Vitiligo Day: il 25 giugno è il giorno mondiale della Vitiligine

Roma, 25 giugno 2022 – Anche quest’anno il 25 giugno ricorre il Vitiligo Day, che si svolgerà in Messico, sotto la guida del Professor Jorge Ocampo Candiani. 

Il vitiligo Day nasce per sensibilizzare alla Vitiligine.

Con il tempo però è diventato simbolo della lotta al bullismo, dell’abbandono sociale, del trauma psicologico di quasi 100 milioni di persone

Questa manifestazione annuale è iniziata nel 2011 e la data scelta in onore del cantante Michael Jackson, deceduto appunto, il 25 Giugno 2009. 

Il famoso cantante è stato un emblema di questa condizione, che colpisce circa lo 0,2 – 5% della popolazione mondiale.

MA CHE COS’È LA VITILIGINE

La vitiligine è una condizione che causa la perdita di colore della pelle in alcune aree. 

Le aree scolorite di solito diventano più grandi con il tempo. La condizione può colpire la pelle in qualsiasi parte del corpo. Può colpire anche i capelli e l’interno della bocca.

Di norma il colore dei capelli e della pelle è determinato dalla melanina. Quando le cellule che producono melanina smettono di funzionare o muoiono allora si manifesta la vitiligine. 

La vitiligine colpisce persone di tutti i tipi di pelle, ma può essere più evidente nelle persone con pelle marrone o nera. 

La malattia non è pericolosa per la vita o infettiva però ha ripercussioni a livello psicologico sulla persona che ne è affetta. 

Il trattamento per la vitiligine può ridare colore alla pelle colpita. Ma non impedisce la continua perdita di colore della pelle o una recidiva.

SINTOMI

I sintomi della vitiligine includono:

– perdita a chiazze di colore della pelle, che di solito compare per la prima volta su mani, viso e aree intorno alle aperture del corpo e ai genitali

– sbiancamento prematuro o incanutimento dei capelli sul cuoio capelluto, ciglia, sopracciglia o barba

– perdita di colore anche all’interno della bocca e del naso 

La vitiligine può iniziare a qualsiasi età, ma di solito compare prima dei 30 anni.

A seconda del tipo di vitiligine che hai, lo scolorimento può interessare:

– quasi tutte le superfici della pelle,  questo tipo viene chiamato vitiligine universale 

– molte parti del corpo, vitiligine generalizzata, le macchie scolorite spesso progrediscono in modo simile sulle parti del corpo corrispondenti 

– solo un lato o una parte del corpo, questo tipo, chiamato vitiligine segmentale, tende a manifestarsi in età più giovane, progredire per un anno o due, quindi fermarsi

– una o solo alcune aree del corpo, vitiligine localizzata

– il viso e le mani, questo tipo, chiamato vitiligine acrofacciale, colpisce viso, mani e le aperture del corpo, come occhi, naso e orecchie

È difficile prevedere come progredirà questa malattia. A volte i cerotti smettono di formarsi senza trattamento. 

In quasi tutti i casi di vitiligine la perdita di pigmento si diffonde e infine coinvolge la maggior parte del corpo. Occasionalmente, la pelle riprende il suo colore.

TRATTAMENTO

La scelta del trattamento dipende:

  • dall’età del paziente 
  • quanta pelle è coinvolta e dove 
  • quanto velocemente la malattia sta progredendo 
  • come sta influenzando la tua vita

Sono disponibili farmaci e terapie a base di luce per aiutare a ripristinare il colore della pelle o uniformare il tono della pelle, anche se i risultati variano e sono imprevedibili. 

Se il paziente e il medico decidono di trattare la condizione con un farmaco, un intervento chirurgico o una terapia, il processo potrebbe richiedere molti mesi per valutarne l’efficacia. 

Inoltre è probabile che si debba ricorrere a più di un trattamento o combinare due approcci prima di trovare la soluzione adatta. 

Anche se il trattamento ha successo per un po’, i risultati potrebbero non durare o potrebbero apparire nuovi cerotti. 

Il medico può raccomandare un farmaco applicato sulla pelle come terapia di mantenimento per aiutare a prevenire le ricadute.

CONCLUSIONI

Come abbiamo visto la Vitiligine è una malattia insidiosa che sebbene non sia mortale provoca ripercussioni a livello psicologico.

Il Vitiligo day pertanto è un giorno importante per sensibilizzare non solo alla malattia ma anche a tutte le conseguenze che essa porta. A livello psicologico e a livello sociale.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con gli specialisti del Centro Medico Unisalus. 

Riferimento video: Dottoressa Marina Fantato World Vitiligo Day su https://www.youtube.com/watch?v=wsYWR6lyTwE&t=20s

Riferimento Immagini: ecco alcune foto di pazienti con Vitiligine post trattamento con gli esperti di Unisalus

Debranding: ecco perché le grandi aziende stanno “snellendo” i loghi

Roma, 9 maggio 2022 – Che si abbia una grande o una piccola azienda, già presente sul mercato da anni, prima o poi è da affrontare il tema del rebranding. Ossia un restyling del proprio logo aziendale e tutta l’immagine coordinata che sta dietro alle aziende vincenti.

Realizzare un logo vincente è spesso complesso e frutto di settimane di lavoro e studio. Così è stato e sempre sarà così.

Tuttavia le grande aziende stanno sperimentando un nuovo approccio al restyling del proprio marchio che può essere considerato una vera e propria rivoluzione. Stiamo parlando del Debranding.

Ma di cosa si tratta?

Vediamolo insieme, grazie ad una guida creata dagli esperti di comunicazione della Prodice, Web Agency milanese.

COSA SIGNIFICA DEBRANDING?

Fare debranding significa snellire un brand portandolo ad una forma davvero minimal, ma ancora comprensibile per i propri utenti. Il marchio resterà sempre riconoscibile per il proprio pubblico, ma è un po’ come se lo si avesse messo a dieta.

In un concetto molto più ampio del termine il Debranding puro è la spersonalizzazione totale del brand al fine di renderlo qualcosa di nuovo, ma sempre riconducibile al vecchio marchio. Questo al fine di “mascherarsi” all’interno del mercato di riferimento ormai sovrastimolato dalla pubblicità del tuo brand e quindi sovraccarico.

COME MAI LE AZIENDE STANNO DEBRANDIZZANDO

Perché la gente è invasa da pubblicità. Da tutti i fronti. Se sei un’azienda che investe tanto denaro in investimenti pubblicitari tradizionali e attività di web marketing da ormai tanti anni con lo stesso marchio si dovrebbe pensarci anche tu.

Le persone dopo un po’ tendono infatti a soprassedere su una pubblicità già vista e ad un marchio al quale sono costantemente esposti. Ma provano attrazione per le cose nuove, diverse.

Attenzione soltanto che non diventi un’arma a doppio taglio però. Perché un brand che ha costruito la fiducia col suo pubblico è giusto che non si spersonalizzi, ma continui a cavalcare l’onda. Per questo motivo è fondamentale scegliere anche il timing giusto di quando iniziare la nostra opera di debrandizzazione.

COMODITÀ DIGITALE E OFFLINE

Un altro elemento da tenere in considerazione, parlando di debranding è anche la comodità di avere un logo più snello.

Sappiamo che in tema di siti web si è ormai quasi completata la necessaria transizione verso il concetto di mobile first. Il traffico web passa ormai per la maggior parte da smartphone e tablet.

Quando realizzi il tuo sito internet dovrà essere facilmente fruibile da questi devices. Un logo “ciccioso” e carico di informazioni (nome, disegno, claim) risulta perciò un po’ contrastante con l’obiettivo di rendere facile la navigazione da cellulare.

Ma anche per quanto riguarda la comunicazione offline, quindi brochure, biglietti da visita, cartellonistica, cataloghi. Un logo minimal permette di recuperare più spazio. Inoltre, cosa non meno importante, permette al proprio utente di concentrarsi sul  messaggio e non sul tuo brand. Le persone non stanno più cercando l’eroe, ma sono interessati alle storie degli eroi.

AZIENDE FAMOSE CHE STANNO DEBRANDIZZANDO

Nel momento in cui stiamo scrivendo il processo di debranding è iniziato già da parecchio tempo e molte aziende famoso hanno deciso di fare “barba e capelli” al proprio logo.

Ecco alcuni degli esempi più famosi che nel recente periodo hanno deciso di fare un restyling del brand tagliano invece di aggiungere:

Pringles

Volkswagen

Godaddy

Airbnb

Kia

Pfizer

Foursquare

A dimostrazione che il debranding è una necessità oggi sentita da sempre più aziende.

 

Ovaio Policistico: una sindrome complessa dell’universo femminile

Cos’è l’ovaio policistico? Scopriamolo insieme con l’aiuto dei dottori del Centro Medico Unisalus di Milano…

Milano, 2 maggio 2022 – La sindrome dell’ovaio policistico è un disturbo ormonale comune che colpisce le donne in età riproduttiva. Le donne affette da tale condizione possono avere cicli mestruali rari o prolungati oppure livelli eccessivi di ormoni maschili (androgeni). Le ovaie, poi, possono sviluppare numerose piccole raccolte di liquido (follicoli) e non produrre regolarmente uova. 

La causa esatta della sindrome è sconosciuta. La diagnosi precoce e il trattamento possono ridurre il rischio di complicanze a lungo termine come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiache. 

Le pillole anticoncezionali e i farmaci per il diabete possono aiutare a correggere lo squilibrio ormonale e a migliorare i sintomi. 

Approfondiamo i sintomi, le cause e le possibili cure insieme ai dottori del Centro Medico Unisalus di Milano.

SINTOMI DELL’OVAIO POLICISTICO

I sintomi della sindrome dell’ovaio policistico spesso si sviluppano durante la tarda adolescenza o all’inizio dei 20 anni. A volte si sviluppa anche più tardi in risposta a un aumento di peso sostanziale. 

I sintomi possono includere: 

  • periodi irregolari o mancanza di ciclo mestruale. Se soffri di ovaio policistico, potresti avere meno di 9 cicli all’anno con più di 35 giorni tra i periodi
  • cicli mestruali abbondanti
  • difficoltà a rimanere incinta a causa dell’ovulazione irregolare o della mancata ovulazione
  • crescita eccessiva di peli (irsutismo). Solitamente su viso, petto, schiena, glutei
  • aumento di peso
  • diradamento o caduta dei capelli
  • pelle grassa o acne

Per avere maggiori informazioni su questo disturbo, leggi questo articolo sull’ovaio policistico scritto dai medici del Centro Medico Unisalus.

LE CAUSE DELL’OVAIO POLICISTICO

Non si conosce la causa esatta della sindrome dell’ovaio policistico. 

Tuttavia, i medici del Centro Medico Unisalus dicono che i fattori che potrebbero avere un ruolo nel suo sviluppo sono: 

  • insulina in eccesso. L’insulina è l’ormone prodotto nel pancreas che consente alle cellule di metabolizzare gli zuccheri. Se le tue cellule divengono resistenti all’azione dell’insulina, i livelli di zucchero nel sangue possono crescere e il tuo corpo potrebbe generare più insulina. L’eccesso di insulina, a sua volta, potrebbe aumentare la produzione di androgeni, causando difficoltà con l’ovulazione
  • infiammazione cronica di basso grado. Si riferisce alla produzione di sostanze da parte dei globuli bianchi per combattere le infezioni. Gli studi hanno dimostrato che le donne con sindrome dell’ovaio policistico hanno un tipo di infiammazione cronica di basso grado che stimola l’ovaio policistico a produrre androgeni. Ciò può portare a problemi al cuore e ai vasi sanguigni
  • ereditarietà. La ricerca suggerisce che alcuni geni potrebbero essere legati alla sindrome dell’ovaio policistico
  • androgeni in eccesso. Le ovaie producono livelli anormalmente elevati di androgeni, con conseguenti irsutismo e acne

LE COMPLICAZIONI DELL’OVAIO POLICISTICO

Le complicazioni che può portare la sindrome dell’ovaio policistico possono includere: 

  • infertilità 
  • diabete gestazionale o ipertensione indotta dalla gravidanza
  • aborto spontaneo o parto prematuro
  • steatoepatite non alcolica (grave infiammazione del fegato causata dall’accumulo di grasso nel fegato stesso)
  • sindrome metabolica (insieme di condizioni tra cui ipertensione, glicemia alta e livelli anormali di colesterolo o trigliceridi che aumentano significativamente il rischio di malattie cardiovascolari) 
  • diabete di tipo 2 o prediabete
  • apnea notturna
  • depressione, ansia e disturbi alimentari
  • sanguinamento uterino anormale
  • cancro del rivestimento uterino (cancro dell’endometrio)
  • obesità

IL TRATTAMENTO DELL’OVAIO POLICISTICO

Non esiste una cura per la sindrome dell’ovaio policistico. 

Tuttavia, i sintomi possono essere curati. 

Infatti, se soffri di ovaio policistico e sei in sovrappeso, perdere massa grassa e seguire una dieta sana ed equilibrata può migliorare alcuni sintomi. 

Sono anche disponibili medicinali per trattare sintomi come crescita eccessiva di peli, mestruazioni irregolari e problemi di fertilità. 

Se i farmaci per la fertilità non sono efficaci, può essere raccomandata una semplice procedura chirurgica chiamata perforazione ovarica laparoscopica. Ciò comporta l’uso del calore o di un laser per distruggere il tessuto delle ovaie che produce androgeni. Con il trattamento, la maggior parte delle donne affette da sindrome dell’ovaio policistico è in grado di rimanere incinta. 

 

 

Come scrivere un piano editoriale: i 7 errori da non fare

Milano, 15 aprile 2022 – Quando parliamo di web marketing il piano editoriale deve essere uno dei pilastri su cui fondare la nostra strategia. Che si tratti di un piano per i social media oppure per l’uscita di nuovi articoli per il tuo blog, devi sempre avere un piano di azione già definito in tutti i minimi dettagli. Se riesci a coprire almeno un mese di contenuti sei già sulla buona strada.

Qualche mese in più ancora meglio. Ma attento a non esagerare. Ci sono infatti molti settori commerciali in cui le cose cambiano velocemente e un piano a lungo termine non è la mossa vincente.

Ora vediamo come dovresti strutturare un piano, integrarlo nella tua strategia di marketing, anche in ottica SEO e rafforzamento del tuo brand.

Piano editoriale per i il blog

Quando scrivi articoli per il tuo blog, puoi anche andare a caso. Certo. Ma non è una mossa furba da parte tua. La prima cosa che ti consiglio è quella di pianificare per bene i contenuti in base anche alla stagionalità.

Faccio un esempio semplice. Marzo è il mese della primavera e in quel periodo cominciano le allergie. Se vuoi proporre dei test allergici per la tua farmacia, non conviene scrivere questo tipo di contenuto a novembre.

Pianifica i giorni. Scegli quanti articoli scrivere a settimana. Uno? Due? Tre? Tutti i giorni? L’importante è essere costanti e creare un circuito in cui il tuo pubblico viene a leggere quando sa che solitamente pubblichi una novità. In questo modo stai fidelizzando il tuo pubblico.

Inoltre non lasciare “buchi” troppo grandi nella pubblicazione. Se non pubblichi da più di un mese perché le persone dovrebbero tornare sul tuo blog? E se non lo fanno gli utenti perché dovrebbero farlo i motori di ricerca? Questo un consulente seo ha il dovere di dirtelo, perché è uno dei fattori che incide sul posizionamento sui motori di ricerca.

Se lavori anche sui social media devi integrare il piano editoriale per il blog e fare in modo che si parlino tra di loro. Se sai che il lunedì pubblichi delle curiosità e il venerdì pubblichi degli informativi sui tuoi prodotti, saprai che ogni lunedì e venerdì pubblicherai questo sui tuoi social per spingerlo.

Se sul social media pubblichi con più costanza (magari tutti i giorni), avrai modo di approfondire gli altri argomenti che non hai toccato sul tuo blog.

Piano per i social media

Vale lo stesso di cui sopra, ma con alcune varianti. Questo perché i social media sono tanti. Milioni di milioni. Per questo motivo il primo passaggio è decidere quali social utilizzerai e come.

Per semplificare, soprattutto con la suite META, puoi fare in modo che il tuo contenuto venga pubblicato uguale e allo stesso momento su Instagram e Facebook pianificando data e orario di uscita.

Questa è una buona strategia se hai fretta, non hai le risorse o se comunque il tuo pubblico è molto simile per entrambe le risorse. Questo è uno dei sette errori che vedremo. Infatti non sempre il pubblico dei diversi social è uguale.

Infatti è molto probabile che tu debba proporre dei contenuti diversi a seconda che stai parlando con il popolo di Facebook, quello di Instagram o quello di LinkedIn e Pinterest per essere davvero efficace.

Mi raccomando. Fatto il piano cerca anche di programmare in anticipo i post con gli strumenti che abbiamo a disposizione dai diversi social. Questo è infatti un altro dei setti gravi errori che commettiamo facendo un piano editoriale.

Calendario vs Piano editoriale

Un piccolo spazio dedichiamolo ad un errore semantico che spesso facciamo. Il Calendario editoriale non è il piano editoriale. Calendario significa pubblico giovedì e sabato e ho già pronti gli argomenti.

Piano significa, ho studiato il mio pubblico, ho studiato i miei competitor e in base al mese di riferimento ho capito che i migliori temi su cui puntare sono questi. Ho deciso che le migliori piattaforme su quel tema sono queste. Infine ho deciso come integrare tra di loro le varie pubblicazioni e lo strumento migliore: video, audio, testuale, immagine.

I 7 errori da non fare

Insieme ai ragazzi di Prodice Srl web agency a Milano abbiamo raccolto i 7 errori da non fare quando ti prepari il tuo piano di battaglia. Ecco qui:

  1. Pianificare senza programmare: sai che ad aprile hai 8 post da fare martedì e giovedì? Programma e non dire, ok oggi e martedì devo pubblicare.
  2. Non prendere in considerazione il tuo pubblico: i tuoi follower si aspettano da te tanti video e tu gli pubblichi le foto? Beh che altro dire.
  3. Gli hashtag a che mi servono: a molto per prendere pubblico con interesse simile. Quindi non metterne mille a caso ma studia quelli giusti.
  4. Non centrare il target: probabilmente in Africa la stufetta elettrica non serve, così come ai famosi Eschimesi non serve il frigorifero
  5. Copiare: bellissimo il tuo Contenuto!!! Peccato che l’ho già visto… vabbè passo oltre.
  6. Sbagliare il taglio/tono del messaggio: hahaha… no, non c’ molto da ridere su questo argomento.
  7. Demordere: sarà dura.. durissima… di più! Ma se hai un buon piano non mollare, dopo la semina arriva il raccolto.

 

Psoriasi: le risposte alle domande più frequenti

La psoriasi è una malattia della pelle ancora poco conosciuta: ecco le risposte alle domande più frequenti

Milano, 11 aprile 2022 – Inizia tutto con una piccola macchia sul gomito o sulle ginocchia. “Nulla di preoccupante”, hai pensato. Ma poi la macchia si è ingrandita. Vai dal dottore. Ti manda da un dermatologo e poi ecco che arriva la diagnosi: Psoriasi

In Italia quasi 3 milioni di persone in età compresa tra i 15 e i 45 anni soffrono di psoriasi. 

La psoriasi è una patologia cronica autoimmune e in genere si manifesta con aree di pelle rosse o rosa spesse e squamose.

In questo articolo andremo ad analizzare questa patologia con gli esperti dermatologi del Centro Psoriasi Milano rispondendo a 7 domande frequenti.

QUALI SONO I SINTOMI?

I sintomi della psoriasi cambiano da persona a persona. Spesso vanno e vengono, migliorando e peggiorando periodicamente. 

In alcuni casi la psoriasi può sparire per anni e rimanere in remissione. 

I sintomi di chi ne è affetto, poi, in genere peggiorano durante i mesi invernali più freddi. Nei mesi e nei climi più caldi o con una maggiore esposizione alla luce solare, invece, chi soffre di questa patologia riferisce un miglioramento della pelle.

I sintomi più comuni sono:

  • macchie rosse di pelle ricoperte da squame spesse e argentate
  • piccoli punti di ridimensionamento (comuni nei bambini)
  • pelle secca e screpolata che causa sanguinamento o prurito
  • prurito, bruciore o indolenzimento
  • unghie ispessite, bucherellate o rigate
  • articolazioni gonfie e rigide

LA PSORIASI PUÒ ESSERE CURATA?

A oggi non esiste soluzione definitiva per la psoriasi. Però i sintomi possono essere trattati e gestiti per migliorare la qualità della vita. 

Inoltre, la psoriasi può andare in remissione e non manifestare sintomi.

QUAL È IL TRATTAMENTO PER LA PSORIASI?

La psoriasi può essere trattata in diversi modi che aiutano a controllare i sintomi:

  • creme 
  • fototerapia
  • farmaci

Questi trattamenti mirano a ridurre la velocità della crescita delle cellule e a rimuovere le squame.

Il tipo di trattamento dipende da quanto è grave la psoriasi. 

A volte occorre provare più terapie prima di arrivare ad un giusto approccio. 

Ecco i principali trattamenti: 

  • microfototerapia protocollo Ratokderm 
  • corticosteroidi 
  • forme sintetiche di vitamina D
  • retinoidi
  • inibitori della calcineurina
  • acido salicilico
  • catrame di carbone 
  • terapia di Goeckerman 
  • luce solare 
  • psoraleni più ultravioletti A (PUVA) 

LA PSORIASI È CONTAGIOSA?

In questo articolo vogliamo anche rassicurarvi sul fatto che la psoriasi non è contagiosa.

Le chiazze squamose che essa provoca non si trasmettono infatti a un’altra persona. 

La persona affetta da psoriasi in nessun modo può infettarne un’altra nemmeno tramite contatto pelle a pelle. 

LA PSORIASI È EREDITARIA?

Sì, la psoriasi è ereditaria. Le statistiche parlano chiaro. 

Avere uno o entrambi i genitori con la psoriasi aumenta le probabilità di trasmetterla al figlio. 

I bambini che hanno almeno un genitore affetto da psoriasi hanno il 16% di possibilità in più di sviluppare questa patologia.

Mentre i bambini nati con entrambi i genitori affetti da psoriasi hanno il 50% di possibilità di svilupparla.

 

QUALI TIPI DI PSORIASI ESISTONO?

Esistono molti tipi diversi di psoriasi:

  • a placche
  • guttata
  • pustolosa
  • inversa 
  • eritrodermica

Vediamole più nel dettaglio.

La psoriasi a placche è la forma più comune e le macchie sono costituite da placche rosse e ispessite.

La psoriasi guttata si presenta con piccole gocce rosa salmone o rosse sulla pelle. 

Nella psoriasi pustolosa compaiono prominenze in rilievo piene di pus. 

La psoriasi inversa, invece, appare come chiazze lisce di colore rosso vivo nelle pieghe della pelle. 

Infine, la psoriasi eritrodermica è uno sfogo epidermico di colore rosso vivo, pruriginoso e desquamato che copre la maggior parte del corpo.

DOVE CURARE LA PSORIASI A MILANO

A Milano tra i  centri più adatti troviamo il Centro Psoriasi Milano, che è specializzato nel trattamento e nella cura della patologia, in cui è disponibile un team di esperti che analizzerà e valuterà attentamente il proprio caso. 

Si trova vicino la stazione Centrale in via G.B. Pirelli 16/B ed è facilmente raggiungibile sia in treno che in metro.

 

Vitiligine, come trattarla con il Protocollo Ratokderm

Milano, 7 aprile 2022 – La vitiligine è una condizione che riguarda circa l’1% della popolazione mondiale, e tra lo 0,7% e l’1% della popolazione italiana. Questa malattia non è pericolosa per la vita né tantomeno contagiosa.

Purtroppo le persone che ne sono affette spesso sono vittime di discriminazioni e questo sfocia in ansia sociale, condizione che può provocare depressione. Questa condizione psicologica peggiora il decorso della malattia.

Ad oggi non esiste una cura definitiva ma esistono numerosi trattamenti.

Oggi parliamo della vitiligine insieme ai Dermatologi del Centro Medico Unisalus di Milano.

VITILIGINE: COS’È

La vitiligine è una condizione per la quale si ha la perdita di colore della pelle a chiazze. Questo avviene perché le cellule che producono melanina, che è la responsabile del colore della pelle e dei capelli, muoiono o smettono di funzionare.

Questa patologia colpisce persone con tutti i tipi di pelle ma è più evidente nelle persone con la pelle scura. Le chiazze scolorite in genere diventano più grandi con il passare del tempo.

Questa condizione può colpire tutte le aree del corpo, compresi l’interno della bocca e i capelli. È bene sottolineare che la pelle nelle macchie è più delicata pertanto più sensibile ai raggi solari. Infatti si consiglia l’uso di creme ad alto fattore protettivo in caso di esposizione al sole.

SINTOMI

Il sintomo principale della vitiligine è sostanzialmente la perdita di colore a chiazze sulla pelle. In genere inizia su mani, viso e aree intorno bocca e occhi. A volte può presentarsi sul cuoio capelluto con conseguente perdita di colore anche nei capelli. La vitiligine può portare anche allo scolorimento di ciglia, sopracciglia e barba. 

Le chiazze quando compaiono sono piccole e di un rosa pallido. Man mano che passa il tempo, poi, aumentano di grandezza e il colore diventa bianco. Possono presentare bordi regolari o irregolari. Questa condizione non porta altre conseguenze, come secchezza della pelle, ma a volte le macchie possono causare prurito.

CAUSE

La vitiligine è una malattia autoimmune. Nelle malattie autoimmuni il sistema immunitario non attacca i virus ma le cellule del tuo corpo. In questo caso i melanociti che sono i produttori di melanina. 

Inoltre, la vitiligine è associata ad altre patologie autoimmuni come l’ipertiroidismo, ma non tutti coloro che hanno la vitiligine sviluppano anche questa condizione. 

I ricercatori stimano che vi sono dei fattori di rischio e questi sono: 

  • predisposizione genetica
  • se un’altro membro della tua famiglia ha una malattia autoimmune
  • presenza di una malattia autoimmune
  • un melanoma o un linfoma non Hodgkin 

TIPI DI VITILIGINE 

Esistono due tipi di vitiligine principali:

  • bilaterale
  • segmentale

La vitiligine bilaterale rappresenta circa il 90% di tutti i tipi di vitiligine e consiste nell’apparizione di macchie simmetriche su entrambi i lati del corpo. 

Invece, la vitiligine segmentale è meno frequente e colpisce più spesso i bambini. Infatti 3 bambini su 10 presentano questo tipo. In questa tipologia le macchie colpiscono solo un’area del corpo. 

PUÒ PEGGIORARE?

La vitiligine ancora non si conosce a fondo, ma in linea generale possiamo affermare che il processo non si arresta. 

Infatti, in alcuni soggetti questa malattia progredisce più velocemente e in altri  invece lentamente. In altri ancora le macchie si estendono a seguito di periodi di forte stress. In linea di massima, comunque, questo disturbo è progressivo. 

CURE E TRATTAMENTI

La vitiligine non ha una cura definitiva. Infatti, una volta comparse le macchie si può ritardare la crescita e ridurre la differenza di colore con la pelle sana.

I trattamenti più comuni si svolgono con lampade a ultravioletti, ma esistono anche cure topiche a base di creme e farmaci. Inoltre è possibile intervenire anche chirurgicamente se le cure con creme o fototerapia non si mostrano efficaci.

Un trattamento particolarmente efficace e senza controindicazioni è senza dubbio la Microfototerapia Protocollo Ratokderm.

Il Protocollo Ratokderm eseguito presso il Centro Medico Unisalus a Milano è considerato molto efficace, poco invasivo e non prevede l’assunzione di farmaci.

In più, durante le sedute vengono colpite solo le zone interessate, quindi senza irradiare la cute sana. 

Una soluzione efficace, da prendere sicuramente in considerazione da chi è affetto oggi da vitiligine.

 

 

Peli superflui: 5 motivi per preferire l’epilazione laser alla ceretta

Roma, 1 aprile 2022 – Ti chiedi perché dovresti scegliere la depilazione laser? Se sei il tipo di persona che trova la ceretta o la depilazione col rasoio fastidiose quando si tratta di rimuovere peli superflui, è probabile che l’epilazione laser sia la risposta a tutti i tuoi problemi. 

La tecnologia offre una valida alternativa a rasoio, ceretta o creme depilatorie: l’epilazione laser. I metodi tradizionali di depilazione sono efficaci per rimuovere i peli, ma solo temporaneamente. Il laser, invece, è efficace, efficiente e fornisce una soluzione a lungo termine per rimuovere i peli superflui. Può essere, inoltre, eseguita su qualsiasi parte del corpo.

Sebbene questo metodo non elimini completamente i peli, ne riduce drasticamente il numero su una determinata area. Così, quando ricresceranno, saranno più leggeri, più fini e in numero inferiore. 

Proviamo a capirne di più  parlando con gli esperti di Laserterapia del Centro Medico Unisalus di Milano, riassumendo i 5 maggiori vantaggi della depilazione laser. 

RISPARMI TEMPO E DENARO 

Potresti pensare che una sessione di epilazione laser sia più costosa di una seduta di ceretta. Può sembrare, ma la depilazione laser può darti una soluzione quasi permanente a differenza della ceretta che devi fare ogni mese.

Inoltre, durante la depilazione laser ogni follicolo pilifero deve essere mirato con un raggio di luce intenso e pulsante. Nonostante le sessioni possano richiedere fino a un’ora, a lungo termine perderai molto meno tempo per la depilazione. 

Infatti non avrai più bisogno di raderti ogni giorno, a giorni alterni, ogni settimana od ogni mese. 

 

ELIMINA I PELI INCARNITI

Un altro vantaggio dell’epilazione laser è che riduce il rischio di peli incarniti. Questi appaiono come piccole protuberanze rosse che possono essere piene di pus, essere pruriginose, dolorose o dolenti al tatto. 

La depilazione laser eviterà che i peli crescano all’interno della pelle. Con questo trattamento, infatti, il follicolo pilifero viene inibito alla radice in modo che sia molto meno probabile che cresca.

PROVI MENO DOLORE

Fare la ceretta è un’esperienza dolorosa. Anche la rasatura non è migliore, potresti infatti provocarti tagli e graffi. 

Per evitare queste esperienze dolorose, opta per la depilazione laser. Questo trattamento ha una fase di raffreddamento per fornire protezione alla pelle e offrirti un’esperienza rilassante e indolore. 

TI PERMETTE DI PRENDERTI CURA DELLA TUA PELLE

La rimozione dei peli del corpo a lungo termine consente di idratare, trattare e lavare la pelle in modo più efficace. Ciò eviterà che la pelle si secchi, diventi troppo grassa od ostruita dai batteri diminuendo, così, il rischio di desquamazione e acne. 

OFFRE RISULTATI PIÙ DURATURI

Uno dei motivi per cui l’epilazione laser è più conveniente della rasatura o della ceretta è perché semplicemente dura più a lungo.

Dopo aver completato tutto il ciclo, difatti, avrai il 90% di peli in meno sulle aree trattate in maniera semipermanente. Potrebbe essere poi necessaria una sessione di mantenimento annuale. Ma i risultati durano molto più a lungo di pochi giorni o di una settimana (durata delle altre alternative). 

 

Salute: l’importanza di programmare la visita dal dentista

Milano, 30 marzo 2022 – Spesso siamo abituati a rimandare l’appuntamento dal dentista, fino a quando il problema non è ormai diventato grave. Questa è chiaramente una cattiva abitudine che dobbiamo modificare, anche perché un problema dentale rimandato potrebbe costarci davvero caro. Anche in termini economici. 

Ci sono anche altri aspetti da valutare, quali ad esempio l’effettiva disponibilità del dentista, che potrebbe non avere posto proprio quando tu ne hai ormai urgente bisogno.

Allora vediamo perché non dovresti fare l’errore di rimandare la visita dal dentista per troppo tempo.

Da sempre la visita dentistica spaventa grandi e piccini. Per qualche esperienza negativa passata o per paura del dolore che si prova. 

Ma anche la mancanza di tempo e impegni quotidiani ci portano a rimandare di continuo il controllo. Spesso, con conseguenze anche gravi. Come già detto, ritardare una visita dal dentista può costarci caro nel lungo periodo. Qualunque sia il motivo, quindi, è bene non procrastinare.

Cosa succede se rimandi? 

La bocca è una delle parti del nostro corpo più esposte a batteri e microbi per l’introduzione di cibi e bevande. Questo, abbinato a una scarsa igiene orale, può provocare disturbi anche gravi.  

Tra le patologie più frequenti in cui possiamo incorrere se non andiamo dal dentista annoveriamo la carie.

Carie Dentale

La carie è la patologia più diffusa che ci perseguita fin da bambini. 

Infatti, può manifestarsi sia sul dente da latte che sul dente adulto. È anche recidiva, ossia può presentarsi più volte sullo stesso dente.

Che cos’è la carie

La carie è provocata dai batteri ingeriti tramite il cibo che fermentano e producono la placca, una sostanza gelatinosa ed acida che va a ricoprire il dente. 

La scarsa igiene orale quindi può portare alla comparsa, o alla ricomparsa, della carie. 

Se non viene trattata nei primi mesi, da carie di primo grado può trasformarsi, attraverso vari gradi, fino a una di quarto grado. A questo stadio, provoca quel forte dolore ai denti che tutti conosciamo.

Gradi della carie 

Il processo carioso ha, quindi, diversi gradi. 

Durante il primo grado della carie, i batteri erodono lo smalto dentale e creano dei minuscoli forellini.

Da questi forellini i batteri arrivano alla parte più interna, la dentina, che è meno resistente dello smalto esiste . Perciò aumenta la loro distruttività. Si arriva così alla carie di secondo grado.

Continuando il loro percorso distruttivo i batteri arrivano alla polpa dentale, dove sono presenti anche nervetti e vasi sanguigni. Inizia ora la carie di terzo grado

Il dente adesso è ampiamente infetto e i batteri possono arrivare alla parte ossea compromettendo tutta la struttura dentale. Abbiamo così la carie di quarto grado.

Tipi di carie

La carie dentale è classificata in: 

acuta (si sviluppa in meno di un anno)

cronica (ha un’evoluzione lenta e costante nell’arco di un paio di anni) 

recidivante (si ripresenta se non curata correttamente) 

Inoltre, la carie è suddivisa in: 

secca o arrestata. Si ferma ai primi stadi o ha un’evoluzione così lenta da sembrare ferma

della corona. Aggredisce la parte superiore del dente ed è facilmente diagnosticabile

della cervicale. Si genera nel colletto del dente, vicino alla gengiva e spesso può portare ad altre patologie come gengivite o parodontite 

del cemento. Riguarda la radice del dente e si genera in persone dall’età avanzata

interdentale. Colpisce lo smalto nello spazio tra due denti vicino la gengiva

centrale. Prolifica all’interno del dente, svuotandolo completamente e finché il dente marcio non regge più alla pressione e si rompe

dei denti da latte. La carie nei bambini, anche chiamata carie da biberon

Cosa succede se non si cura 

La carie, come già anticipato, è molto diffusa. Non deve essere sottovalutata però, perché può portare a complicazioni anche gravi. 

Infatti, se non curata in tempo, causa la distruzione del dente provocando dolori lancinanti. Può anche portare allo sviluppo di patologie più gravi.

Prevenzione

La prevenzione quindi è la soluzione migliore. Adottando pochi semplici accorgimenti, possiamo evitare la formazione di carie. 

Innanzitutto, è necessario praticare una buona igiene orale da affiancare a controlli periodici dal dentista. Anche seguire una corretta alimentazione può evitare l’insorgere di questa problematica. 

Gli esperti del Centro Dentistico Unisalus, studio odontoiatrico di eccellenza a Milano, hanno collaborato per la stesura di questo articolo. Questo centro ha la particolarità di essere aperto anche ad agosto, ma il nostro consiglio è di effettuare una visita ben prima delle vacanze, per evitare fastidiose sorprese al mare.

Operatore socio sanitario: quando e come scegliere un OSS

Roma, 25 marzo 2022 – L’Assistenza Domiciliare Integrata è un insieme di servizi offerti a persone fragili che necessitano di assistenza e cure al proprio domicilio

Diverse figure operano all’interno dell’assistenza domiciliare integrata, ma oggi vogliamo parlare in particolare degli OSS, meglio conosciuti come Operatori Socio-Sanitari.

Cos’è l’assistenza domiciliare integrata?

L’ADI è un modello di cura erogata a domicilio e rivolto a persone totalmente o parzialmente non autosufficienti. 

Si caratterizza dall’azione coordinata ed integrata di operatori sanitari e sociali come infermieri, fisioterapisti e, appunto, gli OSS.

Il servizio ha lo scopo di ridurre i ricoveri ospedalieri tramite un programma terapeutico e assistenziale concordato con il medico di medicina generale, il centro medico ed eventualmente i medici della struttura dimissionaria. 

A chi si rivolge e quali servizi vengono erogati?

Il servizio è rivolto a persone non autosufficienti e impossibilitate ad uscire dal proprio domicilio per recarsi presso enti e strutture mediche di riferimento.

Oltre a servizi di assistenza  infermieristica e assistenza fisioterapica vogliamo evidenziare il servizio di assistenza sociosanitaria, svolta da operatori professionali e qualificati, come gli OSS.

L’assistenza sociale include le seguenti attività:

  • cura e igiene della persona
  • aiuto nell’assunzione e somministrazione dei pasti
  • supporto nella deambulazione, mobilizzazione e vestizione
  • riabilitazione ortopedica e/o neurologica con finalità di recupero funzionalità
  • addestramento caregiver alle tecniche di base per la cura e igiene della persona
  • valutazione multidimensionale, addestramento paziente/caregiver alle tecniche di mantenimento
  • terapie riabilitative secondo indicazioni del PRI redatto da uno specialist 

Chi è l’OSS?

Vediamo ora chi è l’OSS e cosa fa.

L’OSS è il professionista che possiede le competenze necessarie ad agevolare la persona non autonoma nello svolgimento delle attività quotidiane.

L’operatore socio sanitario svolge la sua attività di cura e assistenza non solo con persone che hanno una difficoltà fisica, ma anche con chi soffre di una patologia psichica.

Infine, l’OSS deve essere in grado di instaurare un rapporto di empatia e di fiducia con l’assistito. Solo in questo modo, infatti, può riuscire a capire fino in fondo il suo disagio e a fornire un’assistenza migliore. 

Cosa fa l’operatore socio sanitario?

L’OSS effettua trattamenti tramite l’utilizzo di semplici apparecchi medicali, tramite i quali, ad esempio, rileva i parametri vitali, oltre a svolgere medicazioni e prestazioni sanitarie di base.

L’operatore socio sanitario stimola le capacità espressive e psicomotorie degli ammalati, li aiuta nell’assunzione di farmaci, nell’igiene personale, nella vestizione, nella deambulazione e nell’assunzione di cibi.

Riordina, poi, gli ambienti domestici e provvede alla loro sanificazione.

Inoltre, procede con la disinfezione, sterilizzazione, decontaminazione degli strumenti e dei presidi sanitari che utilizzano infermieri o fisioterapisti.

Per la stesura di questo articolo si ringraziano gli operatori socio-sanitari del Centro Medico Unisalus a Milano.

 

Allergie di Primavera: 8 consigli per sopravvivere

Roma, 24 marzo 2022 – La primavera è arrivata e con lei anche le immancabili allergie legate alla nuova stagione.

Quando pensiamo alla primavera, immaginiamo i fiori che sbocciano, il bel tempo, l’aria aperta, le temperature più calde. Ma per molti “primavera” è purtroppo anche sinonimo di “allergie stagionali”.

Se sei uno dei 10 milioni di italiani che soffrono di allergie stagionali o asma, potresti trovare molto meno piacevole la primavera.

I sintomi del raffreddore da fieno (naso che cola, congestione, starnuti, prurito) possono essere spiacevoli. Mentre l’asma può limitare significativamente le attività quotidiane. 

In questo articolo, la Dott.ssa Marina Ventura, medico esperto in allergologia del Centro Medico Unisalus di Milano, fornirà informazioni generali sulle allergie oltre a 8 suggerimenti che ti aiuteranno a essere proattivo riguardo alle tue allergie questa primavera. 

COSA SONO LE ALLERGIE? 

Prima di tutto, cominciamo dicendo che cosa sono le allergie. Sono il risultato della reazione negativa del tuo corpo e del tuo sistema immunitario a una sostanza chiamata allergene

Una delle forme più comuni di allergia è la rinite allergica. Più comunemente nota come allergia stagionale o febbre da fieno. Le allergie stagionali si verificano in genere in primavera, estate o autunno e hanno una vasta gamma di fattori scatenanti interni ed esterni. 

CAUSE E SINTOMI

I principali colpevoli durante la primavera sono i pollini degli alberi (come betulla, quercia, cedro, noce), i pollini delle graminacee, le spore di muffa ed erbacce (quali ambrosia). Anche gli acari della polvere e i peli di animali domestici giocano un ruolo come allergeni tutto l’anno. 

Un test allergologico è il primo passo da fare per identificare questi fattori scatenanti. Di solito è meglio eseguire esami del sangue o sulla pelle. 

I sintomi delle allergie primaverili spesso includono starnuti, rinorrea, congestione, prurito alla gola e agli occhi e muco che drena nella parte posteriore della gola.

Come sopravvivere dunque alla nuova ondata di attacchi allergici?

Ecco gli 8 consigli più utili per sopravvivere alle allergie stagionali.

8 CONSIGLI SU COME GESTIRE LE ALLERGIE PRIMAVERILI

La Dott.ssa Marina Ventura, medico esperto in allergologia del Centro Medico Unisalus di Milano ti dirà ora alcuni modi per combattere le allergie primaverili.

SCOPRI A COSA SEI ALLERGICO

Se non sai a cosa sei allergico, non conoscerai mai veramente i fattori scatenanti e come trovare una soluzione a lungo termine. 

Inoltre, quando ci sono sbalzi di temperatura e si passa rapidamente dal freddo al caldo, può essere difficile capire se la congestione è causata da allergie, raffreddore o virus. Se la congestione dura più di due settimane, i sintomi aumentano o se gli occhi, il naso e la gola prudono potresti sospettare che si tratti di allergia. Fai un test allergologico

EVITA DI APRIRE PORTE E FINESTRE QUANDO POSSIBILE

Il polline è uno dei principali colpevoli delle allergie stagionali. Anche se spesso vogliamo far entrare l’aria fresca primaverile, in questo modo permetti a questo allergene di entrare all’interno di casa tua. Solitamente il numero di pollini raggiunge il suo massimo la mattina presto e la sera tardi. Quindi evita di tenere aperte le porte e le finestre durante quei periodi. 

Dunque è meglio tenere le finestre chiuse se soffri di allergie stagionali. Usa piuttosto un condizionatore per far circolare aria pulita in tutta la casa.

Oppure, se ritieni di aver bisogno di areare la tua casa, assicurati di spolverare o aspirare in seguito per raccogliere eventuali allergeni che potrebbero essere entrati.  

Se soffri, invece, di allergie ai peli di animali domestici o alle muffe apri le finestre per eliminare gli allergeni interni. 

CURA IL PRATO 

Taglia l’erba a intervalli regolari per evitare che diventi troppo lunga aumentando così il livello di polline. Indossa una mascherina mentre lo fai o, ancora meglio, fallo fare a qualcun altro. 

FAI UNA DOCCIA PRIMA DI ANDARE A DORMIRE

Una buona pratica durante i mesi dell’allergia è fare la doccia e lavarsi i capelli prima di andare a letto.

Durante il giorno, infatti, la tua pelle e i tuoi capelli diventano una calamita per gli allergeni che fluttuano nell’aria. Lavare via il polline e la polvere impedirà che si diffonda su lenzuola e cuscini. 

Questa stessa pratica dovrebbe valere anche per tutti i vestiti che hai indossato fuori. Lavare i vestiti il prima possibile è un buon modo per evitare che gli allergeni si diffondano in tutta la casa.

TOGLI LE SCARPE E CAMBIA I VESTITI QUANDO ENTRI IN CASA

Se ti togli le scarpe e ti cambi i vestiti quando entri in casa, eliminerai il rischio di trascinare il polline in casa. Questa piccola accortezza può migliorare notevolmente i sintomi di allergia in casa

FAI RISCIACQUI NASALI

Fare dei risciacqui nasali con acqua salata quando si verifica congestione a causa di allergie può aiutare. I risciacqui salini possono essere eseguiti utilizzando uno spray nasali. Puoi anche provare a fare gargarismi con acqua salata due volte al giorno per alleviare l’irritazione e l’infiammazione alla gola.

La soluzione salina aiuta a eliminare il polline dal naso e a ridurre, così, al minimo i sintomi dell’allergia. 

PULISCI REGOLARMENTE 

È buona norma pulire i pavimenti settimanalmente e pulire a fondo almeno una volta al mese. Non dimenticare di spolverare i mobili, di lavare le lenzuola e le tende e di togliere la polvere anche dalle tapparelle. Controlla anche che non si formi muffa nei bagni.

RIMANI IN CASA NELLE GIORNATE VENTOSE E SECCHE

Nelle giornate ventose e secche il polline viene trasportato dall’aria e peggiora i sintomi di chi è allergico. Stare in casa in questi giorni è la soluzione migliore per non scatenare le allergie stagionali. Se devi uscire, assicurati di indossare degli occhiali da sole per tenere il polline lontano dagli occhi.

Il momento migliore per uscire all’aperto è subito dopo la pioggia. Perché il clima umido mantiene il polline attaccato al terreno.

 

 

 

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