Venezia: sul red carpet l’arredatrice più famosa d’Italia

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Venezia, 20 settembre 2022 – Ancora una volta  Arianna Trombini, l’arredatrice più famosa d’Italia, è stata presente al Festival del Cinema di Venezia. Anche quest’anno infatti ha curato il design dell’area Hollywood Celebrities Lounge presso il Tennis Club del Lido di Venezia che, a soli pochi metri dal red carpet, è ormai diventata la location più strategica ed ambita della manifestazione.

Oltre al design dell’area, Arianna è stata invitata a sfilare sul red carpet come celebrity del settore arredamento. Poi subito dopo, nell’esclusiva lounge, ha intrattenuto i suoi ospiti ad una cena di gala.

Arredatrice di interni con una carriera ultraventennale, in molti l’hanno definita come “la musa ispiratrice dell’arredamento in Italia”.

Imprenditrice ed amministratrice di 2 società di capitali nel settore arredamento, ha scritto 3 libri e tenuto tantissimi corsi di formazione, tra cui la rete vendita del Gruppo di Arredamento Colombini e dei Febal Casa d’Italia. Con una delle sue società è la consulente delle migliori aziende di arredamento d’Italia. Formando da tanti anni i rivenditori d’arredo di tutta la nazione, è diventata così, in poco tempo, l’arredatrice più famosa d’Italia.

“Da quando avevo 16 anni, durante le vacanze estive andavo a lavorare nella ditta di arredamento di mio zio – racconta Arianna – un imprenditore che ha creato un’azienda produttrice di arredamento e l’ha portata ad alti livelli. Lui mi ha insegnato cos’è l’arredo e mi ha trasmesso la sua passione per questo settore meraviglioso. Non nascondo che la mia vita era molto diversa rispetto a quella delle mie coetanee. Io, sia al liceo che all’università, studiavo e lavoravo e, nel frattempo, imparavo da mio zio cosa volesse dire fare impresa e come portare un’azienda a livelli incredibili. La mia prima scuola di business è stata quella. Negli anni successivi, dopo l’università, è iniziata la mia carriera di arredatrice di interni”.

Arianna ha lavorato tantissimi anni come arredatrice presso diversi showroom di interni, progettando più di 12mila abitazioni e seguendo più di 30mila clienti che dovevano arredare casa. Nel 2009 ha aperto il suo primo blog di arredamento dando consigli d’arredo a persone di tutta Italia. Nel 2018 la rivista di business più letta in Italia, Millionaire, le ha dedicato un bellissimo articolo inserendola tra gli imprenditori dell’anno. Nel 2020 nasce la sua seconda società ‘Arianna Collection’, dedicata esclusivamente all’arredamento di lusso.

“Mi mancava tantissimo il rapporto con le persone che devono arredare casa ma, questa volta, ho voluto creare una proposta tutta mia – continua – la mia collezione personale di arredi scelti da produttori di tutto il mondo. Per questo motivo è nato il mio brandArianna Collection’ ”.

Sempre in giro per il mondo alla ricerca di raffinati articoli da inserire nelle sue collezioni, Arianna riesce a dedicare tempo anche alle prestigiose consulenze d’arredo per attività commerciali, ville private ed eventi importanti.

 

Arianna Trombini, l’arredatrice più famosa d’Italia sul Red Carpet al Lido di Venezia in occasione del Festival del Cinema 79° edizione

 

Arianna Trombin, l’arredatrice più famosa d’Italia sul Red Carpet al Lido di Venezia in occasione del Festival del Cinema 79° edizione

L’intervista di Paolo De Grandis ad Arianna Trombini su Delta Radio:

 

Mismatch: come cercare i lavoratori che non si trovano

Milano, 20 settembre 2022 – Per tutta l’estate si è parlato della grande difficoltà delle imprese del turismo, a partire dalle strutture ricettive, nel trovare le professionalità necessarie. Il settore non è certo nuovo alle complicazioni nell’attirare talenti nei periodi di picco, ma è indubbio che la pandemia abbia inflitto un duro colpo anche da questo punto di vista.

Durante il lockdown, ad attività ferme, le persone che erano solite lavorare nel turismo hanno infatti cercato un’occupazione altrove, privilegiando lidi più sicuri. A dimostrarlo è l’ultimo rapporto FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), il quale spiega che il mondo dell’accoglienza gastronomica ha perso in due anni 300mila addetti, nonché 45mila imprese. È così che tante strutture ricettive italiane – stando alle rilevazioni di Federalberghi – si trovano a lavorare con il 40% dei dipendenti in meno, dovendo di conseguenza tagliare numerosi servizi. E se è vero che il picco di richieste è stato tra luglio e agosto è vero anche che il problema permane anche per i mesi più calmi di settembre e ottobre, soprattutto in regioni come la Sardegna.

Ma a fare le spese con il mismatch non è unicamente il settore del turismo. Le difficoltà nel trovare talenti da assumere sono aumentate anche nel campo ingegneristico, nonché per quanto riguarda la selezione di operai specializzati, di tecnici della salute, di meccanici e via dicendo. Stando a uno studio congiunto di Unioncamere e Anpal, è difficile reperire il 38,3% dei lavoratori ricercati.

In uno scenario in cui il tasso di disoccupazione destagionalizzato è pari al 7,9%, con 2 milioni di persone senza impiego, accettare un fenomeno di questo tipo è difficile. Eppure sono tante le imprese che ormai hanno fatto l’abitudine all’ampiezza tra il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, sapendo fin dall’inizio che determinati processi di ricerca e selezione del personale saranno estremamente difficili.

Trovare i lavoratori: come risolvere il mismatch

Esistono però delle soluzioni. In un mercato in cui è sempre più difficile individuare talune figure professionali, aumentano i benefici del rivolgersi a degli head hunter specializzati, e quindi a dei cacciatori di teste specializzati nella selezione di personale in un determinato settore lavorativo.

“Per noi questo ad esempio è una prassi nel recruiting visto che abbiamo un team di head hunter ognuno dei quali lavora verticalmente su una o più aree”, racconta Carola Adami della società di head hunting Adami & Associati.

“In questo modo la squadra di cacciatori di teste di Milano riesce a coprire in modo esperto le ricerche di personali nelle aree Automotive, Banking, Chimico-Farmaceutico, Costruzioni, Horeca-GDO-Retail, TCT, Legal, Logistica e Trasporti, Luxury e Fashion, Ingegneria, Oil & Gas, Sales e Marketing, offrendo sempre alle imprese un servizio specialistico”, continua l’head hunter.

A fare la differenza in questo senso sono le competenze e l’esperienza dell’head hunter, che conoscendo alla perfezione il mercato di riferimento, e avendo coltivato nel tempo una solida rete di contatti, potrà rendere più efficace e veloce la ricerca di personale qualificato.

 

Lo studio: cosa cercano gli sviluppatori italiani nel 2022

È ufficialmente aperta la terza edizione della ricercaThe State of Software Development in Italy” condotta da BitBoss, startup innovativa incubata in I3P, l’Incubatore delle imprese innovative del Politecnico di Torino.

Per il terzo anno consecutivo, BitBoss lancia un appello agli sviluppatori di tutta Italia perché prendano parte alla ricerca annuale dedicata al mondo dello sviluppo software.

“L’obiettivo è quello di scattare una fotografia in costante evoluzione della figura dello sviluppatore. Una professione ormai fondamentale per la vita delle imprese e che tutti gli imprenditori dovrebbero imparare a conoscere e a valorizzare se vogliono competere per attirare i talenti migliori”, racconta Davide Leoncino, Co-Founder e Head of Marketing di BitBoss.

Nel 2020, in piena pandemia, il 35,5% degli sviluppatori freelance affermava di aver registrato un incremento del lavoro durante il lockdown, mentre solamente il 17,3% dichiarava di aver subito una flessione negativa del lavoro a causa delle restrizioni.

Nel 2021 poi, 9 sviluppatori su 10 in Italia affermavano di essere occupati e soddisfatti del proprio lavoro e solo il 10% stava cercando attivamente un lavoro.

Questi erano alcuni dei dati emersi dalle prime due edizioni della ricerca condotta da BitBoss, software house di Torino.

Oggi, a distanza di due anni dal primo lockdown, come sta cambiando il settore legato al mondo dello sviluppo?

Lo slancio dovuto alla corsa alla digitalizzazione sta ancora alimentando la richiesta di figure specializzate in questo settore? Inoltre quali sono le tecnologie, gli strumenti e i linguaggi di programmazione più amati e più utilizzati dai professionisti del codice?

Secondo una ricerca condotta dalla nota piattaforma Indeed, quello dello sviluppatore di software è uno dei lavori più pagati e richiesti in Italia. Eppure è sempre più difficile trovare risorse esperte in questo campo, siano essi freelance o dipendenti e, di fatto, oggi gli sviluppatori continuano a essere talenti rari che le imprese fanno sempre più fatica ad attirare.

La domanda di figure tecniche da parte delle aziende cresce non solo per poter competere in maniera efficace sui mercati esistenti, ma soprattutto grazie all’emergere di nuove opportunità di business nel digitale. Esempi lampanti sono rappresentati dalle nuove tecnologie legate alla blockchain e al web3.

“Quanto gli imprenditori conoscono effettivamente il lavoro dello sviluppatore? Quanto conoscono i fattori che muovono le loro scelte in ambito professionale? Le aziende devono saper dialogare con queste figure professionali, devono comprendere che la maggior parte di loro non è più interessata solo all’aspetto economico, ma vogliono anche crescere professionalmente, disporre di flessibilità e autonomia in termini lavorativi e soprattutto non sono più interessate a lavorare con tecnologie obsolete e ricercano ambienti lavorativi più stimolanti e innovativi” continua Leoncino.

La ricerca condotta ogni anno da BitBoss ha lo scopo di mettere in luce la professione dello sviluppatore in modo da far conoscere alle imprese questa figura e permettere loro di migliorare l’offerta per attirare i talenti migliori.

Allo stesso tempo vuole dare la possibilità agli sviluppatori italiani di conoscere meglio l’ecosistema al di fuori della propria azienda o della propria area territoriale. La ricerca quindi non indaga solamente il mondo del lavoro, ma vuole far luce sulle tecnologie, sugli strumenti e i linguaggi di programmazione più amati e utilizzati dagli sviluppatori italiani.

I focus della ricerca di quest’anno

Il fenomeno delle Grandi Dimissioni

La ricerca di quest’anno avrà un focus su quel fenomeno che viene chiamato Great Resignation che sta interessando diversi settori tra cui anche quello dello sviluppo software. Una ricerca della Harvard Business Review ha infatti dichiarato che i tassi di dimissioni interessano soprattutto i settori della sanità e della tecnologia. In particolare lo studio ha rivelato che i tassi di dimissioni hanno interessato più che altro i lavoratori impegnati in quei campi che avevano registrato un aumento estremo della domanda a causa della pandemia, portando probabilmente ad un eccessivo aumento nei carichi di lavoro.

Ad alimentare il fenomeno delle Grandi Dimissioni però potrebbe essere anche la crescente fiducia dei professionisti nelle proprie capacità, la sensazione che la dinamica tra lavoratore e datore di lavoro sia cambiata e che i lavoratori abbiano più capacità di scelta e più controllo sulla propria vita professionale.

Le nuove tecnologie: Blockchain e web3

Solo per fare un esempio, secondo uno studio condotto da Forbes, le startup che operano nel mondo delle criptovalute hanno ottenuto nel complesso 30 miliardi di dollari di investimento in VC nel 2021, 50 dei quali hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari. Alla luce di questi dati cosa si può prevedere per il futuro? “Sicuramente chi conosce il mondo della tecnologia da vicino avrà un’opinione in merito e vorremmo capire se gli sviluppatori in Italia percepiscono tutte queste innovazioni come il futuro del web oppure se associano questi fenomeni a una serie di bolle pronte a scoppiare. Sicuramente capire qual è l’opinione di chi lavora tutto il giorno nel mondo dell’innovazione dovrebbe influenzare il modo che avranno le aziende di utilizzare queste nuove tecnologie.” Conclude Leoncino.

È quindi ufficialmente aperta la terza edizione della ricerca The State of Software Development in Italy. Il sondaggio è aperto a tutti gli sviluppatori che vorranno partecipare ed è raggiungibile da questo link: https://www.bitboss.it/developers-hub/the-state-of-development-in-italy/2022.

Tutti i risultati ottenuti tramite la ricerca svolta da BitBoss saranno resi pubblici in forma aggregata e anonima sul sito web di BitBoss a questo link: https://www.bitboss.it/developers-hub/the-state-of-development-in-italy e gli sviluppatori che parteciperanno potranno ricevere i risultati aggregati in anteprima.

Riguardo BitBoss

BitBoss è una startup innovativa incubata in I3P, l’Incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino. Progetta e sviluppa prodotti digitali basati sulla tecnologia, la creatività e l’innovazione e collabora ogni giorno da remoto con una rete di developer attivi da tutta Italia per comporre, insieme alle figure interne, il team perfetto per ogni progetto.

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Fonti dati e studi:

https://it.indeed.com/guida-alla-carriera/trovare-lavoro/lavori-pagati-bene

https://www.bitboss.it/developers-hub/the-state-of-development-in-italy

https://hbr.org/2021/09/who-is-driving-the-great-resignation

https://www.forbes.com/sites/rahulrai/2022/01/02/an-overview-of-web3-venture-capital-activity-in-2021/

 

Venezia: il tappeto rosso brilla con gli abiti di Eleonora Lastrucci

Venezia, 16 settembre 2022 – Nel cuore pulsante della 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, moda, stardom e cinema regalano attimi magici sul tappeto rosso.

Molte le celebrities presenti anche quest’anno alla Mostra del Cinema e come sempre la stilista Eleonora Lastrucci ha rubato la scena con i suoi look raffinati e unici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dopo le vacanze riparte il lavoro: ecco le figure digital più ricercate

Milano, 14 settembre 2022 – «Ogni anno, tra luglio e agosto, il mercato del lavoro tende a rallentare: da una parte le aziende affrontano importanti periodi di chiusura, dall’altra i candidati sono meno propensi a candidarsi. Settembre e ottobre, al contrario, sono mesi in cui il mercato del lavoro riprende vita». A spiegarcelo è Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società  specializzata nella selezione di personale qualificato. In queste settimane, afferma l’head hunter «le aziende stanno riprendendo tutti i processi che erano messi in pausa prima dell’arrivo dell’estate».

Le prossime settimane rappresentano quindi un ottimo periodo per cercare lavoro: in generale, come sottolinea l’head hunter «il periodo favorevole va fino alla metà di novembre, quando iniziano fisiologicamente a calare le ricerche da parte delle aziende, in vista del blocco natalizio e della chiusura dell’anno e dei progetti in corso».

Ma quali sono le figure professionali più ricercate?

A dominare il mercato sono soprattutto le figure digital, anche grazie al continuo processo di modernizzazione digitalizzazione delle imprese italiane. «Il comparto tecnologico continua a essere estremamente vivace» conferma Carola Adami «con le aziende del settore alla costante ricerca di personale qualificato o altamente qualificato».

Si parla quindi, per esempio, del programmatore informatico. «Il mercato del lavoro è alla continua ricerca di figure in grado di sviluppare software e app, con aziende che, per via del numero ridotto di candidati, hanno molto spesso difficoltà nel portare a termine in modo efficace il processo di selezione del personale» spiega Adami.

Andando verso delle qualifiche più specifiche, e verso delle nicchie destinate a diventare sempre più importanti, sta crescendo il numero di ricerche di ingegneri esperti nel campo del machine learning e dell‘intelligenza artificiale.

«Molte aziende italiane e tante multinazionali hanno bisogno di professionisti in grado di creare algoritmi capaci di rendere autonomi dei sistemi digitali e non solo, per delle applicazioni nelle più diverse attività industriali e commerciali».

Restando nel campo delle professioni più cercate negli ultimi anni, l’head hunter di Milano cita poi lo specialista di Internet of Things, e quindi «una figura professionale con le competenze necessarie per trasformare in realtà l’Internet delle Cose, dando alle aziende la possibilità di sfruttare in modo efficace il sempre più vasto ecosistema IoT».

E di certo, visto il continuo espandersi dei dispositivi connessi e la sempre maggiore centralità delle reti, non può che essere sempre più ricercata anche la figura dell’esperto in cybersecurity. A spingere in questa direzione sono sia le minacce informatiche sempre più presenti, sia l’evoluzione delle normative per quanto riguarda la privacy e il web.

 

Marilyn Monroe: al Festival del Cinema l’abito di Norma Jean by Lastrucci

Venezia, 14 settembre 2022 – Rievocare la divina Marilyn Monroe a 60 anni dalla sua scomparsa, stella americana divenuta un simbolo fuori da ogni tempo, al 79° Festival del Cinema di Venezia, non è stato uno scherzo per la fashion designer pratese Eleonora Lastrucci. Marylin è stata una vera sex symbol ed icona della cultura pop, un’icona divenuta famosa ovunque anche grazie ai suoi particolari e raffinatissimi abiti riconoscibili in ogni parte del globo.

Un impegno non indifferente rivelatosi magico, grazie allo stile ed all’eleganza innata dell’attrice Antonella Salvucci che, con gran disinvoltura in una cornice di grande Allure, ha sfilato sul Red Carpet al Lido di Venezia in occasione del film ‘Blonde” Interpretato da una magnifica Ana de Armas, centrato sulle gioie e dolori delle mitica Monroe.

Pensando a tale icona mondiale, femmina di pura sensualità, sempre incuriosita dagli effetti tridimensionali a lei regalati con quelle labbra rosso fuoco dallo sguardo dolce eppur estremamente accattivante, Lastrucci ha creato un abito dai colori caldi, composto da quattro pannelli stampati, con corpetto attillatissimo enfatizzando il busto, allora già così di moda negli anni ‘50 ‘60.

Parliamo di un capo importante, non passato certamente inosservato.

Oltre a godere di un’attenta esposizione mediatica da parte della più importante stampa italiana e straniera con relativa soddisfazione da  parte della stilista, la Lastrucci lo porterà alle sfilate in occasione delle sue prossime aperture di moda, nonché in altri contesti che matureranno nell’evolversi della sua professione.

Deliziosa la kermesse di Antonella Salvucci sulla passerella veneziana coi suoi baci soffiati verso fotografi e pubblico, pensando ad un’innata rievocazione di una diva planetaria dotata d’un carisma più unico che raro.

Una diva vestita da sogno, perché le donne devono sempre sognare e con l’abito giusto si diventa tutte principesse.

 

 

 

Per interviste e informazioni:

Ufficio Stampa Krea’ – Communication

di Carla Cavicchini

Mail: cavicchini.press@gmail.com

 

 

Inflazione e BCE: perché un nuovo rialzo dei tassi è sbagliato

Il prof. Mele della Unicusano spiega perché  il rialzo dei tassi per combattere l’inflazione è uno strumento sbagliato

Roma, 8 settembre 2022 – L’inflazione ad agosto ha fatto registrare in Italia un livello medio preoccupante dell’ordine del 9.1%. A tale situazione, si aggiunge una forte preoccupazione per nuovi rialzi inflazionistici a doppia cifra a causa dell’annuncio di un possibile stop alle forniture di gas da parte della Russia che farebbe aumentare ancor più il prezzo del bene energetico.

Per contrastare l’inflazione, già dal mese di luglio, è intervenuta con grande ritardo la Banca Centrale Europea attraverso il rialzo dei saggi di interesse nel tentativo di porre un freno all’inflazione.

Tuttavia, tale strumento si è rivelato ad oggi inefficace. Pertanto, nei prossimi giorni ci potrebbe essere un nuovo e più sostanziale aumento dei tassi fino a 75 punti base al fine di dare una ulteriore correzione al costo del denaro.

La scelta di utilizzare nuovamente la leva monetaria restrittiva non trova tutti d’accordo e gli economisti dell’area euro si stanno dividendo tra falchi e colombe.

Tra questi, il Prof. Mele, Associato di Politica Economica all’Unicusano e autore di numerosi studi ad alto impatto scientifico, afferma che tale scelta rappresenti un errore nella situazione in cui ci troviamo oggi.

“La politica economica monetaria non accomodante è, per teoria economica, corretta: nel momento in cui l’inflazione sale si tende ad aumentare il costo del denaro per frenare la moneta in circolazione e quindi, i consumi.

Aumentare di 75 punti base i saggi di interesse avrà un impatto sicuramente negativo sull’economia italiana già in sofferenza. Da una parte, si rischia di contrarre eccessivamente gli investimenti interni e dall’altra, non è assolutamente detto che tale manovra possa coadiuvare il nostro tasso di cambio da giorni in flessione. Una politica monetaria restrittiva funziona correttamente nel frenare l’inflazione quando essa dipende da un eccesso di domanda aggregata.

Nel caso nostro l’aumento dei prezzi dipende dal lato dell’offerta ed in particolar modo, dall’aumento dei costi energetici. Si rischia, quindi, che al calo della produzione dovuto ad un maggior costo dei fattori produttivi si aggiunga una stretta nella capacità di finanziamento per le imprese a causa dell’aumento dei tassi.

Tale situazione amplificherebbe il ciclo economico negativo che stiamo vivendo. In altre parole si rischia seriamente di trovarci di fronte ad una tempesta perfetta dovuta al connubio tra inflazione e recessione economica”.

 

 

Tulipania: ritorna la raccolta delle zucche

Ritorna Tulipania: raccogliere le zucche insieme, una divertente attività per grandi e piccini

Milano, 7 settembre 2022 – Ritorna la raccolta delle zucche a Tulipania. È a qualche anno ormai che abbiamo imparato a vivere Tulipania come un’esperienza per tutte le stagioni dell’anno, con i suoi colori, la voglia di stare all’aria aperta e di respirare il contatto con la natura.
Con l’arrivo dell’autunno, il grande campo da vivere, di una superficie di 25mila metri quadrati sito in Terno d’Isola (BG), e
facilmente raggiungibile dalle province di Milano, Monza Brianza e Lecco, si
animerà per ospitarci in una cornice, il cui tema principale sarà la festa di Halloween, e la tradizione della raccolta delle zucche direttamente nel campo come nel classico “Pumpkin patch” statunitense.

Infatti, a partire dal 17
settembre e fino al 31 ottobre, tutti i fine settimana sarà possibile visitare il
campo di Tulipania e raccogliere di persona la nostra zucca preferita, ornamentale o mangereccia, circondati da spaventapasseri e pipistrelli, ma anche da tanti sorrisi, e con la supervisione esperta dei responsabili del campo, che ci sapranno accompagnare e guidare durante questa emozionante
esperienza.

Le attività e le novità 2022

Raccogliere le zucche a Tulipania è un classico ma c’è anche molto di più. Tulipania propone infatti tante attività e occasioni per trascorrere un piacevole momento in compagnia. Tanto per
cominciare, una novità di quest’anno sarà la possibilità di fare colazione al
campo, con il nostro cappuccino o caffè e tutto il necessario che ci verrà fornito
per iniziare bene la giornata. In alternativa per chi opterà per una visita pomeridiana, potrà scegliere la merenda consumando prodotti sani e naturali, come il miele prodotto proprio nel campo di Tulipania.

Inoltre, come nel periodo primaverile, sarà possibile fare un pic-nic al campo, anche in questo caso con il cestino che ci verrà fornito da Tulipania, o un aperitivo in compagnia per chi dopo aver visitato il campo, vuole fermarsi qualche minuto in più a godersi il fascino di questo luogo.

Altra novità di quest’anno è il percorso nel granturco, dove i bambini, e perché
no, anche chi è più grandicello, potranno divertirsi a scoprire sentieri e pertugi
nascosti tra piante e pannocchie di mais e farsi due risate insieme.

Una proposta in più per i piccoli, insieme a quelle che già Tulipania propone da anni, come il tris con le zucche o i giochi della tradizione contadina. Oppure i piccoli potranno divertirsi a decorare la loro zucca già nel campo, prendendo spunto dai vari Jack o’lantern che addobbano il campo o lasciandosi ispirare
dall’atmosfera spettrale, ma sempre col sorriso sulle labbra, che il periodo di Halloween porta con sé.

Tulipania, inoltre, anche in autunno, è un bellissimo set fotografico, per chi
vuole semplicemente portare a casa un bel ricordo insieme alla famiglia, stupire i propri amici o anche per chi ha bisogno di uno scenario originale per le foto per il proprio sito internet o per i social. Per chi vorrà si potrà anche prenotare un servizio fotografico con professionista di Tulipania al seguito.

Raccogliere le zucche a Tulipania e al contempo portarsi a casa ricordi indelebili, diventa grazie a questo insieme di attività un‘esperienza assolutamente da provare.

Date e orari dell’evento per raccogliere le zucche a Tulipania, decorarle e partecipare a tutte le attività

Tulipania sarà aperto dal 17 settembre al 31 di ottobre tutti i venerdì dalle 15.30 alle 18.00 e il sabato e la
domenica dalle 9.00 alle 18.30 con prenotazione obbligatoria dal loro sito internet www.tulipania.world, scegliendo il pacchetto preferito tra i tanti messi a disposizione

All’ingresso a Tulipania, a tutti i visitatori di altezza superiore ai novanta centimetri, verrà richiesto di munirsi di un Tulidoblone del costo di 3€, il cui valore verrà investito per l’acquisto della zucca che si sarà scelto di portare a casa.

Come raggiungere Tulipania

Raggiungere Tulipania è semplice, si trova nella zona Ovest di Bergamo, a due
passi da Milano, e comodamente raggiungibile dall’uscita di Capriate della A4.
Inoltre il campo è dotato di ampio parcheggio interno e, all’occorrenza, si può usufruire anche del parcheggio comunale che si trova proprio di fronte all’ingresso.

E visitando Tulipania possiamo anche trovare la scusa per una gita in famiglia, con proposte, naturali, di svago e culturali, nei dintorni che non mancano: a pochi minuti da Terno d’Isola è possibile visitare Bergamo Alta, il suggestivo centro storico medievale della città lombarda, o la casa natale di Papà Giovanni XXIII a Sotto il Monte, o cercare un momento di relax sulle montagne adiacenti, come il Pertus. Ma è anche possibile visitare il parco astronomico “La torre del Sole“.

L’indirizzo del campo presso cui recarsi per la raccolta è Via Marco Biagi 95 Terno D’isola Bergamo

Per info e prenotazioni: www.tulipania.world

Pagina Facebook: @tulipania

Pagina Instagram: @tulipania.world

 

Tra le attività più apprezzate, la decorazione della propria zucca muniti di tempere e penelli (acquistabili al campo)
Allestimenti originali per foto uniche e da mille social like

Tra le decine di varietà presenti sul campo non mancano quelle edibili per realizzare gustose ricette

L’ambiente country chic ti permetterà di fare scatti memorabili

Raccogliere le zucche a Tulipania cercando quelle con le faccine più simpatiche è il divertimento più bello

Raccogliere le zucche a Tulipania, una divertente attività per grandi e piccini

Un cocktail a bordo campo all’interno di una cornice allegra e colorata

Dirigente in carriera? Ecco gli errori da evitare

Tutti gli errori che un dirigente non deve fare quando cerca un nuovo posto per fare carriera

Milano, 7 settembre 2022 – Si potrebbe immaginare che mettersi alla ricerca di un nuovo dirigente per la propria azienda sia un processo piuttosto semplice, o come minimo scevro dagli ostacoli che tendenzialmente rallentano le selezioni di personale di livello inferiore. Non è esattamente così, e a confermarlo anche  gli head hunter più rinomati del settore.

Parlando con chi si occupa quotidianamente di far incontrare le esigenze delle aziende con le competenze – e con gli obiettivi – delle figure senior, si scopre infatti che spesso anche loro, i candidati a delle posizioni dirigenziali, offrono delle presentazioni mediocri ai recruiter, con CV scritti male, con profili LinkedIn poco o per nulla curati, candidature che non rispettano i requisiti presenti nell’annuncio e via dicendo. E il risultato, ovviamente, non è positivo.

Ma quali sono gli errori più banali commessi dai dirigenti in cerca di lavoro?

La società di head hunting Adami & Associati, che tra le altre cose possono vantare  anche una business unit dedicata allo sviluppo di carriera per dirigenti, ne ha individuati complessivamente 6 che possono fare grandi danni e che, allo stesso tempo, possono essere eliminati dai candidati con uno sforzo minimo.

Il dirigente che non legge attentamente l’annuncio di lavoro

I recruiter professionisti dedicano una buona fetta del loro tempo e del loro impegno nel realizzare i propri annunci di lavoro, esponendo in modo chiaro i requisiti ricercati e le richieste nei confronti del candidato. Ed il primo errore di questi ultimi è proprio questo: non leggere attentamente l’annuncio. Ecco allora che arrivano candidature che non rispettano i requisiti minimi espressi, o persino CV che non rispettano le richieste formali dell’head hunter. Non di rado, per esempio, nell’annuncio di lavoro si richiede di mandare un CV in italiano e in formato doc editabile. Puntualmente, però, arrivano dei curricula in inglese, o magari in formato pdf. Vale quindi la pena sottolineare che quelle del recruiter non sono delle richieste casuali. Il selezionatore chiede espressamente un curriculum vitae in italiano per poterlo sottoporre senza problemi a chiunque all’interno dell’azienda, nonché per vedere come il candidato se la cava con la nostra lingua ufficiale. Si capisce quindi che mandare un CVin inglese perché si ha solo quello di pronto, o perché si vuole vantare la propria conoscenza di una lingua straniera, è tutt’altro che ben accetto (tanto più che il recruiter che desidera mostrare il curriculum all’azienda potrebbe essere costretto a tradurlo). La richiesta di un file editabile ha anch’essa un motivo ben preciso: così facendo il recruiter potrà eventualmente apportare delle correzioni o delle migliorie (dopo per esempio consultato LinkedIn) prima di sottoporre la figura all’azienda. Leggere e rispettare quanto riportato nell’annuncio è quindi fondamentale!

Il dirigente in cerca di lavoro che non aggiorna e non personalizza il CV

Sembra strano, ma talvolta anche i candidati a posizioni dirigenziali, che tendenzialmente possono vantare una lunga esperienza in aziende diverse, sottovalutano l’importanza di un buon curriculum vitae aggiornato e personalizzato. Ecco allora arrivano curriculum aggiornati magari uno o due anni fa, o CV che presentano lacune nella carriera lavorativa, e via dicendo. La carriera lavorativa di un dirigente vale talmente poco da mandare il primo documento trovato? Anziché inoltrare da smartphone un CV trovato casualmente nella memoria del cellulare (spesso nelle email si legge persino la dicitura “Inviato da mobile”) non è il caso di sedersi al pc e rivedere il CV, aggiornandolo sugli ultimi anni e personalizzandolo in base al ruolo per cui ci si candida? Una figura che si candida come dirigente commerciale metterà per esempio in risalto – anche solo a livello di formattazione – le esperienze e le competenze che giustificano la propria candidatura, e via dicendo. Qualche parolina in più e dei grassetti ben posizionati possono fare la differenza, anche per mostrare al recruiter impegno e buona volontà. Chi vuole avere la certezza di fare una buona impressione da questo punto di vista inserirà anche qualche numero sui risultati raggiunti in passato.

Il dirigente che su LinkedIn sembra un’altra persona

Chi si occupa di sviluppo di carriera e di ottimizzazione dell’immagine del candidato ripete sempre che LinkedIn non è affatto un Cv online. Ma questo non significa certo che questi due strumenti non debbano essere coerenti. Purtroppo anche nel caso dei candidati dirigenti si trovano delle differenze enormi tra questi due canali, con CV che raccontano intere carriere e profili LinkedIn che, invece, sembrano aperti da mezz’ora e non ancora completati. LinkedIn è importante per riportare i punti di forza già presenti nel curriculum e per mostrare anche qualcosa di più: dei post interessanti, dei collegamenti a delle interviste fatte, un link a una presentazione fatta durante un evento del settore. Un profilo Linkedin trascurato, agli occhi di un recruiter, non può che far perdere punti agli occhi dell’head hunter.

Il dirigente che cerca di fare il furbo

Di certo chi si occupa di selezione del personale ha quotidianamente a che fare con candidati che cercano, più o meno maldestramente, di gonfiare almeno un po’ il proprio profilo. Ma non è solo in questi modi che si cerca di fare i furbi. Nel caso dei candidati dirigenti, per esempio, è tutt’altro che raro trovarsi ad avere a che fare con curricula che trascurano volontariamente dei dati ben precisi, come la data di nascita e la regione di residenza. Così facendo i professionisti di oltre 50 anni cercano di ingannare le aziende propense ad assumere solo under 50; non riportando la regione di residenza, invece, si cerca di celare fino all’ultimo il fatto di vivere lontani dalla sede dell’azienda. Ma vale davvero la pena ricorrere a questi mezzucci? No, perché le agenzie di selezione del personale, con una veloce ricerca online, riescono agevolmente a trovare sia l’età che la residenza dei candidati. Molto meglio comunicare fin da subito dati come questi, per non fare la figura dei “furbi”, a tutto danno della candidatura. Tante aziende prendono in considerazione senza esitazione dirigenti over 50!

Il dirigente che fa solamente colloqui da remoto

Si badi bene: la maggior parte delle aziende non si fa nessun problema a prendere in considerazione l’assunzione di un dirigente che vive lontano. Si parla di figure di alto profilo, che non sempre si possono trovare nel raggio di pochi chilometri. Non è quindi raro contattare per dei colloqui dei professionisti che vivono in altre regioni. Ebbene, un errore da non fare in questi casi è quello di eliminare la possibilità di un colloquio in presenza in quanto spostarsi sarebbe troppo costoso. Se si vuole mandare a monte la possibilità di essere scelti, questo è uno tra i modi più veloci. Davvero un’azienda dovrebbe prendere in considerazione una figura dirigenziale che non è disposta a spendere 100, 200 o 300 euro per un colloquio che potrebbe cambiare in meglio la propria carriera lavorativa? Se proprio si vuole effettuare un colloquio da remoto (in videochiamata, che peraltro presenta tante altre insidie) meglio usare un’altra scusa.

Il dirigente che non allega una lettera di presentazione

Ci si può aspettare che un neodiplomato, rispondendo a un annuncio lavorativo, non alleghi una lettera di presentazione al proprio curriculum vitae, ritenendo di non avere nulla da dire oltre ai dati riportati nel documento. Ma se questo è un errore tutto sommato da poco per un giovane alle prime esperienze, è invece un errore macroscopico per un candidato dirigente. La lettera di presentazione serve per spiegare a chiare lettere, e in poche parole, perché si è adatti a quella posizione lavorativa: mandare un curriculum senza presentazione vuol dire di fatto affermare di non aver alcuna voglia di sforzarsi per accedere a quella nuova opportunità lavorativa.

 

Stop gas russo, lo studio: “L’Italia rischia un processo recessivo”

Stop gas russo, l’Europa è assente: lo studio dei Proff. Mele e Magazzino prevede scenari nefasti. Ecco per quanto tempo crollerà il PIL italiano

Roma, 5 settembre 2022 – Negli ultimi giorni si sono fatte più concrete le possibilità da parte della Russia di utilizzare il gas per danneggiare la situazione economica-sociale europea. In particolare, è arrivato il tanto discusso stop al gas russo attraverso il Nord Stream 1 che già da tempo doveva riprendere dopo un ipotetico guasto. Ed ora, inizia ad aumentare la preoccupazione che questa decisione di Mosca possa divenire permanente andando ad interessare non solo i paesi del Nord Europa, ma anche altri come l’Italia. Una decisione grave che, in vista dell’autunno, potrebbe creare gravi problemi alle economie dei paesi vittime dei tagli.

Data la situazione sono intervenuti i professori Marco Mele (Unicusano) e Cosimo Magazzino (Roma Tre) autori di un importante studio pubblicato sulla rivista Energy Reports, relativamente al nesso di causalità tra consumo di energia e crescita economica per l’Italia.

Per i due economisti nel caso in cui la Russia decidesse di chiudere totalmente “i rubinetti” del gas “potrebbe avverarsi la peggiore delle previsioni del loro modello di Wavelet Analisys. In altre parole, data la relazione unidirezionale di breve periodo tra consumi di energia e PIL in Italia la crescita economica del nostro paese potrebbe contrarsi per un periodo che va da 2,85 anni fino a 3,5 anni”.

Questo perché, continuano i professori, “con le scorte attuali a circa l’83%, da fine dicembre si dovranno ridurre drasticamente i consumi e tale situazione impatterà notevolmente non solo sul riscaldamento, ma in primis sulla produzione industriale, generando una sorta di “lockdown produttivo”.

Un evento che vorrebbe dire per l’Italia la perdita di un considerevole numero di aziende e di posti di lavoro.

Il taglio del gas sarà quindi l’anello di congiunzione tra crisi energetica e crisi economica, difficilmente risolvibile con le misure finora messe in atto da una politica europea totalmente assente.

 

 

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