INTERVISTA A GISELLA GIOVENCO, IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DELLA PERSONALE “INTARSI D’ARTE”, ORGANIZZATA DA PROMOTER ARTE, CHE SI TERRA’ IL 29 NOVEMBRE PRESSO MILANO ART GALLERY

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Intervista a Gisella Giovenco, in occasione della mostra personale “Intarsi d’arte” organizzata da Promoter Arte di Salvo Nugnes, presso “Milano Art Gallery Spazio Culturale” a Milano, dal 29 Novembre al 12 Dicembre 2012

1) PERCHE’ LA SCELTA DELLA SETA COME ELEMENTO DI SPERIMENTAZIONE E RICERCA STILISTICA?
Utilizzavo già la seta nella mia collezione di moda, quando facevo la stilista e ho pensato di recuperarla anche nel mio percorso artistico, perché possiede delle particolari caratteristiche, di cangianza e lucentezza, che la rendono un elemento vivo. Queste connotazioni distintive, offrono la possibilità di ottenere sulla tela delle sfumature e variegature cromatiche davvero originali e uniche nel loro genere. Solo attraverso la seta posso creare degli effetti di luce pulsata così radiosa e luminescente.

2) QUAL È IL SUO CONCETTO DI ARTE?
L’arte è un grande artigianato molto prezioso, è una magia, un’ispirazione mistica, che può entrare in sintonia e stupire il contesto circostante. La vera arte riesce a comunicare in modo universale e a raggiungere tutti quanti, anche se sono su diversi livelli e lunghezze d’onda. La vera arte è la nicchia, in cui si arriva a toccare il cuore e l’anima di ciascuno, nei suoi sentimenti più profondi ed introspettivi.

3) QUAL È LA FRASE SIMBOLICA CON CUI DEFINISCE L’ESPRESSIONE ARTISTICA?
Mi piace citare la frase di San Francesco, che dice “Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e con la testa è un artigiano, chi lavora con le mani con la testa e con il cuore è un artista”. Questa citazione è la più significativa, per definire l’espressione artistica e incontrerò con tanto piacere, il francescano Padre Enzo Fortunato, che sarà presente all’inaugurazione della mia mostra “Intarsi d’arte” che si terrà il 29 Novembre, presso “Milano Art Gallery” a Milano, con l’organizzazione di Promoter Arte, di Salvo Nugnes.

4) UN PARALLELO TRA ARTE E MUSICA.
La musica è l’unica forma d’arte, che non ha bisogno di essere tradotta e così è la vera arte, poiché entrambe trasmettono emozioni immediate e subito percepibili da tutti.

5) UN PARALLELO TRA ARTE E SCRITTURA.
Attualmente mi sto dedicando anche alla scrittura, che considero una valvola di sfogo, per esprimere la mia rabbia verso l’umanità, che dimostra arroganza, prepotenza, malvagità intrinseca, che non appartiene agli animali, pur essendo tale l’uomo. Le favole e i racconti che scrivo, mi permettono di inventarmi un mondo ideale e di descriverlo con estro e fantasia personale.
Voglio arrivare a chi la pensa come me e a chi vuole diffondere un messaggio di denuncia sociale, verso l’annullamento dei valori, l’inaffidabilità collettiva, l’incoerenza dilagante, il consumismo sfrenato, la disgregazione delle famiglie, la mancanza del mutuo soccorso, del calore umano e della solidarietà nei rapporti interpersonali.

6) COME SI È TRASFORMATO IL SUO PERCORSO ARTISTICO NEGLI ANNI?
All’inizio dipingevo per il piacere di gratificarmi e di gratificare gli altri, attraverso la mia espressione artistica. Poi, dedicandomi ai soggetti e alle immagini della tradizione sacra e religiosa, ho trovato il mio vero scopo, il mio concreto obiettivo e ho potuto esternare liberamente la mia spiritualità, esprimendo un messaggio di speranza universale, per stimolare la gente a fermarsi, per osservare le enormi ricchezze, che ci appartengono e che formano un patrimonio culturale inestimabile. Queste ricchezze devono essere valorizzate al meglio, per poterne carpire appieno l’essenza, che risiede in esse. Ritengo che sia di fondamentale importanza, rispettare la tradizione religiosa e desidero dare un incipit forte, affinché, non soltanto i credenti, ma anche gli atei, possano diventarne fieri e orgogliosi, tutelandola. È necessario rispettare le culture diverse, per riceverne il rispetto. Bisogna imparare la reciproca tolleranza e la capacità di accogliere e comprendere anche le diversità circostanti, in quanto la comprensione è parte integrante della Fede e della Cristianità.

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