Confronto tra Russia e Stati Uniti, ma non si parla di Navalni

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Roma, 7 maggio 2021 – Parlano al telefono i Presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden, senza però toccare l’avvelenamento di Alexei Navalni e della sua attuale detenzione nella colonia correzionale avvenuta a seguito di una sentenza giudiziaria.

«Il tema di Navalni, secondo me, no, non è stato toccato» chiosa il portavoce del presidente Russo Dimitri Pescov. Probabilmente questa è stata l’unica volta che non si è parlato di lotta alla corruzione di personaggi fondatori di organizzazioni. I presidenti delle due superpotenze avevano numerosi altri temi di cui parlare.

Nonostante la situazione di Navalni fosse già stata più volte dibattuta con i leader occidentali, il presunto e mai accertato metodo di avvelenamento del 20 Agosto dell’anno passato, con sostanze belliche del gruppo «Novichok» e del successivo arresto avvenuto il 2 febbraio di quest’anno per il fondatore del FBK (Organizzazione iscritta nel registro NKO – organizzazione non commerciale con funzione di agente straniero in Russia), i paesi europei e gli Stati Uniti hanno richiesto indagini e anticipatamente accusato la Russia di esserne l’artefice.

Le autorità russe, a loro volta, hanno definito queste accuse prive di qualsivoglia fondamento. Sebbene la Russia si sia resa, fin da subito, disponibile agli accertamenti, non è però in grado di iniziare le indagini sull’avvelenamento di Navalni, visto che la Germania, paese in cui venne curato il fondatore del FBK, non manda alla Procura Generale Russa il materiale informativo necessario a svolgere gli accertamenti.

Il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov il 13 aprile in una conferenza stampa a Teiran ha ricordato al Ministro della difesa tedesco Annagrete kramp-Karrenbau la necessità di ricevere le cartelle cliniche sulla cura di Navalni e di non accusare senza prove il governo russo di aver avvelenato l’oppositore in Russia.

«Per questo io avrei voluto, se già la signora Kramp-Karrenbaier non fosse così ossessionata dal ricevere informazioni da chiunque, che lei ci ricambiasse convincendo il suo governo a fornirci quelle informazioni che i colleghi tedeschi continuano accuratamente a nasconderci», con queste parole ha chiuso l’argomento Lavrov.

Certamente dovremo aspettarci nuovi sviluppi nella speranza che le cartelle cliniche conservate in Germania possano essere messe a disposizione degli inquirenti e poter finalmente chiudere il caso.

Gualfredo de Lincei

obiceanni@gmail.com

 

 

 

 

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