Space Economy: dopo il lancio di Elon Musk è ora di dare spazio ai privati

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Milano, 1 giugno – Il lancio dello shuttle privato di Elon Musk segna un passaggio epocale dell’industria della space economy. Un settore enorme come la conquista della spazio passa da industria governativa a realtà aperta ai privati, nel segno di riduzione dei costi di accesso allo spazio, efficienza e crescita di nuove aziende nel mondo.

Dopo nove anni dal volo dell’ultimo space shuttle, su una rampa di Cape Canaveral c’è una capsula con due astronauti americani pronta a partire verso la stazione spaziale internazionale grazie al razzo Falcon 9 della compagnia privata SpaceX.

Il successo del lancio della Crew Dragon, rinviato a sabato 30 maggio a causa delle condizioni meteo, inaugurerà l’era dei voli spaziali commerciali con equipaggio umano.

Crew Dragon di Elon Musk e Starliner di Boeing sono punti di riferimento fondamentali nell’industria dello spazio che è in piena evoluzione. Tutto il mondo è in qualche modo collegato a quello che succede negli Stati Uniti, dove c’è la vera space economy. Neppure Cina e Russia da questo punto di vista non possono fare altro che seguire questi nuovi attori americani

In Europa c’è un grande bisogno di ridurre la frammentazione dell’industria spaziale promuovendo investimenti e crescita con strumenti di equity, di debito e di corporate venture capital, che è forse l’unico sistema accelerare nuove start-up da parte di aziende più grandi. Lo spazio è diventato un’opportunità commerciale importante, crea ricchezza e opportunità economiche. Non è più solo un luogo riservato alla ricerca e a programmi gestiti da enti governativi.

“La Tesla (NASDAQ:TSLA) non è un’azienda automobilistica, e non è un’azienda tecnologica. Forse sarebbe meglio definirla come una nuova General Electrics, e ha appena iniziato. Ecco come potrebbe dominare il mondo del business globale. Elon Musk è l’Edison del 21° secolo. Non perché abbia inventato qualcosa in laboratorio, no. Ma perché ha usato i moderni strumenti finanziari della Silicon Valley per creare aziende in grado di affrontare i problemi globali, primo tra tutti il cambiamento climatico”, osserva Alessandro Sannini di Twin Advisors&Partners, una delle prime aziende europee ad occuparsi di investimenti nella nuova economia dello spazio.

“In Europa – aggiunge Sannini – abbiamo la possibilità di creare la nostra nuova economia dello spazio, sostenendo con investimenti privati con partnership pubblica la filiera industriale sia downstream che upstream, che è fortissima e di grande qualità. Strumenti come fondi di private equity e di debito, verticalizzati su queste PMI, saranno la guida per l’innovazione e per un recovery economico post Covid-19 che di fatto non ha fermato la ‘voglia di spazio’ di crescita economica. Il venture capital ad esempio in questo settore va affrontato come corporate venture capital e con profondi collegamenti con i grandi gruppi e con le PMI. E noi come Twin Advisor&Partners siamo in prima linea per una serie di iniziative a carattere europeo proprio in questa direzione”.

“La crescita di operatori privati come SpaceX sta portando il mercato aerospaziale verso nuove frontiere di efficienza. Non è tanto il lancio rinviato, per portare gli astronauti verso la stazione spaziale, quanto il fatto che i costi per portare materiale nello spazio sempre minori sono la vera innovazione. Il riutilizzo dei razzi é la chiave in questa ottica di riduzione di costo. E l’efficienza che velocemente si sta raggiungendo aiuterà a sviluppare tutta l’industria aerospaziale”, aggiunge Andrea Giuricin, Professore di Economia dei Trasporti Università Milano Bicocca che in questo periodo di Covid-19 ha interpretato spesso le problematiche relative al trasporto aereo.

 

 

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