La Direttiva (UE) 2024/825, contro il falso green, entra in piena applicazione il 27 settembre: parte la campagna informativa di VEGANOK per costruire consapevolezza normativa e portare le aziende vegan, vegetarian e plant-based a mettersi al sicuro, per non rischiare pesanti sanzioni

Roma, 16 luglio 2026 – In occasione delle nuove disposizioni della…

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Arriva la Direttiva UE contro Greenwashing: la guida per non rischiare le sanzioni

La Direttiva (UE) 2024/825, contro il falso green, entra in piena applicazione il 27 settembre: parte la campagna informativa di VEGANOK per costruire consapevolezza normativa e portare le aziende vegan, vegetarian e plant-based a mettersi al sicuro, per non rischiare pesanti sanzioni

Roma, 16 luglio 2026 – In occasione delle nuove disposizioni della Direttiva (UE) 2024/825 che stanno per diventare pienamente applicabili, per le aziende è necessario comprendere il cambiamento normativo in atto e rendere la propria comunicazione verificabile, per evitare sanzioni. Per questo è necessario informare correttamente ed accompagnare le aziende produttrici di prodotti vegan, vegetarian e plant-based verso il 27 settembre 2026, in modo da evitare problemi e ripercussioni a causa di una comunicazione errata dei propri prodotti.

Cosa fare per non rischiare sanzioni salate

La Direttiva (UE) 2024/825, nota come Direttiva 'Empowering Consumers', introduce un cambiamento sostanziale nelle regole sulla comunicazione etica e ambientale delle imprese. Dal 27 settembre 2026, claim come 'sostenibile', 'eco-friendly', 'a basso impatto' o 'rispettoso degli animali', marchi autoprodotti privi di disciplinare pubblico e inventati dalle aziende diventano pratiche commerciali illegali e pesantemente sanzionate se non supportate da sistemi di certificazione con requisiti verificabili e verifica terza e indipendente. 

La normativa si applica a tutta la comunicazione commerciale che raggiunge il consumatore: non solo le etichette e il packaging, ma anche sito web, e-commerce, cataloghi, schede prodotto, social media e materiali per retailer e distributori.

La giurisprudenza si è già mossa in questa direzione. Nel luglio 2025, il Tribunale di Milano ha emesso un provvedimento inibitorio nei confronti di un'azienda italiana, censurando claim come 'i più alti standard di sostenibilità' e 'maglieria impatto zero' in quanto 'proposizioni indimostrate e non verificabili'. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rafforza i propri poteri di intervento con il recepimento della Direttiva. Il rischio per le aziende non conformi è già concreto, e diventerà più strutturato.

La normativa consente ad esempio di comunicare caratteristiche etiche, incluso il benessere degli animali, citato testualmente nel testo europeo, purché la comunicazione sia basata su un sistema certificato, trasparente e indipendente.

L'importanza dell'informazione alle imprese

Per aiutare le imprese a gestire in maniera impeccabile la propria comunicazione, in modo da essere in regola con la legge ed evitare le pesanti sanzioni previste, VEGANOK sta promuovendo una campagna informativa rivolta a tutte le aziende che fanno uso di claim a rischio.

"Siamo finalmente arrivati a una fase di maturità per il mercato Vegan. La Direttiva segna un passaggio importante: il mercato non accetterà più parole evocative, simboli verdi o promesse generiche. Claim, bollini e grafiche dovranno essere coerenti con ciò che il prodotto può realmente dimostrare. Per le aziende che hanno costruito percorsi seri, documentati e verificabili, questa evoluzione rappresenta un'opportunità per valorizzare meglio il proprio lavoro. Il futuro del vegan sarà comunicato con più trasparenza, più prove e maggiore responsabilità verso il consumatore", conferma Sauro Martella, creatore della certificazione internazionale VEGANOK.

"Le aziende certificate VEGANOK ad esempio non devono preoccuparsi della nuova normativa: hanno già un vantaggio competitivo concreto da valorizzare verso buyer internazionali, retailer e consumatori finali", continua Martella.

Questo perché una certificazione internazionale come VEGANOK non è un semplice claim etico o ambientale: è un sistema di certificazione fondato su un disciplinare pubblico, consultabile liberamente su www.veganok.com, con requisiti specifici per categoria di prodotto e verifica tecnica indipendente su ogni etichetta prima dell'approvazione. Ogni prodotto certificato è inserito in un registro aggiornato in tempo reale, visibile a consumatori, buyer, retailer, giornalisti e regolatori in tutto il mondo. Un tipo di sistema che la Direttiva (UE) 2024/825 tutela e distingue dall'auto-dichiarazione.

"I tribunali italiani hanno già iniziato a censurare questo tipo di comunicazione. Con il recepimento della Direttiva, i poteri di intervento dell'AGCM si rafforzeranno ulteriormente. Il rischio non è teorico: è già concreto. Le aziende certificate VEGANOK sono già posizionate dove il mercato sta andando", aggiunge Cesare Patara, co-fondatore VEGANOK

Gli strumenti al servizio delle aziende

Il piano si articola in due fasi principali. 

La prima lavora sull’informazione normativa: far capire alle aziende produttrici cosa cambia, perché il tema non riguarda solo l’etichetta e il packaging ma l'intero ecosistema di comunicazione, (web, social, materiale di vendita…), e perché i tempi operativi di adeguamento, (ristampa packaging, aggiornamento siti, revisione cataloghi), richiedono pianificazione immediata.

La seconda fase lavora sull’accompagnare le aziende, che hanno compreso il rischio, verso la conformità alla Direttiva, con consulenze e strumenti di valutazione preliminare gratuiti.

Un elemento distintivo della campagna è il coinvolgimento diretto delle aziende già certificate VEGANOK come voci attive. Attraverso interviste video, case history e testimonianze dirette, i produttori che hanno scelto la certificazione negli anni raccontano in prima persona cosa ha significato per il rapporto con buyer internazionali, retailer e consumatori finali. 

"Con questa campagna vogliamo una cosa sola: che nessuna azienda produttrice arrivi a settembre impreparata. Chi conosce le regole in anticipo ha il tempo di agire ed evitare sanzioni. Chi arriva impreparato rischia di dover intervenire d’urgenza su materiali già in distribuzione, o di perdere listing con buyer che iniziano a richiedere documentazione da certificazioni di terze parti. VEGANOK è qui per accompagnare questa transizione, non per giudicare chi non l'ha ancora fatta.", commenta Renata Balducci, di VEGANOK.

La campagna informativa si intreccia con l'attività di UNIVEGAN, l'unione degli imprenditori che operano nel mercato vegano, nata nel 2011 e oggi operativa con tavoli di lavoro aperti a Bruxelles. In un momento in cui le regole del mercato alimentare si ridefiniscono a velocità crescente, UNIVEGAN intende portare al Parlamento Europeo le istanze concrete delle aziende del settore, dalla revisione dell'IVA sul latte vegetale, ancora tassato al 22% contro il 4% del latte animale, alla tutela della nomenclatura dei prodotti vegan. Per le aziende già certificate VEGANOK, l'adesione a UNIVEGAN è gratuita.

 

 

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Contatti stampa:

Ufficio Stampa VEGANOK
Email: [email protected]
Sito: www.veganok.com 

 

Riguardo VEGANOK e UNIVEGAN

VEGANOK è la certificazione internazionale vegan di riferimento in Italia e in europa, con oltre venticinque anni di storia. Il disciplinare è pubblico e consultabile su veganok.com. VEGANOK Srl è una Società Benefit con sede a Roma.

UNIVEGAN è l'unione degli imprenditori che operano nel mercato vegan. Adesione gratuita per le aziende certificate VEGANOK. Maggiori informazioni su univegan.eu.

 

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