Cellulari: ecco dove e come gli italiani lo rompono

Trentino, Puglia e Sicilia dove gli italiani hanno rotto il telefono durante l’estate 2022:schermo e memoria le parti più riparate

Roma, 14 ottobre 2022 – La rottura di un cellulare comporta spesso delle noie più o meno gravi, e per questo sarebbe bene capire che un attimo di distrazione ci può costare veramente caro. Anche quest’anno il WeFix Lab, il Dipartimento Statistico iFix-iPhone.com, il booking che seleziona i migliori centri assistenza smartphone, si è occupato di stilare la classifica delle regioni e nazioni in cui gli italiani hanno rotto più di frequente il proprio smartphone nelle vacanze estive 2022*, che a differenza degli anni precedenti hanno visto partenze più equamente distribuite già da fine maggio, fino a metà settembre.

Il 94% degli italiani è andato in vacanza, e proprio l’Italia si è dimostrata essere di gran lunga la destinazione di viaggio preferita dai connazionali per le vacanze estive (74%), mentre chi ha scelto l’estero (26%), ha scelto quasi esclusivamente i Paesi europei**.

Tra le mete più “disgraziate”, dove gli italiani hanno rotto di più lo smartphone in ordine troviamo: Toscana con la città di Firenze in testa, Trentino Alto Adige, Puglia e Sicilia per quanto riguarda le località nostrane, mentre all’estero c’è stata una forte concentrazione su Francia, Grecia, seguite da Albania e Croazia. 

I luoghi più pericolosi rimangono quelli “bagnati” (34.9%) come mare, piscine, laghi, e gli stadi balzano al secondo posto (24,5%), grazie probabilmente alla riapertura della musica dal vivo con la conseguente crescita di richiesta tra le ore 21 e le ore 24. Seguono poi piazze/strade (15,6%), e montagna (13%) mentre i giovanissimi e gli over 65 sono stati i più attenti ai loro dispositivi, con la fascia intermedia tra i più disattenti.

Gli uomini si sono rivelati gli utenti più distratti con il 57,8% contro il 42,2% di donne che hanno rotto il proprio dispositivo. 

Altri dati emersi dalle statistiche della WeFix Lab la marca in assoluto più riparata è la Apple al 72% con in testa iPhone X, che batte Samsung con una richiesta del 17% con il Galaxy S9. La causa è da ricercarsi probabilmente nel costo medio del ricambio e della manodopera che risultano essere più alti in questo caso. 

Il giorno più nero in assoluto per i nostri smartphone è il mercoledì con il 17,73% delle richieste, in barba al lunedì che storicamente è il giorno peggiore tra tutti ma che invece durante le vacanze si classifica solo (si fa per dire) al terzo posto (16.43%). Il week end è il momento con meno rotture: il sabato e la domenica infatti si posizionano agli ultimi posti con rispettivamente il 9,91% e l’8.32% di rotture (in tutti i sensi…). 

Le riparazioni più richieste? La sostituzione schermo (38,54%), ed una nuova entrata per la memoria piena che balza direttamente al terzo posto (12,9%), forse a colpa dei social che intasano il telefono con foto e video inviati da amici.

Quali sono state invece le richieste più assurde? 

L’assistenza clienti iFix-iPhone.com ha confermato una crescita di domanda sul controllo della privacy, sopratutto di utenti che chiedono di poter verificare se sul loro smartphone è stato installata un’ App di tracciamento da parte di coniugi, amanti o addirittura datori di lavoro invadenti. 

Un altro elemento interessante riguarda la categoria di clienti “nomofobici”, ovvero che soffrono il distacco dallo smartphone: i lombardi risultano in questo caso  essere i più ansiosi, mentre i toscani e i siciliani i più “rilassati”. 

Quanto hanno inciso invece i rincari scatenati dall’inflazione sulla richiesta di riparazione? 

Abbastanza. Infatti la richiesta di riparazione è cresciuta del 14%, una buona notizia non solo se si pensa in termini di risparmio visto che riparare uno smartphone costa meno rispetto all’acquisto di un nuovo. Ma c’è anche il lato “green”  con il  bisogno di una maggiore sensibilità ambientale supportata da gruppi di attivisti, che stanno inducendo le aziende a schiudersi al mondo della riparazione, che insieme ad altri settori favorisce la sostenibilità.

*Lo studio è stato redatto dal WeFix Lab il Dipartimento Statistico di iFix-iPhone.com. I numeri fanno riferimento alle statistiche relative alla navigazione del sito, le richieste ricevute dal supporto della piattaforma ed alle prenotazioni ricevute dalle singole province e regioni italiane oltre alle richieste di supporto provenienti da residenti/domiciliati in Italia dall’ estero per l’Italia; nel periodo 20 Maggio – 15 Settembre 2022.

 

 

 

**Fonte Osservatorio Vacanze TCI 2022 

  • Materiale grafico disponibile su 

https://bit.ly/CS_WeFixLab_Estate22

  • Al seguente link è riportato lo studio relativo al 2021 e precedenti 

https://ifix-iphone.com/classifica-estate-2021/

 

 

Inaugurato il “Viaggio in Campania” del maestro Giuseppe Leone

Alla Fondazione Banco di Napoli  inaugurata la mostra del fotografo siciliano che sarà visitabile gratuitamente, dal vivo e on line, fino al 23 ottobre. Dopo Napoli la kermesse si sposterà  a Ragusa.

Napoli, 5 ottobre 2022- Alla Fondazione Banco di Napoli è stata inaugurata la mostra fotografica di Giuseppe Leone: “Viaggio in Campania”, organizzata da Mario Esposito nell’ambito delle Residenze artistiche del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”. L’allestimento originale, tra i registri del prestigioso archivio bancario napoletano, consentirà al visitatore di vivere una esperienza unica alla “scoperta” della Campania.

Con Leonardo Sciascia, Vincenzo  Consolo e Gesualdo  Bufalino, il maestro del bianco e nero ha raccontato bellezze e contraddizioni della Sicilia senza mai cadere nello stereotipo.

Ora il fotografo di rilievo internazionale  presenta l’esclusivo lavoro che ha dedicato alla Campania, confluito nell’ elegante catalogo con i testi di Mario Casillo, Concetto Prestifilippo e Peppe Leone (direttore artistico del progetto). A tagliare il nastro, insieme con l’organizzatore, è stato il Segretario generale della Fondazione, Ciro Castaldo, dopo gli interventi critici di Giuseppina Scognamiglio ed Enza Alfano.

Le foto in mostra tra gli archivi della Fondazione Banco di Napoli

I contributi fotografici sono stati anche utilizzati per una esperienza digitale immersiva sul portale internazionale Cercarte.it .

Guardando le fotografie della mostra, patrocinata anche dalla Regione Campania e dalla Città Metropolitana di Napoli,) il visitatore potrà lasciarsi rapire dalla bellezza di luoghi come Sorrento, Pompei, Napoli, Paestum, Benevento, Buonalbergo, Teggiano e Procida, l’isola capitale italiana della cultura.

Dopo la tappa napoletana, la mostra delle fotografie dedicate alle bellezze della Campania – che l’Artista siciliano ha definito “ appunti di viaggio” – farà tappa a fine novembre a Ragusa per suggellare il gemellaggio culturale in nome del sud  e della cultura mediterranea promosso sotto il brand del  Premio Penisola Sorrentina.

Qui di seguito i giorni ed orari della mostra visitabile,fino al 23 ottobre, alla Fondazione Banco di Napoli in via dei Tribunali 213:

Lun. Mar. Giov. Ven: dalle ore 10.00 alle ore 17.30

Sabato e Domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.30

 

 

 

Il “Viaggio in Campania” del maestro Giuseppe Leone   

Alla Fondazione Banco di Napoli dal 4 al 23 ottobre la mostra fotografica dell’illustre maestro siciliano che dopo la tappa napoletana sarà ospitata a Ragusa

 NAPOLI/RAGUSA, 29 settembre 2022  – La Fondazione Banco di Napoli sostiene ed ospita, dal 4 al 23 ottobre, la  mostra fotografica di Giuseppe Leone, “Viaggio in Campania”, organizzata da Mario Esposito nell’ambito delle Residenze Artistiche del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Con Leonardo Sciascia, Vincenzo  Consolo e Gesualdo  Bufalino, il maestro del bianco e nero ha raccontato bellezze e contraddizioni della Sicilia senza mai cadere nello stereotipo.

Ora il fotografo di rilievo internazionale  presenta l’esclusivo lavoro che ha dedicato alla Campania, confluito nell’ elegante  volume: “Viaggio in Campania” (Plumelia edizioni, 2022) con i testi di Mario Casillo, Concetto Prestifilippo e Peppe Leone (direttore artistico del progetto).

La mostra eponima costituisce una vera e propria traversata fotografica tra paesaggi, luoghi nascosti, celebri monumenti culturali della regione Campania, sulle orme dell’antico Grand Tour che vide a Napoli tra i maggiori protagonisti lo scrittore tedesco Goethe, proveniente proprio dalla Sicilia.

Ugualmente dalla Trinacria è giunto, per due volte (nel 2019 e 2021), questo fotografo ottantacinquenne che ha attraversato tutto il Novecento e i cui lavori si sono sviluppati a 360°, con  pubblicazioni sul paesaggio, architettura, feste popolari, antropologia, moda.

Leone  ha esordito illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1973). Tra le pubblicazioni più note: La Pietra vissuta con testi di Mario Giorgianni e Rosario Assunto (Sellerio, 1978); La Contea di Modica con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1983); L’Isola nuda con testo di Gesualdo Bufalino ( Bompiani, 1988); Il Barocco in Sicilia con testo di Vincenzo Consolo (Bompiani, 1991); Sicilia Teatro del mondo con testo di Vincenzo Consolo e Cesare De Seta (Nuova Eri, 1990); Un viaggio lungo mezzo secolo con testo di Antonino Buttitta (Kalós, 2008); Storia di un’amicizia (Edizione Postcart 2015), Sicilia un paese in posa (Plumelia Edizioni 2018), Pausa pranzo (Plumelia Edizioni, 2022).

I contributi fotografici – che nelle stesse date della mostra fisica andranno a realizzare anche una esperienza digitale immersiva sul portale internazionale Cercarte.it – raccontano non soltanto le esperienze dirette, una sorta di Carnet de Voyage, ma anche quelle relative all’analisi della complessità culturale attraverso gli strumenti offerti dalla fotografia in bianco e nero, intesa come linguaggio e non semplicemente come tecnica.

Guardando le fotografie della mostra, patrocinata anche dalla Regione Campania e dalla Città Metropolitana di Napoli,) il visitatore potrà lasciarsi rapire dalla bellezza di luoghi come Sorrento, Pompei, Napoli, Paestum, Benevento, Buonalbergo, Teggiano e Procida, l’isola capitale italiana della cultura.

Non c’è mai l’arroganza ma il moto del cuore in ogni sua fotografia. Non troverete la collera o l’altisonanza, ma una partitura fotografica in cui ogni tono determina la misura dell’immagine; ogni contorno l’origine di un sentimento dell’immagine.

La lettura del negativo in camera oscura nell’atto di stampa l’ho sempre immaginata come la partitura di uno spartito musicale di alto livello, essendo anche figlio di organista la musica ha sempre ricoperto spazi vitali della mia esistenza”, commenta il fotografo di Ragusa, che sarà presente al vernissage in programma alla Fondazione napoletana di Via dei Tribunali il 4 ottobre alle ore 18.00.

All’evento inaugurale  interverranno Giuseppina Scognamiglio (docente di letteratura teatrale alla Università Federico II), Enza Alfano (giornalista e scrittrice) e il Presidente della Fondazione Banco di Napoli, Francesco Caia, il quale così dichiara: “La Fondazione Banco di Napoli ha tra le varie mission il territorio, le sue ricchezze, la diffusione della cultura. Per tale motivo l’aver finanziato uno dei progetti del  “Premio Penisola Sorrentina-Arturo Esposito”, erogando una borsa di creatività culturale e formazione audiovisiva, ha sposato pienamente con quelle che sono le caratteristiche dell’Istituto e gli obiettivi che si prefigge. La presenza della Fondazione a tali progetti vuole essere anche un messaggio di speranza da trasmettere all’esterno; un messaggio in cui rientrano i giovani e l’arte, ai quali come Istituto daremo sempre spazio perché pienamente convinti che solo attraverso il ‘sapere’ possa avvenire una rinascita del territorio”.

La mostra “Viaggio in Campania”, dopo la tappa napoletana alla Fondazione Banco di Napoli, verrà ospitata anche in Sicilia, a Ragusa, per siglare un gemellaggio culturale in nome del sud  e della cultura mediterranea.

 

Foto di Emanuela Alfano: IL MAESTRO GIUSEPPE LEONE

 

 

Lotta al cancro: successo per l’evento con Antonella Clerici, Fuck Cancer Choir e Picciotto

Con la partecipazione straordinaria di Antonella Clerici e del rapper Picciotto “Essere Umani”, il musical del Fuck Cancer Choir – Il Coro di chi lotta contro il cancro

Alessandria, 28 settembre 2022 – Sabato 24 settembre, al Teatro Ambra di Viale Brigata Ravenna ad Alessandria, si è tenuto il musical “Essere Umani”, a cura del “FuckCancer Choir”, il coro di chi lotta contro il cancro.

Lo spettacolo ha visto la partecipazione straordinaria di Antonella Clerici e del rapper siciliano Picciotto.

Il Musical, scritto e diretto da Stefania Crivellari, coreografie a cura di Patrizia Campassi per i danzatori Alessia Gobbi e Andrea Colli, ha ottenuto un notevole successo, registrando il tutto esaurito dei posti disponibili al teatro.

I fondi raccolti sosterranno la ricerca scientifica insieme progetti di TU.TO.R sul mesotelioma e di AIMaMe –Associazione Italiana Malati di Melanoma sul melanoma.

Il rapper siciliano Picciotto si dedica da anni al problema sociale legato all’amianto e alla sua “fibra killer” che ogni anno colpisce centinaia di persone facendole ammalare di mesotelioma, un tumore maligno considerato raro ma molto frequente in alcune aree geografiche, come quella di Casale Monferrato, Alessandria e Biancavilla (ricordiamo il video del singolo che lo ha reso famoso Sotto Casa Miaprodotto da DJ JAD degli ARTICOLO 31 pubblicato nel 2016).

Picciotto punta ad essere il collante tra nord e Ssud d’Italia per favorire la sensibilizzazione al problema a livello Nnazionale. Nel 2021 pubblicò per l’appunto il remix del brano sopra citato dal titolo Ancora sotto casa mia con la collaborazione della dottoressa Stefania Crivellari e del produttore Dj Crocetta.

“È stata sicuramente l’esibizione più emozionante della mia carriera, ho sentito tanto amore dal pubblico presente in teatro. A distanza di anni c’è ancora troppo da fare e il problema di inquinamento da amianto non è stato risolto.

La bonifica del territorio non è stata completata e non sono stati fatti passi avanti riguardo le terapie di cura per chi si ammala”, ha detto il rapper Picciotto.

Bisogna investire sulla ricerca scientifica, e sono questi gli eventi con cui si cerca di sensibilizzare tutti, soprattutto le istituzioni.

“Ringrazio di vero cuore tutta l’organizzazione del Musical, in particolar modo la Dr.ssa Federica Grosso – responsabile della Struttura Mesotelioma Asl Al, la ricercatrice Stefania Crivellari, tutto il Fuck Cancer Choir e Antonella Clerici”, ha concluso Picciotto.

Testimonial e presentatrice dell’evento la conduttrice televisiva Antonella Clerici che ha impreziosito il palcoscenico dimostrando il suo importante impegno per una giusta causa sociale. La conduttrice è infatti sensibile al tema perché anche la famiglia della Clerici ha subìto delle perdite a causa del cancro.

 

Link utili:

Facebook FuckCancer Choir : https://www.facebook.com/profile.php?id=100046440683768

Essere Umani : https://www.facebook.com/events/s/essere-umani-il-musical-del-fu/1881178415411157/

Instagram Picciotto:https://www.instagram.com/picciotto_official/

Video YouTube Ancora Sotto Casa Mia :https://www.youtube.com/watch?v=yyKzMX1jFcw

Video YouTube “Sotto Casa Mia” : https://www.youtube.com/watch?v=1efbrBDpYPg

 

“Precario dello Stato”, al comizio di Conte il rapper Picciotto

Il rapper siciliano Picciotto invitato dal Presidente Giuseppe Conte si esibisce live con il nuovo brano “Precario dello Stato”

Catania, 19 settembre 2022 – Al comizio di Catania dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è esibito il rapper siciliano Picciotto con il brano “Precario dello stato”. Grazie al successo web del nuovo videoclip del rapper Picciotto, pubblicato solo lo scorso 9 settembre, e che ha  raggiunto in meno di una settimana migliaia di visualizzazioni su YouTube, il brano è balzato anche alle attenzioni della politica.

Infatti il leader dei grillini Giuseppe Conte, ideatore insieme a tutto il Movimento Cinque Stelle del decreto che ha avviato il Superbonus 110%, ha invitato il rapper per esibirsi e cantare il brano live durante il comizio elettorale tenutosi qualche giorno fa a Catania.

Picciotto da sempre tratta col suo rap temi di denuncia sociale e già uno fra i suoi singoli “Sotto Casa Mia”, con la quale l’artista denunciava l’inquinamento provocato dall’amianto e la crudele realtà del paese dove vive Biancavilla, era stato menzionato da media di portata nazionale.

Questa volta con “Precario dello stato” il rapper siciliano propone al pubblico un singolo mirato e diretto con l’intento di invitare la politica italiana a risolvere urgentemente un gravissimo problema per l’economia di migliaia di aziende Italiane, incastrate dal meccanismo della cessione dei crediti fiscali assorbiti per i lavori di efficientamento energetico creati dal Superbonus 110%.

Il Superbonus 110% è l’agevolazione fiscale disciplinata dal decreto Rilancio del 2020 che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.

Dopo il decreto anti-frodi e con lo stop alle cessioni di credito, il Superbonus ha smesso di funzionare appropriatamente e si è inceppato gravemente con una conseguente mancanza di liquidità delle aziende, ormai fortemente indebitate con i loro fornitori, e cantieri fermi. Anche i bonus minori (50, 65 e 90 %) hanno subìto lo stesso andamento.

“Sono felice ed onorato di aver dato il mio contributo. Oltre ad essere un rapper sono anche un imprenditore, titolare di un’azienda che si occupa proprio di impianti fotovoltaici per l’efficientamento energetico degli edifici. Anche la mia azienda come tutta la filiera del settore, è in estrema difficoltà. Sembra che lo sblocco delle cessioni sia stato superato in Senato proprio l’altro ieri, adesso bisognerà vigilare sulle percentuali che le banche chiederanno alle aziende per l’acquisto dei crediti fiscali”, ha detto l’artista al riguardo.

LINK DEL VIDEO SU YouTube : www.youtube.com/watch?v=mof8_6kURZc

LINK DEL VIDEO LIVE : www.instagram.com/reel/Cikx3A4I6B5/

SITO WEB: www.picciottomc.it

CANALE YOUTUBE : www.youtube.com/c/PICCIOTTO

FACEBOOK: www.facebook.com/Picciotto.Official

INSTAGRAM: www.instagram.com/picciotto_official

SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/2x8BYOqXbd9c6J92tOHevo

 

Stop gas russo, lo studio: “L’Italia rischia un processo recessivo”

Stop gas russo, l’Europa è assente: lo studio dei Proff. Mele e Magazzino prevede scenari nefasti. Ecco per quanto tempo crollerà il PIL italiano

Roma, 5 settembre 2022 – Negli ultimi giorni si sono fatte più concrete le possibilità da parte della Russia di utilizzare il gas per danneggiare la situazione economica-sociale europea. In particolare, è arrivato il tanto discusso stop al gas russo attraverso il Nord Stream 1 che già da tempo doveva riprendere dopo un ipotetico guasto. Ed ora, inizia ad aumentare la preoccupazione che questa decisione di Mosca possa divenire permanente andando ad interessare non solo i paesi del Nord Europa, ma anche altri come l’Italia. Una decisione grave che, in vista dell’autunno, potrebbe creare gravi problemi alle economie dei paesi vittime dei tagli.

Data la situazione sono intervenuti i professori Marco Mele (Unicusano) e Cosimo Magazzino (Roma Tre) autori di un importante studio pubblicato sulla rivista Energy Reports, relativamente al nesso di causalità tra consumo di energia e crescita economica per l’Italia.

Per i due economisti nel caso in cui la Russia decidesse di chiudere totalmente “i rubinetti” del gas “potrebbe avverarsi la peggiore delle previsioni del loro modello di Wavelet Analisys. In altre parole, data la relazione unidirezionale di breve periodo tra consumi di energia e PIL in Italia la crescita economica del nostro paese potrebbe contrarsi per un periodo che va da 2,85 anni fino a 3,5 anni”.

Questo perché, continuano i professori, “con le scorte attuali a circa l’83%, da fine dicembre si dovranno ridurre drasticamente i consumi e tale situazione impatterà notevolmente non solo sul riscaldamento, ma in primis sulla produzione industriale, generando una sorta di “lockdown produttivo”.

Un evento che vorrebbe dire per l’Italia la perdita di un considerevole numero di aziende e di posti di lavoro.

Il taglio del gas sarà quindi l’anello di congiunzione tra crisi energetica e crisi economica, difficilmente risolvibile con le misure finora messe in atto da una politica europea totalmente assente.

 

 

A Catania standing ovation per “CanTANGO”, di Fabio Armiliato

Standing ovation e applausi per una magica serata di musica, a Catania
Catania, 12 agosto 2022 – In una rovente serata catanese al Palazzo della Cultura, abbiamo potuto assistere ad uno spettacolo come non se ne vedevano da anni. Il caldo non ha fermato i cittadini che muniti di ventaglio hanno riempito letteralmente tutti gli spazi per poter assistere alla magia dell’Opera e del Tango uniti in un abbraccio ideale e culturale che ha stupito i presenti grazie alla voce e alla personalità artistica di Fabio Armiliato e di tutto il cast presente in scena.
Uno spettacolo innovativo, elegante, equilibrato e molto ricco, che offre l’opportunità di riscoprire tesori spesso nascosti tra le pieghe del ricordo e dell’incontro tra diverse culture.
Riscoprire come l’Italia sia stato importante per la diffusione di arte, musica e bellezza nel mondo ha stupito e risvegliato nel pubblico presente quel senso di appartenenza di cui oggi si sente molto spesso il bisogno e la mancanza.
Lo spettacolo scorre agilmente nel racconto dell’ Alma del Tango (L’Anima del Tango) interpretata con eleganza dal soprano Chiara Giudice, che ha introdotto e spiegato quanto l’opera lirica italiana abbia influenzato nel suo sviluppo la canzone del tango all’inizio del secolo scorso.
Ogni canzone è legata a un momento particolare della vita di Buenos Aires. Il  repertorio di Carlos Gardel e di Tito Schipa interpretato dalla voce intensa e ricca di sfumature espressive del tenore Fabio Armiliato, ha stupito per la bellezza di molte melodie. Anche se alcune meno conosciute, sembrava di averle sempre ascoltate, trovando nei brani eseguiti, in ricordo di Astor Piazzolla, anche un’intensità drammatica dal ritmo trascinante e coinvolgente.
Gli arrangiamenti del maestro Fabrizio Mocata hanno valorizzato  alla perfezione tutti i brani proposti e raccolgono anche nei momenti di solo orchestra l’entusiasmo del pubblico.
Le coreografie dei bravissimi Los Guardiola (Marcelo Guardiola e Giorgia Marchiori) hanno arricchito la serata con momenti divertenti, acrobatici, e di alto valore espressivo anche nella loro partecipazione, aggiungendo un elemento diverso dai tradizionali ballerini di tango, perché portano il linguaggio teatrale ad essere protagonista nella loro esibizione.
Particolarmente emozionante e toccante il ricordo dedicato al grande soprano Daniele Dessì, che è stata compagna di Fabio Armiliato durante un lungo periodo della sua carriera teatrale, con il brano “El dia que me quieras” magistralmente interpretato dal tenore insieme al soprano Chiara Giudice, che il pubblico ha sottolineato con un lungo applauso e una prima spontanea standing ovation.
La standing ovation finale è stata invece tributata al protagonista della serata, il tenore Fabio Armiliato, che è anche l’autore dell’idea dello spettacolo e dei suoi testi. Insieme al maestro Fabrizio Mocata e a tutti gli altri interpreti presenti sul palcoscenico, il violinista Mauro Carpi, il bandoneonista Pablo Yamil ed il contrabbasso di Fabio Crescente, hanno regalato al pubblico presente uno spettacolo unico ed originale, che merita grande attenzione e di essere riproposto in molte altre occasioni.
Serena Amato

Foto Teatro Massimo Bellini, Catania

Educazione: ecco com’è una scuola riformata, all’avanguardia, e senza obblighi inutili

L’intervento di Maurizio Maglioni, della Onlus del Parco della Gratitudine: come si è creata una nuova scuola, con i migliori insegnanti e modelli pedagogici all’avanguardia

Roma, 8 agosto 2022 – In questi anni di pandemia molte famiglie hanno scoperto l’educazione parentale. Essa consiste essenzialmente nel fai-da-te educativo e nell’esame a fine anno da privatista. Molti hanno compiuto questa scelta in modo istintivo, irritati dalla DAD o insofferenti alle mascherine. Pochi hanno capito che potevano associarsi con altri genitori per costruire scuole alternative su modelli pedagogici non convenzionali

Questa scelta l’abbiamo fatta a Roma con un gruppo di genitori coraggiosi. Abbiamo creato una Onlus, trovato uno sponsor, selezionato una decina di tutor tra i migliori insegnanti romani e messo a punto un modello pedagogico tutto nostro ma ben descritto e rigoroso, per ragazzi dai 6 ai 16 anni. L’abbiamo chiamata “Parco della Gratitudine”

Abbiamo poi deciso di buttare nel secchio un po’ di pesi inutili. 

  • Abbiamo trasformato le aule scolastiche in luoghi accoglienti con arredi e spazi all’aperto.
  • Abbiamo eliminato i compiti per casa, perché se stai a scuola dalle 9 alle 17, dopo devi essere libero. 
  • Abbiamo tolto le interrogazioni ed i voti sostituendoli con le esposizioni pubbliche ai compagni dei propri lavori digitali. 
  • Abbiamo eliminato i manuali ed al loro posto insegniamo a ricercare tutto sul web. 
  • Abbiamo abolito gli zaini, perché ogni bambino o ragazzo scrive e studia sul suo notebook e su qualche quaderno o libro che lascia a scuola.
  • Abbiamo portato i ragazzi alle mostre, nei parchi, ma anche a vedere i nostri luoghi di lavoro per stimolare in loro nuovi interessi professionali.
  • Abbiamo abolito i voti ma li aiutiamo ad autovalutare ogni giorno il lavoro che hanno prodotto.
  • Scriviamo con loro programmi personalizzati che porteremo agli esami e li seguiamo nella scelta nel metodo di studio. Così diventano indipendenti e tirano fuori da soli una creatività inaspettata.
  • Amiamo la recitazione, di comunicazione empatica, lo Yoga e incoraggiamo la progettualità autonoma del singolo studente su argomenti extrascolastici.
  • Applichiamo le metodologie innovative delle migliori scuole del mondo come il flipped & cooperative learning, la comunicazione empatica, tanta natura e un digitale responsabile. Accoglienza ed incoraggiamento per tutti, compresi i ragazzi con plusdotazione o DSA. Niente etichette addosso ai bambini. Nessun obbligo inutile.

Se un alunno ha un disturbo di apprendimento o è plusdotato facciamo in modo che non si senta diverso. Lo aiutiamo ad andare alla sua velocità mettendolo al lavoro per esempio con compagni più grandi o più piccoli, o assegnandogli attività più semplici o più complesse.

Alla fine dell’anno li portiamo a fare l’esame in una scuola pubblica e tutti sono sempre stati promossi con voti sempre superiori a quelli ai quali erano abituati quando frequentavano la statale. 

Cosa impedisce alla scuola statale di fare quello che abbiamo appena descritto? Tutto!

Le leggi, il Ministero e il personale che dovrebbe essere formato da zero su cose che non ha mai visto o sentito.

Ci dobbiamo rassegnare ad essere una piccola isola felice? Noi no!

Chiediamo ai media ed ai social media di raccontare la scuola reale nelle sue contraddizioni e di aiutarla a cambiare. Non se ne può più della scuola dei nostri nonni!

Tutti pensano che la scuola debba insegnare cose diverse ma anche questa idea è sbagliata. La scuola non deve più insegnare nozioni! Il termine “Insegnante” è obsoleto. Si dovrebbe cambiare il nome di questa professione. Chi insegna non deve più trasmettere i saperi perché ci sarà sempre un tutorial o un software che saprà farlo meglio di lui. Per creare una scuola nuova servono solo facilitatori di autonomia, di creatività e di empatia. Lasciamo fare per noi le cose noiose al computer e dedichiamoci ad allevare persone capaci di realizzare i propri desideri.

Maurizio Maglioni

 

 

 

“L’apparenza vestita”: quando l’abito fa il monaco

Un abito può influenzare il nostro atteggiamento e i nostri comportamenti, noi non lo sappiamo ma il nostro cervello sì. Per migliorare l’armadio e l’autostima oggi si chiede aiuto al personal stylist, lo “stilista dell’anima”

Roma, 3 agosto 2022 – È un concetto semplice, che probabilmente tutti abbiamo sperimentato nel corso della nostra vita. Un abito, giusto o sbagliato che sia, può influenzare il nostro modo di essere. Quando indossiamo qualcosa con cui non ci sentiamo a nostro agio, magari per seguire la moda, inevitabilmente ci sentiamo goffi e insicuri.

Il problema è che tendiamo a proiettare le nostre percezioni anche all’esterno, attraverso i gesti, la postura e l’atteggiamento, trasmettendo agli altri il nostro disagio.

I vestiti che indossiamo, però, non hanno effetto solo su come vediamo noi stessi. Gli abiti influenzano anche la percezione che gli altri hanno di noi. Questo potere degli abiti è legato a questioni evolutive e culturali.

Immagine personale e Clothed Appearance

Il legame tra abiti e personalità nasce dal fatto che gli abiti sono parte fondante della nostra immagine. Nella percezione della nostra immagine (quando ci guardiamo allo specchio, vestiti) ed altrui (durate la vita sociale), ciò che vediamo è dato dalla somma dell’immagine del corpo e del vestito. Non è possibile separare il concetto di immagine corporea/identità dall’abbigliamento, la nostra immagine è il primissimo filtro che mettiamo tra noi e gli altri. È il mezzo attraverso cui uno sconosciuto acquisisce informazioni su di noi.

Osservando i colori e l’abbigliamento, gli altri riescono a catalogarci. Il motivo per cui succede è legato al modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni che riceve. I processi di elaborazione delle informazioni avvengo a livello inconscio, in quello che è conosciuto come “cervello primitivo”.

Come suggerisce il nome, il cervello primitivo è il nucleo primigenio che sottende al funzionamento delle nostre capacità di pensiero e azione. Si è sviluppato in tempi antichi, dove la rapidità di decisione era lo spartiacque tra la vita e la morte.

Il cervello è un elaboratore di dati che riceve miliardi di informazioni al secondo. Se dovesse attribuire a tutte la stessa importanza, anche la più piccola decisione richiederebbe un tempo infinito per essere presa.

Ecco perché entra in gioco il cervello primitivo, che ci permette di prendere decisioni in tempi rapidissimi, la maggior parte delle volte in modo inconscio. Questo perché il cervello primitivo ha elaborato una serie di strategie e semplificazioni che sfruttano la memoria per valutare l’ambiente e le circostanze.

L’abbigliamento come codice culturale

In questi meccanismi, scanditi da memoria ed esperienza, la cultura gioca un ruolo fondamentale. E gli abiti sono parte integrante di ogni cultura. Gli abiti non sono solo dei mezzi che usiamo per proteggerci dal freddo o dal caldo, ma sin dai tempi antichi vengono usati per comunicare e ricavare informazioni sulla posizione sociale di un individuo.

La trasmissione di informazioni sullo status sociale degli individui può avvenire in maniera esplicita, spiega la personal stylist Paola Farina, attraverso abiti e oggetti simbolici, come per esempio nel caso di uomini religiosi o di potere, ma anche in maniera implicita, attraverso la ricchezza dei materiali. E gli abiti conservano questa funzione anche oggi.

L’abbigliamento è un fattore molto importante nell’affermare la personalità di un individuo. È quindi importante sapere scegliere cosa indossare in ogni occasione. Anche prestare poca attenzione al modo di vestire dice qualcosa di noi. Per alcune persone, tuttavia, è particolarmente faticoso scegliere l’abbigliamento più adatto al loro stile di vita. Ecco allora che entra in gioco un personal stylist professionista, la cui competenza oggi è richiesta non più solo dalle celebrities ma anche da persone comuni.

Chi è e cosa fa un personal stylist

Affermare la nostra personalità, continua Paola Farina, significa anche rivedere il guardaroba e aggiungere abiti che migliorano lo stile personale. Ecco che un personal stylist può aiutare a distinguersi tra la folla. Attenzione però a non confondere un personal stylist con uno stilista, non si tratta di creare nuovi modelli ma di identificare il tipo di outfit più adatto.

  1. Fonte: Vicenzi G., (2018), L’abito non mente.
  2. Fonte: Bell, E. L., (1991), Adult’s perception of male garment style, Clothing & Textiles research Journal.
  3. Fonte: Stone, G.P. (1962), Appearance and the self. In A.M. Rose (Ed.), Human behavior and the social process: An interactionist approach, Houghton Mifflin, New York.

Chi è Paola Farina

Paola Farina è un’ appassionata di moda sin da bambina. Dopo la maturità classica vince una borsa di studio per frequentare Image Fashion & Communication, la prima istituzione italiana per la formazione di redattori e stylist professionisti. Entra così nel mondo dell’editoria e della comunicazione con importanti collaborazioni con Mondadori e Condé Nast e aziende come Coin e Deutsche Bank.

Dopo essersi laureata in Scienze della Comunicazione trova impiego in Rai e poi continua la sua carriera nella comunicazione aziendale collaborando con società come Sky e Elsevier.

Dopo un master in Beni di Lusso al Politecnico di Milano e una certificazione conseguita presso il Fashion Institute of Technology di New York, ad oggi è Consulente d’immagine, Personal Stylist e Event Stylist per privati e aziende.

 

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Ufficio Stampa

Eleonora Angioletti

press@paolafarinastyling.com

 

Paola Farina, Ph. Silvia Campagna
Paola Farina, personal ed event stylist

 

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