Roma, 22 ottobre 2020 – I disturbi alimentari rappresentano un problema di sanità pubblica emergente nella società moderna. L’esordio è sempre più precoce nei ragazzi e i fattori influenti sono complessi e…

COMUNICATO STAMPA > Salute, Benessere > Se non lo vedi correttamente Vedi sul Browser
 
 
 

Coronavirus: le conseguenze del lockdown sui disturbi alimentari degli italiani

Roma, 22 ottobre 2020 – I disturbi alimentari rappresentano un problema di sanità pubblica emergente nella società moderna. L’esordio è sempre più precoce nei ragazzi e i fattori influenti sono complessi e svariati.

Durante la pandemia da Covid-19 le persone affette da tali disturbi, in particolare da bulimia nervosa, anoressia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating, si sono ritrovate ad affrontare la loro condizione in una maniera inaspettata. Infatti, il cambio delle dinamiche quotidiane e dello stile di vita influenza parecchio i comportamenti patologici.

Vediamo come la peculiare situazione attuale, e in particolare il regime di lockdown, rinforza i pattern psicopatologici.

“In primis questi soggetti presentano un rischio di ricaduta o peggioramento della gravità del loro disturbo”, spiegano gli esperti del portale PsicologiOnline.net,.

L’isolamento sociale genera tensioni e paure; da qui scaturisce una sensazione di perdita di controllo con un conseguente aumento delle restrizioni alimentari e delle condotte di eliminazione nonché vomito autoindotto e uso di lassativi.

Un altro aspetto è il rapporto con l’attività fisica, che in alcuni casi viene limitata per questioni logistiche e in altri viene incrementata in maniera esagerata; in ogni caso, si tratta di comportamenti associati a una forte paura di perdere il controllo sul proprio peso e sulla propria forma fisica.

L’esposizione a grandi quantità di scorte di cibo, che in molti hanno comprato durante la quarantena per sentirsi al sicuro, rappresenta un fattore scatenante le abbuffate.

In più, la convivenza prolungata con i familiari, a cui si accompagna la sensazione di non potere evadere da un ambiente ristretto e pressante, contribuisce ad aumentare l’isolamento e i comportamenti patologici.

Oltre a questi fattori va tenuto in conto che chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare è particolarmente sensibile allo stress legato alla pandemia ed è quindi più probabile in questi casi sviluppare o accentuare comorbilità organiche e psichiatriche.

È vero anche che il rischio di infezione da Coronavirus è maggiore per via della malnutrizione, del sistema immunitario debole e degli squilibri elettrolitici di tali soggetti.

Uno dei punti più problematici in questo contesto è l’inadeguatezza dei trattamenti psichiatrici o psicologici offerti durante la pandemia. Molti interventi intensivi che si tenevano in strutture ospedaliere o residenziali sono stati annullati per questioni di sicurezza.

Le terapie online, seppur introdotte tempestivamente, si sono rilevate carenti in alcuni aspetti in quanto spesso gli operatori non hanno avuto l’opportunità di formarsi in maniera appropriata per fornire un servizio a distanza del tutto funzionale ed efficace. Visto il rischio di peggioramento clinico e di perdita del contatto medico-paziente, emerge la necessità di progettare nuove modalità di trattamenti che tengano in conto delle implicazioni dell’isolamento sociale sui disturbi alimentari.

Per fornire una migliore assistenza agli individui con disturbi alimentari e ai loro cari, l’istituto Superiore di Sanità con il Ministero della Salute ha lanciato il progetto Manual, che prevede una mappatura dettagliata delle strutture pubbliche e convenzionate e delle associazioni specializzate in disturbi dell’alimentazione su scala nazionale.

In merito all’impatto psicopatologico del Covid-19 sui pazienti con disturbi alimentari, uno studio longitudinale italiano ha dimostrato come la pandemia sia stata una vera minaccia per la salute mentale, in particolare nei soggetti più delicati.

I più vulnerabili secondo questa ricerca sono gli affetti da bulimia nervosa: le ragioni sarebbero le limitazioni dei programmi di trattamento presenziali e le difficoltà riscontrate nelle terapie online, la presenza di abbondante cibo in casa che funge da tentazione per le abbuffate o l’ansia generata da non avere scorte a sufficienza, l’uso eccessivo delle reti sociali che contribuiscono a una percezione alterata del proprio corpo e le emozioni sorte dal forte stress.

Gli affetti da anoressia nervosa, invece, hanno mostrato risultati controversi: da un lato pare abbiano preso peso durante la quarantena, segno positivo che potrebbe essere dovuto anche all’efficacia dei trattamenti – i presenziali effettuati prima del lockdown più quelli telematici-, dall’altro pare che abbiano sperimentato un’esacerbazione del comportamento ossessivo dell’esercizio fisico compensatorio e pare anche che ci siano stati molti casi di crossover diagnostico, che sta a indicare la trasformazione di anoressia in bulimia.

Dunque, si è riscontrato un aumento dei comportamenti disfunzionali e un’interruzione della tendenza al miglioramento dei sintomi sia negli affetti da bulimia sia in quelli affetti da anoressia, ma in quest’ultimi l’impatto negativo del Covid-19 è stato minore.

I pazienti affetti da binge eating hanno sperimentato un aumento della gravità della patologia.

Interessante, in ultimo, che i pazienti affetti da disturbi alimentari non abbiano mostrato un aumento di ansia, tristezza, insonnia e problemi mentali che sia superiore a quello della popolazione generale, probabilmente perché, essendo tendenti all’isolamento sociale per via della loro patologia, potrebbero essere meno sensibili agli effetti del lockdown.

Una ricerca inglese pubblicata su Lancet lo scorso Febbraio ha provato come la pandemia abbia causato un generale incremento di stress post-traumatico, rabbia, confusione, ansia, depressione e altri effetti psicologici negativi nella popolazione. Tra i fattori stressanti che hanno scaturito tali conseguenze ci sono la paura dell’infezione, la mancanza di informazioni adeguate, la perdita economica, la noia e la frustrazione. Inoltre, in uno stato di distress psico-emotivo come quello che molti hanno sperimentato in quarantena, è più probabile che sorga ex novo un disturbo dell’alimentazione o una dipendenza da sostanze come fumo, alcol o psicofarmaci.

Per saperne di più su questa e altre tematiche consigliamo di consultare il sito internetwww.PsicologiOnline.net.

 
 
 
 
 

Altri comunicati stampa recenti di "Salute, Benessere":

 
 
Restare giovani: i segreti dell'andrologo per prevenire l’invecchiamento nell’uomo

Restare giovani: i segreti dell'andrologo per prevenire l’invecchiamento nell’uomo

Milano, 21 ottobre 2020 – La popolazione mondiale si sta espandendo rapidamente, e allo stesso tempo l’aspettativa di vita aumenta e i tassi di fertilità diminuiscono.

 A causa di questi fatti, si prevede che i maggiori aumenti della crescita della popolazione si verificheranno nell’invecchiamento della popolazione.

 Nell’uomo che invecchia i cambiamenti…

Leggi Tutto...
 
 
Avere successo: Ritorna a Reggio Calabria il Metodo Silva, per imparare a sfruttare tutte le nostre risorse

Avere successo: Ritorna a Reggio Calabria il Metodo Silva, per imparare a sfruttare tutte le nostre risorse

Reggio Calabria, 21 ottobre 2020 – Ritorna a Reggio Calabria il “Silva Method”, ovvero il metodo che insegna come avere successo nella vita con la meditazione dinamica e l’ immaginazione creativa. Il corso di formazione si terrà presso la sala meeting dell’Hotel Torrione, nei giorni sabato 24 e domenica 25 ottobre, il seminario sui…

Leggi Tutto...
 
 
Il COVID-19 impatta anche sulla salute mentale: un problema da non sottovalutare

Il COVID-19 impatta anche sulla salute mentale: un problema da non sottovalutare

Covid-19 e problemi mentali: il Coronavirus sta avendo un impatto senza precedenti sulla salute mentale degli italiani, creando o peggiorando, problemi psicologici esistenti

Roma, 19 ottobre 2020 – La pandemia da COVID-19, ovvero la malattia da nuovo Coronavirus, ha creato e sta creando una pandemia parallela di paura, ansia e depressione.…

Leggi Tutto...
 
 
 
 
 

Salute e Probiotici: arriva Probilive, la nuova piattaforma di dialogo su salute, probiotici e microbiota

L’obiettivo della piattaforma di Probilive è quello di informare e parlare con le persone delle connessioni tra salute, probiotici e microbiota

Roma, 12 ottobre 2020 – Non è semplice parlare di salute e benessere durante un momento di difficoltà oggettiva dovuta alla diffusione del Covid-19. Ma è…

 

Cosmetica: la nuova linea “Gli Elementi” risolve i disordini pigmentari della pelle

Milano, 8 ottobre 2020 – In occasione della Milano Fashion Week, il brand “Gli Elementi” ha proposto la nuova linea nella capitale della moda.
Il marchio cosmetico è stato partner tecnico di “Vor Make Up“ alla sfilata “Emerging Talents” nella suggestiva location di Palazzo Visconti.

La cosmetica all’avanguardia abbraccia il mondo della moda: dall’esperienza…

Stress ossidativo, la soluzione è l'ossigenazione cellulare personalizzata

Nel 1985, il professore Helmut Sies utilizzò il termine “stress ossidativo” per definire il disturbo nell’equilibrio tra la produzione dei radicali liberi e le difese antiossidanti. I radicali liberi sono molecole che contengono ossigeno con un numero irregolare di elettroni che reagiscono con facilità con altre molecole, provocando reazioni chimiche chiamate ossidazione.

Quando queste specie…