Nasce Regina, il 1° liquore italiano alla cipolla

Uno degli ortaggi più antichi, indispensabile, insostituibile e ricco di proprietà terapeutiche, ci regala Regina, il liquore spiritoso, novità assoluta per barman ed addetti al settore Food & Beverage, che partecipano alla sfida di inventare nuovi cocktail…

Pisa, 29 maggio 2017  Si chiama Regina, prende spunto da un’antica ricetta medicamentosa ed è tutto quello che dovrebbe essere un liquore unico ed estremamente artigianale.

Un’ infusione di erbe ed ortaggi segreti dove la cipolla è l’ingrediente caratterizzante, conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà antibiotiche.

 Quasi come un rituale magico, l’ideatore di Regina ha un suo metodo di selezione delle cipolle.

“Verifico personalmente che sia la semina che il raccolto avvengano esclusivamente a Luna Piena” – spiega Christian, chef e proprietario di un noto locale della Valdera  Regina è per chi vuole differenziare e distinguere la sua professionalità dalla massa, ideando la combinazione preferita in cocktail o molto altro”.

E se qualcuno pensasse che un liquore alla cipolla potrebbe avere qualche strano effetto, nessuna paura.

La cipolla è croce e delizia della cucina di tutto il mondo, che ha la rara capacità di associare in sé due caratteristiche di segno opposto: è energica, violenta, corroborante, “maschia”, se mangiata cruda, ed è delicata, raffinata, dolce, “femmina” se ingerita cotta.

Nel nostro caso la cipolla si presenta al massimo della sua femminilità, delicata e avvolgente, la sua infusione in alcol ci permette di esaltare al meglio le sue caratteristiche abbattendo le sue naturali difese da cruda che la caratterizzano per la sua vigorosità” rassicura Christian. 

“Ne risulta così un liquore che se utilizzato per un semplice drink è capace di regalare caratteristiche uniche, con un sapore delicato e per niente aggressivo, addirittura regale.

D’altronde chi avrebbe mai immaginato che l’aspro tipico del limone o l’amaro pungente del carciofo regalassero bevande tanto amate?

Le cipolle utilizzate provengono dall’azienda agricola di famiglia e da altre piccole attività amiche che hanno sposato il progetto e che, come pretende Christian, rispettino le fasi lunari nelle coltivazioni con metodologie naturali e senza l’utilizzo di prodotti chimici.

Il lancio ufficiale è previsto per il 9 giugno 2017, giorno di luna piena, ma già alcuni dei migliori locali hanno ricevuto in anteprima la loro bottiglia di Regina per ideare le loro proposte nuove, giovani e di tendenza.

L’invito ad ideare il proprio “elisir di lunga vita” è aperto a tutti i professionisti e amanti del genere.

Lui lo serve sia per il suo aperitivo insieme ad una dose di prosecco che liscio a fine cena completamente ghiacciato.

Regina ha una sua pagina Facebook dedicata dove poter curiosare tra storie e consigli.

Christian Lupi, chef che predilige la naturalità degli ingredienti è sempre alla ricerca di novità mantenendo uno stretto collegamento con la tradizione.

Il suo Regina è il 1° liquore in assoluto a base di cipolla nato per colmare l’esigenza degli operatori del settore Food & Beverage della continua ricerca di unicità ma anche per il privato appassionato da questo mondo.

LA CIPOLLA, DA SEMPRE REGINA ASSOLUTA DELLA CUCINA

La cipolla, ha sempre avuto un ruolo importante fin dai tempi antichi soprattutto per le sue numerose proprietà aromatiche ed antibiotiche, risultando laRegina assoluta della cucina.

Le prime tracce della presenza della cipolla risalgono già ai tempi degli egizi e vi sono infatti documenti testimonianti che la cipolla era parte integrante nella dieta degli schiavi che lavoravano alla costruzione delle piramidi per dotarli di maggior forza e benessere.

Divenne addirittura oggetto di culto, gli anelli perfetti e concentrici erano infatti associati alla vita eterna, tanto che alcuni bulbi sono stati ritrovati nei sarcofaghi di alcuni Re.

La cipolla avrebbe perciò il potere di assorbire le negatività e malattie, i principali usi magici, infatti, sono di natura protettiva ed esorcistica.

Per questo la cipolla sarà sempre la Regina della cucina, oggi anche in forma liquorosa.

 

 

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COMUNICATO N°1-2017

Casciana Terme Lari (PI), 28/05/2017

Christian Lupi

info@liquoreregina.com

facebook  @liquoreregina

tel.3313589378

 

Regina è perfetta ghiacciata

 

Arriva “Leggende Italiane”, lo store delle eccellenze italiane del food, moda, arte, design

Paolo Barichella presenta il suo nuovo format di store internazionale che coniuga alta cucina, scienza e tecnologia in un’esperienza di fruizione e acquisto senza precedenti

Milano, 5 maggio 2017 – Quando un’eccellenza entra nella storia, diventa leggenda e l’obiettivo di Leggende Italiane e far conoscere le eccellenze italiane nel mondo.

Leggende Italiane è il primo progetto di store 4.0 dedicato primariamente al food, e più estesamente all’italian lifestyle, che vuole portare nelle città del mondo le leggendarie eccellenze italiane con una proposta al mercato assolutamente unica.

È un innovativo format di punto vendita che coniuga tradizione, eccellenza e scienza, e che cambia totalmente l’esperienza di vendita e acquisto sia per l’investitore che per il suo cliente.

Nel format Leggende Italiane il food può considerarsi il“troian horse” per fidelizzare i clienti e per introdurli ai pilastri delle eccellenze del Made in Italy come design, moda, turismo e arte.

Il format viene presentato “in azione” agli investitori e al pubblico in occasione di Week & Food, il fuorisalone di TuttoFood, a Milano dal 4 all’11 aprile.

Il programma di incontri ed eventi day by day, è quotidianamente aggiornato sulla pagina Facebook www.facebook.com/leggendeitaliane.

Shop fisico + e-commerce

La prima intuizione presente nel format di Barichella è quella di aver unito lo store fisico – dove gustare l’alta cucina italiana e i suoi prodotti d’eccellenza, all’e-commerce: si prova il prodotto in negozio, lo si ordina direttamente da lì ed arriva a casa senza sorprese.

Un’altra grande novità del format è che permette di cucinare prodotti eccellenti senza un esborso importante per l’hardware della cucina: la strumentazione per cucinare è leggera e mobile.

Tanto che il format Leggende Italiane può diventare, ad esempio, un corner per offrire italian food di alta qualità all’interno di store di moda o design, o essere utilizzato in attività di catering e banqueting.
Com’è possibile?

Rigenerazione: freschezza, qualità e scienza

Questo è possibile grazie all’innovativo processo scientifico detto Food Regeneration System, dove rigenerare significa riportare un prodotto fresco, abbattuto all’origine, alle sue caratteristiche naturali.

È un nuovo approccio alla preservazione perfetta del prodotto fresco, che può poi venire cucinato in pochissimi minuti dall’ordinazione.

Questa avviene tramite un software che intragisce col cellulare del cliente, quindi il cliente al tavolo ordina direttamente dal suo smartphone sia le pietanze che desidera consumare che i prodotti che desidera acquistare in e-commerce (interazione 4.0).

La rigenerazione permette di evitare la linea di prodotto, riduce a zero il cibo avanzato (zero food waste).

 

LEGGENDE ITALIANE (Via Dante 14, Milano)


Programma Eventi


4 maggio, giovedì

ore 18,30 Presentazione di Leggende Italiane
Dalle Leggende che ci hanno permesso di avere dallo Smartphone, come strumento di comunicazione globale, al Food Retail 4.0
Inaugurazione della mostra a cura di Paolo Barichella che introduce i valori del Food Format Retail Made in Italy del futuro
Target: Stampa e B2B

5 maggio, venerdì

ore 18,30 Apericena con Javier Zanetti organizzato da Fondazione PUPI
Fondazione P.U.P.I. Onlus fu creata nel 2001 con l’obiettivo di operare nel settore della protezione integrale dei diritti dei bambini e degli adolescenti. La Fondazione è nata per volontà di Javier Zanetti e di sua moglie Paula, i quali decisero di creare uno spazio dove poter sviluppare questo progetto. Da quel momento lo scopo è stato quello di generare un modello di intervento che promuovesse la crescita dei settori sociali più vulnerabili.


Ingresso con donazione 35 Euro alla Fondazione PUPI Onlus

– ore 20.00: show cooking Chef Marco Avella nel corso dell’apericena Fondazione PUPI
– ore 21.00: show cooking Chef Marcello Ferrarini nel corso dell’apericena Fondazione PUPI

6 maggio, sabato

– ore 12.00 intervista Francine Segan – Food Historian
– ore 14.30 show cooking Chef Andrea Mainardi
ore 16,00 L’evoluzione del caffè

A volte l’evoluzione passa per un’involuzione. Il caffè lascia capsule e cialde e ritorna all’origine, il chicco macinato.

Leggende Italiane e Design Italiano a 360° dalla macchina La Rhea, al Coffee Design Kit di Mepra, alle ricette del Food Designer Paolo Barichella e al suo Sitema Coffee Design Kit.
Le forme del design passano in un bicchiere.

Un sistema unico e all’avanguardia per creare l’angolo di caffetteria ideale nei concept store, l’hotellerie e il food format retail.

Presenta Paolo Barichella con la partecipazione di La Rhea, Mepra e Caffè Morettino
ore 18,30 Presentazione di Leggende Italiane
Dalle Leggende che ci hanno permesso di avere dallo Smartphone, come strumento di comunicazione globale, al Food Retail 4.0
Introduzione del format a cura di Paolo Barichella che introduce i valori del Food Format Retail Made in Italy del futuro

Target Stampa e B2B
ore 19.30 Serata Apericena Partner

7 maggio, domenica

ore 16,00 Coolella: The legend of the ice cream in a tablet – La leggenda del gelato in pastiglia

Una sublime crema di gelato da servire nei ristoranti più rinomati attraverso il sistema creato dal Food Designer Paolo Barichella partendo da una pastiglia di ingredienti naturali a -18°C fresata in un minuto per ottenere l’evoluzione del gelato; L’ultima fontiera evolutiva del Gelato in ristorazione e nel Food Format Retail 4.0

Dai classici gusti e sapori, al gastronomico e il cocktail nel bicchiere di ghiaccio il tutto interpretato in chiave Cool Eating Experience… Cool ella!
Presenta Paolo Barichella con la partecipazione di Bologna Service, Nemox e Icydrink
– ore 18.30 performance di Bruno Vanzan, Bartender
– ore 19.00 Serata Apericena Partner

8 maggio, lunedì

– ore 14.00 show cooking dello Chef Roberto Valbuzzi
– ore 19.00 100per100 Italian Experience a cura di I Love Italian Food

9 maggio, martedì

ore 20.00 Serata Apericena Zini
Tutti i vantaggi e le qualità dei prodotti freschi abbattuti all’origine
Serata riserva a Buyers e addetti ai lavori Food Service con accredito

10 maggio, mercoledì

– ore 12.00 intervista Presidente Consorzio Tutela del Gavi
– ore 14.30 show cooking chef Daniel Canzian del “Ristorante Daniel”
ore 19.00 Serata Apericena Partner

11 maggio, giovedì

– ore 11.00 performance Mattia Pastori, miglior bartender d’Italia
ore 19.00 Serata Apericena Partner

 

Paolo Barichella.
Food Designer & Strategic Design Consultant

Paolo Barichella è un consulente e imprenditore attivo nell’implementazione strategica e operativa del Food Design nel business aziendale. È il principale teorico del design alimentare in Italia, a partire dal 2002.
Durante la sua carriera, ha sviluppato concept di successo per diverse aziende “Food Format Retail”; ha progettato prodotti alimentari e linee di prodotti per l’industria alimentare e il consumo di alimenti; ha scritto articoli e libri sul Food Design e ha presentato numerose conferenze internazionali sul tema.
È stato docente in Food Design presso le più importanti università italiane e internazionali, ha partecipato come designer alimentare nelle più celebri competizioni mondiali di cucina, pasticceria e gelati ed è stato testimonial per diverse aziende, eventi, trasmissioni televisive.
Lavora come consulente per grandi clienti e gruppi industriali ed è personalmente coinvolto come investitore e direttore in alcuni progetti alimentari innovativi.

Tra gli esempi di food retail format sviluppati dalla consulenza di Paolo Barichella si possono citare: Cioccolati Italiani, PanB, MSC Cruise, Autogrill Bistrot.
Oggi Paolo Barichella, non più solo al servizio delle aziende, ma come imprenditore, ha deciso di condensare il know-how acquisito per creare LEGGENDE ITALIANE il più avveniristico concept di Food Format Retail mai progettato.

 

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Ufficio stampa
ITALENT
Cinzia Moretti – 3401566460

Business Contacts – leggendeitaliane@italentfood.eu

 

Ritorna Meditaggiasca, per valorizzare la preziosa oliva Taggiasca

Taggia (IM), 24 aprile 2017 – Anche quest’anno ritorna Meditaggiasca, l’evento dedicato alla grande oliva Taggiasca che si terrà sabato 6 e domenica 7 maggio 2017 dalle ore 11 alle ore 18.

Il rinomato evento è organizzato dall’Associazione Oro di Taggia con l’Associazione produttori Moscatello di Taggia e Witaly, azienda organizzatrice di eventi enogastronomici nel territorio nazionale.

L’associazione Oro di Taggia nasce per salvaguardare e promuovere l’olio e l’oliva di cultivar Taggiasca, e si rivolge sia ai produttori, per confrontarsi e migliorare le tecniche agricole, di frangitura e di commercio, sia agli utilizzatori, per fare capire meglio le caratteristiche dell’olio e dell’oliva, ed indirizzarli nell’assaggio.

L’Associazione produttori Moscatello di Taggia è invece un’ associazione che riunisce i produttori del moscatello garantendone la qualità dei vini con un rigido disciplinare di produzione ed accurati controlli.

Le giornate saranno coordinate e commentate da Luigi Cremona, noto giornalista enogastronomico

Nei giorni dell’evento tanti saranno gli chef che si esibiranno in cooking show spettacolari:

Cristoforo Trapani – Magnolia (Forte dei Marmi LU), Tano Simonato – Tano Passami L’Olio (Milano), Riccardo Farnese – U Titti (Lingueglietta IM), Mirella Porro – Il mangiarino (Albenga SV), Andrea Ribaldone – Osteria Arborina (La Morra CN),  Davide Zunino, Nikita Sergeev – L’Arcade (Porto San Giorgio FM), Manuel Marchetta – Ittiturismo (Sanremo IM), Sybil Carbone, Kotaro Noda – Bistrot 64 (Roma). Loro ed altri chef prepareranno delle ricette dedicate alla taggiasca e a tutti i prodotti che vengono realizzati partendo dall’oliva ligure.

Saranno cooking show spettacolari resi unici anche dalla location: il refettorio del bellissimo Convento di San Domenico a Taggia, capolavoro del XVI secolo, forse la più grande pinacoteca di scuola ligure e nizzarda con al suo interno ben 12 altari.

Il Chiostro medievale ospiterà un’esposizione di produttori di olive taggiasche accuratamente selezionati, del loro olio extravergine, e di altre piccole realtà agroalimentari del territorio della Liguria di Ponente.

Durante queste due giornate il pubblico interessato alle realtà agroalimentari di questo territorio entrerà in contatto con i produttori tenendo fede all’antica tradizione della raccolta e della lavorazione delle olive taggiasche. Saranno inoltre presenti mastri artigiani dei Comuni della Valle Argentina, arriére pays di Taggia.

Taggia è comune antico e di nobile storia, con monumenti e strutture rinascimentali, palazzi storici,alta gastronomia e prodotti tipici. Regina indiscussa della tradizione di Taggia è l’oliva taggiasca, una varietà dalle caratteristiche uniche, elemento primario per la produzione di olio extravergine di oliva di qualità superiore.

 

Orario Cooking Show: 12-18

Indirizzo: Piazza S. Cristoforo,7 – 18018, Taggia (IM)

Telefono: 0184.47.62.22/342.86.29.707

Ingresso: gratuito

 

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Ritorna Meditaggiasca, evento dedicato all’oliva taggiasca

Esce “Brucia il tuo Menù”, il libro che rivoluziona i menù dei ristoranti

Milano, 20 aprile 2017 – È uscito il primo libro in italiano che mette al centro della narrazione i menù dei ristoranti, svelandone le potenzialità nascoste e insegnando come utilizzarle per guadagnare fino al 25% in più.

Intervistiamo Lorenzo Ferrari, l’autore, che da anni aiuta i ristoratori di tutta Italia ad ottenere maggiori profitti utilizzando il loro menù.

Perché un titolo così “forte” e provocatorio?

Il titolo che ho scelto per il libro è sicuramente provocatorio nella forma, ma non lo è nella sostanza. Il destino della maggior parte dei menù italiani è proprio quello. Ma nel sottotitolo svelo immediatamente lo scopo del libro: aiutare i ristoratori italiani a guadagnare di più con il loro ristorante, “bruciando” i loro menù e facendoli risorgere dalle loro ceneri.

Sono davvero così drammatici per meritarsi un destino tale?

Io sono un “Ingegnere del Menù“, e mi occupo di analizzare e creare menù da un punto di vista “ingegneristico”. E da quel punto di vista purtroppo sì, sono davvero drammatici.

Mi spiego meglio. Di norma un menù viene realizzato dalla cucina. Il risultato è un menù che riassume il solo punto di vista “culinario”. Quindi piatti curatissimi, ingredienti di prima scelta e abbinamenti da veder le stelle.

Tuttavia, il solo punto di vista “culinario” non è sufficiente, perché a rimetterci è il titolare del ristorante, che si trova a proporre piatti incredibilmente buoni e ricercati, ma che non incontrano il volere della clientela, sui quali guadagna troppo poco per far crescere la sua azienda o che sono di difficile gestione.

Non voglio trovare colpevoli o farne una questione classista, credo semplicemente che alla figura della cucina e del ristoratore ne vada associata una terza: l’ingegnere del menù.

Cioè una figura in grado di acquisire informazioni dalla cucina e dalla proprietà, mediarle, riordinarle e trasformarle in menù che abbia un unico obiettivo: proporre alla clientela del ristorante piatti che siano buoni, profittevoli, vendibili e di facile gestione.

E questo è possibile farlo semplicemente modificando il menù del ristorante?

Certo. Prima di essere assaporato dal cliente, un piatto, deve essere scelto. E da dove viene scelto se non dal menù del ristorante?

Ciò che c’è scritto in questo momento determina le vendita che si fanno ora. Ciò che ci verrà scritto determinerà le vendite che si faranno!

Il menù del ristorante è lo strumento di vendita più importante che un ristoratore abbia a disposizione, occorre sapere solamente dove mettere le mani e come utilizzarlo.

Quindi insegna come manipolare la scelta delle persone al ristorante, utilizzando il menù?

Se volessimo manipolare la scelta, potremmo farlo. Il menù è uno strumento di vendita, e come tale può essere utilizzato per manipolare.

Ma non lo consiglio. Io insegno come far combaciare tre bisogni: quello del cliente, che vuole provare il piatto che più asseconda le sue esigenze, quello del ristoratore, che vuole che guadagnare a sufficienza su quel piatto per far prosperare e crescere la sua azienda e quello della cucina, che vuole una preparazione e un servizio snelli e veloci.

È possibile ottenere questi tre benefici agendo su un unico strumento, il menù. Ed ho scritto un libro per dimostrare come sia possibile farlo.

 

Per ulteriori informazioni sul libro rimandiamo alla pagina di presentazione del libro www.bruciailtuomenu.it o di scrivere alla mail lorenzo@menuengine.it.

 

Sull’autore:

Lorenzo Ferrari è l’ideatore del Metodo MenuEngine.

Negli ultimi anni ha aiutato direttamente e indirettamente centinaia di ristoratori, in tutta Italia, a rivoluzionare il loro menù, aumentando a dismisura i loro profitti.

In “Brucia il tuo menù” svela tutti i retroscena del suo lavoro per far sì che ogni ristoratore possa raggiungere gli stessi risultati, anche se con nessuna, poca o tanta esperienza nel settore della ristorazione.

“Prima di mettere il tuo menù in mano ai tuoi clienti, assicurati di metterlo nelle mani di Lorenzo, lui sa che farci!” — Gregg Rapp, l’ingegnere del menù più famoso al mondo.

 

 

Lorenzo Ferrari, ingegnere del menu

 

 

 

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Contatti stampa:

Mail. lorenzo@menuengine.it

 

 

Voglia di tartufi? Ci pensa Vittoria, la “produnauta” dei tartufi d’Abruzzo

Chieti, 10 aprile 2017 – Inviti a cena qualcuno e vuoi stupirli con qualcosa di particolare, diciamo con un piatto al gusto di tartufo d’Abruzzo? Facile. Da oggi ti aiuta in questa missione Vittoria, con le sue creme, salse e olio ai tartufi in vendita online, che produce da tartufi che coltiva personalmente nella sua azienda famigliare.

Vittoria Mosca vive e lavora a Borrello, un paesino dell’entroterra abruzzese con poco più di 300 abitanti, ed é titolare della Rio Verde Tartufi, azienda a carattere famigliare, nata nei primi anni ’90 con lo scopo di valorizzare il tartufo abruzzese.

La sua è un’azienda alla seconda generazione, fortemente legata all’alta artigianalità ed alla territorialità.

Ed è proprio per questo forte legame con la sua Terra l’Abruzzo, ed in particolare con il suo paese Borrello, che Vittoria si definisce Produnauta, termine da lei creato, inesistente nel vocabolario italiano, che sintetizza la sua missione, ovvero quella di creare prodotti alimentari in grado di regalare emozioni.

L’azienda creata inizialmente da mia madre è stata la prima in Abruzzo a portare la produzione del tartufo nella regione. Io ho ereditato la sua passione per questo alimento ed il mio compito è quello di continuare ad offrire le delizie al tartufo della mia terra, in grado di emozionare chi ha la fortuna di goderne” racconta Vittoria, fiera della sua missione.

Per questo Vittoria propone ai suoi clienti lezioni sul tartufo e degustazioni gratuite nel suo laboratorio per far conoscere il tartufo, un prodotto molto pregiato e fiorente.

Tartufo, trasformato in prelibatezze, e che da pochi giorni Vittoria vende tramite il suo negozio online RioVerdeTartufi.com (www.rioverdetartufi.com), per chi volesse portarsi a casa un viaggio esperienziale al gusto di tartufo d’Abruzzo…con un clic.

 

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Le delizie al tartufo di Vittoria, la “produnauta” che offre prodotti dei suoi tartufi d’Abruzzo in vendita online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vendita tartufi online: Vittoria Mosca, la “produnauta” del tartufo d’Abruzzo, che vende nel suo negozio online

 

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È boom in Valchiavenna per l’ “All you can eat montanaro”

Sondrio, 23 marzo 2017 – È boom di visite ed avventori in Valchiavenna  per l’ “All You Can Eat Montanaro”, il primo ad offrire la formula “mangia quanto vuoi” abbinata ai prodotti tipici locali come sciatt e pizzoccheri bianchi della Valchiavenna, insieme ad altre prelibatezze rigorosamente locali.

La formula “mangia quanto vuoi” è nata qualche tempo fa in un crotto, precisamente al Crotto Quartino, i cui proprietari hanno pensato bene di applicare la famosa formula abbinata però solo ai piatti tipici chiavennaschi,

Sono ormai in tanti il venerdi sera a prendersi una meritata pausa per partire alla volta della Valchiavenna, per rimpinzarsi come  cotechini con le specialità del posto. E con una trattoria che ha come motto “Appendi la bilancia al chiodo almeno una sera a settimana. E’ per una buona causa” non si scherza per niente.

La Valchiavenna è la patria dei Crotti, ovvero grotte naturali climatizzate  da un soffio d’aria, chiamato localmente “Sorèl”, che spira dagli anfratti dei massi, dove da sempre, vengono conservati ed affinati bresaola, formaggi e vino.

Da queste parti sono talmente attaccati alla tradizione gastronomica locale tanto da rifiutare qualsiasi altra opzione. Tanto da far dichiarare con orgoglio a Fabio e Mauro Salini, i 2 simpatici titolari del Crotto Quartino, nonché gli inventori dell’All You Can Eat Montanaro “Pizza? Mai vista una. Bolognese? Per noi è una ragazza emilianaIl purè? Il piatto forte dell’ospedale…”.

Tutto chiaro no? Da loro ci si riempie di salumi, sciatt, pizzoccheri bianchi della Valchiavenna, costine, salsiccetta e polenta taragna come se non ci fosse un domani. Tutto, naturalmente innaffiato in abondanza con il “Vìn del Quartìn”, nettare artigianale per cucina tipica e terrore degli astemi.

La formula magica offerta dai 2 geni della cucina chiavennasca prevede 20€ a persona per mangiare in abbondanza i piatti tipici del posto, tutto incluso, compresa acqua, vino e caffè

Formula che attira al Crotto Quartino visitatori da ogni dove, tantissimi da Milano, e che numeri alla mano ha portato al raddoppio delle presenze nel locale.

Fabio e Mauro hanno ereditato l’autentica cucina della Valchiavenna dal 1930, che prevede piatti abbondanti e ben conditi, con burro. Negli anni si sono sempre sforzati nel perfezionare qualitativamente la proposta, selezionando prodotti sempre migliori, migliorando l’identità territoriale e non propongono altro, perché da buoni chiavennaschi dicono di non esserne capaci di proporli.

Il Crotto Quartino nasce infatti negli anni ’30, come dopo lavoro, ci si ritrovava a giocare a bocce o a carte bevendo vino. Poi con il tempo poco alla volta, si è trasformato, iniziando a proporre anche cucina calda, arrivando fino al menu specializzato che viene proposto oggi.

Ma perché la scelta della proposta All you can eat?

“E’ nata per caso” – dicono i proprietari Fabio e Mauro “in tempi non sospetti, quando il boom di questa formula e l’invasione dei ristoranti di questa tipologia, soprattutto dalle nostre parti, non era ancora esplosa, come serata “premio” per i nostri clienti.”

Poi continuano: “I maligni dicono che le attività che fanno questo tipo di proposte sono alla frutta, al gancio, tempo zero e sono chiusi. Beh, noi siamo sulla cresta da un bel po’ di tempo e non abbiamo certo intenzione di schiodarci da qui. Da noi niente crisi, nemmeno col binocolo, per fortuna i nostri clienti ci vogliono bene, e speriamo di continuare così”

Con questa iniziativa hanno voluto dare la possibilità ai propri avventori di scegliere liberamente dal menu e farsi una mangiata lasciandosi andare un po’ più del solito, senza guardare le calorie e senza guardare la spesa che è fissata prima.

“La serata non è certo pensata per fare cassetto” specificano Mauro e Fabio, “la pagnotta al venerdì sera non esce, considerando anche i brutti ceffi che ci vengono a fare visita e che non si fanno certo intimorire davanti a piatti abbondanti…”.

Come funziona quindi l’All you can eat di Sciatt e Pizzoccheri bianchi?

Mangi quanto vuoi, e bevi quanto vuoi. Punto. Con la sola regola di ordinare poco per volta, nessuno dello staff limiterà le ordinazioni e l’unica richiesta è quella di rispettare il cibo. Ciò che si avanza lo si potrà portare a casa, pagandolo a prezzo pieno, ben inteso. Mangiare a volontà è ok, ma sprecare è peccato e non si fa”.

Quindi con regole cosi semplici non avete certo problemi…

“Capitano purtroppo clienti un po’ sopra le righe che dopo aver mangiato l’impossibile ed aver ordinato eccessivamente, avanzano e non vogliono pagare le porzioni a parte, ne vediamo ogni volta (anche se pochi per fortuna) e non riusciamo a capacitarcene. Se ci lasciano fare bene il nostro lavoro, nessuno si farà male!” spiegano ridendo i 2 ristoratori.

Altra particolarità è il servizio del Crotto Quartino, molto, molto semplice: niente tovaglie, niente cucina al piatto, niente camerieri in frac, niente guanti bianchi ma solo specialità servite in piatti di portata da condividere in mezzo al tavolo, ed ogni commensale prende ciò che vuole.

Una vera osteria come una volta, grazie a cui fare un salto indietro nel tempo.

E’ tutto incluso nella serata?

“Sono inclusi: acqua, il “Vìn del Quartìn” e il caffè. Non sono invece incluse le Costine della Nonna Antonietta al Lavècc (specialità cotta e servita nella pietra ollare), il gelato soffice al latte, i liquori e tutte le bevande in bottiglia, che possono comunque essere ordinate pagandoli a parte. Gli altri prodotti sul menu, invece sono inclusi. Più facile di così…”

La bella stagione è alle porte e tempo permettendo è possibile cenare all’aperto seduti sugli storici tavoli di pietra, tipici della Valchiavenna.

Quando non proponete la serata speciale, come funziona da voi?

“Noi siamo gli ideatori del menu completo di cucina chiavennasca” – continuano i proprietari – “Siamo stati i primi a mettere in fila le specialità della Valle per proporre un menu ai clienti, così che potessero fare una carrellata degustando alla grande. Il risultato è il nostro Menu Tradizione, la voce in assoluto più richiesta dai clienti. Abbondante, vario, economico e ci auguriamo … anche buono ”

Un’ultima domanda: ma è vero che dopo tutto questo fate un regalo ai clienti o sbaglio?

“Si, in effetti” – continuano Fabio e Mauro – “ci dicono che siamo proprio fuori di testa, matti da legare. Infatti noi, abbiamo una newsletter molto seguita, con quasi 15.000 clienti che ricevono costantemente le nostre info con promozioni speciali dedicate solo a loro. Chi non è iscritto non vi può accedere. Per dare il benvenuto ai nuovi registrati, iscrivendosi alla nostra newsletter sul nostro sito, Crottoquartino.it, inviamo subito e senza attesa una email con le condizioni per ritirare un regalo marchiato Crotto Quartino, giusto per non fargli mancare niente!”.

Insomma, al Crotto Quartino non manca proprio niente e per i temerari che volessero avventurarsi per le sue strade (il Crotto Quartino si trova a S. Croce di Piuro, in Provincia di Sondrio, 5 km dopo il paese di Chiavenna, in direzione Passo del Maloja e Sankt Moritz) consigliamo una sola cosa: andate piano e ordinate…poco per volta!

 

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CONTATTI STAMPA:

Crotto Quartino,
Via dei Quartini 5,
23020 S. Croce di Piuro So
034335305

Mail: info@crottoquartino.it
Sito: www.crottoquartino.it
Facebook crottoquartino

 

Pizzoccheri bianchi della Valchiavenna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Crotto Quartino a S. Croce di Piuro in Valchiavenna

 

A MIlano “This Is Not a Sushibar” compie 10 anni

Milano, 20 febbraio 2017 – This Is Not a Sushibar, la catena di sushi più unconventional di Milano compie 10 anni. Una gran bella notizia, in un periodo in cui 3 locali su 4 chiudono dopo 5 anni. Abbiamo deciso di parlarne con Matteo Pittarello, founder del progetto.

Ci racconti com’è nata l’idea di This Is Not a Sushibar.

“Tutto iniziava nel lontano 2007.  Steve Jobs presentava al mondo l’iPhone… e a Milano io e altri 2 “pazzi” aprivamo una catena di sushibar. L’ennesima catena di sushi a Milano… le probabilità che fosse un buco nell’acqua erano alte. Ma non ne potevamo più dei soliti all you can eat di plastica. E così, sfruttando le nostre precedenti esperienze manageriali, avevamo deciso di dare vita a un nuovo concetto di sushi, mixando tecnologia, new media e cucina giapponese.”

In quegli anni c’era il boom del giapponese. Deve esser stato difficile distinguersi.

“Proprio così” interviene Armando Zappalà, Ceo dell’azienda. “Dovevamo inventarci qualcosa di non già visto. Non avere una connotazione giapponese, non avere un nome orientale, non avere un menu tradizionale, non seguire le regole della Tokyo Sushi Academy, insomma non.”

Ed è così che è nato This is not a Sushibar?

“Certo” prosegue Armando. “Il sushi più unconventional di Milano. Un mondo aperto alla realtà internazionale, sempre pronto ad accogliere nuovi stimoli. Un’esperienza da vivere a tutto tondo, andando oltre il semplice gusto. Insomma, nulla di preconfezionato. Nulla che avesse una data di scadenza.”

Scusate la domanda… ma in pratica cosa c’è di diverso?

“A parte il nome?” risponde Matteo. “Tutto, perché eravamo e siamo fissati con la qualità e con l’innovazione. This is not a Sushibar non è un take away di cucina orientale. È un take wow. Le ricette, per esempio, sono tutte rivisitate da esperti Sushi Man per andare incontro a un gusto più internazionale. Il delivery è innovativo con consegne puntuali che si possono monitorare in tempo reale tramite app. Senza dimenticare la nostra carta etica: utilizziamo solo energia pulita e sosteniamo il progetto WAMI, contribuendo alla costruzione di pozzi d’acqua potabile in Africa. Vogliamo fare il sushi più buono di Milano e in qualche modo dare un contributo per salvare il mondo. Ve l’ho detto che siamo dei pazzi…

Innovazione e gusto. Questa ricetta ha avuto successo?

“Sembra di sì a leggere i dati” riprende Armando. “In questi anni siamo cresciuti, abbiamo aperto 3 locali in tutta Milano ed entro il 2017 ne apriremo un quarto. Il nostro motto per fortuna ha convinto i milanesi: offrire il miglior prodotto, servito nel modo più comodo, per un’esperienza fuori dall’ordinario.”

E quest’anno fate 10 anni di attività.

In questi tempi di sindrome da locale vuoto è un grande risultato” dice Matteo. “10 anni che ora vogliamo festeggiare con 10 mesi di regali per ringraziare i nostri clienti, i veri artefici di questo successo. A Gennaio gli abbiamo regalato l’Uramaki Rainbow 10th Anniversary, una ricetta limited edition creata per l’occasione, con sesamo placcato in oro alimentare. Un’idea andata a ruba che replicheremo nei prossimi mesi.”

E i prossimi 9 mesi cosa regalerete?

“Probabilmente delle cose… da pazzi” conclude Armando con un sorriso.

 

 

INFORMAZIONI UTILI E CONTATTI

 

This is not a Sushibar

Locale di Via Nino Bixio 18, Milano, tel. 02.394.321.65

Locale di Via Conca del Naviglio 5, Milano, tel. 02.917.647.04

Locale di Via Pasubio 8, Milano, tel. 02.367.379.89

 

Mail to: info@servizioclienti.it

Site: www.thisisnotasushibar.com

Facebook: thisisnotasushibar

Instagram: @thisisnotasushibar

Arriva Canaciok, la crema al cioccolato all’olio di canapa

Savona, 9 febbraio 2017 – Si chiama CanaCiock ed è una versione molto originale della crema al cioccolato spalmabile più conosciuta al mondo.

Canaciock è una crema al cioccolato, oltre che buona, bio, salutare e soprattutto “eco friendly” grazie alle nocciole del Piemonte, cioccolato di altissima qualità e, al posto del famigerato olio di palma, l’olio di canapa.

Niente deforestazione per Canaciock quindi, ma utilizzo di una pianta in grado di bonificare i terreni inquinati e restituirli al loro compito e ruolo.

La principale differenza tra l’olio di semi di canapa e gli altri olii utilizzati nell’alimentazione o come integratori alimentari è che l’olio di canapa è una delle poche fonti vegetali di acido alfa linolenico. In particolare, l’olio di semi di canapa è noto per il suo ottimale equilibrio tra omega-3 e omega-6: nessun altro alimento in natura è in grado di garantire una proporzione 3:1, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie nutrizioniste.

La nuova crema al cioccolato spalmabbile Canaciock fa parte del CanaCorner della gelateria Perlecò di Alassio, in provincia di Savona, già famosa e balzata all’onor delle cronache per aver inventato il gelato “Fior di cannabis“, il gelato ottenuto dalle infiorescenze della canapa.

“Abbiamo effettuato un test in questo fine settimana e il risultato è stato davvero eccezionale. Commenti entusiastici, soprattutto per chi ha voluto gustare la crema spalmata sui grissini con il sale grosso”.

Anche Canaciock ha passato il test di assaggio e  verrà portata a “Canapa mundi“, la fiera internazionale della canapa in programma il 17, 18 e 19 febbraio a Roma.

Altre proposte in mostra in fiera saranno la “Fior di cannabis” una crema di gelato ottenuta dalle infiorescenze della canapa, ai CanaBaci di Alassio due morbidi gusci di nocciole Piemonte e canapa di Carmagnola con un cuore di cioccolato fondente di altissima qualità, al CanaCocco biscotto con canapa di Carmagnola e cocco e alla CanaCrepes versione in canapa delle crepes da farcire a piacere.

Tutti prodotti con ingredienti di altissima qualità, ottenuti dalla lavorazione delle migliori materie prime, e tutti rigorosamente “gluten free”, per venire incontro anche ai celiaci.

 

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Contatti stampa:

odla164@alice.it

 

Arriva Canaciock, la crema al cioccolato spalmabile con nocciola, olio di canapa e cioccolato

 

 

Bilancio di Sostenibilità Simply

A conferma dell’impegno verso le tematiche sociali e ambientali, Simply – l’insegna che contraddistingue i supermercati del Groupe Auchan – divulga il quinto Bilancio di Sostenibilità, una pubblicazione comodamente consultabile e scaricabile dal sito http://www.simplymarket.it/bilancio-sociale.php, che documenta agli stakeholder come le attività di responsabilità socio-ambientale messe in campo nel 2013 siano in linea con gli obiettivi economici e di redditività che l’azienda persegue.

“Nonostante il periodo di grande cambiamento che stiamo attraversando, la sostenibilità e, in senso lato, la responsabilità verso il futuro del nostro pianeta costituiscono un punto fermo per la nostra insegna. – commenta Carlo Delmenico, Direttore Responsabilità Sociale di Simply – Il nostro quinto Bilancio di Sostenibilità vuole testimoniare, in maniera semplice ma esaustiva, i risultati del nostro impegno nelle attività con impatti sociali e ambientali, che mai come ora sono fondamentali per larghe frange di popolazione.”

Il contesto generale di grande difficoltà economica, ha richiesto a Simply una strategia sostenibile sempre più concreta, focalizzata sull’ottimizzazione delle risorse e dei consumi e sul monitoraggio dei risultati conseguiti. Come emerge dagli indicatori del Bilancio Simply 2013, gli assi fondamentali di lavoro si possono riassumere in due parole: efficienza e sicurezza.

Per quanto riguarda l’efficienza, grande attenzione è stata posta sugli sprechi in generale. Dal punto di vista energetico, le soluzioni tecnologiche all’avanguardia progressivamente estese sulla rete di vendita (es: +12.2% negozi dotati di fotocellule per il controllo dell’illuminazione, +21,9% di banchi fresco illuminati solo sul cappello) hanno consentito un risparmio di 9,2 milioni di kWh sui consumi di elettricità (-3,6% vs 2012), che per il 70% della rete diretta proviene da fonti rinnovabili; mentre gli interventi implementati per migliorare l’efficienza dei flussi logistici hanno permesso di ottimizzare le consegne delle merci, aumentando mediamente il numero dei colli trasportati (+5,9%) e riducendo complessivamente i viaggi effettuati (-3,9%), con conseguente risparmio di carburante e di C02 immessa nell’atmosfera.
Un’altra evidenza dell’impegno per la riduzione degli sprechi si concretizza nel recupero e nel riutilizzo dei materiali di scarto prodotti dai negozi e dai depositi: 15.418 tonnellate di carta/plastica/legno differenziati e avviati al riciclo e oltre 298.000 chilogrammi di prodotti alimentari donati alle associazioni caritative (in quanto prossimi alla scadenza o con imballaggi difettosi, quindi non più commercializzabili ma ancora perfettamente commestibili) e trasformati in 543.000 pasti per le famiglie in difficoltà del territorio.

Per ciò che concerne la sicurezza, uno degli indicatori interessanti del Bilancio 2013 è la riduzione di reclami sui prodotti (-12,9%), frutto dell’intensa attività di sorveglianza condotta dal Servizio Qualità, sia sulla rete diretta sia sui negozi in affiliazione (390 audit nel 2013). I controlli hanno interessato principalmente i prodotti di Filiera (73,6%) e delle linee di marca privata Simply, che nel corso del 2013 sono stati ulteriormente ampliati nella numerica (+11,8%).
Simply svolge inoltre una costante azione di prevenzione dei rischi di infortunio, attraverso una crescente attività di sensibilizzazione ed engagement dei collaboratori (111.834 ore di formazione erogate, + 19,4% vs 2012) e adeguamenti tecnici e organizzativi, che hanno portato ad una riduzione significativa degli incidenti sul lavoro (-9,6% vs 2012).

Le attività messe in campo dall’insegna nel 2013 hanno generato non solo un elevato tasso di gradimento da parte della clientela (84% clienti soddisfatti – Fonte indagine “Barometro”), ma anche una rinnovata fiducia da parte dei collaboratori (82,6% azionisti, +12,3% vs 2012). Ne è una dimostrazione l’ampia condivisione di entrambi alle campagne di solidarietà sostenute, come, ad esempio, le collette alimentari (oltre 500.000 kg di merce donata dai clienti alle associazioni) e la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica di Telethon (1.480.000 euro donati da clienti e collaboratori, +5,1% vs 2012), la cui partnership pluriennale è stata premiata in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Centro Tiget a Pozzuoli, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Simply® è l’insegna dei supermercati del Groupe Auchan, presente nel settore della grande distribuzione italiana con tre formule commerciali: le superette di vicinato a insegna PuntoSimply, i supermercati di prossimità a insegna Simply e i supermercati d’attrazione a insegna IperSimply. Oggi Simply® occupa in Italia circa 9.000 dipendenti ed è presente sul territorio nazionale in 19 regioni con oltre 1.500 punti vendita, di cui 269 gestiti direttamente e i restanti gestiti con la formula dell’affiliazione.

Per ulteriori informazioni:
Paola Grossetti – Responsabile Relazioni Esterne Simply® Italia
Tel.: 02.57583633 – Mob.: 348.5918320 – Email: paola.grossetti@sma.it

 

Copertina Bilancio Sociale Simply 2013

WWF E SIMPLY CONTRO LO SPRECO

 

Simply – la catena dei supermercati del Groupe Auchan presente in Italia con oltre 1.500 punti vendita diretti e in franchising – promuove in collaborazione con WWF la campagna “Insieme per non alimentare lo spreco”, nell’ambito del programma One planet food dedicato ai temi dell’alimentazione sostenibile. Obiettivo della campagna è di sensibilizzare i consumatori usando la forza dell’ironia e offrire consigli e utili suggerimenti su come ridurre lo spreco alimentare in ambito domestico, consolidando in questo modo gli atteggiamenti virtuosi dei clienti Simply ed evidenziando i vantaggi ambientali ed economici connessi a comportamenti anti-spreco in cucina.

Lo spreco alimentare non è, infatti, solo un problema di alimenti ma anche di impatti sulla biodiversità: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1226 milioni di metri cubi di acqua, pari all’acqua consumata ogni anno da 19 milioni di italiani e circa 24,5 milioni di tonnellate di CO2e pari a circa il 20% delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti. Ridurre lo spreco alimentare ha deglieffetti positivi anche sulle tasche delle famiglie. Secondo quanto emerge dall’indagine realizzata a fine 2013 da GfK Eurisko con la collaborazione di Simply, gli italiani spendono in media ogni anno 316 euro in cibo che viene buttato senza essere consumato, per disattenzione o negligenza.

Ambasciatori della campagna “Insieme per non alimentare lo spreco” sono i “Viveri e Vegeti”, cibi che ogni giorno più facilmente sprechiamo anche se ancora buoni. Questi alimenti, dialogando e interagendo tra loro nel frigo e sugli scaffali della dispensa, danno vita a 10 simpatiche vignette. Rassegnati e a volte depressi, i cibi commentano la dipartita di qualche loro simile che è stato buttato o ricordano i bei tempi andati, in cui padroneggiavano la tavola e non erano ancora stati abbandonati al loro destino. Quattro delle dieci vignette realizzate nell’ambito della campagna saranno le protagoniste delle divertenti shopper riutilizzabili special edition WWF-Simply, realizzate in due soggetti e disponibili in tutti i supermercati a partire da luglio. Grazie alle shopper, in vendita al prezzo di 2,00 euro, Simply sosterrà l’attività del WWF con specifico riferimento al programma dedicato ai temi dell’alimentazione sostenibile, One planet food.

La campagna “Insieme per non alimentare lo spreco” prevede iniziative di sensibilizzazione in-store e attività sul web e sui social. All’interno del sito di www.simplymarket.it è stata inoltre creata in collaborazione con WWF una sezione dedicata alla campagna, in cui i clienti Simply hanno la possibilità di approfondire il tema dello spreco alimentare, ricevere consigli per evitare ogni forma di spreco in cucina (da una corretta pianificazione della spesa e conservazione degli alimenti, al tema delle porzioni e delle giuste quantità in cucina) e scoprire tutte le storie dei “Viveri e Vegeti”, per condividerle sui social e votare la vignetta preferita.

Gli impegni di Simply in materia di spreco alimentare
La campagna in collaborazione con WWF si inserisce in un percorso più ampio che vede Simply da anni impegnato nella lotta allo spreco alimentare. Per aiutare le persone in difficoltà e contrastare lo spreco di beni ancora fruibili riducendo nel contempo la produzione di rifiuti, dal 2008 Simply ha sottoscritto accordi con associazioni, onlus e altri operatori, per il recupero di prodotti inadatti alla vendita a causa di difetti delle confezioni o perché prossimi alla scadenza. Mediamente, i supermercati Simplydonano in un anno 300 tonnellate di generi alimentari, pari a oltre 540 mila pasti. Per promuovere acquisti consapevoli, limitando gli sprechi casalinghi, inoltre, Simply offre al cliente la possibilità di acquistare solo la quantità necessaria attraverso la vendita di prodotti alimentari (cereali, caramelle, frutta secca, legumi, pet food e vino) e detersivi liquidi venduti a peso. Grazie all’assenza della confezione, la vendita dello sfuso ha consentito nel 2013 di risparmiare 12 tonnellate di materiali da imballaggio (plastica e cartone).

Il programma WWF “One planet food”
La campagna WWF-Simply si inserisce all’interno del programma WWF, One planet food, dedicato ai temi dell’alimentazione sostenibile con un focus speciale sulla riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera.   Nell’ambito di One Planet Food il WWF sta sviluppando un piano iniziative di sensibilizzazione ed attivazione che coinvolgeranno milioni di italiani in comportamenti virtuosi e replicabili grazie alla collaborazione con importanti imprese del settore, in connessione al Piano Nazionale contro lo spreco alimentare promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Lo spreco sarà, inoltre, uno dei temi che caratterizzeranno la partecipazione di WWF ad EXPO 2015 che vedrà l’associazione – in qualità di “Civil Society Participant” – impegnata in una serie di iniziative per portare l’alimentazione sostenibile all’attenzione del grande pubblico.

Screenshot del sito www.simplymarket.it

Per ulteriori informazioni:
Paola Grossetti – Responsabile Relazioni Esterne Simply® Italia

Tel.: 02.57583633 – Mob.: 348.5918320 – Email: paola.grossetti@sma.it

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