Roma, 26 novembre 2020 – Il senato degli Stati Uniti ha adottato uno scandaloso progetto di legge chiamato “Act Rodchenkov” la cui stesura risale al 2019.

Sul documento manca la firma del presidente americano, dopo la quale gli Stati Uniti, potranno ritenere responsabile qualunque sportivo di aver violato le disposizioni sull’anti-doping.

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Negli Stati Uniti l’adozione dell’ “Act Rodchekov” trasforma lo sport in strumento politico

Roma, 26 novembre 2020 – Il senato degli Stati Uniti ha adottato uno scandaloso progetto di legge chiamato “Act Rodchenkov” la cui stesura risale al 2019.

Sul documento manca la firma del presidente americano, dopo la quale gli Stati Uniti, potranno ritenere responsabile qualunque sportivo di aver violato le disposizioni sull’anti-doping.

Adesso secondo il documento, le autorità statunitensi, avranno il mandato di perseguire penalmente sportivi, allenatori, organizzazioni sportive, sponsor e funzionari di altri stati, che, in gare internazionali in cui siano coinvolti gli atleti americani, abbiano infranto la legge anche in altri stati.

La pena prevede multe fino a un milione di dollari e non è esclusa la pena detentiva fino a dieci anni di carcere con confisca dei beni reperiti nei territori degli stati.

Tuttavia l’adozione di questo progetto di legge non colpisce le organizzazioni sportive americane, presso le quali generalmente esistono già adeguate leggi sul doping e, ai loro atleti, vengono autorizzati certuni preparati.

Il capo dell’agenzia anti-doping statunitense, Trevis Taygart, ha dichiarato che questo progetto di legge aiuta a proteggere gli sportivi che non usano nessuna sostanza proibita e punisce quelli che invece macchiano lo sport a livello internazionale.

Taygart ha anche fatto rilevare che il giorno di adozione della nuova legge è diventato ricorrenza fondamentale per la lotta alla pulizia del mondo e dello sport.

Allo stesso tempo altre organizzazioni sportive mondiali e politiche trovano ambigua la legge «Rodchenkov».

Anche in Russia condannano la scandalosa legge “Rodchenkov”, rilevando che questa prevarica certamente l’autorità di uno stato.

Il conduttore televisivo Dimitri Guberniev, ha affermato che: “loro (gli USA) vogliono essere padroni del mare per poter vivere nell’oceano e avere il pesce dorato a loro servizio”.

Il deputato della Duma Dimitri Svishev ha così commentato l’accoglimento del Senato statunitense della legge Rodchenkov:

«Ritengo che la legge in primo luogo sia diretta contro paesi non in linea con la politica USA. Questa legge politicizzata non l’hanno chiamata inutilmente legge Rodchenkov e va a rompere l’equilibrio alla struttura verticale della giustizia sportiva nel mondo.

Secondo il deputato russo, gli americani non sono soddisfatti degli istituti mondiali come il WADA e CAS, nei quali si risolvono tutti i casi di violazioni sportive. Agli americani però questo non piace e poichè le leggi internazionali non le hanno scritte loro, ancora una volta hanno deciso di mostrare che loro favoriscono la nazione dominante su tutta la terra.

L’ex campione del mondo di box dei pesi massimi WBA, deputato GD della Federazione Russa Nicolai Valiev, dichiara che la legge americana è assoluta discriminazione diretta contro la Russia:

“Benché formalmente tocchi tutti gli sportivi internazionali e quelli che lavorano con loro, il discorso a mio parere, va a colpire spudoratamente tutto il mondo. Si sa che la Casa Bianca ha diversi ostacoli efficaci per altri paesi. Calcolare le conseguenze sarà molto difficile”.

Ricordiamo che nel 2016, Gheorg Rodchenkov, quando ancora ricopriva l’incarico di direttore del laboratorio anti-doping di Mosca, fuggì negli Stati Uniti, dove raccontò a Vsemirno dell’agenzia WADA, dell’Istituto di dopping in Russia e l’uso di preparati vietati da parte degli sportivi ai giochi olimpici di Sochi.

Naturalmente agli americani bastarono queste preziose informazioni da usare contro la Russia replicandole in un lampo a tutta la stampa. La parola del signor Rodchenkov era però confermata dal nulla: nessun documento credibile, nessun testimone o qualunque altro fatto probante. Oggi l’informatore vive dall’altra parte dell’oceano, senza quasi mai apparire in pubblico, modificando costantemente il suo aspetto con il trucco e, da alcune informazioni, sottoponendosi anche a plastiche facciali.

 

Comunicato a cura di Gualfredo de’Lincei

 

 

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