Dai disegni di Chessa e Sturani alla seta: Lenci riattiva il proprio patrimonio visivo del Novecento

Milano, 21 aprile 2026 - In occasione del Salone del Mobile di Milano, lo storico marchio torinese Lenci 1919 torna al tessile, riattivando uno degli elementi più identitari della propria storia: il disegno. È stata presentata…

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Arte: i disegni degli anni ’20 rinascono su seta a Milano

Dai disegni di Chessa e Sturani alla seta: Lenci riattiva il proprio patrimonio visivo del Novecento

Milano, 21 aprile 2026 - In occasione del Salone del Mobile di Milano, lo storico marchio torinese Lenci 1919 torna al tessile, riattivando uno degli elementi più identitari della propria storia: il disegno. È stata presentata così una capsule in seta, sviluppata a partire dal proprio archivio creativo, trasformando motivi del Novecento in creazioni tessili contemporanee.

Al centro del progetto, la rilettura di grafiche firmate da artisti come Gigi Chessa e Mario Sturani, figure centrali nella costruzione dell’immaginario Lenci.

Chessa, artista e scenografo vicino al Futurismo e alle arti decorative, contribuì a definire il linguaggio visivo della manifattura negli anni Venti, mentre Sturani, direttore artistico dal secondo dopoguerra, ne consolidò l’identità tra illustrazione, ceramica e progettazione decorativa.

I loro disegni vengono oggi trasposti su seta, mantenendo intatta la forza segnica e cromatica originale, in un equilibrio tra memoria e contemporaneità.

Tra i motivi scelti emerge “Carta da Pacchi”, pattern storico che sintetizza l’approccio ironico e al tempo stesso rigoroso della cultura visiva Lenci. Un elemento che si trasforma in linguaggio tessile, dando forma a un progetto che si muove tra arte e oggetto da collezione, come mostrano anche gli scatti firmati da Marco Goi, in cui la modella Giorgia Scotto interpreta alcuni capi della capsule accanto a Lazzaro Garella.

Più che una collezione moda, si tratta di un’operazione di riuso creativo dell’archivio, in cui il patrimonio visivo storico viene riattivato in chiave contemporanea, coerentemente con il percorso intrapreso sotto la direzione di Lazzaro Garella, orientato a mettere in dialogo memoria e presente.

«Riattivare l’archivio significa rimettere in circolo un linguaggio», sottolinea Garella. «Non si tratta di riprodurre il passato, ma di farlo vivere nel presente, mantenendone intatta l’identità».

Il ritorno al tessile non rappresenta quindi una deviazione, ma una continuità: Lenci riafferma così la propria natura di laboratorio creativo, capace di attraversare ambiti diversi mantenendo una visione coerente, a più di un secolo dalla sua fondazione.

In questa prospettiva, il progetto si configura come un primo capitolo di una riflessione più ampia sul ruolo dell’archivio nel contemporaneo: non memoria da conservare, ma materia viva da reinterpretare e rendere nuovamente attuale, come raccontano anche le immagini che vedono protagonista Lazzaro Garella insieme alla modella Giorgia Scotto, negli scatti firmati da Marco Goi.

Lenci 1919: [email protected]

Marco Goi/Studio Nadar : https://www.studionadar.it/

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