Coronavirus: contro il burnout del personale sanitario e scolastico stanze della Rabbia e del pianto in Ospedali, Rsa e Scuole

Da Torino la proposta dell’artista Colline di tristezza a tutela del mondo della scuola e della sanità indirizzata al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai Ministri di Istruzione e Sanità

Torino, 26 gennaio 2021 – Istituire stanze della rabbia e/o camere del pianto negli ospedali, nelle Rsa e nelle scuole fruibili da medici, infermieri, OSS, insegnanti e personale scolastico allo scopo di alleviare lo stress e la tensione cui sono sottoposte queste categorie di lavoratori e contribuire pertanto a diminuire il rischio di burnout. Questa è la proposta presentata dall’artista Colline di tristezza, proposta che è rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai ministri Speranza (Salute) ed Azzolina (Istruzione).

Rage room e camere del pianto

Le rage room o stanze della rabbia sono delle stanze in cui, vestiti con le adeguate protezioni per non rischiare di farsi male, è possibile spaccare una serie di oggetti e smaltire così le tensioni accumulate. Sono nate come stanze presenti all’interno delle multinazionali giapponesi dove i dipendenti potevano sfogarsi liberamente contrastando il rischio di esaurimento da lavoro.

In Italia al momento sono meno di una decina. Per quanto riguarda le camere del pianto anch’esse sono state inventate in Giappone e sono stanze dotate, fra l’altro, di strumenti per la visione di film e di fazzolettini, destinate a donne che possono piangere lontano da occhi indiscreti per scaricare lo stress in questa maniera.

Per la parità dei sessi il “non-cantante” torinese suggerisce l’idea che rage room e camere del pianto siano utilizzabili da entrambi i sessi a seconda di come la persona preferisca scaricare le tensioni. “Potrebbero anche essere soluzioni similari e compatibili con lo spazio disponibile nelle strutture”, fa notare l’artista.

Secondo Colline di Tristezza “bisogna innanzitutto pensare alla salute mentale del personale sanitario e scolastico duramente provato dall’emergenza”.

Inoltre queste stanze potrebbero essere di utilità, se presenti nelle scuole, anche per le vittime di bullismo, “in un’ottica futura quando si tornerà ad una normalità con lezioni in presenza al 100%”.

Riguardo l’artista

L’artista Colline di tristezza è conosciuto al pubblico principalmente per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), ma anche per l’impegno contro il fumo e a supporto dei vegani, appelli, proposte e jingle non-cantati (definiti da lui stesso con il termine “Jingle-Karaoke” in quanto cantabili dagli ascoltatori).

Lo scorso mese ha caricato sul suo canale Youtube (www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw)  il brano “Megan Fox” cantato da un Vocaloid, una voce virtuale artificiale, che parla della solitudine dei single durante il lockdown al tempo della pandemia da Covid-19.

 

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collineditristezza@gmail.com

 

Contro lo stress da Coronavirus Rage Room e Camere del Pianto in Ospedali, Rsa e Scuole

Da Torino la proposta dell’artista Colline di tristezza a tutela del personale sanitario e scolastico ed indirizzata alla Presidenza della Repubblica e ai Ministeri di Salute ed Istruzione

Torino, 13 gennaio 2021 – Istituire stanze della rabbia e/o camere del pianto negli ospedali, nelle Rsa e nelle scuole disponibili per medici, infermieri, OSS, insegnanti e personale scolastico allo scopo di alleviare lo stress e la tensione cui sono sottoposte queste categorie di lavoratori. La proposta è dell’artista Colline di tristezza, ed è rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai ministri Speranza (Salute) ed Azzolina (Istruzione).

Rage room e camere del pianto

Le rage room o stanze della rabbia sono sostanzialmente delle stanze in cui, vestiti con le adeguate protezioni per non farsi male, è possibile spaccare una serie di oggetti e smaltire così le tensioni accumulate.

In Italia al momento ve ne sono cinque. Per quanto riguarda le camere del pianto anch’esse sono state inventate in Giappone e sono stanze equipaggiate anche con strumenti per la visione di film e con fazzolettini, destinate a donne che possono piangere lontano da occhi indiscreti per scaricare lo stress in questa maniera.

Per la parità dei sessi il “non-cantante” torinese suggerisce che rage room e camere del pianto siano utilizzabili da entrambi i sessi a seconda di come la persona preferisce scaricare le tensioni. “Potrebbero anche essere soluzioni similari e compatibili con lo spazio disponibile nelle strutture”, precisa l’artista.

Secondo Colline di Tristezza “bisogna innanzitutto pensare alla salute mentale del personale sanitario e scolastico duramente provato dall’emergenza”.

Inoltre queste stanze potrebbero essere utili, se presenti nelle scuole, anche per le vittime di bullismo, “in un’ottica futura quando si tornerà ad una normalità con lezioni in presenza al 100%”.

Riguardo l’artista

L’artista Colline di tristezza è noto al pubblico principalmente per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), ma anche per l’impegno contro il fumo e a supporto dei vegani, appelli, proposte e jingle non-cantati (definiti da lui stesso con il termine “Jingle-Karaoke” in quanto cantabili dagli ascoltatori).

Lo scorso mese ha pubblicato sul suo canale Youtube (www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw)  il brano “Megan Fox” cantato da un Vocaloid, una voce virtuale artificiale, che parla della solitudine dei single durante il lockdown al tempo del coronavirus.

 

 

 

 

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Solitudine da lockdown: farsi compagnia con le real doll il tema del brano “Megan Fox”

Nel brano cantato da una cantante virtuale (un Vocaloid) l’artista torinese (senza volto) parla di un uomo che compra una sex doll identica alla modella (e attrice) americana per combattere lo stress e la solitudine da lockdown.

Torino, 10 dicembre 2020 – Da quando è iniziata la pandemia da Coronavirus e dal primo lockdown le vendite di real doll (o sex doll) sono aumentate in maniera vertiginosa. A comprarle soprattutto i single. Ed è proprio di queste bambole iperrealistiche e della solitudine dei single costretti a casa che si parla nel brano di Colline di tristezza.

Il “non-cantante” (come ama definirsi), noto per i suoi jingle non cantati e per le sue iniziative in diversi campi a partire dalla proposta di un’innovativa maglietta con igienizzante (la T-Soap) fino al calcio, al veganismo e alla mobilità sostenibile, propone questa volta un brano cantato da una voce creata al computer, tramite un software in grado di sintetizzare la voce umana (Vocaloid).

Prima” è il nome di una delle voicebank (ovvero delle voci che si possono acquistare insieme al software) disponibili con questo software, ed è la cantante del brano.

Di che cosa parla “Megan Fox”?

“Megan Fox” racconta la sofferenza emotiva di un single estroverso (e quindi non di un uomo introverso privo di skill sociorelazionali, come ci si potrebbe aspettare) con all’attivo una vita sociale molto intensa che ha grandi difficoltà a stare chiuso in casa senza passare “serate con gli amici” e poter uscire “con le tipe” e questo ha chiaramente degli effetti sulla sua salute mentale.

Per questo decide di acquistare una real doll (o sex doll), per alleviare la sofferenza, lo stress, l’isolamento.

L’artista dichiara di non amare affatto il termine sex doll, ma di preferire il termine real doll o love doll, per dare una connotazione anche più affettiva e di compagnia e non solo sessuale.

Colline precisa di aver utilizzato nel brano il verbo “assemblare” invece di un altro verbo per non creare fraintendimenti e fugare doppi sensi che “avrebbero compromesso lo spirito con cui è stato scritto il brano”. Per sottolineare il fatto che la bambola non può tradire viene utilizzata una similitudine con Bernard Madoff, condannato per una delle più grandi truffe finanziarie di tutti i tempi: “Lei non ti tradisce come Madoff”.

Le dichiarazioni dell’artista sul tema trattato

“Sono consapevole di sottopormi inevitabilmente al giudizio dell’opinione pubblica per quanto riguarda l’argomento trattato da questo brano e che ci potranno essere delle critiche magari da parte di alcune femministe o da parte di alcuni giornalisti di Torino a cui non sto simpatico. In tal caso ne prenderò atto, non si può piacere a tutti e fa parte del gioco. La scelta di utilizzare un nome d’arte mi permette una maggiore libertà nel processo creativo, ma ovviamente non mi posso sottrarre al giudizio delle mie conoscenze più strette. Sicuramente in quel caso le critiche mi toccano di più” – questo ha dichiarato l’artista in merito a come l’opinione pubblica potrebbe giudicare il tema trattato dal brano.

È stata scelta Megan Fox, perché rappresenta “un’icona femminile del nostro tempo” nell’immaginario maschile da un bel po’ di anni. La storia sarebbe traslabile anche a generi invertiti con una donna single che fa un acquisto di questo tipo per trascorrere il lockdown in “compagnia” e questo dovrebbe “rassicurare le femministe”.

Le fonti di ispirazione per questo brano sono molteplici, fin dal film “Lars e una ragazza tutta sua” alle notizie di cronaca di questi ultimi anni come “matrimoni” o “fidanzamenti” tra uomini (l’ultimo è un bodybuilder kazako) e real doll oltre ad un uomo in Inghilterra che ne ha comprata una somigliante alla cantante americana Janet Jackson durante il lockdown.

Il brano è ascoltabile a questo link ( https://www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw ).

Ricordiamo che il Vocaloid prima canta con l’accento di una persona anglofona (perché Vocaloid non ha voci che cantano in lingua italiana ed è stato necessario agire sulla fonetica del programma per farla cantare in italiano) ed è per questo che in descrizione è stato caricato il testo del brano in modo che sia più facilmente comprensibile dagli ascoltatori.

 

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Megan Fox (Fonte foto Wikimedia: https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Megan_Fox_Jennifers_Body_TIFF09_2.jpg)

 

 

 

 

Rifiutato da più di 10 mila donne: Esperimento su Tinder di un artista di Torino

Il test porta la firma di Colline di tristezza che ha “swipato” a destra su Tinder oltre 10 mila donne tra Copenaghen ed Amsterdam non ottenendo nessun match: probabile uno shadowban su chi esegue troppi swipe a destra

Torino, 29 settembre 2020 – L’artista torinese Colline di tristezza, noto per i suoi jingle non cantati e per varie iniziative (in tema di trasporto ferroviario, veganismo, calcio, ma non solo), la più nota delle quali è una proposta per una t-shirt con l’igienizzante, ha deciso di fare un esperimento su Tinder.

Ricordiamo che sulla popolare app di incontri, “swipare” cioè scorrere il profilo verso destra significa mostrare interesse verso quel profilo, mentre “swipare” a sinistra equivale a scartare quel profilo.

Sapendo che il match rate, ovvero il tasso di successo per l’uomo medio sulla popolare app di dating è circa lo 0,6% (un valore molto più basso rispetto all’equivalente femminile pari a circa il 10%) ha deciso di portare alle estreme conseguenze questo concetto, creando un profilo con una foto di un gatto (presa sul web), senza sue foto (che non è una novità per l’artista che si muove da sempre nell’ombra) e con una descrizione molto vaga richiamando in modo generico il suo essere vegano e la passione per la musica, non svelando la sua identità.

Nella sezione bio del profilo si faceva riferimento all’interesse di chattare con qualcuno in modo molto generico. L’obiettivo era quello di vedere se ci sarebbe stato un match entro i 20 mila swipe a destra, data la percentuale menzionata sopra.

L’esperimento

L’artista allora si posiziona virtualmente (con la versione base di Tinder) a Copenaghen e scorre più di 7000 profili di donne comprese tra i 22 e i 42 anni nel raggio di 24 km, non ottenendo in cambio nessun match (corrispondenza) e non riscontrando limitazioni in termini di swipe a destra.

Quindi l’artista si sposta ad Amsterdam virtualmente e qui prosegue il test arrivando a scorrere altri 4200 profili di donne, lasciando inalterate tutte le impostazioni, non ottenendo in cambio nessun match.

A questo punto Colline comincia ad avere qualche dubbio. Cercando e ricercando su Internet gli viene il sospetto di essere stato vittima di shadowban ovvero in soldoni il profilo non viene mostrato nei risultati. L’artista decide allora di voler ricercare la prova di questo shadowban e si avvale del servizio dell’app a pagamento Cheaterbuster usata in genere per scoprire se il partner di una persona usa Tinder e quindi è potenzialmente un traditore o una traditrice.

In questo caso Colline di tristezza la utilizza per cercare il suo profilo nella zona in cui “si trova” quindi ad Amsterdam e in quel momento scopre che il suo profilo non appare nemmeno nei risultati di ricerca. A questo punto la conclusione è che lui ha ottenuto 0 match su oltre 10 mila swipe a destra, ma molto semplicemente queste donne non hanno nemmeno visto il suo profilo, perché è stato nascosto.

Colline di tristezza mette in guardia sul fatto che “se si swipa troppo velocemente senza fare selezione l’app potrebbe percepire l’utente finale come un bot e quindi ricorrere a questo shadowban”. Il consiglio è quello di optare per un classico 70% sì e 30% no e non quello di mettere un like a tutti i profili indiscriminatamente.

Nel suo caso non aveva nemmeno limitazioni di swipe a destra, l’applicazione lo lasciava scorrere a destra liberamente senza limiti, finché non erano finite le persone nei dintorni e questo magari accadeva dopo 2000 o 3000 swipe.

Il “non-cantante” conclude spiegando che si è trattato “solo di un mero esperimento”.

 

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I vegani chiedono a Ferrero e Barilla di produrre uno snack vegan-friendly simile al Kinder Bueno

L’artista Colline di tristezza attraverso i Social si fa portavoce delle richieste dei vegani a Ferrero e Barilla. Adesso si attende la risposta delle due multinazionali.

Torino, 24 agosto 2020 – Su Facebook esiste una pagina dal nome “Petizione – Kinder Bueno 100% Vegetale” (www.facebook.com/petizionekinderbuenovegetale) con oltre 500 sostenitori, per richiedere alla Ferrero la produzione di uno snack simile al Kinder Bueno, ma senza derivati animali e pertanto adatto anche ai consumatori vegani.

L’iniziativa è stata lanciata dall’artista torinese Colline di tristezza, noto in Italia per la proposta della maglietta con l’igienizzante (T-Soap) e per altre iniziative i cui ambiti toccano ferrovie, mobilità sostenibile e calcio.

La pagina è stata creata a marzo, ma dato il lockdown, l’iniziativa è partita ufficialmente a giugno, quando, a mezzo stampa, Colline di tristezza ha proposto alla Ferrero di produrre un Kinder Bueno 100% vegetale. Ora la pagina è cresciuta e conta oltre 500 like, tra cui anche non vegani.

Fa sapere l’artista che il numero di persone favorevoli all’iniziativa, sarebbe sicuramente in realtà molto più alto, ma molti semplicemente non sono venuti a sapere dell’iniziativa.

L’iniziativa dei vegani

La proposta nasce per motivazioni etiche e non salutistiche, ma va segnalato che diversi sostenitori hanno invocato l’eliminazione dell’olio di palma (nonostante la questione sia dibattuta sotto vari punti di vista anche tra vegani stessi).

Si richiede alla Ferrero un comunicato stampa pubblico di avvenuta presa visione della proposta e un feedback a riguardo. Il non-cantante torinese, per festeggiare il raggiungimento dei 500 sostenitori, ha caricato su Youtube un jingle (https://www.youtube.com/watch?v=UdHWRioktL8 ) con il nome dello snack modificato in “Dinker Nuebo 100% Vegetale” (per rispettare la normativa sui marchi).

L’artista piemontese ricorda che è stata formulata una seconda proposta alternativa, consistente in uno snack simile al Kinder Bueno con un riempimento a base di tiramisù non contenente derivati animali, anche questo adatto anche ai consumatori vegani. Questo snack è stato battezzato con il nome di “Lift”, per dare l’idea di un rialzo dopo il brutto anno che abbiamo vissuto.

La richiesta alla Barilla

Colline di tristezza decide ora di lanciare questa proposta anche al gruppo Barilla, dato che in periodi recenti abbiamo assistito “ad una sfida tra questi due colossi” con uno che è entrato nel segmento di mercato dell’altro e viceversa e, sempre secondo il promotore dell’iniziativa “se questa rivalità potesse far aumentare l’offerta di prodotti vegani, questo sarebbe estremamente positivo”.

Si richiede pertanto anche alla Barilla un comunicato pubblico di presa visione della proposta.

L’artista sostiene che basta guardarsi intorno per avere il senso di quanto il mercato (negli ambiti dolce e salato) sia cambiato e pertanto i grandi gruppi alimentari (dolciari e non) dovranno fare i conti con una categoria di persone che magari in precedenza hanno preferito ignorare.

Fa sapere inoltre l’artista di aver pensato all’ipotesi di trovare persone interessate all’iniziativa in paesi esteri meno popolosi come Svezia o Norvegia per la creazione di pagine locali a sostegno dell’iniziativa, dato che alcuni prodotti vengono prima lanciati in paesi più piccoli e poi successivamente nei paesi più grandi: “Al momento è solo un’idea ipotetica. Con questa pagina stiamo cercando di lanciare un assist per far capire che c’è un mercato per i prodotti vegan-friendly e pertanto l’aumento dell’offerta di questi prodotti rappresenta un’importante ambizione di questa iniziativa”.

 

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Una via di Torino da intitolare ad Alex Del Piero: la richiesta dell’artista Colline di tristezza

Creare una “Via Del Piero”: è la richiesta del nuovo jingle dell’artista torinese, che propone di dedicare una via della città al grande capitano bianconero.

Torino, 15 luglio 2020 – L’artista torinese Colline di tristezza, celebre per le sue proposte ed iniziative (chiamate “Jingle-Petizioni” perché accompagnate da jingle non-cantati con sottotitoli cantabili), in primis la maglietta con l’igienizzante T-Soap, questa volta sceglie il calcio.

Il “non-cantante”, come si autodefinisce, ha caricato sul suo canale Youtube un jingle rap sussurrato dal titolo “Via Del Piero” (https://www.youtube.com/watch?v=S8HOJ-VqODA) tramite il quale chiede al Comune di Torino di intitolare una via ad Alessandro Del Piero, storica bandiera della Juventus.

Colline di tristezza fa sapere che pure in un periodo non felice come questo, c’è bisogno di distrarsi anche con cose più frivole, come il calcio che però “costituisce una parte importante nella vita di molte persone”.

Dal giorno del suo addio alla squadra bianconera nel 2012, molti tifosi della Vecchia Signora lo rimpiangono nonostante la Juventus abbia inanellato una lunga scia di vittorie di titoli nazionali che dura dalla stagione 2011/2012.

Secondo Colline di tristezza, Pinturicchio meriterebbe una via intitolata a lui, in quanto rappresenta un pezzo importante di storia bianconera e pertanto anche di Torino.

A Jesolo è stato intitolato a lui un tratto del lungomare e secondo l’artista il capoluogo piemontese dovrebbe seguire l’esempio, “compatibilmente con il periodo storico non bello in cui stiamo vivendo”.

Colline di tristezza sceglie per questo jingle un genere ed un format molto diversi, ovvero il rap sussurrato (rappabile anche dagli spettatori) e non il consueto jingle-karaoke (ovvero cantabile dagli spettatori).

L’artista, la cui identità è sconosciuta, dichiara di non reputarsi un vero e proprio youtuber in quanto Youtube è solo una piattaforma in cui carica i suoi jingle.

Recentemente si è fatto promotore di una proposta per il Kinder Bueno 100% Vegetale a favore dei vegani, rivolta alla Ferrero dalla quale è attesa una risposta.

A riguardo fa sapere che c’è “grande entusiasmo” tra i suoi sostenitori, molti dei quali invocano l’eliminazione dell’olio di palma anche se la proposta non è nata come un’idea per uno snack più sano come erroneamente scritto da qualche testata.

 

 

 

Foto di Alessandro Del Piero (fonte Wikipedia)

 

 

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Piemonte: online il “Jingle-Karaoke” per la riapertura delle linee ferroviarie sospese

Ennesima iniziativa dell’artista Colline di tristezza: stavolta l’obiettivo è far riaprire le linee ferroviarie piemontesi sospese nell’ultimo decennio

Torino, 24 giugno 2020 – L’artista torinese Colline di tristezza, noto per le sue “jingle-petizioni” (ultima quella per il Kinder Bueno 100% Vegetale rivolta alla Ferrero), ha caricato sul suo canale Youtube un jingle-karaoke in cui attacca duramente Regione Piemonte, RFI e Trenitalia.

L’artista accusa la Regione di voler “uccidere la ferrovia”, sfruttando l’alibi della pandemia.

L’appello che l’artista fa a Regione, RFI e Ministero dei Trasporti è per questo di riaprire le linee che sono state sospese fin dal 2012 (e non), invece di pensare a chiuderne altre.

Nel 2012 sono state infatti sospese le seguenti linee:

Pinerolo-Torre Pellice, Savigliano-Saluzzo, Saluzzo-Cuneo, Asti-Castagnole-Alba, Mondovì-Cuneo, Alessandria-Castagnole, Alessandria-Ovada, Santhià-Arona, Ceva-Ormea, Novi-Tortona, Asti-Casale-Mortara, Asti-Chivasso.

Alcune sono state riattivate come la Savigliano – Saluzzo, la Asti- Castagnole delle Lanze – Nizza Monferrato e la Ceva- Ormea (le ultime due solo turistiche).

Colline di tristezza fa inoltre riferimento ai progetti che ci sono stati per far ripartire linee che erano state soppresse (non solo nel 2012) il progetto Metrogranda, una sorta di “metropolitana” per collegare i principali centri della provincia di Cuneo;

la proposta di Pier Vittorio Sodano per la riapertura della Santhià – Arona con un treno fotovoltaico.

Il “non-cantante” chiede a Regione Piemonte, RFI e Ministero dei Trasporti che non si sfrutti la pandemia per accantonare questi progetti e si proceda decisi verso il futuro, un futuro che “deve essere fatto di mobilità sostenibile”.

Aggiunge inoltre che “le piste ciclabili possono essere fatte anche senza demolire le vecchie linee ferroviarie” e che treno e bicicletta non devono essere in antitesi.

L’artista era già sceso in campo contro il divieto di trasporto biciclette di Trenord e a difesa della Pinerolo – Torre Pellice.

Un rapporto difficile con i giornali torinesi

A questo riguardo l’artista torna ad attaccare i giornali torinesi:

“Chiedetevi come mai, a parte un settimanale del pinerolese, i giornali di Torino hanno censurato la mia iniziativa a difesa della Pinerolo – Torre Pellice.

Inoltre, hanno censurato la mia jingle-petizione per il Kinder Bueno Vegetale e la mia proposta per la maglietta con l’igienizzante (T-Soap) che è stata riportata perfino su Il Messaggero. Chiedetevi come mai. La risposta è molto semplice e si chiama vegetofobia, ovvero l’odio verso i vegani”, dice l’artista.

Il “non-cantante” torinese prosegue quindi a ruota libera nel suo j’accuse ai giornali della città sabauda e tira una frecciatina a due famose VIP:

“Hanno spazio e tempo per parlare delle stupidaggini di personaggi discutibili come Chiara Ferragni o Myss Keta e non hanno spazio per proposte innovative. Vorrei rispondere alle accuse di alcuni giornalisti torinesi che dicono che io faccia pubblicità alla Ferrero. Ma io non faccio pubblicità alla nota multinazionale (non penso ne abbiano bisogno), la mia è solo una proposta. Questa discussione, prima che arrivasse l’emergenza, ha creato la faida tra me e loro ed è per questo che ho rilasciato il jingle-karaoke “Amen” in cui non gliele ho mandate a dire”, conclude Colline di tristezza.

Querelle a parte, speriamo che questo jingle-karaoke dal titolo “Uccidere la ferrovia” (ascoltabile e cantabile, leggendo i sottotitoli, a questo link https://www.youtube.com/watch?v=b1ZvCiNvwXc ) sia utile alla causa e aiuti ad andare verso la riattivazione delle linee ferroviarie sospese, incluse linee sospese prima del 2012 che possono essere di vitale importanza per rilanciare il trasporto ferroviario piemontese e decongestionare il traffico.

 

 

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La stazione di Chivasso

 


 

 

Al via la “Jingle-Petizione” per un Kinder Bueno vegetale

Nuove iniziative dell’artista torinese “Colline di tristezza, “padre” della maglietta con l’igienizzante, a favore dei vegani: lanciate due proposte alla nota multinazionale specializzata in prodotti dolciari, per una merendina 100% vegetale

Torino, 11 giugno 2020 – Il “non-cantante” torinese Colline di tristezza, celebre in Italia per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap) rivolta alle imprese italiane e alla Presidenza della Repubblica, ha caricato sul suo canale Youtube un finto “spot” dell’ ”Inde Uen100% Vegetale (il nome della merendina è stato modificato a causa della normativa sui marchi).

Lo scopo è richiedere alla Ferrero la produzione di una variante senza derivati animali del Kinder Bueno.

Il video a favore della proposta vegana

Il video è stato offuscato in alcuni punti per evitare problemi di marchio o di diritti di immagine, ma questa “menomazione artistica”, a detta sua, è “il prezzo da pagare per rendere l’iniziativa pubblicabile dalle testate”.

L’artista, recentemente sceso in campo contro il divieto di trasporto biciclette sui treni Trenord, sostiene che i vegani sono una quota costantemente in crescita della nostra società e la pandemia avrà un impatto ulteriore sulla scelta di ciò che portiamo sulle nostre tavole.

Secondo lui le aziende del comparto alimentare dolciario (e non) dovranno sempre di più tenerne conto e “non potranno fare finta di niente”.

Colline di tristezza dichiara: “Questa iniziativa è in cantiere da diversi mesi, ma poi è scattato il lockdown e ho ritenuto poco opportuno presentarla. Finalmente siamo tornati ad uscire di casa, il paese pur con tutti i suoi problemi si sta avviando ad una ritrovata normalità, per cui mi sono deciso a presentarla ora”.

La variante

L’autore del jingle-karaoke “Smetti di fumare” suggerisce poi un’ulteriore alternativa al gigante dolciario con sede ad Alba. Colline di tristezza propone un’idea di snack simile al Kinder Bueno, ma con un riempimento di tiramisù senza derivati animali e che lui ha deciso, per non violare la normativa sui marchi, di battezzare con il nome di Dinker Lift, per “dare l’idea del risollevarsi specialmente dopo un periodo come questo”.

La scelta di non inserire la parola “vegan” o “100% vegetale” per questa alternativa è per provare a lanciare un messaggio non divisivo in modo che anche le persone onnivore non guardino ad esso “con sospetto solo perché c’è scritto vegan”.

La petizione sui Social

La pagina Facebook della petizione per il Kinder Bueno 100% Vegetale si trova al link www.facebook.com/petizionekinderbuenovegetale mentre il video del finto “spot” è disponibile all’indirizzo  www.youtube.com/watch?v=jrT6951MF8E.

 

 

 

 

Lo stabilimento della Ferrero ad Alba

 

 

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L’artista “inventore” della maglietta con l’igienizzante: “I giornali torinesi mi censurano”

Torino, 26 maggio 2020 – L’artista torinese “Colline di tristezza”, noto in Italia per aver proposto l’idea della T-Soap, la speciale T-Shirt con l’igienizzante per disinfettare le mani e conosciuto per il jingle-karaoke “Smetti di fumare“, nonché per le sue jingle-petizioni, lancia un durissimo attacco dal suo canale Youtube al mondo del giornalismo torinese.

L’accusa che l’artista fa ai giornali della sua città, è di “discriminare i vegani e quindi censurare” tutte le sue iniziative, “anche quelle non vegane” e da cui potrebbe beneficiare tutta la comunità, in particolare la bizzarra e semplice idea della maglietta con igienizzante, chiamata  T-Soap (proposta lanciata alle imprese italiane e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella).

Come da copione, anche questa volta il non-cantante torinese sceglie il format da lui preferito, ovvero quello del jingle-karaoke, ossia un jingle (in questo caso non un vero e proprio jingle) non cantato, ma sottotitolato, in modo che gli spettatori possano cantarlo per conto proprio e lancia dure accuse di censura e discriminazione nei confronti della sua scelta vegana alla stampa della città sabauda, colpevole, a suo dire, di “stralciare ogni suo comunicato stampa e anche notizie vere”, pubblicate da giornali autorevoli.

Colline di tristezza ammette di tenere in modo particolare alla sua privacy e questo “potrebbe aver contribuito ad incrinare i rapporti con il mondo dell’informazione torinese”.

Al link www.youtube.com/watch?v=O6insp1rfJs il “dissing” ai giornali torinesi, dal titolo ‘Amen‘, ascoltabile previa attivazione dei sottotitoli.

 

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Coronavirus: artista inventa la T-SOAP, la T-shirt per disinfettare le mani

L’idea della speciale T-shirt è di un artista torinese che rivolge la proposta alle imprese italiane e al Presidente della Repubblica Mattarella

Torino, 5 maggio 2020 – In questo periodo di emergenza, molte le cose che sono cambiate e che stanno ancora cambiando. Tra queste anche tante le innovazioni che fioccano, per affrontare l’emergenza sanitaria. Ultima la proposta della T-SOAP, dell’artista torinese “Colline di tristezza”.

L’artista ha deciso di proporre un’idea alle industrie italiane e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la produzione di una T-shirt dotata di due piccole sacche contenenti igienizzante o sapone. Ognuna di queste due sacche è collegata ad un bottone e ad un buco da cui fuoriesce l’igienizzante. Vi sono un bottone e un buco a destra e, molto banalmente, un bottone e un buco a sinistra.

La persona con le mani da disinfettare, pigia con il gomito uno dei due bottoni e l’igienizzante fuoriesce appunto da uno dei due buchini. In questo modo, si può spruzzare l’igienizzante su entrambe le mani, una per volta, usando i due gomiti e i due bottoni diversi (nella foto della T-SOAP si può vedere la bozza del progetto).

Colline di tristezza si dichiara “disposto ad andare a comprare subito nei negozi od online questo gadget, nel caso venisse prodotto” e spera che questa “semplice e strampalata idea” che risolve il problema reale dell’igiene delle mani al tempo del Coronavirus, “possa essere gradita ai comparti industriali di pertinenza”.

Colline di tristezza è un artista “non-cantante”, famoso su Youtube per i suoi jingle Karaoke, non cantati, per dare spazio alle voci degli spettatori.

Ed è online su Youtube anche il jingle-karaoke (www.youtube.com/watch?v=ZNTYb8s3Jhw) della T-SOAP,  ascoltabile previa attivazione dei sottotitoli.

Questo rispetta quella che è ormai una prassi consolidata dell’artista, per presentare alle aziende e all’opinione pubblica le sue istanze e petizioni.

Una prassi che si può riassumere con i termini, da lui coniati di “jingle-petizione“, “jingle-proposta” o “jingle-appello” e che si avvale della formula, a lui tanto cara, del jingle-karaoke.

La scelta di non cantare i jingle, rappresenta una scelta stilistica precisa, in cui il non-cantante piemontese si trova perfettamente a suo agio ed è vissuta anche come volontà di obbligare l’ascoltatore finale a fare uno sforzo e provare a cantare lui stesso il brano, anche con tentativi maldestri e imbarazzanti.

Ciò che trapela maggiormente, dalla sua azione e dal modo in cui sono presentate le sue proposte, è il suo grande desiderio di privacy e di non essere associato ad un volto o persona reale.

La scelta di usare il termine soap invece di sanitizer (igienizzante) è per motivi eufonici e di metrica, e la stessa cosa, tiene a precisare l’artista, vale per il termine sapone invece di igienizzante, usato nel testo del jingle.

 

 

 

 

 

 

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