Arriva Natale: come creare l’atmosfera natalizia con l’App di Realtà Aumentata

Atmosfere natalizie con la biancheria casa di Casahomewear

Ad aiutarci a creare l’atmosfera giusta l’App con la realtà aumentata di Casahomewear

Roma, 22 novembre 2022 – Sembra che più del 90% degli italiani ami trascorrere il Natale in casa. E se anche il Grinch si lascia conquistare dal fascino delle magiche atmosfere natalizie, sicuramente la maggior parte di noi si perderà tra addobbi e candele. Sì candele, perché forse quest’anno le tradizionali luminarie risentiranno della crisi energetica ma a vivacizzare l’atmosfera ci saranno le belle tovaglie imbandite. E se il riscaldamento dovrà essere contenuto, ci scalderemo riposando tra morbide lenzuola di flanella, calde trapunte invernali, sacchi copripiumino imbottiti o accoccolandoci sul divano avvolti in soffici plaid e cuscini arredo.

Quale sarà il mood per la casa delle feste: ad aiutarci nella scelta la realtà aumentata

Ma quale sarà lo stile predominante? “Quest’anno i nostri clienti avranno davvero l’imbarazzo della scelta”, afferma il direttore creativo di Cotonificio Zambaiti, produttore del tessile casa proposto da Casahomewear.

“Creare atmosfera natalizia con la biancheria per la casa è facile, dallo stile nordico, al tradizione, dal montano al romantico e l’alternativo, magico fiabesco. Per tutti i gusti quindi, ma solo per quanto concerne lo stile, perché ogni articolo sarà rigorosamente nella qualità artigianale italiana che contraddistingue le nostre collezioni da oltre mezzo secolo.

E ad aiutare nella scelta del mood c’è l’innovativa App Casahomewear, gratuitamente scaricabile da AppleStore o GooglePlay, che consente di vedere sul proprio letto di casa quale disegno si abbina meglio, prima di procedere all’acquisto”, conclude Lara Zambaiti.

Scegli il tuo stile natalizio

Stile Nordico per chi apprezza uno stile moderno, minimal dai colori chiari ma caldi, quelle atmosfere ovattate dei paesaggi con la coltre di neve, tutto relax e quiete. Non poteva che essere White Snow, con la delicata stampa abbinata al grigio perla per completo letto, copripiumino e trapunta in cotone naturale ma anche nella versione in calda flanella. E naturalmente pack Plastic free! Ogni trapunta è contenuta in un sacco portabiancheria con la medesima stampa e ogni completo letto e copripiumino, in una fodera cuscino arredo.

Stile Tradizionale, con l’intramontabile tartan scozzese, ideale per chi vuole una soluzione poco impegnativa, da sfruttare non solo durante le feste, ma anche lungo tutto il corso dell’anno. Il motivo rosso e verde, con un piccolo dettaglio ocra dorato viene proposto sia per il letto, con trapunta, completo letto e set copripiumino che sulla tavola, con tovaglie in cotone antimacchia di diverse misure, tovagliette americane e set cucina completo di grembiule, guanto e presina. Perfetto anche come idea regalo.

 

Stile Giocoso per gli amanti delle favole di Natale, l’indimenticabile Schiaccianoci, con soldatini e ballerine, in un tripudio di alberi e stelle. Il completo letto e la parure copripiumino sono proposte anche in caldo cotone di flanella e contenute in un cuscino arredo che arricchirà il tuo letto o la tua zona living. E per vivacizzare la tua tavole delle feste, ecco la tovaglia con l’irrinunciabile trattamento antimacchia, il set cucina e le tovagliette per la colazione.

 

Schiaccianoci Parure copripiumino in cotone stampato

Stile Romantico con i fiocchi di neve e le stampe effetto pizzo di Let it snow. Il disegno viene proposto sia per le referenze letto che tavola. Per il letto trovi sia il completo letto che il sacco copripiumino in cui infilare il nostro caldo piumino in cotone con imbottitura ecologica da PET riciclato (invernale 300gr m2 o il 4 stagioni con 2 piumini separabili). E non solo a Natale, potrai sfoggiare una bella tovaglia senza temere incidenti, grazie al pratico trattamento antimacchia, ma anche runner centrotavola e set cucina completo coordinati.

Stile Classico tra cervi stilizzati e fiocchi di neve mixati a geometria scozzese. In questa linea avrai la possibilità di accontentare anche il tuo amico a 4 zampe, coordinando il tuo plaid-cuscino o il tuo letto al suo, con la morbida cuccia in spesso cotone imbottito.

Stile Tirolese con i tradizionali motivi romantici di cuori e fiori nei caldi colori rosso e blu. Basterà posarlo sul letto per avere subito una calda atmosfera di natale in montagna.

Stile Montano, se è proprio lo stile chalet di montagna che cerchi, ecco Marmot, un’elegante stampa ornamentale nei colori della roccia e del legno, con simpatiche marmotte e linee di monti. La linea si completa di lenzuola e set spugna ricamata, completo letto e parure copripiumino sia in cotone trama tela che in calda flanella, trapunta, plaid cuscino e cuccia per il tuo amico a 4 zampe.

 

 

Lenzuola, tovaglie, plaid, cuscini arredo e anche cucce in stile romantico, tradizionale, nordico o giocoso

 

 

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Per interviste ed informazioni:

 

Press@cotonificiozambaiti.it

tel.035-718161 – 3888225712

shop online: www.casahomewear.com

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Autonomi e Partite Iva: “Ecco perché siamo contrari al Reddito di Cittadinanza”

Filograna, di Autonomi e Partite Iva: “Ecco perché siamo contrari al Reddito di Cittadinanza”

Roma, 21 novembre 2022 – La trasmissione televisiva “Controcorrente”, andata in onda il 16 novembre scorso, ha visto la partecipazione dell’Associazione Nazionale Autonomi e Partite Iva attraverso il Coordinatore Nazionale Horeca, Silvio Bessone.

Uno dei temi trattati ha riguardato il Reddito di Cittadinanza. Il Presidente Nazionale Eugenio Filograna intende ribadire un concetto che non deve lasciare equivoci a libere interpretazioni.

Noi siamo contrari al Reddito di Cittadinanzaha dichiarato il presidente Filograna – non perché non vogliamo dare assistenza ai poveri, ma perché vogliamo stimolare la libera iniziativa ed il lavoro e non l’assistenzialismo a tutti i costi. Oggi ci sono norme che aiutano l’assistenza. La Caritas ha asserito che il RDC viene erogato a 4,7 milioni di persone, molte delle quali sono in grado di lavorare; inoltre, spesso, trattasi di stranieri, a cui sono da aggiungere i furbetti di cui le cronache dei giornali parlano ogni giorno.  Ma se ci sono quasi 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, cioè non percepiscono alcun reddito, è necessaria piuttosto una legge che sostenga chi è povero e non può lavorare. Essa dovrebbe però chiamarsi “Assistenza alla povertà”.

Il reddito di cittadinanza deve essere produttivo, legato al lavoro sia dipendente sia libero. Noi, Autonomi e Partite Iva, con i nostri dipendenti rappresentiamo tutta questa parte. Il vero problema del nostro Paese è il pregiudizio nei confronti di tutte le partite iva e degli autonomi. Questi ultimi non necessariamente hanno la partita iva e a volte lavorano in nero o con contratti a progetto.

Le partite iva riguardano milioni di persone e la somma del loro fatturato costituisce il prodotto interno lordo del nostro Paese.

Tra le partite iva abbiamo anche le multinazionali e le grandi imprese.

Il vero pregiudizio è verso le piccole, medie e micro-partite iva. In Italia per micro-partite iva si intendono attività fino a 350.000 euro di fatturato annuo, mentre in Europa per micro-partite iva sono intese quelle che fatturano fino a 2 mln di euro l’anno.

Anche questa distonia tra Italia ed Europa sul fatturato delle micro attività genera enormi difficoltà burocratiche, quando le norme europee vengono applicate in Italia.

Il pregiudizio di fondo verso gli autonomi e le partite iva? Evasori fiscali per preconcetto.

La domanda spontanea è: “Perché c’è questo preconcetto?” Lo dice l’Istat!

Ma l’Istituto nazionale di statistica, che è un ente pubblico di ricerca, non fa il confronto con altri Paesi. Quanto paga di più un autonomo e una partita iva in Italia per svolgere la propria attività nell’arco del suo esercizio annuale?

Noi abbiamo fatto il calcolo. La somma è tre volte superiore a quella dell’evasione fiscale che viene addebitata per pregiudizio. Tutto questo ci riporta alla necessità di un risanamento equitativo, del condono o della pace fiscale.

Quando c’è stato il lockdown, gli autonomi e le partite iva sono vissute in una situazione di esasperazione non compresa dalle istituzioni, dai partiti e dai politici. I danni sono stati tanti per le micro attività, molte delle quali ancora oggi non pagano gli affitti da due anni.

Per lo Stato il cittadino che non fattura, e quindi non incassa, è un evasore fiscale quando non paga le tasse, anche se non ha il denaro neanche per mangiare. Nonostante ciò mantiene aperta l’attività perché, senza quella, non saprebbe come andare avanti.

Per continuare a svolgere la propria attività si devono accettare costi triplicati rispetto a quelli dei loro concorrenti stranieri. Alla fine dell’anno hanno speso tanto per l’attività d’esercizio e per gli eccessi dello Stato da non riuscire a pagare le tasse.

Sull’evasione fiscale si è costruita una errata politica tributaria. Tutto questo porta alla conclusione che l’evasione fiscale in Italia non esiste se, alla fine dell’anno, gli Autonomi e le Partite Iva hanno pagato tre volte di più, nell’esercizio della propria attività, l’importo che avrebbero dovuto pagare allo Stato come tassazione.

Quello che manca è un lavoro per tutti. Il reddito dovrebbe derivare dal lavoro perché esso porta al prodotto interno lordo. Dobbiamo educare i giovani al lavoro, ad iniziare dalle scuole. Bisogna fare formazione con degli stage già a 14 anni; un mese di stage in seconda media, poi in terza media ecc. Sarebbe l’unico modo per avere un approccio al lavoro e di conseguenza al guadagno. Sono queste le soluzioni da ricercare anche perché, dopo un anno, una persona che è rimasta sul divano di casa diventa un pericolo per la sanità pubblica. Sono infatti aumentati i casi di depressione e di sindrome ansiosa

E’ come chi per ozio inizia a bere e poi non riesce più a liberarsi del vizio. Stessa cosa per i giovani che per gioco iniziano ad assumere erba e poi diventano drogati. Noi non vogliamo un popolo di mantenuti dallo Stato, ma persone che producano reddito in modo efficiente.  Io penso che questo sia giusto”, conclude Filograna.

 

 

Studio energia nucleare: per i Prof. Mele e Magazzino una scelta ecosostenibile

Uno studio italianopubblicato sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamics della Elsevier ritiene il nucleare una scelta ecosostenibile per l’Italia

Roma, 16 novembre 2022 – Il nucleare potrebbe rappresentare una scelta ecosostenibile per l’Italia affamata di energia. Ad affermarlo lo studio dei  Prof. Mele e Magazzino, pubblicato sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamics della Elsevier.

In questi giorni si sta tenendo la COP27 di Sharm El Sheikh e nonostante alcune critiche relativamente all’incapacità dei governi presenti di raggiungere accordi condivisi per contrastare il fenomeno del riscaldamento globale, tale conferenza resta molto importante. La struttura della COP prevede due fasi d’azione che si devono muovere parallelamente.

La prima è quella dei negoziati dove i politici e delegati del UNFCCC conducono le trattative vere e proprie; l’altra è la cosiddetta Green Zone dove imprese, centri studi e università propongono le loro soluzioni ai governi fornendo, così, strumenti utili per un’azione congiunta contro la crisi climatica.

In questo contesto è intervenuto il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica dell’Italia il quale ha affermato: “Io sono favorevole all’utilizzo del nucleare“, ma “la valutazione sul nucleare va oltre l’Italia, ritengo vada fatta a livello di Unione Europea“, perché “si tratta comunque di energie per il futuro“.

Che l’energia nucleare abbia sempre rappresentato un dilemma per l’Italia è una questione che va avanti da anni. Ciononostante, vuoi per la crisi energetica, vuoi per la consapevolezza che l’indipendenza dall’import energetico rappresenta una condizione importante per ogni paese, per la prima volta da molti anni, nei programmi della maggioranza dei partiti del nuovo Parlamento, c’è stata l’apertura all’energia nucleare.

In questo ambito si inserisce la ricerca dei Prof. Marco Mele e Cosimo Magazzino, rispettivamente delle università Unicusano e Roma Tre, i quali hanno recentemente pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamics della Elsevier. I due studiosi, attraverso dei complessi processi di equazioni differenziali alle derivate parziali hanno dimostrato come l’energia nucleare potrebbe rappresentare una scelta economica ed ecologica sostenibile.

In particolare, analizzando il caso del Belgio, ma replicabile per l’Italia, Mele e Magazzino hanno evidenziato come nel breve-medio periodo l’energia nucleare produce le stesse quantità di CO2 delle energie rinnovabili garantendo, però, un flusso continuo di energia per il paese non possibile, invece, da altre fonti green.

Pertanto, questo importante risultato rappresenterebbe la risposta a molti scettici che affermano, erroneamente, elevati livelli di inquinamento dell’energia nucleare.

 

I Prof. Mele e Magazzino

Quanto guadagnano gli allenatori di serie A

La classifica degli stipendi allenatori della massima serie, vede in prima posizione Allegri e Mourinho: tutti gli ingaggi milionari dei CT più pagati d’Italia

Roma, 14 novembre 2022 – Il ruolo degli allenatori di Serie A è tenuto in grande considerazione nel campionato Italiano. Non a caso alcuni CT delle squadre di calcio più blasonate del nostro campionato sono a loro volta delle superstar, al pari dei calciatori che guidano con alterni successi. A testimoniare la loro importanza sono anche gli stipendi degli allenatori di Serie A, che in alcuni casi raggiungono cifre a sei zeri.

La classifica stipendi allenatori Serie A, indica le prime dieci posizioni in base alla retribuzione percepita a ogni stagione. In totale gli ingaggi per le prime 10 posizioni raggiungono quasi lacifra di 50 milioni di euro.

L’infografica fornisce i dati completi sulla durata del contratto e sulla data di scadenza dello stesso.  

Sul podio dei più pagati Allegri, Mourinho e Inzaghi

La classifica degli stipendi allenatori della massima divisione Italiana è guidata da José Mourinho e Massimiliano Allegri. Entrambi si portano a casa 7 milioni di euro. Il CT portoghese ha rinnovato il contratto con la Roma nel 2021, con scadenza nel 2024. Per lui i 7 milioni che lo fanno posizionare in cima alla classifica stipendi allenatori, in realtà non rappresentano lo stipendio più alto percepito dal tecnico.

Infatti nelle sue esperienze internazionali Mourinho ha guadagnato somme ben più alte. Percepiva 15,5 milioni a stagione al Real Madrid, 14 al Chelsea e addirittura 17 milioni al Manchester United, 10 in più di quanto ne prende a Roma. Stesso stipendio del portoghese, quello che si porta a casa Massimiliano Allegri, legato alla panchina della Juventus fino al 2025.

Simone Inzaghi è l’allenatore più giovane della classifica, a 46 anni siede sulla panchina dell’Inter con la quale ha rinnovato il contratto quest’anno. Inzaghi percepisce 5 milioni per guidare i nerazzurri, con scadenza di contratto nel 2024. La proprietà di Zhang Jindong ha voluto premiare il lavoro del tecnico,concedendogli un milione in più rispetto al contratto precedente.

Milan, Lazio e Atalanta le altre squadre che pagano di più

La classifica stipendi allenatori Serie A, prosegue con Stefano Pioli che percepisce dal Milan 4 milioni di euro a stagione. L’allenatore, richiamato sulla panchina rossonera nel 2019, ha traghettato verso il successo una squadra in difficoltà. Per questo si è guadagnato un raddoppio dell’ingaggio, che nella stagione 2021-2022 era di 2 milioni. L’attuale contratto scadrà nel 2023.

Segue con 3 milioni e mezzo a stagione e contratto che dura fino al 2025, Maurizio Sarri. Il tecnico napoletano ha ricevuto un aumento di 500.000 € rispetto all’anno precedente segno inequivocabile di fiducia da parte del presidente Lotito.

Stesso stipendio quello corrisposto dall’Atalanta a Giampiero Gasperini. Il rinnovo del contratto ottenuto nel 2021, con scadenza nel 2024, gli è valso anche un cospicuo aumento di stipendio, infatti nella stagione 21-22 percepiva 2.200.000€.

Sotto i tre milioni, Spalletti e gli altri

Alla guida di una Napoli entusiasmante, Luciano Spalletti percepisce 2.800.000 € a stagione. La scadenza del suo contratto con la squadra di de Laurentiis è nel 2023. Lo stipendio è rimasto invariato rispetto al contratto precedente, ma molto probabilmente sarà oggetto di trattativa per un prossimo rinnovo.

Non siede più sulla panchina del Bologna, Siniša Mihajlovic che aveva un ingaggio di 2.500.000 € a stagione. La classifica procede con Ivan Juric, alla guida del Torino, dove è approdato nell’estate del 2021. Per lui 2 milioni di euro, uno stipendio raddoppiato, rispetto a quello che percepiva in precedenza a Verona. La stessa cifra che ora la squadra giallazzurra corrisponde a Gabriele Cioffi, arrivato dall’Udinese, dove guadagnava 500 mila a stagione. Un bel passo in avanti per il tecnico fiorentino che ha firmato con il Verona fino al 2024.

 

Rapporto Invers: il traffico di scooter in sharing continua a crescere

Roma, 9 novembre 2022 – Il settore dello scooter sharing afferma il suo ruolo determinante nell’ambito della mobilità condivisa. Nel 2022, il settore ha assistito ad un aumento del numero di operatori, città, paesi e utenti, oltre al consolidamento di una flotta quasi interamente elettrica e all´apparizione di una nuova categoria emergente di scooter/biciclette ibride.

Questi sono i dati principali del rapporto Global Market Sharing Market Report 2022. Secondo il rapporto, circa 130.000 scooter in sharing sono attualmente in circolazione in tutto il mondo e si stima che ci siano 17 milioni di immatricolazioni in tutto il mondo, con un aumento del 40% dal 2021.

Allo stesso tempo, negli ultimi 12 mesi il numero di città in cui viene offerto il servizio di condivisione degli scooter è aumentato del 25%, arrivando a più di 220, e il numero di operatori di servizi di condivisione dei scooter è aumentato dell’8%, per un totale di 94 fornitori.

Il sesto rapporto annuale sul mercato dello scooter in condivisione è stato pubblicato e lanciato oggi. Gli autori hanno utilizzato dati pubblici, contatti diretti con 94 operatori di scooter in sharing in tutto il mondo e interviste con esperti per determinare come la domanda e l’offerta abbiano plasmato il mercato odierno.

“Negli ultimi dodici mesi, il mercato globale degli scooter in sharing ha mostrato una crescita costante“, afferma Bharath Devanathan, CBO di Invers.

“Oltre al continuo aumento delle immatricolazioni, e dei paesi e delle città in cui questo servizio viene offerto, è apparsa una nuova categoria di veicoli che si colloca tra gli scooter e le biciclette, chiamata ibrido scooter/bicicletta, che attira nuovi utenti verso la mobilità condivisa, soprattutto in alcuni mercati asiatici. Nel 2022, questi veicoli rappresentano già il 16% delle due ruote a motore condivise analizzate nel nostro rapporto”.

La crescita maggiore si è registrata nei mercati extraeuropei. India, Indonesia e Taiwan sono alcuni dei Paesi che hanno registrato un aumento delle flotte negli ultimi 12 mesi.

“Con gli scooter in condivisione offerti in 36 Paesi, il settore non è mai stato così globale come oggi”, afferma Enrico Howe, ricercatore di mercato senior di Invers.

“I mercati extraeuropei hanno registrato un notevole sviluppo negli ultimi anni. Ciononostante, un scooter condiviso su due si trova in Europa”.

Altri dati interessanti emersi dal rapporto sono che l’India è uno dei primi 5 mercati globali e Bangalore rimane una delle maggiori città di sharing di scooter. Nel frattempo, Taiwan continua a introdurre un numero sempre maggiore di scooter condivisi di classe L1, anno dopo anno. Con una popolazione di poco inferiore ai 24 milioni di abitanti, Taiwan ha la più grande flotta di scooter in sharing a livello globale, con quasi 20.000 veicoli. L’Indonesia è uno dei nuovi arrivi di quest’anno e vede sempre più l’introduzione di scooter/biciclette ibride da parte di operatori come Migo e Beam. Tra le novità nella mappa della sharing globale degli scooter ci sono Bolivia, Grecia, Paraguay, Svizzera, Turchia e Regno Unito.

Per quanto riguarda i fornitori di servizi, si possono osservare alcune acquisizioni e una significativa concentrazione del mercato nel settore.

Emmy è stata acquistata da GoTo nel 2021 e GO Sharing ha acquisito l’operatore italiano ZigZag alla fine dello scorso anno – per fare alcuni esempi. Il rapporto mostra che i primi 10 operatori possiedono e gestiscono il 60% della flotta globale di scooter condivisi.

Lo studio completo è disponibile qui: https://hubs.ly/H0Z-mwk0

Informazioni su Invers

Invers, inventore della condivisione automatizzata dei veicoli, consente ai fornitori di servizi di mobilità di lanciare, gestire ed espandere le proprie offerte con soluzioni hardware e software integrate e progettate appositamente per gli sviluppatori di servizi di mobilità condivisa. In qualità di prima azienda al mondo di tecnologie per la mobilità condivisa, Invers sviluppa e mantiene in modo affidabile gli elementi fondamentali ad un livello tale da offrire ai propri clienti soluzioni tecnologiche efficienti dal punto di vista dei costi e facilmente implementabili.

L’azienda agisce come partner indipendente e affidabile per gli operatori di servizi come il car sharing, lo scooter sharing, il ride pooling e il noleggio auto, con l’obiettivo di rendere l’uso di veicoli condivisi più comodo e conveniente rispetto alla proprietà. Tra i clienti figurano Share Now, Cooltra, Getaround, Clevershuttle, Miles, Flinkster, TIER, Bounce ed Emmy. L’azienda è stata fondata nel 1993 e ha sedi a Siegen, Colonia e Vancouver. Lo sviluppo avviene interamente in Germania. www.invers.com

 

 

 

 

Da oggi ad Alassio il gelato all’aglio nero di Vessalico

Alassio (Savona), 4 novembre 2022 – Per la prima volta al mondo nasce in Italia il gelato all’aglio nero. Uno scherzo? No, da oggi è possibile chiedere un cono all’aglio nero di Vessalico ad Alassio, presso la gelateria Perlecò.

Aldo De Michelis gelatiere di Perlecò assicura sulla bontà del prodotto, per questo abbiamo deciso di saperne di più facendogli qualche domanda.

– Aldo, ci spiega come è nato il gelato all’aglio nero di Vessalico?

Partecipavamo ad una fiera a Sanremo e nostro vicino di stand Osvaldo titolare dell’Azienda agricola Osvaldo Maffone.

Mi propose l’assaggio del suo aglio nero e fu un vero colpo di fulmine! Un caleidoscopio di sapori ben distinti e perfettamente amalgamati.
L’ideale per un buon gelato.
E con l’entusiasmo che solo la passione può generare ci siamo messi al lavoro.

– E’ stato difficile ottenere il gelato di aglio nero di Vessalico?

Quando affrontiamo un nuovo prodotto ci poniamo diversi obiettivi, il più importante dei quali è “cosa vogliamo ottenere”? In questo caso vista la particolarità e complessità del sapore ci siamo proposti di mantenere il più possibile il gusto originale.

I primi tentativi risultavano piuttosto “timidi”, ma siamo arrivati ad un gusto davvero “sfrontato”, uno dei migliori che abbia mai assaggiato.

La stessa impressione l’hanno avuta i visitatori della fiera di Porto Maurizio dove abbiamo portato il gelato: ed è stato subito un vero successo!

– Un gelato da affiancare a nocciola e fiordilatte?

Sì. Si tratta di un gusto che può benissimo stare tra le proposte della vetrina. Sarà sicuramente a Perlecò tra i gusti “a rotazione” che affiancano i classici.

Ma è anche un gusto che può costituire una “materia prima” per bravi Chef. Non è un caso se Luca Guidetti chef del ristorante “Il Moncalvo” di Acqui Terme ed allievo della trasmissione “Antonino chef accademy” lo proporrà così:
crema di carota, crumble di nocciola e meringa, gelato Perlecò di aglio nero di Vessalico dell’Azienda agricola Osvaldo Maffone. Un pre-dessert originale e gustosissimo in grado di accontentare anche i palati più fini.

– Hai parlato di caleidoscopio di gusti, ma che gusto ha l’aglio nero?

Sono tanti. Intanto un profumo inebriante. Liquirizia, frutta secca, cipolla rossa. Un sapore armonioso, come il profumo. Difficile da spiegare, e molto più facile da capire assaggiandolo.

– Perché l’aglio nero? Non bastano i gusti in vetrina?

Perché abbiamo un territorio generosissimo. Materie prime di qualità assoluta spesso dimenticate. L’aglio di Vessalico è una eccellenza a livello mondiale. Questa trasformazione contribuisce a valorizzarlo ulteriormente. Il gelato è un prodotto popolare in grado di enfatizzare la conoscenza e diffusione di un prodotto sicuramente di nicchia.

I gusti in vetrina sono molti, sicuramente. Ma probabilmente si può fare a meno del gusto “puffo” e proporre, invece, gusti più naturali e vicini al territorio.

– Alassio sempre più “capitale del gelato” insomma.

La nostra città ha sempre avuto gelatieri di avanguardia. Penso a Giacomel che già 40 anni fa proponeva gusti gourmet prima che questo concetto esistesse.

Siamo ben felici di rappresentare una linea di continuità con questi pionieri del gelato.
Noi abbiamo appena iniziato il nostro cammino. Abbiamo intenzione di percorrere ancora tantissima strada. Continuando a studiare, provare, sbagliare e correggere gli errori per dare ai nostri clienti qualcosa che possa andare anche oltre le loro aspettative.

– Prossime sfide?

Non le conosciamo ancora nel dettaglio ma, sempre rimanendo su prodotti di territorio, ci hanno proposto un paio di grappe variamente aromatizzate che ci intrigano molto.

Un altro progetto riguarda la “stroscia” non appena ne troveremo una “gluten free” visto che abbiamo abbracciato questa filosofia di offerta. Tutti i nostri prodotti sono infatti senza glutine.

 

Gelateria Perlecò, Il gelato vista mare

 

Gelato di aglio nero di Vessalico, by Perlecò

 

Da passeggio ma non solo, e il gelato di Perlecò fa ancora parlare di sè

 

 

A Montechiaro d’Asti la 34^ Fiera Nazionale del Tartufo Bianco

 In arrivo il 6 novembre 2022 la nuova edizione della fiera: special guest di quest’anno Cristiano Malgioglio e Max Pisu da Zelig

Asti, 31 ottobre 2022 – Domenica 6 novembre 2022, a Montechiaro d’Asti, dall’alba al tramonto, si svolgerà la 34^ Fiera Nazionale del Tartufo Bianco con mostra mercato del Tartufo Bianco e prodotti tipici.

Tanti profumi, musica, arte, enogastronomia in programma, oltre all’ospite d’onore della manifestazione il cantautore Cristiano Malgioglio, che visiterà la mostra mercato alle ore 11:30, incontrerà il pubblico e parteciperà alla premiazione dei migliori esemplari di tartufo bianco.

Nel pomeriggio inoltre si terrà uno spettacolo comico con Max Pisu, direttamente da Zelig e Colorado Show, ingresso gratuito.

I ristoranti locali proporranno per l’occasione menù a prezzi convenzionati con piatti tipici al tartufo.

La Fiera si svolgerà nel “PalaTarfufo”, che garantisce l’evento anche in caso di maltempo, e sono previsti inoltre anche bus navetta dai parcheggi all’area mercatale.

Per informazioni e programma completo della manifestazione, si può consultare il sito internet www.comune.montechiarodasti.at.it oppure si può chiamare il numero 0141-999136.

 

Comunicato a cura del Comune di Montechiaro D’Asti

Il Sindaco Luzi Paolo

 

Prof. Cesare Pozzi: “Perché lo scostamento di bilancio non è opportuno”

Per il Prof. Pozzi, economista, uno scostamento di bilancio non è opportuno

Roma, 25 ottobre 2022 – Una delle più importanti sfide che il nuovo Governo a guida Meloni dovrà affrontare sarà la messa a punto di una Legge di Bilancio che, conti alla mano, dovrà ipotizzare nuove forme di intervento soprattutto sul fronte caro-energia, che rischiano di avere un costo che potrebbe arrivare circa a 30 miliardi di euro. Si va paventando, pertanto, da vari fronti della maggioranza la necessità di adottare uno scostamento di bilancio.

Su questa questione è intervenuto il Prof. Cesare Pozzi, economista dato tra i papabili alla guida del MEF prima della scelta ricaduta su Giorgetti, il quale sostiene che tale manovra non sia opportuna.

Di fatto, spiega l’economista, “lo scostamento di bilancio rappresenta il ricorso all’indebitamento per finanziare misure straordinarie. Diversi partiti politici hanno evocato tale misura nel corso della recente campagna elettorale. Tuttavia, numerosi sono i motivi che portano a considerare allo stato non opportuna questa scelta di politica economica. Non più tardi della scorsa settimana, un report del FMI ha segnalato per l’Italia la necessità di mettere ordine nei propri conti pubblici.

Il Paese, che già prima della pandemia da Covid-19 aveva il terzo debito pubblico (in rapporto al PIL) più elevato al mondo, proprio per contrastare la crisi pandemica ha dovuto varare misure costosissime, che ne hanno gonfiato la spesa, il deficit e il debito pubblico. Inoltre, le condizioni di mercato sono profondamente diverse: la BCE poté reagire nella primavera del 2020 con il varo del PEPP e la Commissione Europea lanciò il Recovery Fund.

I rendimenti sovrani crollarono e così i governi poterono finanziare gli aumenti di spesa a interessi zero o persino negativi. Oggi, invece, a causa dell’esplosione dell’inflazione, per l’enorme incremento dei prezzi delle commodity, e del continuo e significativo indebolimento dell’euro rispetto al dollaro), la BCE è costretta ad alzare i tassi d’interesse. Ciò comporta, da un lato un aggravio dei costi per chi si indebita prendendo a prestito denaro, ma dall’altro fa emergere i problemi irrisolti di una comunità non Stato con apparentemente un’unica moneta.

Purtroppo, come statuito nei Trattati dell’Unione, ogni Paese membro è responsabile del proprio eventuale default e questo implica che, al di là di aspirazioni e dichiarazioni, esistono di fatto diversi Euro, uno italiano, uno tedesco etc… Si presta così il fianco alla speculazione internazionale sui mercati finanziari, che guarda famelicamente la preda grassa e debole…

È in questo quadro che lo scostamento di bilancio costituirebbe il segnale, per i mercati finanziari, dell’accresciuto rischio sovrano dell’Italia, con la conseguenza che lo spread tornerebbe a innalzarsi, rischiando di far rivivere al Paese le buie settimane dell’avvento del Governo Monti.

Pertanto, lo scostamento di bilancio potrebbe portare, in ultima analisi, all’insolvenza fiscale del Paese, con una crisi finanziaria a cui potrebbe accompagnarsi una crisi di liquidità, stante l’inflazione in crescendo e l’impossibilità di una politica monetaria indipendente”.

 

Il veleno nascosto nel piatto: italiani vittime inconsapevoli dell’inganno alimentare

La guida gratuita della Dott.ssa Elena Polo per imparare a conoscere i rischi nascosti sulla nostra tavola

Torino, 13 ottobre 2022 – Lo scorso sabato la sala del Centro congressi Gallia, a Pianezza (To) si è riempita all’inverosimile, con oltre 230 persone per scoprire la verità su uno dei pericoli più scottanti, e sottovalutati, che minacciano la nostra salute: l’inganno alimentare.

L’incontro è organizzato dalla Dottoressa Elena Polo, una professionista della nutrizione che combatte ormai da diverso tempo una battaglia contro gli inganni e i pericoli nascosti dietro ai prodotti più famosi (e pubblicizzati), che troviamo sugli scaffali dei supermercati.

Prodotti che contengono sostanze che possono rivelarsi pericolose e dannose per la nostra salute.

Secondo una ricerca dell’American institute for cancer research (istituto americano per la ricerca ai tumori) pubblicata sul sito italiano dell’AIRC (fondazione per la ricerca sul cancro), si stima che circa tre tumori su 10 siano causati proprio dalle cattive abitudini alimentari, e dalle sostanze contenute nei cibi che abitualmente consumiamo (fonte: https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/alimentazione/alimentazione-e-tumori-domande). La maggior parte dei quali provengono proprio dagli scaffali dei nostri supermercati.

Sono infatti diversi – e spesso molto ben congegnati – i metodi e le trovate pubblicitarie adottate dalla grande distribuzione per celare agli occhi del consumatore le sostanze (e le scomode verità…) che vengono abitualmente utilizzate per rendere questi cibi più saporiti, più invitanti, più duraturi, più belli e colorati, ma soprattutto più buoni di quello che naturalmente sono.

Fin dall’inizio della presentazione, si assiste ad un pericolosissimo viaggio dell’orrore: cibi che da sempre pensavamo essere innocui, prodotti che la pubblicità ci ha venduto come “sani”, si rivelano contenere dosi massicce di conservanti e coloranti, di zuccheri raffinati e altre sostanze che, spesso, non hanno nemmeno un nome, ma solo una sigla incomprensibile e vaga.

Sostanze artificiali, chimicamente sintetizzate che permettono di creare dei prodotti sempre più “buoni”, che si conservano sempre più a lungo, e che permettono di abbattere i costi (e aumentare i guadagni).

Ma la lista dell’orrore non finisce qui.

Le sostanze additivate sono solo una parte del problema – forse la più preoccupante. L’altra parte riguarda i danni creati dai metodi di preparazione e conservazione: processi che distruggono le vitamine e i nutrienti dei cibi, eliminando completamente il loro potere di fornire un reale nutrimento benefico al nostro corpo.

Ci troviamo così a consumare dei cibi che crediamo farci bene, ma che in realtà contengono sostanze che per il nostro corpo sono estranee e, appunto, potenzialmente dannose.

A questo punto, però, una domanda sorge spontanea:

esiste un modo per difendersi da questo inganno alimentare che rischia di minare la nostra salute e la salute dei nostri cari?

La dottoressa Polo risponde che sì, una soluzione esiste. E da oggi la condividerà con quante più persone possibili.

Questa soluzione prende la forma di una Guida alla corretta alimentazione grazie alla quale il lettore impara a difendersi in modo efficace – e a riconoscere – tutti quei cibi spacciati per salutari ma che, a conti fatti, di salutare hanno solo l’apparenza.

Ma è anche un guida che offre al lettore degli strumenti, semplici ed efficaci, per individuare quei cibi che sono invece realmente buoni, salutari e preparati con materie prime di qualità. Quei cibi che aiutano a stare meglio e in salute.

La guida è gratuita ed è possibile trovarla nel gruppo Facebook della dott.ssa Polo all’indirizzo www.facebook.com/groups/210546266680007.

Una lettura piacevole e utile, con l’obiettivo di riportare tutti  sulla strada della salute.

Ortofrutta: sbarca in Europa Akron technology, per conservare la frutta fresca in modo naturale

Akorn Technology lancia sul mercato europeo il suo coating commestibile per prodotti freschi da adottare su pere e frutti a nocciolo, come pesche e nettarine

Roma, 5 ottobre 2022 – Akorn Technology è lieta di poter annunciare il lancio commerciale del suo coating commestibile per pere, pesche e nettarine fresche. Le aziende di imballaggio infatti ora possono adottare i coatings naturali e commestibili Akorn, ottenuti da derivati vegetali. Numerose aziende di imballaggio di pere e frutti a nocciolo hanno effettuato con successo diversi test con frutta da esportazione con l’obiettivo di incrementare i mercati in Europa e conquistare altri mercati d’esportazione.

Akorn è una soluzione a base di acqua e proteine unica nel prolungamento di freschezza, qualità e sicurezza della frutta fresca; diversamente da altri trattamenti lipidi (grassi) non in grado di modulare il tasso di maturazione di pere, pesche e nettarine o altri frutti con maturazione post raccolta.

Pere, pesche e nettarine sono i tre tipi di frutta maggiormente prodotta in Europa per un totale di sei milioni di tonnellate annue secondo i dati rilevati dalla FAO. Senza il trattamento con i coating Akorn lo spreco post raccolto di pere e frutti a nòcciolo può raggiungere il 40% dalla fase del imballaggio fino alle tavole dei consumatori.

I test hanno dimostrato che tutti i coating naturali Akorn superano tutte le cere tradizionali a base di petrolio e cariche di sostanze chimiche. Sia durante i lunghi periodi di stoccaggio a fresco che durante simulazioni di ambienti di vendita e domestici, i coating Akorn danno risultati di prolungamento di freschezza, di qualità e di sicurezza di lungo superiori rispetto alle altre sostanze testate. Queste offrivano soltanto modeste protezioni durante il stoccaggio e la fase dell trasporto.

Uno studio dell’Università della Florida ha accertato che i coating Akorn sono superiori anche all imballaggio ad atmosfera modificata che ha costi elevati e usa materiali plastici derivati da petrolio. La soluzione Akorn aiuta ad eliminare la plastica durante il percorso di filiera.

Akorn riduce in modo significativo il marciume e le lesioni da stoccaggio.

I trattamenti facili, multifunzionali e commestibile Akorn raddoppiano la durata di freschezza della maggior parte della frutta e verdura riducendo la perdita da filiera del 30% o più e fornendo prodotti freschi con miglior sapore, struttura e presenza.

Test indipendenti hanno dimostrato che i coatings Akorn riducono marciume e muffe di più del 50% e sono molto effettivi conto batteri pategoni che si possono riscontrare sui prodotti freschi.

I coating commestibili per prodotti freschi Akorn sono fatti su misura per imballatori in cerca di soluzioni sostenibili, derivati da piante e a prezzi ragionevoli, Plug-and-play sulle loro attrezzature e che permettano loro non solo di ridurre i loro sprechi da filiera ma mettendoli in grado di offrire prodotti migliori e a prezzi più alti

“Noi di Akorn Technology ci siamo dedicati allo sviluppo di una produzione sostenibile con il fine di aumentare la sicurezza del cibo e migliorare l’alimentazione usando trattamenti alimentari capaci non solo di prolungare la freschezza ma anche riducendo lato scarto di filiera e offrendo prodotti di maggior qualità. È questa la soluzione che le aziende di imballaggio vogliono adottare. Il lancio commerciale globale dei nostri coatings è fatto per portare ad un cambio di paradigma nel metodo di imballaggio di prodotti freschi” dice Anthony Zografos Ph.D., fondatore e CEO di Akorn Technology.

“I coatings Akorn offrono più vantaggi del semplice controllo di perdita d’acqua nei frutti. I nostri clienti imballatori hanno accertato che Akorn funziona meglio delle cere convenzionali, sia per quanto riguarda la durata di freschezza che in tutti i punti chiave della qualità quali maturazione, consistenza e soprattutto sapore. I nostri imballatori oro sono in grado di fornire frutta migliore ai loro clienti, allargare la loro estensione geografica per raggiungere nuovi mercati e incrementare gli introiti grazie alla riduzione dello scarto”, dice Dimitris Tsakiris, Direttore Business Development Europa di Akorn.

Alcuni dati su Akorn Technology, Inc.

Fondata nel 2019, Akorn è una startup che utilizza derivati di grano, non modificato geneticamente per produrre coatings commestibili completamente naturali, geneticamente non modificati a base di proteine vegetali per prodotti freschi interi o tagliati a fresco.

Con i coatings Akorn la durata di freschezza dei prodotti viene triplicata ottenendo prodotti sani e duraturi.

L’obiettivo è quello di promuovere una alimentazione più buona e sana e di ridurre lo spreco durante la filiera permettendo così ai produttori e rivenditori di offrire frutta e verdura più fresca, più saporita e più duratura.

I coatings Akorn si possono adattare on demand e on site per le varie specie con una vasta gamma di funzionalità additive (antimicrobiche, fungicide, caratteristiche di superficie etc.)

Akorn ha ricevuto un prestigioso riconoscimento della NSF (National Science Foundation) per SBIR (Small Business Innovation Research).

Per ulteriori informazioni basta visitare il sito internet www.akorn.tech oppure scrivere  a info@akorn.tec

 

 

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