Il sistema di riabilitazione, pugliese e nazionale, sta vivendo una grave crisi, a causa di tariffe inadeguate ai reali costi: urgono regole nazionali chiare e immediate

Bari, 21 maggio 2026 - La tenuta del  sistema di riabilitazione nazionale è a forte rischio, dovuto a tariffe ineque. Pubblichiamo di seguito un appello di Giacomo…

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Sanità: per una riabilitazione sicura e di qualità urgono tariffe più eque

Il sistema di riabilitazione, pugliese e nazionale, sta vivendo una grave crisi, a causa di tariffe inadeguate ai reali costi: urgono regole nazionali chiare e immediate

Bari, 21 maggio 2026 - La tenuta del  sistema di riabilitazione nazionale è a forte rischio, dovuto a tariffe ineque. Pubblichiamo di seguito un appello di Giacomo Francesco Forte, Amministratore Unico Health Rehabilitation Management.

“La riabilitazione territoriale è oggi un pilastro imprescindibile del Servizio Sanitario Nazionale. Le Linee di indirizzo Stato-Regioni (Rep. Atti n. 124/CSR, 4 agosto 2021) lo hanno sancito, chiedendo sistemi di remunerazione coerenti con intensità assistenziale, complessità clinica e obblighi organizzativi.

Eppure, a cinque anni dall’intesa, il quadro tariffario resta in gran parte inadeguato. Il problema è nazionale, ma la Regione Puglia offre l’esempio più eclatante della deriva burocratica e dei suoi effetti concreti sulle strutture e sui pazienti.

Le tariffe non possono più essere frutto di toppe e ritocchi. Quando il servizio richiede più personale qualificato, più controlli, digitalizzazione, protezione dei dati e governance clinica, le tariffe devono riflettere questi costi, ma non avviene. La prassi ancora diffusamente adottata — aggiornamenti percentuali, correzioni a posteriori, schede tariffarie emulate su logiche storiche — schiaccia gli erogatori e mette a rischio la qualità dell’assistenza.

Esempi pugliesi, lezioni nazionali:

  • Errori amministrativi con impatto economico: la DGR 1490/2022 e la successiva correzione (DGR 1541/2022) dimostrano che valutazioni tariffarie approssimative hanno ricadute reali e immediate sulle strutture.
  • Parametri irrealistici: criteri come “27 prestazioni/die” e le 312 giornate lavorative annue sono costruzioni aritmetiche che non rispecchiano la vita reale dei professionisti (ferie, festività, malattie, ECM). Gonfiano i volumi teorici e comprimono il valore unitario della prestazione.
  • Svalutazione della componente medica: includere accessi medici nello stesso denominatore delle sedute fisioterapiche ignora responsabilità cliniche, rivalutazioni e coordinamento. È una distorsione che riduce il valore del lavoro medico.
  • Errori numerici e ore mancanti: discrasie come 39 vs 38 ore nei moduli domiciliari non sono banalità: ogni ora non riconosciuta è un costo concreto che pesa sul bilancio delle strutture.
  • Costi d’accreditamento non valorizzati: audit, OTA, PDCA, sistemi qualità e sicurezza delle cure, polizze catastrofali e cybersecurity richiedono investimenti strutturali che le tariffe regionali non riconoscono a dovere.

    Tabella costi produzione riabilitazione domiciliare

L’Accordo Stato-Regioni (18 novembre 2021), inoltre, ha equiparato la teleriabilitazione alle prestazioni in presenza e questo è un passo giusto solo se le tariffe tengono conto anche dei costi tecnologici, dell’interoperabilità e del supporto tecnico. Oggi la valorizzazione è parziale perché la transizione digitale resta un costo sopportato dalle strutture.

Ma il tallone d’Achille più pericoloso del sistema attuale è senza dubbio il costo del lavoro. La riabilitazione è lavoro intensivo e qualificato.

L’obbligo di applicare un determinato contratto collettivo nazionale come è accaduto in Puglia con il CCNL AIOP-ARIS, condizione sine qua non per ottenere o mantenere l’accreditamento istituzionale, impone aumenti contrattuali obbligatori.

Le tariffe, però, non seguono automaticamente tali adeguamenti contrattuali e il risultato è uno squilibrio strutturale che riduce liquidità, frena gli investimenti, mette a rischio posti di lavoro e mette a repentaglio la continuità assistenziale.

È indispensabile un’azione nazionale decisa e urgente.

La politica non può più rinviare, serve un intervento nazionale chiaro e vincolante, non raccomandazioni e aggiustamenti occasionali. Serve una revisione metodologica nazionale delle tariffe basata su costi standard reali e verificabili, comprensiva di tutte le voci obbligatorie (personale, sostituzioni, ferie, formazione, sistemi informativi, di qualità e sicurezza delle cure, cybersecurity, accreditamento, assicurazioni, polizze catastrofali, whistleblowing, trasparenza amministrativa e quant’altro ancora reso obbligatorio dalle normative nazionali e regionali).

Occorre urgentemente:

  • Un meccanismo di aggiornamento automatico delle tariffe collegato agli incrementi contrattuali e all’inflazione dei costi dei servizi digitali e di sicurezza.
  • La separazione esplicita della componente medica dalla componente riabilitativa nella ricostruzione tariffaria, con riconoscimento dei relativi contratti e compensi.
  • Una correzione del parametro delle giornate lavorative effettive per professionista, includendo ferie, ECM, malattie e permessi, evitando calcoli che artificialmente aumentano la produttività teorica.
  • La valorizzazione obbligatoria e trasparente dei costi d’accreditamento e dei sistemi qualità e sicurezza delle cure nelle tabelle tariffarie.
  • Misure di transizione e sostegno finanziario per le strutture che dovessero risultare in difficoltà al termine della ricalibrazione tariffaria.

Non è più tempo di compromessi tattici. O le istituzioni nazionali e regionali procedono a una revisione seria e vincolante, oppure la sostenibilità delle strutture riabilitative e la qualità dell’assistenza saranno compromesse. È ora che il legislatore e i decisori politici assumano una responsabilità nazionale, fissando regole chiare, trasparenti e adeguate ai costi reali della riabilitazione moderna.

Questa posizione non è una denuncia episodica, osservazioni analoghe erano già presenti in una pubblicazione del sottoscritto del 2014 sulla determinazione delle tariffe per le prestazioni riabilitative, pubblicata sula rivista “Sanità pubblica e privata” dei periodici Maggioli, a dimostrazione della persistenza di criticità metodologiche e della necessità di un intervento strutturale.”

Giacomo Francesco Forte

Amministratore Unico Health Rehabilitation Management S.r.l.

Consulente di direzione di strutture riabilitative
Giornalista pubblicista

E-mail: [email protected]
Telefono: +39 3498839164

Sito web: www.hrm.srl

 

Amministratore Unico HRM S.r.l.

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