Roma, 22 febbraio 2021 – Parlare della malattia oncologica resta ancora oggi un tabù dovuto all’intensa sofferenza e ai timori che seguono una diagnosi così importante. Ma parlare della propria malattia, condividere le proprie ansie, chiedere aiuto, esternare i propri pensieri diventa fondamentale per il mantenimento di una sana relazione con sé stessi e con…

COMUNICATO STAMPA > Piemonte > Se non lo vedi correttamente Vedi sul Browser
 
 
 

Cancro: come comunicare la malattia ai bambini

Roma, 22 febbraio 2021 – Parlare della malattia oncologica resta ancora oggi un tabù dovuto all’intensa sofferenza e ai timori che seguono una diagnosi così importante. Ma parlare della propria malattia, condividere le proprie ansie, chiedere aiuto, esternare i propri pensieri diventa fondamentale per il mantenimento di una sana relazione con sé stessi e con le persone che si prendono cura del malato.

Il cancro cambia inevitabilmente tanti aspetti della vita di una persona: il rapporto con la propria immagine corporea, le sensazioni fisiche legate ai trattamenti, l’alimentazione, il rapporto di coppia, il rapporto con i figli, l’aspetto lavorativo e la complessiva progettualità della propria vita.

Un aspetto importante, ma spesso sottovalutato, è il dialogo con i bambini in seguito ad una diagnosi di tumore: comunicare ai propri figli l’avvento della malattia e le conseguenze che essa comporta è un compito che si tende a rimandare. Eppure “tale passo può creare le basi per una gestione sana dell’esperienza della malattia del genitore” osserva Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

La reazione che un bambino può avere può essere diversa a seconda di tre importanti fattori:

-La sua età;
-La sua abitudine all’esternazione delle proprie emozioni e alla comunicazione con la famiglia e il mondo;
-La sua personalità;

L’età di un bambino è importante poiché essa fa la differenza sulla sua percezione del mondo. Ad esempio, un bambino sotto i cinque anni d’età potrebbe avere più difficoltà a comprendere l’avvento della malattia e le conseguenze che essa comporta nella vita del proprio genitore e nel complesso della famiglia.

I bambini a quell’età hanno una tipologia di pensiero che Piaget definisce “pensiero magico”, secondo il quale molte cose che accadono attorno a sé possono essere legate al suo comportamento; per esempio, il piccolo può essere portato a pensare cose del tipo “la mia mamma si è ammalata perché quella volta io ho fatto i capricci e l’ho fatta arrabbiare”, un pensiero che può facilmente dar vita a infondati ma intensi sensi di colpa che necessitano di essere sradicati sin da subito.

Un bambino di qualche anno più grande invece potrebbe non essere in grado di esternare il suo disagio e le sue paure, facendole ricadere su sintomatologie corporee, su problematiche legate all’alimentazione o sulla condotta scolastica, potrebbe assumere un atteggiamento adultizzato, iper-responsabile, eccessivamente premuroso come espressione della paura della separazione dalla propria figura di accudimento.

Un adolescente, invece, vive già di suo un periodo più complesso per via dei cambiamenti che riguardano più ambiti della propria esistenza, dai processi fisiologici a quelli ideativi, da quelli umorali a quelli comportamentali. Egli va incontro alla sua progressiva indipendenza, alla sua autodeterminazione ed emancipazione dalle proprie figure genitoriali, per cui l’arrivo di un evento così ingente nella sua vita può comportare un congelamento di tali processi o, al contrario, uno scompenso di essi.

A seconda della struttura di personalità del minore, possiamo osservare la messa in atto di meccanismi difensivi più o meno funzionali per fronteggiare tale situazione: ci sono bambini che tendono a distaccarsi, mettere in atto vere e proprie forme di evitamento allo scopo di prepararsi in qualche modo alla separazione dal genitore; altri ancora potrebbero andare incontro a regressione dello stadio evolutivo, cioè cominciare a comportarsi come bambini più piccoli della loro età perché spaventati, impauriti dalla minaccia della perdita o per attirare l’attenzione degli adulti e tenerli più vicino a sè.

La dott.ssa Maria Giovanna Ginni, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, afferma:
“Non bisogna dimenticare che le reazioni emotive dei bambini e degli adolescenti agli eventi critici dipendono soprattutto dal loro legame di attaccamento con la figura genitoriale: infatti, una relazione di attaccamento sicuro (J. Bowlby, 1988) favorisce uno sviluppo più sano e una maggiore capacità del bambino di affrontare eventi critici della vita. Un aspetto sano di questo tipo di attaccamento e, che in un momento come quello della malattia oncologica di un genitore risulta fondamentale, è la comunicazione.

Avere la possibilità di comunicare, sia da parte del bambino sia da parte del genitore, riduce la possibilità di fraintendimenti e favorisce una risposta alla sofferenza che sia più semplice da tollerare. Per favorire un sano processo di crescita nel bambino e un miglior adattamento ai cambiamenti che la malattia del genitore comporta, è importante che ci sia una buona comunicazione emozionale. Cosa vuol dire?

Innanzitutto, è importante che il genitore sia trasparente con lui, sin dal momento della diagnosi: scegliere di non mentire, ma di spiegare la situazione in termini comprensibili e adatti all’età del bambino significa permettere a quest’ultimo di avere il tempo per mentalizzare e metabolizzare i cambiamenti della malattia dell’adulto. È preferibile che sia il genitore stesso, dunque l’adulto affetto da cancro, a spiegare al bambino di che si tratta e che cosa succederà, lasciando che le emozioni fluiscano naturalmente.

Va bene condividere il bisogno di piangere, ascoltare le paure del bambino e permettergli di fargli fare domande: il piccolo ha bisogno di capire e di avere chiaro ciò che accadrà, pian piano, con la massima delicatezza ed un linguaggio semplice e adatto a lui.

Comunicare apertamente con lui significa trasmettergli un messaggio di fiducia, maturità, significa farlo sentire parte importante della famiglia e renderlo agente attivo nel processo di cura verso il genitore. Egli ha bisogno di sentire il contatto stretto con la propria mamma o il proprio papà e quando questo non è possibile a causa del ricovero, si può permettergli vicinanza attraverso telefonate, videomessaggi, disegni, letterine da condividere con il proprio genitore momentaneamente lontano.”

Non è da trascurare l’aspetto della progettualità: pensare a cosa fare in futuro non appena la malattia sarà passata o comunque sarà avviato il processo di guarigione, aiuta sia il bambino che l’adulto a generare pensieri positivi e mantenersi attivi e propositivi.

Nel caso in cui un genitore non guarisca o sia ad uno stadio terminale della malattia, è importante che qualcuno per lui spieghi al bambino con parole semplici quello che sta accadendo, dando spazio alle sue emozioni, come la sua rabbia, il suo smarrimento, la sua paura. Legittimare, accogliere e attribuire un significato ai sentimenti del bambino lo aiutano ad affrontare con più forza e lucidità il distacco dal proprio genitore ammalato.

Non sempre si riesce a trovare le parole giuste per la sensibilità di un bambino o un adolescente, per questo potrebbe essere utile farsi aiutare da un esperto.

Il sostegno psicologico per il malato e per i familiari che vivono l’impatto di una diagnosi oncologica è fondamentale per l’elaborazione delle emozioni e dei sentimenti che insorgono in circostanze critiche come questa.

É per tale motivo che il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha istituito un apposito servizio, offerto da una rete di 272 psicologi presenti in 20 paesi (Italia, Regno Unito, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Azerbaijan, India, Spagna, Svizzera).

Per contattare il servizio, offerto in 21 lingue, basta telefonare al n. 06 227 963 55 o al n. 349 187 4670, o collegarsi al sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

 

Vedi online...
 
 
 
 
 

Altri comunicati stampa recenti dal "Piemonte":

 
 
Arte e beneficenza: all’asta su CharityStars Frida Kahlo con il “Vocabolario della pandemia”

Arte e beneficenza: all’asta su CharityStars Frida Kahlo con il “Vocabolario della pandemia”

Roma, 17 febbraio 2021 – A partire dal 17 febbraio, per dieci giorni, sarà all’asta su CharityStars l’opera “Frida Kahlo con mascherina” dell’artista Serero Pop Art.

Si tratta di un’opera caratterizzata dal “vocabolario pandemico”, che contiene tutte le parole legate…

Leggi Tutto...
 
 
La ricerca di lavoro? È anche una questione di presentazione e allenamento

La ricerca di lavoro? È anche una questione di presentazione e allenamento

Milano, 12 febbraio 2021 – Numeri alla mano le ripetute flessioni congiunturali vissute durante l’anno appena trascorso hanno portato a un netto calo degli occupati: nel dicembre del 2020 l’Italia contava 444 mila occupati in meno rispetto al dicembre dell’anno prima. Va però sottolineato che nell’ultimo trimestre l’Istat ha rilevato anche un netto calo delle…

Leggi Tutto...
 
 
Turismo: far innamorare di un borgo grazie alle cartoline postali reinventate in chiave moderna

Turismo: far innamorare di un borgo grazie alle cartoline postali reinventate in chiave moderna

Con le cartoline Pemcards e l’iniziativa “Innamorati di Orvieto” arriva la crowdpromotion per rilanciare i borghi e le città storiche italiane

Orvieto, 10 febbraio 2021 – Sta per prendere il via la seconda edizione di “Innamorati di Orvieto”. Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, 100 coppie di giovani e meno giovani, in rappresentanza…

Leggi Tutto...
 
 
 
 
 

Tutta la verità sui Testimoni di Geova, nel saggio critico della teologa Ileana Mortari

Roma, 4 febbraio 2021 – Nasce con l’intento diffondere un’informazione corretta sulle questioni relative alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova il libro “I Testimoni di Geova. Saggio critico sulla Watch Tower” della dott.ssa Ileana Mortari, letterata, teologa e studiosa dei NMR e dei MRA.

Il saggio, disponibile negli store digitali, su Amazon e,…

 

A Torino da oggi la sosta si paga con l'App Presto-Parking, e si riceve anche il CashBack

Torino, 1 febbraio 2021 – A partire da oggi 1 febbraio gli automobilisti potranno utilizzare la nuova applicazione ufficiale chiamato Presto-Parking, per pagare la sosta sulle strisce blu di Torino. Gli utenti grazie all’App potranno così attivare, estendere e finalizzare i ticket in qualsiasi momento in modo agile, comodo e sicuro senza costi aggiuntivi.

Conti correnti: non è più possibile andare in scoperto

Roma, 28 gennaio 2021 – Una normativa europea recepita da alcuni paesi, tra questi l’Italia, sancisce che dal primo gennaio 2021 non ci potrà più essere uno scoperto in conto corrente.

Una normativa allarmante, soprattutto per chi gestisce una impresa, media, grande o piccola che sia.…