Trovare l’abito da sposa dei sogni: è settembre il mese giusto

Como, 4 agosto 2022 – Per le future spose è trmpo di passare all’azione. Manca meno di un mese a settembre, ed è il momento giusto per cominciare a fare le proprie valutazioni e scegliere l’abito dei sogni, proprio perché è in questo mese dell’anno che negli atelier arrivano le nuove collezioni.

Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, proprietaria con il marito dello storico Tosetti Sposa di Como, ci spiega come iniziare la ricerca dell’outfit perfetto.

“Subito dopo l’estate è il momento ideale per andare a dare un’occhiata al campionario completo: questo però non vuol dire provare senza criterio tutti gli abiti in atelier, ma arrivare minimamente preparate, individuando uno stile che piace e magari creando una propria personale galleria di immagini con ciò che piace di più, in modo da aiutare anche noi a indirizzarci nella ricerca” dice Monica Gabetta Tosetti.

“Non tutte infatti hanno un’idea precisa di ciò che vogliono e anche le più sicure si trovano a rivalutare forme e tessuti che avrebbero scartato a priori. Ed è qui che entra in gioco la professionalità e la competenza degli ‘addetti ai lavori’, che hanno un occhio ‘allenato’ e possono suggerire soluzioni (talvolta) inaspettate.

Non a caso richiediamo sempre di prendere appuntamento, per essere certi di poter dedicare un momento esclusivo a ogni futura sposa. Il tempo ideale per la scelta sono almeno 9 mesi prima della data del matrimonio, al più tardi 6 mesi, per permettere di fare le dovute modifiche e dare perfetta vestibilità.

Ultimamente i tempi si sono molto accorciati, ma se dovessi dare un consiglio professionale direi loro di non fare tutto all’ultimo minuto, ma di calibrare bene la scelta, lasciandosi anche un po’ guidare. In atelier ad esempio abbiamo tantissimi marchi e una collezione in esclusiva, la Bridal Couture 2023  Tosetti, che quest’anno ancora di più punta sulla versatilità, con una serie di modelli dalle linee basic tutti da interpretare, per accontentare tutti gli stili.

Anche il range di prezzi può variare, due volte all’anno abbiamo un temporary shop con degli abiti Haute Couture scontati e tutto l’anno tantissime linee oltre la Tosetti Bridal, come Rosa Clarà, Aire in Barcellona, Nicole, Pietro De Mita e Demetrios Platino”, come cncludeMonica Gabetti Tosetti.

 

 

Per le spose è settembre il mese giusto per passare all’azione

Marketing: arriva NextGen Program, lo stage di formazione della Human Centric Group

Londra, 4 agosto 2022 – Prenderà presto il via NextGen Program, un percorso di formazione per imprenditori digitali, con obiettivi stimolanti, per una rapida crescita professionale, totale trasparenza e possibilità di lavorare da luoghi diversi nell’arco di uno stage formativo di 6 mesi. Il tutto con una retribuzione competitiva e con la prospettiva di una collaborazione a lungo termine alla fine del percorso di formazione.

Il percorso è stato ideato dalla Human Centric Group, branding agency tutta italiana, di base a Londra.

Il mercato della lavoro attuale

L’attuale mercato del lavoro sta vivendo un momento estremamente  dinamico, grazie alle opportunità che lo smart working ha portato ed ad innovative aziende che si stanno facendo pioniere di queste nuove possibilità. D’altra parte, sono cresciute anche tantissime communities di faticenti guru che, indipendentemente dal fatto che si propongano come esperti di marketing, crypto valute o blockchain, in realtà cercano di vendere a giovani sognatori realtà estremamente invitanti, ma difficilmente realizzabili.

In questa situazione di incertezza Human Centric Group ha deciso di creare un percorso di formazione che incorpori la professionalità ed affidabilità del mondo corporate con le aspirazioni della Generazione Z (i nati approssimativamente tra il 2000 e i primi anni ’10 del XXI secolo).

Da una parte quindi abbiamo un’azienda che, seppur ancora “giovane” (fondata a Londra a fine 2020), conta collaborazioni con realtà globali come Carlsberg, Danone, Barilla, PepsiCo, Tecnam e reMarkable.

Dall’altra abbiamo un percorso di 6 mesi di stage estremamente pratico e stimolante, che possa motivare i giovani talenti a dare il proprio meglio. Si entra nel bel mezzo dell’azione sin dal primo giorno, accelerando il processo di apprendimento trasferendosi per 6 mesi in un “base camp”, vivendo a stretto contatto con i propri team leaders per una formazione ancora più intensa.

Oltre ad un rimborso spese mensile di €500, l’affitto durante tutti i 6 mesi di basecamp è pagato dalla società. Non parliamo di stanze da studenti, bensì di ville in famose isole del Mediterrano o di attici in capitali Europee (il prossimo base camp partirà a metà Settembre e sarà basato a Budapest) per offrire davvero ai giovani talenti la possibilità di godersi appieno il “dopo-lavoro”.

Ma come è nato questo progetto?

Lo abbiamo chiesto direttamente ai due fondatori di Human Centric Group.

“In Human Centric Group l’aspetto sociale ed umano ha un grandissimo peso. Seppur il lavoro completamente da remoto offre indubbi vantaggi in termini di convenienza, è anche importante includere momenti di formazione a stretto contatto. Non solo per imparare direttamente l’un dall’altro, ma anche e soprattutto per costruire uno spirito di squadra difficilmente replicabile attraverso una videochiamata”, afferma Matteo Rinaldi, co-fondatore dell’agenzia e responsabile della parte strategica dei progetti.

“La consulenza è un settore estremamente competitivo ed impegnativo, sia dal punto di vista di mole di lavoro che di energia e concentrazione richiesta a tutti i livelli. Il bello della consulenza è però il poter viaggiare, scoprire nuovi luoghi e realtà e creare legami con persone e clienti in ogni luogo del mondo. Con il nostro programma vorremmo dare un assaggio di questa realtà già dal periodo di stage, senza dover aspettare fino ad una futura, ipotetica assunzione”, aggiunge Luca Bertocci, co-fondatore dell’agenzia e responsabile della parte operativa dei progetti.

Le candidature sono aperte fino al 16 agosto, e il percorso di formazione durerà sei mesi, con l’obiettivo di assumere con contratto a lungo termine i più meritevoli.

 

Riguardo la Human Centric Group :
www.humancg.com
Human Centric Group Ltd nasce a Londra a fine 2020 dalla voglia dei due fondatori di cambiare il modo di fare marketing nelle aziende, mettendo il cliente (visto come persona e non come consumatore) al centro di ogni decisione strategica.

Nonostante il periodo difficile di pandemia, l’agenzia si è fin da subito affermata come un punto di riferimento boutique del marketing strategico, sia per grandi aziende che per PMI e startups. Attualmente l’azienda conta 14 dipendenti ed opera in totale smart working.

Chi sono i 2 fondatori

Matteo Rinaldi, Co-Fondatore di Human Centric Group e Responsabile Area Strategica.
https://www.linkedin.com/in/mttrinaldi/

Dopo una laurea triennale presso l’università Luiss Guido Carli a Roma ed una specialistica in Bocconi a Milano, Matteo inizia la sua carriera nel dipartimento marketing di L’Oreal. Passa successivamente al team commerciale presso Coca-Cola HBC prima di approdare a Garrison Group, società di consulenza americana specializzata in marketing strategico. È qui che ha l’opportunità di esprimere a pieno il suo talento, lavorando nell’arco di 7 anni in oltre 30 paesi con aziende come Danone, Carlsberg e Juventus e scalando tutta la gerarchia aziendale fino a diventarne Partner. Nel 2020 lascia la società per fondare, insieme a Luca Bertocci (anche lui ex-Partner di Garrison Group), Human Centric Group Ltd, con l’ambizioso obiettivo di rivoluzionare la percezione del marketing moderno. Oltre che imprenditore, Matteo è anche Adjunct Professor alla Luiss Business School e Docente alla Krakow School of Business in Polonia (International MBA).

Il suo libro Human Centric Marketing – Prima di consumatori siamo tutti persone (edizione Franco Angeli) è stato tra i più venduti in Italia nel 2020 in ambito marketing e strategie di branding.

Luca Bertocci, Co-Fondatore di Human Centric Group e Responsabile Area Analitica. https://www.linkedin.com/in/lucabertocci/

Dopo una laurea triennale in Finanza ed una specialistica in Marketing Management in lingua inglese (entrambe presso l’Univerità Bocconi di Milano), Luca inizia la propria carriera in Asia, presso Desk Promos Shanghai (l’agenzia speciale della Camera di Commercio di Milano per le attività internazionali). Torna poi a Milano per lavorare in Pirelli (pianificazione della domanda), a stretto contatto sia col team marketing che con quello vendite.

È qui che per la prima volta riesce a mettere in pratica la sua grande passione per numeri e statistica. Si trasferisce poi a Budapest per unirsi a Garrison Group società di consulenza americana specializzata in marketing strategico. In 9 anni scala tutti i gradini della gerarchia aziendale (fino a diventare Partner) lavorando in oltre 30 paesi con aziende come Carrefour, Visa, IKEA, Luxottica e Bayer.

Nel 2018 lancia, insieme a Matteo Rinaldi ed in parallelo al lavoro in consulenza, una startup innovativa connessa alla fidelizzazione dei clienti nel settore horeca grazie all’uso delle maggiori piattaforme social. Dopo due anni di collaborazione ancor più a stretto contatto e conseguente ulteriore affiatamento, i due decidono nel 2020 di separarsi da Garrison Group per avere completa libertà di innovazione e fondano a Londra Human Centric Group Ltd con l’obiettivo di rivoluzionare il marketing moderno.

Oltre che imprenditore, Luca è anche Docente alla Krakow School of Business ed alla University of Business di Breslavia (entrambe in Polonia, International MBA) e mentore (pro-bono) di diverse startups innovative.

Per ulteriori informazioni sullo stage visitare il sito internet www.humancg.com/nextgenprogram o contattare direttamente la Human Centric Group ai seguenti contatti:

Francesco De Nittis
E-mail Francesco.denittis@humancg.com

M. +39 331 842 5163
Human Centric Group Ltd
Sede Legale: 160 City Road, London, United Kingdom, EC1V 2NX Sedi Operative: Milano, Napoli, Bari, Cracovia

Sito web: https://humancg.com/

LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/human-centric-group/

 

 

 

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Materiali di supporto al giornalista

Offerta completa percorso di formazione: www.humancg.com/nextgenprogram

Corporate video: https://45g81r3iwe4r3k0ladptdehe-wpengine.netdna-ssl.com/wp- content/uploads/2021/07/HUMAN-CENTRIC-16.07.21-compressed.mp4

 

 

Matteo Rinaldi, Luca Tocci, founders di Human Centric Group

TV dei ragazzi: è Santo Verduci la voce dei cartoni animati

Roma, 3 agosto 2022 – È da ben 12 anni che Contactoons, la trasmissione tv amata da grandi e piccini, fa capolino nelle tv regionali d’Italia grazie a Santo Verduci, e porta per mano i bambini d’Italia in un mondo fantastico ricco di sport, musica, videogame, moda e cartoni animati.

In questi anni tante serie di cartoni animati hanno fatto parte di questa trasmissione, come ad esempio La signora Minù, Il mio amico Denver, Transformers, Digimon, Princess Tutù. Vir the Robot Boy e tanti altri.

Per ciascun cartone animato è stata realizzata una nuova sigla racchiusa nei compact disk da collezione che portano il nome della trasmissione televisiva, ascoltabili nelle piattaforme streaming come Spotify, Amazon, YouTube.

Attualmente sono state incise  ben 65 sigle originali dei cartoni animati ed è in progetto l’uscita ancora di un nuovo album.

Santo Verduci oltre ad essere un cantautore è anche un direttore di doppiaggio e doppiatore, presta la sua voce a numerose serie tv e anime giapponesi, tra cui Kimba, Zenon e Bartolito (dalla serie tv La fattoria di Zenon), Bhatija, Vir, e tanti personaggi dei cartoni animati Disney in onda su Baby Tv, come Mike Bike, Pix & Leo.

È stato fondato persino un fan club, per associarsi: basta iscriversi, visitando il sito www.contactoons.it sezione fan club, e compilare il form per ricevere articoli speciali ed esclusivi.

Attualmente la trasmissione Contactoons va in onda alle ore 14:10  su Universe, syndication tv sul digitale terrestre in collaborazione con Cafè Tv 24 visibile anche in streaming sul sito dell’emittente.

Basta seguire sui social la pagina di Contactoons e di Santo Verduci, per essere sempre aggiornati sulle novità del palinsesto e le uscite editoriali dell’azienda Sanver Production, che gestisce Universe e Contactoons.

Insomma, una vera e propria nuova vita per la tv dei ragazzi, grazie a Santo Verduci ed i Contactoons.

Link utili:

https://music.apple.com/us/artist/santo-verduci/323772323

https://www.facebook.com/contactoons/

 

“L’apparenza vestita”: quando l’abito fa il monaco

Un abito può influenzare il nostro atteggiamento e i nostri comportamenti, noi non lo sappiamo ma il nostro cervello sì. Per migliorare l’armadio e l’autostima oggi si chiede aiuto al personal stylist, lo “stilista dell’anima”

Roma, 3 agosto 2022 – È un concetto semplice, che probabilmente tutti abbiamo sperimentato nel corso della nostra vita. Un abito, giusto o sbagliato che sia, può influenzare il nostro modo di essere. Quando indossiamo qualcosa con cui non ci sentiamo a nostro agio, magari per seguire la moda, inevitabilmente ci sentiamo goffi e insicuri.

Il problema è che tendiamo a proiettare le nostre percezioni anche all’esterno, attraverso i gesti, la postura e l’atteggiamento, trasmettendo agli altri il nostro disagio.

I vestiti che indossiamo, però, non hanno effetto solo su come vediamo noi stessi. Gli abiti influenzano anche la percezione che gli altri hanno di noi. Questo potere degli abiti è legato a questioni evolutive e culturali.

Immagine personale e Clothed Appearance

Il legame tra abiti e personalità nasce dal fatto che gli abiti sono parte fondante della nostra immagine. Nella percezione della nostra immagine (quando ci guardiamo allo specchio, vestiti) ed altrui (durate la vita sociale), ciò che vediamo è dato dalla somma dell’immagine del corpo e del vestito. Non è possibile separare il concetto di immagine corporea/identità dall’abbigliamento, la nostra immagine è il primissimo filtro che mettiamo tra noi e gli altri. È il mezzo attraverso cui uno sconosciuto acquisisce informazioni su di noi.

Osservando i colori e l’abbigliamento, gli altri riescono a catalogarci. Il motivo per cui succede è legato al modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni che riceve. I processi di elaborazione delle informazioni avvengo a livello inconscio, in quello che è conosciuto come “cervello primitivo”.

Come suggerisce il nome, il cervello primitivo è il nucleo primigenio che sottende al funzionamento delle nostre capacità di pensiero e azione. Si è sviluppato in tempi antichi, dove la rapidità di decisione era lo spartiacque tra la vita e la morte.

Il cervello è un elaboratore di dati che riceve miliardi di informazioni al secondo. Se dovesse attribuire a tutte la stessa importanza, anche la più piccola decisione richiederebbe un tempo infinito per essere presa.

Ecco perché entra in gioco il cervello primitivo, che ci permette di prendere decisioni in tempi rapidissimi, la maggior parte delle volte in modo inconscio. Questo perché il cervello primitivo ha elaborato una serie di strategie e semplificazioni che sfruttano la memoria per valutare l’ambiente e le circostanze.

L’abbigliamento come codice culturale

In questi meccanismi, scanditi da memoria ed esperienza, la cultura gioca un ruolo fondamentale. E gli abiti sono parte integrante di ogni cultura. Gli abiti non sono solo dei mezzi che usiamo per proteggerci dal freddo o dal caldo, ma sin dai tempi antichi vengono usati per comunicare e ricavare informazioni sulla posizione sociale di un individuo.

La trasmissione di informazioni sullo status sociale degli individui può avvenire in maniera esplicita, spiega la personal stylist Paola Farina, attraverso abiti e oggetti simbolici, come per esempio nel caso di uomini religiosi o di potere, ma anche in maniera implicita, attraverso la ricchezza dei materiali. E gli abiti conservano questa funzione anche oggi.

L’abbigliamento è un fattore molto importante nell’affermare la personalità di un individuo. È quindi importante sapere scegliere cosa indossare in ogni occasione. Anche prestare poca attenzione al modo di vestire dice qualcosa di noi. Per alcune persone, tuttavia, è particolarmente faticoso scegliere l’abbigliamento più adatto al loro stile di vita. Ecco allora che entra in gioco un personal stylist professionista, la cui competenza oggi è richiesta non più solo dalle celebrities ma anche da persone comuni.

Chi è e cosa fa un personal stylist

Affermare la nostra personalità, continua Paola Farina, significa anche rivedere il guardaroba e aggiungere abiti che migliorano lo stile personale. Ecco che un personal stylist può aiutare a distinguersi tra la folla. Attenzione però a non confondere un personal stylist con uno stilista, non si tratta di creare nuovi modelli ma di identificare il tipo di outfit più adatto.

  1. Fonte: Vicenzi G., (2018), L’abito non mente.
  2. Fonte: Bell, E. L., (1991), Adult’s perception of male garment style, Clothing & Textiles research Journal.
  3. Fonte: Stone, G.P. (1962), Appearance and the self. In A.M. Rose (Ed.), Human behavior and the social process: An interactionist approach, Houghton Mifflin, New York.

Chi è Paola Farina

Paola Farina è un’ appassionata di moda sin da bambina. Dopo la maturità classica vince una borsa di studio per frequentare Image Fashion & Communication, la prima istituzione italiana per la formazione di redattori e stylist professionisti. Entra così nel mondo dell’editoria e della comunicazione con importanti collaborazioni con Mondadori e Condé Nast e aziende come Coin e Deutsche Bank.

Dopo essersi laureata in Scienze della Comunicazione trova impiego in Rai e poi continua la sua carriera nella comunicazione aziendale collaborando con società come Sky e Elsevier.

Dopo un master in Beni di Lusso al Politecnico di Milano e una certificazione conseguita presso il Fashion Institute of Technology di New York, ad oggi è Consulente d’immagine, Personal Stylist e Event Stylist per privati e aziende.

 

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Ufficio Stampa

Eleonora Angioletti

press@paolafarinastyling.com

 

Paola Farina, Ph. Silvia Campagna
Paola Farina, personal ed event stylist

 

Arriva Coming Comics, con migliaia di fumetti italiani e riviste specializzate anni ’70 e 80’

Milano, 29 luglio 2022 – Italia patria di santi, poeti e navigatori? Non solo! Anche di grandi fumettisti che, con le loro stories hanno nutrito la generazione boomer, affascinato la X, incuriosito i millennials, intrigato gli zeta, e conquistato i nativi digitali e tutte le generazioni che verranno. Perché non c’è passato nel fumetto ma solo un fantastico mondo parallelo, sempre presente.

A loro è dedicato l’evento Coming Comics che si terrà a Milano i prossimi 9-10-11 settembre, nel negozio di Viale Espinasse 99 della Cooperativa Di Mano in Mano.

Un’occasione imperdibile per gli appassionati alla ricerca di pezzi mancanti alle loro collezioni, alcuni rari o introvabili; tutti provenienti da librerie di case sgomberate nell’arco di un anno, tutti rigorosamente di seconda mano e in ottimo stato. Si contano migliaia di numeri di Tex solo per citare.

Gli italiani più illustri come Jacovitti, Crepax, Hugo Pratt, Sergio Toppi e i protagonisti di casa Bonelli, tutti a scaffale in compagnia di Asterix, Charlie Brown, Tin Tin e gli eroi della Marvel. Non poteva mancare il topo più illustre della banda, Topolino e molti altri ancora. Alzi la mano chi non li ama! E se proprio ci fossero a loro è dedicata una straordinaria selezione di narrativa Fantasy.

Tutti i dettagli e aggiornamenti dell’evento sul sito internet www.dimanoinmano.it o alla mail info@dimanoinmano.it.

ORARI DI APERTURA DI COMING COMICS

Venerdì 9 settembre dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Sabato 10 e domenica 11 settembre dalle ore 10.00 alle 19.00 orario continuato.

Gli eventi saranno accessibili nel rispetto delle procedure e della normativa anti Covid vigente.

Gli organizzatori si riserveranno il diritto di contingentare gli ingressi.

Chi è Di Mano in Mano

Di Mano in Mano (www.dimanoinmano.it) è una Società Cooperativa di lavoro nata nel 1999 in corpo all’esperienza delle comunità di vita di Villapizzone e Castellazzo, entrambe parti dell’Associazione Mondo di Comunità e Famiglia.

Prendersi cura dell’ambiente in una visione olistica, del suo territorio e della comunità che lo abita, della sua storia, dell’arte e della cultura, dei suoi bisogni di opportunità lavorative e formative e delle sue fragilità sociali. Valori imprescindibili e fondamenta solide che hanno contribuito a costruire negli anni un modello d’impresa prima locale e poi sempre più internazionale. Una lunga esperienza nel recupero, valutazione, noleggio e vendita di pezzi di antiquariato, modernariato e second-hand, dalla fascia premium a quella mainstream, che ha alimentato nel tempo un circuito interminabile di proposte, oggi disponibili sia online sia offline.

Con una sede a Milano in Viale Espinasse e un distaccamento logistico e operativo di oltre 4000 metri quadrati a Cambiago, la Di Mano in Mano conta oggi circa 90 dipendenti, di cui 60 soci, decine di inserimenti lavorativi all’anno, diverse persone svantaggiate inserite in organico e un totale di quasi 700 borse lavoro erogate in circa 20 anni di attività. Collabora attivamente e costantemente con i Servizi Sociali di Milano, il Ministero di Grazia e Giustizia, le ASL, la Caritas Ambrosiana, e con varie associazioni e comuni del territorio milanese e provincia.

Attraverso il sito principale e una serie di siti satellite, svolge un’intensa attività di e-commerce con consegna in tutto il mondo.

 

 

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Ufficio stampa Di Mano in Mano

Maria Rosa Cirimbelli | ufficiostampa@geodecom.it | + 39 392 9694434

 

 

Bando regionale “Riparti”, se lo aggiudica la Stilmarmo

Bari, 29 luglio 2022 – L’azienda pugliese, capogruppo dell’omonimo gruppo industriale “Stilmarmo”, da sempre impegnata nella valorizzazione della “Pietra di Apricena” in tutto il mondo, e il PoliBa (primo politecnico del sud d’Italia e tra i migliori d’Europa) si sono aggiudicati il bando pubblico “RIPARTI” della Regione Puglia.

La misura regionale si colloca all’interno della “Strategia Europa 2020” per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, la quale ha ribadito il ruolo determinante che la ricerca riveste sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo del tessuto socio-economico-industriale coerentemente con la “Smart Specialization Strategy” della Regione Puglia. Fondamentale importanza riveste, a tale scopo, lo sviluppo di competenze specifiche, finalizzate allo sviluppo di ricerche innovative in grado di fondere la conoscenza e l’innovazione con la richiesta dei fabbisogni del tessuto economico-sociale.
Il progetto di ricerca, presentato da PoliBa & Stilmarmo, col titolo “Sistemi autoportanti di facciata impieganti blocchi lapidei di scarto per la progettazione sostenibile in area Mediterranea”, vede, come suo responsabile scientifico, Giuseppe Fallacara, del dipartimento di scienza dell’ingegneria civile e dell’architettura del politecnico barese e, quale suo referente operativo, Cinzia Rinaldi, del dipartimento import/export dell’azienda apricenese. Assegnista del progetto, finanziato dalla Regione Puglia, è il noto architetto Micaela Colella, ricercatrice del medesimo politecnico.

L’obiettivo principale del progetto di ricerca è di determinare nuove modalità di utilizzo del materiale attualmente non commerciabile (di scarto), finalizzato alla definizione di una nuova filiera produttiva per la realizzazione di blocchi in pietra di grande dimensione da impiegare nella costruzione di facciate autoportanti o, in alternativa, in sistemi costruttivi portanti per case a basso impatto ambientale. Tali blocchi saranno specificamente progettati e testati per essere utilizzati in ambito mediterraneo e prevedranno l’integrazione delle componenti impiantistiche e di materiali con ottime proprietà di isolamento termico. Dal punto di vista progettuale, la ricerca intende avvantaggiarsi delle più recenti strategie di prefabbricazione avanzata, di progettazione computazionale e BIM, al fine di creare specifici framework in grado di utilizzare i blocchi in modo flessibile e totalmente personalizzato (mass customization).

«Il raggiungimento degli obiettivi appena descritti, oltre all’espansione economica dell’intera filiera e della Regione Puglia» dichiara Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmo «contribuirebbe alla promozione di un approccio maggiormente etico e sostenibile nell’utilizzo delle risorse naturali, delle quali la città di Apricena, con la sua “Pietra” famosa in tutto il mondo, è indiscussa rappresentante. L’impiego cosciente dei materiali lapidei sarebbe in grado di dare un rilevante contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. Con questo progetto di ricerca – conclude Masselli – vogliamo caratterizzarci nell’ambito della “manifattura sostenibile”, puntando sulla competitività, l’efficienza, l’innovazione e l’eccellenza tecnologica nei processi produttivi, così da favorire uno sviluppo sostenibile sia in termini di impatto ambientale che sociale».

La partnership con il Politecnico di Bari

La Stilmarmo di Apricena, del cui bacino estrattivo marmifero (secondo in Italia, dopo quello di Carrara) rappresenta il player di spicco a livello internazionale, ha intensificato negli ultimi tempi la partnership con il Politecnico di Bari.

Dopo la partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia 2021 con l’installazione “Porzione d’Infinito” e la realizzazione della mostra “Quarry Visions”, inaugurata ad Apricena, in provincia di Foggia, lo scorso 23 luglio, con l’intervento di Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari, Fabio Tellia, associato del celebre studio di architettura “Norman Foster + Partners” di Londra, Anthony Caradonna, docente e ricercatore della prestigiosa università americana “New York Institute of Technology”, e Giuseppe Fallacara, professore ordinario di progettazione architettonica del politecnico barese nonché ideatore della mostra.

 

Bando “RIPARTI” Regione Puglia – Stilmarmo & Politecnico di Bari

 

 

Alfonso Masselli, Responsabile relazioni esterne Stilmarmo
(Ph: Gaz Blanco)

Uomo e fauna selvatica: arriva il Coesistenza Festival

29 luglio 2022 – Manca meno di un mese al Coesistenza Festival, evento dedicato al tema della coesistenza tra uomo e fauna selvatica.

Il Coesistenza festival si terrà il 2, 3 e 4 settembre sull’altopiano della Lessinia, immersi in un territorio ricco di bellezza naturalistica, ma anche di storia e tradizioni. Tre giorni di coinvolgenti attivita? all’aria aperta fra cinema, passeggiate, laboratori per famiglie, caffè scientifici, teatro e molto altro.

L’evento è organizzato da PAMS Foundation, dall’Associazione di Promozione Sociale Io non ho paura del lupo, insieme al Gruppo Grandi Carnivori del CAI, all‘Associazione Culturale Forte delle Benne, con il patrocinio di CAI Club Alpino Italiano e con il supporto della Fondazione Caritro.

Cosa succede quando in un territorio torna il lupo, l’orso, la lince o arriva lo sciacallo dorato? Come cambia la vita di chi ci abita, quali sfide si trova ad affrontare e cosa dobbiamo imparare per riuscire a condividere il territorio con questi antichi/nuovi vicini?

Il Coesistenza Festival permetterà di affrontare questi delicati ed interessanti temi analizzando il passato, esplorando il presente ed ipotizzando il futuro.

Attraverso cinema, teatro, archeologia, laboratori di scrittura, pittura, caffè scientifici e molto altro, il Festival sarà un ‘viaggio’ di tre giorni, dall’alba al calar del sole, dove tutti, divertendosi, troveranno spunti per avvicinarsi al tema della coesistenza.

Saranno tre giorni aperti e dedicati a tutti con attività pensate per soddisfare target ed aspettative diverse.

Ad animare il Festival saranno le parole del carismatico Emanuele Biggi, naturalista, fotografo e dal 2013 co-conduttore del programma televisivo RAI Geo che dialoghera? insieme agli esperti del Parco Nazionale dello Stelvio sul tema: pubblico, coesistenza e percezione. Riccardo Rao, professore associato di Storia Medievale dell’Universita? degli Studi di Bergamo, autore del libro “Il tempo dei lupi” accompagnerà il pubblico nel mondo della letteratura dedicata al lupo e alla storia del suo rapporto con l’uomo. Chi lo vorra? potra? sperimentare in prima persona tecniche di scrittura creativa oppure lasciarsi emozionare dalle letture serali attorno al fuoco. Lorenzo Dotti, autore e illustratore, portera? il pubblico in un viaggio di coesistenza ed arte: raccontare la natura con matita e pennelli. Il cinema parlera? di coesistenza attraverso gli occhi di Federico Betta, autore di ‘La Frequentazione dell’orso’, documentario premiato all’ultima edizione del Trento Film Festival.

Gli interventi di esperti faunisti e degli esperti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise aiuteranno a riflettere sul valore ecologico e ambientale della fauna sul territorio. Gli archeologi daranno una prospettiva storica del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con gli animali selvatici. Gli educatori avvicineranno i piu? piccoli al tema della coesistenza con laboratori divertenti e interattivi. Le guide ambientali e accompagnatori di media montagna guideranno i presenti in escursioni tematiche sul territorio. Diversi i dibattiti in programma per comprendere e approfondire la tecnica delle misure di prevenzione e protezione dagli attacchi da lupo.

Daranno voce all’evento allevatori, gruppi ambientalisti e rappresentanti del mondo venatorio per presentare una pluralita? quanto più ampia possibile di posizioni e punti di vista con lo scopo di offrire uno spaccato realistico e un quadro il più  completo possibile delle problematiche da affrontare sul territorio.

Non mancheranno i momenti conviviali, assaggiando i prodotti del territorio e birre artigianali.

Perché  è stato scelto l’Altipiano della Lessinia?

Perché questo territorio ha un ruolo peculiare nel racconto della coesistenza e per i grandi contrasti che qui il ritorno dei predatori ha generato. Proprio qui, infatti, 10 anni fa il lupo ha consolidato il suo ritorno nelle Alpi orientali.

Il Festival sarà ospitato in suggestive strutture dell’altopiano situate nei Comuni di Ala ed Erbezzo: Ristorante Monti Lessini, Rifugio Valbella, Campeggio al Faggio, Locanda Alpina, Il caseificio del Baito di Erbezzo.

Con questa prima edizione il Festival della Coesistenza si presenta come un format innovativo, con l’ambizione di diventare un appuntamento annuale da far crescere e arricchire con i contributi di tutti i suoi partecipanti.

Supportano l’iniziativa Fondazione Caritro, il Gruppo Grandi Carnivori del CAI, Patagonia, LIFE WolfAlps EU, Birrificio Birra del Bosco, Outdoor Manifesto, Cascada, Calze GM, Ursus Adventures Rafting & Outdoor Center Val di Sole, Quelle del Baito, Forte delle Benne.

La partecipazione è gratuita per tutti gli eventi del festival e il programma completo degli eventi è inline all’indirizzo www.coesistenzafestival.it.

 

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Per interviste ed informazioni: info@coesistenzafestival.it

 

È boom sui social per Dafne D: supera 1 milione di followers

La cantante bergamasca festeggia il milione di followers…

Bergamo, 29 luglio 2022 – Dafne D, nome in arte di Ornella Sagula, la simpatica cantante bergamasca prosegue sulla strada del successo a suon di like, visualizzazioni e followers in continuo crescendo.

Da pochi giorni infatti l’artista sta festeggiando per aver raggiunto la soglia di 1.000.000 di followers sul proprio account Instagram.

La notorietà e l’ammirazione da parte della sua enorme community la sta portando sempre più verso il complimento del suo sogno: diventare cantante professionista.

Dopo l’esordio su Smule, la piattaforma di Karaoke, Dafne D ne ha fatta di strada: dalla tendenza freestyle che ha segnato la svolta del suo successo, contiamo nella sua produzione artistica già 5 album e 3 singoli che potete ascoltare in tutte le piattaforme digitali.

L’attenzione dei media è sempre in crescendo, infatti nel corso della sua scalata alla notorietà, già molte testate ne hanno parlato, come ad esempio Sanremonews.it, Thedailycases.com , LifeandPeople, Zazoom, HoSognato, Racconti dal vicinato, ForumMusicale e molti altri, che hanno omaggiato la cantante già con diversi articoli, come per esempio per l’uscita del suo ultimo album “Sky” e del singolo “Game Over” di BergamoNews.it che potete leggere qui.

In tutti i suoi social, come YouTube, Spotify e Instagram, si sta costruendo un seguito di fan affezionati infatti anche in questi canali possiamo vedere un bel numero di follower e ogni pezzo con una media di 40.000/50.000 visualizzazioni, questo fa prevedere e sperare in un successo volto a durare nel tempo per la nostra cantautrice Dafne D che già da questo momento possiamo anche considerare come una vera e propria influencer visto il seguito del suo milione di followers.

Quindi anche noi, nel suo milione di fan resteremo connessi ai canali di Dafne D per non perdere nessuna delle novità che l’artista avrà nei programmi futuri e continuare a vedere la scalata al successo.

Chissà dove arriverà la nostra amata Dafne D?

Dafne D:

http://www.dafned.it/

https://www.youtube.com/channel/UC3d3nBjY3mNyLQd506NiEEA

https://www.facebook.com/ornella.sagula

https://open.spotify.com/artist/3ILDNobixaDlzpWBL51pFz

https://www.instagram.com/dafne_d_ornella_sagula/

Nuovo registro pubblico delle opposizioni: dal 27 luglio il via

Gli iscritti non riceveranno più chiamate commerciali indesiderate, neanche sul mobile. Inside Marketing ha commentato con Frank Merenda effetti e conseguenze del nuovo RPO sul telemarketing

Milano, 28 luglio 2022 – È attivo dal 27 luglio il nuovo registro pubblico delle opposizioni (RPO), uno strumento voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico per contrastare il telemarketing molesto. I consumatori che non vogliono più ricevere comunicazioni commerciali indesiderate possono iscrivere in apposite liste non solo indirizzi di posta e numeri di telefono fissi, com’è già possibile in Italia dal 2010, ma per la prima volta anche numeri di cellulare.

Alle aziende e agli operatori di telemarketing l’obbligo di consultare periodicamente le stesse liste e cancellare, entro quindici giorni, dai propri database i contatti che hanno negato il consenso alle comunicazioni commerciali, pena sanzioni dall’entità ancora da stabilire.

Con l’iscrizione effettuabile anche online e tramite email, e non solo via raccomandata come in precedenza, il nuovo registro pubblico delle opposizioni potrà avere un effetto distruttivo sul settore delle vendite telefoniche.

Un settore ancora ben prospero in Italia e che varrebbe nel complesso 40 miliardi di euro annui, di cui almeno 2.8 provenienti proprio dal telemarketing.

Questo spiega, almeno in parte, dubbi e ritrosie degli addetti ai lavori per quanto riguarda effetti ed efficacia del nuovo RPO. Più che come comportarsi per essere complaint alle nuove previsioni e rispettare le volontà del consumatore, comunque, la riflessione più ampia che aziende e marketer dovrebbero fare ha a che veder con quanto conviene ancora investire in marketing telefonico e se non esistano per le aziende alternative con maggiore ritorno sull’investimento.

Inside Marketing ne ha parlato con Frank Merenda, divulgatore ed esperto di marketing. Quasi sempre il telemarketing «interrompe o disturba una persona che sta facendo altro, che non ha richiesto una nostra chiamata, che si sente invasa nella sua privacy da qualcuno che inizia a metterle pressione per acquistare qualcosa». La sfida è dunque per le aziende che non vogliono rinunciare a questa forma di marketing diretto «far sì che siano le persone realmente interessate ad “alzare la mano” per essere richiamate e ricevere quindi una chiamata gradita che stanno aspettando e hanno richiesto», ha sottolineato l’esperto.

Un approfondimento è disponibile al seguente link: https://www.insidemarketing.it/nuovo-registro-pubblico-delle-opposizioni

 

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Inside Marketing è una testata giornalistica online specializzata in ambito marketing, comunicazione e cultura digitale. Analizza il settore a 360 gradi, ponendo particolare attenzione alla scelta di strumenti e strategie utili per operare nel campo. Quotidianamente parte del lavoro di redazione è concentrato sul contestualizzare evoluzioni e mutamenti del macro ambiente e tutti quegli aspetti più generali che vanno a influenzare le scelte nel settore marketing e comunicazione, nonché sullo studio attento e di dettaglio di micro ambienti come neuromarketing, content marketing, influencer marketing e dei fenomeni che si muovono al loro interno.

 

 

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Il digitale cresce senza sosta: i segreti per creare un’impresa vincente 2.0

Il 65% delle imprese aumenterà gli investimenti nel digitale, e il 64% ripenserà il proprio business in ottica digitale…

Roma, 28 luglio 2022 – Grazie al digitale il mondo oggi è in continua trasformazione. Ogni giorno nascono App, software, siti internet e piattaforme online, in grado di fornire nuovo prodotti e servizi sia ad aziende che privati.

Un vero e proprio nuovo mondo quello del  digitale, un ecosistema che vede la continua nascita di servizi ed applicazioni che promettono di migliorare la vita delle persone.

Secondo un recente studio di McKinsey intitolato “The new digital edge: Rethinking strategy for the postpandemic era”, ben il 65% delle imprese ha affermato di aver aumentato i propri investimenti nella digitalizzazione, e ben il 64% ha affermato di dover rivedere, entro il 2023, il proprio modello di business in ottica digitale.

Il digitale, un nuovo mondo tutto da conquistare

Siamo di fronte ad una nuova economia quindi, in continua espansione, che ogni giorno vede nuovi imprenditori e startup lanciarsi sul mercato, con il fine di realizzare un “sogno digitale” capace di creare nuovi servizi, e, perché no, far arricchire i propri creatori.

Ma come è possibile fare impresa con un’App o un software?

Quali e quanti margini di guadagno un business digitale offre ai nuovi imprenditori 2.0?

“Le potenzialità di guadagno sono enormi, perchè se si ha una buona idea e l’App, o software, prende piede si ottengono dei bei guadagni mensili”, afferma Gianluca Poggi, giovane imprenditore digitale, appassionato di economia, marketing e tecnologia, che con la G-Network crea App e software per startup e aziende che intendono investire nel digitale.

Quanto si guadagna con un’App o un software

Le potenzialità di guadagno con il digitale sono enormi, vista la facilità di scalabilità e crescita.

“Poniamo che siamo in grado di far iscrivere almeno 5.000 utenti al servizio creato, con ognuno che porta, tenendoci molto bassi almeno 1,50€ al mese di guadagno, siamo a 7.500€ al mese di incasso.

Una cifra  che in soli 4 mesi è in grado di farci riprendere l’investimento iniziale”, ci spiega ancora Gianluca Poggi.

Cifre e numeri che abbiamo tenuto volutamente bassi, ma nonostante ciò molto interessanti, visto che parliamo di un settore in cui è possibile scalare velocemente i guadagni.

Per la natura di questo mercato potenzialmente è infatti possibile moltiplicare per 100 o 1.000 i guadagni, se dietro l’App o il software c’è la giusta idea capace di prendere piede e conquistare una larga fetta di pubblico.

I costi di una impresa digitale

Ma quanto costa sviluppare un’App o un software, partendo da una semplice idea?

“Sviluppare un software ad arte costa dai 10 mila euro in su, fino ad arrivare a un massimo indefinito, in base alla grandezza dell’opera da sviluppare, le funzionalità e le integrazioni indesiderate.  Ed ai costi di sviluppo bisogna aggiungere un investimento in pubblicità di almeno 5 mila euro”, continua Poggi.

I costi di un’App

Dagli incassi mensili del servizio digitale deve essere tolto il costo della manutenzione e del server, che in parte è commisurato al traffico di utenti.

In ogni caso i costi non sono mai superiori ai 500 euro al mese, a meno che non parliamo di software capaci di conquistare centinaia di migliaia, se non milioni di persone, per cui i costi sono ben superiori.

Costi molto più bassi di una impresa tradizionale, e calcolando che in caso in cui un’App o un software prendano piede davvero, i guadagni mensili sono molto alti, risultando quindi un investimento molto fruttuoso, dai costi veramente minimi rapportandolo ai potenziali guadagni.

E se non dovesse andare bene?

In caso contrario, anche qualora non si riesca a far funzionare il proprio “sogno digitale”, il software è sempre un asset di nostra proprietà che può essere rivenduto, specialmente se costruito bene.

Magari un altro imprenditore acquistando l’applicazione, con le opportune modifiche ed integrazioni potrebbe riuscire a sfondare con la nuova versione, riadattata magari a nuovi servizi.

A tal fine sono nati dei marketplace specializzati, in cui è possibile vendere il proprio software, con buone possibilità di guadagno o di riuscire a rientrare della cifra investita.

I segreti del successo digitale: partner e idee giusti

“Il segreto più grande per sfondare nel mondo digitale è avere l’idea giusta, e un team pronto a trasformare l’idea in realtà, capace di far fornire un servizio reale agli utenti finali, facendo guadagnare chi la mette in pratica”, spiega ancora Gianluca Poggi.

“La cosa più importante dopo l’idea giusta è avere il partner tecnico giusto per creare la propria impresa digitale: una software house che si riveli un partner leale e corretto, a cui potersi rivolgere con fiducia.

Non è raro infatti in questo mondo vedersi fregare e realizzare l’idea da gente scaltra e con pochi scrupoli, a cui ci si era ingenuamente affidati” continua Poggi.

“Per ovviare a questi problemi ho creato G-Network Italia, con lo scopo di diventare il partner di fiducia di chi vuole investire nel digitale, specializzato in sviluppo di soluzioni digitali, e che cura non solo il software, ma anche tutto ciò che viene prima e dopo. Come la parte burocratica ad esempio, che grazie ad avvocati, commercialisti e notai di nostra fiducia siamo in grado di svolgere nel modo più pratico e veloce possibile.

O come la gestione della pubblicità, dei social, e di tutto ciò che è necessario per far partire l’App e farla arrivare al successo finale”, conclude il fondatore di G-Network Italia, il cui scopo è appunto aiutare le imprese, ed i loro clienti, a crescere grazie alla creazione e gestione di piattaforme digitali innovative.

 

Gianluca Poggi, imprenditore digital, creatore della G-Network

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