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Fase 2: No a sussidi tout court, “servono cofinanziamenti alle attività”
Napoli, 30 aprile 2020 – Sono i cofinanziamenti le entrate che consentirebbero di riattivare i flussi finanziari e i capitali di rischio delle imprese. In mancanza il sistema non ripartirebbe spontaneamente. Non efficienti quindi gli aiuti a fondo perduto tout court alle microimprese, tra l'altro privi di una copertura economica.
“Penso che la logica del sussidio a fondo perduto non basti e il paternalismo rischi di assuefare le persone ad una logica perversa che a lungo porterà alla rinuncia di attività e alla morte dell’impresa e del liberalismo”, dice Mario Esposito, giornalista, quarant’anni, di cui oltre venticinque dedicati alla promozione culturale e al terzo settore.
“Serve un forte atto di coraggio e di programmazione. In base ai fatturati passivi dello scorso anno andrebbero individuate delle percentuali di contributi economici, cui accedere previa presentazione di un piano di attività per la ripresa. Non devono essere sussidi a fondo perduto tout court, ma veri e propri contributi-corrispettivi che siano in grado di garantire il principio contabile dell'unità del bilancio pubblico, cioè quello in base al quale alla somma delle entrate corrispondono le uscite e viceversa. Il concetto è rilevante, in quanto essi sarebbero contributi specifici, destinati a programmi di attività e non a destinazione generale, pertanto assimilati a ricavi: in tal modo lo Stato si garantisce anche una entrata tributaria. L’imprenditore deve riprendere a fare spesa, ad attivare la propria filiera, a smuovere i consumi, sapendo però che sulle spese riceverà un contributo a copertura delle stesse”, dice ancora Esposito.
“Solo così il circuito tra le aziende si potrà riattivare, altrimenti non si uscirà da questo stallo. C’è una vera e propria necrosi dei flussi. È come se per l’economia, soprattutto quella domestica, ci fosse stato un ictus. Ora i danni si manifesteranno alle riaperture delle attività. E ciò soprattutto nel mio settore, lo spettacolo dal vivo. Come si pensa, infatti, di rimettere in moto le produzioni tetarali, musicali e dei grandi eventi?” si chiede il patron del Premio Penisola Sorrentina,
Un Premio che è ormai una istituzione culturale di consolidato prestigio della costiera.
Esposito auspica anche gestioni associate dei servizi da parte di enti pubblici, consorzi tra le imprese per abbattere i costi fissi di ogni azienda, razionalizzazione delle attività. Certamente servirà tantissima liquidità.
“Lo Stato dovrebbe diventare di nuovo imprenditore e mediante cabine di regia e convenzioni affidate a Regioni e Comuni partecipare alle attività aziendali, versando corrispettivi calcolati in base alle spese sostenute in questo terribile anno. Quei contributi in entrata costituiranno ricavi per l’imprenditore, il quale dovrà pagarci delle imposte dirette ed indirette. Solo con le piccole mance date alla microimprese a fondo perduto sarà difficilissimo rimettere in moto la macchina, in particolare per i piccoli soggetti. I contributi vandrebbero proporzionati e connessi alle attività da svolgere alla riapertura in un piano di reciprocità Stato-Impresa. Altrimenti, perseguendo una logica egualitaria ed assistenzialista, si rischia di sfociare nella inefficienza della spesa”, conclude Esposito.
Il patron della Kermesse, Mario Esposito
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