sono confidenti in una buona ripresa del mercato a partire da maggio. Vista l’enorme liquidità messa in campo dal Governo in questa emergenza si attende con fiducia un intervento dedicato al mondo automotive, che possa “salvare” migliaia di aziende e centinaia di migliaia di posti di lavoro.

L’impatto di questa emergenza sanitaria avrà effetti perduranti per tutto l’anno in corso. Alcune previsioni stimano perdite in volumi di circa il 40%, con un consuntivo di circa 1,2 milioni di veicoli nuovi immatricolati. Significherebbe assistere alla peggiore performance dal 1980 ad oggi, un risultato impensabile solo 2 mesi fa.

Il settore confida in un serio intervento statale, atteso ormai da molti anni, che possa spingere gli italiani a dotarsi di vetture più ecologiche e sicure, un’ iniziativa che, come già dimostrato dai maggiori esperti economici, può essere considerato a costo zero, venendo compensata dal maggiore gettito fiscale.

In questo periodo, in cui vengono accordati sostegni alle imprese in modo massivo, uno strumento economicamente sostenibile sarebbe quantomeno auspicabile se non addirittura obbligatorio per la tenuta dell’intero settore.

 

 

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Emergenza Covid-19, a Casalnuovo siglato accordo con il Banco Alimentare per aiuti alle famiglie bisognose

A Casalnuovo di Napoli l’associazione “Una Città Che…” ha siglato un accordo con il Banco Alimentare per rispondere all’ emergenza alimentare causata dalla pandemia Covid-19

Casalnuovo di Napoli, 8 aprile 2020 – L’ associazione “Una Città Che…”, insieme alla rete del Terzo Settore rappresentata da Giovanni Nappi, ha siglato un’intesa con “Banco Alimentare Campania ONLUS” che gli consentirà di dare aiuto, sin dalle prossime ore, a ben 134 famiglie del territorio casalnuovese.

L’emergenza Covid-19 ha creato situazioni di vera e propria “povertà alimentare assoluta”.

E per governare tale fenomeno che la rete sociale fondata da Nappi, grazie all’intesa raggiunta, distribuirà “pacchi alimentari” alle famiglie di Casalnuovo che si sono ritrovate, per l’emergenza, in situazioni di estrema difficoltà economica.

L’emergenza Covid-19 non è solo emergenza sanitaria ma anche emergenza alimentare”, ha detto Giovanni Nappi, che ha ha annunciato dal suo profilo Facebook l’accordo raggiunto con la più grande organizzazione italiana di distribuzione di alimenti per le famiglie in difficoltà.

L’iniziativa arriva dopo un’altra misura messa in campo da Nappi, con il supporto del Sindacato SLI: il Fondo di Solidarietà per una raccolta fondi da utilizzare per acquistare ticket spesa per le famiglie in difficoltà.

L’intesa con Banco Alimentare è stata resa possibile grazie all’avallo dell’ assessore regionale alle politiche sociali, Lucia Fortini, che ringrazio. Con la Regione Campania avevamo già in corso una serie di attività da svolgere in tema di contrasto alla povertà educativa. Oggi è tempo, invece, di spostare l’attenzione su un’altro tipo di povertà, quella alimentare. Credo che il Presidente Vincenzo De Luca stia interpretando al meglio le esigenze dei cittadini in questo difficile momento storico”, ha affermato ancora Giovanni Nappi.

Infine il presidente dell’associazione “Una Città Che…” ha sottolineato e ringraziato il direttore del Banco Alimentare Campania ONLUS, Roberto Tuorto, per la grande disponibilità offerta.

 

 

 

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Per informazioni sulla distribuzione dei pacchi:

Email: unacittache@gmail.com

 

 

 

Coronavirus: nasce “aCasaTua”, l’eCommerce gratuito per i commercianti, con consegna a domicilio per i clienti

Roma, 3 aprile 2020 – L’Emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio moltissimi commercianti d’Italia, costretti a chiudere al pubblico le proprie attività.

Fortunatamente in molti si stanno attivando per fornire un aiuto alle realtà del territorio, sia alle persone che ai commercianti.

Il problema più grande dei negozianti oggi è: come continuare a portare avanti la propria attività pur rimanendo chiusi? La soluzione più semplice ed immediata è sicuramente quella di vendere la propria merce online, ma in molti non hanno un sito di riferimento e questo è il primo ostacolo da superare.

Per risolvere questi problemi nasce “aCasaTua“, un eCommerce gratuito per aiutare le imprese del nostro territorio raggiungibile dal sito www.acasatua.online che offre la possibilità di vendere online i propri prodotti senza spendere nulla.

Ma come funziona aCasaTua?

aCasaTua è un servizio che consente a chiunque di creare in soli 5 minuti il proprio e-commerce. In questo momento di Emergenza Coronavirus viene offerto gratis per un intero mese (dopo è previsto un pagamento annuale), dopodiché si è liberi di disattivare il sito senza dover pagare assolutamente nulla o in alternativa lo si può mantenere attivo sostenendo un piccolissima spesa annuale.
Attivare il proprio shop online e mettere in vetrina sul web i propri prodotti è semplicissimo, oltre che immediato, una soluzione facile e alla portata di tutti, perché non è necessario avere competenze particolari per utilizzarlo.
Per iscriversi basta inserire i propri dati ed attendere la conferma dell’attivazione del servizio che avviene in maniera automatica entro al massimo 5 minuti dall’inserimento dei dati. Si possono quindi caricare i propri articoli nell’e-commerce in modo semplice ed intuitivo, in modo da poterli vendere nella zona di proprio interesse.
A differenza dei grandi portali online, che in questo periodo devono gestire moltissimo traffico e sono ormai in overbooking, aCasaTua.online consente di aprire il proprio e-commerce nell’immediato. Non occorre quindi attendere due settimane prima di poter attivare il servizio, anche perché in questo periodo non ci si può permettere di perdere tempo. Le persone hanno bisogno di acquistare online proprio adesso e tra due settimane potrebbe essere troppo tardi per aprire un e-commerce.

Trascorsi i 30 giorni gratuiti del servizio si è liberi di disattivare il servizio senza alcun costo oppure si può continuare ad utilizzarlo pagando 14,99 euro al mese oppure 137  euro per un intero anno. Una cifra comunque vantaggiosa, qualora ci si accorgesse che la cosa dovesse funzionare.

Il progetto sostiene medici e infermieri che ogni giorno combattono in prima linea questo virus visto che ogni settimana l’azienda che ha creato il progetto dona 1 euro per ogni nuovo commerciante che si iscriverà gratuitamente alla piattaforma ed aprirà il proprio ecommerce.

Per usufruire del servizio basta recarsi all’indirizzo internet www.acasatua.online.

 

 

 

Mario Esposito: “Dopo i medici sarà l’ora di intellettuali, artisti, sociologi per curare l’anima di un Paese ferito”

Dopo i medici in trincea per l’emergenza sanitaria, ci dovranno essere al fronte artisti, intellettuali, sociologi per curare l’anima di un Paese in ginocchio”: così dichiara il patron del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, auspicando un impegno condiviso per la rinascita spirituale dell’Italia del dopoCovid.

Napoli, 31 marzo 2020 – “Oggi in trincea ci sono medici ed infermieri, i nostri eroi invisibili di un’Italia capace di esprimere talenti. Domani quella trincea lascerà spazio ad intellettuali, artisti, sociologi per curare l’anima di un Paese ferito”: così dichiara Mario Esposito, patron del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

“Questa quarantena forzata è stata per me l’occasione di ripensare al ruolo di uomo, di organizzatore culturale, di individuo” , dichiara Esposito.

“Il tessuto sociale e psicologico è inevitabilmente sfilacciato e questo è molto pericoloso, perché in un contesto di crisi economica apre più facilmente le porte al malaffare e alla malavita, che potrebbe cambiare il nostro sistema culturale di simboli e tradizioni. E questa sovversione valoriale sarebbe ancor più pericolosa di quella economica. La società del resto non è altro che un sistema funzionale di bisogni fondamentali e – come ebbe ad insegnare l’antropologo polacco Malinowsky – gli esseri umani risolvono i problemi materiali con risposte culturali per cui al bisogno di cibo rispondono con l’elaborazione di strutture economiche, modalità di usi culinari, buone maniere a tavola, oppure al bisogno di riprodursi e all’istinto sessuale l’essere umano risponde con l’organizzazione dei sistemi di parentela e degli scambi matrimoniali. Un sovvertimento in termini qualitativi di un quadro culturale tradizionale sarebbe l’effetto di lunga durata più deletereo di questa emergenza”.

La guerra al Covid19 è ancora in corso. Ci sono tanti vinti e tanti morti. E tante responsabilità ancora da individuare. Ed incertezze sul piano economico e finanziario e sulla tenuta delle istituzioni europee.  Occorrerà superare il fisiologico ripiegamento su se stessi.

“Una delle conseguenze più immediate di queste emergenze (ce lo insegna la storia – anche letteraria-  dei dopoguerra) è il ripiegamento interiore, che però non basta, non soddisfa le esigenze di un Paese che ha necessita di riscoprirsi, partendo dalle proprie piccole comunità”, sottolinea Mario Esposito.

“Camminando in questi giorni di quarantena per la piccola città costiera in cui vivo, Piano di Sorrento, ho avvertito tristezza, desolazione, preoccupazione. All’indomani di una globalizzazione senza se e senza ma, sarà necessario professare invece quello che mi piace definire il “CAMPANILISMO SOLIDALE”, un modo di ritrovare anzitutto il piacere della propria identità  (e abbiamo visto quanto pesa perdere la normalità dei e nei propri piccoli paesi, come nelle grandi città) e di ripensare ai fattori di relazione con gli altri individui. L’uso della cultura, dei simboli di appartenenza dovranno essere il nucleo centrale per aumentare la coesività del gruppo e per rivedere l’ispirazione di quelle pratiche collettive (come appunto feste, riti, festival , premi) in grado di eccitare i sentimenti in direzione di valori comuni e di appartenenza ad un’unica totalità”.     

 

Il patron del Premio Penisola Sorrentina, Mario Esposito

Beneficenza Coronavirus: parte l’asta di gioielli per la Croce Rossa “Crown Jewels Funding Italy”

Roma, 24 marzo 2020 – È iniziata oggi un’asta di beneficenza di gioielli il cui ricavato sarà donato interamente ai progetti dedicati alla lotta del Coronavirus. L’asta è stata organizzata da artigiani orafi, che hanno deciso di donare alcune loro preziose creazioni alla lotta contro il Covid-19.

“In questo momento difficile, nell’immobilità e impotenza di questa emergenza io e altri colleghi del mondo orafo ci siamo chiesti come poter aiutare” spiega Valentina Barella, orafa e designer di Roma.

Il confronto tra i vari designer ha scaturito l’idea di un’asta di gioielli in cui donare ognuno una propria opera e il cui ricavato verrà versato direttamente dal vincitore dell’asta alla Croce Rossa Italiana o in alternativa si potrà scegliere tra le campagne di GoFundMe #insieme contro il Coronavirus all’indirizzo internet https://it.gofundme.com/c/act/insieme-contro-il-coronavirus.

“Abbiamo pensato ad un’asta perché ogni vincitore potrà eventualmente donare ancora di più versando un contributo maggiore alla campagna di sua preferenza” continua Valentina.

L’asta sta avvenendo, in modo virtuale, sul gruppo Facebook Crown Jewels Funding Italy creato appositamente per l’evento.

L’evento benefico è iniziato il 24 Marzo e durerà fino al 26 marzo. Già da questo momento quindi tutti gli interessati e curiosi possono iscriversi per trovare una selezione di pezzi di design, contemporanei e artigianali realizzati da orafi, designers ed artisti del panorama nazionale ed internazionale.

La bellezza salverà il mondo?

Sicuramente in questo caso un oggetto di prestigio e desiderabile potrà contribuire nel suo piccolo ad aiutare le prime linee di questa immane emergenza.

“I vincitori verseranno l’importo direttamente in beneficenza e sarà premura di ogni artista far arrivare il gioiello ad ogni vincitore, non appena la situazione lo permetterà, a proprie spese” conclude Valentina.

Per partecipare all’asta benefica basta recarsi al gruppo Facebook www.facebook.com/groups/233067231199537 e commentare sotto l’oggetto con la somma che si intende devolvere.

 

Riguardo gli artisti, designer e orafi promotori dell’iniziativa

Janos Gabor Varga – orafo, un tuttofare. Nato in Ungheria, vive a Genova ed ha fondato la Blind Spot Jewellery. Sito internet: blindspotjewellery.carbonmade.com.
Valentina Barella – orafa e designer di Roma, proprietaria della ditta Oriunda Jewels. Sito internet: www.oriundajewels.com.
Elena Martinelli – di formazione architetto, orafa, di Genova. Sito internet: www.elenamartinelli.com
Iva Mladenovova – Di formazione grafico pubblicitario, ha vissuto in Italia 13 anni prima di tornare in Repubblica Ceca. Da poco ha fondato l’azienda Secret Forest, creando gioielli ispirati alla natura. Sito internet: www.facebook.com/SecretForestJewelry.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Coronavirus: le regole per l’igiene dell’automobile per chi viaggia in auto

Roma, 20 marzo 2020 – Il settore dell’automotive continua a lavorare nel rispetto di tutte le disposizioni governative che si sono succedute dall’8 marzo ad oggi per far fronte all’emergenza del Coronavirus. 

Come sappiamo, la normativa attualmente consente di uscire da casa esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessità o ragioni di salute, dichiarate in un’autocertificazione da esibire ad un eventuale controllo delle Forze dell’Ordine. Queste regole sono valide a prescindere dal mezzo usato per muoversi: a piedi, in bici, in moto, in auto o con qualsiasi altro mezzo di trasporto.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Borrelli, general manager di Noleggio Semplice (www.noleggiosemplice.it), azienda che si occupa di noleggio a lungo termine, di fornirci un’indicazione delle regole da seguire per mantenere una corretta igiene dell’autovettura.

“Il nostro lavoro non si è mai fermato alla consegna dell’autovettura noleggiata, per cui oggi, più che mai, sentiamo il dovere morale di “sedere” a fianco dei nostri clienti,  che per necessità diverse devono continuare a spostarsi in auto anche in questo periodo. Gli spostamenti su gomma, per i motivi suddetti, sono quindi consentiti e siccome, da sempre, Noleggio Semplice spende la sua professionalità in questo settore sente il bisogno di assistere i cittadini nella guida anche e soprattutto in questo momento.”

L’intento è quello di fornire un chiaro e semplice VADEMECUM che vi ricordi le regole igieniche da seguire per una guida “in sicurezza” anche in tempi di Coronavirus.

Questi i consigli che Alessandro Borrelli fornisce ai propri noleggiatori a lungo termine:

  1. Di curare la pulizia degli elementi esterni dell’auto, che inevitabilmente vengono toccati nell’utilizzo quotidiano della stessa: maniglie, portiera e altro. Ricordiamo, infatti, che il coronavirus può sopravvivere fino a 12 ore sulle superfici metalliche, per cui è indispensabile tenerle pulite. Va aggiunto, che anche il sole fa la sua parte, un’elevata esposizione ai raggi solari delle superfici, infatti, è data come antagonista alla vitalità del Covid-19.
  2. Di igienizzare con prodotti sanificanti le superfici interne dell’autovettura, prestando particolare attenzione alla pulizia del volante, del cambio, del cruscotto, delle pulsantiere, del Touch-screen e delle chiavi di avviamento, in quanto componenti che vengono maggiormente a contatto con le nostre mani.
  3. Di sostituire i filtri dell’aria condizionata o almeno disinfettarli con spray specifici per contrastare la circolazione dei batteri aerobici all’interno dell’abitacolo.
  4. Di usare l’aspirapolvere sulla tappezzeria e lavarla con appositi prodotti detergenti, soffermandosi sui tappetini dell’auto, poiché anche residui di cibo potrebbero diventare ricettacolo di batteri. 
  5. Di lavare le mani con la massima frequenza sotto l’acqua corrente, quando possibile, o comunque con soluzioni alcoliche da tenere sempre a portata di mano, avendo cura di utilizzarle ogni volta che si rientra nell’autoveicolo e prima di toccare qualsiasi elemento interno, riducendo così nettamente il rischio di contaminazione dell’abitacolo.
  6. Non serve munirsi di mascherine quando si guida soli in auto, è sufficiente il “filtro” comunemente presente in tutte le autovetture. Non c’è alcun pericolo di contrarre il virus se si viaggia con i finestrini chiusi, anche in zone ritenute pericolose, non si può essere infettati da persone che starnutiscano o tossiscano all’esterno di una vettura chiusa.

Concludendo Borrelli invita chi noleggia un’auto a cercare di godersi ancora i propri brevi o lunghi viaggi “poiché rispettando queste poche e semplici norme di comportamento ispirate alla razionalità e al buon senso, la nostra autovettura resta un posto sicuro in cui abbandonarsi al piacere della guida, magari con il nostro sottofondo musicale preferito, poiché l’umore di un guidatore, non è mai da considerare un fattore marginale”. 

 

 

 

 

Emergenza Covid-19 e Demenza: un sostegno dal progetto #oltreledistanze

Con il progetto #oltreledistanze anche con il Coronavirus l’assistenza agli ammalati di demenza non chiude

Roma, 20 marzo 2020 – Sono ben 60 milioni gli italiani che sono alle prese con le misure restrittive anti Covid-19, tra queste molte famiglie di persone che convivono con la Demenza.

Impossibilità di sostare accanto ai propri cari ricoverati, impossibilità di raggiungere le case protette se non per via telematica, centri diurni chiusi: queste sono solo alcune delle difficoltà che i carepartners stanno attraversando in questo difficile momento.

E le persone che convivono con la Demenza?

Difficile per loro capire le ragioni profonde di questo periodo di isolamento, la motivazione per cui la loro routine sta cambiando e non è possibile ricevere l’affetto diretto dei propri cari.

Mai come ora, le persone che convivono con la Demenza e le loro famiglie necessitano di un supporto concreto per sostenere il carico emotivo e consigli preziosi per ristrutturare le loro giornate.

Famiglie di persone fragili che si sentono sole nel confrontarsi con esigenze che, per queste limitazioni, diventano più dure. Con l’invito a mantenere le distanze, si inasprisce il senso di impotenza che provano. Sono tante le domande, e sono pochi coloro a cui chiedere purtroppo.

Situazioni difficili che possono dar luogo a reattività inaspettate. Certo, contro il virus si può chiudere ma la demenza purtroppo non chiude mai.

In questo momento di isolamento e immobilità della maggior parte dei servizi alla persona, il modello sociosanitario e organizzativo Sente-mente, continua a tutelare il benessere di milioni di famiglie e persone che convivono con la Demenza residenti in tutta Italia.

Gli esperti socio-sanitari del Sente-Mente team, capitanati dalla fondatrice del modello Letizia Espanoli, hanno deciso di restare in prima linea nel supporto alle famiglie in difficoltà, e lo fanno lanciando il progetto #oltreledistanze: noi restiamo aperti (Link: facebook.com/hashtag/oltreledistanze).

In questo momento, sono già milioni i carepartners che stanno ricevendo quotidianamente brevi video con indicazioni per avere cura di sé, del proprio caro e vivere al meglio la quotidianità.

Più di 10.000 famiglie sono collegate in questo momento attraverso gruppi di WhatsApp e attraverso il gruppo Facebook “Sente-mente” per le persone che vivono con demenza ed i loro carepartners”.

Il progetto si articola in alcune  principali direzioni:

* attraverso la pubblicazione sulla pagina Facebook di video quotidiani “Sente-mente per le persone che vivono con la demenza ed i loro carepartners” (che conta oggi quasi 9000 persone) dedicati alle famiglie si vogliono attuare azioni di sostegno e di formazione su piccole strategie quotidiane per aumentare la resilienza e creare azioni quotidiane per aumentare il benessere della persona e del suo carepartners;

* sempre sulla stessa pagina condividiamo video per le famiglie che stanno vivendo la difficile situazione di avere una persona che amano in residenza per anziani e vivere questa separazione con ansia e preoccupazione;

* sempre sulla stessa pagina stiamo facendo delle dirette Live con esperti sulla prevenzione del virus a domicilio, sulle strategie emozionali, sulle strategie assistenziali, con indicazioni anche di attività rilassanti e capaci di prevenire i disturbi del comportamento quali il massaggio alla mano;

* attraverso l’avvio di gruppi Whatsapp dedicati alle famiglie delle Sente-mente, comunità amiche che si sta sostenendo  con materiale, soprattutto rispondendo  in modo puntuale, attraverso i diversi Felicitatori nazionali, alle loro domande;

* attraverso la pagina You Tube di Letizia Espanoli veicolare tutti i video fino ad oggi registrati;

* accogliendo richieste di aiuto da direttori di case per anziani, famigliari, persone che vivono con demenza alla mail espanoli.letizia@gmail.com ed attivando colloqui personalizzati online per rispondere alle domande ed alle preoccupazioni

Ogni giorno, fino a quando questo sfidante periodo non sarà concluso, i Felicitatori del Sente-Mente project (professionisti socio sanitari educativi) hanno scelto di essere accanto alle famiglie ed alle persone che vivono con demenza.

“In questo momento delicato dedicato al Covid-19, io e il Sente-Mente team scegliamo anche noi di non fermarci e di restarvi accanto: non siete soli!” questo l’accorato appello lanciato da Letizia Espanoli a tutte le famiglie.

Per saperne di più sul progetto di supporto alle famiglie con demenza visitare il sito di Letizia Espanoli www.letiziaespanoli.com e sul canale Youtube www.youtube.com/user/EspanoliLetizia.

 

 

 

Ideatrice del modello Sente-Mente

 

Premio “Penisola Sorrentina”: per il “dopovirus” rilanciare la #BellezzaItalia con programmi integrati tra cultura e turismo

Oggi chat e dirette con gli artisti sui canali web, come chiesto dal Ministro Franceschini. E domani? Il patron Mario Esposito: “dobbiamo lavorare per tenerci pronti alla ripresa e riposizionare il brand  #BellezzaItalia. Occorrono progetti pilota istituzionali organizzati per ambiti territoriali

Napoli, 17 marzo 2020 – L’emergenza Covid19 è in corso. Ed ancora nel Paese, in particolare in  Campania e nelle regioni del Sud, si aspetta il picco dei contagi.

C’è però chi, nel rispetto delle regole governative, continua a lavorare e a preparare l’edizione 2020 del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” che sarà dedicata alla Bellezza. Quella Bellezza che è stata ed è il tratto distintivo del nostro Paese.

Tutti i social del Premio sono inondati, quasi a cadenza quotidiana,  da dirette web e collegamenti ai canali Youtube ufficiali di artisti amici del Premio come Sergio Cammariere, Danilo Rea, Luca Barbareschi, solo per citarne alcuni.

Dobbiamo tenerci pronti a gestire però il post virus, dichiara il patron Mario Esposito. “Sarà necessario per il nostro territorio sperimentare una gestione associata della promozione turistica e culturale, allo scopo di raggiungere risultati efficienti. Occorre, però, prepararsi sin d’ora. Non sarà più il tempo degli individualismi”, continua il giornalista alla guida della prestigiosa rassegna culturale.

Sono di poche ore fa infatti le dichiarazioni della viceministra agli esteri Marina Sereni dopo il Decreto Legge #CuraItalia in cui si evidenzia che occorre ripartire dalla cultura e dal turismo, settori più colpiti dalla crisi e al tempo stesso ottimi strumenti di promozione economica.

“La dimensione economica del Paese cambierà, è scontato affermarlo. Tutti i settori dovranno ripensare ai loro processi produttivi. Sarà necessario riposizionare il brand #BellezzaItalia nel mondo e all’interno dello stesso Paese, per ridare fiducia ed ottimismo”, dichiara Mario Esposito.

“Alla Penisola Sorrentina sarà chiesto un grande sforzo per rimettersi in piedi e tornare ad essere competitiva. Ha però tutti gli ingredienti per farlo. Stavolta sarà necessario però riproporsi con la responsabilità e la consapevolezza della propria Bellezza per cercare nuove sponde e un nuovo mercato. Ci vorrà del tempo. Occorre ripensarsi. Speriamo che dalla crisi, oltre che più poveri economicamente, potremo uscire più ricchi umanamente ed intellettualmente”.

A livello operativo, il patron del Premio “Penisola Sorrentina”  pensa ad una programmazione culturale istituzionale divisa per ambiti territoriali: “Non bastano sussidi e piccoli risarcimenti per il settore culturale”, dichiara Esposito.

“Occorrono programmazioni integrate, di qualità, coordinate, divise per ambiti territoriali, che in un’ottica di sussidiarietà  vengano portate sui tavoli di Enti locali, Regione e Stato per ottenere finanziamenti importanti, in grado di rimettere in moto un sistema che rispetto agli altri non produci effetti economici immediati ma di lunga durata, andando anche ad impattare su fenomeni sociali complessi e delicati, come il senso della comunità, dell’appartenenza, della creatività , dell’autoimprenditorialità,  dei giovani.

“Speriamo che dopo tanta tanta distanza necessaria a contenere il contagio, ci si riavvicini a un tavolo di programmazione con una nuova prossemica intellettuale, un nuovo progetto generale di Uomo, di Cultura, di Bellezza”, conclude Mario Esposito.

 

 

Il patron della Kermesse, Mario Esposito

 

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