Roma, 8 luglio 2019 - “C’è sempre una versione migliore di noi, tutto sta a trovarla”. A dirlo è Alessia, una ragazza di 26 anni di Roma, che grazie ad un esercizio particolare è guarita dalla depressione e dalla bulimia.

Come?

Mettendosi a testa in giù. 

Ma andiamo con ordine.

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Bulimia: “Ecco come sono guarita, a testa in giù”

Roma, 8 luglio 2019 - “C’è sempre una versione migliore di noi, tutto sta a trovarla”. A dirlo è Alessia, una ragazza di 26 anni di Roma, che grazie ad un esercizio particolare è guarita dalla depressione e dalla bulimia.

Come?

Mettendosi a testa in giù. 

Ma andiamo con ordine.

Alessia quando aveva ventisei anni ha cominciato a soffrire di depressione e disturbi alimentari.

“La bulimia fa schifo. Spesso viene sottovalutata perché non è visibile quanto l’anoressia ma ti mangia viva. Il cibo diventa il tuo tutto, amore e odio, il corpo si scava, ma non tanto quanto quello di un’anoressica per far sì che ti venga riconosciuta una malattia” dice Alessia.

“Ad un certo punto ho sentito il forte bisogno di un nuovo stimolo, di qualcosa di molto più profondo, di una vera e propria sfida che facesse lavorare i miei muscoli, e che mi portasse dentro, allo stesso tempo, un certo equilibrio, concentrazione, rilassamento, focus. Mettermi a testa in giù ad un certo punto mi è venuto spontaneo, quasi un richiamo e quello che ho provato la prima volta che mi sono messa a testa in giù e con le gambe puntate verso il cielo è stata una sensazione indescrivibiledice ancora Alessia.

“Facendo la verticale a testa in giù mi ha costretta a cercare l’equilibrio che mi mancava, e mi ha aiutata a creare il mio mondo. Ho cominciato così a studiare la verticale, a partire da quella sulla testa, a quella sugli avambracci, a quella sulle mani, chiamata handstand. E man mano che mi appassionavo a questo esercizio ho scoperto una nuova me stessa”.

Da li in poi per Alessia è stato tutto in crescendo. 

Ha aperto il profilo Instagram “Handstanditalia”, con quasi 18.000 follower e su Facebook il gruppo “Handstand Italia Community”, e creato perfino dei programmi di lavoro per i più appassionati che lo chiedevano, dando vita alla prima community di italiani appassionati di questa particolare disciplina, oltre che fan della stessa Alessia, seguita ormai con molto entusiasmo dai tanti.

“La cosa più bella è stata vedere che chi mi segue apprezza sempre quello che faccio, riempiendomi di foto e video mentre sono in inversione. Questo mi dà ogni giorno forza e speranza, e ricevere messaggi e ringraziamenti da questa nuova comunità sportiva, che mi chiede consigli su come praticare la verticale a testa in giù al meglio, è molto gratificante. Ogni parola che ricevo per me è oro e vita pura e grazie all’handstand sono tornata a sentirmi di nuovo viva”.

Oggi Alessia per fortuna, grazie alla sua forza di volontà e alle verticali, che le hanno permesso di vedere il mondo da un nuovo punto di vista, è riuscita ad uscirne, anche se quel buio ogni tanto vorrebbe ritornare, e lei è brava a mandarlo via grazie allo sport e alle verticali.

E la storia non finisce qui. 

Ora l’obiettivo primario è far diventare le inversioni uno sport riconosciuto, per questo vuole raccontare a più persone possibili quanto sfidante e bello sia stare a testa in giù.

Grazie alle inversioni Alessia ha infatti capito che la forza dello sport va oltre ogni cosa:

“Oltre i disturbi alimentari, oltre i pregiudizi sul corpo femminile, oltre la depressione, e oltre tutte le negatività. Lo sport ha riempito il mio tempo e la mia pancia molte più volte di quanto l’abbia fatto il cibo. E oggi, per la guarigione completa, che è un percorso lungo e travagliato ma possibile, mi affido sempre a questo. Lo sport è ambizione, eleganza, bellezza, impegno, e forza. E le inversioni racchiudono tutto questo. Ecco perché sono diventate il mio nuovo modo di esprimermi”.

“Le verticali mi hanno aiutato a capire che non esiste la depressione, e che il rapporto difficile con noi stessi e magari con il cibo può essere affrontatoVoglio dire a chi soffre ancora che si può fare, perché io l’ho fatto e sono rinata. 

Per questo sento di aver voglia di gridare al mondo che lo sport può guarire, anche in profondità se necessario. 

A me ha permesso ad esempio di creare qualcosa di davvero bello quando non credevo di essere in grado di fare niente. Io ho solo condiviso il mio amore per lo stare a testa in giù e gli altri lo hanno accolto e condiviso a loro volta”.

Senza dimenticare che le  inversioni hanno tanti benefici fisici, psichici e mentali. Come migliorare il tono muscolare, soprattutto quello di spalle e addome, eliminare i dolori alla schiena, aumentare la flessibilità e il flusso sanguigno, apportando benefici anche a vista e capelli.

Insomma, un piccolo miracolo sotto forma di sport che possono fare tutti, senza distinzioni: basta partire dalle basi e avere pazienza e costanza nell’allenamento.

Una sfida da affrontare giorno dopo giorno verso la salute e il ritrovare se stessi.

Come ha fatto Alessia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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